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LA GENERAZIONE DIPENDENTE: LA META’ DEI GIOVANI EUROPEI VIVE CON I GENITORI

DI SHIV MALIK
The Guardian

Un rapporto di Eurofound riporta che non sono solo le persone che stanno per finire l’istruzione ad avere difficoltà a vivere in modo indipendente, ma anche i trentenni.

I nuovi dati dicono che quasi la metà dei giovani adulti europei vive con i propri genitori, un livello record di dipendenza che ha implicazioni sociali e demografiche per il futuro del continente.

Una delle indagini sociali più complete, che si è svolta in 28 paesi europei, ci ha rivelato martedì che la percentuale di persone di età compresa tra i 18 e i 30 anni che nel 2011 viveva ancora con i genitori è salita era al 48 %, 36,7 milioni di persone, che sperimentano anche livelli di deprivazione e di disoccupazione che sono aumentati anch’essi nei primi cinque anni di crisi economica.

I dati provenienti dall’agenzia dell’Unione Europea Eurofound che sono stati ottenuti dal Guardian mostrano che solo pochi paesi sono immuni al fenomeno, e che non è esclusivo dei paesi indebitati nel bacino del Mediterraneo. Lo studio mostra un forte aumento del numero dei ventenni che rimangono a casa anche in paesi come Svezia, Danimarca, Francia, Belgio e Austria. In Italia quasi quattro quinti (il 79%) dei giovani adulti vivevano con i propri genitori.

Tuttavia, la Germania, i Paesi Bassi, l’Irlanda e il Regno Unito hanno registrato una diminuizione: in Gran Bretagna, è calato dal 30 al 26% .

Uno degli autori del rapporto, Anna Ludwinek, ha detto: “La situazione dei giovani è cambiata radicalmente. E sembra differente da quella dei loro genitori e nonni.”

Non è solo il mondo del lavoro che è cambiato, ma la società sta cambiando, di modo che le transizioni stanno diventando sempre più imprevedibili: le persone non hanno più un lavoro che dura tutta la vita e neppure vivono nello stesso posto per tutta la vita.

Ha anche detto che è un mito pensare che vivere con i bambini e i genitori in una famiglia multigenerazionale sia una meraviglia: “Abbiamo riscontrato che le famiglie multigenerazionali hanno una bassissima soddisfazione per la propria vita e un livello percepito altissimo di deprivazione e di esclusione sociale.”

“Si potrebbe affermare che se avete trent’anni, vivete ancora con i genitori e se, oltre a questo avete anche una vostra famiglia, allora è davvero difficile iniziare una vita indipendente.

I dati evidenziano la situazione difficile della “Generazione Y”, che è più istruita rispetto ai loro antenati, ma è condannata a prospettive più fosche della generazione dei loro genitori.

Il fenomeno sempre più diffuso degli adulti costretti a vivere nelle loro camerette d’infanzia ha anche sollevato preoccupazioni per la natalità e la demografia in un continente che invecchia.

La tendenza alla dipendenza verso i genitori, riportano gli autori dello studio, non può essere spiegata solamente con l’aumento del numero delle persone che studiano più a lungo, dato che altri milioni di 25-29enni ancora vivono con mamma e papà.

Per le donne di età compresa tra 25-29, il numero è salito di cinque punti fino al 26%, mentre la percentuale per gli uomini è salita di tre, arrivando al 34%. Anche tra coloro che hanno un lavoro, il dato complessivo è aumentato di un punto, siamo al 34% .

Mentre i giovani adulti tendono ad affidarsi alle istituzioni quanto i loro genitori, la loro fiducia per il governo nazionale, il sistema giuridico e la stampa è diminuita dal 2007 al 2011.

Bobby Duffy dell’istituto di sondaggi Ipsos Mori ha detto di aver trovato risultati simili nel Regno Unito: “La nostra analisi generazionale dell’attitudine nel Regno Unito ha mostrato quanta pressione sentono i giovani, che sono più propensi a considerarsi poveri anche se hanno iniziato da qualche anno una loro carriera, un fatto storicamente insolito.”

Ciò riecheggia la ricerca di Eurofound: non sono solo coloro che sono appena usciti dalla scuola o dalle università che trovano grandi difficoltà a diventare indipendenti, ma tutti quelli tra i 20 e i 30 anni.

Ha detto che questi risultati hanno dimostrato che il ceto sociale e il background stanno diventando sempre più un fattore di successo nella vita successiva..

Quelli che appartengono a classi agiate o ricche saranno meglio equipaggiati per affrontare le pressioni. Il contesto non riguarda solo l’aspetto generazionale; è come questo si relaziona con la ricchezza e il ceto sociale, lasciando svantaggiati alcuni giovani.

Peter Matjašič , presidente del Forum Europeo della Gioventù, ha detto che i giovani europei erano ancora “nel mezzo della tempesta“, nonostante si parli di una ripresa.

Ha detto che troppi erano ancora disoccupati o, se stavano lavorando, erano “precari e spesso senza la rete di sicurezza di un’adeguata protezione sociale“.

Questo rapporto ci fa preoccupare, perché fornisce ulteriori prove che, nel momento in cui i giovani adulti dovrebbero essere diventare esseri autonomi che vanno per la propria strada, sono costretti a continuare a vivere a casa con i genitori per un tempo molto più lungo rispetto a prima, e questo sta diventando la norma anche in molti paesi in cui non era una cosa comune.“.

Ha anche invitato i dirigenti europei ad attuare misure concrete, e ha detto che i giovani adulti europei non devono essere discriminati in materia di spesa per la sicurezza sociale.

Il rapporto di Eurofound rivela anche che il 49% dei giovani adulti europei viveva in famiglie che avvertivano una qualche forma di deprivazione. Nel 2011 il 27% dei giovani adulti viveva in deprivazione di “medio livello“, ossia che non avrebbe potuto sostituire i mobili usurati, invitare gli amici a casa o permettersi di prendere una vacanza ogni anno.

Più di un quinto (il 22% ) ha vissuto “grave deprivazione” e ha avuto difficoltà per riscaldare la casa o comprare vestiti nuovi. Questo dato è salito di sei punti percentuali dal 2007.

L’aumento della deprivazione per i giovani adulti è stata peggiore in Grecia (+15 %), Spagna (+20%) e Regno Unito (+10%) .

Anche se la loro situazione è meno grave se confrontata a quella di altre epoche, i giovani europei se la passano peggio delle altre generazioni: “In quasi tutti i paesi i giovani possono andare incontro a livelli moderati di deprivazione rispetto alla popolazione generale, ma è meno probabile che affrontino le forme più gravi“, dice il rapporto. Dal sondaggio di 7.300 giovani adulti sulla qualità di vita in Europa, gli autori del rapporto indicano una tendenza crescente di famiglie multigenerazionali in cui i genitori sono costretti a ospitare sia i figli che i nipoti.

Di conseguenza, il numero delle famiglie di lavoratori che crescono una famiglia nella propria casa è sceso di 3 punti percentuali.

I nuclei familiari in cui tre generazioni vivono tutti sotto lo stesso tetto sono più propensi a sperimentare una grave deprivazione, “suggerendo che per molti una tale modalità sia involontaria e una conseguenza della crisi economica“.

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SHIV MALIK
The Guardian

Link: The dependent generation: half young European adults live with their parents

24.03.2014

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da SUPERVICE

Pubblicato da

  • Miltos

    Un bel FALSO problema. Ai potenti della Terra farebbe comodo che tutti uscissero di casa a 16 anni, così i giovani sarebbero costretti ad accettare gli stipendi da fame da loro proposti per mantenersi vitto e alloggio. Tra l’altro, con 7 miliardi di persone al mondo (di cui 2 miliardi ancora senza acqua potabile, e saranno sempre di più) sarebbe impensabile avere 7 milardi di case per un mero discorso di "essere indipendenti". Indipendenti da cosa, poi? O da un genitore, o da un posto di lavoro, l’uomo è sempre dipendente da qualcosa. E’ nella sua natura.  E’ un animale sociale, e si estinguerebbe se finisse a vivere in solitudine in case di cemento piene di oggetti ma senza valori. Valori che mancano soprattutto in quei giovani che vanno via prima (UK, Irlanda, Germania): gente che per uno straccio di lavoro o un passetto di carriera in più si venderebbe il padre, la madre e pure la sorella. Questi giovani "più evoluti" sono gli stessi che si degnano di tornare a vedere i parenti solo in punto di morte: bella roba, e bella coscienza che si ritrovano per il resto della vita. Indipendenti e infelici, accoppiata molto nota in quelle Nazioni. Certo, i giovani del Sud "costretti" a restare a casa ci stanno soprattutto per convenienza e non proprio per amore verso i genitori; ma d’altronde l’uomo ha sempre ragionato per convenienza, e non vedo che cosa ci sia di male. L’uomo primitivo viveva in compagnia nelle caverne, perchè serviva fare i turni per tenere acceso il fuoco: fosse andato "a vivere da solo", si sarebbe estinto da un pezzo. L’uomo è fatto per aiutare e farsi aiutare; nessuno ha mai fatto tutto da solo. Non ci dovrebbe essere vergogna in questo. Oggi l’uomo non rischia più l’estinzione, ma nulla toglie che un giovane che sta a casa un po’ più a lungo del dovuto alla fine forse ci guadagna in tutti i sensi, e soprattutto in salute, visto che per mantenersi da solo dovrebbe obbligatoriamente finire al servizio in posti di lavori malsani e insalubri a tutto vantaggio di quel sistema ultracapitalista che invece vorremmo distruggere. Che poi, "fisicamente", se in una casa a vivere sono i 2 o in 3, a volte non cambia molto; forse in 15 ci sarebbe qualche problema, ma non è il caso dell’Occidente. Ma per la mentalità comune, meglio lavorare per due denari 12 ore al giorni ma affittarsi le proprie 4 mura a prezzo d’oro, in cui tornare in solitudine ogni sera, piuttosto che prendere la vita un po’ più con calma e accettare qualche compromesso. Ah, a proposito: gli irlandesi tanto bravi a far le valigie a 18 anni e 1 giorno si ritrovano di solito a 30 anni calvi, col fegato spezzato dall’alcol e depressioni croniche: forse l’elisir di lunga vita non è questo. Alla fine della fiera, quando saremo sotto terra, nessun ci verrà a render conto di quanto prima o quanto dopo siamo andati via di casa; sono, semplicemente, paranoie occidentali. Perchè nel Sud del mondo, molti, la casa non ce l’hanno e non ci pensano nemmeno. E forse sono più sereni di noi.

  • dana74

    "Con Inghil­terra e Gal­les sal­gono a 15 i Paesi dove il matri­mo­nio tra persone dello stesso sesso è legale" scrive il Manifesto e riprendono i blogs moralmente superiori.

    Le generazioni non sanno di che vivere? Pazienza, la civiltà si misura su altri paramentri
  • Aironeblu

    Non posso che essere completamente d’accordo.

  • Aironeblu

    E dove sarebbe il male? Meglio vivere in compagnia dei genitori o con il grande fratello?

  • Hamelin

    Il Motivo economico non è l’unico a mio avviso .
    Per me la decadenza morale , etica  e il nuovo modello sociale imposto alla donna sono altrettanto corresponsabili del fatto che si formino sempre meno famiglie .
    La società a mio modo di vedere ha trasformato il pensiero delle donne per quanto riguarda la famiglia .
    Vent’anni fa il costruire una famiglia era un primario obbiettivo della maggior parte delle donne  ,ora buona parte invece antepone ad esso la carriera o scopi personali ( cosa che è sempre una pecca degli uomini ) .

  • OlausWormius

    Gli attuali trentenni e quarantenni (i cosiddetti mammoni, termine dispregiativo usato più volte da certi statisti illuminati) sono figli degli ex sessantottini. La generazione che pur avendo cavalcato un periodo di benessere materiale come forse mai si era conosciuto prima è riuscita a fallire su tutti i fronti ed è riuscita anche nella difficile impresa di accusare dei propri fallimenti le generazioni successive.
    Certo hanno la scusante che è stata la prima generazione che ha subito un lavaggio del cervello no-stop ai tempi di quella grande rivoluzione colorata arcobaleno che era il ’68 nonché anche dopo attraverso la propaganda consumista-materialista alla quale si sono prostrati molto volentieri (rinnegando in parte anche alcuni dei valori che dicevano di avere). Alla fine molti oggi si accorgono che sono stati traditi ma è troppo tardi, questo è quello che succede a vendersi anima e corpo…
    Io non invidio quelli che sono costretti a vivere con questi genitori anche se ovviamente non tutti quelli che erano giovani all’epoca sono catalogabili in un unico gruppo, qualcuno (pochi) aveva anche avuto il coraggio di provare ad opporsi.

  • uomospeciale

    Pensa che io oltre a non essere uscito di casa, vivo pure con la madre a  "  carico"
    Visto che pago io tutte le spese di casa da più di 20 anni….
    Quindi son tutte paranoie del cazzo e basta.

     

  • Truman

    Post correlato nei forum:

    La famiglia Infinita.

    E’ un articolo di Repubblica, noto spacciatore di mitologie avariate, ma può essere utile per approfondire. Credo derivi comunque dagli stessi dati europei del Guardian.

    Vale la pena di notare alcuni elementi:

    – la famiglia allargata mostra vistosamente un serio problema economico delle famiglie;

    – allo stesso tempo si crea necessariamente un’alleanza tra generazioni che non era nei piani della Troika, anzi si oppone al progetto perseguito da decenni di demolire tutte le istituzioni e lasciare individui isolati;

    – qui emerge il fatto che ancora una volta i burattinai che vorrebbero dominarci hanno sbagliato i conti.