Home / ComeDonChisciotte / LA FRANCIA IN OSTAGGIO
15669-thumb.jpg

LA FRANCIA IN OSTAGGIO

DI THIERRY MEYSSAN

voltairenet.org

Da 5 anni i francesi sentono parlare di guerre lontane, senza capire di cosa si tratta. La stampa li ha informati dell’impegno del loro esercito in Libia, ma mai della presenza di soldati francesi nel Vicino oriente. I miei articoli su questo sono molto letti, ma percepiti come bizzarrie orientali. Nonostante la mia storia personale, è chic qualificarmi come “estremista” o “complottista” e notare che i miei articoli sono pubblicati su siti internet di dubbio orientamento, compresi autentici estremisti e complottisti. Però nessuno trova niente da ridire su quanto scrivo. Ma nemmeno si dà retta ai miei avvertimenti sulle alleanze concluse dalla Francia.

Improvvisamente la verità ignorata viene a galla.

La Francia è stata attaccata venerdì 13 da diversi commando, che hanno assassinato almeno 130 persone in 5 luoghi diversi di Parigi. Lo stato di allerta è stato proclamato per 12 giorni su tutto il territorio e potrebbe essere prolungato dal Parlamento.

Non ci sono legami diretti con la faccenda Charlie Hebdo

La stampa francese interpreta questo atto di guerra legandolo all’attentato contro Charlie H. anche se i modi operativi sono del tutto differenti. In gennaio si trattava di uccidere persone precise, mentre qui si tratta di uccidere con un attacco coordinato molte persone a caso.

Oggi si sa che il redattore capo di Charlie H. aveva appena ricevuto un dono di 200.000 euro dal vicino oriente per portare avanti la sua campagna antimusulmana (1); che gli assassini erano legati ai servizi di informazione francesi (2); che l’origine delle loro armi è coperta dal segreto della difesa (3). Ho già mostrato che questo attentato non era un’operazione islamista (4), che era stato oggetto di un recupero di Stato immediato (5), e che questo recupero aveva trovato eco in una popolazione ostile alla Repubblica (6)– un’idea che è stata sviluppata brillantemente dal demografo Todd qualche mese dopo (7).

Se torniamo alla guerra che si è allargata a Parigi, ciò sorprende in Europa occid. Non si può paragonarla agli attentati a Madrid del 2004. In Spagna non c’erano né tiratori né kamikaze, ma 10 bombe in quattro luoghi distinti (8). Il tipo di scenario che ha avuto luogo in Francia è paragonabile al rischio quotidiano di numerose popolazioni del Medio Oriente allargato” dopo il 2001. Troviamo eventi paragonabili anche altrove, come i tre giorni di attacchi in sei luoghi distinti a Bombay nel 2008 (9).

Anche se gli assalitori sono musulmani e hanno gridato Allah Akbar uccidendo i passanti, non c’è nessun legame tra questi attacchi, l’islam e un’eventuale guerra di civiltà. Così questi commando avevano l’ordine di uccidere a caso, senza interessarsi della religione delle loro vittime. Allo stesso modo è assurdo mettere al primo posto il movente di Daesh contro la Francia – anche se non c’è dubbio sulla sua implicazione in questi attacchi -. Se si trattava di vendetta avrebbero colpito a Mosca.

La Francia è uno stato terrorista almeno dal 2011

La lettura di questi eventi è confusa, perché dietro i gruppi non statali si nascondono sempre gli stati sponsor. Negli anni ’70 il venezuelano Ilich Ramirez Sanchez detto Carlos o lo Sciacallo si era messo con convinzione al servizio della causa palestinese e della rivoluzione col sostegno discreto dell’URSS. Negli anni ’80 l’esempio di Carlos è stato ripreso da mercenari al servizio del miglior offerente, come Sabri al Banna detto Abu Nidal, che fece attentati per conto della Libia e della Siria, ma anche di Israele. Oggi c’è una nebulosa del terrorismo e delle attività segrete che coinvolge molti stati.

Per principio gli stati negano sempre la loro partecipazione a atti di terrorismo. Tuttavia il ministro degli affari esteri Fabius dichiarò nel dicembre 2012, all’epoca della conferenza degli Amici della Siria a Marrakesh, che Al Nosa, ramo siriano di Al Qaeda, faceva un buon lavoro (10).

Tenuto conto delle sue funzioni, Fabius sapeva di non correre rischi giudiziari per il suo sostegno a un’organizzazione classificata come terrorista dal consiglio di sicurezza dell’ONU, ma faceva correre un bel rischio al suo paese, gettandolo nel calderone del terrorismo. In effetti la Francia era implicata già almeno dal 2011 al fianco di Al Qaeda. All’epoca il Regno Unito e la Francia si erano unite al progetto americano della “primavera araba”. Si trattava di rovesciare tutti i regimi laici e sostituirli con dittature dei Fratelli musulmani. Quando Londra e Parigi avevano scoperto questa operazione in corso di realizzazione in Tunisia e in Egitto, erano stati preliminarmente sollecitati per la Libia e la Siria (11). In Libia organizzarono con l’aiuto delle forze speciali italiane il massacro di Bengasi, poi con l’aiuto di Al Qaeda la presa degli arsenali. Posso attestare che quando ero sotto la protezione di Khamis Gheddafi mentre la Nato dava l’assalto alla capitale, l’Hotel Rixos dove risiedevamo venne assaltato da un’unità di Al Qaeda, la brigata di Tripoli, comandata da Mahdi al Harati, al grido Allah Akbar e inquadrata da ufficiali francesi in missione. Lo stesso Mahdi al Harati fu, col suo capo Abdelakim Belhaj, il fondatore del preteso esercito siriano libero, in realtà un gruppo di Al Qaeda sotto la bandiera della colonizzazione francese.

In Siria la presenza di ufficiali francesi che inquadravano gruppi armati quando perpetravano crimini contro l’umanità è largamente attestata.

La Francia ha in seguito fatto un gioco molto complesso e pericoloso. Così nel 2013, cioè un mese dopo il pubblico sostegno di Fabius a Al Qaeda in Siria, si lanciava in un’operazione nel Mali contro la stessa Al Qaeda, provocando un primo contraccolpo contro i suoi agenti infiltrati in Siria.

Di tutto questo non avete mai sentito parlare. Infatti, benché la Francia abbia delle istituzioni democratiche, la sua politica nel mondo arabo non è mai stata discussa pubblicamente. Al massimo ci si accontentava – in violazione dell’art. 35 della Costituzione – di entrare in guerra contro la Libia e contro la Siria dopo qualche ora di dibattito parlamentare superficiale, senza votare. I parlamentari francesi hanno rinunciato a esercitare il loro mandato di controllare l’esecutivo in materia di politica estera, pensando che si tratta di un campo riservato al presidente, senza conseguenza sulla vita quotidiana. Ciascuno può constatare al contrario oggi che la pace e la sicurezza, uno dei quattro “diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino” del 1789 (art. 2), ne dipendono direttamente. Il peggio deve arrivare.

All’inizio del 2014, quando i falchi liberali USA mettevano a punto il loro piano di trasformazione dell’Emirato islamico in Iraq e nel Cham (Siria e vicini) in quello che sarebbe diventato Daesh, la Francia e la Turchia avviarono munizioni a Al Qaeda per combattere lo Stato islamico, questo punto è attestato da un documento presentato al consiglio di sicurezza il 14 luglio 2014 (12). Tuttavia la Francia si unì ancora più strettamente a questa operazione segreta e partecipò alla coalizione internazionale anti-Daesh, di cui ora ognuno sa che, contrariamente al suo nome, non bombardò Daesh ma gli elargì armi per un anno (13). La situazione si evolve ancora dopo la firma dell’accordo 5+1 con l’Iran. Gli Stati Uniti si volsero improvvisamente sul campo contro l’organizzazione terrorista e la respinsero a Hassaké in Siria (14). Ma è solo nell’ottobre 2015, un mese fa, che la Francia ricominciò a combattere Daesh. Non per fermare i suoi massacri, ma per conquistare una parte del territorio che occupa in Siria e in Iraq e installarvi un nuovo stato coloniale, che verrebbe chiamato “Kurdistan” anche se la sua popolazione curda lì è ampiamente minoritaria (15).

In questa prospettiva la Francia ha inviato la sua portaerei – che non è ancora in zona – per sostenere i marxisti leninisti del partito curdo YPG – ma cosa significa questo riferimento politico quando si progetta di creare uno stato coloniale? – contro il suo vecchio alleato Daesh. Assistiamo ormai al secondo contraccolpo, non da parte di Al Qaeda in Siria ma da parte di Daesh in Francia, dietro istruzione degli alleati inconfessabili della Francia.

Chi dirige Daesh

Daesh è una creatura artificiale. Non è altro che lo strumento della politica di vari stati e multinazionali. Le sue principali risorse finanziarie sono il petrolio, le droghe afgane – di cui i francesi non hanno sempre afferrato le implicazioni nel loro paese – e le antichità del vicino oriente. Tutti sono concordi nel notare che il petrolio rubato transita liberamente dalla Turchia, prima di essere venduto in Europa occidentale. Tenuto conto delle quantità, non si può dubitare del sostegno dello stato turco a Daesh. (16)

Tre settimane fa il portavoce dell’esercito arabo siriano rivelava che 3 aerei, affittati da Turchia, Arabia saudita e Emirati arabi uniti, trasportavano combattenti di Daesh dalla Siria allo Yemen. Di nuovo non si possono avere dubbi sui legami di questi tre stati col Daesh, in violazione delle risoluzioni pertinenti del consiglio di sicurezza.

Ho spiegato a lungo, dopo la prima conferenza di Ginevra del giugno 2012, che una fazione interna allo stato americano faceva una sua propria politica, contro quella della Casa bianca. All’inizio questo complotto era diretto dal capo della CIA e cofondatore di Daesh nel 2007 (the surge) (17) il generale Petraeus, fino al suo arresto manette ai polsi all’indomani della rielezione di Obama. Poi è stata la volta del segretario di stato H. Clinton, che non ha potuto terminare il suo mandato a causa di uno spiacevole incidente. Infine questa battaglia fu continuata dall’ambasciatore J. Feltman dagli uffici dell’ONU e dal generale J. Allen alla testa della pretesa coalizione anti Daesh. Questo gruppo, parte del “profondo Stato” USA, che non ha smesso di opporsi all’accordo 5+1 con l’Iran e di combattere la repubblica araba siriana, ha dei suoi membri all’interno dell’amministrazione Obama. Soprattutto può contare sull’aiuto delle multinazionali, i cui bilanci sono più importanti di quelli degli stati e che possono finanziare le loro operazioni segrete. Si tratta in particolare del petroliere Exxon Mobil (vero proprietario del Qatar), dei fondi KKR e dell’esercito privato Academi (ex Blackwater). E’ per conto degli Stati e di queste multinazionali he la Francia è divenuta un paese mercenario.

La Francia oggetto di ricatto

L’11 nov 2015 il primo ministro Manuel Valls assicurava che la Francia è impegnata contro il terrorismo (18).

Il 12 novembre l’Osservatorio nazionale della delinquenza e delle risposte penali – legato al ministero degli Interni – pubblicava un rapporto secondo cui il terrorismo era divenuto la seconda preoccupazione dei francesi dopo la disoccupazione (19).

La mattina stessa del 13 novembre il ministro degli Interni Cazeneuve presentava a Nanterre un piano di 20 misure per lottare contro il traffico di armi (20).

Evidentemente il governo si aspettava il peggio e questo implica che era in trattativa con coloro che l’hanno attaccato. La Francia si è assunta degli impegni che non ha mantenuto ed è certo vittima di un ricatto da parte di “padroni” che ha tradito. Un’esercitazione che simulava gli attentati è stata condotta la mattina stessa dell’attacco presso il pronto soccorso ospedaliero (21). Una coincidenza che già si era notata in occasione degli attentati dell’11 settembre 2001 a NY e a Washington, di quelli di Madrid dell’11 marzo 2004 e di quelli del 7 luglio 2005 a Londra.

Conclusione provvisoria

I governi francesi successivi hanno annodato alleanze con stati i cui valori sono opposti a quelli della repubblica. Si sono progressivamente impegnati a scatenare guerre segrete per essi, invece di ritirarsi. Il pres Hollande e in particolare il generale B. Puga, il suo ministro degli esteri Fabius e il suo predecessore Juppé sono oggi oggetto di un ricatto da cui non potranno uscire se non rivelando dove hanno fuorviato il paese, anche se ciò li espone all’alta corte di giustizia.

Il 28 settembre Putin, alla tribuna delle Nazioni Unite, rivolgendosi agli USA e alla Francia esclamava: “vorrei domandare ai responsabili di questa situazione: siete consapevoli di quello che avete fatto? Ma temo che la domanda resterà senza risposta, perché queste persone non hanno rinunciato alla loro politica fondata su una fiducia esagerata in se stessi e sulla convinzione della propria eccezionalità e impunità” (22). Né gli USA né la Francia l’hanno ascoltato. Adesso è troppo tardi.

Da ricordare:

  • il governo francese si è allontanato progressivamente dalla legalità internazionale. Perpetra l’assassinio politico e gestisce azioni terroristiche almeno dal 2011.
  • Il governo francese ha stretto alleanze contro natura con le dittature petrolifere del Golfo persico. Collabora con un gruppo di personalità americane e di compagnie multinazionali per sabotare la politica di pace di Obama e Putin.
  • Il governo francese è entrato in conflitto con questi alleati poco raccomandabili. Uno di questi stati ha sponsorizzato gli attacchi di Parigi.

Thierry Meyssan

Fonte: www.voltairenet.org

Link: http://www.voltairenet.org/article189275.html

16.11.2015

Traduzione a cura di DORIANA MASCOLO

NOTE

[1] « Charlie Hebdo : les révélations de la dernière compagne de Charb », Thibault Raisse, Le Parisien, 18 octobre 2015.

[2] « Selon McClatchy, Mohammed Mehra et les frères Kouachi seraient liés aux services secrets français », Réseau Voltaire, 9 janvier 2015.

[3] « Les armes de Charlie-Hebdo couvertes par le Secret-Défense », Réseau Voltaire, 17 septembre 2015

[4] « Qui a commandité l’attentat contre Charlie Hebdo ? », par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 7 janvier 2015.

[5] « Charlie Hebdo a bon dos », par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 12 janvier 2015.

[6] « De quoi ont peur les politiques et les journalistes français ? », par Réseau Voltaire, 25 janvier 2015.

[7] Qui est Charlie ? : Sociologie d’une crise religieuse, Emmanuel Todd, Seuil,‎ 5 mai 2015, 252 p.

[8] « 11 mars 2004 à Madrid : était-ce vraiment un attentat islamiste ? », « Attentats de Madrid : l’hypothèse atlantiste », par Mathieu Miquel, Réseau Voltaire, 11 octobre et 6 novembre 2009.

[9] The Siege, Adrian Levy & Cathy Scott-Clark, Penguin, 2013.

[10] « Pression militaire et succès diplomatique pour les rebelles syriens », par Isabelle Maudraud, Le Monde, 13 décembre 2012.

[11] Voir le témoignage de l’ancien président du Conseil constitutionnel Roland Dumas sur LCP.

[12] Lire l’intervention du représentant syrien « Résolution 2165 et débats (aide humanitaire en Syrie) », Réseau Voltaire, 14 juillet 2014.

[13] Ce point est ignoré de la presse occidentale, mais a été largement discuté un an durant par la presse arabe et perse. La vérité a éclaté au grand jour lorsque cinquante analystes du CentCom ont dénoncé les mensonges des rapports sur la Coalition, qu’une enquête interne a été déclenchée et que, finalement, le général John Allen a été contraint à la démission. Voir notamment : « Stewart, Brennan et Cardillo dénoncent les manipulations du Renseignement au Pentagone » et « Le général Allen présente sa démission (Bloomberg) », Réseau Voltaire, 12 et 23 septembre 2015.

[14] « La France tente d’entraver le déploiement militaire russe en Syrie », Réseau Voltaire, 6 septembre 2015.

[15] « Les États-Unis et Israël débutent la colonisation du Nord de la Syrie », Réseau Voltaire, 1er novembre 2015.

[16] Pour en savoir plus : « Le rôle de la famille Erdoğan au sein de Daesh », Réseau Voltaire, 26 juillet 2015.

[17] Daesh a été initialement constitué en Irak dans le cadre d’un plan visant à mettre fin à la Résistance à l’occupation états-unienne. Pour ce faire, les USA ont créé des milices anti-chiites —dont l’Émirat islamique en Irak, futur « Daesh »—, puis des milices anti-sunnites. En définitive, les deux groupes de population ont oublié l’armée d’occupation et se sont battus entre eux.

[18] « Valls : la France engagée contre le terrorisme », AFP et Le Figaro, 11 novembre 2015.

[19] « La grande peur du terrorisme », Timothée Boutry, Le Parisien-Aujourd’hui en France, 13 novembre 2015.

[20] « Bernard Cazeneuve présente un plan contre le trafic d’armes », AFP, 13 novembre 2015.

[21] Cf. Intervention du Dr Patrice Pelloux, président de l’Association des médecins urgentistes de France, sur France Info à 10h26 et au journal du soir de France2, le 14 novembre 2015. « Comment le Samu s’est préparé aux attentats simultanés de Paris », Kira Mitrofanoff, Challenges, 15 novembre 2015.

[22] « Discours de Vladimir Poutine à la 70ème Assemblée générale de l’Onu », par Vladimir Poutine, Réseau Voltaire, 28 septembre 2015.

Pubblicato da Davide

  • Servus

    "Da ricordare:

    • il governo francese si è allontanato progressivamente dalla legalità internazionale. Perpetra l’assassinio politico e gestisce azioni terroristiche almeno dal 2011.
    • Il governo francese ha stretto alleanze contro natura con le dittature petrolifere del Golfo persico. Collabora con un gruppo di personalità americane e di compagnie multinazionali per sabotare la politica di pace di Obama e Putin.
    • Il governo francese è entrato in conflitto con questi alleati poco raccomandabili. Uno di questi stati ha sponsorizzato gli attacchi di Parigi"

    Più chiaro di così!. 

    Da cui risulta che Obama e Hollande sono proprio 2 fessi ovvero 2 burattini in balia degli altri.
  • Truman

    Credo Meyssan sia troppo buono con i leader francesi.

    Gli attentati di Parigi sono un remake del film dell’11 settembre:

    – esercitazioni di sicurezza in corso

    – intelligence impreparata

    – il capo supremo (era Bush, oggi Hollande) scappa via su un aereo / elicottero

    – i documenti di riconoscimento dei terroristi lasciati in bella vista

    – la colpa viene data immediatamente a qualcuno, anche se fino ad un attimo prima si affermava di non aver capito niente

    – poichè ci sono i morti, allora è guerra, afferma bush/hollande, quindi bisogna bombardare

    – qualsiasi logica viene abbandonata, delegando il convincere i popoli al tamburo battente dei media asserviti

    – leggi liberticide

    – …

    E allora è lo stesso film, il che dà un’idea della provenienza del regista e presuppone la complicità dei servizi segreti francesi e dei vertici dello stato.

  • polidoro

    Molto ben detto.
    Aggiungerei il simpatico particolare di:

    "Le Bataclan, vendu le 11 septembre par son détenteur parti en Israël"
    e
    "Hyper Cacher a bien été vendu la veille de la prise d’otages"

    Saluti

  • Servus

    Esattamente come le torri gemelle ( e la 3′ torre ) vendute dal proprietario qualche giorno prima.

  • bertol

    Avanzo questa ipotesi:

    Attentati di Parigi: un
    preavviso di dichiarazione di guerra USA all’Europa.

    Innanzitutto
    un pensiero di cordoglio per le vittime, soprattutto giovani, degli
    attentati di Parigi e di Beyrut, così come per le vittime irakene,
    siriane, afghane, libiche, ucraine … figlie di questi decenni di
    politiche di guerra degli USA e della Nato. Come ha ricordato Assad,
    Parigi venerdì 13 ha vissuto quello che vivono i siriani ogni giorno
    da quasi 5 anni. Tanto quanto l’ISIS è una creatura degli USA e dei
    suoi ambienti neocons (Hillary Clinton: "l’Isis è una nostra
    creatura ma ci è scappata di mano" …), altrettanto gli
    attentati di Parigi possono aver avuto la stessa regia. La Germania
    si sta apprestando a togliere le sanzioni alla Russia ed a
    ristabilire le relazioni, la Francia molto probabilmente stava
    decidendo di seguirla, il che avrebbe comportato il fallimento della
    politica USA che ha come pilastri l’isolamento della Russia,
    l’accerchiamento della Cina, la cooptazione economica dell’Europa con
    il TTIP. Se Germania, Francia, Europa ristabilissero le relazioni
    diplomatiche, politiche, economiche con la Russia, gli USA
    subirebbero una grave sconfitta politica e rischierebbero
    l’isolamento internazionale delle loro politiche guerrafondaie. E’
    l’asse Germania-Francia (ed Europa a seguire) al centro dell’attacco
    di Parigi. Sarà simbolico ma l’epicentro degli attacchi terroristici
    doveva essere lo Stadio dove si svolgeva la partita amichevole
    Francia-Germania, e dove era presente Hollande, se gli attentatori
    non fossero stati respinti ai cancelli dello Stadio e costretti a
    farsi esplodere nei dintorni. Ricordiamo che il precedente attentato
    alla redazione del pessimo Charlie Hebdo avvenne proprio il giorno
    dopo che Hollande aveva esternato pubblicamente l’intenzione di
    ririrare le sanzioni alla Russia. La Germania a sua volta è già
    sotto pressione Usa con l’ attacco alla Volkswagen (Deutche Bank
    quando?). La Russia subisce da tempo sanzioni e gli avvertimenti si
    impennano su ampia scala, dall’ abbattimento dell’aereo sul Sinai
    all’ espulsione degli atleti dai prossimi giochi olimpici. Per
    esperienza sappiamo che gli USA non si fanno alcuno scrupolo a
    lasciare lunghe strisce di sangue lungo il loro percorso di
    supremazia eccezionalista. Il messaggio degli attentati può essere
    letto così: se voi francesi, tedeschi, europei pensate di
    distaccarvi dalla nostra politica di guerra (Siria inclusa) e
    ricercate relazioni con la Russia, noi vi portiamo la guerra in casa,
    e usiamo anche l’Isis per portarvela.

    La
    Francia è l’anello più debole in quanto ha partecipato più di ogni
    altro Stato europeo alle guerre di destabilizzazione Usa/Nato in
    Libia, Siria fino a trascinarsi da sola a sud, in Africa Occidentale;
    il suo governo, secondo solo agli Usa, è quello europeo che più ha
    finanziato, addestrato, armato i gruppi terroristi jadhisti che prima
    hanno rovesciato Gheddafi (ucciso dalle forze speciali francesi), e
    poi sono stati trasferiti in Siria. Il suo ex-ministro degli Esteri
    riteneva naturale finanziare Al Qaida in Siria pur di rovesciare
    Assad. L’operazione però non è riuscita. Dopo l’intervento russo in
    Siria che ha impedito una mortale no-fly zone e che sta supportando
    magnificamente l’avanzata dell’esercito siriano, di hezbollah e dei
    battaglioni iraniani, i mercenari jadhisti sono in ritirata, e con
    essi le forze che li hanno arruolati. Anche la situazione in Ucraina
    è in stallo ed il governo imposto dagli Usa è sempre più in
    logoramento. Gli europei cominciano ad essere riluttanti a seguire le
    politiche Usa. Ma ora un cambio di fronte degli europei e dei
    francesi non è tollerato, ne dagli Usa ne dai terroristi jadhisti al
    loro servizio e dai loro Stati protettori, Turchia Qatar, Arabia
    Saudita.

    Le
    sanzioni alla Russia e l’obiettivo della caduta di Assad devono
    permanere. Questo credo sia il messaggio e avvertimento contenuto in
    questo atto di guerra.  

  • bertol

    Avanzo questa ipotesi:

    Attentati di Parigi: un
    preavviso di dichiarazione di guerra USA all’Europa.

    Innanzitutto
    un pensiero di cordoglio per le vittime, soprattutto giovani, degli
    attentati di Parigi e di Beyrut, così come per le vittime irakene,
    siriane, afghane, libiche, ucraine … figlie di questi decenni di
    politiche di guerra degli USA e della Nato. Come ha ricordato Assad,
    Parigi venerdì 13 ha vissuto quello che vivono i siriani ogni giorno
    da quasi 5 anni. Tanto quanto l’ISIS è una creatura degli USA e dei
    suoi ambienti neocons (Hillary Clinton: "l’Isis è una nostra
    creatura ma ci è scappata di mano" …), altrettanto gli
    attentati di Parigi possono aver avuto la stessa regia. La Germania
    si sta apprestando a togliere le sanzioni alla Russia ed a
    ristabilire le relazioni, la Francia molto probabilmente stava
    decidendo di seguirla, il che avrebbe comportato il fallimento della
    politica USA che ha come pilastri l’isolamento della Russia,
    l’accerchiamento della Cina, la cooptazione economica dell’Europa con
    il TTIP. Se Germania, Francia, Europa ristabilissero le relazioni
    diplomatiche, politiche, economiche con la Russia, gli USA
    subirebbero una grave sconfitta politica e rischierebbero
    l’isolamento internazionale delle loro politiche guerrafondaie. E’
    l’asse Germania-Francia (ed Europa a seguire) al centro dell’attacco
    di Parigi. Sarà simbolico ma l’epicentro degli attacchi terroristici
    doveva essere lo Stadio dove si svolgeva la partita amichevole
    Francia-Germania, e dove era presente Hollande, se gli attentatori
    non fossero stati respinti ai cancelli dello Stadio e costretti a
    farsi esplodere nei dintorni. Ricordiamo che il precedente attentato
    alla redazione del pessimo Charlie Hebdo avvenne proprio il giorno
    dopo che Hollande aveva esternato pubblicamente l’intenzione di
    ririrare le sanzioni alla Russia. La Germania a sua volta è già
    sotto pressione Usa con l’ attacco alla Volkswagen (Deutche Bank
    quando?). La Russia subisce da tempo sanzioni e gli avvertimenti si
    impennano su ampia scala, dall’ abbattimento dell’aereo sul Sinai
    all’ espulsione degli atleti dai prossimi giochi olimpici. Per
    esperienza sappiamo che gli USA non si fanno alcuno scrupolo a
    lasciare lunghe strisce di sangue lungo il loro percorso di
    supremazia eccezionalista. Il messaggio degli attentati può essere
    letto così: se voi francesi, tedeschi, europei pensate di
    distaccarvi dalla nostra politica di guerra (Siria inclusa) e
    ricercate relazioni con la Russia, noi vi portiamo la guerra in casa,
    e usiamo anche l’Isis per portarvela.

    La
    Francia è l’anello più debole in quanto ha partecipato più di ogni
    altro Stato europeo alle guerre di destabilizzazione Usa/Nato in
    Libia, Siria fino a trascinarsi da sola a sud, in Africa Occidentale;
    il suo governo, secondo solo agli Usa, è quello europeo che più ha
    finanziato, addestrato, armato i gruppi terroristi jadhisti che prima
    hanno rovesciato Gheddafi (ucciso dalle forze speciali francesi), e
    poi sono stati trasferiti in Siria. Il suo ex-ministro degli Esteri
    riteneva naturale finanziare Al Qaida in Siria pur di rovesciare
    Assad. L’operazione però non è riuscita. Dopo l’intervento russo in
    Siria che ha impedito una mortale no-fly zone e che sta supportando
    magnificamente l’avanzata dell’esercito siriano, di hezbollah e dei
    battaglioni iraniani, i mercenari jadhisti sono in ritirata, e con
    essi le forze che li hanno arruolati. Anche la situazione in Ucraina
    è in stallo ed il governo imposto dagli Usa è sempre più in
    logoramento. Gli europei cominciano ad essere riluttanti a seguire le
    politiche Usa. Ma ora un cambio di fronte degli europei e dei
    francesi non è tollerato, ne dagli Usa ne dai terroristi jadhisti al
    loro servizio e dai loro Stati protettori, Turchia Qatar, Arabia
    Saudita.

    Le
    sanzioni alla Russia e l’obiettivo della caduta di Assad devono
    permanere. Questo credo sia il messaggio e avvertimento contenuto in
    questo atto di guerra.  

  • AlbertoConti

    Il bombardiere Hollande dovrebbe nascondersi dalla vergogna, e invece sbraita in televisione allo stesso modo di quella vergogna umana di Bush junior dopo l’11/9.
    E allo stesso modo i francesi lo stanno a sentire, e questa è la cosa più grave. Li facevo meno stupidi degli americani, ma mi sono sbagliato.

  • GioCo

    Il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi, ed è bravo a nascondere i coperchi.
    Perchè non ci sono.

    Hollande dichiara tramite il suo ministro che non paghera il dovuto all’UE. Ma non era in procinto di fallire? Ecco come terranno appiccicata la Francia e questi politici orridi al carrozzone made in FMI-BCE.
    Come la Germiania si fa l’outing di sconti. Indovianiamo quanto gli conveniva ammazzare un po’ di connazionali? Ed è pure un tris!
    Ottiene visibilità politica del buon capo che affonta la crisi, ha la scusa per non pagare quello che tutti gli altri invece dovranno pagare (risultando quindi "pulita" e non in default) per non essere messa sullo stesso piano dei PIGS e in più per amministrare una nuova aggressiva politica estera per procura che gli garantirà accorti con paesi ricchi ricchi di tutto, saldi energetici&militari inclusi, come Israele, Turchia, Arabia Saudita e quella fettina di USA super-aggressiva e super-ricca, lanciata come un proiettile verso la Grande Guerra 3.0.

    Solo, mi vien da pensare, che il buon uomo sinistro (cioè inquietante) abbia ora nel suo armadio uno scheletro di Tirannosauro Zombie. Se lo scoprono domani mi sa che avrà da gestire una Bastiglia 2.0, con o senza i suoi servizi (quansi-niente)segreti.
    Io al posto suo non dormirei tranquillo. Renzi, che pare un imbecille, ancora un cappio così al collo non se l’è messo. Il ragazzotto potrebbe non avere altrettanto pelo. Se però mi dovessi sbagliare gli consiglio di sparire ad Hammamed. Sono certo che Erdogan lo tratterà bene, come del resto fa con il resto del 99% degli individui sbagliati di questo miserabile mondo.

  • giannis

    Bravissimo bertol , condivido tutto , se il 90 % degli europei crede ancora ai telegiornali allora ci meritiamo la guerra perche siamo complici di questa situazione

  • giannis

    Esattamente , questa e’ la verità che la falsa televisione non dice

  • geopardy
    Cui prodest?
    Questa domanda, se mi permettete, mi porta legittimamente a dubitare sui mandanti di questa strage.
    Non sto a sciorinare tutte le ipotesi possibili che mi vengono in mente, saremmo già in parecchi, vado alla sostanza.
    Chiunque abbia organizzato questa strage, se l’avesse fatta prima dell’intervento russo in Siria, avremmo già, probabilmente, la Nato a Damasco, ma dopo il 30 settembre, le conseguenze sarebbero state ben altre.
    Prima del 13 novembre, poco risalto venne dato in Europa alla strage aerea nel Sinai, ora, invece, le due stragi, sono una sola cosa; quindi, o la strategia del terrore a noi nota ha commesso un enorme errore di valutazione oppure bisognerebbe cercare i mandanti in altre e nuove direzioni.
    Cosa è cambiato per la Russia:
    repentino allineamento in Siria tra Russia e Francia
    (si stanno coordinando insieme e non con gli Usa, che sono lì presenti) e
    questo sta dando alla Russia l’opportunità (ieri proprio è iniziata una
    campagna di bombardamento russa degna di guerre stellari) di premere
    sull’intensità della guerra al terrorismo, sulla possibilità di aver finalmente
    ammesso che è stata una bomba a bordo a far saltare l’aereo di turisti russi
    (che l’Europa aveva snobbato, ma che ora sente come vittime comuni) e le
    relative rappresaglie annunciate senza mezzi termini da Putin, contro sia i
    mandanti che gli esecutori dell’attentato e di togliersi i guanti sul tavolo del
    G20, accusando paesi presenti di finanziare il terrorismo.
    Vi pare poco?
    Qualcuno saprebbe dirmi cosa abbiano effettivamente guadagnato gli anti-russi?

  • Simec

    Ma cosa pensavamo? di poter continuare a fottercene mentre i nostri stati criminali fanno da scagnozzi alle multinazionali che stanno perpetrando il genocidio sociale a livello globale?
    Li abbiamo eletti noi, questi bastardi governativi.
    Li foraggiamo noi, questi tronfi criminali del sistema capitalista.
    Siamo noi che continuiamo ad avere la TV e leggere questa feccia di giornalismo mainstream.
    Quegli stessi giornalisti servi che ci dicono che NOI saremmo superiori di LORO, perchè le loro donne portano il velo.
    Epperò gli USA possono permettersi l’omicidio di stato, il golpe, la corruzione, le invasioni, le menzogne di stato, la tortura, Abu Grahib, Guantanamo etc etc.
    I loro sbirri israeliani possono massacrare innocenti palestinesi, praicare la tortura e l’omicidio, il genocidio…..mentre noi ce ne fottiamo allegramente e ci facciamo i cazzi nostri.
    Ecco i CAZZI NOSTRI: questo è il supremo valore occidentale oggi. E giustamente nessuno sano mente morirebbe per il cazzaro di Firenze o per lo psiconano mafioso o per la Troika o per questa UE di matrice nazista-liberista.
    Loro invece, i "cattivi" sono disposti a battersi e a morire per i loro valori. Ecco la differenza tra noi e loro. ecco perchè saranno LORO a vincere. e tutti i nostri mercenari non potranno farci nulla.
    Per vincere servono i valori di fondo.
     La Chiesa ha prevalso sull’imperatore per il "potere delle chiavi" non per la sua superiorità militare.
    Nessuno che non sia plagiato dalla TV crede più nelle nostre società occidentali marce e corrotte e la gente ha molta + paura dello Stato o di ekuitalia che non  della "minaccia terrorista". Per questo i regimi oligarchici occidentali hanno così paura di chi lotta per la sua terra e per la sua libertà.
    Eppoi, scusate, ma se quelli si sono rotti i coglioni dei confini insultanti di Sykes Pycot e vogliono farsi una patria indipendente, ma con quale diritto i francesi o gli USA o chicchessia possono andare a rompergli i coglioni?
    Prima o poi capiremo che la tirannia occidentale è storicamente arrivata al capolinea.
    E del resto un sistema di merda come il CAPITALISMO neoliberale, basato sull’avidità e sul crimine terrorista di stato, prima o poi doveva crollare. Meglio tardi che mai.
    Forse come la I GM ha fatto piazza pulita di 3 imperi, questa VI GM estinguerà il virus UE e, dopo sconvolgimenti inimmaginabili e dolori senza fine, saremo pronti per provare a pensare e costruire un nuovo tipo di società, magari un po meno ingiusto e crudele dell’orrore materialista in cui siamo costretti a vivere oggi.
    Quindi:  non lamentiamoci del nostro sangue sparso. Non ne abbiamo il diritto, ipocriti di merda che non siamo altri. Siccome quando a crepare sono gli ALTRI (irakeni, afghani, palestinesi etc etc) ce ne fottiamo bellamente, forse qualcuno ha provato a parlarci nell’unica lingua che capiamo bene: quella della VIOLENZA.

  • geopardy

    In una guerra a geometria variabile, chi capisce come governare le geometrie (come negli scacchi), probabilmente, posiziona i suoi pezzi in maniera adeguata.

  • Vetter

    Pienamente concorde, mi sono già espresso negli stessi termini in altro post, ma la tua esposizione chiara e puntuale è ottima, ed è la conferma che come dico sempre, i commenti dei lettori di CDC, vanno letti tutti, arricchiscono i contenuti e contribuiscono a formare un una coscienza collettiva migliore.

    Aggiungerei che Putin con i documenti presentati al G20, fatto che nemmeno le televisioni di stato questa volta hanno potuto ignorare (ieri per la prima volta mi sono sentito disorientato ad ascoltare dalla TV quello che sembrava un fatto realmente accaduto), si è confermato l’abile stratega che tutti definiscono, riuscendo a tirarsi momentaneamente fuori dall’angolo in cui era stato spinto (fino al 13 novembre tutti eravamo in attesa della provocazione USA che avrebbe fatto traboccare il vaso, e le alternative sembravano due o Putin accettava di farsi indietro,perdendo la faccia oltre che la partita, o rispondeva alle provocazioni imboccando la strada di un inevitabile conflitto che non è assolutamente in grado di sostenere). 
    Oggi lo scenario è completamente diverso,Obama elogia pubblicamente il premier Russo, che da parte sua sembra confermare la versione dell’abbattimento tramite rudimentale ordigno esplosivo per il volo caduto sul Sinai. 
    L’intervento militare Russo in Siria, che fino a ieri era qualificato come dannoso, oggi viene riconosciuto come legittimo e doveroso, e in molti, ovviamente Francia per prima, si affrettano a partecipare ai successi militari contro lo stato del male.
    Attenzione però, perchè  l’obbiettivo non è lo stesso che stava perseguendo Putin, non si parla di appoggiare Assad, ma di costituire un nuovo governo "democratico"…l’esportazione della democrazia a suon di bombe.
    Questa teatrino diplomatico ha evitato a Putin di perdere la faccia e di uscire dalla vicenda Siria con il plauso mediato, ma di fatto ha perso la partita mediorientale, di fatto anche questa volta i "buoni" hanno vinto, e il nuovo governo democratico che a breve verrà costituito chissà da chi verrà controllato!!
  • Vetter

    Penso che quello che hanno guadagnato gli anti Russi sia la possibilità di controllare un territorio sui cui, a seguito dell’intervento militare dei Russi per l’appunto, stavano oramai perdendo.

    Putin dal canto suo oramai si trovava nella posizione o di tornare indietro sui suoi passi, mostrandosi ancora una volta inadeguato al suo ruolo anti america, o accettava le provocazioni e si impegnava in una guerra che non è in grado di sostenere…per quanto grande e ricco la Russia non puo nulla contro il resto del mondo.
    Così si è giunti alla solita e squallida soluzione diplomatica, che nulla ha a che vedere con la verità e la giustizia, si accetta la versione del terrorismo, ci si unisce contro questa fantomatica ISIS, e ci si toglie dalla situazione di stallo in cui tutti annaspavano. La Russia salva la faccia ed evita il confronto diretto con la coalizione USA e sudditi, questi ultimi portano a termine il loro piano espansionistico, togliendosi dai co…oni Assad e instaurando l’ennesima falsa democrazia che controlleranno a loro piacimento.
    Ovviamente si rimane nel campo del complottismo, nessuno potrà mai dimostrare nessuna teoria alternativa a quella che ci hanno ufficialmente proposto, ma resteranno per sempre nella storia dei fatti spiegati con incongruenti e contraddittorie prove, che oltretutto in alcuni casi sono state raccolte e comunicate ancora prima che il fatto stesso accadesse.