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LA FORZA DI RENZI

DI MARINO BADIALE

badiale-tringali.it

Dopo Italicum e Jobs act, Renzi ha ottenuto anche la cosiddetta riforma del Senato. Senza grosse difficoltà, in questo caso come nei precedenti. A Renzi sta riuscendo, con una certa facilità, ciò che Berlusconi ha tentato inutilmente (o quasi) di fare per vent’anni. Penso sia il caso si chiedersi le ragioni di questa forza. Per rispondere, bisognerebbe prima chiedersi le ragioni della “debolezza” di Berlusconi. Mettiamo “debolezza” tra virgolette, perché ovviamente la parola è da prendere cum grano salis. Berlusconi ha sempre avuto, ed ha tuttora, un grande potere, i cui vari aspetti diamo qui per noti.

Osserviamo solo che la sua vita politica copre gli ultimi vent’anni: in questi vent’anni egli è stato al potere per circa dieci, ed è stato comunque influente anche negli altri dieci. Ma sono proprio i dati oggettivi che mostrano la reale forza di Berlusconi a porre con evidenza il problema.

Come mai in vent’anni di attività politica ai massimi livelli egli non è riuscito a devastare la Costituzione, conculcare la democrazia e abbattere i diritti dei lavoratori in maniera così completa come è riuscito in pochissimo tempo a Renzi? La prima risposta che viene in mente è che Berlusconi era sì forte, ma ha anche suscitato contro di sé forti opposizioni. Il ceto politico si è sempre profondamente diviso, di fronte ai suoi tentativi di cambiamenti regressivi delle istituzioni.

Ma perché? Non certo per motivi morali o ideali. L’attuale ceto politico non conosce né etica né idee. Poiché l’unica cosa che esiste, per l’attuale ceto politico, sono gretti interessi materiali, è evidente che il problema di Berlusconi stava nel fatto che egli non era in grado di soddisfare tutti questi interessi, o almeno una loro parte tanto consistente da dargli maggioranze capaci di fare ciò che ha fatto Renzi. In sintesi, non c’era trippa a sufficienza per tutti i gatti, o almeno per una loro parte consistente. E la lotta spietata per accaparrarsi le risorse dell’apparato statale rendeva impossibili accordi sufficientemente saldi da far passare grandi cambiamenti istituzionali. Ma cos’è cambiato con Renzi? È evidente che le risorse statali non sono aumentate. Perché adesso si riesce a coagulare un consenso del ceto politico?

Credo che una risposta possibile, o almeno una parte della risposta, sia che la lotta spietata fra i vari gruppi affaristico-criminal-feudali che formano l’attuale ceto politico è stata almeno in parte risolta. Ci sono vincitori e vinti, e i vincitori possono accordarsi grazie al fatto di aver fatto fuori i vinti. Ma chi sono i vincitori e i vinti? I vinti sono quella parte del ceto politico che è indicata come “sinistra”, e i sindacati. I vincitori (o almeno, non perdenti) sono tutti gli altri. Renzi ha umiliato la sinistra PD, mostrando che il suo potere di contrattazione è zero, e si appresta a eliminarla definitivamente dal Parlamento con le prossime elezioni. Ai sindacati viene tolta ogni capacità di trattativa, ogni peso e rilevanza. Il fatto che due parti, piccole ma non piccolissime, dell’attuale ceto politico-affaristico siano così tolte di mezzo (almeno in prospettiva), libera ovviamente risorse per tutti gli altri.

Partendo da questa ipotesi interpretativa, si è inevitabilmente portati ad una ulteriore domanda. Infatti è ovvio che anche Berlusconi, nei suoi momenti di potere, sarebbe stato ben felice di far fuori il ceto politico “sinistro-sindacale”. Come mai lui non c’è riuscito, mentre invece Renzi sì? Propongo la seguente risposta: gli sviluppi della crisi economica che si trascina da 7-8 anni stanno togliendo ogni forza e ogni peso alla sinistra. La sinistra sta diventando sempre più inutile. Per capire cosa intendo, dobbiamo prima capire qual era il ruolo sistemico del ceto politico “sinistro-sindacale” nella conformazione neoliberista che le nostre società hanno assunto negli ultimi decenni. Tale ceto politico aveva un ruolo fondamentale, che era quello di far accettare alle masse popolari politiche antipopolari. Da decenni è chiaro, a chiunque abbia occhi per vedere, che la scelta strategica di fondo dei ceti dirigenti dell’Occidente capitalistico è la distruzione di tutti i diritti conquistati dalle masse popolari nel secondo dopoguerra. Questo attacco poteva però presentare dei pericoli, perché le masse popolari sembrano molto legate almeno ad alcuni di tali diritti, quelli davvero fondamentali (l’assistenza sanitaria, per esempio). Il ruolo del ceto politico “sinistro-sindacale” era allora un ruolo di mediazione: si trattava di far accettare alle masse popolari la loro spoliazione, nascondendola dietro le parole della tradizione della sinistra (riforme, progresso, innovazione) e magari conducendola in maniera un po’ graduale.

La crisi in cui siamo immersi da sette anni ha cambiato il quadro della situazione. Essa ha sottoposto le masse popolari dei paesi occidentali (in particolare nel Sud Europa) ad una autentica “terapia shock” analoga a quelle descritte da Naomi Klein nel suo “Shock Economy”. È allora apparso evidente che le masse popolari sono incapaci di difendersi anche dalle aggressioni più odiose e micidiali, sono incapaci di ribellione anche quando vengono brutalmente impoverite. Nei paesi dell’Europa del Sud, in tutto questo gioca ovviamente un ruolo fondamentale l’euro, un autentico sistema di governo che favorisce e protegge (dietro la minaccia “altrimenti bisogna uscire dall’euro”) gli attacchi brutali alle masse popolari ai quali abbiamo assistito in questi anni. Ma se questa è la situazione nuova determinata dalla crisi economica, e dai vincoli dell’euro, si può ragionevolmente ipotizzare che il ceto politico sinistro-sindacale stia perdendo il suo ruolo sistemico. Di esso non c’è più bisogno. Non servono mediatori. Non c’è bisogno di “far accettare” alle masse i brutali sacrifici che vengono loro richiesti. Le masse, a quanto pare, li accettano in ogni caso, senza ribellarsi.

La tendenziale cancellazione di quel ceto politico da parte di Renzi, in definitiva, potrebbe rappresentare la presa d’atto di questa inutilità sistemica. Questi sviluppi rappresentano, per il momento, una dinamica solo italiana. L’evoluzione di Syriza sembra infatti indicare che altrove la sinistra sia ancora utile per far accettare alle masse la propria spoliazione. Per questo, sarà interessante vedere come si evolverà la situazione greca.

Chiudo con due considerazioni. In primo luogo, la forza attuale di Renzi potrebbe essere di breve durata. L’attuale consenso di cui egli gode appare fragile. Le risorse liberate dall’eliminazione di una parte del ceto politico non sono così grandi, e tutti i problemi della crisi economica restano sul tappeto, irrisolti. Si può quindi pensare che gli attuali equilibri possano saltare, e Renzi con loro. Questo purtroppo non ci è di conforto. Il fatto che i singoli governi vengano sostituiti non impedisce che le loro azioni restino. Il governo Monti è caduto ma la rapina delle pensioni operata dal suo governo è rimasta. Così, forse il governo Renzi cadrà ma nessuno ci ridarà l’art.18 e la Costituzione del ’48.

In secondo luogo, se quanto sopra detto ha senso, è chiaro che chi voglia opporsi alla brutale regressione sociale e civile verso la quale ci stanno portando gli attuali ceti dirigenti, non può fare affidamento su improbabili sollevazioni popolari. Purtroppo molti attivisti antisistemici sembrano condividere la rozza idea che il peggioramento delle condizioni materiali della masse faciliti l’opera dei rivoluzionari. I fatti dimostrano che non è così. La crisi, l’attacco a redditi e diritti, invece di suscitare sollevazioni, è lo strumento fondamentale per ridisegnare Stato e società in funzione antipopolare, regressiva, barbarica. Il peggioramento delle condizioni di vita sta portando all’accettazione passiva di una realtà di impoverimento e regressione. La rabbia che tutto questo genera non si traduce in politica ma in imbarbarimento della vita quotidiana. Chi sta sotto non si ribella contro chi sta sopra ma se la prende con il proprio vicino, o con chi sta ancora più sotto. Tutto questo si radica, io credo, in aspetti profondi della configurazione che la psiche umana ha assunto all’interno della società attuale, aspetti che purtroppo gli attivisti antisistemici non tengono in considerazione. Mi sembra che l’analisi su questi temi sia ancora all’inizio. Cercheremo in futuro di dare il nostro contributo.

Marino Badiale
Fonte: www.badiale-tringali.it
Link: http://www.badiale-tringali.it/2015/11/la-forza-di-renzi.html
3.11.2015

Pubblicato da Davide

  • Holodoc

    Mi pare una analisi molto interessante, ma secondo me non esaustiva.

    Quando Renzi è andato al potere, al contrario di Berlusconi, era appoggiato dalla sinistra e dai sindacati che vedevano in lui una strada per rilanciarsi.
    Ed è per questo che una volta arrivato al governo ha potuto fare quello che Berlusconi non è mai riuscito a fare, perché chi si era opposto fino ad allora al liberismo ha semplicemente smesso di opporsi in quanto colluso con chi governa.
    Quando la sinistra PD e i sindacati si sono resi conto del grande errore fatto ormai era troppo tardi per rimediare: Renzi aveva già allargato la sua base di potere inglobando quei berlusconiani che avevano capito che Renzi perseguiva gli stessi obbiettivi politici del Cavaliere.

    Che appeal ha oggi una CGIL che un anno e mezzo fa sostenenne Renzi al
    governo e i renziani alle regioni mentre oggi li addita come nemici???
    La sinistra e i sindacati italiani si sono suicidati, perdendo la fiducia di chi li aveva votati e appoggiati fino a quel momento.

  • Stodler

    Ritengo che l’ultimo capoverso rappresenti il vero nodo gordiano del problema.

    La grande finanza internazionale si avvale di specialisti oltre che della enorme influenza dei media.
    Bisogna seguire ed imparare possibilmente meglio degli avversari su come sfruttare il sistema a proprio vantaggio.
    Sollevazioni, rivolte e rivoluzioni meglio lasciarle nello sgabuzzino.
  • PietroGE

    La sinistra si è suicidata quando ha accettato la globalizzazione e l’apertura dei mercati, e delle frontiere. Renzi ha tratto profitto da questo suicidio, cosa che non era riuscita a B. perché contro di lui so sono coalizzate forze che avevano appoggi internazionali rilevanti. Tanto rilevanti da farlo fuori con un vero e proprio golpe.

    Le masse accettano sacrifici fino ad un certo punto. L’assenteismo e il voto per i 5S e Salvini evidenziano che il supporto della masse a questa politica ha un limite ben preciso.

  • IVANOE

    scusate… ma non c’era il grande M5S che doveva aprire il parlamento come una scatola di sardine ?
    la reatà è che siamo destinati alla messicanizzazione completa dell’italia che è ormai in stato avanzatissimo..
    Poi la storia del vicino che se la prende con l’altro vicino..mi sembra la scoperta dell’acqua calda, l’italiano da sempre è così, basta ricordare l’avvento del fascismo nel 1919 con folle oceaniche a rappresentarlo nelle piazze con bologna capitale del fascismo italiano, poi quando il fascismo a perso tutti a diventar comunisti e bologna è diventata improvvisamente rossa !!
    No l’italiano basta guardarlo in geografia :circa 6000 comuni in italia e ogni comune è diviso da tradizioni, dialetto, campanilismi e menate varie ceh mettono l’uno contro l’altro…
    la soluzione doveva essere ma ormai non più applicabile accorpare i comuni per ridurli di un terzo.

  • whugo

    Io credo invece che Berlusconi fosse assolutamente imprevedibile, anche e soprattutto per quelle forze finanziarie che hanno trovato in Renzi un perfetto esecutore, la differenza sta li a mio avviso.

    Berlusconi piccolino ma con un ego gigantesco non riusciva a seguire completamente quella idea di impoverimento generale della popolazione italiane e di deindustrializzazione che le elite sovranazionali perseguono con ingordigia dai primi anni ottanta con un accelerazione evidente da mani pulite in poi.
    Silvio era un po’ cerchiobottista, articolo 18 ma amicizia con Putin, missioni all estero al seguito degli Yankees ma accordi co Gheddafi, potere agli industriali e favori al grande capitale ma anche un minimo di welfare state che tutto sommato siamo tutti consumatori e a lui la pubblicità porta guadagni enormi, interessi personali certo ma se il ceto medio non spende lui perde una fetta di guadagno.
    Son d accordo con l articolista che il peggioramento delle condizioni generali non porterà a nessuna sommossa popolare, in primo luogo perché la percezione di disagio viene edulcorata quotidianamente dai media( si sta peggio ma c è ripresa, siamo più poveri ma si vede la fine della crisi ecc), in secondo luogo perché le stesse rivoluzioni pur partendo da nobili presupposti e da veri movimenti di popoli sono sempre stati indirizzati e infiltrati da quegli stessi agenti del grande capitale finanziario che portavano le masse esattamente dove volevano, oggi questo non è più necessario sia per l intorpidimento indotto nelle stesse dai grandi mezzi di informazione sia perché è più problematico e finanziariamente sconveniente agire, se non strettamente necessario, fisicamente sul territorio rispetto ad influenzare le menti con messaggi costruiti ad arte, ed in questo il guscio vuoto che è la democrazia occidentale diventa fondamentale ed allo stesso tempo esiziale per i cittadini anche se sempre meno convinti dell utilità dell esercizio del voto.
    La finanza domina incontrastata, ci si potrebbe chiedere ma perché Berlusconi non bombarda gli avversari con le sue televisioni? 
    Beh poi si scopre che BlackRock per esempio detiene quasi il 6% di azioni mediaset, ma partecipa pure al capitale di Eni, Unicredit, Intesa, Generali, Enel, Terna, Finmeccanica Mediobanca, lo stesso fondo detiene buona parte del controllo di Moody s e Standard& poor s, il manager di BR fu ricevuto in pompa magna da Renzi poco dopo il suo insediamento e cosi si intuisce il livello dello scontro fra il popolo bue e il famigerato1% che vuol depredere quel che resta delle risorse e della ricchezza italiane.
    Renzi è un esecutore perfetto, al momento, e rimarrà al suo posto finché gli verrà consentito, poi anche per lui inizieranno i piccoli incidenti con quella parte della magistratura italiana più sensibile a certi diktat internazionali.
  • Hamelin

    Come detto anche in altri commenti all’ autore sfugge il filo conduttore dell’intera vicenda .

    Per trovare la Chiave non bisogna guardare singolarmente all’Italia ma alla situazione Globale e Finanziaria Mondiale e alle lotte di potere a livello mondiale .

    Dovrebbe essere palese ormai a tutti che la Democrazia non esiste ma è solo un meccanismo di controllo sistemico sulle masse .

    Prendendo atto di cio’ si puo’ facilmente capire il perchè sia stato fatto fuori Berlusconi e perchè Renzi abbia una vita facile e la strada spianata per abbattere i rimasugli della Costituzione .

    Quel criminale di Berlusconi seppur nelle sue nefandezze era riuscito a stipulare patti vantaggiosi a livello internazionale a favore dell’Italia con Putin e Gheddafi che avrebbero assicurato all’Italia una certa indipendenza sulla tematica energetica .
    La politica di Berlusconi era Nazionalista cosa che è un peccato mondiale agli occhi della Finanza Transnazionale .

    Per questo è stato punito .
    La Finanza Mondiale e le sue eminenze grigie stanno lavorando per la creazione di un Unico Ordine Mondiale e cercano di distruggere in tutti i modi gli Stati Nazionali , i poteri locali non asserviti e chiunque si opponga loro.

    Renzi è il personaggio perfetto per portare avanti questo progetto per l’Italia( dopo Napolitano e  Monti ) .
    Uno yes man , talmente qualunquista ed affarista che va bene a tutti gli schieramenti politici e caste italiane .

    E’ necessario comprendere il ruolo chiave della politica all’interno del paese .
    Ormai la politica serve solo a tenere buone le persone mentre le caste e la finanza internazionale saccheggiano il paese fino alla sua dissoluzione .

    Il peggio di tutto cio’ è la mancata presa di coscienza della persone .
    I poteri transnazionali hanno vinto semplicemente perchè la maggior parte della gente non ha preso coscienza del processo in atto e crede ancora alle vecchie e " sicure " soluzioni che il sistema proprone loro .

    Non aver compreso il cambio di paradigma  sarà per loro mortale .

  • Hamelin
    Volevo aggiungere la maggiore Forza di Renzi è l’Ignoranza Altrui .

  • SilvioAtir

    Piacevole da
    leggere il post di Marino Badiale, con sprazzi di riflessione condivisibili ma
    con eziologia storica “casereccia” e venatura di fondo irricevibili.

     

    Circa l’eziologia
    storica, lo sanno anche i muri di Firenze che Matteo Renzi – ribattezzato dagli
    arguti anglosassoni “ A Blair-Brown-Clinton-like figure”- ricevette  l’oligarchico riconoscimento finale nell’aprile
    2012 allorché George Soros accettò di recarsi a “Firenze-Eventi” (organizzato
    da Renzi) per presentare i due libri di suo padre (= Tivadar Soros) tradotti
    dall’esperanto in italiano.

    Quell’evento
    modano – denominato "Di padre in figlio" –  si tenne nel “Salone dei Duecento” di Palazzo
    Vecchio alla presenza dell’adorante Matteo Renzi e di una piccola corte di suoi
    giullari:    

    http://www.comune.fi.it/export/sites/retecivica/comune_firenze/ultime_notizie/e0034.html [www.comune.fi.it]

  • SilvioAtir

    Quanto invece
    alla venatura di fondo (= “Inutile ribellarsi, meglio rassegnarsi all’ineluttabile
    poiché la sollevazione popolare è pura utopia”), trattasi di un trito giochino –
    molto praticato negli ultimi tempi – che è del tutto privo  di fondamento storico-scientifico.

     

    Al riguardo, preferisco
    credere quanto insegna “Political Ponerology: A Science on the Nature of Evil “
    (“Ponerologia Politica: La Scienza sulla Natura del Male”).

    Essa rappresenta  l’opera fondamentale che rivoluzionò la  “Psicologi a Sociale” introducendovi una
    nuova branca: la  “Ponerologia” (sostantivo
    derivante  dall’unione delle parole greche
    “πονηρός”= male  +  “λογία” = 
    studio).

    L’autore?  Lo psichiatra 
    polacco Andrzej Łobaczewski.

    La
    Ponerologia  è , per definizione e
    missione, quella disciplina scientifica che analizza la dinamica delle
    strutture del  Potere esistite ed
    esistenti, avvalendosi degli strumenti d’analisi posti a disposizione da  altre discipline quali la storiografia,  la filosofia, la sociologia, la psicologia e
    la psicopatologia.

     

    Secondo  Łobaczewski, la storia di ogni comunità umana
    è contrassegnata dall’alternarsi di due  
    2  fasi di un ciclo che si  ripete inesorabile in modo simile ma non
    uguale.

    La prima fase è
    detta fase dei ”tempi felici” ovvero i  “tempi
    della prosperità”, mentre  la seconda
    fase è relativa a quella dei ”tempi infelici”.

     

    Łobaczewski
    stimò  che il ciclo si ripeteva ogni 70
    anni (circa). Ma quelle misurazioni risalgono a prima dell’avvento della
    globalizzazione per cui oggi  esse  potrebbero essere non più attendibili.

    Passo ad illustrare
    brevemente ogni singola fase.

  • SilvioAtir

    1- PONEROLOGIA:
    LA FASE DEI “TEMPI FELICI”  >

    Nei ”tempi
    felici”  la struttura del Potere è
    fortemente condizionata dalla maggioranza della popolazione, schierata a spada
    tratta in difesa di quei  valori
    dominanti della comunità  che  ne consentirono la nascita,  costituito l’identità  , 
    assicurato la sopravvivenza e permesso di raggiungere un grado  accettabile 
    di prosperità.

     

    In tale fase,
    l’atteggiamento generale è orientato verso l’empatia, la reciproca solidarietà,
    l’altruismo, la generosità  e lo spirito
    di sincera collaborazione individuale al fine 
    di un futuro migliore della 
    collettività.

    Ma quella
    comunità  ospita un tarlo che riuscirà a
    corroderla.

     

    ———————————-

    2- PONEROLOGIA:
    LA FASE DEI  “TEMPI INFELICI”

    Tale tarlo si
    identifica nello  psicopatico essenziale,  individuo irreversibilmente deviante a causa
    di tare genetiche.

     

     Egli è l’elemento antisociale per eccellenza
    della comunità nonché suo spietato predatore per predisposizione genetica.

     

    Considerando
    l’umanità nel suo complesso,  gli
    “psicopatici essenziali” costituiscono soltanto lo  0,6% 
    della popolazione ma sono oltremodo pericolosi e fatali.

     

    Difatti  – avvalendosi sia delle innate doti di
    persuasione e plagio  sia delle rilevanti
    ricchezze di cui generalmente dispongono (ereditate dai loro antenati, spietati
    predatori sociali anche loro) –  riescono
    immancabilmente a divenire il centro catalizzatore per  numerosi altri soggetti  affetti da turbe antisociali meno marcate
    oppure da disturbi della personalità.

     

    Quando
    psicopatici e sociopatici superano, calcolati 
    assieme,  la soglia di “massa
    critica” (= più del  18% della
    popolazione)  si attiveranno
    scopertamente per sovvertire i valori fondanti e dominanti di una Nazione, dopo
    essersi infiltrati nelle posizioni strategiche 
    delle istituzioni e della comunicazione.

     

    Risultato
    consequenziale:  l’equilibrio
    psicologico, etico e morale della Nazione verrà compromesso  e la restante maggioranza della popolazione
    sarà incapace di reagire perché disorientata 
    (e spesso irretita) dalla  paralogica, 
    dal paramoralismo e dalla distorsione semantica dei termini, dei
    concetti e dei valori  della
    comunicazione politico-economico-sociale.

    Avrà allora
    inizio la breve era della patocrazia conclamata 
    in cui gli “psicopatici essenziali” 
    (ed in misura minore, i sociopatici loro complici) avranno campo libero
    per predare impuniti ed esercitare il loro dominio.

    ————————————

     

    3- PONEROLOGIA:
    I PROMOTORI DELLA FUTURA  FASE DEI  “TEMPI 
    FELICI”

    Ad ogni azione
    corrisponde una reazione avente uguale intensità ma di segno opposto.

     

    A provocare
    tale reazione saranno i ripetuti episodi di maggiore degenerazione del
    regime  patoceatico.

     

    Il soggetto
    attivo di tale reazione sarà la maggioranza della società civile, risvegliata e
    sensibilizzata  da intellettuali e non,
    che comunicarono con ogni mezzo disponibile l’esigenza improcrastinabile di
    ristabilire   l’ordine sociale e  condotte virtuose  e costruttive.

     

    E così avverrà
    , dando luogo al ciclo successivo, simile a quello precedente ma non uguale in
    tutte le connotazioni.

     

     

  • lopinot

    In realtà sono cambiati i suonatori ma lo spartito era sempre lo stesso. Quindi ci possono essere suonatori più o meno virtuosi e più o meno soggetti alle stecche, ma se non ti piace la musica devi andare a chi ha scritto il testo, all’impresario del concerto e al proprietario del teatro, ma questa sarebbe analisi, cosa che sembra indigesta al popolo italiano e quindi continuiamo a provare a cambiare orchestra fino quando non avremo nemmenp più i soldi per andare a teatro.

  • oriundo2006

    E’ stato un suicidio del consenziente. Renzi rappresenta ‘alla grande’ l’ala ‘migliorista’ del fu PCI/CGIL ed è come tale giudicato ‘affidabile’ ( cioè manipolabile a piacere ) dai suoi referenti: purchè c’abbia da magna’, come ovvio. Dietro al soggetto, o meglio a latere, stanno le Coop. ‘rosse’, quelle bianche, la finanza ciellina, le banche a mezzadria, le cointeressenze trasversali, ecc.: cioè un po’ tutti. E’ la riedizione del connubio DC-PCI del passato. Un ‘compromesso Astorico’ in quanto emblema perenne del trasformismo italico. L’unica consolazione è che gli ibridi generalmente sono sterili e non troppo longevi. Dopo lui, chi ?

  • GioCo

    In verità la questione riguarda la forza di inerzia sociale, non studiata. Si tratta cioè dell’accumulo di vessazioni che poi rigurgita tutto insieme e colpendo le certezze di quanti credono di governare, tutto in un colpo. Quindi trasforma in un tempo non governabile le condizioni, non necesariamente in meglio.

    Mi spiego in altro modo. Per circa 2mila anni la chiesa cristiana ha impedito con ogni mezzo lo sviluppo dell’individuo, la sua autonomia di pensiero e la sua indipendenza economica. Il ruolo della chiesa era quello di controllare chi sapeva cosa, di tenere ogni sapienza ben divisa in compartimenti stagni e ogni uomo, re o suddito, interdipendente nell’accesso alle risorse primarie (non necessariamente diretantente dipendente dalla chiesa però). Dalla divisione carolingia dei ruoli (chiesa, stato, volgo) fino alle successive rivoluzioni sociali, cioè rinascimentali, la chiesa ha accompagnato passo passo ogni trasformazione e solo con l’avvento dell’industria e del concetto di Stato moderno abbiamo iniziato ad costruire una certa distanza dal potere centrale della chiesa e solo perché l’attuale potere economico ha radici storico-ideologiche profondamente avverse a quelle eclesiastiche.
    Chiaro che poi non c’è una divisione netta tra le due realtà (econocentrica e teocentrica) ma è anche chiaro che i due poteri vecchio e nuovo, non hanno cessato tuttora di confrontarsi e questo non vale solo per la chiesa cattolica, ma per tutte le religioni che trovano sempre nel potere economico un alleato scomodo, cioè caotico, amorale, perverso e senza limiti.

    La questione riguarda anche gli umanisti che hanno dato l’avvio all’avventura democratica, perché qualunque potere sia considerabile naturalmente tale in senso centrale e geopolitoco finisce inevitabilmente per scontrarsi con quello economico, finisce per dipenderne se vuole realizzare i suoi fini, dal potere economico e quindi a sottomettersi.
    La questione centrale però non è il potere economico ma aver dato potere all’economia, cioè averla distaccata dal corpo sociale e averla considerata "cosa a se stante". L’economia non può in alcun modo conciliarsi con la società, e questo discorso prescinde del tutto dalla valutazione cosa buona o cattiva di questo o di quello. Non ha importanza se l’italiano medio è giudicato com’è giudicato (male), il punto è che se il sistema prevede una separazione concreta del potere economico dal resto del corpo sociale, per esempio con l’autonomia decisionale delle banche centrali, la politica economica non sarà mai strutturalmente sociale.
    Facciamo poi attenzione che per "separazione concreta" intendo che normalmente lo Stato divide il potere tra giuridico, amministrativo e giudiziario, non anche economico. Questo perché la separazione data con l’indipendenza decisionale (ricordate quando Greenspan ci teneva a sottolineare questo aspetto? Il diavolo sta nei dettagli e li nasconde mettendoli in evidenza) costruisce la premessa per una dittatura econocentrica che è sempre, coercitivamente, obbligatoriamente demoniocratica. Nel senso che poi per forza chi fa parte del potere economico deve sposare principi che per noi rispondono esattamente al modello demoniaco: distruggere, devastare, impoverire, ammalare, instupidire, etc. etc. etc.
    L’economia al servizio di se stessa è sempre (da quando l’uomo esiste) stata la forma più gretta e meschina, più profondamente perversa e abominevole, di potere dell’uomo sull’uomo.
    Ma non lo dico io, eh? Lo dicono millenni di storia umana e già a partire da quella sumero-accadica, dove l’economia autocentrata era direttamente connessa allo schiavismo.

  • trigone

    Sono d’accordo con quest’analisi.

    Paradossalmente Berlusconi era meno allineato alla Troika!
  • natascia

    E’ legittimo a questo punto chiedersi da dove traessero la loro forza le cosi dette masse brutali, prima dell’avvento  del ceto "sinistro sindacale". A mio avviso principalmente da un clima intellettuale, e politico disposto ad un miglioramento sociale generale. Da tale dibattito,dalla grande spinta industriale non ancora matura per l’automazione completa come oggi, e dalle effettive condizioni di miseria materiale e non morale sfociò una forza  sociale senza precedenti. La scomparsa di tale ceto potrebbe preludere anche ad un risveglio, se le  voci   intellettuali in grado di gestire il malcontento  fossero sincere, e non pilotate. La forza è presente  e palpabile e tutti i livelli.  Lasciando perdere i paragoni, mi chiedo come si  siano organizzate, e come siano giunte ad un tale livello , le forze popolari che in questi giorni stanno facendo cadere il governo Romeno. 

  • Arcadia

    quoto!

  • rossland

    Sì, concordo anch’io. B. è un uomo vecchio stampo in tutto, nel bene e nel male. E nel darsi alla politica ha mantenuto quel principio, un tempo comune, per cui un imprenditore si interessa alla politica solo per quel tanto che questa interessa ai suoi affari.
    Il suo cerchiobottismo applicava esattamente quel principio: mediare con tutti, su tutto, pur di salvare gli affari.
    Lette a distanza, le sue amicizie (con Putin e Gheddafi in particolare), gli siano costate care e chissà, forse proprio quelle hanno determinato il suo declino.
    Ricordo certe posizioni di Hillary C. quando andava a trovare Putin e sosteneva con lui il progetto Southstream. O quello strano cambio di sede G8 dopo il terremoto del’Aquila che, al di là dell’assurdità per i costi inutili per La Maddalena e quelli per ospitare l’evento in mezzo alle macerie, mi ha sempre dato la sensazione di una provocazione verso gli "alleati" (che, forse, di quel terremoto sapevano qualcosa…)

  • andriun

    effeminato B ed effeminato R. I sindacati hanno perso potere non perchè gliela tolto R. ma perchè si sono "sputtanati" da soli con i loro interventi a favore del lavoratore nullafacente, sabotatore o addirittura(vedi Malpensa) coi i ladri. In quest’ultimo caso appellandosi alla privacy. 

    B. poi ha dato prova della pasta molla di cui fosse fatto, quando ha inventato delle scuse per giustificare le proprie avventure con le ragazze del bunga bunga: doveva essere più UOMO ed affrontare la faccenda a viso aperto sostenendo le proprie ragioni; anche se bisogna ammettere che il popolo italiacano non è certo il popolo russo e per queste cose (forse anche per invidia) ci mette un attimo a perdere la testa.
    Viceversa i russi credo si sarebbero fatti una bella risata verso queste accuse e lo spread sarebbe tornato a scendere forte della fiducia e della solidarietà dimostrata al proprio premier.
    Tanto più, ma non è certo un elemento essenziale, che poi è stato assolto.  
    Quindi concludendo da un popolo effeminato ci si puo’ aspettare solo un governo di donne e di effeminati questa è la legge incontrovertibile. Inoltre proprio per la regola di causa/effetto  nonchè per la cecità/opportunismo di coloro che non vogliono vedere la realtà dei fatti è giusto che il popolo italiacano paghi le conseguenze delle proprie scelte. 
  • Simec

    Quoto hamelin.  parola per parola

  • spadaccinonero

    ma questo è un articolo o un pesce d’aprile? XD

    mi volete far credere che berluskone conti qualcosa? 
    ah ah ah ah XD
  • Albertof

    hem… hai la capacità di condensare …l’incondensabile. XD

  • ohmygod
    così quel giorno lui si aprì al suo mondo e… voi siete matti… non mi presto al vostro gioco fatemi pure fuori. trovo preferibile tradire voi ma non i miei italiani. anzi, a vostra insaputa, sto preparando l’uomo che fa per voi e voi, a mia insaputa, state costruendo la squadra.
    così Napolitano mise mano al passo dettato dal compasso.
    compassato il Monti, osò persino spiegare i fondamentali in merito a Crise.

    mi resta ancora da leggere LA FORZA DI RENZI e il testo dei commenti. parte.

  • ilsanto

    i comuni sono piu di 8000 con alcuni che hanno meno abitanti di un condominio e quasi tutti lavorano per il comune, ma non voglio infierire …..mi fermo qui

  • ilsanto

    parola per parola ? ha solo detto che siamo ignoranti ! e lo ringraziamo pure ? mi spiace ma non mi sento ignorante al piu impotente visto che le istituzioni tutte sono colluse. a questo punto non resta che votare M5S.

  • ilsanto

    Ma per piacere in tutto il mondo il popolo ha delegato le decisioni a dei rappresentanti, cosa dovremmo pagare ? che non facciamo polpette di tutto il sistema ? almeno avessimo un sindacato che organizzasse lo sciopero generale e dicesse, qui non lavora piu nessuno in tutta l’italia finche non si trova una quadra che vada bene a tutti.

  • andriun

    Certo pero ci sono rappresentanti e rappresentanti. 

    Pagare le scelte di favorire la mediocrità perchè l’eccellenza fa paura: quindi meglio edulcorarla con qualche quota rosa tanto perchè poi non si possa essere accusati di essere dei maschilisti. 
    Ma si rende conto delle assurdità che sta dicendo? Come si fa a trovare una squadra che va bene a tutti siamo a livello di metafisica pura e poi vorrebbe fare sciopero, ma se al momento i disoccupati sono quasi quanto gli occupati. Però le quote rosa non si toccano. 
    Poi ha il coraggio di chiedersi perchè dovremmo(purtroppo a mio malgrado ci sono dentro anch’IO) pagare. 
    Ci pensi vedrà che ci arriva da solo. Da parte mia resta solo la soddisfazione di vedere ciò altri non vedono o vogliono vedere. La saluto.
  • Vocenellanotte

    Tutte cretinate compresi i commenti. La forza di R. sono il 50% di non votanti. I fichi per intenderci, quelli che la democrazia è una farsa, che sono tutti uguali, comanda la finanza, ecc.

    Intanto R. continua a lavorarle perché quel 50% diventi che so 60, 70, 80 così almeno potrà dimostrare che lo amano tutti.
  • Albertof

    La forza di Renzi è di quelli che vanno ancora a votare. Infatti le recenti vicende greche sono molto illuminanti da questo punto di vista. 

  • AlbertoConti

    "… la rozza idea che il peggioramento delle condizioni materiali della masse faciliti l’opera dei rivoluzionari"

    l’opera dei rivoluzionari forse no, ma di una qualche forma di rivoluzione, di discontinuità delle logiche sistemiche, sicuramente sì. Altrimenti non si capisce cosa ci stia a fare l’intelligence che fa capo agli USA in ogni angolo del mondo, se non manipolare con ogni mezzo, meglio se criminale, l’opinione pubblica locale (vedi Libia e Siria tra tanti)