Home / ComeDonChisciotte / LA FALSA FOTO DI CHAVEZ MORENTE CONFERMA IL VERO GOLPISMO DEI MEDIA COME EL PAIS CONTRO L'AMERICA LATINA
11309-thumb.jpg

LA FALSA FOTO DI CHAVEZ MORENTE CONFERMA IL VERO GOLPISMO DEI MEDIA COME EL PAIS CONTRO L'AMERICA LATINA

DI GENNARO CAROTENUTO
gennarocarotenuto.it

Questa volta hanno dovuto ammettere il falso. Hanno dovuto ammettere di non aver fatto alcuna verifica. Hanno dovuto ammettere di aver mancato a qualunque etica professionale. Hanno dovuto ammettere che a tanto arriva la miseria umana dei disinformatori di professione che da anni questo sito denuncia.

«El País» di Madrid, giornale da sempre in prima fila in tutte le campagne di diffamazione contro i governi progressisti e integrazionisti latinoamericani, ha pubblicato in prima pagina una falsa foto del Presidente venezuelano Hugo Chávez intubato. Solo dopo alcune ore e a giornale stampato in distribuzione ha dovuto ritirarla dalle edicole ammettendo il falso.

Infatti solo dopo che la polemica era scoppiata in America, e il falso svelato davanti al mondo, il quotidiano madrileno ha dovuto fare macchina indietro, ritirare la foto dall’edizione Internet, bloccare la distribuzione del cartaceo (che oggi infatti non è in edicola in vari luoghi della Spagna) e ammettere tanto il falso come di non aver verificato né l’origine della foto, né quando fu scattata. Questa proverrebbe da un video presente su Youtube fin dal 2008. L’operazione di sicariato mediatico sotto i nostri occhi oscura inoltre, ma non cancella, l’altra parte dell’infamia orchestrata nel giornale di Suanzes: la scelta di sbattere in prima pagina la foto di un uomo in fin di vita.

Qualcuno potrà spacciare il caso per un infortunio, lo fa El País stesso, ma la filigrana della jpg e quella prima pagina che è già un oggetto da collezione per la storia del cattivo giornalismo, malcela la soddisfazione per il presunto scoop che il quotidiano madrileno ha provato a imporre all’opinione pubblica nella presunzione di farla franca come sempre.

Per chi ha in questi anni studiato con attenzione la continua overdose di disinformazione al preciso scopo di destabilizzare i governi democraticamente eletti del Venezuela, della Bolivia, dell’Ecuador, dell’Argentina e di altri paesi latinoamericani che hanno osato distanziarsi dall’ortodossia neoliberale e dal fare da passacarte per gli interessi di multinazionali iberiche come Repsol, Unión Fenosa, BBVA, Santander, Telefónica eccetera, quella di stanotte è solo l’ennesima conferma che i giornali mainstream sono in crisi (Il «grupo Prisa», del quale «El País» fa parte, ha licenziato in ottobre un terzo dei dipendenti) perché hanno scelto di asservirsi a interessi alieni a quelli dei loro lettori. La crisi dei giornali non è economica, è innanzitutto etica. Solo profonde riforme dei sistemi mediatici, che redistribuiscano il potere d’informare democratizzandolo, sul modello della Ley de medios argentina, la più avanzata al mondo, possono ancora salvare quel che resta della credibilità del “quarto potere”.

«El País» è oggi il passacarte di interessi che nulla hanno a che vedere con il diritto dell’opinione pubblica a essere opportunamente informata. «El País», dove chi scrive ha lavorato, che nel 1978 contribuì a sventare il golpe Tejero a Madrid, ma che l’11 marzo 2004 coprì bellamente la disinformazione orchestrata dal governo Aznar sulle stragi di Atocha (accettando per giorni di coprire le responsabilità dell’integralismo islamista per meri interessi di bottega), è oggi, e l’episodio grottesco della foto di Chávez lo prova per l’ennesima volta, un media golpista tra i tanti.

Gennaro Carotenuto
Fonte: www.gennarocarotenuto.it
Link: http://www.gennarocarotenuto.it/22334-foto-chavez-el-pais/
24.01.2013

Pubblicato da Davide

  • Tanita

    Un vero schifo. Questa gentaglia cimenta le menzogne sistemiche e i discorsi del Potere che permettono loro di rapinare, saccheggiare, uccidere, massacrare, sequestrare, incarcerare senza accusa e senza dovuto processo, assassinare presidenti eletti, fare golpes civili, economici, militari, genocidi e quant’altra perversione venga loro in mente.

    Impunemente.

    Riescono persino a farsi appoggiare ed applaudire dalle loro proprie vittime.

    E la nostra legge, in effetti la piú avanzata del mondo riguardante i media audiovisuali, non possiamo ancora metterla in atto pienamente poiché il piú grande oligopolio mediatico dell’Argentina, che conta tra i suoi proprietari un’uomo vincolato a BlackRock, “trova” sempre un giudice che gli permette di andare avanti.

    La quantitá e gravitá delle menzogne che ogni giorno pubblicano e che poi spargono in tutto il mondo grazie alle loro “reti d’informazione” é criminale e torna inviabile la propria idea di democrazia.

  • fernando20

    Penso che dopo questo £El Pais” possa chiudere i battenti.

  • Tanita

    Oh, non lo faranno! Sono criminali, non gliene frega niente. Non esiste per loro qualcosa come l’etica, neppure la morale.

  • manama

    ” Questa volta hanno dovuto ammettere il falso. Hanno dovuto ammettere di non aver fatto alcuna verifica. Hanno dovuto ammettere di aver mancato a qualunque etica professionale. Hanno dovuto ammettere che a tanto arriva la miseria umana dei disinformatori di professione che da anni questo sito denuncia. ”

    una frase che presto ricorderemo a carotenuto ,in tribunale.

  • FreeDo

    Non mi stupisce l’articolo proprio perche’ spesso leggo sul sito di Gennaro Carotenuto.Ve lo consiglio se volete saperne di piu’ su cio’ che riguarda il Sud America.

  • surfgigi

    chavez o non chavez una foto così non si pubblica comunque. un uomo ridotto in quelle condizioni ha diritto al rispetto umano ed alla pietà.giornalisti (si fa per dire) del pais avete dimostrato quel che siete e quanto valete.

  • totalrec

    Quando si parla di America Latina, Carotenuto è bravissimo a identificare e svelare i falsi a mezzo stampa. Tanto di cappello, ovviamente ha tutte le ragioni del mondo e anche qualcuna di più.

    Ma provate a spiegargli che i falsi propagandistici non li hanno inventati ieri mattina, che esistevano anche all’inizio del secolo scorso, che nel corso delle guerre mondiali e nei decenni successivi sono state pubblicate sulla Germania hitleriana e sull’Italia fascista tante di quelle fregnacce da far sembrare questa vergognosa falsificazione su Chavez un’innocente marachella da bambini.

    Provate a spiegargli che la storia che i media ci hanno costretto a ingurgitare negli ultimi 70 anni è un’unica, immensa sequela di menzogne; e lo sentirete strepitare, con vocetta stridula, il solito dagli al fascista, al nazista, al negazionista, all’antisemita.

    Il guaio di internet è che ti fa capire e ti insegna un sacco di cose.

    Ma a fare due più due, se non te l’hanno insegnato alle elementari, non lo impari mai più.

    (GF)

  • consulfin

    cioè?

  • RicBo

    Il guaio di internet è che ti fa capire e ti insegna un sacco di cose.

    Solo se sei in possesso di certe facoltà di ragionamento, altrimenti su internet puoi trovare anche la conferma che la terra è piatta

  • RicBo

    la finta foto di chavez è uno dei punti + bassi toccati dal giornalismo. punto. d’accordo. punto.
    ma leggere ‘ste prediche su servilismo, manipolazione, credibilità propaganda e compagnia bella da uno che si fida del Granma e Cubainforma non mi va giù.
    sono già 40 giorni forse più che non si hanno immagini e non si sente la voce di chavez, non sembra un po’ sospetto? castro e maduro lo descrivono “sorridente e scherzoso” ma basta guardare i loro occhi per capire che è una menzogna patetica. quindi, chi sono i manipolatori?
    (ps: quello che racconta carotenuto sull’11 marzo è falso, el pais denunciò quasi subito le manovre del PP)

  • totalrec

    “castro e maduro lo descrivono “sorridente e scherzoso” ma basta guardare i loro occhi per capire che è una menzogna patetica. quindi, chi sono i manipolatori?”

    “Chi sono i manipolatori” è una domanda irrilevante.

    La propaganda è uno strumento universale e nessuno ormai si sogna più di credere che esistano, in qualunque parte del mondo, governi così puri e angelici da rinunciare alla manipolazione sistematica della stampa.

    Ma il punto è: Castro e Maduro stanno (probabilmente) mentendo nell’interesse dei rispettivi stati nazionali di cui sono a capo.

    Nell’interesse di chi sta mentendo “El Paìs”?

    (GF)

  • Ercole

    Un altro esempio di “informazione” manipolata in mano al potere, e di guerra tra poteri, tenetevi pure la democrazia borghese con i suoi sicofanti, e sgherri prezzolati:noi difendiamo la lotta di classe per mettere fine a questo sistema putrido, corrotto, e antistorico.

  • yakoviev

    Infatti, il cinismo di questa gente non ha limiti, mentono sapendo di mentire, altro che “equivoco”

  • yiliek

    Il sito http://www.gennarocarotenuto.it risulta sospeso forse dal provider!

  • Giancarlo54

    Ottimo. Come dice un famoso detto, Chavez vivrà altri cento anni. Forza gionalai, avanti con questi “servizi”

  • Valdez

    Precisamente. Il punto e’ questo. Quoto.

  • Tanita

    Indeed.

  • Tanita

    Pensa te. Da noi no, io accedo perfetto.

  • cardisem

    Appunto! Chi è “manama”? Parla e minaccia a nome del Pais? Cosa significa altrimenti: “una frase che presto ricorderemo a Carotenuto, in Tribunale”? Io non leggo El Pais e non seguo particolarmente questo ambito di notizie, ma trova ben detto quando Carotenuto scrive: « La crisi dei giornali non è economica, è innanzitutto etica.» E me ne accorgo per conto mio in una infinità di ambiti. Non è in passato certe cose non avvenissero, ma credo che vi fosse una maggiore deontologia, per tante ragioni, ad incominciare dal fatto che a leggere i leggere i giornali erano assai di meno e quegli stessi che li leggevano coincidevano in buona parte con la classe o il ceto al potere, che non voleva autoingannarsi e voleva buoni servizi di informazione… Oggi, invece, l’informazione è una tecnica di manipolazione, una tecnica di governo, una emanazione del potere, parte assolutamente integrante della guerra che poi viene fatta con i tradizionali carri armati, aerei, bombardamenti e simili… Ed è ancora presto stabilire, se noi che siamo qui, costituiamo una sorta di contropotere nell‘ambito dell’informazione.

  • manama

    “Ed è ancora presto stabilire, se noi che siamo qui, costituiamo una sorta di contropotere nell‘ambito dell’informazione.”

    mi scusi ma non era lei che mi consigliava di stare attento a cosa dicevo perchè qui siamo controllati ?