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LA DURATURA FIABA DELLA GUERRA GIUSTA

DI MICKEY Z

worldnewstrust.com

Si sta avvicinando non solo un’altra giornata della memoria, ma anche il settantesimo anniversario dello sbarco in Normandia… beh tutti sappiamo cosa ciò significa: nostalgia spinta, sciovinismo, e mania dell’anniversario.

Nel mezzo della nostra perpetua guerra contro il male, l’America sta ancora festeggiando ciò che era la “guerra giusta”. Nei fatti, più che una semplice guerra giusta, Tom Brokaw, l’imbonitore delle aziende mediatiche, ha ritenuto la seconda Guerra Mondiale “la guerra più grande che il mondo abbia mai visto.”

Ma gli Stati Uniti hanno combattuto quella guerra contro il razzismo con un esercito segregato.

Questo ha combattuto la suddetta guerra per terminare le atrocità prendendo parte alla sparatoria contro i soldati che si stavano arrendendo, facendo morire di fame i prigionieri di guerra, bombardando deliberatamente i civili, distruggendo gli ospedali, mitragliando scialuppe di salvataggio, e bollendo i crani dei nemici nel Pacifico per scarnificarli e farne dei soprammobili per persone adorabili.

Il presidente Franklin Delano Roosvelt, il capo di queste forze armate anti-razziste e anti-atrocità, firmò l’ordine esecutivo 9066, facendo internare più di 100000 giapponesi-americani senza un processo. Così, per affrontare gli artefici dei capi di prigionia tedeschi, diventò l’artefice dei campi di prigionia americani.

Prima, durante e dopo la guerra giusta, la classe economica americana trattò col nemico. Tra le società americane che investirono nei nazisti c’erano Ford, General Electric, Standard Oil, Texaco, International Telephone and Telegraph, IBM e General Motors (l’uomo al vertice William Knudsen definì la Germania nazista come “il miracolo del ventesimo secolo”).

E mentre gli Stati Uniti scacciavano regolarmente i rifugiati ebrei sentenziandoli a morte certa in Europa, un altro gruppo di rifugiati fu invece accolto a braccia aperte dopo la guerra: i criminali nazisti in fuga, che furono usati nella creazione della CIA e per far avanzare il programma nucleare dell’America.

Il generale statunitense Curtis LeMay, comandante dell’operazione per il bombardamento di Tokyo nel 1945, riassunse succintamente: “Suppongo che se avessi perso la guerra sarei stato processato come un criminale di guerra. Fortunatamente noi eravamo dalla parte dei vincitori.”

La duratura fiaba della guerra giusta va ben oltre i barbecue del giorno della memoria e i film tremolanti in bianco e nero che vanno in onda in seconda serata. La seconda Guerra Mondiale è la guerra più famosa dell’America. Secondo quella che è la storia tradizionale, essa era una guerra inevitabile fatta piombare su genti pacifiche, da un nemico subdolo, attraverso un attacco a sorpresa. Questa guerra, allora come oggi, ci è stata raccontata consciamente e con cura come una battaglia di vita o morte contro il male assoluto.

Realtà: le vite americane non furono sacrificate in una guerra santa per vendicare Pearl Harbor, ne per porre fine all’olocausto nazista. La seconda Guerra Mondiale aveva ragioni territoriali, di potere, di controllo, economiche ed imperialistiche.

Ciò che ci viene insegnato riguardo la seconda Guerra Mondiale appoggia la susseguente facciata storica: dopo aver eliminato il principale asse del male attraverso una guerra nobile e benvoluta, gli Stati Uniti possono ora sbandierare le insegne dell’umanitarismo ed intervenire impuniti in ogni parte del mondo, senza che le loro motivazioni vengano seriamente messe in dubbio… specialmente quando ogni nemico viene paragonato ad Hitler.

Il pacifista rivoluzionario A. J. Muste disse nel 1941: “Il problema dopo una guerra si ha con il vincitore. Questo pensa di aver appena dato prova che la guerra e la violenza pagano. Chi gli darà ora una lezione?”

Non si sa precisamente quando e come una tale lezione verrà insegnata, ma si può tranquillamente dare per scontato che questa lezione non verrà mai imparata su un classico libro universitario, da un bestseller insipido, o dal fracasso di un box office manipolatore.

Gli scorsi 70 anni hanno dimostrato che senza questa lezione ci saranno ancora molte guerre e molte menzogne, raccontate per nascondere la verità riguardo le prime.

#icambiamentisuccedono

Mickey Z

Fonte: http://worldnewstrust.com

Link: http://worldnewstrust.com/greatest-generation-good-war-blah-blah-blah-mickey-z

19.05.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org cura di JONATHAN

Pubblicato da Davide

  • Salvathor

    Ottimo, negli USA menomale che sono svegli e ci sono pacifisti … in Italia c’è una grave carenza in ciò, il movimento pacifista direi è infiltrato da guerrafondai e lottarmatisti di quella sinistra estrema che tanto piacere fa al potere, con il suo elogio della violenza ( e spesso della guerra ) " rivoluzionarie " .

    Questi indirettamente ( la base )  o meno ( sopratutto ai piani alti )  fanno l’interesse degli USA ( i loro padroni, un tempo era l’URSS per alcuni di essi  ) …
    Per ciò è così difficile proporre una politica pacifista e una lettura pacifista della storia, visto che abbiamo questi che sposano la propaganda guerrafondaia e neocolonialista ( del tempo, ma molti anche di oggi ) e che purtroppo si sono talmente infiltrati e camuffati che di pacifisti veri in Italia è difficile trovarne …
    Ci vorrà molto per dire che l’Italia è una colonia USA dalla fine della guerra, e che la stessa 2 guerra mondiale fu una guerra interimperialista, e non la solita fiaba della lotta del " bene " contro il " male assoluto ", con tutta la retorica propagandista dei " liberatori " ( tra l’altro identica a quella usata in Iraq,Libia e tanti altri paesi ) ?  …  
  • Lestaat

    Non è che "ogni nemico viene paragonato a Hitler"…..a dirla tutta per intero ogni nemico è ESATTAMENTE come Hitler. E l’uguaglianza è, che ironia, estremamente corretta.

    Così come l’Hitler di allora infatti, tutti i "mali supremi" combattuti fino ad oggi dai potentati capitalisti occidentali sono stati creati ad arte dagli stessi potentati.
    Con tutto il rispetto e l’ammirazione che posso provare per un discorso pacifista quindi, fino a che gli americani come l’autore non si renderanno conto che sono produttori diretti del male e tenteranno di riprendersi con la forza quel potere che la costituzione affida al popolo, discorsi come questo sono non soltanto inutili, ma non fanno che dare lustro e confermare il potere occidentale che può in questo modo mascherarsi da mondo libero solo perchè uno come Mickey Z può dichiararsi contrario e andare in piazza.
    Mentre i buoni vano in piazza a manifestare, il Potere puo creare altre decine di migliaia di malvagi tirando bombe qua e la ammazzando loro qualche figlio o parente.
  • grillone

    l’articolo non fa una grinza; resta il fatto che, se non vincevano loro, vincevano hitler e mussolini! quindi, direi che, quanro meno, ha vinto il meno peggio

  • Lestaat

    Forse. Ma se non c’ERANO loro non ci sarebbero stati nè Hitler nè Mussolini. 

    Basta con ste affermazioni da antifascismo superficiale e puerile. 
    Saddam era li perchè ce l’hanno messo gli oligarchi americani. La teocrazia Iraniana sta li perchè l’hanno messa in piedi gli oligarchi americani. Hitler stava lì perchè ce l’hanno messo loro. con i loro soldi, con la loro avidità.
    Prima ti fanno saltare mezza gamba in aria e poi dovremmo pure ringraziarli perchè ce l’hanno amputata.
    Ma pensa un po’.
    Ma c’ho da fa io che ancora mi ci incazzo a leggere ste cose……col PD al 40% cosa cazzo pretendo!?
  • lucamartinelli

    Ottima osservazione, complimenti. Anche Mussolini fu messo in piedi dalla corona britannica e fu foraggiato con 800 sterlinea lla ettimana. Questa è storia ma qualcuno fa ancora finta di non vederla.

  • Gil_Grissom

    Mi piacerebbe sapere a che fatto storico allude questo signore quando dice: "Prendendo parte alla sparatoria contro i soldati che si stavano arrendendo". Che diamine un minimo di collocazione storico temporale: chi sparava, contro chi, come, dove e soprattutto quando? Troppo facile lanciare generiche accuse a vanvera. 

  • Primadellesabbie

    "…“Il problema dopo una guerra si ha con il vincitore. Questo pensa di aver appena dato prova che la guerra e la violenza pagano. Chi gli darà ora una lezione?”

    Non si sa precisamente quando e come una tale lezione verrà insegnata…"


    Bisogna tener presente la possibilità che qualche volta la lezione se la cerchi da solo…provate a considerare l’Odissea da questo punto di vista…

    Non dimentichiamo che cercare di "calmare" l’ "eroe che torna vincitore" rappresenta uno dei soggetti di riflessione classici.
  • Primadellesabbie
    L’ "eroe che torna vincitore", nella versione moderna, rientrato in patria avvia la costruzione di potenti armi e si guarda intorno impaziente di assaporare la prossima occasione trionfale…
    Vi ricorda nulla?

    Sviluppato ed usato in modo appropriato il tema del "ritorno del guerriero" potrebbe rappresentare una freccia formidabile per l’arco dei pacifisti e un’argomento difficilmente attaccabile a favore di trattative ad ogni costo.