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LA DISTRUZIONE DELLA TOMBA DI SADDAM HUSSEIN

DI GILLES MUNIER

france-irak-actualite.com

La tomba di Saddam Hussein, situata a Al-Awja, suo villaggio natale presso Tikrit, è stata distrutta dai miliziani sciiti inviati nella regione per lottare contro i jihadisti dello Stato islamico (video sotto).
Circa un anno fa, il corpo dell’ex presidente iracheno era stato spostato dai membri della sua tribù in una località segreta. Nessuno spostamento era avvenuto, invece, per i suoi due figli, Udai e Qusai, per suo nipote Mustafa, per il suo fratellastro Barzan al-Tikriti e per il vice-presidente Taha Yassine Ramadan, sepolti vicino a lui.

Promemoria: La tomba di Michel Aflak, fondatore del partito Baath, era stata anch’essa profanata da miliziani sciiti dopo l’invasione americana del 2003. Eppure era situata nella Zona verde, zona ultra-sicura.

Gilles Munier

Fonte: www.france-irak-actualite.com/

Link: http://www.france-irak-actualite.com/2014/12/destruction-du-tombeau-de-saddam-hussein.html

29.12.2014

Su questo argomento, leggere: http://www.france-irak-actualite.com/page-3997622.html
http://www.france-irak-actualite.com/page-3997622.html

La profanazione della tomba di Michel Aflak, fondatore del partito Baath

La comunicazione di Amitiés franco-irakiennes sulla profanazione della tomba di Michel Aflak da parte delle truppe d’occupazione americane non è stata ripresa da nessun grande media francese. Essa, tuttavia, ha avuto l’effetto di costringere un rappresentante dell’Autorità Provvisoria della Coalizione (CPA) a discutere la questione.
Secondo il quotidiano libanese L’Orient-Le Jour (17/10/03), Charles Heatly, portavoce per l’esercito americano in Irak, ha negato la distruzione del mausoleo dicendo che « secondo le sue informazioni, la statua di Michel Aflak era ancora in piedi…»

Da Parigi dove risiede, Iyad Aflak, figlio del fondatore del partito Baath ed ex diplomatico presso l’UNESCO, si è indignato per la smentita americana. Ci sono, ha precisato, « due statue in quel luogo. Rispondere sullo stato di una statua quando il problema riguarda la profanazione di una tomba è spregevole. Chi pensano di prendere in giro?». Egli chiederà alla Croce Rossa Internazionale di visitare il luogo per scoprire cosa è successo ai resti di suo padre.

L’informazione sulla profanazione della tomba di Michel Aflak è stata pubblicata il 10 ottobre su Al-Ta’akhi (Fratellanza), quotidiano curdo dipendente dal Partito Democratico del Kurdistan (PDKI) di Massoud Barzani. Ѐ stata ripresa dall’AFP nel suo bollettino in arabo e la notizia ha provocato una forte indignazione nel mondo arabo. Diversi quotidiani – Al Hayat, Al Nahar, Al Safir, Al Khalij, Al Moustaqbal, Al Watan – alcune televisioni e numerosi intellettuali di spicco a Beirut, Amman, nel Qatar e a Londra, così come nei paesi del Golfo, hanno condannato l’ignominia.

La storia dell’Irak – fin dai tempi più antichi – è stata segnata da invasioni e massacri. Ma contrariamente a quanto è appena accaduto, il popolo iracheno ha sempre rispettato i morti, anche quelli dei suoi nemici. Ad esempio, la tomba del generale Maude – conquistatore inglese di Baghdad dopo la prima guerra mondiale – non è stata mai violata, così come le tombe dei soldati britannici che la circondano. Essi sono ancora sepolti in bella vista, in uno dei principali quartieri della capitale. Altro esempio: anche se criticati o odiati a loro tempo dalla popolazione, le spoglie di Faisal I e Faisal III, re hascemiti d’Irak, hanno l’onore di un mausoleo, abbellito per ordine del Presidente Saddam Hussein.

Si dice che l’idea di deturpare il mausoleo di Michel Aflak sia di Ahmed Chalabi, l’anima dannata del Pentagono nel “Consiglio del governo iracheno”. Paul Bremer, il governatore americano, l’ha trovata interessante e gli ha messo a disposizione dei specialisti del genio militare e dei macchinari per distruggere la cupola e le pareti dell’edificio. La grande stanza nel seminterrato, che comprendeva un museo, una biblioteca e una mediateca, dove venivano conservati gli archivi del defunto, sarebbe stata saccheggiata e riempita di macerie.


Come sempre, gli Americani si rendono conto troppo tardi dei loro errori. Cercano invano di placare con dichiarazioni ritardate l’indignazione che quest’atto ha sollevato in Irak e nei Paesi arabi. Al momento, a nessun giornalista è permesso di recarsi sul posto, col pretesto che la tomba è situata nella « Zona verde », una zona strategica riservata al personale yankee e vietata agli abitanti di Baghdad. Paul Bremer risiede a poche centinaia di metri, nell’ex palazzo presidenziale. Ma gli Americani non potranno nascondere troppo a lungo la verità e impedire agli Arabi di trattare George W. Bush da… profanatore di sepolture!

Nel frattempo, il governo e la stampa francese tacciono. Parleranno di questo fatto solo quando non ci sarà più il rischio di dar fastidio agli americani !

Comunicato di Amitiés franco-irakiennes (12 ottobre 2003)

La profanazione della tomba di Michel Aflak a Baghdad:

Un atto barbaro

Distruggendo a Baghdad la tomba di Michel Aflak, il fondatore del partito Baath, senza lasciare alla sua famiglia la possibilità di recuperare il corpo del defunto, le truppe americane d’occupazione hanno commesso un atto che ricorda pratiche barbare di tempi che credevamo ormai lontani.

Michel Aflak, nato a Damasco nel 1912, è morto all’ospedale militare di Val de Grâce di Parigi nel 1989, prima di essere sepolto a Baghdad, dove si era stabilito dopo la presa del potere da parte del Baath nel 1968.

Michel Aflak, intellettuale francofono, studiò alla Sorbona dal 1928 al 1932. A Parigi, fondò la prima Unione degli studenti arabi, prima di far ritorno in Siria, dove insegnò storia e fondò un circolo di pensiero che, nel 1947, diventò il partito della rinascita araba, il Baath, che si diffuse nella maggior parte dei paesi arabi, dal Golfo al Mediterraneo. Michel Aflak si era stabilito in Irak dopo la presa del potere da parte del Baath nel 1968.

Il grande orientalista Jacques Berque – presidente fondatore di Amitiés franco-irakiennes – ha definito la filosofia politica di Michel Aflak come la più teorica filosofia araba fondata nel XX secolo. Il suo pensiero difende l’idea di unità della nazione araba all’interno di un nazionalismo arabo decisamente moderno, laico e progressista. Avendo subito l’influenza del personalismo di Emmanuel Mounier, Aflak era un autentico umanista, attento soprattutto allo sviluppo e alla dignità della persona umana.

Come intellettuale, Michel Aflak aveva sempre rifiutato di esercitare qualsiasi funzione governativa. Rispettato in tutto il mondo, resta il simbolo di una particolare idea dell’emancipazione e della dignità del popolo arabo.
Distruggendo la tomba del fondatore del partito Baath, gli Stati Uniti credono probabilmente di poter cancellare ogni traccia di baatismo in Irak, ma non potranno bruciare tutti i libri di Michel Aflak, né cancellare le sue idee dalle menti di centinaia di migliaia di Arabi che sono stati e resteranno suoi discepoli. Non è così che le truppe americane di occupazione riusciranno a distruggere la resistenza irachena che si richiama alla sua lotta.

Gilles Munier (27 ottobre 2003)

Scelto e tradotto per www.comedomchisciotte.org da Marcella Guidoni

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    Non è una grave perdita uno dei tanti burattini prestato agli interessi degli U.S.A.  poi era diventato un’ostacolo per i burattinai  dello scacchiere imperialista internazionale : i proletari non lo rimpiangono . 

  • MarioG

    Tipica manifestazione yenkee. A cui vanno aggiunte le devastazione dei luoghi archeologici. Tutto coerente con l’intento di recidere le radici storiche, che e’ un tassello dell’opera di destrutturazione di una nazione. Poi parlano di ‘failed state’… Senz’altro e’ per questo che ‘l’idea’ e’ stata apprezzata dal Paul Bremer. E anche dal signor Ercole, che comunica con noi dalla sua realta’ parallela unidimensionale.