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LA DISTRUZIONE DEL TEMPIO DI BAAL A PALMIRA: UNA LETTURA GEOPOLITICA

DI PIOTR
megachip.globalist.it
Quando visitai il tempio di Baal a Palmira rimasi affascinato e commosso.
Era l’anno prima dell’inizio della cosiddetta (dai nostri media e intellettuali) “rivolta anti Assad”, ovvero l’attacco imperiale con mercenari tagliagole alla Siria.
E tagliagole lo sono. L’ultima gola tagliata è stata quella di Khaled al-Asaad, ottuagenario direttore dei siti archeologici di Palmira.
Dopo la sua decapitazione l’ISIS ha distrutto il tempio di Baal. Me lo aspettavo da tempo. Lo hanno fatto ieri.
Chi non lo ha già visto non lo vedrà mai più.

Non è solo fanatismo. Si usa il fanatismo per uno scopo preciso: fare della storia di una nazione, della sua cultura, un ammasso di macerie. Letteralmente.

L’impero in difficoltà, e pertanto pericolosissimo, non vuole davanti a sé nazioni, civiltà, società strutturate e potenzialmente solidali (e qui i devoti della religione laicista, quella del genitore 1 e genitore 2, devono riflettere molto). Sono di ostacolo, anche quando non sono direttamente “competitor”. Perché coi competitor possono allearsi o anche solo rimanere neutrali e quindi ostacolare le manovre imperiali di aggiramento, avvolgimento, conquista e minaccia.

Così le civiltà devono essere ridotte a macerie e con esse la bellezza dei loro lasciti.

Se si guardano i tempi storici si vedrà che in Occidente si era appena fatto in tempo ad arrivare al concetto di “patrimonio dell’umanità” che quel patrimonio è incominciato ad essere sistematicamente distrutto.

Tra un po’ il nome di Gertrude Bell diverrà familiare, per via di un film, “La regina del deserto”, che Werner Herzog ha appena fatto, con protagonista Nicole Kidman.

Gertrude Bell era una dottissima spia inglese dell’Oriental Office, collega di Lawrence d’Arabia durante la I Guerra Mondiale e gli anni successivi.

Ebbene, l’agente inglese Gertrude Bell oltre all’Iraq, fondò anche il museo di Baghdad. In altri termini, l’impero inglese, pur tombarolo e narcotrafficante (guerre dell’oppio), fondò l’Iraq e il Museo Nazionale Iracheno.

Qualche decennio dopo, un altro impero, quello statunitense, scagliò le sue truppe contro la nazione fondata dagli Inglesi e con l’aiuto di esperti al proprio seguito depredò quel museo. Come si sa, alla notizia della prossima invasione la ricca committenza aveva stilato una lista di tesori di ogni tipo da trafugare. Così gli Stati Uniti oltre che narcotrafficanti (Afghanistan e Colombia) si sono dimostrati anche feroci tombaroli, peggiori dell’impero precedente.

Insomma, le crisi sistemiche scatenano guerre. E’ sempre stato così. Ma queste, come le potenze che le scatenano, non sono sempre uguali. C’è una marcia verso il peggio e per un motivo preciso. Perché le crisi sono sempre più lunghe, i periodi di sviluppo sempre più brevi e gli ostacoli da superare e le risorse per superarli per venirne a capo sempre più grandi, enormi.

Così l’Occidente americanizzato oltre che post-moderno e post-industriale sta diventando anche post-civile. La civiltà occidentale che abbiamo conosciuto ha avuto una lunga gestazione e il suo pieno sviluppo è durato poco più di due secoli. Un niente nei tempi storici. Un lungo periodo per noi che ne stiamo vedendo con spavento, dolore e nostalgia la fine dopo averne vissuto l’apogeo.

Ci sarebbe da discutere a lungo su un impero ipertecnologico che utilizza una narrazione mitica, il fondamentalismo islamico, per distruggere le basi mitopoietiche che sono alla radice della civiltà umana. Un discorso interessante ma lungo.

Per ora accontentiamoci di vedere cosa dice, a seguito delle contestate nomine Dario Franceschini ai musei italiani, Jean Clear, ex direttore di importanti istituzioni artistico-culturali come la Biennale, il Beaubourg e il Museo Picasso:

«Prima di tutto ho paura che non si rispetti l’identità di un museo, la specificità della cultura locale che vi è custodita e che va tutelata[.].Il fatto che molti dei prescelti siano stranieri è in sé un fatto positivo, se non fosse che dovranno operare dentro musei ridotti a macchine per incassare soldi[.]. L’idea del neo direttore tedesco degli Uffizi, Eike Schmidt, di dare in affitto delle stanze della galleria segna l’inizio della fine. O piuttosto la continuazione di una decadenza della quale lui stesso sarà il responsabile finale[.]. I musei sono utilizzati come riserve auree per dar credito a operazioni di manipolazione finanziaria, forniscono quel deposito che dà pregio alle proposte del mercato privato[.]. Viviamo nel tempo dell’arte cloaca. Il museo è il punto finale di un’evoluzione sociale e culturale. È una catastrofe senza precedenti. Il crollo della nostra civiltà».

Parola di esperto (su “La Repubblica”, sottolineature mie).

La crisi sistemica non solo distrugge tutto ciò che può al di fuori del mondo occidentale, ma oramai porta all’autocannibalizzazione dell’Occidente stesso.

La sinistra, dal canto suo, si è da tempo autocannibalizzata i propri ideali.

Il semicolto medio di sinistra si chiederà infatti un po’ accigliato: «La fa facile, questo francese. Ma dove li pendiamo i soldi per i musei?».

A parte che il budget per i musei (e per la cultura) è già ora ridicolo, proporrò un piccolo quesito aritmetico. L’ultimo “salvataggio” della Grecia prevede 86 miliardi di euro. Di questi 79 serviranno per pagare i precedenti interessi e a ricapitalizzare le banche così che possano continuare nelle loro speculazioni “levantine” in combutta con le teutoniche banche tedesche. Domanda: quanti miliardi rimangono? Ne rimangono 7, che non andranno al welfare, ai trasporti, alla sanità, all’istruzione e alla cultura (che sono cose che devono essere privatizzate –anche da noi!). Andranno alle aziende in credito con lo Stato.

I soldi ci sono, a palate. Il quantitative easing di Draghi è di un trilione di euro. Ma andrà alla finanza, per tenere in piedi il suo castello di carte. La ricchezza reale prodotta dalle nazioni e quella da esse ereditata deve essere spremuta senza ritegno e senza pietà per lo stesso scopo. Ma il semicolto medio di sinistra crede alla narrazione “siamo senza soldi”.

Il semicolto medio di sinistra crede anche alle lacrime da coccodrillo del PD per l’assassinio di Khaled al-Asaad. Ma se sono tanto addolorati da ricordare l’archeologo siriano in tutte le feste dell’Unità, perché l’allora segretario del PD, Pier Luigi Bersani, faceva comizi per la libertà della Siria assieme a un militante jihadista beccato poi dal New York Times nel primo nucleo siriano dell’ISIS mentre uccideva a sangue freddo prigionieri e che oggi è indagato per terrorismo internazionale dalla Procura di Milano?

Il semicolto medio di sinistra pensa che sia stato un “errore”, che Bersani non sapesse. Come? Il segretario del maggiore partito italiano, più volte al governo, non sapeva? E come mai persone molto più normali lo sapevano?

La categoria di “errore” è usata dai semicolti e anche dai colti di sinistra, per non fare i conti con la realtà, per poter continuare a votare PD, in base a motivi ideologici, cioè totalmente campati per aria.

Il semicolto di sinistra crede che gli USA e l’Occidente siano contro l’ISIS, che gli faccia orrore. Perché allora il senatore John McCain faceva riunioni con al-Baghdadi, lo sceicco dell’ISIS? Errava? Nemmeno per sogno. Ha ribadito alla televisione americana che continua a tenere contatti con quei tagliagole.

Perché fino a sei mesi fa la Nato passava all’ISIS informazioni satellitari per combattere Assad? Dico “fino a sei mesi fa” perché pare (pare) che queste informazioni la NATO da un semestre in qua le passi solo al Fronte al-Nusra, cioè ad al-Qa’ida, che sarebbero i “ribelli moderati”.

La collaborazione sta finendo, o per lo meno riducendosi? Mah! Forse si sta solo spostando di luogo. Che ci fa un nucleo dell’ISIS in Ucraina? E sì, perché mentre promette fiamme su Roma, l’ISIS in Europa c’è di già. È in Kosovo, dove apre madrase, ed è in Ucraina dove a quanto pare ha già formato un “governo in esilio della Crimea”.

Manovre imperiali di aggiramento e avvolgimento.

Piotr

Fonte: http://megachip.globalist.it

Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=123145&typeb=0&la-distruzione-del-tempio-di-baal-a-palmira-lettura-geopolitica

25.08.2015

Pubblicato da Davide

  • Fedeledellacroce

    Articolo che andrebbe incorniciato e messo nelle scuole.
    Anche nelle sedi PD!
    O comunque un po’ divulgato.
    Ma perché pur sapendo queste cose le accettiamo come fossero inevitabili?
    L’unica campana che suona per un’uscita dal giogo NATO é il M5S.
    E gli altri?
    Chi con Buzzi a spillare soldi pubblici, chi con Berlusconi sperando che gli regali 2 spicci, e l’italiota spera in Renzie. Che schifo.
    Boicotta i prodotti americani, inglesi, e di tutte le multinazionali, dai farmaci alle sigarette (meglio smettere di fumare) alle bevande in lattina cocacola &co, anche sti cazzo di apple-trappole e chi piú ne ha piú boicotti.

  • dancingjulien

    Anche se questi porci maiali dovessero radere al suolo il Colosseo- ipotesi da non buttare via- il semicolto della sinistra continuerebbe a pensare che sia stato un errore.

    Forse un barlume di lucidità potrebbe illuminarlo qualche istante prima di essere decapitato – cosa che non mi auguro ovviamente – anche se non ne sarei così sicuro.
  • oriundo2006

    Perchè insomma fare ‘tabula rasa’ quando in verità il modus vivendi è completamente quello americano in quasi tutto il mondo ? Insomma, se la ‘civilità’ occidentale ha imposto a tutto il mondo il suo schema, che l’ha adottato – dai telefonini ai televisori, alle auto, a…internet – insieme ai suoi ( dis)valori, che bisogno c’è che la civiltà dominante estingua le tracce del passato da cui ha avuto anch’essa luogo ? Risposta: 1) si sente talmente forte da poter imporre qualsiasi nuovo standard ‘civile’ senza aver piu’ a che fare col retaggio del passato, che alludeva ad una piuralità di civiltà, ad una loro storia: dunque monoteismo ‘pratico’: un ‘dio’, una società, una religione ( si potrebbe anche intendere tutto quello che è successo negli ultimi decenni come una nuova guerra di religione, a partire dalla sconfitta del comunismo, religione atea ), un popolo ( come quello americano meticciato e fat ) ed una nuova storia dell’umanità che ponga gli USA a culmine e ‘ragione’ dello sviluppo umano. Eccezionalismo americanoide realizzato. Applausi e tripudio di  majorettes cheerleaders con le chiappe al vento 2) la distruzione intende sopprimere la storia di un popolo ( qui la spiegazione si riduce ) attraverso l’annichilimento del suo passato per levarne l’identità a profitto di una tabula rasa su cui scrivere a proprio modo ed a proprio comodo quello che si vuole: è un exemplum politico per tutti gli stati riottosi 3) stupidità congenita ed irrimediabile degli USA, che segano l’albero della civilità umana senza darsi peso nè senso del loro agire: è l’azione per l’azione, già celebrata nei miti tardo ottocenteschi e primo novecento dei ‘rivoluzionari’ di dx e sx. Un bel falo’ e poi via…non è da escludere in uno stato fondato da pistoleri, prostitute e vaccari 4) Ipotesi ‘esoterica’: la Siria è uno dei primi stati in cui l’Islam si è diffuso, ne è uno dei capisaldi fondamentali per la sua espansione poi nel resto del Medioriente e nel mondo. Distruggere scientificamente e metodicamente prima l’Irak ( anch’esso fulcro musulmano già con gli Abbasidi ), poi la Libia ( poco significativa eso, tranne per l’oracolo di Ammone a Siwa, oggi in Egitto: interessante pero’ considerare anche questo risvolto nonchè la predicazione dell’Islam ), e da ultimo la Siria è una demolizione pianificata a favore di un’altra religione, con la soppressione violenta del ‘regno’ di ‘Allah’: quale la prescelta a sostituirlo ? 4) l’Islam viene considerato poco ‘addomesticabile’ per la ‘modernità e viene ‘soppresso’ come già furono soppressi dai cristiani popoli e religioni di altri continenti in nome di un neodarwinismo sociale che vede alla piramide i popoli bianchi e poi come vassalli tutti gli altri. Adeguarsi alle direttive dell’impero mondiale o perire. 5) Gli Usa agiscono a comando sionista per ricatto cabalistico: non sono liberi di fare nulla se non quello deciso a Gerusalemme e sono loro a doversi adeguare alle direttive dei rabbini: non a caso Obama non è cittadini americano ‘pieno’ proprio per ‘stornare’ da questo paese le eventuali ritorsioni nel caso in cui volesse con un bel colpo di coda levarsi di torno la mosca cocchiera 6) Scopo di cannibalismo economico: poco pertinente secondo me perché in tal modo gli Usa si alienano un miliardo di consumatori.

    Accetto integrazioni a quanto detto, ben sapendo che la prossima vittima olocaustica è l’Iran.
  • cardisem

    Nelle sue ampie Cronache Mediorientali ricordo pagine di Robert Fisk, dove si parla già nella guerra all’Iraq di distruzione e depredazione delle antichità custodite a Bagdad…

    Questa gente ha già messo nel conto la distruzione e/o mercificazione delle radici culturali del mondo antico, radici che non sono “ebraiche” o “giudaico-cristiane”, ma mesopotamiche… egizie… greche… romane… celtiche… islamiche…

  • Neriana

    Questa gente ha già messo nel conto la distruzione e/o mercificazione delle radici culturali del mondo antico, radici che non sono “ebraiche” o “giudaico-cristiane”, ma mesopotamiche… egizie… greche… romane... celtiche… islamiche


    Romane ed egiziane… saranno salvate perchè gli americani e gli ebrei si rifanno al modello culturale  egizio e romano cristiano….tant’è che Tiberio fece arrivare da MO tonnellate di mediorientali e tonnellate di cristiani mediorientali, per mettere la calice sulla cultura dei popoli italici ed  europea in genere.  Devo dire che dal tempo di Tiberio non hanno mai smesso….



  • Aironeblu

    Non credo che con la distruzione del Tempio di Baal l’obbiettivo fosse quello suggerito da Piotr, di distruggere la storia e la cultura di una nazione, anche perchè il Tempio di Baal non era certo espressione della cultura siriana contemporanea.

    L’obbiettivo di questa barbara distruzione è lo stesso identico obbiettivo della propaganda mediatica fatta di atrocità e decapitazioni (spesso false, recitate) da parte dell’ISIS: alimentare paure, indignazioni e odio verso la nuova false-flag del "TERRORISMO ISLAMICO".
    Paure, indignazioni e odio che porteranno all’elezione di Jeb Bush – che si farà promotore dell’ennesima Crociata anti-islamica – al termine del mandato Obama, e il proseguimento indisturbato del progetto PNAC da parte della loggia massonica ultraoligarchica fondata da Bush padre: la stessa, curioso, a cui è stato iniziato Al-Baghdadi nel 2009, e che, curioso, ha lo stesso nome della Dea Lunare scelto come sigla dal cosiddetto "Califfato Islamico". 
    Ma tanto basterà per il popolino decerebrato, e se non basterà ci sarà pronto un nuovo 11 settembre per togliere ogni dubbio.
  • Ercole

    Il capitalismo è barbarie è il suo modo di essere che produce l’imbarbarimento sociale a tutti i livelli  :cosa dobbiamo aspettare per cancellarlo dalla terra? 

  • MarioG

    Ma me lo domando anch’io!

  • cardisem

    Dici?

  • Neriana

    si, dico : )