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The file photo shows an S-300 Favorit air defense system at the Alabino Training Range near Moscow.
The file photo shows an S-300 Favorit air defense system at the Alabino Training Range near Moscow.

La diplomazia del S300V4 “Antey 2500”

FONTE: DEDEFENSA:COM

L’ex giornalista dell’ Associated Press Robert Parry, che ha ricevuto tanti riconoscimenti ufficiali ed elogi di apprezzamento per il suo lavoro di investigazione (l’ Irangate di Reagan, la Sorpresa ottobrina delle elezioni presidenziali del 1980, eccetera), ha creato nel 1995 con il suo sito ConsortiumNews un luogo di ospitalità di alto livello per i giornalisti, i commentatori, i cronisti, (eccetera), di grande qualità che non trovano più nessuna accoglienza presso la stampa-Sistema [funzionale al Sistema -N.d.T.] degli Stati Uniti, che è diventata quasi ufficialmente il braccio armato della comunicazione a servizio esclusivo del Sistema. La penna critica di Parry segue la stampa-Sistema, i gruppi di pressione che fa nascere, specialmente il New York Times che è diventato, dietro la sua facciata prestigiosa, una specie di Pravda sofisticata, cioè più perversa e ribaltata rispetto alla sua stessa natura, fondamentalmente più catastrofica del modello [originario- N.d.T.]. Parry è interessato particolarmente ad identificare e a mettere in rilievo i momenti parossistici dei gruppi di pressione, raccolti intorno alla stampa di sistema, che spingono alla guerra a qualunque prezzo e in qualunque modo con un atteggiamento isterico che è diventato una specie di regola tecnica della psicologia. E’ chiaro che a Washington si è dentro uno di questi momenti parossistici, come dimostra l’intervento del gruppo VIPS (1) e l’articolo del 5 ottobre di Parry ovviamente scritto su ConsortiumNews. In questo articolo Parry impiega l’espressione “ pensiero di gruppo” (2) usata a suo tempo quando si preparava la guerra contro l’Iraq (Nuovo “Pensiero di Gruppo” per la guerra con Siria e Russia- scrive Parry); egli giudica che questa isteria equivale a quella che ha imperversato prima dell’attacco all’Iraq nel 2002-2003; e descrive e denuncia con abbondanza di documenti questo “momento parossistico”.

“La Washington ufficiale ha un nuovo “ pensiero di gruppo che è anche più pericoloso di quello che ha condotto alla guerra in Iraq. Questo chiede l’escalation da parte degli USA nei conflitti contro la Siria e contro la Russia che è armata di armi nucleari…[…] In nessuna occasione fin dalla invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti la classe politica e tecnica di Washington ha protestato ufficialmente come adesso in modo così unanime -e aperto- al fine di spingere il governo degli USA a commettere una grossolana violazione delle leggi internazionali, richiedendo una più pesante aggressione militare contro il governo della Siria e anche l’aumento della tensione contro una Russia dotata di armi nucleari. Come nella frenetica febbre di guerra del 2002-2003, la ricerca di un consenso illegale oggi si basa su un insieme di informazioni selezionate, incerte e false, escludendo contemporaneamente dal pubblico dibattito quelle voci che potrebbero avere il coraggio di contrastare il “pensiero di gruppo” prevalente. E’ come se non si fosse imparato niente dal precedente disastro iracheno[…]


La complessità della situazione reale è completamente assente dal turbinio isterico della stampa politica degli Stati Uniti. I neocons e i falchi liberali loro fiancheggiatori, parlano soltanto di fermare la barbarie del governo siriano e dei suoi alleati Russi mentre questi cercano di cancellare definitivamente i jihadisti di Al Qaeda e i loro alleati “moderati” asserragliati nei quartieri est di Aleppo. Molti di questi inviti ad un intervento militare degli Stati Uniti contro il governo siriano (e contro i Russi) vengono dagli stessi guerrafondai che hanno creato il poco saggio consenso all’invasione dell’Iraq nel 2002-2003, voci come quella del senatore John McCain, dell’editorialista del Washington Post Fred Hiatt, del columnist del New York Times Thomas L. . Friedman. Proprio come nel caso iracheno questi stimati opinion leaders affastellano i loro argomenti propagandistici in modo unilaterale,apposta per tacitare le poche voci che hanno il coraggio di sollevare dei dubbi[…].


Mentre si cerca sempre di liquidare Friedman come un imbecille la triste realtà è che è un imbecille molto influente che contribuisce a formare la pubblica opinione dell’élite americana. Adesso dà il suo apporto ad un nuovo “pensiero di gruppo” che è anche più pericoloso di quello che egli ha contribuito a formare nel 2002 -2003 a proposito della guerra in Iraq. Oggi questo nuovo “
pensiero di gruppo”, che è fondato sulla lettura falsa o unilaterale dei fatti, -come quello dei tempi dell’Iraq-, potrebbe portare a una guerra nucleare che potrebbe mettere fine alla vita sul pianeta.
Questo “momento parossistico” simile a quello che nel 2002-2003 è servito per avviare la guerra contro l’Iraq, è infinitamente più grave nei suoi effetti potenziali perché ha per obiettivo prima di tutto la Russia e perché una prova di forza con la Russia comprende la possibilità di una escalation fino all’estremo, e cioè fino al confronto nucleare.

Qui non dobbiamo dare una valutazione razionale, politica e strategica di questa possibilità perché la ragione (la ragione che serve lealmente la realtà) è completamente sottomessa all’emotività e sotto il profilo tecnico è sotto il controllo del sistema della comunicazione in modalità Sistema (la comunicazione in questo caso è in condizione di essere al servizio del Sistema in generale secondo una delle sue funzioni – “Janus” (3)

I Russi conducono una strenua guerra dell’informazione contro questo attacco del Sistema che passa attraverso l’isteria washingtoniana e attraverso la stampa-Sistema e impiegano i metodi di questa guerra, con una tattica proporzionale, che implica un impegno completo in favore delle tesi russe. Le approssimazioni e gli argomenti soggettivi e partigiani, secondo le regole tecniche della propaganda, non mancano neanche dalla parte russa. Ma questo non impedisce che, quando si sono rimosse le scorie dal complesso dei comunicati si arrivi all’essenziale, che è il confronto Sistema-antiSistema; e lì i Russi per logica contrapposizione sono i rappresentanti dell’antiSistema. Dalla loro parte stanno delle verità fattuali come semplice conseguenza diretta della costruzione determinista-narrativista che predomina a Washington. Ciò che è notevole, da parte dei Russi, è che questa guerra dell’informazione non intralcia per nulla la loro azione politica in senso ampio, e in particolare la loro azione militare, con ricadute politiche sul terreno del confronto, in Siria e particolarmente ad Aleppo e dintorni.
Negli Stati Uniti ma anche in Europa e in Francia in ogni occasione si evidenzia gloriosamente la straordinaria stupidità che caratterizza i vertici del Sistema del mondo della comunicazione. Ma l’offensiva totalmente isterica della stampa-Sistema contro la barbarie russa ad Aleppo, non ha per nulla intaccato la determinazione russa.( Si legga l’articolo di Patrick Bahzad sul sito Sic Semper Tyrannis “Showdown in Aleppo”, del primo ottobre, su Aleppo e la attuale “barbarie” dei Russi, nella quale sono inclusi [(però) – N. d. T.] i gruppi sponsorizzati dagli organismi del sistema USA; anche questi evidenziano l’inedita coesistenza della barbarie di base, con la sua crudeltà visibile, e della “barbarie interiore” postmoderna con la sua forza di entropizzazione,).

La determinazione dei Russi è illustrata dalla continuità e dalla potenza della loro offensiva aerea a sostegno dei Siriani, come la descrive un articolo del 5 ottobre su FortRuss.News tradotto da Rus Vesna.

Più importante secondo noi è il dispiegamento in Siria dei sistemi terra/aria S300 nella loro ultima versione, S300V4 “Antey 2500”, perché implica l’introduzione di un elemento tecnologico di primo piano nel confronto tra Russia e Usa a livello di “guerra dei messaggi”, ed un fattore di disturbo estremo per gli animi esacerbati di Washington in questo momento di parossismo.
È importante osservare che le autorità ufficiali russe hanno più o meno direttamente confermato senza fare troppo rumore, “alla russa”-metodo Putin, le voci di dispiegamento in Siria di un gruppo di S300V4 “Antey 2500” che sono la versione effettivamente molto avanzata dell’ S300 originale, una novità superiore in prestazioni, salvo per la gittata massima, agli S400 Triumf già dispiegati in Siria. L’annuncio ufficiale è stato dato come fatto di ordinaria amministrazione, con un comunicato del portavoce del ministero della Difesa, il Generale di divisione Igor Konachenkov; questi ha dato la spiegazione convenzionale, che non inganna nessuno – e che soprattutto è destinata a non ingannare nessuno, perché nessuno si faccia delle illusioni, –che non si tratta che di un’arma di difesa: ” S300 è un sistema unicamente difensivo e non costituisce in nessun modo una minaccia per chiunque” . Alcuni rappresentanti ufficiali del Pentagono hanno ovviamente fatto notare che le capacità del S300V4 “Antey 2500” non si applicano per nulla alle condizioni del conflitto grave ed ufficiale che si sta svolgendo in Siria, considerando che le forze dei terroristi e in particolare l’ISI (Daesh)   che è il nemico ufficiale, se non ufficialmente l’unico nemico, dei Russi, non dispone di forze aeree. Tutto questo è una recita orchestrata della quale si capisce bene quale logica sottintenda.
In effetti siamo bombardati di particolari sulle capacità dell’ S300V4 “Antey 2500”, in particolare in un testo di Sputnik.News del 5 ottobre:”la Russia ha schierato gli S300V4 “Antey 2500” sistema missilistico antimissile in Siria per fornire una ulteriore copertura alle forze aeree russe che partecipano all’offensiva di Mosca contro il terrorismo nel paese tormentato dalla guerra, dicono gli esperti.


Victor Ozerov, capo del Comitato per la Difesa e la Sicurezza nel Consiglio della Federazione ha detto a RIA Novosti (4) che questo spiegamento potrebbe essere stato necessario per prevenire sul nascere incidenti simili a quello dell’abbattimento del Su-24

Il senatore russo si riferiva all’incidente che ha visto l’aviazione turca abbattere il bombardiere russo Su-24 nel nord della Siria il 24 novembre. Questo episodio ha profondamente raffreddato per parecchi mesi le cordiali relazioni che c’erano tra i due paesi.

L’analista della Difesa Vladimir Evseev sostiene che la Russia potrebbe avere schierato gli S300 in Siria nell’intento di ampliare le sue difese specialmente contro gli attacchi missilistici.” a differenza di altri sistemi di difesa, come lo S 400 Triumf , lo S300VM ha potenzialità addizionali contro gli attacchi missilistici. E’ capace di intercettare missili di guerra che viaggiano a una velocità superiore ai 5 km al secondo e distruggerli fino ad un’altitudine massima di 30 chilometri – ha spiegato.

Di conseguenza- ha aggiunto- S300 è capace di abbattere missili subsonici come il Tomahawk ed anche missili balistici.


Il generale di Corpo d’Armata Aitech Bizhev ha indirettamente confermato questa affermazione. L’ Antey 2500 ha detto- ha come primo obiettivo di contrastare un massiccio attacco di missili da crociera contro obiettivi amministrativi, industriali, o militari, come le nostre truppe. Ha anche dichiarato alla Svobodnaya Pressa che l’ S300V4 è migliore per intercettare i missili di crociera anche rispetto al più avanzato S400. S300V4 è una versione migliorata dell”S300VM, è un’arma fortemente automatizzata ed è estremamente efficiente – ha detto Bizhev ed ha aggiunto che il suo tempo di allestimento è di 5 minuti.


Anatoly Tsyganok, capo del Centro per le previsioni meteorologiche militari, ha fatto notare che il Pentagono ha ben più numerosi aerei intorno alla Siria. ” Secondo varie informazioni le forze aerospaziali russe hanno schierato in Siria più o meno tra i 20 e i 40 aerei. Gli Usa hanno due stormi che stazionano sulle sue portaerei nella regione. In altre parole hanno 140 aerei. Questa è la ragione per cui il personale di servizio russo in Siria ha bisogno di una protezione addizionale dagli attacchi aerei, ha spiegato.

L’S300V4 Antey 2500, nome in codice Nato “SA-23 Gladiator”, viene dunque descritto più precisamente come un’arma difensiva concepita per identificare, intercettare, distruggere missili balistici di corta e media portata, missili aerobalistici (ovvero lanciati dagli aerei) e missili di crociera, ed anche una larga serie di aeromobili con le loro caratteristiche (aerei da combattimento classici, aerei per contromisure elettroniche[CME] , piattaforme aeree per il tiro di proiettili guidati di grande precisione e a lunga gittata [100-200 km].
L’autonomia dei S300V4 “Antey 2500” è di circa 400 km, cosa che permette loro di coprire quasi tutto lo spazio aereo siriano partendo dalle basi russe dove sono schierati, sulla costa mediterranea della Siria. Le capacità di ricerca e inseguimento di un S300V4 “Antey 2500” possono essere dirette contro 24 aerei da combattimento oppure contro 16 missili, con combinazioni intermedie tra questi due estremi.

L’ essenziale di questa documentazione è il suo aspetto evidentemente “politico”, dato che riguarda le abilità antimissile del S300V4 “Antey 2500”, essenzialmente contro i missili di crociera e i proiettili di alta precisione tirati da lontano da aerei da combattimento. Un’altra preda importante per il sistema riguarda gli aerei CME, per distruggere le possibilità di interferenze che contrastino l’intervento del sistema antimissile.
Questo aspetto molto tecnico è il punto focale della discussione, in un contesto generale di “messaggi”, all’interno del quale i sistemi missilistici terra-aria Russi, e in particolare la serie S300/S400/ S500, hanno fama di essere i migliori del mondo. Questo è unanimemente riconosciuto anche tra gli specialisti occidentali più altolocati molti dei quali non nascondono un certo tradizionale disprezzo, se non un sicuro disprezzo come da tradizione, per le capacità tecnologiche dei Russi: solo i sistemi terra-aria Russi sfuggono a questo tropismo.

Abbiamo visto in questi ultimi anni gli effetti di questa fama quando l’ipotesi di fornitura di S300, soprattutto all’Iran e alla Siria, ha innescato delle manovre stridenti da parte del blocco BAO [Blocco Americanista Occidentalista – N.d.T.] e soprattutto da parte di Israele. La situazione non è più quella e i Russi non trattano più con i guanti; di fatto lo schieramento degli S300V4 “Antey2500” costituisce un “messaggio” con effetti politico strategici della più grande importanza. ( “Guerra di comunicati”, ovvero : non importa se la fama degli S300 è giustificata o no, qui contano la loro reputazione e la pressione [politico/strategica N.d.T.] che di conseguenza viene esercitata.)
E’ ben evidente che gli S300V4 “Antey 2500” sono destinati agli USA, per ora come avvertimento. I Russi sanno bene a che cosa mirano. Conoscono la reticenza di Obama ad autorizzare un attacco, e hanno la quasi certezza che nel caso che dia l’autorizzazione, sarà per un attacco sostanzialmente, se non esclusivamente, portato da armi guidate (missili di crociera, proiettili guidati, eccetera) per evitare le perdite umane. Non per nulla Obama si è tanto servito di droni nei suoi diversi interventi nel corso degli ultimi anni. I militari statunitensi sono anch’essi molto vicini a questa posizione, anche essi completamente acquisiti alla tecnologia della guerra aerea.
Si capisce allora il ruolo dell’ S300V4 “Antey 2500”, che con le sue doti antimissile rende la possibilità di un attacco statunitense -di cui conosciamo le modalità (grandequantità di missili di crociera) – estremamente aleatorio. In queste condizioni un attacco come doveva essere quello del 2013 rischierebbe di concludersi con uno scacco operativo, il che costituirebbe effettivamente una disfatta politico-strategica totale.

…Ma se gli USA non intervengono in questa situazione che è stata creata in tutte le sue componenti da una politica ciecamente estremista, e non si è colto nel groviglio delle teorie complottiste il vero obiettivo strategico, laddove il rischio potrebbe arrivare ad essere proporzionato alla posta in gioco, sarà comunque una disfatta totale quando Aleppo cadrà completamente nelle mani dei siriani di Assad e dei loro alleati. E’ comunque il modo in cui l’anziano diplomatico indiano Bhadrakumar, saggio per definizione, vede lo sviluppo della situazione siriana, che prende anche l’aspetto di un Calvario per gli Stati Uniti, e le cui ripercussioni dovrebbero farsi sentire anche a Washington.all’interno dei vertici del Sistema e dei vari gruppi di pressione ..L’emotività da questo lato è impossibilitata a rassicurare gli spiriti e a riappacificare le anime ferite (Bhadrakumar su Asia Times, il 5 ottobre [preso da Russia Insider]).

“Teoricamente Obama può ordinare attacchi missilistici contro le forze vittoriose del governo siriano. Ma questo sarebbe come versare benzina sul fuoco . Sabato il Ministro russo della Difesa ha avvertito il Pentagono che ogni intervento militare statunitense per deporre Assad avrebbe come effetto “terribili sommovimenti tellurici” nella regione. La minaccia è rimasta vagamente sospesa nell’aria ma domenica il potente consigliere per gli affari esteri del Supremo leader dell’Iran, Ali Akbar Velayati, è stato molto più diretto, ammonendo Washington che ogni intervento diretto degli Stati Uniti sarebbe un’azione suicida e si trasformerebbe soltanto “nella loro terza disfatta militare nella regione, dopo l’Afghanistan e l’Iraq, e sarebbe una disfatta peggiore”.

“Tuttavia se Obama decide di rifiutare l’opzione della guerra, si possono fare altre tre ipotesi. Primo: i rapporti di Washington con Ankara e e Riyadh sono profondamente incerti al momento ed entrambi gli alleati nella regione sono partners fondamentali in Siria. I legami tra Stati Uniti e Turchia restano evanescenti non solo per il tentato colpo di stato di luglio ma anche per l’avvicinamento degli Stati Uniti ai curdi e e perché crescono i sospetti dei Turchi circa i loro piani [degli USA -N.d.T.] per la Siria. D’altra parte Riyadh sta rimuginando sul modo migliore di bere dalla coppa avvelenata che il Congresso Usa ha preparato per Re Salman sotto la forma di “chiedere ai sauditi i danni per l’ 11 settembre.”

“Secondo: il presidente Recep Erdogan non sembra interessato a rischiare un altro scontro con i Russi quando i legittimi interessi turchi in Siria possono essere protetti in accordo con il presidente Vladimir Putin al tavolo dei negoziati. In effetti Putin visiterà Ankara tra breve. Anche il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif è stato in visita in Turchia la scorsa settimana. Soprattutto i turchi sono realisti e il loro eccellente apparato di spionaggio in Aleppo dovrebbe avere informato che attualmente la caduta della vecchia città è un fatto compiuto.

Terzo: la cosa più importante è che Obama non sembra voglia portare il suo paese dentro alla terribile zona di guerra senza un ben definito obiettivo da raggiungere, mentre il sipario sta per calare sulla sua presidenza. Allo stato attuale dei giochi Assad sta tra l’ Ovest e il diluvio. Ma quello che brucia è che la vittoria russa in Siria segna la fine dell’egemonia occidentale sul Medio Oriente, e gli storici sono pronti a indicare questo fatto come la cosa che caratterizza l’eredità della politica estera della presidenza Obama.

 

Fonte: www.dedefensa.org

Link: http://www.dedefensa.org/article/la-diplomatie-du-s300v4-antey-2500

6.10.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIAKKI49

 

Note:

1 Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS), Un’associazione altamente qualificata di ex-ufficiali dello spionaggio USA.

2“group thinking” : definizione di un fenomeno per cui i gruppi di potere sono strutturalmente isolati dalla realtà e aderiscono a una realtà virtuale che viene loro fornita e che non rispecchia il reale se non deformandolo (“…propaganda arguments piled in a one-sided fashion…” – argomenti di propaganda accumulati in modo unilaterale)

3 Janus: si riferisce all’”effetto Giano” che descrive l’enorme ampliamento dei sistemi di informazione, in particolare Internet, come un’arma a doppio taglio che può sia favorire l’”informazione Systema”, sia la “controinformazione”

4 RIA Novosti Agenzia di informazioni internazionali con sede a Mosca.

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    E le cose volgono al peggio, come da me a suo tempo previsto.
    Infatti proprio in queste ore è in atto una offensiva Ucraina nel Donbass.
    Molti morti e feriti, un comandante filo-russo, il famoso Motorola è stato ucciso con una bomba, prepariamoci al peggio.
    I Russi non possono più stare fermi, se non agirà Putin lo farà qualcun’altro, novello Stalin.

    • gianni

      A me la cosa che mi fa capire che questa volta sara’ una grossa guerra e’ che l’ occidente versa in un enorme crisi da tutti i punti di vista…..l’ occidente e’ morto e sta dalla parte sbagliata della storia

  • Zerco

    Ieri ho assistito all’espressione massima e più ridicola del maccartismo antirusso: TG5 delle 13; un servizio sul traffico di reperti antichi rubati da Isis &C in medioriente e nordafrica che ha il suo centro al porto di Gioia Tauro, in mano alla ‘ndrangheta che ha stretto relazioni con la mafia cinese e russa. Un traffico lucrosissimo, spesso in cambio di armi, in cui c’è il sospetto che chi tira i fili sono i SERVIZI RUSSI.
    Capolavoro!

  • GioCo

    Quando guardi fisso un muro alto alto che si è parato dinnanzi al tuo cammino “improvvisamente”, adesso, un muro rosso, spesso, liscio come il vetro, robusto come acciaio, tutto ciò che puoi pensare è come abbatterlo, dato che superarlo pare impossibile.
    Non ti viene in mente che forse è il tuo sguardo (il problema) abituato com’è a stare FISSO sempre avanti da quando sei nato, così da impedirti di considerare le alternative: tutto ciò che pensi è ciò che per abitudine sempre è stato fatto (con successo) e cioè trovare un modo per abbattere il muro. Dato che nel frattempo stai fermo sul posto a considerare le opzioni, ciò ti fa impazzire (non sei abituato a STARE FERMO, da quando ricordi hai sempre marciato in avanti spedito) è inizi a odiare visceralmente il muro ROSSO e tutto ciò che lo rappresenta.
    Se girassi di 1° il tronco da stoccafisso sofisticatissimo, entro il raggio del tuo sguardo entrerebbe magari una porta, una scala o forse persino la fine del muro. Tuttavia come le macchinine del nonno a molla progettate per sfruttare gli urti con le pareti e tornare indietro finché dura la carica, non hai controllo sulla rotazione e come non bastasse rappresenti qualcosa che per funzionare DEVE incontrare muri e DEVE saperli superati (anche se non è vero) altrimenti non sai se stai funzionando.
    Il muro ROSSO rappresenta quindi in verità non l’ostacolo insormontabile che sembra ma solo l’ultimo di una lunga serie e ci suggerisce che (forse) la molla del giocattolo ha finito per rompersi, per eccesso di uso abusivo, dato che le vistose, vigorose e prolungate scariche di adrenalina per girare la chiave alimentate dall’odio per il muro ROSSO, non forniscono che qualche risibile feedback del meccanismo.

    A me verrebbe da suggerire timidamente che lì accanto, ma proprio a portata di palmo (della mano e del braccio) ci starebbe una comoda scala, di quelle signorili larghe e sontuose che sale fino ai cieli ma che per usarla bisogna scendere dal meccanismo e lasciarlo rotto dove si trova. Tanto non serve e mai è servito se non a divertirsi a fare sogni di gloria. Qualcuno potrebbe obbiettare che è difficile, che molti non vorranno abbandonare un porto sicuro per l’incertezza di chissà quale futuro ma in verità la difficoltà sta solo nel chiarire che COMUNQUE (SE) il meccanismo è rotto, non c’è scelta.

    Allora adesso dovremmo stare a discutere (SE) il meccanismo è rotto e invece discutiamo di abbattere il muro ROSSO. Il muro potrà forse essere abbattuto ma (SE) il meccanismo è rotto, a cosa servirà? A dare a pochi (stupidi) l’illusione di avere vinto un rottame.

  • nicolass

    Agli americani in guerra è sempre piaciuto vincere facile, occupando e dilaniando paesi molto più deboli di loro, ma mi sa che stavolta con Putin hanno trovato pane per i loro denti

    • Nic

      Beh, ultimamente in Vietnam le hanno buscate andandosene terrorizzati con (l’elicottero) la coda fra le gambe…