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LA CAPARBIETA' DI ILARIA, LA CODARDIA DEI CARABINIERI

FONTE: INFOAUT.ORG

Ieri Ilaria Cucchi ha postato sul proprio profilo Facebook la foto di uno dei cinque carabinieri che hanno massacrato suo fratello Stefano.

Il fisico palestrato immortalato in spiaggia, degna di una foto per pubblicizzare una casa produttrice di costumi da bagno, era evidentemente sul profilo dello stesso aspirante modello. Il carabiniere, vistosi rimbalzato su ogni testata giornalistica, si è precipitato a toglierla e nello stesso tempo tramite il suo legale ha formalizzato una denuncia nei riguardi di Ilaria Cucchi ”per le sue affermazioni e per le numerose e gravissime ingiurie che sono state rivolte a lui e ai suoi familiari a seguito e a causa della Signora Cucchi”.

Forse è l’immagine che più ci si attendeva e che meglio si addiceva, quanto meno per uno di loro, quella dello sbirro tutto muscoli e niente cervello. Sul fatto che ci fosse stato un abuso da parte dei CC non vi era dubbio e le parole all’interno delle intercettazioni emerse negli ultimi giorni hanno fatto capire che cosa sono stati capaci di fare sul corpo di Stefano e come si fossero studiati anche un piano per tirare a campare (“ci diamo alle rapine”).

Al di là della valanga di commenti (alcuni del tutto condivisibili) apparsi in seguito alla pubblicazione, la questione di fondo rimane la pochezza di questi individui che continuano ad essere in servizio, spalleggiati dai loro colleghi nei secoli fedeli, mentre tra i comuni mortali basta molto meno per perdere il posto di lavoro. E’ stata la stessa Ilaria Cucchi a sottolineare poi che se si fosse trattato di un comune mortale a quest’ora non solo sarebbero usciti i nomi e le foto delle persone coinvolte, ma sicuramente si sarebbe anche concluso il processo con tanto di condanna. Invece a distanza di anni per il caso Cucchi ci troviamo ancora a parlare di soli indagati, personaggi senza arte né parte pronti ad indossare una divisa per poter accomunare lo stipendio con qualche potere in più, in questo caso sperando che quella divisa li protegga per quel pestaggio che in quella tragica notte ha spento la vita di Stefano.

Incapaci di assumersi le proprie responsabilità rispetto a quello che hanno fatto, tentano di rimanere il più possibile anonimi, salvo poi scandalizzarsi di fronte a quella che è una semplice foto di una persona con un nome ed un cognome. Ma si sa che ci sono persone che si prestano più alla vita nell’ombra che alla luce del sole e che agiscono e si sentono forti solo in branco.

Di seguito riportiamo i messaggi postati da Ilaria Cucchi sulla sua pagina Facebook, da quello che accompagnava la foto del carabiniere a quelli in cui spiega il senso della propria scelta di fronte alla polemica che ne è seguita:

“Volevo farmi del male, volevo vedere le facce di coloro che si sono vantati di aver pestato mio fratello, coloro che si sono divertiti a farlo. Le facce di coloro che lo hanno ucciso”.

Dopo una serie di commenti pesanti indirizzati verso il carabiniere la sorella scrive: “Non tollero la violenza, sotto qualunque forma – precisa – Ho pubblicato questa foto solo per far capire la fisicità e la mentalità di chi gli ha fatto del male, ma se volete bene a Stefano vi prego di non usare gli stessi toni che sono stati usati per lui. Noi crediamo nella giustizia e non rispondiamo alla violenza con la violenza”.

A chi le chiede se avesse senso pubblicare la foto lei risponde:“Il senso è che Stefano era la metà di questa persona”.

In serata, decide di rompere ancora una volta il silenzio: “Sto ricevendo numerose telefonate anche di giornalisti su questa fotografia – scrive – La prima domanda che mi pongo è: se fosse stato un comune mortale, cioè non una persona in divisa, non ci si sarebbe posto alcun problema. Ho pubblicato questa foto perché la ritengo e la vedo perfettamente coerente col contenuto dei dialoghi intercettati e con gli atteggiamenti tenuti fino ad oggi dai protagonisti. Il maresciallo Mandolini (il primo indagato tra i militari, ndr) incurante di quanto riferito sotto giuramento ai giudici sei anni fa e non curandosi nemmeno della incoerente scelta di non rispondere ai magistrati ha avviato un nuovo processo a Stefano e a noi, che abilmente sarà di una violenza direttamente proporzionale alla quantità di prove raccolte contro di loro dai magistrati. E quindi io credo che non mi debba sentire in imbarazzo se diventeranno pubblici anche i volti e le personalità di coloro che non solo hanno pestato Stefano ma pare se ne siamo addirittura vantati ed abbia.o addirittura detto di essersi divertiti”.Di fronte al possibile imbarazzo che qualcuno possa provare pensando che persone come queste possano ancora indossare la prestigiosa divisa dell’arma dei carabinieri io rispondo che sono assolutamente d’accordo e condivido assolutamente questo imbarazzo” scrive ancora la Cucchi.

Concludendo poi: “Quella di avere pestato Stefano è stata una scelta degli autori del pestaggio. Quella di nascondere questo pestaggio e di lasciare che venissero processato altri al loro posto è stata una scelta di altri. Così come quella di farsi fotografare in quelle condizioni e di pubblicarla sulla propria pagina Facebook è stata una scelta del soggetto ritratto. Io credo che sia ora che ciascuno sia chiamato ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Accollandosene anche le conseguenze. E il fatto che questo qualcuno indossi una divisa lo considero un’aggravante non certo un’attenuante o tantomeno una giustificazione”.

Fonte: www.infoaut.org
4.01.2016

Pubblicato da Davide

  • mda1

    Non ho capito di cosa possa essere accusata Ilaria Cucchi a cui va la mia stima e solidarietà.

    IC pubblica una foto presa dal profilo del carabiniere (aperto a tutti e visibile a chiunque sia iscritto a fb) messa da carabiniere e viene querelata per diffamazione.
    E’ vero che dal 2013 la magistratura se ne è uscita con sentenze tipo queste:
    e ne tralascio altre, però mi pare che qua non ci sia nulla per una querela se non il desiderio di infastidire.
    Sarebbe il caso che si ponesse un freno alla possibilità di querele per diffamazione x sciocchezze postate su internet. La magistratura si occupi delle morti per parto negli ospedali e di chi muore in carcere picchiato da chi ci dovrebbe difendere dai delinquenti.
  • andriun

    "Io credo che sia ora che ciascuno sia chiamato ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Accollandosene anche le conseguenze. E il fatto che questo qualcuno indossi una divisa lo considero un’aggravante non certo un’attenuante o tantomeno una giustificazione"".

    E evidente che non vive in questo mondo e nemmeno in Italia: dove tra parentesi si è capaci di assolvere dei ladri presi in fragranza di reato, solo perchè ne stata violata la privacy o dove gli imprenditori per attenersi ad assurde regole europee rischiano multe salatissime anche sopra i 100000 euro se le loro telecamere fossero casualmente orientate al di fuori del recinto dell’azienda e fossero testimoni(le telecamere), di qualcuno che amoreggia in piena libertà.
    Diciamo quindi che non solo costei non vive in Italia, ma nemmeno si rende conto di vivere in quest’epoca, che come oramai risaputo da chi mi legge, IO considero decadente sotto molti aspetti.
  • Veron

    Alla fine si dirà "la mela marcia in un cesto di mele buone". Magari fosse vero. L’ideologia machista e fascistoide, la tendenza all’autoassoluzione, alla violenza e all’intrigo sono caratteri essenziali delle forze dell’ordine in Italia come all’estero.

    Ricordo ad esempio il G8 di Genova, gli iscritti alla P2, il caso Moro, il clan della UNO bianca, la trattativa stato-mafia e le morti "accidentali" di Stefano Cucchi, Riccardo Rasman, Federico Aldovrandi, Gabriele Sandri, Giuseppe Uva, Michele Ferrulli, Marcello Lonzi, Katia Favero, Stefano Brunetti.

  • glab

    mah … forse il soggetto palestrato nel formalizzare denuncia nei riguardi di Ilaria Cucchi è incorso in "lite temeraria"  https://it.wikipedia.org/wiki/Lite_temeraria

  • Hamelin

    E’ un classico la magistratura non darà mai torto ai cani da guardia dei padroni .
    E’ un dogma del sistema per il suo corretto funzionamento .
    Ogni tanto quando succede un "incidente" si chiude un occhio .

    Non capisco la gente che si scandalizza .

    Dopo il G8 é stato reso palese anche ai sassi che non viviamo in uno Stato di Diritto ma in uno stato dove vige la legge del piu’ forte e che all’occorenza ufficiali di stato possono usare violenza contro chi meglio credono a loro piacimento .

    La magistratura italiana usa le leggi a proprio uso e consumo ed ad uso e consumo dei propri amici e servi del sistema .

    La gente non lo vuole ammettere a se stessa ma tutti lo sappiamo che siamo schiavi .
    E la vita di uno schiavo comune ahimé vale ben poco .

    La Democrazia non è altro che la scusa con cui si arrogano l’esercizio del potere .
    Se questo stato è quella cloaca ambulante che é vuol dire comunque che agli Italiani va bene cosi’ .

    Magari qualcuno si sveglierà coi primi morsi della fame .

  • mda1

    non conosci i poliziotti…..

    da quando un pm divenne presidente camera perché si doveva processare il partito che lo aveva piazzato into culo al suo partito di nullità, gli sbirri son tutti di quell’area lì….
    altro che fascismo.
  • mda1

    tutto vero.

    e aggiungiamo 67mila leggi contro le 6-7 mila di francia/germania.
  • Teopratico

    Certo che si sveglierà con i morsi della fame, ma solo per essere trivellato di colpi nella pubblica piazza, se ancora avrà le forze di arrivarci in piazza.

  • alvise

    "fragranza di reato…"

    Forse volevi dire FLAGRANZA

  • andriun

    sì, chiedo scusa per l’errore di distrazione commesso. La ringrazio per avermelo fatto notare.

  • Stevenson

    La dignità di essere uomini non appartiene a questi individui che sembrano più bestie che uomini.

    Indignarsi ed esprimere la propria indignazione per un’ingiustizia tanto palese è un dovere morale qualsiasi sia il contesto in cui ciò accade.

    Piena solidarietà ed appoggio ad Ilaria.

  • castigo

    è inutile avere la tartaruga sulla pancia se in testa hai un criceto in prognosi riservata……

  • RenatoT

    si ma con un cervello da criceto (mi scuso con i criceti)… fai la vita da criceto… e muori come un criceto.. stessa sorte per i figli, se ne ha.

  • allpet

    Piena solidarietà ad Ilaria (ci si sta avvicinando alla Russia di Putin).