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LA CADUTA DI UNA SUPERPOTENZA

DI PEPE ESCOBAR

asiatimes.com

SAN PAOLO – Lo so, Israele che bombarda civili a Gaza, Kiev che bombarda civili nell’Ucraina dell’Est, il Califfo fuori controllo in Medio Oriente, l’Impero del Caos che gioca a fare il prestigiatore. Ma prima vorrei parlare di qualcosa a cuore aperto.

Ho conservato questa foto (vedi più sotto, ndr) per il momento più opportuno, che è arrivato. Vi presento un tipico paradiso tropicale – Santo Andre a Bahia, vicino a dove il Brasile è stato “scoperto” dai Portoghesi nel 1500. Il campo di allenamento della nazionale tedesca è dietro a quegli alberi sulla sinistra. Io ero lì all’inizio della Coppa del Mondo, la mia meravigliosa ospite Anna Mariani è proprietaria di una stupenda casa sulla spiaggia proprio lì accanto.

pepe

Il campo tedesco – in realtà un condominio sulla spiaggia – è stato isolato e customizzato a perfezione. I giocatori hanno potuto interagire con i villaggi vicini, visitato una scuola locale, fraternizzato con gli indiani Pataxo, fatto camminate mattutine sulla spiaggia. Si sono anche allenati davvero duramente: disciplina, impegno, etica del lavoro – mentre si godevano ogni minuto nel loro angolo di paradiso e apprendevano i rituali della cultura locale brasiliana.

La nazionale brasiliana, nel frattempo, stava recitando uno psicodramma nazionale (nel senso letterale) che vede 200 milioni di persone coinvolte. Era come una spaventosa telenovela – senza alcun tipo di disciplina o duro lavoro, solo tintinnii (guarda il mio nuovo taglio di capelli!) appaiati ad un compiaciuto senso di superiorità. Alla fine avrebbero dovuto vincere perchè dopotutto, sfoderiamo il più grande mito nazionale, “Dio è Brasiliano”.

Passiamo ad una parabola della globalizzazione. Molto prima della Coppa, il Brasile – che una volta era una leggendaria superpotenza calcistica – è stato ridotto, a forza di cerchi concentrici di mala gestione, ad un ruolo secondario di esportatore di beni (calciatori di talento). Non c’è stata alcuna prospettiva di investimento sul futuro, tutto ciò che importava era trarre profitto dai diritti TV assecondando il racket dei media. La Germania, d’altra parte, da quando è stata sconfitta in finale nel 2002 (dal Brasile) ha investito in una fitta rete di scuole calcio, parte di un sistema nazionale per allevare talenti, educarli e preparare allo stesso tempo anche gli allenatori.

Tre ore prima dell’inizio dell’umiliazione dell’1-7 mi è stato chiesto dal mio barbiere cosa pensassi del risultato della partita. Ho risposto “Germania 4-0”. Tutti erano allibiti. Ho volato dall’Asia e poi dall’Europa per seguire la Coppa del Mondo in Brasile come se stessi facendo servizi di guerra, ciò che avevo sospettato fin dall’inizio si stava confermando come uno psicodramma in procinto di essere svelato.

Tutti i segnali portavano ad una cricca di giovani milionari Brasiliani psicologicamente instabili pronti ad implodere in maniera spettacolare – come avevano minacciato di fare prima contro il Cile e poi contro la Colombia. È successo nel lasso di soli 6 minuti quando la Germania ha fatto 4 gol – e al 29° i Tedeschi stavano già vincendo 5-0.

Sorpresa? Non proprio. Il Brasile ha smesso di giocare il jogo bonito molto tempo fa, dopo la fantastica nazionale del 1970 e poi la miglior nazionale che non abbia mai vinto nulla nel 1982. Dagli anni ’90 il Brasile come case del jogo bonito era solo un’altra leggenda – un elaborato trucco di marketing (con la complicità della Nike). I Brasiliani si sono presi in giro da soli fino in fondo, avvolti in un economico brand di nazionalismo che recitava “Noi siamo i campioni”.
Finchè l’arroganza non ha prevalso. È toccato alla Germania ricordare quale fosse il vero jogo bonito, con i loro passaggi strabilianti, le conclusioni infallibili e triangoli di passaggio degni dei Chicago Bulls al loro apice.

La nazionale brasiliana si è trasformata in un nervoso rottame principalmente per motivi tecnico/tattici: era una squadra senza centrocampo che giocava contro il miglior centrocampo del pianeta. Incolpate chi li guidava, la federazione calcistica brasiliana e la “commissione tecnica” che ha nominato: una modesta cricca arrogante, ignorante e senza talento, che rispecchiava perfettamente l’arroganza e l’ignoranza delle elite politico-economiche brasiliane, antiche e moderne. La polizia brasiliana, abbastanza ironicamente, ha smantellato un mercato nero di biglietti FIFA a Rio (nemmeno Scotland Yard ce l’aveva fatta), si è però persa un altro racket – uno spin-off in atto nei corridoi dei palazzi del calcio brasiliani.

La commissione tecnica, nella sua conferenza stampa post-traumatica, lo stesso giorno che Argentina e Olanda hanno giocato come i bambini grandi per 120 interminabili minuti, terminati 0-0 (e poi risolti ai rigori), mi ha ricordato il Pentagono che scaricava Abu Ghraib: “Ah, è stato solo un bizzarro errore”. No, non lo è stato. I Brasiliani codardi al timone non hanno avuto lo stomaco di ammettere che il “blackout” è stato sistemico.

Ci saranno ripercussioni politiche senza fine a questo 1-7. Va ben oltre la massa di ricchi Brasiliani (bianchi) che si potevano permettere di comprare i biglietti FIFA mentre criticano le spese della Presidente Rousseff per il welfare. Di sicuro va a braccetto con i mirabolanti profitti che la FIFA trae dalla sua festicciola personale (4 miliardi di dollari, esentasse), forniti della autorità locali, così come ha a che fare con il salatissimo conto finale (13.6 miliardi di dollari). Paragoniamo ai minuscoli investimenti in educazione, pubblici servizi, “mobilità urbana”, strutture fatiscenti – mentre un corruzione endemica spadroneggia.

La più grande umiliazione sportiva mondiale a memoria d’uomo è direttamente connessa all’ignoranza ed arroganza delle elite brasiliane (e al loro sentirsi in diritto di fare ciò che vogliono). Al contempo, non si può aspirare a diventare una superpotenza dei BRICS mentre la tua identità nazionale è basata su uno sport – il calcio – svilito da un manipolo di truffatori.

Gli dei del calcio hanno misericordiosamente dichiarato superato lo psicodramma di 200 milioni di persone. Mi spiace ancora molto per gli sconfitti – la stragrande maggioranza di tifosi tra questi 200 milioni: gente onesta e lavoratrice per la quale il calcio è un sollievo dalle proprie lotte quotidiane. Sono stati presi in giro e sono state loro costantemente propinate solo menzogne.

Il Brasile godrà ancora del beneficio di avere molto soft power in giro per il mondo, ma deve affrontare i problemi di corruzione ed inefficienza. Se il calcio deve rimanere l’unico collante dell’aspirante superpotenza, meglio metterci la testa sopra, capire il perchè l’umiliazione è avvenuta, liberarsi di tutti i fannulloni, mostrare un po’ di umiltà e lavorare duro. Imparare dal modello sportivo tedesco – uno che di certo non ha a che fare con l’austerità dell’UE. Per poi tornare in paradiso.

Pepe Escobar è autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007), Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge (Nimble Books, 2007), e Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009). Può essere contattato a pepeasia@yahoo.com.

Fonte: http://www.atimes.com/
Link: http://www.atimes.com/atimes/World/WOR-01-100714.html
10.07.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

Pubblicato da Davide

  • searcher

    a prescindere che il calcio (sport) e’ morto gia da un pezzo,trasformandosi,come tutto del resto,nel solito business di merda..

    ad ogni modo leggendo ho pensato che parlasse si del brasile,ma se fosse stata l’Italia sarebbe stato lo stesso…no,misa’ molto peggio.
    se vincono in crucchi chissa se poi succede pure a loro che si montano la testa,pero non credo che le conseguenze sarebbero le stesse.
  • sisifo

    L’ultima volta che i tedeschi si sono montati la testa, l’hanno poi pagata con un purgatorio durato quasi mezzo secolo.
    È una ruota che gira per tutti, compresi i presunti forti e virtuosi.

  • Gil_Grissom

    Un articolo che getta gratuitamente quintali di sterco su un intero paese e sulla sua passione per il calcio: vorrei ricordare al signor Escobar, che di calcio non sembra intendersi molto, che una nazionale puo’ permettersi una débâcle anche clamorosa e casalinga come quella patita recentemente dai brasiliani per 7-1. Ma resta pur sempre la nazione che ha vinto piu’ titoli mondiali, 5 contro i tre della Germania, la nazione che ha dato probabilmente il piu’ grande calciatore di sempre, la nazione che mediamente esprime la nazionale qualitativamente migliore, la nazione al primo posto con Italia e Argentina per il numero di coppe intercontinentali o mondiali per club, la nazione che ha gia’ battuto la Germania in una finale mondiale nel 2002. Ora se questo sedicente intellettuale vuole gettare alle ortiche piu’ di un secolo di successi, di record e di campioni per una serata sciagurata faccia pure, sarebbe come giudicare Napoleone da Waterloo, mentre ancora viene ricordato come il piu’ grande condottiero di tutti i tempi. La gloria non si cancella in un sol giorno.  

  • Tonguessy

    Commento prepartita di amici italiani che vivono in Germania: "speriamo che la Germania perda, così almeno per un pezzo ci lasciano in pace. Se invece vince avremo vita più dura del solito".

    Deutschland uber alles, do you remember?
    Marx diceva che le religioni sono l’oppio dei popoli. Il calcio è forse il crack?  
  • Bellerofon

    E’ come il crack. Basta leggere l’articolo. Il calcio come veicolo di superpotenza e di risoluzione dei problemi endemici di corruzione e sottosviluppo del Brasile? Ma per favore…
    Chi nasce tondo non muore quadrato.

  • Eshin

    meglio che perdono i tedeschi
    meglio  per loro e per tutti..
    non mi intendo di calcio,
    in ogni caso non lo vedo come gioco, non più, girano troppi miliardi e interessi..
    intrattenimento molto funzionale è…

    si sta facendo di tutto per restaurare il quadro
    con l’intento di dividere per imperare.
    Germania  nazione guida  – odiata da tutti…
    ho osservato quest’anno un  accendersi di "eventi della memoria",
    stragi dei nazifascisti in Europa ricordate,clebrate,sponsorizzate…
    Non dimentichiamo la strage nazifascista" [www.google.it]http://espresso.repubblica.it/visioni/cultura/2014/07/01/news/uno-spettacolo-per-ricordare-la-strage-nazista-italia-germania-riunite-sul-palco-1.171395

    Leggo
    Dagli errori commessi nel passato dobbiamo trarre insegnamento per il nostro comune futuro nell’Europa unita.
    Ricordare per non far più accadare….

    Ma stanno accadendo…..

  • Albertof

    Ci vorrebbe un bel meteorite che colpisca in pieno la Terra. Fine.


    ps: è lo stesso commento che ho inserito per l’articolo "Cronaca di un pianeta gravemente ammalato" qui su CdC, ma è perfetto anche qui.
  • RosannaSpadini

    Nessuno nega l’efficienza dei tedeschi nella pratica delle loro mansioni, sia professionali che sportive, e Pepe Escobar, che è sempre straordinario nell’infarcire i suoi testi di implicazioni politico culturali molto efficaci, fa bene a leggere la sconfitta del Brasile come un riflesso della spudorata corruzione istituzionale che devasta il paese sudamericano, però stavolta, nell’esaltazione del calcio e dell’efficienza tedesca contro la corruzione del Brasile, dimentica qualche particolare:

    1.    La Germania è diventata la nazione egemone in Europa grazie soprattutto alle truffe finanziarie perpetrate sistematicamente i danni degli altri paesi europei.
    2.    La Germania è diventata la nazione egemone in Europa dopo  soprattutto l’ingresso nel sistema euro (significativo al proposito un famoso video di Prodi).
    3.    La Germania è diventata la nazione egemone in Europa grazie alle continue e sistematiche violazioni di tutti i trattati europei.
    4.    Anche la Germania è un paese molto corrotto, basti pensare ai diversi enormi scandali che hanno incrinato l’immagine di paese virtuoso:

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2007/04/siemens-margiocco.shtml?uuid=0c682774-f48c-11db-95fe-00000e251029&DocRulesView=Libero

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/30/milioni-di-euro-per-le-forniture-darmi-scandalo-corruzione-sullasse-berlino-atene/827921/

    video di Prodi

    https://www.youtube.com/watch?v=CX8uJuQoNqY

    Quindi se la Germania ha vinto 7/1 la partita contro il Brasile, quanto a corruzione istituzionale politica i due stati sono piuttosto affini.

  • ericvonmaan

    Stimo moltissimo Escobar, un grande Giornalista con la G maiuscola, e ancora una volta condivido tutto quello che ha scritto. Dopo il 3-0 con l’Olanda ancora più condivisibile