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LA BOLLA FINALE DI MARIO DRAGHI

FONTE: MOVISOL.ORG

Le bolle finanziarie obbediscono ad una legge ferrea: più crescono e più si avvicina la loro fine. Così, annunciando misure per sostenere la bolla, il 4 settembre Mario Draghi ne ha avvicinato lo scoppio.

Le misure sono: tasso BCE allo 0,05%, Quantitative Easing (QE) nella forma di acquisti di cartolarizzazioni (Asset-Backed Securities) e di covered bonds da parte della BCE a cominciare da quarto trimestre; un’altra ondata di LTRO, prestiti di fatto gratis alle banche, a partire “tra due settimane”.

L’ultima misura è chiamata “funding for lending” e dovrebbe servire ad aumentare il credito al settore produttivo. In realtà fallirà l’obiettivo, come lo ha fallito il modello originale, applicato in Gran Bretagna.

L’intento della BCE è descritto con sconcertante sincerità in uno studio di 104 pagine pubblicato dallo stratega di Deutsche Bank Jim Reid l’11 settembre. Il sistema finanziario è una singola, gigantesca bolla, che deve essere continuamente pompata per non collassare, scrive Reid.

“Negli ultimi due decenni, l’economia globale è passata da una bolla all’altra con eccessi che non sono mai stati pienamente rivelati. Invece, una politica aggressiva ha incoraggiato il rifinanziamento con nuove bolle. Ciò ha discutibilmente fatto del sistema finanziario moderno, così come lo conosciamo, una preoccupazione costante”, si legge nel rapporto. La bolla è ora migrata nel mercato obbligazionario, ed è diventata “una condizione necessaria per mantenere in piedi il superindebitato sistema finanziario”.

Non c’è più un luogo dove migrare, visto che ora la bolla è nelle mani dei governi e delle banche centrali, i prestatori di ultima istanza, e perciò “pensiamo che questa bolla vada mantenuta per assicurare la solvibilità dell’attuale sistema finanziario”.

Prevedibilmente, azioni e obbligazioni sono salite dopo l’annuncio di Draghi. Secondo alcune fonti, non sono solo i privati a speculare, ma le stesse banche centrali starebbero acquistando futures e altri titoli derivati per sostenere direttamente il mercato.

Mentre non è certo quale sarà la domanda di LTRO, il pezzo forte della BCE è il programma di acquisto di ABS. Il 12 settembre lo stesso Juncker ha dichiarato che una delle priorità della nuova Commissione sarà rivitalizzare il mercato ABS. La BCE si è valsa della consulenza di BlackRock, grande possessore di titoli ABS. Leggero conflitto di interessi…

Ma la BCE non vuole rischiare di “proprio” – sta già pensando di scaricare il peso degli ABS tossici sulle spalle del contribuente. Il 28 agosto Benoit Coeure, membro del Consiglio Esecutivo della BCE, ha dichiarato che perché un programma di acquisti di ABS raggiunga tutto il suo potenziale, i governi devono garantire almeno parte del debito.

“L’Europa si trova ad affrontare una scelta fondamentale se vuole muoversi verso un mercato ABS che abbia la stessa profondità e la liquidità del mercato americano”, ha detto Coeure in un’intervista alla rivista Risk, distribuita dalla BCE. “Per raggiungere questo obiettivo, il mercato delle cartolarizzazioni richiederà una quantità significativamente maggiore di sostegno pubblico di quella attuale”.

In altre parole, la BCE pompa la bolla finale, in parte stampando soldi, in parte con soldi pubblici (i contribuenti), in una mossa futile e disperata che non impedirà alla bolla di scoppiare ma piuttosto ne accelererà la fine. Nel frattempo, la recessione nell’UE sta rivelandosi una depressione, come noi abbiamo annunciato in tempi non sospetti, la disoccupazione di massa ha raggiunto livelli da anni Trenta e in alcuni casi le istituzioni democratiche sono state compromesse irreversibilmente.

Liberiamoci del pilota pazzo ai comandi!

Fonte: www.movisol.org

Link: http://www.movisol.org/14news183.htm

17.09.2014

Pubblicato da Davide