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LA BOLLA DEI DERIVATI

DI ATTILIO FOLLIERO

umbvrei.blogspot.it

Nessuno ne parla; nessun media a livello mondiale parla della bolla dei derivati. La bolla dei derivati sta crescendo e prima o poi esploderà. Secondo gli ultimi dati pubblicati da BIS, al 31 dicembre 2013 il valore nominale di tutti i contratti derivati del mondo ammontava a 710.182 miliardi di dollari, in aumento del 12% rispetto al dicembre anteriore. Il dato del 31 dicembre rappresenta il massimo storico, ossia il valore più alto mai raggiunto dai contratti derivati.

Il PIL di tutti i paesi del mondo al 31 dicembre del 2013, secondo gli ultimi dati pubblicati dal FMI, era pari a 73.982 miliardi di dollari. L’ammontare dei derivati è quindi circa dieci volte il valore del PIL mondiale.

Quindici anni prima, al 31 dicembre 1998, l’ammontare nominale di tutti i contratti derivati era 80.317 miliardi di dollari ed il PIL del mondo era 30.561 miliardi di dollari, pertanto i derivati erano 2,63 volte il valore del PIL mondiale. In questi ultimi quindici anni, mentre il PIL mondiale è cresciuto del 142%, con un tasso di crescita medio annuo del 9%, i derivati sono cresciuti del 784%, con un tasso di crescita medio annuo del 52%.

DataDerivati (Mld Us$)PIL Mondo (Mld Us$)Derivati/PIL
31/12/199880.31730.5612,63
31/12/199988.20131.7582,78
31/12/200095.19932.7312,91
31/12/2001111.17832.5273,42
31/12/2002141.67933.8114,19
31/12/2003197.17737.9785,19
31/12/2004251.82342.7485,89
31/12/2005297.67046.2556,44
31/12/2006414.84550.0598,29
31/12/2007595.73856.44010,56
31/12/2008547.98361.8488,86
31/12/2009603.90058.62310,30
31/12/2010601.04664.0209,39
31/12/2011647.77770.8969,14
31/12/2012632.58272.1068,77
31/12/2013710.18273.9829,60
Variazione 15 anni784%142%
Varriazione media annua52%9%

Nota: Elaborazione Attilio Folliero su dati di fonte BIS e FMI

I derivati oggi rappresentano 9,6 volte il valore del PIL mondiale, comuqnue inferiore al valore del 2007, quando equivalevano a 10,56 volte il valore del PIL mondiale. Perchè i derivati crescono? I derivati crescono quando diminuisce il tasso di guadagno nel settore produttivo; il capitale alla ricerca di maggiori tassi di guadagni finisce per essere investito nella speculazione. I derivati sono la principale espressione della speculazione.

La situazione dei derivati è particolarmente drammatica negli Stati Uniti. Le banche commerciali USA, secondo le cifre ufficiali del Governo USA, sono esposte ai derivati, ossia a titoli spazzatura, per un valore complessivo di 237.023 miliardi di dollari. Le banche USA più esposte sono quattro: Jp Morgan, Citibank, Goldman Sachs e Bank of América. Queste quattro banche hanno titoli derivati pari a 219.798 miliardi di dollari, ossia quasi un terzo di tutti i contratti derivati esistenti nel mondo. Il patrimonio (Asset) di queste quattro banche al 31 dicembre 2013 ammontava a 4.831 miliardi di dollari, più del doppio del PIL italiano del 2013, che è stato pari a 2.071,96 miliardi di dollari; i contratti in derivati posseduti da queste quattro banche sempre al 31 dicembre del 2013 ammontavano a 219.798 miliardi di dollari, ossia 45 volte il valore del loro patrimonio!

BancaDerivati (Mld US$)Asset (Mld US$)Derivati/Asset
JPMORGAN CHASE BANK70.088,631.945,4736,03
CITIBANK62.247,701.346,7546,22
GOLDMAN SACHS48.611,68105,62460,27
BANK OF AMERICA38.850,901.433,7227,10
Totale 4 banche219.798,914.831,5545,49
Totale banche commerciali USA237.023,0613.057,0618,15

Nota: Elaborazione Attilio Folliero su dati di fonte Governo USA

Se con la crisi del 2008 queste banche sono state salvate con un intervento massiccio di denaro pubblico da parte del Governo USA perchè troppo grandi per fallire, oggi che sono ancora più grandi e molto più esposte al rischio, per non fallire avrebbero bisogno di una quantità di denaro pubblico ancora più grande. Oggi, però la situazione non è la stessa del 2008 ed in caso di una grave crisi non ci sarebbe la possibilità di un ulteriore massivo intervento pubblico.
Quando la bolla dei derivati esploderà non una, ma molte delle principali banche statunitensi saranno esposte al rischio fallimento. Il fallimento di più di una di queste grandi banche avrà ripercussioni a livello mondiale.
Il mondo e particolarmente l’occidente, con USA ed Europa in testa, sono alla vigilia di una grande crisi economica che può esplodere da un momento all’altro.

Se un terzo di tutti i contratti in derivati del mondo è detenuto da 4 banche USA significa che i tassi di guadagno stanno scendendo negli USA e quindi a rifugiarsi nella speculazione è proprio il capitale USA. L’analisi dell’andamento dei profitti delle imprese USA ci può indicare la tendenza per il futuro.

Nel 2013 il profitto lordo delle imprese statunitensi è stato 2.102,1 miliardi di dollari, con un dividendo netto pari a 902 miliardi. Secondo i dati del I Trimestre, recentemente pubblicati dal BEA, si stima che il profitto loro per il 2014 sarà di 1.975,4 miliardi, quindi in diminuzione di ben 198,3 miliardi rispetto all’anno anteriore; anche le stime riguardanti i dividendi netti per l’anno in corso sono in diminuzione: 861,7 miliardi, quindi 87,1 miliardi meno rispetto all’anno anteriore.

Cadono i profitti delle imprese e dunque il capitale USA da un lato continuerà a rifugiarsi in mercati e paesi che garantiscono maggiori tassi di guadagno, dall’altro lato tenderà maggiormente a rifugiarsi nella speculazione e per conseguenza l’aumento dei titoli derivati.

Stiamo in pratica assistendo al tracollo degli Stati Uniti che da prima potenza economica nel giro di pochi lustri saranno superati da Cina, India ed altri paesi emergenti; probabilmente, come scriviamo da circa un decenio, gli USA cesseranno anche di esistere come stato unitario e si frantumeranno in vari stati, uno dei quali, la parte orientale (New York) è destinata ad unirsi economicamente e políticamente con una parte degli attuali stati che conformano l’Unione Europea.
La Federal Reserve aveva annunciato di terminare con la stampa dei dollari e l’acquisto di titoli tossici, ma in realtà non potrà tirarsi indietro, soprattutto adesso che sta per esplodere la bolla dei derivati, per cui continuerà a stampare dollari. Insomma la situazione è talmente critica che è solo questione di tempo. Da un lato la bolla dei derivati e la continua immissione di dollari nel mercato (la stampa di dollari attraverso l’operazione chiamata “Alleggerimento quantitativo” o Quantitative easing o QE) e dall’altro lato l’abbandono del dollaro da parte di molti paesi per le transazioni internazionali, cosa che comporterà in un futuro ormai prossimo anche la riduzione delle riserve internazionali in dollari.

L’alleggerimento quantitativo è una delle modalità con cui una banca centrale crea moneta e la immette nel sistema finanziario ed economico. Una banca centrale, in questo caso la Federal Reserve, la Banca centrale degli USA ha deciso di acquistare attività finanziarie dalle banche del sistema (azioni o titoli, anche tossici). In sostanza stampa i dollari e li trasferisce alle banche, definite troppo grandi per poter fallire.

Il dollaro è anche la principale moneta delle riserve internazionali di tutti i paesi del mondo. Il giorno in cui cesserà di esserlo, tutti gli stati venderanno i dollari in loro possesso ed acquisteranno la nuova moneta o le nuove monete utilizzate per gli intercambi comemerciali. Queste due situazioni (stampa senza freni dei dollari e l’abbandono del dollaro come moneta di reserva internazionale) determineranno il tracollo del valore del dollaro e per conseguenza il tracollo economico degli Stati Uniti.

Attilio Folliero

Fonte: http://umbvrei.blogspot.it/

Link: http://umbvrei.blogspot.it/2014/07/la-bolla-dei-derivati.html

6.07.2014

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Già… nel 2008 si pensava di lisciare il pelo ai BRICS e che la Cina volente o nolente sarebbe rimasta legata al dollaro, le quattro banche citate sono le maggiori banche esistenti in USA e sono state riempite di tutto il lerciume finanziario esistente, come se uno per difendersi da un killer potenziale si rivestisse di tritolo, della serie muoia Sansone e tutti i filistei… peccato che le cose cambiano e la de-dollarizzazione ha accelerato con gli eventi ucraini, ora su cosa succederà è difficile fare una previsione.

  • luiginox

    il dollaro è pericoloso.è come avere in mano il cerino acceso.se a gioco finito lo avrai ancora in mano ti brucerai.mi meraviglio che ci sia ancora gente che ha investito in dollari e riesca a dormire di notte.gli stati e la banche nazionali, poi,stanno eseguendo piroette cerchiobottiste cercando di non far incazzare gli states ma al contempo non appesantirsi con quella merda di divisa estera ancora necessaria per gli scambi internazionali.

  • Gil_Grissom

    Il discorso del tracollo ormai imminente dell’economia USA per poi essere superata dalla Cina o dall’India o dal paese emergente di turno lo sento da ormai vent’anni e ogni anno viene posticipato al successivo: sembra un po’ come la ripresa economica italiana prospettata dal Renzi o dal Letta di turno, e’ sempre dietro l’angolo ma ogni anno si rimanda a quello successivo. E mentre noi ci preoccupiamo dei problemi dell’economia americana, che resta ricordiamolo di gran lunga il paese col pil complessivo e pro capite numero uno al mondo, loro col loro dollaretto debole crescono ad un tasso piu’ che accettabile ogni anno riportando la disoccupazione a livelli del tutto sostenibili, noi europei invece col nostro fortissimo euro abbiamo in diversi stati la disoccupazione giovanile intorno al 50 per cento, stagnazione o recessione dappertutto, imprese che chiudono e valanghe di tasse nuove ogni giorno, col potere d’acquisto reale che cala di giorno in giorno nonostante l’euro sia fortissimo. Sicuri che saranno gli States ad implodere per primi e non il vecchio continente europeo?

  • Ercole

    Il capitalismo a livello planetario  è già imploso sta soltanto allungando la sua agonia e se nessuna forza sociale si porrà il superamento di questo sistema sociale ,ci trascinerà nel baratro di un nuovo macello mondiale .

  • Gil_Grissom

    Non nego che lei possa avere ragione ma non le sembra un po’ monocorde rispolverare un vetusto linguaggio vetero marxista e proporre il marxismo come panacea di tutti i mali mondiali? 

  • Ercole

    Se credi che il capitalismo si può riformare illuditi pure con il tuo idealismo ,io resto materialista per il semplice motivo che Marx ha analizzato in modo scientifico i meccanismi che regolano l’economia capitalista e ha indicato la strada per il suo superamento il suo metodo di analisi è attualissimo volenti o nolenti .P.S.  tu cosa proponi !

  • Gil_Grissom

    Nella vita non e’ tutto bianco o tutto nero, esistono anche le vie di mezzo, le sfumature: non va bene un mondo governato da un capitalismo selvaggio come quello odierno, ma nemmeno un mondo comunista sarebbe una prospettiva molto allettante. Capitalismo e comunismo hanno entrambi fallito, la storia lo dimostra, la cossiddetta terza via esiste e si puo’ applicare, basta volerlo: si tratta del capitalismo di stato, un sistema regolato da un mercato sostanzialmente libero con dei paletti fissati dallo stato che interviene a regolare gli squilibri e a tutelare i deboli, cioe’ i disoccupati e i lavoratori a reddito basso.Sarebbe semplicissimo, basterebbe volerlo.

  • Hamelin

    Purtroppo non bisogna sottovalutare anche un altro fattore chiave : Gli USA hanno uno degli eserciti piu’ potenti al mondo e spendono 600 MLD di USD all’anno per spese militari .
    Questo presuppone che prima di andare in vacca porteranno con se il mondo in una Guerra Mondiale ( che è già scoppiata , ma si sta combattendo per il momento a bassa intensità ).

  • ericvonmaan

    bisogna cercare di far capire alla massa che questi "derivati" sono aria fritta, non sono nulla. 

    Qualsiasi governo responsabile dovrebbe fare in modo che i piccoli investitori ritirino, finchè in tempo, i loro risparmi e li convertano in beni reali (terreni, case, materie prime, cibo non deperibile ecc ecc) e poi lasciare che il resto vada tutto in malora. 
    chi ha investito e fatto una barca di soldi in queste cose è assolutamente GIUSTO che perda tutto. 
    ma questa è utopia, i governi e i loro organismi sono controllati dalle elites, e faranno di tutto per salvare i LORO interessi e fottere i nostri. 
    non so, staremo a vedere. nella storia le teste delle elites sono state ghigliottinate già una volta, non si sa mai
  • ROE

    Sarebbe ma non è perché se lo fosse gli USA avrebbero ancora l’aliquota fiscale massima al 95&.

  • ROE
  • rocks

    Se non erro già prima della precedente crisi si diceva che gli USA sarebbero implosi, ma poi con abili mosse si sono divincolati e nella crisi nera hanno gettato l’europa, mentre loro ne sono saltati fuori meglio (a cifre). Quindi sono d’accordo. Occhio.

    Per quel che riguarda marx et al… che dire, meglio essere realisti le idee e la scienza sono modelli applicabili sulle pagine dei libri. Vanno molto bene per analizzare la realtà, ma la previsione scientifica è una chimera e stravolgere il mondo con un intervallo di confidenza del 50 % è un suicidio o un omicidio collettivo.
  • alvise

    D’accordo, ma Russia, Cina, Siria, non sono da meno. Come singoli paesi non sono nulla al confronto degli armamenti degli USA, ma insieme potrebbero essere come le api. Gli rompi i coglioni ad una sola non ti fa niente anche se ti punge, tutto lo sciame è un’altra cosa. Non intervengo per sottolineare le varie forze militari, questo lo sappiamo e conosciamo tutti, è che quello che si prospetta è la fine del pianeta, questo mi fa paura, perchè non è fantascienza, è una realtà che anche chi non conosce tutto  lo scibile e gli intrecci della politica e della finanza, sente a pelle questo pericolo. Siamo in una condizione insostenibile, e secondo me stiamo attendendo con timore che la corda si strappi del tutto, è una attesa terribile perchè non possiamo sapere quando avverrà, ma avverrà. I più non sannno manco chi è la Lagarde, e che cosa vorrebbe farne dei nostri C/C, e quindi vivono felici…per ora. I più se ne fottono se Franceschini ha imposto tasse persino sugli hardisk e tutti i prodotti informatici e memorie di massa, quindi brutto segnale quando si va a rovistare nella pattumiera. Sentiamo anche a pelle, se non proprio a livello di studi economici, che tutta l’europa sta subendo qualcosa di indescrivile, anche per chi non è interessato a votare. Sottolineo votare, perchè anche chi si è disinteressato alla vita politica ed economica, sente che c’è "qualcosa che non va", e se lo pensano loro, siamo veramente nella cacca. Ma non c’èra ovviamente bisogno di queste persone, per intuirlo

  • Gil_Grissom

    Concordo pienamente.

  • Gil_Grissom

    Infatti non proponevo il modello americano.

  • Ercole

    Il capitalismo di stato è quello che si è affermato in Russia e nei paesi dell’est ( spacciato per comunismo ) ma è imploso per il semplice motivo che cambia la forma ma è sempre capitalismo e mette comunque alla sua base il profitto ,quello che affligge il liberismo e il capitalismo misto (stato e privati ) dove sta la terza via?

  • Gil_Grissom

    Capitalismo di stato e’ casomai il modello cinese che mi sembra funzioni benino.

  • Ercole

    Prova a lavorare in Cina come operaio e poi ne riparliamo ,funziona benissimo per la nomenclatura e per i padroni :vige comunque la legge del profitto.