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La battaglia che non si combatte

DI ALCESTE

pauperclass.myblog.it

La geopolitica è interessante, appassionante e ci consente di tifare come juventini e interisti, ma in Italia non esiste che un conflitto: quello del patriziato italiano contro il resto del paese.

Il patriziato, che assomma circa il 20% degli italiani, è assai variegato al suo interno. Ne fanno parte, infatti, personaggi fra loro apparente diversi: Prodi e Monti, capoccia dell’ANM e del CSM, presidenti di Camera e direttori di talent show, i giudici del TAR e i cuochi televisivi, sindacalisti in pantofole ed ex segretari di partiti con fiamma a Montecarlo, appaltagironi e comiche sguaiate di RAI3, mafiosi e archistar, anticamorristi alle vongole e proprietari di yacht, trans e cattedratici, mestatori di gossip col parrucchino e pettegoli al soldo dei servizi segreti, decani del giornalismo e Comandanti delle due Polizie, cravattari e capi di cooperative, attorucoli da prima serata di RAI1 e comandanti degli Stati Maggiori, cardinali alla Carlo Maria Martini e amministratori delegati di aziende private a capitale pubblico, onorevoli animalfemministi e onorevoli destrorsi à la Chiappe d’Oro, i capoccia di MPS e i priori di comunità di cenobiti col wi-fi, giocatori di serie A e ministri colla terza media, sindacalisti in pantofole e assassini devoti al sociale, amministratori delegati di multinazionali delle auto con residenza in Svizzera e magnati di stampa progressista con residenza in Svizzera, grassatori di Iniquitalia e presentatori di Sanremo, ONG lacrimevoli e ONLUS piangine, figli e nipoti di presidenti della sedicente Repubblica Italiana, giudici amministrativi e vallette con la farfallina presso la voliera della fica, statali e parastatali di livello apicale, direttori di ASL, pervertiti e mignottoni assortiti (ognuno può escogitare, per puro divertimento, gli accostamenti più favolosi).

Ciò che lo rende un blocco inscalfibile e solidamente strutturato è il godimento e la difesa di privilegi vasti quanto insindacabili basati sulla spoliazione delle risorse pubbliche.
Chi non rientra nel patriziato è, appunto, “il resto del paese”, una plebaglia informe, litigiosa e inconcludente che può definirsi solo quale negazione del patriziato stesso.
Il patriziato italiano ha un unico scopo: far sopravvivere i propri privilegi e trasmetterli ai propri eredi, agnati e clientes, a qualsiasi costo.
Per far ciò ha sviluppato due diverse armi.

Svendita del proprio Paese in cambio del mantenimento dei privilegi stessi. La distruzione sistematica della Prima Repubblica, l’avvio dell’Italia nella follia dell’Euro, le inchieste accese o soffocate a seconda della convenienza del momento, la riduzione della sovranità, la lenta disgregazione del patrimonio agricolo e industriale italiano sono atti di servaggio che il patriziato italico compie nei riguardi delle entità sovranazionali che li comandano in cambio della salvaguardia dei privilegi suddetti.
L’istinto del branco, secondo cui un patrizio riconosce immediatamente un membro della propria classe e scatta in sua difesa con un meccanismo innato e, ormai, connaturato al proprio animo. È un istinto, appunto, che fa a meno di veri e propri coordinamenti. Di fatto è impossibile da dimostrare oggettivamente. Solo così si spiegano alcune sentenze, alcuni scioperi, alcuni atti amministrativi, alcune dimissioni, alcune promozioni, alcune rinunce, alcuni brucianti successi che, a lume di logica (la logica della plebaglia, ovviamente), appaiono insensati. È l’istinto del branco che scatta immediato e sorgivo nell’animo di un patrizio (o di una corporazione patrizia) quando vede che un altro membro del branco è in pericolo; o è in pericolo il branco stesso nella sua unità e compattezza o è appena messa in discussione la legittimità di un elemento fondante dei giganteschi privilegi di cui gode.
Qualcuno ha soprannominato il branco “Casta”, qualcun altro “Massoneria” et cetera. Sono puri nomi.

Il Blocco Sociale Patrizio (BSP) si riproduce per via endogamica.

Il BSP non ammette deroghe alla trasmissibilità dei privilegi che avviene esclusivamente per via ereditaria o raccomandazione diretta o compravendita di cariche istituzionali o distorsione di concorsi pubblici oppure tramite la creazione giuridica fattuale di un intrico di norme e regolamenti che, interpretati da elementi del patriziato stesso, chissà perché, favoriscono esclusivamente altri membri del patriziato (e i loro parenti, figli, liberti, famuli, zoccoloni).
Un po’ di sangue nuovo (tribuni della plebe) è, a volte, immesso con caute cooptazioni.

Il 20% di italiani di cui si compone il BSP ha, inoltre, il supporto di numerose frange di elettori che, per dabbenaggine o convenienza o conformismo, tendono ad appoggiarlo stolidamente (nostalgici della destrasinistra, timbratori di cartellini in mutande, ex sessantottini, aviatori pindarici, semplici imbecilli).
Il conflitto sotterraneo, costante e a bassa tensione fra il patriziato così concepito e il resto dell’Italia è la Guerra Civile Italiana (GCI).
La struttura omertosa del BSP, quella che sta vendendo l’Italia con tutte le scarpe degli Italiani, è la lente con cui riguardare fatti della storia d’Italia recente, apparentemente eterogenei.
Dopo il 1989 serviva un nuovo assetto politico? Entra in scena il BSP: rapida contrattazione fra esso e i nuovi padroni del vapore: scattano le manette in tutta Italia, s’inabissa il pentapartito, il PCI si dissolve (che liberazione per i nuovi comunisti!), due magistrati vengono vaporizzati, esplode qualche bomba simbolica … l’importante è stendere il red carpet alla globalizzazione a venire … l’Italia è la merce sulla bilancia … in cambio si ottiene il consolidamento del vecchio BSP con qualche new entry a sinistra … la lotta sociale si sgonfia, la concertazione avanza, le industrie strategiche vengono dismesse (leggi: privatizzate) … il profumo dei vitalizî, di prebende lobbistiche e d’una corruzione dolcissima si effonde nell’aria … c’è da entrare in Europa! tuona poi il BSP … tocca fare qualche sacrificio … durerà un pochino, cinque, dieci, vent’anni … poi lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo di più … c’è da sanare lo spread! tuona qualche anno dopo il Vergine Celeste dallo yacht, rappresentante preclare del BSP … sponda Consumismo ed Effrazione … c’è da spalare un po’ di merda, egli intima, con un sorrisetto … cominciate voi, cara plebaglia, che io da rifinire l’abbronzatura …

Oppure: un Politicante Regionale è colto con le chiappe nel sacco e il naso infarinato a casa di una trans (o di un trans … non so decidermi … non sono esperto di terminologia PolCor …) … il BSP non perde tempo … in tempi relativamente rapidi sentenzia che il PolReg è una povera vittima, ricattati da cattivi caramba in combutta con un pusher, e che la farina l’ha portata non lui, ma proprio quei cattivi soggetti … il fatto che la trans (o il trans) sia una spacciatrice (o uno spacciatore) è uno sberleffo del Caso e della Fortuna per i BPS indagatori … d’altra parte, lacrima la trans (o il trans), i soldi il drudo PolReg me li dava perché era un cuor d’oro, mica per scopare … dagli scranni magistratuali BSP si annuisce sempre più convintamente … le gote di qualche giudicessa sono rigate da calde lacrime di perdono … un liquido salso e caritatevole che scioglie il fard BSP acquistato coi soldi della nostra IMU … nell’inchiesta spunta pure un PC birichino … pare contenga una lista di frequentatori BSP amanti dei doppi sensi … ma forse il PC non c’è … o forse c’è ma è illeggibile … macché è leggibile, ma non c’è la lista … il BSP vuol vederci chiaro … purtroppo il pusher complice dei ricattatori tira le cuoia per una overdose (mannaggia: proprio adesso …. eh, ma quando uno è cagionevole di salute …), un altro trans (o un’altra trans), invece, muore inopinatamente soffocato/a per i fumi d’un incendio in casa (quando si dice la jella … si era proprio lì lì per scoperchiare la pentola e guardate cosa succede …). Il tempo, le prescrizioni, i patteggiamenti e la condizionale leniscono le ferite giudiziarie … tutto ingiallisce … il vulnus è sanato … il PolReg torna, un pochino offeso, al vecchio lavoro … stavolta quale inviato in Giudea … come Ponzio Pilato … una narice lava l’altra e tutte aspirano lo stipendio … il BSP, invece, aggiustate le cose, riprende il consueto trans trans … (l’ultima battuta è di Dagospia, non mia).

Anche il caso Raggi-Roma è da vedersi  in tale ottica. I 5S vincono nella capitale d’Italia … temono, giustamente, un fuoco di fila di pomodori da parte del BSP e che fanno? Formano un quadrato di giacche blu dure e pure in attesa del contrattacco? Macché. Varano una giunta gonfia di rappresentanti del BSP: ex funzionari, gerarchi universitari, grand commis comunali, competenti della materia che passano da un incarico all’altro provocando un disastro dopo l’altro … come se un Custer più sciroccato del solito avesse affidato la fucileria di Little Bighorn a Toro Seduto e Cavallo Pazzo. Da tale comportamento si deduce che i vertici romani dei 5S non hanno la minima idea della battaglia da intraprendere … è proprio il BSP il nemico e quello non ha rappresentanti da cooptare, ma solo da sterminare. Se proprio la battaglia non si riesce a vincere meglio morire all’attacco come i Seicento di Balaclava invece che nelle retrovie, come dorotei pavidi e maneggioni (anche perché al gioco dell’ammuina dorotea il BSP è imbattibile).
Il BSP non ama fare prigionieri … se ti va bene (se proprio sei un leccapiedi di talento) ti compra. Coi soldi pubblici, ovvio.
Il BSP è duro, astuto, insinuante, controlla tutto, altro che Soros. Continuerà a venderci a tranci pur di salvaguardare i propri diritti sardanapaleschi.
Qui c’è da vincere la battaglia delle battaglie … a colpi di intimidazione fisica …

Nessun Donald, nessuna Marine, nessuna Brexit verranno a salvarci. Ho la sensazione che l’analisi geopolitica, assieme a una compulsiva avidità di grafici e informazioni e report, stia degenerando nel tifo da poltrona, pop corn e Coca in mano: ovvero in un inconscio alibi per non fare nulla. E non si fa nulla perché non se ne è più capaci. L’esistenza si srotola davanti senza attesa, in un continuo rifrangersi di rassegnazione, come un beffardo nastro di Möbius. Il suicidio del trentenne friulano, in fondo, vuol dir questo: siamo in un cul-de-sac e ciò che resta è indegno d’esser vissuto. Cosa sperare: che il BSP si suicidi? Che cada come un ramo sociale inutile e secco? Forse questo avveniva una volta quando le nazioni erano compartimenti stagni. La forza del BSP, oltre che nell’oculata distribuzione di risorse a chi può garantire l’indefinita sussistenza, sta nel suo sfacciato riproporsi alle varie forze occupanti. In cambio del potere locale da kapò.
È tempo per teste rotte e nasi insanguinati, insomma.
Prima di debellare il NWO (che, beninteso, esiste) sarebbe il caso d’insaponare qualche capestro in casa nostra.
Peccato che aleggi tutt’altra aria.

 

Alceste

Fonte: http://pauperclass.myblog.it

Link: http://pauperclass.myblog.it/2017/02/10/la-battaglia-che-non-si-combatte-alceste/

10.02.2017

Pubblicato da Davide

  • fiurdesoca

    combatte chi ha i coglioni, noi itagliani li abbiamo affittati via…

  • Roberto Fanone

    Questo é il motivo per cui due anni fa sono andato definitivamente via dall’Italia.
    Ora sono un uomo libero ed ho ritrovato la mia dignità.
    Complimenti all’autore dell’articolo ma fino a quando non si farà quello che si fece in Francia durante la Rivoluzione Francese, le cose in Italia rimarranno tali e quali ad ora.
    Purtroppo gli italiani non hanno il coraggio di usare quei cappi o la ghigliottina.
    In bocca al lupo a chi é rimasto in questo paese morente.

    • fastidioso

      Sarebbe già tanto imitare i Rumeni, è tutto dire…

      • clausneghe

        Anche nell’entrare dalle finestre in casa altrui?

        • fastidioso

          Inten devo quelli che son rimaszti l’, non quelli “nostri ospiti”, OVVIAMENTE !

        • rossland

          Soprattutto, nell’entrare dalle finestre di casa altrui. Non son forse loro, ad aver capito meglio di tutti noi, che in questo paese il rubare paga sempre? Come non vedere nella pari impunità di ogni ladro, romeno o romano che sia, il filo conduttore di un’italianità da barzelletta?

  • gix

    E si, il buon Alceste ci ha preso abbastanza, anche tuttosommato con le percentuali, 20% circa di patriziato e 80% di italiani che si arrangiano più o meno bene; il problema non è più nella politica, ma ormai è lotta tra privilegiati e resto d’Italia. Il patriziato da noi è tenuto in piedi, come del resto è sempre stato nei secoli, da un miscuglio indecente di idee e consuetudini religiose e finto democratiche laiciste (queste ultime alternate a randellate e retoriche guerresche, che però al momento sono un po’ fuori moda), quello che si potrebbe richiamare come catto-comunismo, che, specialmente oggi, tiene tutti inebetiti sotto una melassa di buoni sentimenti e sensi di colpa. E’ appena finito sanremo, che è uno dei riti cerimoniali che il patriziato celebra per stendere la melassa sugli italiani, almeno quelli di una certa età, perchè i giovani ormai seguono, al ritmo di decine di migliaia, canali di youtuber più o meno allucinanti, mediamente altrettanto insulsi, anche se con qualche scheggia di pensiero incontrollata. Che dire, speriamo che almeno la lettera del trentenne suicida sia autentica.

  • fastidioso

    “sarebbe il caso d’insaponare qualche capestro in casa nostra.”

    Ehhhh, l’ho scritto tante volte…
    Uno sul sagrato del Duomo di Milano
    Uno di fronte l’Altare della Patria
    Uno in P.zza Plebiscito
    L’ultimo di fronte al Teatro Massimo (o Politeama, fate voi) a Palermo

    • Tizio.8020

      Eh no: o si fanno le cose fatte bene, o niente!
      Come ce li porti tutti i “fortunati” in quei soli quattro posti???
      Autobus?
      Treni?
      Voli charter?
      Diciamo che ne mettiamo almeno uno ogni Comune!!!!

  • http://suryanamaskara.altervista.org Papaconscio

    Il resto del Paese è troppo eterogeneo e comunque cerca di difendere quello che è rimasto o di conquistare qualche rendita in forma di prestazioni Inps, e le masse lavoratrici biagizzate, fornerizzate e jobsactizzate, dovendo provvedere febbrilmente alla propria sopravvivenza, non possono sconfiggere il BSP nemmeno se fossero armate. Solo una élite di persone con competenze militari ed obiettivi chavisti può farlo, dopo un lungo lavoro di preparazione e programmazione…

  • clausneghe

    Lo aveva già detto Orwell nel suo “1984”: Non esistono che tre classi, da sempre. Quella bassa,la più numerosa, i prolet, quella media che esegue e quella alta composta da pochi individui che comandano veramente” -l’uno per cento si direbbe oggi.
    Il patriziato così ben inquadrato dal Alceste, è lo zoccolo duro di questo Stato Italiano o Status quo, lo stato delle cose,letteralmente. La base della piramide, composta da italica umanità schiava e sofferente, a volte a sua insaputa, mantiene giocoforza i parassiti del secondo livello, e sono milioni, con famiglie a traino. Questi “servitori dello Stato”sono gli spietati esecutori dei voleri degli innominati del 1%, coloro che, al di fuori e al di sopra, di Patrie e Nazioni dirigono davvero le cose terrene e che qualcuno chiama “i Padroni del Mondo”.
    Funziona così e non creda qualcuno di cambiare le cose con qualche schioppettata o corde saponate, non farebbe che il gioco di quell’uno per cento che non vede l’ora di sfoltirci…

    • Lupis Tana

      ciao claus, potrebbe funzionare così… per fargliela mukare all’1% bsterebbe PRENDERE come aveva previsto g.giac.feltrin.: l’energia elettrica e l’informazione di c.so Sempione, banche e banca d’Italia inclusa… + uno sfoltimento nei covi delle regioni, provincie e sedi sindacali luogo perverso di indottrinamento per sedare le genti, specie pensionati… qualche sequestro “lampo” di qualche politico di quelli più schifosi, per non più respirare… eppoi qualcosa cambierà in meglio credo… mé spéra… basterebbe leggere tacnica di un colpo di stato, ancora attuale, di Curzio Malaparte. saluti, da tan lup

    • Tizio.8020

      Dipende: se il gioco lo fai con la totalità di quell’1%, vedi te che finisce subito!!!!

  • Ronte

    Ricchezza e povertà in una stessa società. Questa la contraddizione del sistema capitalista.
    Pochi ricchi, tanti sottomisura, e i tanti, suddivisi in classi, scompaginano una società rendendola debole e caotica.
    L’imperialismo, ovvero l’estensione del capitalismo, somma i caos locali. Perciò l’unica soluzione risiede nella cancellazione delle differenze classiste, ma, per ottenere ciò, è indispensabile riconoscere la realtà e la sua struttura basata sullo sfruttamento.
    In buona sostanza, ‘socialismo o barbarie’…

    • alessandroparenti

      Il difetto del capitalismo non è solo la contrapposizione tra ricchezza e povertà. Il vero problema,abnorme ma poco considerato, è lo spreco mostruoso di risorse energetico e di forza lavoro che deriva da una società dove tutti sono in concorrenza con tutti nello svolgere le loro mansioni. Per fare un esempio banale: come può andare bene una nazione dove centinaia di migliaia di giovani perdono il loro tempo a svolgere un lavoro socialmente inutile in un call center a molestare e far perdere tempo al prossimo cercando di fargli cambiare gestore di gas,luce telefono? Se lo stato gestisse tutto quello che serve potremmo lavorare 4 ore al giorno producendo più di quello che abbiamo adesso,sprecando forse un terzo dell’energia che sprechiamo,inquinando meno e col tempo libero che ci spetterebbe. Potremmo tranquillamente avere tutti un reddito con potere di acquisto di minimo 2000 euro, Forse di più. I progressi della tecnologia fatti negli ultimi decenni e l’avvento di internet non sono serviti a niente,erosi man mano che si conquistavano da un sistema che ci rende schiavi. Negli anni settanta il telefono era già gratuito,salvo le interurbane,e i paesi dell’est,con una tecnologia adesso preistorica,riuscivano addirittura a mangiare,studiare,curarsi,fare sport e andare in ferie lasciando i bambini un mese in colonia ospiti dello stato. Bello per i bambini e anche per i genitori. In cinquant’anni di progresso tecnologico forse qualcosa in più negli anni se lo sarebbero persino potuti concedere,suppongo. Adesso che le possibilità ci sono,se una nazione volesse intraprendere questa strada verrebbe subito inclusa nella lista degli stati canaglia e,se non demorde,bombardata.

      • Ronte

        Mi pare ovvio che in un sistema capitalista la centralità sia lo sfruttamento del lavoro. Vogliamo partire dai mezzi di produzione, la forza lavoro, la produzione del lavoro che entrando in circolazione diventa merce, del suo valore d’uso? Dell’uomo che diventa a sua volta merce? della sua alienazione ecc.ecc..?

        Il fine ultimo di Marx è la liberazione dell’uomo che passa dalla maturazione della democrazia per diventare socialismo: l’auto-espressione individuale nel tempo libero. Ma ciò si ottiene soltanto con il capovolgimento del Sistema: Appropriazione dei mezzi di produzione. Abolizione delle classi sociali. Gestione pubblica della linea economica. Nazionalizzazione delle banche. Rispetto del territorio e delle risorse dello stesso. Scienza ‘consapevole’. Abolizione dello Stato trasformato in Associazione pubblica Amministrativa. Regole confacenti alla armonizzazione della comunità…

  • alessandroparenti

    Articolo ineccepibile,quasi banale,se non fosse che va confrontato con l’informazione main stream. Peccato che non finirà mai sulla carta da culo,,,pardon, sui giornali Italiani.

  • natascia

    Buona analisi che tuttavia non partecipa alla contraddizione del pubblico impiego. Sfruttato e sottopagato per taluni versi, strapagato e iper-garantito per certi altri, in ogni caso sempre incolume rispetto a tutto quello che c’è fuori. In forza al patriziato fino all’ultimo respiro, il che cambia, e non di poco, le percentuali, e narra la spossatezza, l’inerzia e l’ignavia del cittadino normale. Quello che serve è un leader determinato con una buona dose di psicopatia non criminale. Renzi si era spacciato per questo, ma altro non era che un camouflage patrizio.

    • Fulminato1975

      Nel pubblico impiego è un luogo di plebei dove si realizza più o meno il successo dello stato sociale. È la società che bisognerebbe plasmare a immagine e somiglianza del pubblico impiego, non viceversa, come chiedono i plebei che non ne fanno parte.

      • natascia

        Forse non comprendi: i plebei come tu li chiami, sono la coatta garanzia di QUESTO stato sociale occupato principalmente da persone indegne e non bisognose, se qualcosa riesce a funzionare è dovuto a circostanze fortuite, e a persone con forza ,cuore e mente al di fuori del sistema. Quando li incontro, e li incontro sempre, mi commuovo, e trovo la forza per andare avanti.

        • Fulminato1975

          Premesso che i plebei sono sia quelli fuori che dentro il pubblico impiego, i primi sicuramente più fortunati, ma pur sempre plebei anche loro. Premesso questo, lo stato invece funziona benissimo, funziona fin troppo bene, il problema è che sceglie scientemente di funzionare male e si scambia il malfunzionamento per incapacità quando poi è proprio l’effetto voluto. Lo Stato è onnipotente, può tutto e quello che vedi è la realizzazione di un preciso disegno.

          • Tizio.8020

            Sono convinto anche io.
            Pensa ad una cosa “banale” come la dicotomia “PRA-ACI/Motorizzazione”.
            Una Legge abolisce il doppione insulso, eliminando il PRA-ACI.

            D’ora in poi, si farà tutto in Motorizzazione.
            Cosa si inventano gli altri?
            L’eliminazione del “Certificato di Proprietà”.
            Bene, un foglio in meno.
            Eh no: il CdP sparisce, ma viene sostituito da un foglio con un “QR” , che ti serve per ottenere una copia “fisica” del CDP, obbligatoria per poter fare un Passaggio di Proprietà!!!
            Siamo all’apoteosi: invece di semplificare, si inserisce un passagio in più, cioè l’obbligo di recarsi prima al PRA per farsi stampare a pagamento il foglio! (che era già tuo..), e solo dopo, la possibilità di recarsi in Comune a far autenticare la firma.
            Così, invece di sparire, i furbacchioni del PRA-ACI si sono garantiti in monopolio della conservazione “immateriale” di un foglio di carta che è stato tolto perchè “potevi perderlo” !!!
            Kafka non avrebbe saputo fare di meglio.
            E tu vorresti eliminare ‘sta gente????

  • ignorans

    Non bisogna credere che i “plebei” siano stupidi. Se i plebei non si muovono lo fanno a ragion veduta. Comprendono perfettamente che più di questo è difficile avere. E se non è possibile avere di più, a che scopo lottare?

  • marco schanzer

    Non e’ il 20% che fa quel gioco , ma lo 0,2% . E alcune cose non nascono da strategie vere e proprie , ma dalla semplice fiacchezza . Ammantata di corazzieri , gran cordoni e drappi rossi .

  • Fulminato1975

    Il patriziato è meno numeroso del 20%.
    Il libero professionista col macchinone più che benestante che lavora 12 ore al giorno non è patriziato è uno schiavo ben pagato.
    Il dirigente della P.A. pure è uno schiavo ben pagato, di per se stesso il dirigente pubblico non è patriziato, eccezion fatta per quelli che sono diventati tali per investitura politica e non per una semplice raccomandazione. Il calciatore di serie A pure è un altro schiavo ben pagato. Insomma il patriziato è esclusivamente chi ha potere decisionale a prescindere da una carica che ricopre e chi, nella stessa condizione, ha potere di opporsi al potere decisionale. Tutti gli altri sono plebei, a prescindere dal loro reddito e dal loro patrimonio.

    • alessandroparenti

      In un certo senso hai ragione. Se per schiavi intendi quelli che non hanno il potere di cambiare le cose o comunque potere decisionale vero allora quelli sono tantissimi. Però il calciatore o altri con patrimoni simili non possiamo chiamarli schiavi quando potrebbero mollare tutto in qualsiasi momento e vivere agiati in ogni parte del mondo. Se non lo fanno per avidità o ignoranza sono in un certo senso schiavi del sistema,ma non fanno parte del restante 80 per cento.

      • Fulminato1975

        Non sono d’accordo. Le fortune del calciatore vanno e vengono. Di Cristiano Ronaldo o Beckham ce ne sono pochi. I più (in realtà i meno, parliamo solo della serie A, figuriamoci il resto) si arrabattano tra ottimi guadagni in attività e zero assoluto dopo. Tant’è che fatte poche eccezioni, terminata la carriera ridiventano comuni mortali. Così anche i professionisti di successo. Possono fare la fortuna della loro famiglia per qualche generazione, ma basta che il vento cambi un po’ e anche loro vengono risucchiati nel reddito medio della plebe cui già appartengono inconsapevolmente. Il patriziato invece è sempre lì, coi suoi privilegi a prescindere dai meriti, dall’epoca e dalla congiuntura economica.

        • alessandroparenti

          Io per calciatori intendevo quelli di A con almeno 300000 euro annui. Se includi quelli in B o C che guadagnano circa 50000, neanche io li metto tra gli agiati. Sono al pari di un autonomo che si fa anche i sabati e gli straordinari e giustamente prende qualcosa pur rimanendo uno schiavo.

  • Servus

    Un bel polverone senza senso.

  • disqus_VKUtLIms5T

    Ma ci vuole tanto a chiamare le cose con il loro nome ?
    La BSP altri non e’ se non la nomenklatura che è cresciuta a dismisura con l’introduzione delle regioni…La quasi totalità della ricchezza prodotta dalla plebe è intercettata dalle corti dei miracoli della BSP…Renzi sia pure con dei grandi limiti ha cercato di farci riflettere sulla inadeguatezza della legge fondamentale che ci sovrasta e ci rende “webeti” (si usa)…
    Rimedi ?
    Renzi ci ha provato…ma nel contempo voi vedete qualcuno disposto a rialzare quella bandiera calpestata dai vincitori del NO ?

    • Tizio.8020

      Eh no: Renzi è parte integrante di quel Sistema, e ci sguazza benissimo.
      Guarda solo le tre cariche che ha ricoperto, ed i risultati che ha ottenuto.

      • disqus_VKUtLIms5T

        Al momento è l’unico uomo politico che ci ha indotto a riflettere sulla attuale legge fondamentale, a mia memoria lo fece a suo tempo Gaetano Salvemini e più “recentemente” indro montanelli…

        • Fulminato1975

          Ahahahhaa!!!E capirai, pure che se ne va Renzi i ‘mericani ne mettono un altro uguale. Il discorso “lui piuttosto che lui” lo puoi fare in uno stato sovrano. Non in Italy

          • disqus_VKUtLIms5T

            …ogni scusa è buona per i conservatori…

        • alessandroparenti

          E’ l’unico uomo politico ad aver fatto il miracolo di far rimpiangere Berlusconi. Di questo bisogna dargli atto

          • disqus_VKUtLIms5T

            non credo assolutamente…

    • Fulminato1975

      Ci mancava l’influencer di turno e pure a scoppio ritardato.

      • disqus_VKUtLIms5T

        Sono dati oggettivi …basta prendersi un po’ di fastidio per approfondire questo tema…

  • Bosque Primario

    Stessa riflessione di qualche giorno fa ( in romanesco) : Razza de Ladri

    http://bosqueprimario.blogspot.it/p/cena-razza-cha-me-nun-me-piace-nuncha.html