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L' UCRAINA E LE SANZIONI ECONOMICHE CONTRO LA RUSSIA

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Strategic Culture

Da come si stanno evolvendo le cose in Ucraina, sono sempre più forti le voci che, in occidente, chiedono di imporre sanzioni contro la Russia. Voci che si sono unite, come in un coro, dopo che il Consiglio della Federazione russa ha approvato all’unanimità, il 1° marzo, un disegno di legge che concede poteri speciali al Presidente che può usare le forze armate russe in Ucraina per prevenire azioni di banditismo e per proteggere la popolazione russa che vive in una nazione fraterna.

Il 2 marzo il Segretario di Stato americano John Kerry ha condannato la Russia «per un incredibile atto di aggressione» in Ucraina e ha minacciato Mosca di un isolamento internazionale.

Il 3 marzo le agenzie di informazione hanno riferito che sette tra gli stati occidentali più importanti (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti) che avevano sospeso i preparativi per il vertice del G8 che si terrà a Sochi (con la presidenza russa nel 2014). Il G7 ha dichiarato di appoggiare l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina e di anche apprezzare i suoi rinnovati contatti con il Fondo Monetario Internazionale. Poi seguono le minacce. Le sanzioni economiche sono lo strumento più utilizzato dall’Occidente per esercitare pressioni sugli Stati che vogliono portare avanti una politica autonoma, o almeno, che provano a portarla avanti. Come dimostrano alcune stime, i paesi o i territori, dove vive la metà dell’umanità, sono stati colpiti da sanzioni imposte dall’Occidente.

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Non è la prima volta che la Russia si trova ad affrontare una minaccia di sanzioni. Basta ricordare l’aggressione della Georgia contro l’Ossezia del Sud nell’agosto 2008. La questione fu discussa, anche se non fu presa nessuna decisione e poi se ne parlò di nuovo nell’estate del 2012 per il “caso di Snowden. Poi Snowden restò in Russia e nessuno impose nessuna sanzione.

Nell’autunno del 2013, la situazione in Siria era particolarmente tesa con la Russia che appoggiava risolutamente il governo di quel paese. Venne fuori una lettera di alcuni senatori USA che invitavano l’amministrazione a imporre sanzioni contro le più grandi banche russe che avevano collaborato con le autorità siriane. In realtà si trattava di una chiamata diretta per dichiarare una guerra economica contro la Federazione russa. Poi tutto è rimasto nell’aria.

Dei politici seri si renderebbero conto che le sanzioni economiche hanno due lame, possono colpire la parte che si vuol punire, ma possono anche provocare una reazione contro chi ha cominciato. Gli storici occidentali hanno studiato un modello che dovrebbe insegnare qualcosa: «le conquiste della politica di industrializzazione avvenuta sotto Stalin negli anni ’30 possono essere in gran parte spiegate dal fatto che l’Occidente impose costantemente dei blocchi al commercio e al credito contro l’Unione Sovietica. Come risultato, l’URSS creò un proprio potenziale economico che le permise di vincere la seconda guerra mondiale

Un altro esempio di contraccolpo, provocato dalle sanzioni, è l’Iran. Washington esercitò forti pressioni su questo paese dal 1979 congelando le sue riserve valutarie nelle banche occidentali, vietando alle banche USA di lavorare con l’Iran, sospendendo le forniture di prodotti industriali, degli impianti tecnologici e dei beni di consumo, tra cui anche i prodotti alimentari e i medicinali. Washington spinse anche i suoi alleati europei a rifiutare le importazioni di petrolio dall’Iran. L’Iran per questo ha vissuto tempi duri, ma comunque resiste da 35 anni e non ha nessuna intenzione di arrendersi. Washington è preoccupata: l’Iran è riuscito a fare a meno dei suoi dollari e ad aggirare le sanzioni occidentali offrendo i suoi prodotti con un sistema di baratto e usando valute nazionali dei partner commerciali (yuan, rublo e rupia), ma anche pagando in oro. L’Iran commercia con i cosiddetti “cavalieri neri” piccole imprese che operano in diversi paesi e agiscono da intermediari senza nessuna paura della prospettiva di sanzioni.

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La Russia non è l’Iran. Ha tutto quello che può servire per costruire un’economia forte, una difesa affidabile e per soddisfare le esigenze della sua popolazione.

Il congelamento delle riserve internazionali russe? Certo non metterebbe allegria, ma dovrebbe essere chiaro che le riserve del sistema finanziario mondiale che hanno dato vita ad un sistema finanziario internazionale non sono altro che un’illusione. Un paese che accumula riserve non può usarle per i pagamenti. Le sanzioni potranno solo spingere la Russia ad accelerare la creazione di un proprio sistema di credito e di pagamenti sovrani, nonché un sistema di pagamenti o compensazioni internazionali fuori del controllo degli Stati Uniti. Queste opzioni sono già in fase di studio.

Il boicottaggio del G8? In realtà la Russia non è mai stata un membro a pieno titolo del club degli eletti. Tutti i problemi seri sono sempre stati discussi prima, nel quadro del G7, mentre la Russia sedeva fuori dalla porta. Il fatto che l’Occidente possa tornare dal formato G8 al modello G7, come era prima, non farebbe altro che aiutare la Russia a sbarazzarsi di qualsiasi illusione.

Il Boicottaggio commerciale? Ci sono dei punti a favore della Russia: le esportazioni di petrolio e di gas naturale. L’Europa non potrà rifiutare le importazioni di gas naturale e per le esportazioni di petrolio non ci sarà mai nessun problema, soprattutto per la vicinanza di un paese come la Cina che chiede sempre maggiori forniture energetiche. Ancora meglio con le importazioni. In un primo momento ci saranno i cavalieri neri”, poi la Russia prenderà la rincorsa per dare un grande impulso all’avvio di programmi economici di sostituzione delle importazioni o di industrializzazione.

Le sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite? La Russia ha un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza e spesso siede a fianco di un altro membro con diritto di veto – la Cina. Questi due stati sono in grado di bloccare ogni decisione presentata dai membri del Consiglio di Sicurezza Occidentale.

Espulsione dal WTO della Russia? Sarebbe un grande vantaggio per la Russia! Oggi anche Alexey Mordashov, proprietario di Severstal, che aveva avuto la reputazione di essere stato il lobbista più importante per lo sviluppo del WTO, tutto ad un tratto ha iniziato a vedere le cose con chiarezza e a capire che l’unico risultato che ottengono i membri del WTO sono perdite economiche L’espulsione della Russia creerebbe le condizioni per il rilancio della sua agricoltura, o almeno di quello che ne è rimasto. Un paese non può esistere senza potersi garantire una propria sicurezza alimentare.

Probabilmente, il congelamento (o anche solo una minaccia di congelamento) sui conti esteri degli oligarchi russi sarebbe l’unica sanzione efficace contro la Russia. E farebbe veramente male. Recentemente è girata anche una voce su minacce di congelamento dei conti all’estero della oligarchia ucraina. A gennaio l’Assistente Segretario USA, Victoria Nuland, ha fatto uno shampo all’ oligarca ucraino Rinat Akhmetov, proprio a Kiev.

La Nuland voleva che fossero prese misure concrete per riportare la legge e l’ordine nel paese. O, per rendere meglio, per portare il disordine nel paese. La lavata di capo ha funzionato e ci sono prove in abbondanza che gli oligarchi ucraini abbiano tirato fuori i fondi che servivano per fare le manifestazioni a Maidan. Ma la loro missione non è ancora finita, adesso devono fare in modo che il consenso che si sono guadagnati a Maidan si diffonda in tutta l’Ucraina. Molti di loro non solo mettono i soldi per rafforzare il nuovo regime, ma occupano anche dei posti nei banchi di governo.

Che farebbe l’aristocrazia russa “offshore” se si trovasse nelle stesse circostanze?

Allora, quali sono le conclusioni?

  1. Non si può escludere la possibilità di sanzioni contro la Russia e contro l’Ucraina. Ma farebbero danni sia a chi le impone che a chi le subisce. I circoli dominanti USA sono una forza che incautamente sta spingendo per una guerra economica contro la Russia.
  2. L’imposizione di sanzioni non sarebbe percepita come una tragedia, anzi sarebbe piuttosto uno stimolo per la Russia per lanciare la sua trasformazione industriale del XXI secolo.
  3. La Russia dovrebbe essersi già preparata per le sanzioni. Il Consiglio della Federazione è sulla buona strada per approvare un disegno di legge che concede al Presidente il diritto di confiscare le proprietà, i beni e congelare i conti delle società statunitensi ed europee nel caso in cui l’Occidente imponga delle sanzioni contro la Russia.
  4. Una delle cose principali da fare in vista del ” se ci fossero sanzioniè di far rientrare in Russia tutte le attività che gli oligarchi russi detengono attualmente all’estero.
Valentin Katasonov

Fonte: http://www.strategic-culture.org

Link: http://www.strategic-culture.org/news/2014/03/06/ukraine-and-economic-sanctions-against-russia.html

6.03.2014

Il testo italiano di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte ComeDonChisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque.Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • mago

    Il suicidio politico economico Europeo inizia da adesso….nel caso seguisse gli usa in questa infamente politica..per favore prendere nota.

  • roberto4321

    l’affaire ucraino va a mio parere inquadrato nella crescente irritazione degli Usa verso la Germania, rea di aver fatto mandato gli stati sud dell’Europa (i PIGS) in deflazione per papparseli, magari per poi andare successivamente a nozze con la Russia e con l’Est Europa (ah sapere cosa diceva la ex DDR Merkel dal suo telefono intercettato). Eventuali sanzioni dure da parte degli Usa contro l’Ucraina provocheranno l’implosione immediata della zona Euro (quindi prima che il piano tedesco venga portato a compimento), da una parte gli stati a Nord che dipendono pesantemente dall’import di gas russo e ne richiedono sempre di più, e dall’altra i PIGS che dopo un calo del 35% della produzione industriale dall’entrata nell’Euro ce la possono fare anche senza. L’avvento in Italia del filo USA Renzi (evento solo appararentemente insignificante) nonche la "sparata" di Grillo in favore della secessione (che è prointernet quindi mi sa proprio anche lui prousa) mi fanno presagire un’accelerazione rapida degli eventi, magari già subito dopo maggio..

  • Rosberg

    Mah….mi sembra la solita cazzata americana. La Russia non dipende certo da noi poveracci europei, semmai il contrario. Voglio vedere quanto ci faranno pagare il gas se ai russi girano le palle. Ce le fanno vedere loro le sanzioni!!

    Isolamento?? A chi, ai russi?? Con gli amici che hanno? (vedi Cina). Credo saremo noi quelli isolati.
    Sarebbe come imporre delle sanzioni a qualcuno che ci deve ancora presentare il conto. Bella mossa!
  • LaoTzu

    Quello che mi stupisce è: come mai i russi non hanno apertamente svelato e denunciato al mondo che la "rivoluzione" è stata promossa e foraggiata dall’occidente ? Ancora ho il dubbio se l’operazione sia tedesca, USA o perfino un false flag russo per disinnescare in partenza altre derive.

  • alberto_his

    In caso di sanzioni ci rimetterebbero maggiormente UE e gli oligarchi; niente GAS in Europa, contratti di fornitura e conti correnti bloccati alla Russia. Gli USA richiano poco o nulla. In poche parole si indebolirebbero UE e Russia minando inoltre l’interscambio tra le due entità: bel risultato per chi vuole imporre la leadership assoluta per distacco. La sensazione è che il piano abbia subito un’importante accelerata se si va addirittura a infastidire l’orso russo sulla porta di casa. Ce la farà la parte sana dell’Europa a fermare questo gioco insensato? Lecito dubitarne: i maggiordomi delle grandi famiglie finanziare occupano posti chiave su entrambe le sponde dell’Atlantico.