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L' UCRAINA E LA GRANDE SCACCHIERA

DI PEPE ESCOBAR

atimes.com

Benvenuti nella dottrina dei Two Stooges- i Burattini – della guerra post-moderna .

Il Dipartimento di Stato USA, per mezzo della sua portavoce Jennifer Psaki, ha detto che le dichiarazioni del Direttore della CIA, John Brennan, che aveva affermato che chi ha sovvertito il regime di Kiev sta svolgendo delle operazioni tattiche o una offensiva “anti-terrorismo” nella parte orientale dell’Ucraina sono completamente false”. Questo significa che Brennan gli ordini li ha dati e che ormai la campagna “antiterrorismo” – con un bel po tocco di retorica alla Dubya è degenerata in farsa.

Ora mettiamoci insieme anche la dichiarazione abbaiata dal Segretario Generale della Nato, il retriever danese Anders Fogh Rasmussen, sul rafforzamento della presenza militare lungo il confine orientale della NATO: “Dovremo avere più aerei in volo , più navi nei mari e più prontezza in terra.”

Benvenuti nella dottrina dei Two Stooges della guerra post-moderna .

Pagare subito o congelarsi subito

A tutti gli effetti l’Ucraina è un paese fallito. Il Cremlino negli ultimi tre mesi ha mantenuto una posizione coerente per incoraggiare l’Unione Europea a trovare una soluzione al terribile disastro economico della Ucraina.

Bruxelles non ha fatto niente. Aveva scommesso sul cambio di regime che avrebbe portato benefici alla Germania grazie al suo burattino dei pesi massimi Vladimir Klitschko , alias “Klitsch” The Boxer .

Il cambiamento di regime c’è stato ma orchestrato dal Khaganate – una cellula neo-con – del Dipartimento di Stato e dal suo assistente segretario di Stato per gli affari Europei e Eurasiatici Victoria Nulands. E ora il Presidente può scegliere tra – niente meno che – due pupazzi degli americani, il miliardario Petro Poroshenko e “Santa Yulia” Timoshenko, ex primo ministro dell’Ucraina, ex detenuta e futuro presidente. All’UE è rimasto il conto (impagabile) da saldare. Mettiamoci pure il Fondo Monetario Internazionale – che ci sta infilando il suo solito disgustoso “aggiustamento strutturale” e gi ucraini sprofonderanno in un inferno ancora peggiore di quello che già conoscono.

Ancora una volta, grazie all’isterismo del Ministero della Verità americano e dei suoi concessionari sparsi tra tutti i media generalisti occidentali, il Cremlino non ha bisogno di “invadere” nulla. Se la bolletta di Gazprom non viene pagata, non deve fare altro che chiudere il rubinetto per il tratto ucraino del Pipelineistan. Kiev allora, per non fare restare gli ucraini senza il carburante che serve per mantenere vivi se stessi e le industrie del paese, non avrà altra scelta che utilizzare una parte della fornitura di gas destinata ai paesi dell’UE. E quindi l’Unione Europea – che ha una ” politica energetica” globale da far ridere – si ritroverà un altro problema – che però si è andata a cercare da sola.

L’UE si impantanerà in una situazione di lose -lose perenne se Bruxelles non comincerà a dialogare seriamente con Mosca, anche se non vorrebbe per la pesante pressione che mette Washington, tramite l’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico ( la NATO) .

Ancora una volta, come contraccolpo dell’attuale isteria – la UE rimane il top client di Gazprom, con il 61 % delle sue esportazioni complessive. Si tratta di un rapporto complesso, basato sull’interdipendenza. La capitalizzazione di Nord Stream, di Blue Stream e del South Stream, che è stato non ancora completato da un gruppo di compagnie tedesche, olandesi, francesi e italiane.

Quindi sì, Gazprom ha bisogno il mercato della UE. Ma fino a un certo punto, considerando il mega-accordo di consegna di gas siberiano alla Cina che molto probabilmente sarà firmato il mese prossimo a Pechino, quando il Presidente russo Vladimir Putin andrà in visita dal Presidente Xi Jinping.

Il bastone tra le ruote

Lo scorso mese, mentre si stava allestendo il complicato baraccone dell’Ucraina, il presidente Xi era in Europa per concludere degli affari e per promuovere un’altra tratta della nuova Via della Seta fino alla Germania.

In un ambiente sano, non hobbesiano , una Ucraina neutrale avrebbe solo da guadagnare dalla sua posizione che si trova in un crocevia privilegiato tra la UE e la futura unione euroasiatica – così come potrebbe diventare un nodo cruciale per l’offensiva della nuova Via della Seta. Invece il nuovo regime di Kiev sta puntando tutto sulla entrata nella UE (cosa che semplicemente non avverrà) per diventare una base avanzata della Nato (il vero obiettivo del Pentagono).

Quanto alla possibilità di un mercato comune che vada da Lisbona a Vladivostok – quello a cui puntano sia Mosca che Pechino e che sarebbe una cosa buona anche per la UE – il disastro Ucraina è costituisce un vero e proprio bastone tra le ruote.

Ma è un bastone tra le ruote che, essenzialmente, fa il gioco di un solo giocatore : il governo degli Stati Uniti.

L’amministrazione Obama potrebbe – e “potrebbe ” è la parola chiave – essersi resa conto che il governo degli Stati Uniti ha perso la battaglia per il controllo del Pipelineistan dall’Asia all’Europa, nonostante tutti gli sforzi del regime Dick Cheney. Quello che gli esperti energetici chiamano Asian Energy Security Grid, progressivamente sta evolvendosi – così come tutte le miriadi di collegamenti verso l’Europa.

Quindi, l’unica cosa che può ancora fare l’amministrazione Obama è mettere questo bastone tra le ruote – per cercare di sabotare la piena integrazione economica dell’Eurasia.

E’ possibile che l’amministrazione Obama sia ossessionata dalla crescente dipendenza della UE dal gas russo, malgrado il suo grandioso piano di destinare il gas di scisto USA per la UE in alternativa alla Gazprom, ma anche supponendo che questo sia fattibile, non sarà possibile prima di una decina d’anni e senza nessuna garanzia di riuscirci. Infatti la vera alternativa sarebbe il gas iraniano – dopo aver siglato un accordo nucleare globale ed aver messo fine alle sanzioni dell’Occidente (tutto il pacchetto, non a caso, e continuamente sabotato dalle imprese coinvolte nell’affare).

Tanto per cominciare, gli Stati Uniti non possono esportare il gas di scisto verso paesi con i quali non abbiano ancora firmato un accordo di libero scambio. Questo è un “problema” che potrebbe essere risolto in gran parte con il negoziato di partenariato transatlantico, che si sta svolgendo in gran segreto, tra Washington e Bruxelles (vedi Breaking bad in southern NATOstan, Asia Times Online, 15-4-2014.)

In parallelo, l’amministrazione Obama continua a giocare al ” divide et impera ” per spaventare i giocatori più deboli, come nel girare al massimo lo specchio del diavolo, militarista cinese per ricordare il suo ruolo strisciante di “paese perno per l’Asia”. Tutto questo gioco si rifà a quello concettualizzato dal Dr. Zbigniew Brzezinski nel lontano 1997, con la sua creatura – “La Grande Scacchiera” – poi messa a punto per il suo discepolo Obama : gli Stati Uniti che governano l’Eurasia .

Ma neanche questo servirà a trascinare il Cremlino in un pantano militare. È giusto prendere atto che Putin ha inquadrato tutto il panorama della Grande Scacchiera, dove si vede che la partnership Russia-Cina sta diventando una forza strategica cruciale nella sinergia energetica con l’Europa; ed è giusto anche prendere atto della enorme paura della elite finanziaria Usa per il progressivo avanzamento del progetto portato avanti dai BRICS (e che sta convincendo anche il G 20) di by-passare l’uso dei Pedrodollari negli scambi internazionali.

In definitiva tutto questo annuncia una progressiva scomparsa dei Petrodollari e dell’arrivo di un paniere di valute di riserva che serviranno nei pagamenti internazionali. I paesi del BRICS sono già al lavoro per preparare la loro alternativa al FMI e alla Banca Mondiale, e stanno investendo in un pool di valute di riserva e nella BRICS Development Bank. Mentre i tentativi tentennanti per stabilire un nuovo ordine mondiale brancolano e mentre sembra che stia nascendo un pericoloso sud-globale, i Robocop NATO sognano la guerra.

Pepe Escobar è autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007), Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge (Nimble Books, 2007), e Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009). Nimble Books , 2009). Indirizzo e.mail: pepeasia@yahoo.com

Fonte : http://www.atimes.com

Link: http://www.atimes.com/atimes/Central_Asia/CEN-01-170414.html

17.04.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • albsorio

    I  BRICS hanno già costituito un "loro" banca mondiale alternativa a FMI per i prestiti internazionali, poi se viene meno il ruolo del dollaro come moneta di scambio internazionale a chi ficcano in c…  il debito americano? Senza la stampante FED in funzione QE quanto tempo serve per un fallimento a catena interno agli USA? Il "contagio" poi passerà all’euro? Direi di si.

    TTIP a cosa serve? Per aggirare le leggi americane sull’esportazione di gas? Quale gas? È molto più probabile che sarà qualche compagnia ucraina controllata dagli USA a rivendere il gas russo, a prezzo maggiorato, che gran risultato per l’Europa.
    Qui il male parte da una piccola parte di persone, un 1%, bisogna togliere loro la proprità della moneta, gli Stati Uniti e l’Europa devono usare come la Cina una moneta del popolo, emessa dallo Stato senza debito, va eliminata la riserva frazionaria e HFT (high frequency trading), poi tornare alla economia reale, cioè in fabbrica a lavorare o nelle campagne. Poi forse si arriverà a politiche europee indipendenti.
    Lo scontro attuale tra BRICS e occidente è lo scontro tra l’economia reale dei BRICS e quella finanziaria/virtuale occidentale, dato che i soldi non si mangiano chi vincerà?
  • lucamartinelli

    C’è qualche inesattezza nella tua analisi. l’Ucraina non farà nulla col gas russo tranne che rubare per sè quello che potrà e finchè potrà. Il North Stream è in funzione e l’anno prossimo sarà funzionante anche il South Stream. A quel punto la Russia potrà chiudere i gasdotti che attraversano l’Ucraina.