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L’ OCCASIONE DI PUTIN

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DI JOHN HELMER
atimes.com


MOSCA – Gli Stati Uniti, la Germania, la Turchia e gli alleati della NATO pensano di avere quasi tutte le munizioni che servono per rovesciare il regime in Siria, come avevano già fatto in Libia. Ma sembra che non trovino i 5 miliardi di euro (6.5 miliardi di dollari) necessari per ripetere il trucco a Cipro, dopo che i ciprioti hanno votato un mese fa.

Sabato scorso hanno giocato la carta che avrebbe dovuto confiscare questi soldi dai depositi dei russi e di altri correntisti delle banche di Cipro.Sembrava una scommessa giusta perché a Bruxelles, il Vice Primo Ministro Igor Shuvalov ed il Ministro delle Finanze Anton Siluanov avevano fatto intendere che volevano andare avanti.

Ma Shuvalov e Siluanov sono degli impiegati e politicamente non contano niente.

L’alleanza occidentale ha offerto al vero russo, quello che conta, l’opportunità per mettere in atto una strategia di potere nel Mediterraneo con un costo minimo e con un rischio controllato. E’ una lezione obiettiva su quanto possa influire il denaro nella grande strategia degli armamenti.

Ma questa è la stessa operazione di potere per la quale l’Occidente e l’impero ottomano si sono contrapposti per tre secoli. C’erano riusciti contro l’imperatrice Caterina II e contro la flotta del conte Alexei Orlov nel 1770, che dopo aver vinto nella battaglia di Chesma, non appoggiò la rivolta di Daskalogiannis contro i Turchi a Creta, e alla fine perse la guerra per il Mediterraneo.

Gli alleati vinsero ancora contro Stalin tra il 1945 e il 1949 perché le priorità russe all’epoca erano più a nord. Nel 1974, la NATO incoraggiò e sostenne l’occupazione turca della parte settentrionale di Cipro, perché il Politburo di Leonid Brezhnev era occupato in altre beghe interne e, per paura di offendere la Turchia, fece un errore di valutazione di intelligence dopo l’altro.

Tutta questa vicenda russa è ricordata spesso nella storia greca perché i russi proprio nel momento in cui dovevano agire per mantenere le promesse di aiuto contro gli infedeli si tiravano sempre indietro. C’è anche il nome di un russo che i greci danno a questo tradimento per l’incapacità di arrivare in tempo a Creta e per le sanguinose rappresaglie turche del 1770, quale? “Orlov”.

Ma adesso vediamo che c’entra il Presidente Vladimir Putin in questo affare: i nuovi ottomani gli hanno presentato una opportunità di contrattaccare e vincere. Ma quali sono i veri interessi russi in gioco adesso, e questi interessi sono grandi abbastanza per puntare su una grande strategia e rovesciare il tavolo?

I media russi sono stati insolitamente lenti nel valutare le notizie in arrivo da Cipro, e il Cremlino insolitamente silenzioso. Una cosa spiega l’altra (vedi qui). Il Primo Ministro Dmitry Medvedev non ha detto una parola fino a quando Putin ha condannato questa operazione (vedi qui), l’unico capo di governo o di Stato che lo ha fatto in tutto il mondo.

Dopo l’incontro con il CdA della Vneseheconombank (VEB) Medvedev ha dichiarato:

“Questa proposta sembra una confisca dei soldi di qualcun altro. Io non so a chi sia venuta questa idea, ma questo è quanto pare. Purtroppo, abbiamo vissuto questa esperienza durante l’epoca sovietica, quando il denaro si doveva cambiare con un rapporto che restituiva meno valore alla gente. Ma Cipro è un paese con una economia di mercato e si suppone che sia un membro dell’Unione europea. Naturalmente, dovremo trarre alcune conclusioni da questo, perché abbiamo relazioni con Cipro e continueremo a consultarci, ma dovremo fare qualche modifica nella nostra posizione, pur sapendo che, in generale, sarebbe stato meglio tenere i soldi nelle banche russe.

(omissis) Un rapporto della banca Uralsib, uscito lunedì era ottimista. ”A questo punto, i rischi per l’economia russa e per le imprese sembrano insignificanti, a condizione che la corsa alle banche cipriote non diventi una nuova scalata per ogni nuova crisi europea. Sottoliniamo che tra le banche quotate la VTB ha l’esposizione maggiore, mentre le banche Novatek e Lukoil hanno dei programmi di riacquisto che possono bilanciare. Ca potenziale attività di M & A [fusioni e acquisizioni] dei residenti a Cipro ne potrebbe soffrire.”

La fuga di capitali che si rischia a Cipro porterà altrove i soldi russi: ” Difficile che questi soldi tornino in Russia”. Il prelievo dai depositi, se fosse al 9,9% proposto inizialmente, non sarebbe nemmeno un impatto troppo grave. Secondo il team di ricerca della Uralsib, guidato da Konstantin Chernyshev. ”settore bancario russo soffrirebbe solo per l’1% delle attività interbancarie collegate (0,1% del patrimonio totale del settore), percentuale piuttosto irrilevante.

Il rischio più grande per la Russia, ha calcolato la Uralsib, si verificherebbe se il piano di salvataggio non riuscisse del tutto, e le banche di Cipro fallissero.

Ci sono implicazioni indirette tra cui il colpo che i correntisti russi potrebbero ricevere (secondo Moody le banche di Cipro detengono $ 19 miliardi in depositi russi non bancari, o il 2% del totale dei depositi ) e inoltre, non è stata ancora presa una decisione finale sul salvataggio e quindi il rischio di fallimento a Cipro non è ancora scongiurato.

Nel peggiore dei casi, il settore bancario russo rischia i pagamenti di $ 40 miliardi di prestiti fatti a società di Cipro ancora in sospeso ( il 6% del portafoglio), con una possibile reazione a catena causato dall’aumento delle sofferenze ($ 40 miliardi di prestiti equivalgono al 130% del totale dei finanziamenti alle imprese in sofferenza), e questo bloccherebbe l’attività di deposito e prestiti, danneggiando la redditività.

Supponendo che il settore avesse bisogno subito di tutti i $ 40 miliardi di prestiti (cosa improbabile), si potrebbe finire con una perdita netta d’esercizio (l’utile netto del 2012 è stato $ 33 miliardi). (omissis)
Moody ha pubblicato un rapporto di Evgeny Tarzimov, che afferma che la proposta della tassa sui depositi farebbe scattare una fuga di fondi dalle banche russe di Cipro. che a sua volta potrebbe obbligare le banche russe a rifornire di contanti le loro controllate a Cipro.
(omissis)
La VTB sta limitando la sua esposizione, almeno per proteggere il prezzo delle sue azioni, che questa settimana è sceso del 9% ma forse non l’hanno detto a Putin. Secondo il rapporto Uralsib, la VTB, di Cipro ha pagato US $ 100 milioni di dividendi nel 2011, ed il 60% è stato incassato dalla casa-madre VTB – il che significa che anche se il gruppo perde completamente i suoi utili da Cipro ( e non sembra essere il caso) per ora perderebbe meno del 2% del reddito netto. La VTB non rivela l’importo dei prestiti erogati a imprese con base a Cipro, né i depositi interbancari, mentre le obbligazioni cipriote sono irrilevanti. La stessa banca non vede una grave minaccia da questa situazione e ritiene che non vi siano motivi di preoccupazione, finora.

IL CEO del VTB, Sergei Dubinin, ha annunciato uno programma di stile sovietico di nazionalizzazione per il salvataggio. Dubinin è stato licenziato già due volte per aver presieduto durante il disastro finanziario – il crollo del rublo del 1994 e il default dei titoli di Stato del 1998.

” La responsabilità per lo stato delle attività bancarie” di Cipro – ha detto – deve ricadere in primo luogo su chi ha accettato rischi del business, cioè, i proprietari e gli azionisti delle banche.”

Se saranno costretti a cederne il controllo allo stato, – ha continuato – il governo russo potrebbe essere in grado di rifinanziare il governo cipriota, ma con una garanzia sovrana e non commerciale. Per evitare che un assalto alle banche, Dubinin ha anche detto che i depositi bancari dovrebbero essere divisi in porzioni soggette a regolamentazione per un ritiro progressivo.

Un’analisi di Ivan Tchakarov di Renaissance Capital, pubblicata lunedì mattina, contava solo $ 3,1 miliardi di fondi russi direttamente soggetti a perdite – $ 1,9 miliardi di depositi non bancari russi nel sistema bancario cipriota, e 1,2 miliardi di dollari depositati in banche russe a Cipro. Nel complesso, il tutto rappresenta in sintesi lo 0,24% del PIL della Russia del 2012 – “una quantità insignificante da un punto di vista macro”.

Ma ”i costi potrebbero salire a livelli non banali (fino al 2% del PIL), se Cipro imponesse controlli sui capitali”, come dice il rapporto RenCap. A rigor di termini, i 40 miliardi di dollari dei prestiti in essere non dovrebbero essere toccati dal taglio sui depositi:

1) si tratta di prestiti e non di depositi,

2) i prestiti sono generalmente utilizzati per attività di finanziamento al di fuori di Cipro, e quindi estranei alla situazione macro in Cipro.

Naturalmente, se Cipro dovesse imporre controlli sui capitali, questo non potrebbe avvenire e le banche russe potrebbero affrontare perdite significative, pari a quasi il 2% del PIL. L’Uralsib valuta comunque questo impatto sulle principali società russe come un leggero impatto.
Quasi tutte le banche russe hanno delle controllate registrate a Cipro, ma le negoziazioni principali sono effettuate tramite società commerciali registrate in altri paesi, soprattutto in Svizzera. (omissis)

Gli analisti della Uralsib sembrano non sapere quanto il sistema bancario cipriota ( come quello lettone) sia dipendente dalle principali società collegate alla Rusal ( il gigante dell’alluminio). D’altra parte, il CEO della Rusal, Oleg Deripaska ha passato l’ultima settimana ad attaccare pubblicamente le banche statali russe per i tassi di interesse eccessivi addebitati alla Rusal. Casualmente, il presidente della Rusal, Matthias Warnig, siede anche nel CdA della VTB.

Ora sembra che Deripaska stia mendicando dalle banche statali un rifinanziamento del debito bancario di Cipro. Un altro membro del consiglio della Rusal, Dmitry Afanasiev, che è anche avvocato personale di Deripaska, ha annunciato a Mosca che la Vnesheconombank (VEB), che già salvò la Rusal nel novembre 2008, dovrebbe soccorrere Cipro. (omissis)

Del settore trasporti della Russia, il rapporto di Uralsib dice che Global Ports [di proprietà di Nikita Mishin, Andrei Filatov, e Konstantin Nikolaev] e Globaltrans [stessa proprietà] sono registrate come società giuridiche cipriote. I rappresentanti delle società hanno detto che l’impatto della tassa di deposito se verrà imposta dal governo di Cipro non sarà rilevante per entrambe le società che detengono una liquidità trascurabile nelle banche cipriote, dato che le loro attività operative sono al di fuori di Cipro.

Una società immobiliare, la AFI, può perdere i soldi, ma non molti: AFI di sviluppo sembra essere la più colpita dalla tassa Una Tantum sui depositi bancari. Tuttavia, la società afferma che la dimensione delle sue potenziali perdite per questa imposizione fiscale inattesa sembra essere molto piccola, in quanto ha in giacenza solo circa $ 5 milioni sui suoi conti bancari a Cipro. Il resto del denaro, che viene registrato come liquidi o mezzi equivalenti, è classificato come servizi bancari aperti e quindi non sarebbe soggetto alle nuove iniziative fiscali. Nel caso in cui il nuovo prelievo fiscale fosse approvato dal parlamento di Cipro, l’ AFI Development potrebbe perdere nel peggiore dei casi mezzo milione di dollari, che equivale allo 0,04% del suo patrimonio netto.

L’AFI, benché quotata in borsa a Londra, è controllata da Lev Leviev, che ha nominato tre politici ciprioti nel consiglio dell’AFI, uno dei quali, Michalis Sarris, è l’attuale Ministro delle Finanze, quello che deve accettare il prelievo dai depositi bancari. (omissis)

Fonti di Cipro dicono che nei negoziati con il governo di Cipro, diversi mesi fa, Gazprom e altri enti russi avevano offerto di acquistare e ricapitalizzare le banche di Cipro. Ma i ciprioti avevano rifiutato di accettare le condizioni dei russi.
” I ciprioti non volevano una valutazione equa del loro portafoglio prestiti né volevano prepagare [off-shore] le forniture di gas ”- dice un uomo di affari residente a Cipro- e continua – gli uomini d’affari ciprioti, che hanno preso in prestito somme pesanti dalle banche e che non possono rimborsare i prestiti essendo crollato il valore degli immobili, sono favorevoli al passaggio di responsabilità ai russi, perché in questo modo si allevierebbe la loro posizione. Si tratta di un potente sostegno per il presidente Nicos Anastasiades, entrato in carica solo da un mese.

” La mossa tedesca e olandese era stata pianificata per bene” – continua la fonte – ” Hanno teso un agguato al nuovo presidente. Ma lui è stato disonesto – avrebbe dovuto dividere in parti prestiti bancari e assets per venderli a prezzi scontati. Vogliamo proprio vedere se Nicos pensa ancora che Berlino e la Merkel sono amici suoi. Il suo parlamento e la sua gente non lo seguono in questo. Potrebbe essere la più breve presidenza di sempre.”
Poi la fonte dice che il sentimento dominante a Cipro si sta spostando verso la nazionalizzazione delle banche, per chiedere di uscire dalla zona euro, e rinegoziare un sistema completamente diverso nelle sue relazioni con Mosca. Ma se l’esposizione finanziaria è relativamente piccola, ci saranno altri interessi strategici russi più importanti ?

Uno di questi interessi, riconosciuto dal Ministro delle Finanze Siluanov, dopo che Putin aveva fatto il suo annuncio di lunedì e quindi aveva potuto ricominciare a parlare, è che l’Unione europea aveva consegnato le condizioni ai ciprioti, senza aver prima informato e consultato i russi, come da accordi. Se solo l’avessero detto a Siluanov e al suo vice Anton Shatalov , la settimana scorsa, quando si stava decidendo la cosa, mentre loro facevano i pesci i barile per proteggere Putin, ora non dovrebbero proteggersi il sedere.

Il risultato è che il piano UE è attacco voluto contro gli interessi russi. Se si guardasse al Cremlino attraverso la natura docile e sottomessa di Siluanov e Shatalov, non si vedrebbe che Putin sembra aver già deciso che questa strategia per lui non va affatto bene. L’ha detto chiaramente lunedì scorso. Se Putin non riuscirà a portare avanti la sua azione nel corso dei negoziati con i ciprioti oggi, il danno sarà maggiore.

E il riciclaggio di denaro e il sostegno all’evasione fiscale e la politica del Cremlino di de-offshorization? La dichiarazione di Putin di lunedì, come ha precisato il suo portavoce Dmitry Peskov, ha sottolineato che il salvataggio delle banche e dei loro correntisti a Cipro non serve a proteggere chi viola la legge in Russia. Putin, come anche Medvedev, ha ribadito che vede una soluzione a breve termine in un negoziato sul trasferimento dei dati e sulle responsabilità tra i russi e le autorità di controllo cipriote; la soluzione a lungo termine dovrà far crescere la fiducia dei russi verso le istituzioni finanziarie russe.
Dato che quest’ultimo punto è ancora di la da venire, Putin, e molti altri, riconosce che se questo attacco dell’UE riuscirà a buttare fuori Cipro, questo sarà utile per il più grande centro di riciclaggio di denaro del mondo – Londra.

I giornali londinesi che hanno fatto una dura campagna, nelle loro colonne, contro la Russia a Cipro – il Financial Times e The Economist, entrambi di proprietà di Pearson – hanno tenuto ben nascosti gli interessi inglesi.

Entrambi questi giornali sono stati accusati da Private Eye, la rivista londinese di inchiesta, per aver trasferito i loro conti in Lussemburgo ed aver evaso le tasse con l’approvazione delle autorità fiscali del Regno Unito. L’attacco dei media sui depositi russi a Cipro proviene da più fronti, come il Luxembourg Finance n.2 Ltd., l’ Embankment Finance Ltd (Lussemburgo), e il Luxembourg Holdings SeNC.

Quello che farà adesso Putin non sarà andare né a Londra né a Lussemburgo. Ma se ne avrà la possibilità ripeterà le mosse della battaglia di Chesma, e questa volta salverà i Greci dall’annegamento, mettendoci i soldi, Putin farà di più per l’interesse strategico russo nel Mediterraneo di quello che provarono a fare Caterina e Orlov nel 1770.

Conterà molto più che avere una flotta di sei fregate e incrociatori nel Mar Nero pronte ad entrare nel Mediterraneo per pattugliarlo permanentemente.

John Helmer è corrispondente da Mosca dal 1989, specializzato in affari russi.

Fonte: http://www.atimes.com
Link:http://www.atimes.com/atimes/Global_Economy/GECON-02-210313.html
21.03.2013

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO

Nota del traduttore

Per una più scorrevole lettura di questo articolo, alcuni passi, ritenuti non essenziali per la comprensione del testo, non sono stati riportati (omissis).

Pubblicato da Bosque Primario

  • albsorio

    ” Quello che farà adesso Putin non sarà andare né a Londra né a Lussemburgo. Ma se ne avrà la possibilità ripeterà le mosse della battaglia di Chesma, e questa volta salverà i Greci dall’annegamento, mettendoci i soldi, Putin farà di più per l’interesse strategico russo nel Mediterraneo di quello che provarono a fare Caterina e Orlov nel 1770″—- Nel mare Egeo la Grecia ha il fabbisogno europeo di petrolio per i prossimi 20 anni… questo i poveri stronzi del Circo Europa lo sanno ma sono nani, clown o donne cannone, non domatori di belve.

  • Caleb367

    I poveri stronzi del circo Europa però sono eterodiretti e fanno gli interessi degli Stati Uniti. Che sono molto diversi da quelli dell’Europa. Altrimenti non si spiega perchè spararsi continuamente nei coglioni sia reputata una “strategia utile e responsabile”, dal sabotare i gasdotti russi North e South Stream, a sostituire Gheddafi con una banda di tagliagole inaffidabili, allo spendere miliardi per aerei incapaci perfino di decollare (però di fabbricazione americana), al comprare bond truffa garantiti da società di rating americane da banche americane, e una politica di continua provocazione con postazioni di lanciamissili da mentecatti. Anche un perfetto idiota si rende conto che l’Europa ha tutto da perdere e niente da guadagnare dal fare i servi degli USA contro la Russia. Ma non i governanti europei.

  • bstrnt

    Occorre tener presente che i governanti europei sono quisling a stelle e strisce, quindi non ci si può aspettar di meglio!