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L’ ITALIA E’ UN GIGANTE ECONOMICO. LO SAPEVATE ?

DI CLAUDIO MARTINI
il-main-stream.blogspot.it

Qualche giorno fa abbiamo denunciato lo spudorato terrorismo di due marescialli del PUDE, Eugenio Scalfari e Giovanni Floris. Costoro spaventavano il pubblico dicendo che fuori dall’euro l’Italia avrebbe perso qualsiasi peso economico.  Usarono espressioni come “finiremmo come il Marocco, o l’Egitto, quei posti lì”. Sorvoliamo sul retrogusto razzistoide di frasi del genere, e andiamo alla sostanza.
Questo genere di argomenti può fare presa solo su chi ha una totale ignoranza della realtà economica del nostro tempo, e in particolare sul peso specifico del nostro paese nel contesto internazionale. L’Italia è un paese molto importante, lo sappiamo. Ma è sopratutto un paese molto ricco. Tuttavia, nell’immaginario di tanti suoi cittadini l’Italia è una provincia piccola e marginale, che presto sarà scalzata dalla Thailandia (sentito con le mie orecchie), che comunque non può reggere il peso dell’avanzata dei paesi emergenti, e che perciò deve “fare gruppo” con i cugini europei per resistere alla preoccupante ascesa dei negri membri dell’ex “terzo mondo”. Corollario: se si esce dall’esclusivo club euro si finisce come il Nord Africa.
Qui non c’è di mezzo solo il classico auto-razzismo degli italiani. Qui gioca un ruolo la mancata consapevolezza dell’incredibile divario che separa i paesi ricchi da quelli poveri.

Prendiamo il Marocco. Utilizzando i dati del Fondo Monetario Internazionale aggiornati al 2012, si può affermare che il reddito nazionale lordo del Marocco è di 97 miliardi e mezzo di dollari, mentre quello italiano assomma a 2014 miliardi.
Avete letto bene. Il Pil marocchino è meno di un ventesimo di quello italiano. E non pesa qui il divario di popolazione, visto che i residenti in Marocco sono grosso modo i 3/5 di quelli in Italia (38 milioni contro 59).

E l’Egitto? Inserire questo paese nel novero di quelli “che crescono” sembra davvero improprio, visto che il caos politico seguito ai fatti del febbraio 2011, unitamente all’illuminata amministrazione dei Fratelli Musulmani, ha portato alla rovina l’economia egiziana, tanto che forse è il caso di parlare di “paese sprofondante” più che di “paese emergente”… In ogni caso, il Pil egiziano nel 2012 era di 256 miliardi di dollari. Grosso modo un decimo del Regno Unito, e un ottavo dell’Italia- con una popolazione che, secondo stime recenti, supera i 90 milioni.

Il divario tra le due sponde del mediterraneo rimane abissale. Ma il discorso si può generalizzare. Ora facciamo una serie di confronti “Paesi europei VS Paesi emergenti”.

  • La Francia, con 65 milioni di abitanti, gode di un reddito pari a 2600 miliardi di dollari. L’intera area ex-sovietica, comprensiva di tutte le ex-repubbliche (incluse quelle del baltico), ha un pil complessivo attorno ai 2550, pur contando più di 270 milioni di abitanti.
  • Si parla molto, per ragioni diverse, di due rampantissimi paesi emergenti, Turchia e Iran (quest’ultimo potenza petrolifera, e presto nucleare). Ebbene, questi due paesi, la cui popolazione complessiva supera i 155 milioni, hanno in due un pil non superiore ai 1300 miliardi, non distante da quello dei paesi del Benelux (1270 e spiccioli; però questi di abitanti ne hanno 28 milioni).
  • I vituperati PIIGS (in cui possiamo includere anche Cipro e Malta) insieme fanno 130 milioni di residenti, e (nonostante tutto!) ancora oggi presentano un pil complessivo che supera i 4000 miliardi di dollari. Cifra di poco inferiore (4100) a quella di cui gode l’insieme dei paesi del continente sudamericano, dalla Colombia all’Uruguay. Sia tra i PIIGS sia tra i sudamericani metà della questa complessiva del reddito è detenuta da un singolo paese; da noi l’Italia, da loro il Brasile. Eppure il Sudamerica ha più di 360 milioni di abitanti…

E infine i due confronti più impressionanti.

  • Se si somma il totale dei redditi complessivi dei paesi dell’Africa nera (e quindi escludendo l’intera Africa araba) si arriva a poco più di 1000 miliardi di dollari (1030). Tale somma è equivalente dei Pil
    sommati di Norvegia e Svezia. I due paesi scandinavi contano 13 milioni di residenti; le stime degli abitanti dell’Africa nera variano tra i 700 e gli 800 milioni. E questo nonostante la “potenza emergente”
    rappresentata dal Sudafrica, o una potenza petrolifera come la Nigeria.
  • Gran finale: la somma dei redditi di Germania, Svizzera e Austria (totale popolazione 97,5 milioni) è SUPERIORE (anche se di poco) ai pil sommati di India, Indonesia, Thailandia, Malesia, Singapore, Filippine, Pakistan, Bangladesh, Nepal, Sri Lanka, Vietnam, Laos, Bhutan, e Cambogia. Cioè tutta l’Asia meridionale e Sud-orientale. 4620 miliardi contro una cifra compresa tra i 4550 e i 4600. Giova ricordare che i paesi sopra considerati rappresentano UN TERZO della popolazione mondiale (2400 milioni circa).

Non ci credete? Vi invito a verificare, calcolatrice alla mano. E non ho nemmeno contato il Regno Unito…

In buona sostanza, e se restiamo attaccati ai dati, Floris e Scalfari ci hanno detto che uscendo dall’euro perderemmo il 95% del nostro peso economico (finire come il Marocco) o tuttalpiù l’88% (finire come l’Egitto). Affermazioni enormi, paragonabili a quelle di un medico che asserisca che trascurare l’acne porta inevitabilmente al cancro alla pelle. Affermazioni che però possono essere riconosciute come assurde, e offensive dell’intelligenza di chi ascolta, solo da chi ha una minima cognizione di “geografia economica”. Chi ce l’ha sa che l’Italia, come del resto gli altri paesi europei di grandi dimensioni, è un vero gigante economico; un gigante che non ha avuto bisogno dell’euro per formarsi, e che non scomparirebbe tornando alla propria valuta.

Naturalmente si può comunque continuare ad affermare che fuori dall’euro conteremmo quanto le Tuvalu. Questa è una tipica profezia che si auto-avvera. Alla lunga, rimanendo nella moneta unica, potremmo davvero perdere quote di reddito e di ricchezza tali da farci escludere dal novero dei paesi ricchi…

Claudio Martini
Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it/
Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2013/07/litalia-e-un-gigante-economico-lo.html
9.07.2013

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    Alla lunga, rimanendo nella moneta unica, potremmo davvero perdere quote di reddito e di ricchezza tali da farci escludere dal novero dei paesi ricchi…

    Finchè lasciamo le imprese delocalizzare dove la manodopera è più conveniente, lasciamo i capitali uscire senza controllo e lasciamo che i nostri lavoratori se ne vadano (uomini paragonati a merci nel nome del libero scambio globalista e neoliberista) non possiamo che prevedere un progressivo abbattimento della ricchezza nazionale.

  • Earth

    Bello e semplice per fa rinsavire gli ignoranti e stupidi, forse.

  • gianni72

    questo articolo non l’ho capito. Praticamente sta dimostrando quello che vuole confutare.

  • lucamartinelli

    Come complottisti dovremmo prestare attenzione a non cadere nella trappola dell’aria fritta. Questo articolo è aria fritta. Il vero problema non è stare nell’euro o uscirne bensì la sovranità monetaria. Siccome abbiamo capito come gira il fumo possiamo lasciare ogni velleità. Non ci lasceranno mai essere sovrani e non solo dal punto di vista monetario. Per esserlo occorrono idee chiare, grandi statisti e un coraggio da leoni. Noi invece siamo gestiti da una accozzaglia di traditori e venduti allo straniero, oltretutto incompetenti.

  • Truman

    @gianni72: l’articolo dice
    – dai dati economici risulta che l’Italia è un gigante

    – Scalfari e Floris stanno barando clamorosamente

    – Se facciamo il colossale errore di credere a gente come Scalfari e Floris, potremmo in un prossimo futuro fare la fine dell’Algeria, ma per colpa dell’euro, non di una eventuale lira (o scudo, tallero, o qualsiasi valuta nazionale.

  • gianni72

    si, ma dimostra anche che i paesi all’interno dell’euro sono molto più ricchi di quelli fuori, sai in termini di pil che di salari, nonostante le tanto decantate economie emergenti. Che poi, uscire dall’euro ci porti a maggiore ricchezza, è un altro discorso.

  • Hamelin

    Articolo con ragionamento di fondo completamente fallace .
    Fonda tutto su abitanti e PIL , senza tenere conto che non si puo’ fare un paragone del genere tra paesi fortemente industrializzati da piu’ di 150 anni ed emergent rurali che hanno iniziato l’industrializzazione negli ultimi 40 anni.
    Il PIL salta fuori dalla Potenza industriale , tecnologica e commerciale di un paese , ovvio quindi che gli Emergenti siano indietro essendo partiti 1 secolo in ritardo ( tralasciando i problemi coloniali ).
    Bisogna poi considerare inoltre che il PIL è un indicatore totalmente fallace della ricchezza che non implica il benessere.
    Potremmo tranquillamente prendere i 50 uomini piu’ ricchi del pianeta , piazzarli su un atollo con tutte le loro attività e stravolgeremmo questa insensate classifica sopra esposta.
    Un paese puo’ essere benissimo composto da 59,000,000 di gente in miseria che fa il 25% del PIL e 1,000,000 ultra ricchi che fanno il restante 75%.

  • Georgejefferson

    Quindi gianni72 asserisce che queste “ricchezze” sono merito dell’euro?

  • Georgejefferson

    Appunto questa ovvieta (dei paesi a storia di industrializzazione piu alta)che rimarchi e’ espressa dall’articolo,che parla del prodotto interno lordo del paese in generale,non del livello di equita,o indice gini,o benessere.E su quello puoi aver ragione.Quindi,come Pil,l’Italia diventa come il Marocco o egitto con la sua moneta?E’ questo quello di cui parla l’articolo.

  • Hamelin

    No non credo.
    Credo sia stao tratto in inganno dal fatto che l’autore che ha proposto stime PIL / Abitanti le abbia messe li cosi’ senza contestualizzarle un minimo .
    Il PIL dell’UE quindi sembra salti fuori dal cilindro magico quando invece deriva da 150/200 anni di industrializzazione e sviluppo.

  • Georgejefferson

    Quindi non e’ merito dell’euro.E perche allora con una moneta non sopravalutata come lo e’ l’euro,per noi,ci porterebbe al livello di Marocco ed Egitto?E per quale oscuro motivo gianni72 ne trae che “l’articolo dimostra quello che vuole confutare”?Quale il fondamento logico?

  • Hamelin

    Forse ho mal interpretato.
    Per rispondere alla tua domanda : no l’Italia non diventa come il Marocco o l’Egitto uscendo dall’Euro.
    Di sicuro lo diventa rimanendoci.
    Come detto l’Importante è la produzione industriale e le attività connesse.
    Dal 2008 ad oggi abbiamo perso quasi il 25% della produzione industriale, questo vuol dire che ci stiamo deindustriallizzando ed anche molto velocemente ( escursioni cosi’ ampie in cosi’ poco tempo si vedono soltanto in Guerra di solito ) .
    Quindi l’Euro cosi’percom’è ora è altamente distruttivo per i generatori di ricchezza in Italia.

  • Truman

    @Hamelin: non esageriamo. Certo il PIL non è gran che come indicatore. Ma è ben visibile che il PIL italiano decresce con la medicina (cioè veleno) imposta da Letta, Draghi, Napolitano per conto delle banche. E questo affossamento dell’Italia, indicato dal PIL, è visibile.
    Anche la sensazione che l’Italia sia ben superiore all’Algeria o al Marocco trova elementi di riscontro (strade, industrie, infrastrutture, leggi,…).
    Insomma il PIL qualche indicazione la dà.

    Poi parlare di PIL consente di parlare il linguaggio dei mass-media, mostrando che, anche prendendo per buoni i loro elementi di valutazione, stanno dicendo corbellerie.

    Poi se riusciremo ad estromettere queste persone sarà il caso di avere pronti degli indicatori economici e delle teorie un po’ più utili. Qui bisogna lavorare.

  • Truman

    @lucamartinelli: attento a non ridurre l’enorme complessità del mondo attuale ad una formuletta di due parole. Certo ci vuole la sovranità (politica e poi monetaria) ma poi con i numeri bisogna fare i conti. Altrimenti arriva mincuo e prende tutti a pesci in faccia.

  • GRATIS

    io di questo articolo condivido appieno la considerazione che individui come scalfari e floris non fanno altro che trattare chi li segue come autentici ritardati. I soliti ritardati, una volta seguaci di vespa e costanzo, sono stati consegnati in gestione al Biberò di floris, che in quanto a leccaculismo arrogante al servizio dell’editore di riferimento in spregio a qualsiasi forma di pudore professionale, non ha niente da imparare dal lugubre padrone di porta a porta.

  • Hamelin

    Volevo solo sottolineare il fatto che il PIL è un indicatore generico.
    Quando si deve parlare di ricchezza e povertà della popolazione si dovrebbe utilizzare il Coefficente di Gini che è indicativo delle disparità.
    L’affossamento del PIL in Italia è per forza visibile…la Potenza Industriale che genera ricchezza si sta sciogliendo come neve al sole.

  • Hamelin

    Per questo solo lui puo’ risponderti .

  • Servus

    Ma che bravo, ha scoperto l’acqua calda e grida a tutti: lo sapete che l’ACQUA CALDA E’ CALDA ?

  • Hamelin

    Floris e Scalfari hanno sparato due supercazzole anestetizzanti per il popolino.
    Finchè hai Industria ed Infrastrutture non finirai mai come Marocco e Egitto.
    Se pero’ le sacrifichi sull’ altare dell’Euro ( vero Letta? “Euro Si’.Morire per Maastricht”) allora si che sono Capzi….

  • Georgios

    Martini segue il ragionamento più “semplice” per fare il suo punto. Diciamo, parla in “termini generali”.
    E’ vero che appunto perché il PIL non e’ un indicatore obbiettivo di benessere, si possono trovare molti argomenti per contrastare questo suo ragionamento.
    Il fatto vero però e’ un altro. Qui in Grecia gli Scalfari e i Flores fanno scuola da 3 anni. Ne abbiamo fin troppi a scaricarci sulla testa quotidianamente e in modo a dir poco spudorato se non terrorista le “catastrofiche” conseguenze dell’uscita dall’euro. Addirittura anche oggi che il paese e’ ormai un cadavere in decomposizione. Lo gridano al unisono tutti i canali privati (quelli pubblici funzionano ormai in clandestinità e si sentono soltanto in rete).
    Questo e’ il senso di quello che vuole dire Martini: Non date ascolto ai pappagalli dei banchieri.
    Se e’ vero per la Grecia che anche in questo stato penoso dell’economia può ancora salvarsi uscendo dalla trappola dell’euro, figuriamoci per un gigante economico come l’Italia.
    Dategli retta perché l’euro e’ come un buco nero. Più ci si ficca dentro più si rischia di non poter mai più uscire (in questo caso non per cause gravitazionali ma per morte naturale del paese).

  • gianni72

    Non ho detto che sono d’accordo con l’articolo. Ho detto che leggendolo l’articolista dimostra il contrario di quello che vuole sostenere, considerato che mostra, numeri a sua mano, che l’area euro è migliore di tutti i paesi emergenti, con maggiore pil e maggiore reddito procapite. Quando uno legge:
    “Il divario tra le due sponde del mediterraneo rimane abissale. Ma il discorso si può generalizzare. Ora facciamo una serie di confronti “Paese europei VS Paesi emergenti”
    “I vituperati PIIGS (in cui possiamo includere anche Cipro e Malta) insieme fanno 130 milioni di residenti, e (nonostante tutto!) ancora oggi presentano un pil complessivo che supera i 4000 miliardi di dollari. Cifra di poco inferiore (4100) a quella di cui gode l’insieme dei paesi del continente sudamericano, dalla Colombia all’Uruguay. Sia tra i PIIGS sia tra i sudamericani metà della questa complessiva del reddito è detenuta da un singolo paese; da noi l’Italia, da loro il Brasile. Eppure il Sudamerica ha più di 360 milioni di abitanti…”

    allora uno si fa l’idea che nonostante tutto, l’area euro ad oggi sia ancora migliore dei paesi emergenti.

  • Georgejefferson

    Quindi l’euro migliora?Peggiora?e’ neutrale?L’articolo dice che le “tesi” dei due cazzari,cioe’ che senza l’euro l’Italia diventa come Marocco ed Egitto e’ una puttanata buona per i polli d’allevamento.Secondo te invece dimostra che i 2 “paladini” hanno ragione.Quale fondamento logico?Che il Pil e’ alto ancora nonostante l’euro,quindi e’ MERITO dell’euro?Questa la logica che “l’articolo conferma quello che vuole confutare?Spiega su,gianni72,saranno mica le “bombe eventuali” degli emergenti ?O gli Usa cattivi?O i libri dimostrano al popolo che non vuole studiare?Non so,dimmi te.

  • Georgejefferson

    E non a torto,a volte.

  • Truman

    Può essere utile per ulteriore confronto un articolo postato da Vic nei forum:
    I vantaggi della democrazia svizzera.

    In pratica la Svizzera, piccola economia, fece la scelta di non aderire all’euro nonostante potenti pressioni ed è ben felice di essere rimasta per conto suo. Non serve andare lontano per capire cosa sarebbe successo restando fuori dall’euro.

  • gianni72

    se l’articolista ha spiegato male un suo concetto non è mica colpa mia. Lui dice che i paesi dell’euro sono migliori di tutti gli emergenti per pil e per reddito procapite. C’è scritto chiaro e tondo. Chiedilo a lui cosa vuole dimostrare.

  • Georgejefferson

    No.Stai girando le carte,l’articolo dice chiaramente che la tesi (e te la ripeto,caso mai non l’hai capita) che l’Italia fuori dall’euro diventa come Marocco e Egitto e’ una mostruosita incredibile.Tu hai detto che l’articolo conferma quello che vuole confutare.Dove conferma?Quale fondamento logico?Attendiamo gianni72.

  • Georgejefferson

    A forse ho capito la logica.Se un paese e’ 10…un altro e’ 2.Il primo adotta l’euro che e’ peggiorativo e (insieme ad altri fattori) lo porta a 7…siccome 7 e’ maggiore di 2.L’euro non e’ peggiorativo.Anzi bello che ci protegge perche “forte”..(che e’ piu bello di “pesante”)…a ora capisco,si,in effetti.Logica impeccabile.Potevi dirlo prima no?Ma e’ logica fuzzy o binaria?

  • nigel

    Inoltri padri avrebbero detto: res ipsa loquitur, ovvero sono i fatti (e i grafici) a parlare (o meglio, a urlare) ancor più delle parole di questo o quel “maresciallo” del PUDE.

  • gianni72

    basta leggere. C’è scritto chiaro e tondo nell’articolo. Cosa voglia intendere lo devi chiedere all’articolista. Se lui scrive che “I vituperati PIIGS (in cui possiamo includere anche Cipro e Malta) insieme fanno 130 milioni di residenti, e (nonostante tutto!) ancora oggi presentano un pil complessivo che supera i 4000 miliardi di dollari. Cifra di poco inferiore (4100) a quella di cui gode l’insieme dei paesi del continente sudamericano, dalla Colombia all’Uruguay. Sia tra i PIIGS sia tra i sudamericani metà della questa complessiva del reddito è detenuta da un singolo paese; da noi l’Italia, da loro il Brasile. Eppure il Sudamerica ha più di 360 milioni di abitanti…” vuol dire che i piigs stanno meglio di tutti i paesi del continente sudamericano. Perchè quello c’è scritto.

  • Aloisio

    scalfari floris e tutta la feccia mediatica sinistroide sono parassiti al servizio delle banche e devono, fin che possono, difendere i loro privilegi e quelli dei loro padroni banksters.

  • Tonguessy

    Altrimenti arriva mincuo e prende tutti a pesci in faccia.
    Evidentemente gli è (stato) permesso….

  • Tonguessy

    quoto

  • Georgejefferson

    No.Stai girando le carte,l’articolo dice chiaramente che la tesi (e te la ripeto,caso mai non l’hai capita) che l’Italia fuori dall’euro diventa come Marocco e Egitto e’ una mostruosita incredibile.Tu hai detto che l’articolo conferma quello che vuole confutare.Dove conferma?Quale fondamento logico?

  • mincuo

    Penso che il senso dell’articolo sia quello per cui mi batto io. Se non si ha contesto si può dire sempre quel che si vuole. Basta un minimo di contesto e si vede che spesso o spessissimo sono balle. Solo che bisogna imparare e fare la fatica di guardare le fonti e soprattutto bisogna perdere quella fiducia così incrollabile in chi ad ogni verifica mostra ignoranza e/o malafede, e capire che non è informazione ma è gran parte propaganda, sia quella “avversa” che quella “amica”.
    Il che poi è anche la condizione perchè quegli stessi abituati a sproloquiare e a dire menzogne a loro piacimento cambino in meglio, il che sarebbe utile a tutti.

  • gianni72

    I piigs valgono più degli emergenti, c’è scritto chiaro e tondo. Chiedilo all’articolista perchè l’ha scritto.

  • Georgejefferson

    Quindi l’articolista secondo la logica tua vuole confutare che i paesi Med + irlanda siano piu ricchi?Dato che hai detto che dimostra quello che vuole confutare.Riproviamo,sarai piu fortunato.Cosa dimostra?E cosa vuole confutare?

  • Rosberg

    Il Marocco sta meglio di noi. Questo è poco ma sicuro.
    Ci lavoro io col Marocco.

  • Aironeblu

    Carta canta… Il PIL non è certamente il migliore degli indicatori per la ricchezza effettiva di un paese, ma in un contesto dominato dal produttivismo e orientato alla mercificazione come il nostro, può senz’altro dare un’idea, magari approssimativa ma comunque realistica, dei pesi economici di cui si parla.

    Poi se i berberi del deserto con il loro ventesimo di PIL italiano vivono più felici e lavorano meno degli italiani, sorseggiandosi un tè alla menta tra i datteri dei loro palmeti, questo è un altro discorso.

  • Aironeblu

    Non fatico a crederti se parli in termini di benessere reale, ma l’articolo non voleva sostenere che in Italia si sta meglio che in Marocco, diceva semplicemente che l’exonomia italiana è 20 volte più grande di quella marocchina, smentendo il terrorismo psicologico propagamdato in RAI e su Repubblica. Questo naturalmente non implica una maggiore felicità degli italiani rispetto ai marocchini in virtù del fatto che la felicità di un popolo non è determinata esclusivamente dalla sua produttività.

  • gianni72

    no, secondo me ha sbagliato argomentazione, tutto qui. Doveva esprimersi meglio per non dare adito a fraintendimenti.

  • Aironeblu

    Ecco, vedi, è questo il tuo limite: le fonti.

    La tua carenza di capacità critica ti costringe a giudicare la veridicità delle cose secondo la fonte da cui provengono; più la fonte è ufficialmente altolocata, più le notizie sono vere.

    Entro certi limiti – che sono i tuoi limiti – il meccanismo funziona, come in questo caso, in cui non c’è nulla di meglio del PIL per smascherare le baggianate dei due disinformatori. Ma quando ci sono conflitti di interesse in mezzo, come nel caso dell’Argentina, il tuo credo omologato prende subito le parti dell’autorità e ti spinge a criticare le lucide riflessioni di Modigliani per fare da megafono alla propaganda della Lagarde, vera quanto le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein.

  • sankara

    Scusa Aironeblu, ma il tuo commento non lo capisco. Sinceramente a me sembra che nel caso argentino sia tu, a priori, a prendere le “parti dell’autorità” (la Kirchner in questo caso). Non voglio certo appoggiare le politiche economiche devasta nazioni del FMI! Però non posso chiudere gli occhi di fronte a critiche corroborate da solidi argomenti. Mi ricordo alcuni commenti ed articoli di Mincuo sull’Argentina, articoli di cui mi ha colpito il fatto che Mincuo basasse le sue analisi proprio sui dati ufficiali di Tesoro e Banca Centrale Argentina, rilevandone al contempo le contraddizioni ad esempio riguardo la misura del tasso d’inflazione. Un ragionamento errato quello di Mincuo? Bene, lo si critichi allora nel merito, se se ne è capaci. Qualcuno a suo tempo parlava di valutazione politica da legare “all’analisi concreta di una situazione concreta”. Non credo sia negativo,, per chi aspiri o lotti per maggiore giustizia sociale, comprendere gli errori o gli interessi in gioco o l’effettiva situazione economico-sociale in Argentina così come in altri Paesi, affinare o mettere in discussione i propri criteri di valutazione. E su questi versanti Mincuo, così almeno la vedo io, ha fornito contributi notevoli. Saluti

  • Georgejefferson

    Non e’ difficile,2 camerieri sparano una stronzata galattica,buona per i polli,ma ovvia come castroneria dai numeri.E’ facile,strano che un erudito lettore storico non veda la semplice logica del testo,mica voglio teorizzare una tua ideologicizzazione a favore dell’euro a prescindere,per quello lo trovo strano.

  • Georgejefferson

    Nel merito Shankara andrebbe valutato un quadro storico comprendente anche (ripeto anche,quindi non solo)la dinamica decennale (2002/2012 per es.) sul tasso di potere d’aquisto medio da rapportare all’inflazione.Insieme alla dinamica della disoccupazione sempre media sempre del decennio.In rapporto al periodo precedente della dollarizzazione.Valutando magari anche il cambio di rotta nei dati (cioe’ quando sono eventualmente peggiorati)Tu lo hai chiesto a Mincuo?Non ti e’ sembrato importante?

  • Aironeblu

    Il mio commento infatti era rivolto personalmente a Mincuo, con cui ho una forte divergenza di approccio che è emersa proprio sul caso argentino, in particolare dalle sue saccenti critiche alle riflessioni di Cori Modigliani, la cui levatura intellettuale e la cui conoscenza del contesto sudamericano mi pare essere un tantino superiore a quella di Mincuo. Nello specifico mentre Modigliani individua e mette in luce le nefandezze con cui il FMI cerca di boicottare lo sviluppo argentino e non solo, intervenendo direttamente e fisicamente sulle dinamiche economiche del paese per alimentare un dissenso eterodiretto, il nostro Mincuo preferisce affidarsi alla sicumera dei suoi grafici nel misero tentativo di contraddire l’evidente successo argentino (chissà poi a che pro…), facendosi meccanismo di propaganda dell’autorità (ma di quella superiore, non di quella legittima di un governo nazionale indipendente).

    Sinceramente, tra Modigliani e Mincuo, mi sento più in sintonia con il primo e la straordinaria capacità critica con cui riesce a interpretare la complessità geopolitica, piuttosto che con una pecora felice di verniciare il suo recinto.

  • Georgejefferson

    No,aspetta Airone,Modigliani racconta spesso tante balle.Se contesti i numeri a Mincuo,dovresti farlo anche al Modigliani,visto che scrive spesso con dati e numeri.Per onesta’ intellettuale.

  • Earth

    Allora perche’ la gente crede che l’acqua calda sia fredda se gli lo dice floris?

  • Earth

    “il nostro Mincuo preferisce affidarsi alla sicumera dei suoi grafici nel misero tentativo di contraddire l’evidente successo argentino (chissà poi a che pro…)”

    Non credo che abbia nessun pro, semplicemente mincuo e’ molto preparato ma non e’ abbastanza intelligente per comprenderlo. Se lo testi sugli argomenti elementari noterai che non possiede una grande logica, e’ nella media se va bene. Non ti fare il sangue amaro, semplicemente lo hai sopravvalutato.

  • Allarmerosso

    Giusto un paio di giorni fa ero a casa di un cliente e nella pausa caffè da lui preparato quasi a fine lavoro si è inevitabilmente arrivati alla discussione solita crisi poco lavoro etc etc etc … Io la butto li : eh è certo che sta moneta ci sta distruggendo se non usciamo dall’euro o perlomeno non cambia possiamo solo peggiorare … la sua risposta ?!!!! : No no figuriamoci l’Euro ci sta salvando , l’euro è importante senza sarebbe ancora peggio. E io ma no ma guardi che … mi ha interrotto con un no no no repentino ed ha ripetuto la favoletta che l’euro ci salva un po’ dal disastro …

    Cosa volete farci ormai sono stati indottrinati e per certe persone non c’è verso.

  • Aironeblu

    Certamente, ma il punto è che quando Modigliani fornisce numeri e dati, lo fa sempre all’interno di una solidissima costruzione logica che combacia perfettamente con i numeri, risultando molto convincente. Fornisce il dato, lo argomenta e lo dimostra, mentre Mincuo riporta in maniera acritica dati elaborati dai relativi addetti del settore, senza sovrapporli e verificarli con la realtà. Anche la cara Tanita ha sempre risposto che l’inflazione al 25% in Argentina non è mai esistita, e io tendo a credere più a chi compra latte e pane quotidianamente che ad analisti stipendiati o collusi con un sistema di potere tutt’altro che trasparente.

  • Aironeblu

    A ciascuno le sue competenze…

  • Aironeblu

    E la cosa più triste è che il cliente deve avere sempre ragione!

  • bardo

    Ogni volta che per sbaglio vedo quella faccia di Floris, faccia da floris, faccia di culo… vomito.

  • castigo

    perché questo….. hemmmm…. “signore” ha alle spalle tutto il mainstream nazionale ed europeo che continua a dire che l’acqua calda è fredda.
    e chi non ha altre fonti di informazione o non si cura di approfondire oppure ha spento il cervello, subissato da queste voci non può far altro che credere, obbedire e combattere o, in alternativa, produrre, consumare ed, infine, crepare……

  • ilsanto

    Non parliamo a vanvera se si prende il grafico della produzione industriale di Italia e Germania si vede chiaramente che negli anni precedenti l’ingresso nell’euro come minimo l’Italia teneva testa alla Germania poi da quando siamo entrati nel’Euro noi siamo colati a picco e loro in egual misura sono cresciuti e parlo di circa il 20% in meno per noi e piu 20% per loro. NON FUNZIONA E BASTA. Chi afferma il contrario è in malafede. Poi è INCONTROVERTIBILE che ci sono paesi fuori dall’euro che stanno benissimo vedi la Svizzera, la Gran Bretagna, la Danimarca, la Svezia, la Norvegia solo per stare in zona. A chi pensa poi che un confronto con le superiori istituzioni Teutoniche sia salutare faccio presente che non è migliorata di una virgola la burocrazia, la politica, l’informazione, l’oligarchia, l’organizzazione, i servizi, le leggi, la mafia, la corruzione, il nepotismo, l’evasione, e via cantando. Dico invece che l’area euro permette una concentrazione di ricchezza e potere a scapito dei “PIIGS” ed a vantaggio della Germania. Restare vuol dire farsi dissanguare economicamente e farsi comandare da politici sempre più teleguidati dalla Germania, PERCHE’?.