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L’ ARITMETICA DEL “FISCAL COMPACT” (STRANGOLAMENTO FINANZIARIO)

DI GZ
cobraf.com

Chissà come mai l’america alza le tasse seguendo la Merkel e l’Europa invece che stampare…

Quanto sono le imposte federali in % del PIL oggi in America ? il 18% del PIL. Mica tanto eh..? Con quello che hanno votato oggi al Senato USA portano l’aliquota sopra i 450mila dollari di reddito annuo al 39%.

In Italia l’aliquota al 39% scatta sui 50 mila euro…. e il deficit pubblico è al 2.6% nonostante mazzate fiscali in proporzione 3 volte maggiori che negli USA se fai i conti. Ma sai perchè ? Perchè da noi il PIL nominale HA INCREMENTO ZERO %, circa (-2.5% di PIL reale e +2% di inflazione = -0.5% di incremento del reddito in euro nominale)

L’impatto delle tasse votate ieri in America sarà che le imposte federali arrivano forse al 20% del PIL. In dollari, di circa 250 miliardi e in % del PIL solo un 1.4% lasciando il deficit pubblico al -7.3% del PIL, ma CON UN PIL NOMINALE USA CHE CRESCE DEL 5.5% circa (metà reale e metà inflazione), NON CHE CALA COME IL NOSTRO.

L’economia USA in dollari cresce del 5% l’anno (in termini nominali) mentre la nostra cala dello -0.5% (inclusa l’inflazione!) e questo vuole dire che automaticamente il loro rapporto debito/PIL cala giusto ? Perchè il numeratore (PIL) aumenta del 5.5% in dollari ogni anno circa, siamo d’accordo ?. Per cui anche se il deficit USA cresce del 7-8% annuo buona parte dell’aumento è coperto dall’incremento di reddito nominale.

Noi al contrario con un deficit pubblico del -2.5% annuo, uno dei più bassi del mondo, dato che il reddito nominale è fermo o cala leggermente abbiamo lo stesso impatto sul debito/PIL degli USA, che hanno un deficit che è quasi 4 volte il nostro!

Questo discorso ci consente di capire perchè il Fiscal Compact che Monti, Bersani e anche Berlusconi sostengono sia letale. Come dice l’enciclopedia Treccani online: “Fiscal Compact ha un bel suono, per quello che non dà assolutamente l’impressione di contenere la bomba che contiene….”

E in secondo luogo i tassi di interesse reali sul debito pubblico sono NEGATIVI in America, di circa il -1.5%. Da noi i tassi di interesse reali sul debito sono del 2.5%, una differenza del 4% rispetto agli USA

Il Giappone ha un deficit pubblico annuo superiore agli USA, ma tassi di interesse reali positivi, non gode di TASSI DI INTERESSE NEGATIVI come gli USA. per cui ora stampa più moneta allo scopo di far salire l’inflazione al 2% e quindi avere anche lui tassi di rendimento del debito negativi.

PER RIDURRE IL DEBITO PUBBLICO DEVI PAGARE TASSI DI INTERESSE NEGATIVI, CIOE’ INFERIORI ALL’INFLAZIONE in modo che chi ha bonds ci rimetta ogni anno un poco. E’ sempre stato così, l’Italia dal 1950 al 1981 ha sempre fatto più o meno così e tutti gli altri paesi. Non puoi remunerare un investimento finanziario privo di rischio come un BOT o Treasury bill con un rendimento superiore all’inflazione. Chi compra titoli di stato senza rischio perchè appunto garantiti dallo stato deve rimetterci ogni anno un 1 o 2% (cioè pagare qualcosa per la sicurezza che offre questo investimento). In questo modo ti assicuri che il debito pubblico non salga in termini reali.

La trappola che sta strangolando l’Italia è che paghiamo sul debito pubblico tassi superiori all’inflazione di 2 o 3 punti % in termini reali. Se tu fai ad esempio un deficit pubblico del 3% annuo e paghi tassi sul debito del -1% annuo funziona, poi basta che l’economia cresca del 2% l’anno e matematicamente il debito/PIL non aumenta.

In Italia Monti e soci fanno il contrario esatto di quello che indica la matematica: hanno creato un PIL che cala del 2 o 3% l’anno a forza di ammazzare di tasse e in più sono schiavi del “mercato” a cui lasciano dettare tassi di interesse reali del 2-3% l’anno. Se sei portato per la matematica e fai la somma noti che in questo modo il debito/PIL aumenta automaticamente del 4-6% l’anno….

ANCHE SE FAI IL PAREGGIO DI BILANCIO. Siamo circondati da imbecilli di destra e di sinistra che vogliono il pareggio di bilancio pubblico e non capiscono l’aritmetica: se lasci che il mercato detti i tassi sul debito pubblico il mercato si fa remunerare di un 2-3% l’anno. Se fai l’austerità il reddito nominale (reale + inflazione) non aumenta più. Risultato ? ANCHE CON IL PAREGGIO DEL BILANCIO IL DEBITO AUMENTA DEL 5% L’ANNO RISPETTO AL PIL.

Questa semplice aritmetica ancora nessuno l’ha spiegata a Monti…o meglio forse la sa, ma ha altri interessi, in ogni caso il “FISCAL COMPACT” cioè imporre a forza il pareggio di bilancio pubblico in Italia è un cappio che ci strangola perchè ammazza l’economia e fa aumentare lo stesso il debito/PIL ogni anno sempre di più.

E’ una follia dal punto di vista aritmetico, dovrebbero dare come compito alle superiori di matematica finanziaria il problema del Fiscal Compact che ho illustrato sopra e gli studenti più intelligenti lo risolverebbero subito nel modo che ho mostrato.

GZ
Fonte: www.cobraf.com
2.12.2012

Pubblicato da Davide

  • Tao

    I giornali ne hanno parlato poco e in termini quasi sempre così “tecnici” da risultare incomprensibili ai non addetti ai lavori. Ma da oggi entra in vigore l’accordo europeo più pericoloso per la vita dei cittadini degli stati con problemi di bilancio pubblico: il Fiscal Compact. Dal punto di vista “istituzionale” è una preoccupazione comprensibile: c’è il più che forte rischio che la notizia possa pesare negativamente sul declinante “europeismo da gregge” che ha fino a poco tempo fa connotato gli italiani. Con magari forti riflessi elettorali, specie per chi si prensenta come campione degli obblighi europei (Monti in primis, ma anche il Pd, l’Udc e persino berlusconiani e leghisti, che il Fiscal Compact lo hanno firmato mentre erano al governo, anche se la ratifica formale è arrivata solo il 2 marzo 2012 da parte di 25 capi di Stato e di governo (fuori Gran Bretagna e Repubblica Ceca). Con le nuove regole per tutti i paesi scatta l’obbligo al pareggio di bilancio (scritto in Costituzione), multe per chi non lo rispetta, e nuovi vincoli per il rientro del debito pubblico, da ridurre di un ventesimo all’anno per raggiungere l’obiettivo del 60% rispetto al Pil.

    Le regole principali contenute nei 16 articoli del trattato sono le seguenti:

    l’impegno ad avere un deficit pubblico strutturale che non deve superare lo 0,5% del PIL e, per i paesi il cui debito pubblico è inferiore al 60% del PIL, l’1%;
    l’obbligo per i Paesi con un debito pubblico superiore al 60% del PIL, di rientrare entro tale soglia nel giro di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell’eccedenza in ciascuna annualità;
    l’obbligo per ogni stato di garantire correzioni automatiche con scadenze determinate quando non sia in grado di raggiungere altrimenti gli obiettivi di bilancio concordati;
    l’impegno a inserire le nuove regole in norme di tipo costituzionale o comunque nella legislazione nazionale, che verrà verificato dalla Corte europea di giustizia;
    l’obbligo di mantenere il deficit pubblico sempre al di sotto del 3% del PIL, come previsto dal Patto di stabilità e crescita; in caso contrario scatteranno sanzioni semi-automatiche;
    l’impegno a tenere almeno due vertici all’anno dei 17 leader dei paesi che adottano l’euro

    Per l’Italia – il cui debito rispetto al Pil ha toccato quest’anno il 126%, nonostante e grazie ai tagli di spesa feroci portati in successione da Tremonti e Monti (la minore spesa ha aggravato la crisi produttiva e quindi anche le entrate fiscali dello stato, in un circolo vizioso negativo senza fine) – è un salasso di dimensioni bibliche. Con un Pil attualmente intorno ai 1.550 miliardi, e un debito che ha appena sfondato la soglia dei 2.000, si tratta ogni anno di impostare una “manovra finanziaria” nell’ordine dei 40-50 miliardi tra nuovi tagli e nuove entrate. L’impegno a farlo è uno dei punti principali dell’”agenda Monti”, che potete consultare qui.

    Ovvio che una crescita del Pil consentirebbe di affrontare l’impegno con sacrifici minori; ma è ovvio anche che ogni riduzione di spesa pubblica comporta una riduzione anche maggiore del prodotto interno lordo. Non si tratta di entrare in una discussione teorica sui principi dell’economia, basta guardare com’è ridotta la Grecia, che ha fatto da esperimento vivente di quel che poi è stato scritto anche nel Fiscal Compact.

    Dodici i Paesi dell’euro che finora hanno ratificato il patto (tra cui l’Italia) e contemporaneamente hanno iscritto l’obbligo al mantenimento del “pareggio di bilancio” nella propria Costituzione, numero sufficiente a farne scattare l’entrata in vigore. L’equilibrio è definito come un deficit strutturale (al di fuori degli elementi eccezionali e del pagamento degli interessi sul debito) ad un livello massimo dello 0,5% del Pil. Per i paesi che hanno un debito al di sotto del tetto del 60% del Pil il margine di tolleranza sale all’1%.

    In caso di deviazione dai nuovi paletti per il deficit, scatterà una correzione automatica, definita dagli Stati sulla base delle raccomandazioni della Commissione Ue. Le procedure potranno essere bloccate solo con una maggioranza qualificata contraria (85%). I governi hanno un anno di tempo a partire dall’entrata in vigore del Trattato per mettere in atto le nuove norme sul pareggio. Per chi non introdurrà l’obbligo del pareggio, la Corte di giustizia Ue potrà imporre sanzioni fino a un massimo dello 0,1% del Pil. Le multe «dovranno essere versate all’Esm», il fondo salva-Stati permanente.

    Il Patto prevede poi l’obbligo di rientrare verso il tetto del 60% debito/Pil al ritmo di 1/20 l’anno per la parte eccedente. Il testo fa riferimento al “six pack” in cui si menzionano gli altri «fattori rilevanti» che concorrono a determinare la sostenibilità di medio periodo (indebitamento privato, spesa pensionistica, attivo patrimoniale).

    In poche parole: un cappio al collo che si stringerà a intervalli regolari e che non è previsto possa essere sfilato. Con le buone, almeno…

    Claudio Conti
    Fonte:www.contropiano.org
    Link: http://www.contropiano.org/it/economia/item/13565-il-fiscal-compact-%C3%A8-da-oggi-il-nostro-moloch
    2.12.2012

  • Ercole

    a cosa servono questi sermoni ,se poi non si spende una parola ,su come mettere fine a questa rapina infinita (il capitalismo) mi sembra piu una disputa sui primi della classe…..potreste proporvi e dare suggerimenti a tutti gli “economisti borghesi”fate causa alla bocconi!!!!!

  • Georgejefferson

    In pratica,ora e’la sola Bce autorizzata ad alleviare questo strozzinaggio programmato e criminale.In pratica essa assume il potere definitivo sugli stati…naturalmente,agenti AUTOELETTI E INDIPENDENTI,super partes senza pressioni da parte di nessuno,dicono….manco fossero Dio.

  • Georgejefferson

    E’ fuori logica ed ingiusto che un risparmiatore,con garanzia dello Stato,debba mantenere integro sia capitale sia rendimento superiore all’inflazione senza muovere un dito,chi lo chiama diritto e’o disinformato o in malafede.

    Il ruolo dei titoli statali e’ principalmente un deposito di sicurezza dove il mantenimento del capitale leggermente piu basso riflette il costo di tale servizio di sicurezza,non e’il luogo adatto come forma di sussidio.

    Se non si e’ d’accordo,chiunque puo cercare liberamente altre strade di deposito e mantenimento del potere d’aquisto guadagnato o,in libera scelta,rischiare qualcosa se si intende averne un utile netto dal proprio capitale iniziale.comprare un terreno agricolo e affittarlo per esempio,facendo qualcosa di utile invece di mungere le casse pubbliche coi BTP.Trovare un terreno e farlo coltivare è più complicato, più scomodo, meno sicuro?… ma guarda.. che scoperta….

    Nessuno è obbligato a comprare titoli di stato , ci sono dozzine di modi di investire i risparmi. Un risparmiatore è libero di comprare terreni, case, metalli preziosi, azioni italiane o estere, quote di fondi immobiliari o private equity, quote di società srl di cui può diventare socio, comprarsi un bar, una farmacia, un albergo, investire nell’attività di suo figlio o nipote o nell’attività di un amico, comprare un vigneto, un azienda agricola, dei bonds aziendali…

    E’ più complicato e scomodo e ci sono rischi di perdere dei soldi ? E’Chi ha detto che deve essere lo stato a pagare l’utile senza nessun rischio e senza fare niente ?

    Chi ha detto che lo stato deve tenere al sicuro i soldi, restituirli tutti dopo dieci anni per esempio garantendo il capitale con tasse su altri che lavorano e poi pagarti anche un rendimento superiore all’inflazione ogni anno, regolare e sicuro come uno stipendio SENZA CHE non si faccia niente?

    ESTRATTO DA GATTOCOTTERO

  • Jor-el

    A proposito del pareggio in bilancio, c’è un bell’articolo di Stephanie Kelton sul Fiscal Cliff che dice, fra le altre cose questo: “Il governo federale ha raggiunto pareggi di bilancio (anche avanzi) in soli sette periodi dal 1776: dal 1817-1821, 1823-1836, 1852-1857, 1867-1873, 1880-1893, 1920 -30 e 1998-2001. Abbiamo anche avuto sei depressioni. Cominciate rispettivamente nel 1819, 1837, 1857, 1873, 1893 e 1929. Vedete la correlazione? Ad ogni periodo di pareggio (o avanzo) di bilancio corrisponde una depressione economica. L’unica eccezione a questo modello si è verificata alla fine degli anni 90 e nei primi anni 2000, quando le bolle dot-com ed edilizia alimentarono un aumento dei consumi che ha ritardato gli effetti nocivi dei surplus in bilancio di Clinton fino all’ultima Grande Recessione del 2007-09.” E ancora: “il governo degli Stati Uniti non è come una famiglia, o una impresa privata, o un comune, o un paese dell’Eurozona. Tali entità sono degli utilizzatori di moneta, mentre il governo degli Stati Uniti è un emittente di moneta. Non sarà mai a corto di denaro proprio. L’idea di pareggiare i conti che è alla base del Fiscal Cliff è semplicemente sbagliata. Invece di spremersi le meningi su quali tasse aumentare e quali programmi di spesa tagliare, i legislatori dovrebbero discutere su come utilizzare lo strumento di un deficit federale per aumentare i redditi, l’occupazione e la crescita. Questo è l’intervento di bilancio che ci serve.” http://articles.latimes.com/2012/dec/21/opinion/la-oe-kelton-fiscal-cliff-economy-20121221

  • Jor-el

    Infatti. Ma è proprio questo il vero scopo. Come ha dimostrato quello che io chiamo ” l’eperimento greco “, tendere al pareggio di bilancio genera recessione, la quale, a sua volta, è la leva necessaria per cessioni progressive di sovranità. Non è vero che Monti non sa l’aritmetica. La sa. E la usa.

  • yago

    La matematica non è un’opinione , ma trovare tra i nostri politici qualcuno che va oltre il 2 piu 2 non è facile. Lo dimostra l’ingenuità con la quale rubano. Sembrano bambini presi con le mani nella marmellata. Sperare che costoro capiscano questo articolo è voler spremere olio dai sassi.
    E’ ovvio che non tutti sono cosi’, ma a questo punto non rimane che pensare che chi è in grado di andare altre il due piu due è in malafede.

  • Georgejefferson

    Lo diceva gia Prodi piu di 10 anni fa

    “Sono sicuro che l’euro obblighera ad introdurre una nuova serie di strumenti di politica economica.E ‘politicamente impossibile proporli ora. Ma un giorno ci sarà una crisi e nuovi strumenti saranno creati”

    Romano Prodi, EU Comm. Pres. Financial Times, 4 Dec 2001

  • Georgejefferson

    Sicuramente ci sara qualche imprecisione nell’articolo,mi aspetto Mincuo a sottolinearlo,ma il punto e’ che la maggioranza della gente non va oltre…come comprensione dei fondamentali economici,al:”le uscite non devono superare le entrate”…anche piero angela lo ha sottolineato bene,stando attento a non uscire troppo dalla retorica del buon padre di famiglia

  • spartan3000_it

    Ho qualche dubbio sulla reale efficacia dei tassi di interesse “negativi” e tutto cio’ che consegue. I tassi reali negativi penalizzano il risparmio e lo scoraggiano e fanno aumentare la velocita’ di circolazione della moneta. Un mondo dove non e’ agevole e opportuno risparmiare lo dobbiamo ancora immaginare. Innanzitutto e’ contro la Costituzione. Secondo bisognerebbe remunerare negativamente anche gli accantonamenti previdenziali di Istituti Pubblici che in ogni caso investono gli accantonamenti nel mercato. Fine della previdenza. Terzo ci sono pochi esempi storici su cui indagare a parte piccole realta’ locali che in ogni caso hanno mantenuto una doppia circolazione di titoli legali al tasso di interesse “quasi” di mercato e titoli locali a interesse negativo. In ultimo la decisione di quanto e come remunerare il risparmio non dovrebbe spettare allo Stato o altre entita’ di pianificazione (sempre controproducente e antievolutiva): spetta al mercato che anche ove soppresso da leggi tiranniche resuscita in altre forme per sfuggire alla morsa della pianificazione e del furto in danno dei soggetti produttori di ricchezza. Se i tassi scendono sottozero niente piu’ risparmiatori, niente accumulazione di capitale privato (economia essenzialmente pianificata: URSS…), niente investimenti privati, niente previdenza privata… Un mondo cosi’ e’ stato, adesso che ci penso, gia’ sperimentato, era una dittatura ed e’ miseramente crollato per carestia e penuria di merci destinate al consumo.

  • nuvolenelcielo

    sono d’accordo. l’acquisto di titolo di stato per aumentare la propria ricchezza è parassitario, l’investimento per guadagnare deve implicare rischio di perdita (vedi azionario, materie prime ecc.), non può e non deve essere garantito da uno stato.

  • Georgejefferson

    Dubbi legittimi,ne parliamo?

    I tassi reali negativi penalizzano il risparmio e lo scoraggiano

    Chi lo dice?Forse scoraggiano i grandi capitali dei rentiers che pretenderebbero tassi reali positivi GARANTITI DALLO STATO(quindi con tutti i cittadini a sua garanzia) a gratis senza rischiare nulla…Naturalmente i “grandi capitali”dei rentiers non sono nati “sempre” dal nulla,o per l’impegno imprenditoriale,ma spesso derivano dall’aiuto dello stesso “stato”a parare il culo(vedi Fiat,ma non solo)difatti spesso lo stato diventa”cattivo”quando non esegue piu questo tipo di garanzie,e’ il liberismo col culo degli altri.Poi bisognerebbe istruire le masse sulla differenza fondamentale tra”la remunerazione del servizio di deposito del potere d’aquisto”…e “l’investimento per trarne un utile”.Poi Bisogna stabilire se il monopolio del controllo della moneta e relativo finanziamento dello stato debba dipendere “dal settore pubblico o privato”Certo anche il settore pubblico puo essere corrotto e fare “interessi di pochi”,ma per lo meno,teoricamente,”dovrebbe essere piu possibile”controllarlo.

    fanno aumentare la velocita’ di circolazione della moneta

    Puo darsi,con possibile aumento dei prezzi(non e’ detto,ma comunque probabile)e quindi?Chissa perche hanno tolto la scala mobile infatti!Ne parliamo?

    Un mondo dove non e’ agevole e opportuno risparmiare lo dobbiamo ancora immaginare.

    Questa e’ una tua personalissima interpretazione sulle conseguenze,difatti la gente ha piu paura ora di “depositare”il risparmio sui titoli di stato,visto che continuano ad urlargli che lo stato sta per fallire(falso,basta guardare i dati e fondamentali)

    Innanzitutto e’ contro la Costituzione

    Cioe?porta l’articolo,se ti riferisci a quel”la repubblica tutela il risparmio”appunto,proprio mantenendo integra il paese,dando modo alla classe dirigente di essere sovrana e controllare la propria valuta permette di tutelare meglio il risparmio e sopratutto”mantenerlo”anche se a tassi leggermente negativi(per caso se dai la tua macchina in custodia pretendi anche di farti pagare?)

    Secondo bisognerebbe remunerare negativamente anche gli accantonamenti previdenziali di Istituti Pubblici che in ogni caso investono gli accantonamenti nel mercato.

    Non centra nulla l’istituzione previdenziale,ci sono tante variabili che la esulano dalla questione posta,come i contribuenti deceduti anzi tempo o la situazione patrimoniale di un sistema paese capace di far fronte all’invecchiamento dei suoi cittadini,naturalmente anche la popolazione attiva in eta lavorativa…a meno che da buon austriaco prospetti che ognuno si paghi da se la pensione,allora dobbiamo prima partire ad armi pari,azzeriamo tutti i patrimoni a tutti,io ci sto

    Ci sono pochi esempi storici su cui indagare a parte piccole realta’ locali

    Ma cosa dici?Il mondo occidentale era cosi,le cose cambiano solo per alcuni paesi solo dagli ultimi 30 anni.Per l’Italia.DA MINCUO

    Fino all’81 in realtà l’Italia si finanziava in attivo, cioè quel che pagava di tassi erano tassi reali negativi, significa che riduceva in realtà debito. L’esplosione del debito che viene detto Craxi ecc.. non è vero. E’ da divorzio BDI/TESORO. Puoi vedere i grafici storici e lo vedi benissimo. Con Craxi aumentò nominalmente perchè tutti i tassi mondiali erano altissimi. I Fed Funds US stavano al 20%. Ma aumentarono ovunque i debiti nominalmente. In realtà poi quel perido di alta inflazione non colpì tanto i lavoratori, fu un immenso trasferimento dai risparmiatori alle imprese, che con quei soldi ristrutturarono il sistema industriale. Cioè col 20% di inflazione il mio debito (impresa) in banca dopo tot anni in valore reale è dimezzato o più. Gli interessi li pago al 20% ma il debito s’è dimezzato o meno. Mentre io risparmiatore prendo sì le cedole del 20% di interessi ma in linea capitale il mio capitale s’è dimezzato o meno. Poi come la vuoi vedere “cattivo” “buono” ma di fatto gettò le basi di ripresa del sistema industriale.
    Ci sarebbero tante cose da dire. Perchè non fu solo quello,fu che negli anni 90 venne distrutta mezza industria strategica con le privatizzazioni: farmaceutica, telefonia, cantieristica, chimica, nucleare, una parte di meccanica ecc. Ci sono cose che deve fare o controllare uno Stato e sono strategiche.
    I Francesi se le tengono, gli US se le tengono, gli Inglesi pure, scherzi.
    Qui fu fatta un’oscenità e intanto mostravano in TV le bustarelle da quattro soldi mentre si svendeva mezza Nazione e pure per metà prezzo. Centinaia di miliardi di EUR a valore di oggi, altro che Pio Albergo Trivulzio.

    In ultimo la decisione di quanto e come remunerare il risparmio non dovrebbe spettare allo Stato o altre entita’ di pianificazione

    Questa e’ la tua opinione,naturalmente la vedi come ralta o bianco o nero,o 100 o 0…esistono anche le economie miste da sempre,e se vogliamo intendere a chi spetta il controllo della valuta che si utilizza,basta “far decidere alla maggioranza”Quale e’ il problema?Se la maggioranza decide che IL MERCATO deve decidere il controllo del livello di interesse del finanziamento pubblico…PACE,ce ne faremo una ragione,bisogna pero prima informare bene i cittadini pero

    pianificazione (sempre controproducente e antievolutiva)

    Ecco lo spauracchio socialista…da buon austriaco,L’importante e’ divedere negli opposti,bianco o nero…100 o 0…comunista o liberista…e distrarre la gente dal fatto che esista la economia mista…e che,come ripete mincuo,MERCATO O STATO,non centra una minchia.SONO LE PERSONE…ONESTE O MENO

    Se i tassi scendono sottozero niente piu’ risparmiatori, niente accumulazione di capitale privato (economia essenzialmente pianificata: URSS…), niente investimenti privati, niente previdenza privata… Un mondo cosi’ e’ stato, adesso che ci penso, gia’ sperimentato, era una dittatura ed e’ miseramente crollato per carestia e penuria di merci destinate al consumo.

    MA CHE BELLO SLOGAN,ottimo per il rentier che campa di rendita.Sei quasi promosso alla scuola austriaca.Occhio pero che all’unione europea la stanno proprio costruendo la nuova unione sovietica,usando proprio le armi dei fans del mercato,pareggio di bilancio,austerita,tagli alla spesa pubblica

  • Firenze137

    Mah!. io trovo veramente “curioso” leggere post che notano quanto siano “analfabeti” i nostri politici. NON sono anafabeti !. Fa parte del piano di criminale di distruzione del nostro PAese ( e degli altri pigs in corso di essere rasi al suolo ..) anche la loro apparente incompetenza ed imbecillità. Il giochino della simulazione di incompetenza è basato sul mantra ripetuto all’ossessione ” Eh ma come in ogni buona famiglia il bilancio deve essere in pareggio” . E appena uno obbietta ” Eh si ma i paesi con debito stratosferico vanno bene.. ” Oppure che l’Italia quando aveva i bot al 12% andava bene – Loro subito ” Eh si… ma è stato allora che abbiamo accumulato il debito che oggi ci sta distruggendo”.
    “E poi.. cosa volete stampare moneta ? Ah .. si bello e dopo l’inflazione aumenta.. che volete che arriviamo come al ’29, alla Repubblica di Weimar ??? ” Insomma argomentazioni preconfezionate e dette a pappagallo per sostenere e supportare l’attuale politica di distruzione estero-diretta.

    Queste argomentazioni le ritroverete più o meno – con varie sfumature e variazioni – in tutti i talk show le rassegne stampa del Sistema di Informazione Asservito. NESSUNO dei pubblici informatori e “personaggi” in onore di visibità quali ad es. Giannino e simili, tranne il Prof. Sapelli, qualche timido accenno di Crosetto, Paolo Ferrero, dice la verità.

    E quelli che come Paolo Barnard hanno urlato la verità e la denuncia in diretta sono considerati ed etichettati poco più che alla stregua di uno Sgarbi vecchia maniera o un Pannella vecchia maniera. Quindi da tenere a debita “distanza” . Infatti si preferiscono “altre” voci più “composte” e più controllabili che dicano pure qualche pezzettino di verità scomoda ma sempre e comunque lo dicano col sorriso sulla bocca e scodinzolando al conduttore che concede loro l’onore di aprire bocca. Sempre con la “riserva” che al primo accenno di discorsi “pericolosi” si deve intervenire togliendo la parola per passare la pubblicità.

    Ormai siamo sulla strada di questo reality della follia collettiva in diretta con tanto di suicidi per disperazione.

  • ilsanto

    Tutto giusto ma come sapete i paesi “Ricchi” USA, EU, Giappone sono afflitti dallo stesso problema: con la globalizzazione le multinazionali delocalizzano, la disoccupazione e la sotto occupazione aumenta, i consumi calano, gli stati si indebitano per tamponare mentre le multinazionali ingrassano.

    Poi che in questo insieme ( OCSE ) i più forti se la passino meglio di chi come la Grecia, Portogallo, Spagna, Italia non possono scaricare su altri la crisi mi sembra ingiusto, specie se si è fatta l’EUROPA e l’EURO proprio pensando che insieme avremmo potuto meglio affrontare la globalizzazione, ma normale, cosi come all’interno degli stati sono i più forti che conservano il loro reddito mentre i deboli naufragano.

    Visto che la globalizzazione è stata fatta per le multinazionali a danno dei popoli così come l’EUROPA ci consegna a dei Burocrati non eletti che ci impongono leggi con scopi di depredazione, visto che i nostri politici quando non pensano al loro personale tornaconto sono intenti a favorire altri interessi che non i nostri, visto che tutto questo avviene attraverso società segrete, fondazioni, lobby e strutture sovranazionali.

    Propongo di rimettere le cose a posto eliminando qualsiasi struttura che non sia diretta emanazione della volontà democratica del popolo a partire dall’ONU, FAO, UNESCO, WTO, FMI, NATO, UE, BCE, TRILATERALE, LOGGE MASSONICHE, CHIESA, CONFINDUSTRIA, qualsiasi associazione o gruppo di potere ALBI PROFESSIONALI compresi.
    Che sia dichiarata fuorilegge qualsiasi attività di lobbing.
    Che sia esteso il reato di ALTO TRADIMENTO a chiunque istituisca, si iscriva, partecipi alle sopra citate organizzazioni al di fuori dei partiti politici unici esponenti del potere democratico.
    Che sia vietato qualsiasi contributo alle medesime sotto qualsivoglia forma.
    Che sia vietato alle società creare o detenere quote di altre società.
    Che tutta la contabilità delle società faccia capo allo stato di appartenenza ed alle sue leggi, valuta, tributi e contratti sindacali.

    Visto che i paradisi fiscali promuovono la truffa al fisco con grave compromissione del benessere dei cittadini ed oggi persino la fame
    io gli dichiarerei guerra nel senso vero altro che afghanistan

  • nuovaera89

    Buonissimo articolo di Zibordi, e ovviamente concordo con il commento sopra al mio…

  • Fabriizio

    ottimo articolo.

  • flucekk76

    ottima risposta !!!!