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KISSINGER, L'ANACONDA E I MORMONI: LE SCINTILLE DEL GOLPE PINOCHET

DI MARCO DOLCETTA
ilfattoquotidiano.it

Ero in attesa al cancello d’entrata quando dopo poco apparvero tre Mercedes grigie blindate con la stessa targa e i vetri oscurati; dalle porte posteriori uscirono inaspettatamente tre persone vestite allo stesso modo e molto simili l’una all’altra, ma solo una viene a stringermi la mano, era il vero Pinochet.
Mi disse che usa ancora questo tipo di trasporto dopo che due anni prima, in un tornante della strada che lo portava lì, fu preso a bazookate e l’attentato andò male perché chi sparò era troppo vicino alla macchina.Fu una lunga giornata trascorsa con quello che mi apparve subito come una persona poco diplomatica e senza peli sulla lingua. Fra le altre cose, nel pranzo che seguì all’intervista nell’Accademia di cavalleria dell’esercito cileno, forse grazie la vino bevuto mi confidò, di fronte a una quindicina di
generali, molti dei quali sinceramente stupiti per la confidenza di Pinochet, che il colpo di Stato, da loro definito “pronunciamento” era avvenuto dopo un addestramento particolare che il Pentagono gli fece per 6 mesi negli Stati Uniti. Rientrava nel piano Condor ma aveva la caratteristica unica di colpire Allende alla vigilia di quello che sarebbe stato il primo atto di nazionalizzazione del Gruppo Anaconda, allora maggiore produttore e trasformatore del rame, maggiore ricchezza cilena. Il maggior azionista di Anaconda era il gruppo religioso dei Mormoni, da sempre collegato con i governi inglese israeliano e nordamericano. Mi confermò a quel punto anche che sua moglie e poi in seguito lui stesso appartenevano alla religione dei Mormoni. Mentre Allende a sua detta era un massone.

Poi ricordò come gli Stati Uniti lo hanno sostenuto fino a un certo punto, e così gli inglesi; si rese conto che il loro appoggio veniva meno quando la Reuters cominciò a mandare false notizie di ritrovamento di armi cubane e quando l’American Express solo dopo varie insistenze gli passò l’informazione, che era solita fare, di suo cognato fuggito e che la famigerata Dina – la Direccion de Inteligiencia Nacional, la polizia segreta – era riuscita a trovare.

Alla fine l’American Express gli disse che suo cognato aveva pagato un conto salato al Moulin Rouge di Parigi con champagne per due…

Marco Dolcetta
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
13.09.2013

Pubblicato da Davide

  • haward

    Ottimo esempio di raffinato debunking: anche i bambini delle elementari, ormai, sanno che il golpe cileno fu organizzato dalle multinazionali anglo americane. Però si fissa lo zoom sui Mormoni, giustamente per carità, ma certamente non al primo posto nella lista dei “mandanti”. Un tocco “esotico”, tanto per confondere le idee

  • dana74

    poi però il FQ supporta ogni iniziativa degli amati USA ma ovviamente si veste da antiimperialista umanitarista

  • yakoviev

    Gli ultimi due periodi non si capisce a chi si riferiscono e mi paiono assai confusi. In ogni caso sulla targa CIA appiccicata al golpe cileno direi che non ci sono dubbi. Anzi in quella occasione, più che in ogni altra, hanno trovato applicazione gli scritti teorici riguardo all’organizzazione e preparazione dei golpe elaborati dalla stessa “Ditta”. Questi scritti vennero resi noti da un giornalista e intelletuale legato ai servizi della DDR, Julius Mader, e pubblicati in Italia dalla rivista Maquis

  • MassimoContini

    “… grazie la vino bevuto mi confidò…”

    Certamente.

    Lo confido’ proprio a te.

  • nic

    Pinochet mormone? jajajajaja E se guardate bene Allende sul palazzo della Moneda non indossava un elmetto ma uno scolapasta. Era un pastafariano!