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JACKY BOY E ALTRE STORIE D'OCCIDENTE

DI MIGUEL MARTNEZ

kelebeklerblog.com

Vado a vedere su Twitter cosa scrive il mitico ISIS. Perché la cosa strana è che se il Mondo è in Guerra contro l’Isis, Twitter non lo è (Amazon invece mette oggi la bandiera francese come esca per i suoi consumatori, almeno quelli non corsi e non bretoni).

Partendo da Barayev 74 (che ci mette pure la propria foto), vado su Leyoth (“La rete islamica dei leoni”), dove resto subito colpito dalla grafica: l’Isis, ancora più di al-Qaeda, ha saputo unire autentica professionalità informatica con una grafica particolarissima, che combina il mondo del fantasy e dei supereroi con un tocco da orientalismo ottocentesco.

Su Leyoth, trovo la foto di “uno dei combattenti” morti a Parigi, con un volto che sembra insieme gentile e intelligente:

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Non c’è il nome, e quindi non mi è chiaro se si tratta o no di Ismaël Mostefaï, che Le Monde descrive esattamente come me lo sarei immaginato:

Nato il 21 novembre 1985 in una banlieue di Parigi, questo giovane padre di famiglia dalle radici algerine aveva due fratelli e due sorelle, secondo il Journal du Centre. Uno dei suoi fratelli aveva un bar con narghilè nella città bassa di Chartres.

Mostefaï era ben noto ai servizi di polizia: condannato 8 volte per reati comuni tra il 2004 e il 2010 (“guida senza patente, oltraggio, sospetti non confermati di essere legato al traffico locale di stupefacenti”, secondo la polizia) era comunque sfuggito al carcere.”

Da lì si sa che si è “radicalizzato”. Senza alcun lavoro noto, pare che vivesse in un alloggio sociale.

Ancora più interessante però è questa foto, non so se sempre dello stesso individuo. Sopra, in arabo, leggiamo, “Uno dei cavalieri dello Stato del Califfato, prima di partire per la spedizione di Parigi”.

Sotto, Jacky_boy (sic!) si prende 16 “J’aime” sulla rete di autoschedatura di Zuckerberg annunciando semplicemente, “quando vedrete questa foto su BFM [principale canale TV di notizie in Francia], sarà troppo tardi”.

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Ovunque, si sente parlare di “guerra“, cosa che presuppone un nemico che sta in un certo posto e che si possa sconfiggere. Sconfiggere dovrebbe significare, prendo la tua fortezza e minaccio di ucciderti se non ti arrendi.

Ora, Jacky_boy è figlio di persone che hanno contribuito a costruire la Francia; e lui stesso è visibilmente e totalmente immerso nel nostro mondo. L’unico modo per bombardarlo, come invocano in tanti, consisterebbe nel radere al suolo le nostre stesse città.

Minacce, “severità”, essere “impitoyable” come tuona il presidente Hollande…

Di tutto ciò, Jacky_boy se ne frega, essendo già morto. Al massimo, potranno togliergli il Profilo.

Ma come saggiamente commenta Io Non Sto con Oriana, sulla tomba che non avrà, scriveremo le parole di Mathieu Kassovitz nel film La haine:

“C’est l’histoire d’une société qui tombe et qui au fur et à mesure de sa chute se répète sans cesse pour se rassurer : jusqu’ici tout va bien, jusqu’ici tout va bien, jusqu’ici tout va bien…

Mais l’important n’est pas la chute.
C’est l’atterrissage
.” *

Miguel Martinez

Fonte: http://kelebeklerblog.com

Link: http://kelebeklerblog.com/2015/11/15/jacky-boy-e-altre-storie-doccidente/

15.11.2015

* Trad Italiana: “È la storia di una società che precipita e che mentre sta precipitando si ripete per farsi coraggio fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, ma il problema non è la caduta ma l’atterraggio.” (Fonte)

Pubblicato da Davide