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ITALIA: PRELIEVO FORZOSO

FONTE: ILRIBELLE.COM

Mancano non più di 6/8 settimane prima che venga applicato un prelievo forzoso ai conti dei risparmiatori italiani. Almeno così è come la pensa Eugenio Benetazzo, economista di una certa visibilità soprattutto negli ultimissimi anni.

In merito alla tempistica di questa operazione, e ora ne vedremo i dettagli almeno come delineati da Benetazzo stesso, naturalmente ci permettiamo di sollevare più di un dubbio: non abbiamo la sfera di cristallo e lasciamo previsioni del genere ai futurologi. Sulla possibilità che ciò possa avvenire, o prima o poi, è invece ormai il caso di nutrire parecchie ragionevoli certezze.Anche a livello europeo, da studi di ambito ufficiale o meno, arrivano notizie e indiscrezioni che vanno in tal senso. Quanto meno, i conti in tasca, agli italiani, li hanno già fatti da un pezzo.

Dunque, a quanto pare, secondo le rilevazioni di Bankitalia, i privati cittadini, parliamo quindi di persone fisiche, che detengono giacenze bancarie al di sopra dei 100 mila euro – questo il target che appare preso di mira – sarebbero cinque milioni. Ed è su questi, primariamente, che il prossimo governo dovrebbe andare a intervenire. Sarà naturalmente una manovra tampone per contrastare lo stato disastroso dei conti pubblici che, nel sonno – complice, e in parte inspiegabile – dei mercati (ne abbiamo scritto qui http://www.ilribelle.com/quotidiano/2013/4/11/spread-giu-e-borse-su-ma-i-conti-non-tornano.html ) stanno facendo sprofondare sempre di più il nostro Paese nel baratro. A questo proposito, ai correntisti con somme accantonate di tale o superiore entità, verrebbe richiesta, cioè imposta, una sorta di tassa di solidarietà. Benetazzo azzarda l’ipotesi che tale imposta possa essere anche piuttosto contenuta, cioè tra lo 0.5 e il 3%, e che a questa possa essere aumentata anche l’imposta di bollo, passando da 0.15% a 0.50% per quanto attiene agli assets finanziari detenuti complessivamente.

Parimenti, e siamo ancora al campo delle previsioni che ci sentiamo di condividere, sarebbero ovviamente introdotti dei meccanismi di protezionismo, o meglio di blindatura, per quanto attiene la eventuale fuga di ricchezze e capitali dal nostro Paese. Quest’ultimo aspetto veicolato al fine di preservare l’integrità e la tenuta del sistema bancario italiano.

Il punto è che il prossimo governo, per quanto potrà tardare, dovrà comunque spendersi in qualche modo per trovare la copertura per ulteriori 12/18 mesi di Cassa Integrazione: quella in deroga sta volgendo al termine e, come ci indicano le cronache (qui http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2013/4/15/cassa-integrazione-allarme-cgil-ma-finisce-li.html ), pare che i fondi stiano inevitabilmente terminando.

Il dato generale che emerge dalla situazione, è quello, proprio dal punto di vista pratico, che vede l’unico sostentamento attuale, che ha contribuito a non far sprofondare del tutto la società nella crisi più nera almeno sino a questo momento, che risiede nel fatto che stiamo utilizzando ciò che avevano accumulato, eventualmente, i nostri genitori e i nostri nonni. Sono quei risparmi, spesso pochi spiccioli, che stanno funzionando in questo momento per supplire al sistema di welfare in smantellamento. E che suppliranno ancora un poco visti i conti disastrosi relativi agli ammortizzatori sociali ormai a secco. Ma si tratta, con tutta evidenza, di metodi a scadenza imminente. Quando sono finiti i risparmi, e non ci sono più ammortizzatori sociali, c’è la fame.

Al di là delle previsioni di Benetazzo, che comunque è impegnato, per professione, in attività finanziarie volte, secondo la sua “mission”, ad evitare di far perdere troppo denaro a chi decide di seguirlo in tali operazioni (e che ovviamente non sottoscriviamo neanche lontanamente) la realtà di fondo rimane.

Nell’attuale spostamento di ricchezza dalle tasche dei cittadini a quelle delle Banche, attraverso la strada delle leggi statali imposte per rispettare i diktat dei banksters internazionali, è evidente che venendo meno, via via, la possibilità di drenare denaro mediante tasse dagli stipendi che sono in calo, si decida di andare a colpire direttamente la parte patrimoniale dei cittadini.

Torneremo nei prossimi imminenti giorni su questo tema, perché nel momento in cui si parla di “patrimoniali”, tutto ruota attorno alla definizione esatta di che cosa si intende per patrimonio. Tassare le prime case, anche non di lusso, è una cosa. Tassare i grandi assets immobiliari è un’altra. Tassare conti correnti con 100 mila euro è una cosa, andare a indagare sui grandissimi patrimoni è invece affare differente.

È qui che si gioca il tutto. Ma che la direzione presa dalla speculazione sia di prelevare direttamente ricchezza dai cittadini non è in discussione.

Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2013/4/16/italia-prelievo-forzoso-in-arrivo.html
16,.05.2013

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    ” Eugenio Benetazzo, economista “—– dopo questo ho smesso di leggere 🙂

  • lucamartinelli

    L’ho già chiesto 5 o 6 volte ma non ho avuto risposta. Perchè Benetazzo è passato dalle stelle alle stalle? Io gli riconosco il merito di avere previsto insieme a pochissimi già nel 2006 la crisi. Il suo libro “Duri e puri” è infatti del 2006. Saluti

  • eresiarca

    Ah, perché dice in poche parole che è completamente inutile ed illusorio pensare ancora al “lavoro” nei termini in cui erano abituati a pensarlo i nostri genitori e i nostri nonni. Dice sostanzialmente: “inventatevi un lavoro”, “mettetevi in proprio”, “guardate che esistono molti settori nuovi, anche grazie ad internet, suscettibili di crescita”. Tutto ciò può non piacere, ma non cambia d’una virgola la questione reale, che cioè non esistono più tutti questi “posti di lavoro”.
    Ma un certo pubblico abituato a ragionare con ideologie del passato fa fatica a digerire questa prospettiva, infatti s’aspetta il “lavoro”, la “cassa” eccetera, e anche il “reddito di cittadinanza”.
    Ai medesimi non piace nemmeno la “decrescita”, se con ciò s’intende un ragionevole ridimensionamento delle nostre pretese a livelo materiale. No, vogliono “il lavoro”, “lo sviluppo” e “la crescita” indefinita.

  • bdurruti

    ahahaha anch’io…

  • nigel

    Il Sistema che in pochi anni ha cancellato conquiste sociali ottenute con decenni di lotte si prepara ad instaurare finalmente il New World Order, che prevede il dominio del pianeta da parte di qualche decina di feudatari. Perchè l’opera sia compiuta è necessario procedere con l’ulteriore progressivo impoverimento dei servi della gleba con i sistemi che tutti conosciamo, tra cui “preservare l’integrità del sistema bancario” e altre piacevolezze. Mi chiedo fino a quando si consentirà a questa gente di continuare sulla strada intrapresa, anche perchè il M5S ultimamente non sta piacendo più tanto…e mi fermo qui

  • stephano

    No, vai avanti per favore!

  • Truman

    @nigel: Il Sistema … si prepara ad instaurare finalmente il New World Order

    Ho seri dubbi su questo. Il cosiddetto Sistema, nel caso avesse successo, potrà forse riuscire a creare un disordine globale su scala planetaria, ma non porterà ordine. Il motivo è banalmente il fatto che tale sistema persegue l’ingiustizia e questo porterà solo turbolenza (oltre a morte e disperazione, chiaramente).
    Oppure dobbiamo riuscire a fermare questo disordine distruttivo che avanza. Abbiamo un vantaggio, anzi due. Il primo è che noi abbiamo già perso la partita, il secondo è che la stanno perdendo anche loro. E no, non è un gioco a somma zero, per cui possiamo perdere tutti.

  • Ercole

    La nostra prospettiva è quella di abbattere il capitalismo e i fautori dell’ideologia borghese (di cui tu ti fai interprete )caro eresiarca: le chiacchere le lasciamo ai cialtroni di mestiere….