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ITALIA, ISIS ALLE PORTE. ARMIAMOCI E PARTITE

Brigata-bersaglieri-“Garibaldi”.

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Spiace dover citare se stessi, ma serve quando si deve dimostrare la linearità di un’analisi politico/strategica, ossia una tappa del proprio pensiero ed è utile per comprendere – sempre secondo l’autore che si cita – dove s’andrà a parare. E’ il caso di “Pronto in tavola un piccolo Iraq, a due passi da Lampedusa”, del 18 Marzo 2011.

Se vorrete rivederlo, questo è il link diretto:

http://carlobertani.blogspot.it/2011/03/pronto-in-tavola-un-piccolo-iraq-due.html

Se, invece, desiderate risparmiare tempo e vi fidate dell’autore della citazione (!), vi riassumo alcuni passaggi:
“Non abbiamo in gran simpatia il colonnello libico, anzi, però l’esperienza insegna che nessuna delle avventure di “democrazia” occidentali ha regalato qualcosa di meglio ai Paesi “liberati”. Qualcuno se la sente d’affermare che, il “dopo Ghaddafi”, sarà meglio del prima? Come doveva essere il “dopo Saddam”? Ma, ancora una volta, la democrazia deve essere esportata: USA, Francia e Gran Bretagna in testa. I soliti: quelli che ressero, per secoli, i traffici dei negrieri.”

Oggi si parla apertamente di guerra in Libia: la “Quarta sponda” di mussoliniana memoria torna a far parlare di sé. E tutti d’accordo, appunto: armiamoci e partite.

Primo problema: con chi e con che cosa? L’Esercito Italiano ha un organico complessivo di 105.000 persone: sottraete gli ufficiali superiori, gli addetti alla sanità, alle trasmissioni e tutto il resto…al cannone del Gianicolo più tutte le divise che vedete circolare per Roma con una cartella al braccio…togliete le migliaia di militari che sono in missione “di pace” all’estero e vedrete che rimane ben poco per un’avventura di simile portata. Non serve aver letto Sun-Tzu per capirlo. Gentiloni ha parlato di 5.000 unità: ciò significa che – considerando i ricambi per tre turni (come è normale che avvenga, ma forse nemmeno la Pinotti lo sa) – vuol dire mettere in campo 15.000 uomini. Follia. E i mezzi?

L’Italia dispone d’appena una cinquantina di elicotteri in funzione SAR (Search And Rescue), ossia quelli che dovrebbero salvare i piloti che eventualmente si catapultassero dietro le linee nemiche o, comunque, lontano dalle linee amiche. Dubito molto che esista una “cultura” del salvataggio dietro le linee nemiche, nel senso di sensori, mezzi di comunicazione inaccessibili al nemico, supporto aereo ravvicinato, commando aviotrasportati rapidissimamente, prima che quelli dell’ISIS ci catturino un pilota e lo passino sulla graticola.

Si può evitare la guerra – direte voi – perché la guerra non ha mai portato una pace vera, non ha mai risolto i problemi…sì, sì…conosciamo benissimo le argomentazioni, ma non cerchiamo di scadere (anche se ci piacerebbe) in una retorica da liceali.

Perché? Poiché i rischi esistono e sono reali. Sei mesi fa, Renzi fu avvertito:

“Il primo a parlare a Renzi della Libia con toni molto allarmati era stato il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, sei mesi fa al Cairo. Ai primi di agosto il rais si rivolse a Renzi con questo argomento: «Si stanno prendendo la Libia, che vogliamo fare?»” (1)

Oggi la situazione sta precipitando e l’Egitto ha inviato i propri cacciabombardieri a bombardare l’ISIS in territorio libico, il che la dice lunga sul disastro amministrativo e militare della “quarta sponda”. Ma c’è di più, molto di più.
A parte gli oleodotti sabotati dai guerriglieri dell’ISIS, il “Secolo XIX” riportava una notizia (2) che di per sé, in apparenza, parrebbe innocua

“Oltre a emittenti e a un ospedale, l’Isis controlla a Sirte anche altri uffici governativi tra cui quello che emette i passaporti: è quanto emerge da resoconti dell’agenzia Lana e altri media libici. Funzionari sono stati espulsi dall’ «Ufficio passaporti», scrive l’agenzia mentre altre fonti mediatiche parlano di un «Centro per l’immigrazione» precisando che era già stato preso «la settimana scorsa» per essere diviso in un «tribunale islamico» e un «collegio femminile»”

Lasciando perdere tutte le balle sui tribunali islamici e sui collegi femminili, spicca che il materiale dello Stato libico in fatto di passaporti, oggi, sia caduto nelle mani dell’ISIS. Timbri, passaporti in bianco e quant’altro. Che ne direste se – fra qualche mese, quando nessuno più si ricorda della faccenda – si presentasse alla frontiera croata (dalla Bosnia) un distinto uomo d’affari siriano o egiziano, non importa…Mohammed e fischia…con regolare passaporto libico e visto per l’ingresso in Croazia…che succederebbe? Probabilmente sarebbe lasciato passare (in area Shengen!), e come lui quanti altri?

Da quel momento in poi, dovremmo dare la caccia sul nostro territorio a possibili terroristi che potrebbero essere soltanto “teste di ponte dormienti”, nell’attesa di rinforzi. Fanfaluche? Proprio ieri, una motovedetta italiana (Guardia Costiera) in servizio nel canale di Sicilia, a 50 miglia dalle coste libiche – quindi senza nessuna giustificazione giuridica (né 12 né 23 miglia nautiche) – s’è vista minacciare con i Kalashnikov da personaggi anonimi ma decisi: volevano la barca che gli italiani stavano soccorrendo. I migranti non interessavano loro: volevano la barca. Così gli italiani (che, nel Canale di Sicilia, viaggiano disarmati!) non hanno potuto far altro che eseguire. (3) A cosa serviva la barca?

Per queste ragioni si parla oramai apertamente di guerra, solo che l’Italia sarà lasciata sola sia dai suoi evanescenti alleati europei, sia dagli ancora più distanti e menefreghisti americani. Che frega agli altri? Se la sbuccino loro, cioè noi.
Qualcosa bisogna fare, non c’è dubbio, altrimenti domani sarà solo peggio: è il momento di non ascoltare le colombe di pace, perché questi – le colombe – o paghi salato per riaverle (vedi il caso siriano) oppure le impallinano subito. Anche le nostre – le colombe per convenienza politica, come del resto i falchi – si tacciano per qualche attimo e ragionino.
Vorremmo però, prima di decidere, ascoltare qualche “sentenza” un po’ meno idiota di quella della signora Daniela Granero detta Santanché, la quale ha dato tutta la colpa a Napolitano per la folle decisione d’abbattere Gheddafi.

Signora, non dubitiamo per un attimo sulla decisione di Napolitano e del Consiglio di Difesa – un lacché come quello… – però, il Presidente del Consiglio, dov’era? “Molto rabbuiato e dispiaciuto”, lei afferma. Dovremmo ricordarle che il dovere di un capo di Governo non è dispiacersi o rabbuiarsi – sono categorie dei sentimenti, che in politica non contano nulla – ma quello di decidere. Noi ricordiamo un certo Craxi il quale, contrario alle decisioni americane, fece schierare i Carabinieri a Sigonella e la vinse. L’errore primigenio è stato quello d’abbattere Gheddafi – l’ho sempre sostenuto – poiché (come ricordava Andreotti su Saddam Hussein) “non era il tipo col quale avrei trascorso le vacanze, ma non era né meglio né peggio di tanti altri”.

Poi, vorremmo dire quattro parole ai francesi, alla politica francese, alla strategia francese. E ci riferiamo a quel bel tipetto del magiaro divenuto francese per volere della CIA – un certo Nicolas Sarkozy (in realtà, Nicola Sarkösy de Nagy-Bocsa) – che ha intessuto più legami con i servizi USA e con le mafie di Charles Pasqua – noto malavitoso francese (contrabbandava assenzio) e suo testimone di nozze (le prime) – di un marsigliese dei bassifondi. Il ritratto che ne fa Thierry Meyssan (4) è tranchant, tanto per rimanere in lingua.

Questo per dire – cari francesi – che “l’operazione Libia” era stata studiata da una parte dell’amministrazione USA (quella degli Skull and Bones, per intenderci) e Sarkozy fu incaricato di darla a bere ai francesi i quali, fra un Pernod ed un Calvados, ingoiarono anche il tappo. Per questa ragione sarebbe stato vantaggioso non concedere in nessun modo le nostre basi – con la scusa che eravamo stati potenza coloniale nel Paese – e smascherare così lo sporco gioco del magiaro.

Da ultimo, un caro ricordo anche per il prof. Prodi, quello che sembra un confessore pacato: una persona limpida, senza responsabilità né scheletri nell’armadio. E si confessa con il Fatto Quotidiano (5):

“(D) Le cancellerie occidentali cosa dovrebbero fare in questo momento secondo lei?
(R) Occorre senza dubbio uno sforzo per produrre un minimo risultato nel tentativo di fare sedere tutti gli interlocutori al tavolo e impegnare in un lavoro comune Egitto e Algeria. Non c’è altra via che non produca una situazione ancora più catastrofica di quella attuale.”

Fantastico: far sedere tutti attorno ad un tavolo. Come se all’ISIS importasse qualcosa.

Non è, per caso, che lei si senta – solo qualche volta, per carità – un poco responsabile per questa Unione Europea egoista e menefreghista che lei ha dato una grossa mano a creare, un posto dove lasciano alla fame un Paese (la Grecia) e “L’Alto rappresentante per la Politica Estera” non viene nemmeno ascoltato sulla questione ucraina? Questa UE, nella quale i singoli Stati hanno smesso di farsi la guerra sulla Mosella soltanto perché era più redditizio combattere con le monete ed i cambi? O, meglio, con gli artifizi di bilancio, le multe e tutto il resto? Ci dica qualcosa – professore – su come immaginava la politica estera dell’Unione, ci racconti cos’ha fatto per pianificarla al meglio. L’hanno fottuto? cacciato? messo in un angolo? E lo dica, perdio! La smetta con questi sussurri da confessionale, faccia nomi e cognomi di quelli che contano e che l’hanno fregato…altrimenti, stia zitto!

saif

Vuole un consiglio su come risolvere la crisi libica? Glielo do io, gratis.

Nelle carceri libiche è imprigionato, dal 2011, un certo Saif al-Islam Gheddafi, detenuto dai ribelli che lo arrestarono: è il figlio di Gheddafi, quello destinato alla successione. Parrebbe anche una persona intelligente e preparata: peccato che gli ex ribelli lo vogliano impiccare. Per quale motivo? Per aver compiuto crimini contro l’umanità durante la guerra civile, ai danni dei cosiddetti (all’epoca) “ribelli”. I quali gli ammazzarono padre e fratelli, ma per questi poco importa: avranno dato loro, come condanna, un diploma di benemerenza. C’è anche una richiesta del Tribunale dell’Aia per il giovane Gheddafi, per lo stesso reato.

Consiglio: estradatelo all’Aia e poi assolvetelo. Dopodichè, rimandatelo in Libia con consistente appoggio militare e vedrete che, in un paio d’anni, tutto tornerà tranquillo: petrolio (suddiviso col manuale Cencelli), ISIS (distrutta) e migranti (calmierati).

Altrimenti, smettiamo d’ascoltare queste Cassandre e prepariamoci al peggio.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2015/02/armiamoci-e-partite.html

15.02.2015

NOTE

(1) http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2015/02/14/ARnga0WD-comando_operazione_chiedere.shtml
(2) http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2015/02/14/ARXcH7WD-ultimatum_lancia_avanza.shtml
(3) http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/15/libia-motovedetta-guardia-costiera-minacciata-scafisti-armati-kalashnikov/1427832/
(4) http://www.voltairenet.org/article157865.html
(5) http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/15/libia-prodi-lisis-alle-porte-colpa-delloccidente-situazione-prevedibile/1427442/

Pubblicato da Davide

  • rebel69

    Bertani fa notare la possibilità che in futuro agenti del’ISIS si possano infiltrare in territorio Italiano.Con buona pace del prof che fa notare una cosa giusta io credo che di agenti del’ISIS ce ne siano gia a bizzeffe in Italia.Da quanto tempo offriamo rifugio a migliaia di sedicenti profughi,in età di leva, in fuga dal caos creato dalla Nato?Inoltre va ricordato che nelle fila del’esercito islamico sono numerosi i ragazzi mussulmani provenienti dalla Francia dal Belgio e perchè no anche dal’Italia,in pratica non devono nemmeno attraversare le frontiere per andare a combattere.Potrà sembrare una scemenza ma gia da diversi mesi in un terrazzo al’ultimo piano di un palazzo della mia città,in un quartiere una volta ricco abitato da pescatori Italiani e ora colonizzato da nord Africani,sventola in tutta tranquillità una bandiera nera con un teschio al centro…una bambinata direte voi?Bo,speriamo.Chi glielo fa fare a dei ragazzi che tutto sommato qua stanno bene o almeno meglio che a casa loro?Semplicemente una voglia di riscatto e anche farla pagare a coloro tutt’intorno che non fanno altro che mostrargli odio…grazie anche alla propaganda televisiva che di certo non induce alla solidarietà(non va dimenticato che anche loro subiscono la loro di propaganda ad opera dei vari Imam.Magari a libro paga di qualche servizio segreto come i nostri giornalisti?) .Va ricordato inoltre che il nostro esercito a parte qualche reparto d’elite, è composto da ragazze e disoccupati meridionali per lo più interessati solo a portare a casa lo stipendio per comprarsi gli Oakley per emulare i loro colleghi americani navy seal o berretti verdi tanto pubblicizzati dal cinema hollywoodiano.Credo che ne bastino 10 motivati del’ISIS per farne fuori tranquillamente 100 dei nostri.Ma la domanda che più mi assilla è:veramente non si poteva fare qualcosa prima e che nessuno dei servizi nato MI6 CIA SISMI o il MOSSAD sospettassero qualcosa o che questa potrebbe essere stata una conseguenza del destabilizzare la Libia?Io credo che non stia succedendo niente per caso, che tutto sia collegato alla questione Greca, Ukcraina e del egemonia del dollaro in generale,quindi caro prof credo proprio che ci dovremmo preparare al peggio e che Dio o Allah ce la mandi buona.

  • PietroGE

    Sono anni che è diventato chiaro a chiunque abbia il coraggio di guardare senza i paraocchi la situazione sociale italiana e europea, che gli islamici in Italia e in Europa non si sono integrati, non si integrano e non si integreranno mai. I poteri forti, però vogliono la società multiculturale ad ogni costo. Bene, ora ce l’hanno. Quando c’è un pericolo fuori di casa, la prima cosa che si fa è chiudere la porta, in questo caso vuol dire fermare l’immigrazione. Se non si è capaci di fare almeno questo, le avventure militari in Libia finiranno in un disastro.

  • saurowsky

    Non vi e’ un paese occidentale che non si riempia la bocca con una parola che fino a qualche tempo fa neanche esisteva, ma si sa, i miracoli della propaganda….
    E parlo per esperienza personale, cioe mi riferisco all’Italia, Spagna, Inghilterra  dove ho potuto vedere con i miei occhi, ma basta aprire un qualsiasi giornale "occidentale" che sia destra/sinistra/centro (lo so fa ridere parlare ancora di schieramenti politici quando la legge la fanno PRIVATI LOBBISTI  di BRUXEKLLES, NON ELETTI PROPRIO DA NESSUNO). Tutti a mostrarci in video e per lettera quanto siano CATTIVI e SPIETATI questi dell’ISIS. Gli hanno creato anche una bella bandiera nera stile "CAPITAN HARLOCK".
    Ma ci fosse stato uno e dico uno che abbia trattato il problemi in termini logici/analitici, tanto per capire, ammesso che ci sia la voglia di capire e non SOLO QUELLA DI ESPORTARE DEMOCRAZIE e IMPORTARE PETROLIO GRATIS!
    Dunque chiedo: chi sono costoro, chi li ha addestrati, ma SOPRATUTTO CHI LI ARMA, CHI LI SFAMA,  CHI GLI DA SPAZIO NEL MAINSTREAM!
    La Libia, ex paese piu ricco dell’Africa, grazie alla sete di esportatori democratici dei FRANCESI, INGLESI ed AMERICANI(servi italiani a seguire) e’ ora un campo di guerra/morte,
     gente che viveva nel benessere e in pace ora vede la sua terra devastata da morte malessere e distruzione e nuovamente  IN PROCINTO DI ESSERE INVASA
     dai SOLITI ESPORTATORI DI DEMOCRAZIA , cosi da spartirsi  finalmente il TANTO AMBITO PETROLIO LIBICO, IL MIGLIOR PETROLIO DEL MONDO!
    A volte le coincidenze… esporti democrazia, importi petrolio 🙂
    E tutto questo con la scusa di combattere l’ISIS, ma chi sono, non essendo uno stato?
    Che armi usano? Come si muovono? Cosa Mangiano? Chi ne sono i capi?
    Tutto il MAINSTREAM OGGI CI AVVERTE CHE SONO ALLE PORTE DELL’ITALIA:
    ci attaccheranno con zattere e bastoni? verranno nuotando con coltelli trai denti alla rambo?
    O forse e’ il caso di dire che ISIS altro non e’ che l’ultima scusa da usare per conquistare un paese ricco di petrolio  senza doverlo dire pubblicamente, visto che siamo ormai negli anni 2000?
    Mi raccomando, fate finta di crederci altrimenti vi e’ il rischio che  da qualche base  dispersa nel mediterraneo parta un MISSILE verso le nostre coste,un bel missile con su scritto DA PARTE DELL’ISIS, salvo poi essere MADE IN ISRALE o USA (O anche Francia o UK)!

  • Mattanza

    I poteri forti non vogliono una società multiculturale, vogliono una classe operaia divisa (divide et impera) per controllarci meglio, oltre ciò, per via della tecnologia gli operai stanno diventando superflui (siamo pure troppi per loro) e si stanno preparando a fare a meno di noi.

  • uomospeciale

    Su kein pfusch, c’è un articolo molto  interessante  a firma  di Urilel Fanelli su un’eventuale nuova guerra Italo-libica, che consiglio a tutti di leggere.

    http://www.keinpfusch.net/

    Note:

    Non fate click sul link.
    Per aprirlo, copiatelo nella barra degli indirizzi e premete invio,
    altrimenti non funziona.

  • Jor-el

    Urilel Fanelli è molto lucido quando scrive di tecnologia, ma non capisce nulla di politica internazionale. Su una cosa, però, ha ragione: quando si va in guerra è indispensabile avere obiettivi chiari. Ecco, noi tutto abbiamo, meno che quelli.

  • Jor-el

    Non mi viene in mente un solo obiettivo per il quale l’Italia dovrebbe intervenire in Libia. 

     Fra quelli proposti, non ne trovo uno che sia sensato e praticabile:
    1) impedire che combattenti islamici entrino in Itala= impossibile, sono già entrati da anni.
    2) aiutare i libici laici oppositori degli islamisti= Dopo che li abbiamo liquidati e ammazzato il loro capo, Gheddafi? Assurdo.
    3) Sconfiggere l’Isis= ma c’è l’Isis in Libia? Lo sento dire da una settimana. Fino a 10 giorni fa c’erano i salafiti a Bengasi… non ci sono più?
    4) Sconfiggere Al Qaeda= ma c’è Al Qaeda in Libia? Lo sento dire da una settimana. Fino a 10 giorni fa c’erano i salafiti a Bengasi… non ci sono più?
    Quindi, che ci andiamo a fare in Libia se non a riempirci di debiti? Ah, c’è il quinto punto:
    5) l’UE ci spinge il Libia per darci il colpo di grazia= l’Italia sta resistendo troppo e troppo a lungo alla "cura" della Troika. Non sta privatizzando abbastanza e abbastanza velocemente, il Jobs Act non è abbastanza efficace nel mettere in ginocchio lavoratori e imprese. Ci vuole una bella guerra contro lo Stato Islamico, una guerra con un fronte oltremare e uno interno, che ci dissangui ben bene e ci riduca in pochi mesi a un mero stato di polizia sull’orlo della bancarotta.
  • rebel69

    Un po di tempo fa ho visto un video su liveleak dove intervistavano uno dei pochi siriani che non è potuto scappare da una delle città contese fra esercito siriano e gruppi ribelli.Questo poveretto spiegava la situazione di stallo dicendo che quando i ribelli erano quasi arrivati a prendere il controllo totale della città,improvvisamente scarseggiavano di rifornimenti lasciando la possibilità al’esercito regolare di riprendere il sopravvento,e cosi via fino a che l’esercito regolare non era costretto a ritirarsi per il sopraggiungere di rifornimenti e uomini da parte dei ribelli.Una situazione di stallo che in pratica favoriva solo il caos e nessuna fine.Che sti pelagalline non abbiano una marina lo so anche io,come non hanno un aviazione,,ma come scrivevo nel mio commento non è da escludere che non siano gia qua ed armarli e cibarli per i padroni del vapore,quelli che controllano uomini politici giornali mafie massonerie servizi segreti, che con una telefonata da un ufficio da un attico a New York imbastiscono crisi e bancherotte in ogni dove,non credo sia un grosso grattacapo.Il fatto che ora ne stiano parlando in TV mi induce a pensare che forse è solo una manovra per avere il consenso a continuare guerre coloniali mascherate da esportatrici di democrazia,ma è anche vero,almeno io credo,che per questi signori noi siamo pure troppi e che molti iniziano ad aprire gli occhi e che il dollaro presto  conterà come il due di coppe quando comanda denari,insomma ci sono un sacco di cose che ha differenza di quando ce ne andavamo tranquillamente a bombardare Irak Afghanistan Libia,continuando a dormire sonni tranquilli,ora non sia più cosi.

  • Neriana

    Non esiste piu " l’armiamoci e partite" , in quanto il servizio militare è cosa di professionisti e non di popolo. Quindi,chi scegli la professione militare ama le guerre, l’adrenalina, le armi, la forza…e quali miglior occasione di un teatro a pochi km da casa che permette addirittura un pendolarismo per anni. Oggi si dice armateci e pagate. 

    Percio il problema non è nei professionisti, ma nel buget. Una guerra costa e l’Italia sembra di capire che non ha soldi per pianificare un guerra logistica. Va anche detto che non ha nemmeno dei servizi segreti efficenti, visto che non si erano accorti dei ribelli ( arrivati da ogni dove ) che volevano mettere in ginocchi Ghedaffi, ma sopratutto Eni. 
    E se non fossero stati realmente incapaci, per chi lavorebbero, per gli interessi italiani.. o di chi paga meglio ? Vedremo.
  • Gil_Grissom

    Franacamente a me questa del pericolo di guerra contro l’Isis in Libia sembra una bufala gigantesca da utilizzare come arma di distrazione di massa, mentre un premier non eletto e una minoranza insignificante del parlamento eletta con una legge elettorale dichiarata illegittima stravolge la costituzione a suo piacimento nella notte senza il minimo confronto parlamentare in un parlamento deserto dopo aver rotto un patto fatto con un condannato in via definitiva. Persino Hitler, Mussolini e Pinochet avrebbero da imparare in fatto di violazione di democrazia da costoro.

  • adriano_53

    la proposta di Bertani è molto sensata, anzi troppo sensata. Questo è il suo limite. Ci dovrebbero essere dei politici sensati per raccoglierla e attuarla. Ma proprio quì è il problema: dove diavolo sono nel famoso occidente i politici sensati.

  • Gariznator

    Direi che per questi argomenti il buon Fanelli è utile come un buco di culo sotto il naso…
    Si chiede perchè in iraq hanno ucciso 4000 americani e non si sono armati contro l’isis… la sua risposta è che abbiamo a che fare con "sottosviluppati sovraeccitati"… E chiosa dicendo che il mondo ha tre problemi: riscaldamento globale, Ebola e Islam…
    Forse scherza e siccome è un genio io non ho capito che scherza e mi sono solo girate le palle.

    Probabilmente è di quelli che seguono le elezioni americane e fa il tifo per i repubblicani. Ovviamente per lui la russia è brutta e cattiva, gli americani in fondo sono il meglio e accorrono solo perchè tutti chiedono il loro aiuto e via discorre(ggia)ndo.

  • idea3online

    L’ISIS verrà liberata in Italia solo se dovesse rafforzarsi un asse filo russo, se gli USA dovessero percepire che l’Italia dovesse deviare come la Grecia non penserebbero due volte di fare arrivare i musulmani nei territori dagli stessi occupati sino a pochi secoli fa, cioè Italia meridionale, Spagna. Se solo dovessero percepire questo nemmeno la mediazione di “Lucky Luciano” potrebbe fermare l’avanzata del Sistema ISIS. Ci sono di mezzo interessi molto più alti, c’è di mezzo il Pianeta Terra. Gli USA vogliono la Terra però non è stato mai permesso a nessun impero di dominare su tutti gli uomini, gli USA non permetteranno a nessuno di contrastare il loro piano. Era prevedibile che l’Europa avendo frenato la fornitura di armi all’Ucraina avrebbe subito una tremarella, ed adesso l’Italia, la Germania(un pò meno), la Francia, sono stati chiamati alla riflessione. Che coincidenza, niente armi all’Ucraina, l’ISIS vorrebbe farsi una vacanza in Italia.
    Inoltre l’Egitto delegato dalla Russia bombarda l’ISIS in LIbia, ma l’Arabia delegato dagli USA cosa farà……la Russia può contare su Siria ed Iran sciiti, gli USA sui sunniti…ma sino a quando? Ancora non abbiamo visto l’aggressività dell’Impero Americano, stiamo percependo piccoli assaggi, la Russia riuscirà a resistere ma sono consapevoli che gli USA sono più potenti. Se gli USA volessero, domani il Sud Europa verrebbe invaso dall’ISIS.

    La Russia riuscirà a resistere alla Grande Città(nel passato Ciro la sconfisse, ma adesso “la resistenza equivale alla vittoria”) solo se si applica nei suoi confronti questa scrittura:

    Daniele 4:14

    Così è deciso per sentenza dei vigilanti
    e secondo la parola dei santi.
    Così i viventi sappiano che l’Altissimo domina sul regno degli uomini e che egli lo può dare a chi vuole e insediarvi anche il più piccolo degli uomini»

  • oriundo2006

    Si, anche io ho avuto questa impressione…data dalla tempestività dell’info proveniente dal sito dei noti kazzari in anticipo su tutto e su tutto informati e sull’endorsement che è stato dato a R. da parte della banda dei trogloditi paleolitici che abitano in quel di Sion. Penso che oramai siamo a trazione-sion, sia da parte del sagrestano con le sue citazioni studiate ad arte che fanno colpo solo su dei mentecatti sdimentichi delle NOSTRE vittime, al pischello contornato da belle fighe e dalle arie di chi ha già deciso tutto perchè QUALCUNO glielo ha detto: si dà importanza solo perchè è stato messo a parte di alcuni segreti sul LORO dominio del mondo. Insomma, una nazione un tempo autonoma presa a zimbello con politici plagiati ed illusi: non sanno infatti che costoro sanno fare solo le pentole ma non i coperchi ? 

  • gimo

    Mi pare che nei paesi del nord europa, sono stati fatti integrare abbastanza bene. Dove si creano ghetti non si integra nessuno.

  • Eshin

    Nelle carceri libiche è imprigionato, dal 2011, un certo Saif al-Islam Gheddafi, 

    Consiglio: estradatelo all’Aia e poi assolvetelo. Dopodichè, rimandatelo in Libia 

    Un buon consiglio!

  • rebel69

    Anche questa è una possibilità da non sottovalutare, in fin dei conti fino a che non c’è un politico o un partito che seriamente non voglia stravgere la situazione e si continua nel’incessante opera di depauperamento del popolo smantellamento dei diritti dei lavoratori privatizazioni e stravolgimento della costituzione obbedire a tutti gli ordini della NATO e prestarsi a tutte le loro nefandezze, non hanno alcun motivo di portare una guerra con armi in casa nostra.Diverso sarebbe se ci ribellassimo a tutto questo.

  • consulfin
  • mago
    Si le carte le scopriranno in quel momento,ma ricordiamoci delle basi usa in italia…questo potrebbe essere paradossalmente la nostra salvezza….
  • Cataldo

    E’ perfettamente normale che il momento e l’enfasi siano legate allo stravolgimento costituzionale, ma il problema libico creato nel 2011 è reale, concreto.
    Bisogna sempre separare le strategie di comunicazione, come quella dell’"assorbimento"*, o del falso bersaglio, dal sottostante piano reale dei problemi concreti.

    Per tanti motivi, tra cui la circostanza che quello libico è il solo caso per il quale l’amministrazione USA parla di "soluzione politica" è evidente che le evoluzioni in Libia sono parte di una fase più ampia che coinvolge pesantemente anche l’Egitto, testando i nuovi equilibri sul nilo  che isolano le componenti filo USA. E’ tutto un fronte che si collega con il Sinai e con l’avventurismo Israeliano.

    Se allarghiamo un attimo lo sguardo, nello spazio e nel tempo, è netta la sensazione che  le civiltà del mediterraneo siano sul crinale di uno squilibrio strategico profondo, al momento insanabile, con un un motore immobile alla radice del caos: l’ipertrofico deterrente nucleare israeliano.
    Da questo squilibrio di fondo discende tutta una serie di conseguenze, legate tra loro in modo incomprensibile se si omette questa realtà.

    *ovvero inserire nel contesto del mainstream in particolari momenti una
    dose di memi aggiuntiva, caricata a pallettoni emozionali,  per ridurre
    lo spazio di analisi possibile su questioni decisive.

  • Cataldo

    Credere che i nostri servizi non sapessero quanto si preparava in Libia è infantile, cosi come pensare che il nostro esercito poichè è professionale sia una banda di mercenari, l’esercito si muove nel quadro della politica e delle istituzioni internazionali che questa supporta, non ha alcuna facoltà di indirizzo.

    Il vero problema sta nel contrario di quanto affermi,  senza il supporto italiano molto probabilmente non ci sarebbe stata alcuna guerra alla Libia, o almeno non nel 2011, per questo le decisoni allora operate sono particolarmente gravi.

    La guerra alla Libia ha dimostrato in modo incontrovertibile che i vertici dello stato si sono comportati da burattini eterodiretti,  hanno venduto il futuro del loro paese, partecipando ad una operazione di saccheggio brutale delle risorse di un popolo, privandoci di uno dei nostri principali mercati di esportazione e mettendo a rischio le nostri fonti energetiche.
     
    Se le cose andranno bene in futuro, e ci saremo ripresi un minimo di libertà,  saranno ricordati per quello che sono: traditori della Patria

  • Cataldo

    Quando si parla di cose militari cerchiamo di dire cose concrete, non voglio dare alcun giudizio di valore a quanto segue, ma  un solo elemento confuta quanto scrivi, l’Italia per anni ha condotto in guerra migliaia di uomini e mezzi, il nostro paese ad un certo punto aveva più di 10.000 (diconsi diecimila) uomini in armi all’estero, a rotazione per anni  è un livello di spiegamento superiore a paesi che si crede abbiano mezzi e capacità superiori.
    Quindi non è vero che a parte i reparti di elite sono una truppa di "disoccupati meridionali" che mirano alla pagnotta, anzi, considerando le rotazioni è una delle forze occidentali che ha il maggior know how di guerra, superiore alla Germania di un ordine di grandezza, tanto per dirne una.
    L’Italia è uno dei pochi paesi che puo portare in teatro un sistama C4 completo di hot spot satelliatri mobili, tanto per dirne un’altra, o che puo spostare in sicurezza un gruppo navale in qualsiasi zona del mondo.
    Pertanto cerchiamo di non dare spazio alle minchiate alla Fini, su presunte debolezze occidentali o elementi emozionali, queste oleografie  non danno alcun aiuto alla comprensione della realtà.

  • makkia

    Integrati un’ostrega.

    Sono dovunque "combustibile". Che siano fratelli musulmani a casa propria o comunità più o meno numerose in casa altrui, si tratta sempre di combustibile. Quando raggiunge massa critica ti ritrovi le rivolte, che sia nelle banlieu o in Inghilterra o a fare mucchio nelle rivoluzioni colorate.

    Il punto semplice è che l’unità ideale fra vita civile e dettato religioso per loro è un’obiettivo. Possono adeguarsi agli standard del paese in cui vivono, ma considerano ciò che differisce dalla Sharia come qualcosa di sbagliato, da cambiare se e quando possibile.
    E la domanda è:
    Dal loro punto di vista, QUANDO diventa possibile o necessario riscoprire le "radici musulmane"?

    Ora.
    Noi occidentali abbiamo distrutto TUTTI i leader/governi laici, escluso Assad. E fra droni e interventi indiscriminati tipo tamil, Somalia, Yemen, Mali, Sudan, sono oltre 75 i paesi in cui abbiamo in corso operazioni anti-islam, più o meno coperte.

    Col risultato di mandare al mondo islamico TRE messaggi:
    1. li attacchiamo sempre
    2. le uniche entità che riescono a farci resistenza in qualche modo sono i fondamentalismi.
    3. E’ ormai acclarato che non sono solo gli USA o Israele ad attaccarli

    Fatti due conti.
    Non ti dico di avere paura del kebabbaro sotto casa, ma scordati le menate di "se siamo buoni con loro, si integrano": NON SIAMO BUONI CON LORO. E loro lo sanno benissimo.