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ISIS NOSTRA

DI MARCO TRAVAGLIO

ilfattoquotidiano.it

Magari fa comodo dimenticarlo, ma in Italia è tuttora viva e vegeta un’organizzazione terroristica che per un secolo ha fatto migliaia di morti ammazzati, che 13 e 12 anni fa mise l’Italia a ferro e a fuoco con stragi mai viste in Europa e nel mondo (salvo la Colombia e il Libano) e che da vent’anni non spara più perché ha avuto quasi tutto ciò che chiedeva: la revoca di centinaia di 41-bis per i detenuti e l’ammorbidimento progressivo del carcere duro per chi ci è rimasto, una legge più blanda sui pentiti, l’omertà legalizzata con la sostanziale depenalizzazione della falsa testimonianza, la chiusura delle supercarceri di Pianosa e Asinara, la delegittimazione scientifica di magistrati e pentiti, continui limiti alle intercettazioni e alle indagini, grandi opere da subappaltare agli amici degli amici, mano libera sugli affari da Sud a Nord, condoni fiscali per ripulire i soldi sporchi direttamente con lo Stato, addirittura (dal 1999 al 2001) l’abolizione dell’ergastolo, leggi col buco su voto di scambio e autoriciclaggio, ora persino l’innalzamento del limite ai pagamenti in contanti da mille a 3 mila euro (così da poter spendere i proventi delle estorsioni spicciole senza dare nell’occhio).

Nella foto: Palermo, 1982, Due Cristi Letizia Battaglia

Questa organizzazione terroristica, essendo formata da italiani doc, quasi tutti cattolici e molto devoti, non suscita lo stesso allarme di quelle di origine maghrebina e mediorientale. Eppure controlla da decenni un vasto territorio: non fra Siria e Iraq, ma fra Sicilia, Calabria e Campania, con propaggini non in Libia o in Mali, ma in Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Val d’Aosta e altre regioni. Non si è mai proclamata Stato solo perché non ne aveva bisogno: diversamente dall’Isis, fortunatamente isolato, esecrato e combattuto dall’intero consesso civile, questa organizzazione terroristica ha sempre avuto ottimi rapporti con quello già esistente, attraverso premier, ministri, sottosegretari, politici, governatori, sindaci, funzionari, poliziotti, carabinieri, 007, avvocati, banchieri, commercialisti, giornalisti, medici e prelati, ottenendo trattative, leggi di favore, impunità, assunzioni, appalti, finanziamenti, licenze, cure sanitarie e sacramenti. Senza tutti questi agganci (i “concorsi esterni”), dopo due secoli di vita, sarebbe stata sconfitta da un pezzo.

Un sette volte presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, è risultato associato a essa fino al 1980 (e aveva cominciato nel 1946). Il n. 3 del Sisde, Bruno Contrada, era pagato dallo Stato ma lavorava per essa, infatti fu condannato a 10 anni.
Un tre volte presidente del Consiglio, Silvio B., leader del centrodestra, intratteneva con essa affettuosi e fruttuosi rapporti tramite l’amico Marcello Dell’Utri, che nel 1992-’93 s’inventò Forza Italia e ora sconta una condanna a 7 anni per mafia nel carcere di Parma, a qualche cella di distanza da Totò Riina. Un due volte presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ora senatore a vita, ha appena rifiutato di testimoniare nel quarto processo su una delle stragi da essa perpetrata, dove morirono il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta (il primo processo fu depistato da uomini della polizia, che confezionarono ai giudici un pacchetto completo di falsi colpevoli per risparmiare quelli veri).

Il pm che sostiene l’accusa nel processo sull’ultima trattativa fra l’organizzazione e pezzi dello Stato, Nino Di Matteo, è stato condannato a morte dal Riina con un piano stragista giunto al trasporto dell’esplosivo a Palermo, ed è costretto a viaggiare su un bomb jammer, ma soprattutto a subire l’isolamento dalle istituzioni e dalla sua categoria, il dileggio dei pennivendoli berlusconiani e l’indifferenza di quelli “progressista”. Invece l’attuale ministro dell’Interno Angelino Alfano, responsabile dell’ordine pubblico e della lotta al terrorismo, passa per il nuovo Kennedy (nel senso di JFK) per le intercettazioni ambientali in cui si sentono alcuni mafiosi augurargli una morte violenta per non aver abrogato il 41bis. Ora, il 41bis non è stato abolito non solo da Alfano, ma da tutti i governi succedutisi da quando fu istituito (decreto Scotti-Martelli, 6.8.1992). Ed è di competenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Perché, allora, i mafiosi vogliono farla pagare a quello dell’Interno Alfano? Perché essi stessi spiegano che, diversamente da altri, Alfano è stato “portato qua con i voti degli amici. È andato a finire con Berlusconi e poi si sono dimenticati tutti”. Cioè è stato eletto da loro e poi s’è scordato di loro. Ma di questo passaggio cruciale delle intercettazioni non c’è traccia nei titoli dei giornali e dei tg, così Alfano può tirarsela da martire ambulante che “rischia ogni giorno la vita per la lotta alla mafia”. Purtroppo i mafiosi dicono ben altro: più che come Kennedy, è come Salvo Lima.

Ora sostituiamo la parola “mafia” con “Isis” e proviamo a immaginare che accadrebbe, in un qualunque paese d’Europa, se si scoprisse che: un ex premier era iscritto all’Isis; un altro – tuttora leader del centrodestra – è amico dell’Isis e ha il suo braccio destro in galera per complicità con l’Isis; pezzi dello Stato hanno trattato con l’Isis per smettere di combatterla; l’ex presidente della Repubblica rifiuta di testimoniare al processo su una strage dell’Isis; e il ministro d el l’Interno è stato eletto dall’Isis e poi non s’è più fatto trovare. Dovrebbero tutti dimettersi e correre a nascondersi, per evitare la lapidazione. Invece, in Italia, l’Isis non ha (ancora) una sede né un indirizzo. Infatti i nostri eroi sono sempre andati sul classico, cioè su Cosa Nostra. Quindi tranquilli: siamo in buone mani.

Marco Travaglio
Fonte: ilfattoquotidiano.it
22.11.2015

Pubblicato da Davide

  • mda1

    enorme spreco di denaro pubblico da parte della procura di palermo (quelli che querelano invece di rivolgersi a google)

    contrada è stato assolto dalla corte di giustizia europea e in quanto ad andreotti non è stato provato un bel nulla dato che la procura dopo anni e anni di processo non ha concluso in tempo.
    travaglio se ne faccia una ragione. capisco che uno di destra come lui goda a vedere chi non la pensa come lui in galera, però un  pò di sobrietà caro marcolino.
  • TONINO63

    beh…assolto proprio no…proprio il 18 novembre la corte d’appello di caltanissetta ha respinto l’ennesima richiesta di revisione del processo…e per quanto riguarda andreotti basta andare su wikipedia per leggere…colpevole fino al 1980 del reato di associazione a delinquere di stampo mafioso, reato però prescritto…anche qui basta leggersi le sentenze e le motivazioni…altrimenti è meglio non scrivere…altro che spreco di denaro…se c’è un briciolo di legalità in più oggi in sicilia è merito di questi eroi silenziosi…

  • Fedeledellacroce

    I legami tra mafia e stato sono ormai cosa nota.
    Ma Travaglio dimentica di rivelarci che questo connubio mafia/stato ci é stato praticamente imposto dagli ammerigani in chiave anticomunista.
    Andate a vedere su youtube, ci sono parti del processo a Toto’ Riina, in cui dice "Ma signor giudice, ‘ierano i communisti"

    Cosí come dimentica, il buon Travaglio, di indicare i legami esistenti tra capi di stato, membri di governi occidentali con ISIS: Tipo i colloqui tra Mc Cain e Al Baghdadi, o i legami tra Erdogan e i terroristi cattivi. Per non parlare dei francesi che un paio di anni fa sono stati beccati in Siria ad organizzare i terroristi buoni.
    E poi basta collegare i punti e si vede che c’é di nuovo lo zampino ammerigano ad armare i cattivoni dell’ISIS.

    Quindi il caro Travaglio, se proprio vuole dire cose nuove ed intelligenti, non si dovrebbe limitare a riportare i fatti di cronaca giudiziaria, ma andare oltre, usare la logica e indicarci le trame oscure e criminali dei governi del mondo occidentale.
    Secondo me il fatto grave non é tanto che lo stato abbia contatti con la mafia, ma che li abbia perché sono imposti da una potenza che occupa militarmente e politicamente l
    Italia.
    Chi?
    Ma é elementare Travaglio, ancora loro, gli ammerigani.
    Troppo facile dire Berlusca era ammanicato con la mafia, o ancora piú da ridere, Andreotti!
    Andreotti doveva rispondere ai padroni Ammerigani.
    Berlusca l’ha fatto per interessi economici e diciamo pure politici, anche se quelli politici servivano poi ai suoi interessi economici, oltre che a garantirgli di non andare in galera.
    Quindi alla fine era meno peggio Berlusca che Andreotti, quanto a motivazione di collusione mafiosa.

  • GioCo
    di TONINO63 il Sabato, 28 novembre @ 18:49:19 GMT
    beh…assolto
    proprio no…proprio il 18 novembre la corte d’appello di caltanissetta
    ha respinto l’ennesima richiesta di revisione del processo…e per
    quanto riguarda andreotti basta andare su wikipedia per
    leggere…colpevole fino al 1980 del reato di associazione a delinquere
    di stampo mafioso, reato però prescritto…anche qui basta leggersi le
    sentenze e le motivazioni…altrimenti è meglio non scrivere…altro che
    spreco di denaro…se c’è un briciolo di legalità in più oggi in
    sicilia è merito di questi eroi silenziosi…

    Non sono un fan di Travaglio, troppe le omissioni dietro un finto approfondimento, ad esempio nell’elenco degli "ottimi rapporti" non mette i giudici, ben sapendo che gente come Carnevale ha servito la mafia non certo peggio che gli altri.
    La procura non è mai stata una sede di angeli, come per altro la polizia, i carabinieri e l’esercito, anche se rimane necessario che siano visti pubblicamente positivamente per semplice e minima ragione di ordine pubblico, ci arriva anche un bambino che quel mito che li inscrive in un identità "buona e giusta" è una boiata senza mezzi termini. Come ci arriva chiunque che se esiste un individuo violento che vuole giustificare la violenza fine a se stessa per puro piacere e godimento personale, non ci sono molti altri mestieri "utili" che possiamo immaginare per lui oltre quelli inseriti nel dogma della "giustizia".

    Ma associare un costrutto sociale come la mafia a un invenzione militare come l’Isis è davvero troppo. Se vogliamo credere che l’Italia sia una specie di caso mondiale a parte, perché la vessazione politica (estera) ci ha ridotto in miseria ideologica, allora sono d’accordo con quanto scrive il giornalista. Per il resto, auguriamoci che la sua penna rimanga lontano dal commetare in questo modo le cose.

  • TONINO63

    Si mi sono dimenticato di sottolinearlo…questo è il più grande difetto di Travaglio…del resto dichiaratamente filoisraeliano…

  • CarloBertani

    Scusate ragazzi ma, qui, nei commenti, abbiamo preso lucciole per lanterne. Può piacere oppure no Travaglio, si può essere d’accordo con lui e stimarlo, oppure no. E’ legittimo, capita a tutti.
    Ma, in questo articolo, Travaglio voleva solo farci notare come popoli lontani siano schiacciati – sì, schiacciati, perché io ho contatti con persone di quell’area, e me lo raccontano, inorriditi – da una roba che si chiama "ISIS". Che domani sarà sconfitta e, come l’Araba Fenice, ne nascerà un’altra. Per questioni d’interesse, che poi travalicano e diventano di "razza", "religione" e quant’altro. E siamo noi occidentali a sostenerle.
    Travaglio ci faceva notare come noi stessi, italiani, viviamo da decenni – al Nord come al Sud – sotto il tallone delle mafie e non ce ne accorgiamo, facciamo spallucce, ci ridiamo sopra.
    Se, invece, aveste coscienza di cosa sta capitando non a Calstelvolturno o Gioia Tauro ma al Nord, nel profondo Nord, con la politica oramai schiava degli n’dranghetisti zeppi di soldi di coca, dei mafiosi che pagano a peso d’oro aree immobiliari e della camorra, che vi raccoglie l’immondizia sotto le case e nemmeno ve ne rendete conto…ma è il caso di fare una simile gazzarra?
    Per difendere indifendibili classi politiche? Cha da 50 anni ci prendono per il sedere?
    Ma per favore…

  • falkenberg1

    Lei ha perfettamente ragione, gent.mo Bertani, così come è sacrosanto, logico, esemplare ciò che scrive Travaglio! Marco può piacere o meno, può essere simpatico oppure no, risultare affabile oppure antipatico, non importa, non frega! Resta, indiscutibile ed incontrovertibile, l’essenziale verità di ciò che posta, scrive e la sacrosanta verità delle sue tesi! L’Italietta è uno stato canaglia secondo solo agli usaegetta di cui siamo, purtroppo e vergogna per noi, servi sciocchi e demenziali. Come ripulire l’italietta? Con il voto? Si! Aspetta! Come, allora, tenendo anche conto che le mafie, da noi, attecchiscono e prosperano anche in virtù del dato di fatto, inoppugnabile, che siamo un popolo di furbetti del cactus nel cui dna la mafia è ben presente e geneticamente trasmessa? Impossibile rendere sicuro e stabile un edificio con ritocchi solo di facciata ignorando oppure tollerando fondamenta marce e disfatte! La risposta, inevitabilmente, è solo una: spianare tutto per poi cercare di ricostruire! Doloroso ma inevitabile! Impossibile cercare di ragionare o sperare di convertire una torma di famelici predoni che non hanno remore morali e nulla temono o rispettano. Non esiste altro rimedio: vanno rimossi todo modo. Certo non con  le BR sul libro paga del Viminale, certo non con l’ISIS foraggiata e creata dal G20 e simili mostruosità, ovvio. Ma qualora saltasse su un vero movimento rivoluzionario, deciso, risoluto, intransigente e disposto ad usare una sana, necessaria, santificante violenza contro i veri colpevoli (quelli che ci prendono per il sedere da 50 anni) proteggendo, tutelando e senza torcere un capello alla brava gente innocente e neppure una piuma di uno scricciolo, beh, io sarei con loro con tutte le mie forze, sempre e comunque! Felice notte!

  • Fischio

    Il disegno sta per essere ultimato. E viene da lontano. Così notiamo che sin dallo sbarco in Sicilia degli alleati (nuovi occupanti), la CIA assieme ai commilitoni della P2, del Vaticano, dei Servizi Segreti casalinghi, la Mafia, ha inizio la stagione delle stragi. Lo Stato ha sempre fatto parte di questa orgia criminale, e coloro che osavano far presente la verità venivano tacciati per destabilizzatori del sistema democratico (riferimento ai gruppi exstraparlamentari). In buona sostanza oggi ci ritroviamo in una sistuazione simile al periodo prefascista, con un Presidente del consiglio che si è autonominato, i media asserviti ai poteri forti, un sistema economico strapazzato dalla grande finanza sovranazionale. Il tutto condito da una sottocultura spaventosa. Il popolo nel caos. Possiamo dire allora che la Mafia non esiste in quanto tutto E’ mafiosità… 

  • maristaurru

    CASTRONERIE TRAVAGLIESCHE A PALATE
    Non scriviamo fesserie….mafia in Italia.. criminalità sul territorio.. criminalità alla quale si rivolsero i Piemontesi per  potere depredare i Borboni, visto che le loro casse erano vuote e le loro banche piangevano.. Criminalità quindi che ha mascariato l’origine di questo stato..grazie alla scaltrezza famelica dei Piemontesi. Questa è l’Italia.. criminalità endemica direi e,  se utile, usata da destra e da sinistra… criminalità che dal sud si è ben accordata con quella finanziaria del Nord… questa è l’italia, criminalità economica che  ammazza come le altre criminalità nel mondo.. si ammazzano fra loro….. Terroristi… arrivano in un locale dove dei giovani ascoltano musica e.. ne ammazzano più di cento cosi..alla nazista. questo, questo e questa..  O arrivano in un  villaggio e tagliano testa e gambe a donne. bambini e vecchi… solo per incutere terrore..
    TRAVAGLIO: MEGLIO CHE TI PRENDI UNA VACANZA .. SE NO ESCONO DALLA TUA PENNA PASTROCCHI DEMENTI PER DEMENTI.. FATTI UN VIAGGIO..MAGARI VA A TROVARE ISIS E VEDI LA DIFFERENZA FRA UNA VISITA A QUELLI ED UNA AD ANDREOTTI..VA…. CHE TANTO I SOLDI NON TI MANCANO PE VIAGGIARE E ANCHE SICURO..VA…BELLO DI MAMMA… VA DALL’ISIS!!

  • CarloBertani

    Sinceramente, Mariastaurru, ho difficoltà a capire quanto affermi. Conosco perfettamente le vicende del 1860-61, Fenestrelle e tutto il resto, ma continuo a non capirti quando Travaglio ci dice, semplicemente, che siamo un Paese di mafiosi. Ciao. Carlo

  • mda1

    Han voluto riscrivere la storia e gli è andata maluccio. Il teorema secondo cui il piccì non è andato al governo perché la diccì si era alleata con la mafia e ha vinto le elezioni grazie all’appoggio della mafia è andato a farfalle. 

    La sicilia sta sempre al governo. Sempre. Non c’è stato 1 governo dal 1945 al 2015 in cui la sicilia non fosse al governo. La lombardia per esempio è stata all’opposizione nel 96-2011. La sicilia mai. Sempre al governo. Sempre col vento in poppa a chiedere  soldi e ad avere i 17/10 del riparto fiscale. Indi per cui il teorema della procura è andato a farfalle.
    Andreotti è stato assolto e ci sarebbe mancato ancora. Non han potuto provare nulla. Certo il pds è andato al governo, han portato un pò di acqua al loro mulino preferito…
  • TONINO63

    non so di cosa stia parlando…discutevamo di una cosa che è scritta nei libri di storia (la prescrizione dell’onorevole andreotti per l’assogiazione a delinquere perpetrata fino al 1980(…poi possiamo approfondire anche altri punti di vista e può darsi che tu abbia ragione…su una cosa di sicuro non hai ragione…che la sicilia abbia mai avuto più soldi rispetto alla lombardia…una favoletta…ho vissuto metà della mia vita lì e l’altra metà fino ad ora in sicilia…figurati che paghiamo pure più la benzina e non di poco nonostante estraiamo e raffiniamo gran parte dei carburanti in commercio in italia…quindi lascia perdere…qui in sicilia è sempre arrivata solo l’elemosina che poi è stata anche sperperata…

  • mda1

    perchè dovevate votare piccì invece di diccì che stava con la mafia.

    se aveste votato piccì ora sareste la svizzera del mediterraneo.
    alla procura di palermo non ci sarebbero reato da perseguire, la mafia sarebbe stata debellata e travaglia avrebbe scritto un articolo su andreotti che quando c’era lui c’era anche la mafia.
  • mda1

    Io non sono mafioso.

    Quindi travaglio nomen omen parli per se nel caso.
  • maristaurru

    Bella cosa, tutti mafiosi, nessuno mafioso..a parte questo, come si fa ad accomunare la nostra malavita, che altro non è, a quella dell’isis? Che poi le classi dirigenti di una Stato siano per lo più mafiose..nn vuol dire che tutti noi si sia mafiosi e nemmeno che tutti nascano col marchio della mafia in fronte…  Per me ormai la vecchia mafia è morta e sepolta.Ora si tratta di malavita, da quella bancaria a quella amministrativa   .. a quella politica…. senza ammantare la delinquenza della indeterminatezza della mafia storica……la sua evoluzione ci regala criminali noti, notissimi e come tali  individuabili e  colpibili..invece di costruirgli intorno leggi, regolamenti e scappatoie come il nostro Stato fa. Travaglio a me pare ,  crea solo la solita, comoda confusione che tanti nuovi ricchi sta creando e tanti poveri cristi sta rovinando… Ciao Marista