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ISIS: MISTERI, CRIMINI E MISFATTI …

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Bad Neighbors: guardati dai vicini! Sta di fatto che Bruxelles è una strana città, una stessa sede per jihadisti, Nato, Ue … tutti insieme appassionatamente. Come fanno a coesistere tutti nello stesso territorio? Beh … non occorre grande ingegno, dato che nel mercato di Molenbeek per esempio, insieme a cavoli e peperoni si possono acquistare armi, bombe, attrezzature militari, assoldare jihadisti per ogni eventualità, procurarsi anche grossi quantitativi di Captagon, il nettare degli dei, quella droga che elimina la paura e che rende i terroristi onnipotenti. Infatti in un hotel di Alfortville, probabile sede di uno degli autori delle stragi di Parigi, sono stati rinvenuti grossi quantitativi di Captagon … insomma quella sorta di “ardore islamico”, altro non sarebbe che l’effetto psicotico di una droga?

La Fenetillina, prodotta negli anni ’60 e somministrata per curare narcolessia e depressione, è stata poi bandita in occidente ed inserita nella “Convenzione sulle Sostanze Psicotrope”, ma è facilmente reperibile nei paesi arabi, e proprio in Siria, la produzione di Captagon sarebbe ripresa a livelli industriali, ponendo il paese in cima alla lista tra i maggior produttori, tra i quali compaiono anche Libia e Libano.

E’ molto popolare tra i combattenti siriani e anche tra quanti non seguono rigidamente le interpretazioni delle Sure. La sostanza è un forte stimolante, ed è molto famosa per la carica energetica inesauribile che infonde in chi l’assume, tanto che il consumatore resiste alla necessità del cibo e del sonno per diversi giorni. Non esistono freni inibitori o problemi di natura morale ed etica. La produzione della droga poi è strettamente legata al contrabbando di armi e contanti.

La Siria è oggi un groviglio di conflitti, con presenze diverse di veterani di al-Qaeda, ribelli iracheni, jihadisti arabi, volontari occidentali, un territorio dove si mescolano ideologie e programmi politici assolutamente contrastanti e dove si trova la più grande produzione di Captagon del pianeta. «Preso il Captagon non conosci più la paura – dice un terrorista in un documentario trasmesso sulla BBC Arabic alcune settimane fa – niente poteva fermarmi.» (www.difesaonline.it)

Dunque il sobborgo sovraffollato di Molenbeek- Saint-Jean (Belgistan ) a Bruxelles è un riparo sicuro per gli estremisti islamici, infatti è qui che i jihadisti si forniscono di droga, di armi, e trovano “i giusti contatti per effettuare attacchi terroristici in Europa”, come ha detto il sindaco di Molenbeek. Il quartiere di Bruxelles poi, che è stato messo sotto assedio da parte della polizia belga dopo i fatti di Parigi, ha una popolazione composta per il 30% di musulmani. Il tasso di disoccupazione giovanile è del 40%, mentre il 65% dei giovani stranieri non finisce gli studi, e il 20% vive sotto la soglia di povertà. Sono i numeri di un degrado sociale altamente diffuso e profondo.

Il grande quartiere ha assunto le sembianze di un luogo maghrebino, divenuto la centrale del reclutamento dei foreign fighters in Europa, dove si parla arabo, sono arabe le insegne dei negozi e dei ristoranti, dove le donne girano col chador, mentre gli uomini passano le giornate nei bar. Il 30% dei circa 100mila abitanti è giovane, e la metà sono disoccupati. L’abbandono scolastico è altissimo, gira molta droga, e sono inflazionati il gioco d’azzardo e le rapine. Molenbeek però oggi è diventata una polveriera.

Proprio da questo quartiere sono passati alcuni degli autori di gravi attacchi terroristici. Qui ha soggiornato a lungo uno dei due fratelli Kouachi, i killer di Charlie Hebdo; qui ha vissuto per mesi a casa della sorella Mehedi Nemmouche, l’autore della strage al museo ebraico di Bruxelles nel maggio del 2014; sempre qui viveva Ayoub el-Khazani, il terrorista armato di Ak-47 che nell’agosto scorso aveva tentato di aprire il fuoco a bordo di un treno Thalys diretto a Parigi. Qui era cresciuto Abdelhamid Abaaoud, 27 anni, nome di battaglia Abu Omar Soussi, considerato il regista occulto della cellula jihadista di Verviers, città belga del Vallone, smantellata il 15 gennaio scorso. Qui sono state acquistate la mitraglietta Scorpion e la pistola Tokaver usate nel negozio kasher a Parigi. Qui è stata noleggiata e poi parcheggiata per quattro giorni la Volkswagen Polo nera usata dal commando del Bataclan. (www.huffingtonpost.it)

Bruxelles dunque come città della vergogna e del mistero, delle congiure e degli intrighi, dove lo strano borgo di Molenbeek si trova a un tiro di schioppo dal quartier generale della Nato e della Commissione europea. Il cuore dell’Europa, violato da una convivenza oscura e improbabile, dispone di un terreno fertile per l’estremismo islamico, a pochi km dalle principali sedi Nato e Ue.

Secondo Bilal Benyaich, studioso a Bruxelles dell’islamismo radicale presso l’Istituto Itinera, « a Molenbeek con 1000 euro puoi procurarti un’arma pesante in mezz’ora. È un luogo dove puoi scomparire, dove ottieni aiuto logistico per compiere attentati terroristici. È come una base aerea per jihadisti. L’estremismo prospera e anche se succede qualcosa di strano, nessuno nel quartiere avvisa la polizia … »

Ma mentre si sa quasi tutto di Molenbeek, invece della Nato non si sa quasi nulla … non si conosce il numero dei dipendenti, dei collaboratori, di agenti e informatori, stimato intorno alle 25.000 persone, secondo le valutazioni socio-economiche che vedono nei dipendenti Nato e Parlamento-Commissione Europea, il fulcro dell’economia della città. Si sa comunque che oltre alla struttura militare coordinata dallo Staff Internazionale, fanno capo agli esperti americani centinaia di agenti, istruttori militari, informatori e servizi di Intelligence e spionaggio, che hanno operato ed operano nei paesi membri della Nato, all’interno della Federazione Russa, nel Medio e Vicino Oriente. Oltre ai ‘dipendenti’ la Nato si avvale di Agenzie Private, molte delle quali con sede coperta o scoperta nella stessa Bruxelles. I fondi, messi a disposizione dagli stati europei, più Stati Uniti, Canada e Turchia non sentono la crisi (Israele non ne fa parte, ma partecipa alle manovre e incontri militari, ancorché di intelligence), visto che un fiume di milioni è uscito dalle tasche dei cittadini europei per defluire nelle mani dei generali della Nato, non solo per armi e invio di agenti istruttori per ‘terroristi buoni’, ma anche per la nuova imponente sede della Nato a Bruxelles.

E poi in questa paranoia demenziale delle ultime vicende molti altri misteri inquietano la scena … Chi sono le ditte che commerciano in materie prime, che hanno così generosamente comprato milioni di barili di petrolio di contrabbando messi sul mercato dallo Stato islamico a prezzi di sconto, e poi li hanno rivenduti ad altre parti interessate? In altre parole, chi sono gli intermediari della vendita del greggio?

Secondo l’Energy Institute Iraq, l’esercito degli islamisti radicali controlla la produzione di 30.000 barili di petrolio al giorno in Iraq e 50.000 barili in Siria. L’Isis dunque, con la vendita di petrolio sul mercato nero a un prezzo scontato di 40 $ al barile (rispetto ai 93 $ nel mercato libero), prende 3.200.000 $ al giorno. Le entrate del petrolio, che ammontano a circa 100 milioni $ al mese, permettono di finanziare l’Isis e i suoi attacchi militari e terroristici, e attirare adepti da tutto il mondo, quindi gli Usa, per sbaragliare le truppe dello Stato Islamico, avrebbero dovuto interrompere questo enorme e redditizio commercio che alimenta il terrorismo, e abbattere così il contrabbando del greggio sui mercati esteri.

Perché non l’hanno fatto? Perché gli Usa non hanno seriamente danneggiato le infrastrutture petrolifere dello Stato Islamico? Addirittura sembra che gli americani infine, costretti dall’intervento dei russi a decidersi, abbiano lanciato dei volantini per avvisare i camionisti degli imminenti bombardamenti. Ne parla in conferenza stampa ilcolonnello Steve Warren di Operation Inherent Resolve, arrampicandosi sugli specchi per accampare le proprie giustificazioni: «Questo è il nostro primo attacco contro le autocisterne, e per ridurre al minimo i rischi per i civili, abbiamo lanciato dei volantini prima dell’attacco. Abbiamo fatto una dimostrazione di forza, gli aerei sorvolavano i camion a bassa quota …»

Poi in un articolo intitolato ‘Perché gli sforzi statunitensi per eliminare lo Stato Islamico hanno fallito?’, Bloomberg cercava di spiegare come mai la fonte di finanziamento per l’Isis restasse ancora quella del petrolio e fosse più forte che mai … inoltre Bloomberg citava anche funzionari del Pentagono che riconoscono che “per più di un anno gli Usa avrebbero evitato di colpire direttamente l’Isis”, per evitare di colpire civili ..

E ancora chi sono i commercianti di greggio che violano continuamente ogni legge conosciuta di finanziamento al terrorismo, nel momento in cui lo acquistano dall’Isis, quasi certamente con la tacita approvazione da vari governi dell’”alleanza occidentale”, e perché questi governi hanno permesso che questi intermediari continuassero tranquillamente il finanziamento al gruppo terroristico?

Quello che possiamo supporre è che essi potrebbero essere gli stessi che commerciano nel mercato di tutto il globo: Glencore, Vitol, Trafigura, Nobel, Mercuria.

Infatti il lato oscuro che riguarda il “trading”, la commercializzazione del greggio e di altri prodotti petroliferi verso i mercati, consiste proprio in questo, che le compagnie di trading vengono spesso oscurate. Ebbene pochi sanno che tra questi ci sono dei veri giganti che si contendono il primato. Mai sentito parlare della svizzero-olandese Vitol? La società di trading con base a Ginevra e holding nei Paesi Bassi è più grande della Danimarca, della Repubblica Ceca, del Portogallo, infatti con ricavi del 2013 di 307 miliardi di franchi (dicasi miliardi), sta poco sotto il Pil della Svizzera e della Grecia.

Poi viene il gigante zurighese Glencore, stando alla graduatoria stilata annualmente dalla Handelszeitung. Trafigura e Mercuria stanno solo sul terzo e quarto gradino del podio [la maggior parte delle imprese con fatturato di oltre un miliardo di franchi hanno sede nel canton Zurigo (44). Seguono i cantoni di Berna (15), Ginevra (14), Basilea Città e Argovia (13 ciascuno) e Zugo 10].

Insomma i traders non hanno nulla da invidiare ai majors come Exxon e Shell. Lo scorso anno Vitol ha commercializzato tanta energia elettrica quanta se ne consuma in un anno in Italia. Per suo conto sono stati effettuati 5.500 viaggi per mare. Eppure della Vitol si sa poco o nulla. I suoi soci sono sconosciuti: si parla di circa 220 “equity partners” che si spartiscono utili che non sono dichiarati. Ma nulla è sicuro, quando si parla di Vitol o delle altre trading companies internazionali come Glencore, Gunvor o Trafigura.

Per di più l’Isis riceve la protezione non solo delle compagnie petrolifere, che naturalmente agiscono indisturbate nel più assoluto anonimato, ma anche di interi stati ai quali vende petrolio. Lo ha detto chiaramente Vladimir Putin: «Se l’Isis ha questi soldi, che ammontano a decine, centinaia di milioni, forse miliardi di dollari, grazie alla vendita del petrolio, e per di più ha la protezione armata di interi stati allora è chiaro perché si comportano in maniera così arrogante e prepotente».

Quindi la guerra al terrorismo non la si dovrebbe fare per procura o solo in maniera intenzionale, ma interrompendo soprattutto le fonti di rendita delle truppe islamiche, e intervenendo dunque in maniera efficace al fine di indebolirle prima finanziariamente, per poi colpirle militarmente. E non la si dovrebbe fare nemmeno giustificando, o peggio ancora sostenendo l’attacco della Turchia al SU-24 russo. Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Mark Toner infatti avrebbe detto che la Turchia ed i militanti da lei sostenuti nel nord della Siria avevano il diritto di difendersi sparando ai piloti dell’aereo abbattuto, perché lo hanno fatto per legittima difesa. Da notare che il bombardiere russo era in territorio siriano, a 4 km dal confine con la Turchia. Quindi il SU-24 non solo è passato a 1 km dal confine, ma è stato proprio l’ F-16 turco a violare lo spazio aereo siriano per attaccarlo.

Peccato che la Convenzione di Ginevra, Protocollo 1 dell’articolo 42 dica: “Nessuna persona che si lancia in paracadute da un aeromobile che fa naufragio potrà essere oggetto di attacco durante la discesa.” Questa è la convenzione internazionale, ma tutti sanno che per l’Impero e i suoi pit-bull le convenzioni internazionali sono carta straccia da cestinare.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

27.11.2015

Riferimenti

http://it.sputniknews.com/videoclub/20151125/1611145/SU-24-TRACCIATO.html#ixzz3sbz5chwO

http://it.sputniknews.com/videoclub/20151125/1611879/video-dip-stato.html#ixzz3sbuZth99

http://www.zerohedge.com/news/2015-11-19/caught-tape-russian-air-force-destroys-dozens-isis-oil-trucks

http://www.zerohedge.com/news/2015-11-19/most-important-question-about-isis-nobody-asking

http://www.difesaonline.it/mondo-militare/scandalo-nato-la-nuova-sede-coster%C3%A0-13-miliardi-di-euro-mentre-gli-eserciti

http://vocidallestero.it/2015/11/25/scendete-dai-vostri-camion-e-scappate-gli-usa-danno-allisis-un-preavviso-di-45-minuti-sui-bombardamenti-dei-convogli-di-petrolio/

http://www.zerohedge.com/news/2015-11-23/get-out-your-trucks-and-run-away-us-gives-isis-45-minute-warning-oil-tanker-strikes

Pubblicato da Davide