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INTERNAZIONALISMO 0.0

DI CLAUDIO MARTINI
il-main-stream.blogspot.it

Troviamo in rete un notevole articolo a firma di Giulietto Chiesa, e ne constatiamo i toni sorprendentemente duri, al limite (anzi, oltre il limite) dell’insulto. “Schizzi di stupidità“, “robaccia di scarto“, “gramigna, spazzatura, rifiuti“. Ecco gli epiteti che Chiesa riserva agli oppositori dell’Euro. Mai nessuno dei Marescialli del PUDE (che pure sappiamo essere usi alla menzogna, che è una forma di violenza) aveva finora adoperato un simile linguaggio.

Ma sorvoliamo (bontà nostra) sulla forma, e concentriamoci sulla sostanza. Chiesa dice di volere un’Europa democratica e solidale, giusta e pacifica. Grazie tante, chi non la vorrebbe.Dopodiché chiarisce che la vorrebbe anche abbastanza forte per contare nell’arena mondiale. “Nessuno dei nemici giurati dell’Europa e dell’euro dice queste cose” conclude Chiesa, probabilmente perché si tratta di nazionalisti xenofobi che vogliono “un’Europa fatta di staterelli più o meno grandi, che chiudono le frontiere interne, che cominciano a disputarsi territori contesi, che deportano gl’immigrati, che segregano le minoranze etniche e linguistiche al loro interno“.

Ora, qui sono almeno tre cose che non vanno.

  • Chiesa crede negli Stati Uniti d’Europa. Ciò lo pone in ritardo di almeno un secolo. Chi segue il percorso politico di Chiesa sa che lui vorrebbe un’Europa un po’ più vicina a Putin, alla Cina e all’Iran, e un po’ più lontana dagli USA e da Israele. Un progetto squisitamente geopolitico dunque, e in quanto tale destinato alle élite (a meno che non si creda che i lavoratori siano pronti a lottare per la costruzione di un nuovo polo geopolitico). Non si capisce però su quali élite una simile costruzione dovrebbe poggiare. Le classi dirigenti europee sono tutte fortissimamente filo-USA, e tutto hanno in mente tranne cercare di costruire un nuovo ordine mondiale.
  • Chiesa vuole cambiare i Trattati europei, così da costruire l’Europa “buona”. Ma non indica la strada da seguire per arrivare a quel cambiamento. Eliminando a priori l’uscita dall’Euro, sottrae alla sua stessa piattaforma politica l’unico mezzo di pressione concretamente esercitabile, condannandosi alla demagogia.
  • Chiesa si sbaglia. È vero che ci sono vari fascisti e altre schifezze che predicano l’uscita dall’Euro, anche in Italia. Tuttavia, il nostro sa benissimo che ci sono parecchi soggetti che si oppongono all’Euro da posizioni democratiche e progressiste. Lo stesso Bagnai, vero bersaglio di questo articolo, è europeista e per nulla xenofobo, come sa qualunque suo lettore. In quanto a noi, tutti i nostri lettori possono capire quanto sia assurdo assimilare le nostre posizioni a quelle della destra xenofoba.

E questa può rappresentare la nostra critica al pezzo in esame. C’è però un altro elemento che lo rende davvero interessante.
L’articolo ha ricevuto 19 (finora) commenti da 19 persone diverse. È un numero superiore alla media dei commenti di quel sito. Tra questi troviamo due apprezzamenti, una critica, e sedici sberleffi. Leggere per credere.
Un’accoglienza così rovinosa per un articolo è abbastanza insolita, tanto più sul sito curato direttamente dall’autore dell’articolo (ecco cosa si dice su altri siti). Il che pare autorizzare una conclusione: Chiesa sta perdendo, o ha già perso, il consenso del proprio pubblico.

Viene da chiedersi il perché. Avanzo un’ipotesi. Giulietto Chiesa, come molti altri, predica il cambiamento, la difesa dei diritti, la giustizia sociale, ecc ecc. I suoi lettori ne condividono la visione del mondo. Discorsi simili vengono fatti anche da personaggi come Stefano Rodotà, Maurizio Landini, Gustavo Zagrebelsky; in una parola gli organizzatori della manifestazione del 12 ottobre. Tuttavia, questi ultimi partivano dal presupposto che l’Euro non debba essere messo in discussione. Invece la principale organizzazione che ha contribuito alle manifestazione del 18-19 ottobre, il sindacato USB, parlava di rompere con l’Unione Europea.

Come siano andate le cose è noto. La manifestazione del 12 è scivolata nel nulla, come se non fosse mai avvenuta: non ha avuto alcun impatto politico percepibile. Quella del 18-19 ha occupato la scena dei media per giorni, e in molti ambienti la si descrive con un evento di svolta. Ciò è stato determinato dalle posizioni di alcuni organizzatori in tema di UE? Certo che no. Queste posizioni, e i diversi esiti delle due manifestazioni, sono due effetti della medesima causa: la coerenza imposta dalla radicalità. Quando si affermano certe cose con serietà, convinzione e la giusta dose di intransigenza, è naturale accogliere tutte le implicazioni logiche di quanto si dice.
Nello specifico, se si afferma di volere, senza compromessi, difendere i diritti e la giustizia sociale, e si riconosce (e tutti lo riconoscono!) che l’Euro le minaccia entrambe, allora segue logicamente che è necessario combattere l’Euro. As simple as that. Chi è radicale nella difesa di certi valori non ammette deviazioni dal percorso logico su descritto.  La radicalità e la coerenza premiano chi le fa proprie, ed è abbastanza evidente che la manifestazione del 18-19 ottobre è stata percepita come molto più radicale e coerente di quella del 12.

La mancanza di radicalità e coerenza, sia in Chiesa sia in Rodotà e simili, si riflette dapprima sulle posizioni ambigue nei riguardi dell’Europa, e poi, quando “si viene al dunque”, nella difesa sperticata dell’UE. Evidentemente la difesa dei diritti e della giustizia sociale non è il primo e irrinunciabile pensiero di Rodotà e Chiesa; nel caso di quest’ultimo, il primo pensiero è costruire la fantomatica “Europa dei popoli” in funzione anti-americana. Non si tratta, come è stato scritto qualcuno, di Internazionalismo 2.0.

Questo è Internazionalismo 0.0.

C.M.
Fonte: http://il-main-stream.blogspot.it
Link: http://il-main-stream.blogspot.it/2013/11/internazionalismo-00.html
21.11.2013

Pubblicato da Davide

  • yago
  • Tao

    UN GOLPE DI NOME EURO [www.comedonchisciotte.org]

    Eshin

  • roz

    Chiesa si è dimenticato un concetto: “il primato dell’economia”. Non capisce che è l’economia che determina le scelte politiche e non viceversa. Pensa di condurre una battaglia politica contro l’insorgere di nuovi nazionalismi e non capisce che i nazionalismi nascono come estrema difesa dei popoli che attaccati tendono a chiudersi nelle proprie mura. E non capisce che lo strumento dell’attacco oggi non sono le armi classiche ma quelle finanziarie e l’euro è la punta di diamante di queste.

  • Georgejefferson

    Niente di nuovo sotto il sol dell’avvenire

    Come mai la sinistra italiana rivendicava con tanto orgoglio la paternità dell’euro: non vedeva quanto esso fosse opposto agli interessi del suo elettorato? L’ economista di sinistra,chiarificò: “ i costi dell’euro, sono noti, tutti i manuali li illustrano. Li vedevano anche i nostri politici, ma non potevano spiegarli ai loro elettori: se questi avessero potuto confrontare costi e benefici non avrebbero mai accettato l’euro. Tenendo gli elettori all’oscuro abbiamo potuto agire, mettendoli in una impasse dalla quale non potranno uscire che decidendo di fare la cosa giusta, cioè di andare avanti verso la totale unione, fiscale e politica, dell’Europa.”

    Insomma: “il popolo non sa quale sia il suo interesse: per fortuna a sinistra lo sappiamo e lo faremo contro la sua volontà”. Ovvero: so che non sai nuotare e che se ti getto in piscina affogherai, a meno che tu non “decida liberamente” di fare la cosa giusta: imparare a nuotare. Decisione che prenderai dopo un leale dibattito, basato sul fatto che ti arrivo alle spalle e ti spingo in acqua.Questa la democrazia NON FASCISTA in un intellettuale di sinistra!

  • AlbertoConti

    Problema politico o tecnico? Un tratto comune ai “puddisti” di ogni estrazione è il terrorismo sulle conseguenze dell’uscita dall’euro, a prescindere da come venga attuata, che a dir loro sarebbero deleterie per le masse (degli impoveriti, non si sa da chi, o forse s’insinuano altri colpevoli extra-UE). Questo ovviamente tarpa le ali al confronto leale su come gestire il dopo-euro, anche se fosse una calamità naturale. Inevitabilmente si tira allora in ballo il “rapporto di forze”, giusto per essere più realisti del re. Quanto mi piacerebbe che si discutesse anche di questo, dei rapporti di forze nell’epoca dei media e di tutto ciò che è diventato “fenomeno di massa”. Chissà, forse l’intelligenza ne uscirebbe rafforzata, a cominciare dal curarsi dalla sindrome dei “capponi di Renzo”, che non dimentichiamo erano, allora come ora, semplicemente dei galli castrati.

  • Fernesto

    grande Giulietto Chiesa

  • radisol

    Debbo ammettere che questo articolo di Giulietto Chiesa mi ha stupito …. se si pensa che è stato spesso accusato proprio lui di “rosso-brunismo” per la smisurata ammirazione che mostra per Putin ed anche per il tirannello della Bielorussia di cui adesso mi sfugge il nome … ed anche che Chiesa, per storia personale, è certamente difficile assimilarlo a Rodotà e Landini ( che poi vuol dire Vendola ) come fa, come se fosse la cosa più normale del mondo, l’articolista … lo stupore diventa ancora maggiore …
    comunque condivido pienamente la conclusione dell’articolo … questo è Internazionalismo O.O. …. è maledetta “geopolitica” applicata al nulla … paradossalmente proprio come spesso fanno i “fascisti” che Chiesa dice di temere tanto … sarà la vecchiaia …

  • ROE

    Concordo.

  • Georgios

    Scusami
    Quando dici “L’ economista di sinistra,chiarificò:” ti riferisci a qualcuno in particolare o e’ un modo di dire?
    Grazie.

  • Kiddo

    “sarà la vecchiaia.” LOL, Chiesa come Oriana Fallaci…

  • Cartesio

    La tua visione dell’origine del nazionalismo mi trova assolutamente d’acordo. Sono perplesso dalla posizione di Chiesa

  • Georgejefferson
  • Georgios

    Ti ringrazio. Saluti anche a te.

  • mazzam

    Massì dai, tornare alla liretta svalutata del 60% mi pare un’ideona!! Così esportiamo a palla! Poi che c’entra che per fare il pieno ci vorrà un mutuo, ma intanto vuoi mettere con la nostra liretta che figurone!?!

  • Fernesto

    E chi sarebbe questo Aristide citato da Bagnai ?

  • Georgejefferson

    Io piu che liretta la chiamerei “mazzamino”,si svaluta di piu,tanta carta e salvi il mondo,prima che arrivino i rettiliani e gli omini blu.Effettivamente,gli esperti si riconoscono subito

  • mazzam

    Si si si… t’avessi detto il 30 ti saresti sentito più a posto e avresti rinunciato al battutone saporito? Mi pare che oltre agli “esperti” anche i soloni hanno una certa, evidente riconoscibilità.

  • Georgejefferson

    No ma io sono il Re dei soloni,quelli in stile “mazzam”che con una battuta liquida le questioni macroeconomiche.Infatti,vedi che il dibattito e’ stato molto approfondito.

  • Giaurro

    Chiesa, in riferimento all’Euro, ha in mente un progetto di natura eminentemente geopolitica, dice CM, mentre invece i no-euro intendono salvare prima di tutto dirittici civili e giustizia sociale. Corretto. Naturalmente CM sottindende che Chiesa sbagli l’ordine delle priorità, ma Chiesa sosterrebbe che la priorità la sbaglia chi non assume come priorità l’azione tesa ad evitare una WW3 (che è questa, l’essenza del prioritarismo geopolitico chiesano).

  • Gracco

    il “tirannello della Bielorussia” si chiama Alexandr Lukashenko ed è stato eletto ripetutamente dal popolo del Belarus a grande maggioranza. Anche tu insinui che ha vinto grazie ai brogli? hai prove dirette o solo quelle riportate da “Radio free Europe”? perché ti sta antipatico? ti piacerebbe che fosse cacciato da una “rivoluzione colorata” che trasformerebbe gli “schiavi (immaginari) di Lukashenko” in schiavi reali della UE e della Nato? o forse auspichi per loro una “terza via” tanto luminosa quanto fiabesca?

  • Gracco

    Chiesa è criticabile sotto molti aspetti, anche come indovino: aveva profetizzato la caduta di Assad e pochi giorni fa l’annessione dell’Ucraina all’UE: due eventi a lui certamente non graditi ma dati per certi e che per fortuna sono stati scongiurati. Aggiungo poi la sua posizione sull’euro e la UE, la sua antica amicizia con Gorbaciov, la sua avversione al marxismo (e ovviamente al leninismo)…tutto ciò lo pone a mio avviso in una condizione di ambiguità e di confusione.
    Ma l’articolo che lo critica è ancora più confuso e fuorviante. Io sono contro la UE e per l’uscita dall’euro, ma l’obiezione di Mazzam (“poi per fare il pieno ci vorrà un mutuo!”) è assolutamente sensata e non si può lasciarla senza risposta.
    La risposta è inevitabilmente di tipo “geopolitico”, anche se questa parola fa venire l’orticaria alla sinistra “rosata”, quella contrapposta, per intenderci, ai rossobruni (io per conto mio sto sul rosso, alla larga tanto dai rosati quanto dai rossobruni).
    Per dirla in modo rozzo e schematico: se usciamo dall’euro e vogliamo evitare di dover fare un mutuo per avere il pieno di benzina, dovremo metterci d’accordo con la Russia, con l’Iran, con il Venezuela e scambiare petrolio con prodotti tecnologici nostrani, aggirando il dollaro!
    Sarà una via (geopolitica, ahimè!) praticabile? Se ne può discutere, anzi se ne deve discutere. Certo che davanti a questa prospettiva si ergono sdegnosamente sia i rossobruni, che vogliono reinfetarsi nei piccoli uteri nazionali europei, sia i rosati che sognano l’internazionalismo 4.0 (dove il 4 sta per la IV internazionale di antica e ingloriosa memoria!)

  • Georgejefferson

    … l’obiezione di Mazzam (“poi per fare il pieno ci vorrà un mutuo!”) è assolutamente sensata e non si può lasciarla senza risposta…

    Mi spiegheresti le ragioni economiche,e..salvo diventi un po piu caro il mutuo trentennale per la villetta,in condizione di scelta con piu occupazione,e meno disperazione e assassinii sociali,questo non sarebbe anche un bene?

  • Georgejefferson

    E perche ci vorrebbe un mutuo per la benzina?Mi spieghi le ragioni economiche senza banalizzazioni,dato che ti preoccupa,giustamente,ti sarai informato.E spero che sia informazione seria,per te,salvo legittimi dubbi.E non banalità alla baci perugina stampo carta salvo il mondo,putin con il mitra ci fara pagare caro americani bombe germania sempre caprio espiatorio.Non credo tu sia a questo livello

  • ilsanto

    Se si voleva una Europa che contasse qualcosa come potenza allora si faceva diversamente (a cominciare da un esercito). Così com’è fatta è chiaro che doveva essere una propaggine dell’Impero USA ed asservita alle oligarchie finanziarie. Alla Germania è stato concesso il ruolo di proconsole di entrambe. Questo perchè l’Impero doveva curare ben altri scenari dai petroldollari al confronto con la Cina potenza emergente alla Russia ancora super-armata
    e non poteva curare i rapporti con paeselli come Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia, Cipro, Islanda a quello ci deve pensare la Germania ricavandone enormi benefici se no non sarebbe stata fedele. Per inciso la crescita dei BRICS implica la decrescita dell’OCSE e in questo ambito i PIIGS sono le vittime sacrificali (perchè non contano assolutamente nulla). Quindi l’analisi di Giulietto è sbagliata perchè l’Europa non sarà mai un soggetto geopolitico ma una provincia vuoi dell’impero Anglo-Americano o dello SCO (alleanza Cina-Russia etc).
    A ben guardare un Impero almeno ha la stessa lingua o cultura cosa che vale per la Cina e per gli Anglo-Americani ma non certamente per l’Europa divisa in decine di lingue e culture e non ditemi che in breve siciliani e bavaresi francesi e rumeni spagnoli e polacchi diventino un popolo non in questo secolo almeno. Quindi a che serve il sacrificio di restare nell’Euro e nella Nato non è meglio pensare di uscirne e pensare a salvare la nostra economia ? Fuori dall’euro ci sono paesi che stanno benissimo e se anche la liretta si svalutasse un pò ma conserviamo le nostre industrie e l’occupazione ed il reddito non è comunque meglio di veder fallire tutte le nostre aziende e restare disoccupati ? o qualcuno pensa che a quel punto la Germania mossa a compassione ci dia il reddito di cittadinanza ?

  • mazzam

    Non sei molto nelle mie corde per cui ti rispondo mal volentieri ma con gran rispetto (almeno ancora per un po’) e anche se Gracco, in buona sostanza, ti ha già risposto. Partirei così: chi, dall’Italia, ha ipotizzato l’euro e poi lo ha reso possibile o si è fatto gabbare per propria ignoranza o ha avuto tornaconti astronomici personali o di casta e comunque sarebbe da trattare alla stregua del peggior delinquente, sta di fatto che ormai l’euro c’è e non ne uscirai dicendo scusate mi son sbagliato torno indietro pari e patta. Probabilmente ne potrai uscire pagando i seguenti dazi: 1)la lira sui mercati mondiali sarà trattata almeno con un ribasso del 30% rispetto all’euro, ma più probabilmente si attesterà sul vecchio rapporto lira/marco, per cui 2)i capitali (quelli veri) andranno all’estero e 3)i capitali esteri faranno manbassa di tutto ciò che è in vendita in Italia inoltre, fuori dai nostri confini e visto che il petrolio (come ogni tipo di importazione) non ce lo regalano 4)dovremo chiedere prestiti in banca anche per comprare le banane. E come si fa? Te lo ha detto Gracco, si va in giro e si fanno accordi, e forse in 10 anni, dato che di contro a tutto quanto esposto, l’esportazione farà faville, ci mettiamo in bolla e siamo meglio di prima, ma intanto se hai una figlia di 10 anni forse sei capace di essere nonno. Inteso poi che se con Spagna, Francia, Grecia, Portogallo, Etc. Etc.. Si decidesse per qualcosa di diverso forse è possibile fare cose fatte meglio. Come te la figuri te l’uscita dall’euro è invece una gran cazzata che sommerà le perdite subite dai nostri capitali all’entrata ( -50%) con quelle dell’uscita (-30% ma solo se va bene bene). Ora mi piacerebbe sentire te che invece di continuare a far domande e chiedere documenti abilitativi per risponderti, mi dici che no! che sarà una passeggiata e che tutto andrà bene madama la marchesa. E magari dimmi anche perché. Grazie.

  • mimmogranoduro

    Vedo che vi hanno indottrinato bene-
    1-siamo ancora la 2° potenza manufatturiera europea,prova a chiedere agli industriali tedeschi se sarebbero felice di rivederci con la nostra liretta in mano-
    2-i capitali fuggirebbero all’estero?che ne dici se insieme alla lira rimettiamo
    le frontiere,le dogane è una cospicua tassa sui capitali in uscita?
    3-I capitali stranieri ci comprerebbero?se non tene sei accorto,grazie all’euro ci stanno gia comprando ,dopo averci ridotto con le pezze al culo,sai con i disperati si fanno bei affari-vorrei vederli sti capitali stranieri venire a rischiare un cambio con la tanto vituperata lira-
    4-le banche ,le devi nazionalizzare,e le banane le comperi con le lire stampate,per finanziare ,la ristrutturazione del piu grande patrimonio artistico del mondo,la riqualificazione degli istituti scolastici(solo questa operazione vale 100.000 mld di lire)qualche edificio popolare non guasta,insomma stampiamo lira per creare lavoro con il quale paghiamo stipendi e salari,con le quali fai ripartire la domanda interna, non per andare a fare baldoria dalla mattina alla sera-
    Di far ripartire il settore agricolo che ne dici?
    In quanto al pieno,avete rotto i coglioni,ma quale mutuo,se il 70% di esso sono tasse,abbassarle per compensare una svalutazione del 30% no?e non sia mai-che qualche parassita statalista anziche percepire lo stipendio dietro una scrivania debba prendere una cazzuola o una zappa per campare-

    Bella idea,quella di continuare a farsi stritolare i coglioni dall’euro in attesa che ,Spagna ,Francia ,Grecia ,Portogallo etc..si mettano d’accordo per fare qualcosa di diverso e poi magari dicono:ei ma perchè non diciamo all’Italia di unirsi a noi in questa nuova avventura?

    Ma lo volete capire o no,che con questo sistema andremo dritti dritti alla rovina?

  • Georgejefferson

    Allora.Dirti il perche ” che sarà una passeggiata e che tutto andrà bene madama la marchesa” non si puo perche,e’ una strabiliante stronzata degna degli slogan dei ragazzini.Quindi se parli di rispetto o “corde” se vogliamo,non paragonare critiche e ragionamenti (magari non miei) professionali e seri alle battutine “stampi carta e salva il mondo” e poi stupirti se di risposte si riceve sarcasmo.Anzi,dimostra una assoluta ignoranza delle ragioni economiche e politiche in questione.E questo vorrei dirtelo in altro modo con tutto rispetto,ma dopo mille e mille spiegazioni serie ed approfondite (e non con banali semplificazoni della realta -50 oppue -30 che non provengono da nessuno studio autorevole od approfondito)ci si stufa dopo un po.Allora,la vuoi breve.Ti rispondo in breve,se vuoi studiare un pochino di piu ti mando innumerevoli link,anche semplici,altrimenti tieni pure le banalità semplicistiche,non e’ un problema,ma aspettati altrettante risposte banali e sarcastiche.Vuoi approcciarti in modo rispettoso?Io divento la persona piu umile,di prassi.A te la scelta

    Gracco, in buona sostanza, ti ha già risposto

    Falso,cosa ha risposto gracco?Vediamo:

    Se usciamo dall’euro e vogliamo evitare di dover fare un mutuo per avere il pieno di benzina, dovremo metterci d’accordo con la Russia, con l’Iran, con il Venezuela e scambiare petrolio con prodotti tecnologici nostrani, aggirando il dollaro! Sarà una via (geopolitica, ahimè!) praticabile?

    Allora vedi?Non ha risposto a niente,non “sostanzialmente”proprio a niente,se non opinioni ben propagandate dal circuito mainstream non seguito da analisi logiche o empiriche.Gia pagare un mutuo per far benzina e’ un’altra emerita stupidaggine degna di slogan che forse in cabaret alla pausa caffe.Quanto incide il costo materia prima sul prodotto finito?Hai visto la benzina raddoppiarsi quando l’euro si svaluto dal dollaro del 40% i primi anni?E le accise?Certo che se strozzi un paese come l’Italia votato ad Export perche carente di materie prime introducendo arbitrariamente un cambio fisso troppo alto,dove cacchio li prendi gli euri per importare?Tutto quello che dici si verifica ora,con l’euro.Dentro e’ l’inferno sicuro,fuori non e’ certo.Quindi?Chi parla di passeggiata?Facendo una metafora,Quando ad un drogato si indica di smettere,gli si dice ce sara una passeggiata?Allora e’ meglio che continui ad uccudersi pian piano perche”smettere non e’ una passeggiata?”Gia detto mille volte,eppure gli slogan non muoiono mai

    Una breve cosa semplice sulla svalutazione:

    La relazione tra svalutazione e inflazione,se c’è, è stimata 1/15 -1/20 nelle analisi. Se c’è. Stime massime si son viste al 1% mentre le minime sono per un calo di inflazione di mezzo punto.
    Comunque anche l’1% con la disoccupazione che c’è è un gran problema. Si consideri che l’Italia ha l’1,75 su PIL di asset finanziari detenuti dalle famiglie e infine 2,451.8 tn di riserve d’oro.
    E’ una posizione (ancora) forte.

    Sul maggior premio per il rischio richiesto sui titoli del paese nell’eventualità di un distacco dell’Italia dall’eurotrappola,tutti i primary dealers quotano nell’eventualità di un’uscita da 20bp ad almeno 60bp di ribasso dei tassi visto che il premio di rischio aggiuntivo è proprio dato oggi dalle dinamiche dovute alla permanenza nell’EUR dell’Italia.

    Il distacco dell’Italia dall’eurotrappola non causa aumentata incertezza delle sue prospettive economiche.Così ora l’Italia non ha prospettive economiche.E le ha deteriorate di anno in anno infatti.
    Fino ad arrivare al -2,7% del PIL odierno e al -2,3% stimato al 2013,
    Se L’Italia,con il distacco dall’eurotrappola, riprende a esportare e salvaguarda il mercato interno con il cambio, e quindi riprende anche lì a produrre e a fare occupazione, ce le ha le prospettive.E sono quelle stesse prospettive,che gli hanno permesso di essere la prima Nazione al mondo per crescita media dal 1950 fino a metà anni ’80.

    Si citi un solo Istituto che pensa che non saremmo in grado di soddisfare il servizio del debito in un’ipotesi di distacco dall’Euro, con un rilancio immediato di export e di occupazione interna come sarebbe il caso, e cioè del denominatore di Debito/PIL, e come invece al contrario saremmo in grado in questa situazione di soddisfarlo per il futuro, visto che lo spread proprio quel rischio premia?

    I due casi stanno lì: dal ’92 al ’99 e da dopo, quando siamo entrati nell’EUR.

    Tra i “due casi” ci sono un Paese che prima cresceva e poi si è fermato, impiantato, e poi è andato in recessione profonda, e rispetto ai +30 e +40 miliardi all’anno che facevamo ora siamo -70 miliardi all’anno nella bilancia dei pagamenti. Che significa qualcosa come -100 miliardi all’anno tra andare e venire negli ultimi anni.

    Eccoli qui i “due casi non molto diversi”

    Image and video hosting by TinyPic [it.tinypic.com?ref=2d1wqhs]

  • Georgejefferson

    Chi, dall’Italia, ha ipotizzato l’euro e poi lo ha reso possibile o si è fatto gabbare per propria ignoranza o ha avuto tornaconti astronomici personali o di casta e comunque sarebbe da trattare alla stregua del peggior delinquente.

    Ottimo,te lo spiega bene la retorica di questo amichetto perche “era giusto”

    https://www.youtube.com/watch?v=IRJDY-819b8

    Qui un commento breve al video di Letta

    Letta, delle due cose una: o è impreparato, oppure è un gran bugiardo; parla di contenimento della spesa pubblica quando il rapporto debito/PIL nel 1981 era al 60%, che cosa bisognava contenere allora ? inoltre racconta di come l’inflazione scese, ma non di come aumentò la disoccupazione, di come il rapporto debito/PIL esplose nell’arco di 12 anni arrivando a toccare il 120%, di come il divorzio fu il pretesto per distruggere i diritti sociali dei lavoratori.

    Il commento esprime razionalita ingenua,ma fa parte anche quella del political correct usato a volte come contro propaganda,per evitare strumentalizzazioni atte ad etichettarti come “complottista”agli occhi del pubblico perennamente influenzato mediaticamente

    …” sta di fatto che ormai l’euro c’è e non ne uscirai dicendo scusate mi son sbagliato torno indietro pari e patta”

    E questo cosa dimostra?La storia e’ piena zeppa di divisioni monetarie,niente e’ mai pari e patta

    … 1)la lira sui mercati mondiali sarà trattata almeno con un ribasso del 30% rispetto all’euro, ma più probabilmente si attesterà sul vecchio rapporto lira/marco, per cui…

    Per cui cosa?Primo l’euro sparisce il giorno dopo,secondo gli interessi degli altri non permetterebbero grandi svalutazioni e comprerebbero valuta italiana per non perdere mercati di sbocco in blocco,altroche

    …i capitali (quelli veri) andranno all’estero…

    Davvero?Allora dimmi visto che sei cosi informato perche fino agli anni 90 “non andavano”?Lo sai o devo fare il disegnino?

    …i capitali esteri faranno manbassa di tutto ciò che è in vendita in Italia inoltre, fuori dai nostri confini e visto che il petrolio (come ogni tipo di importazione) non ce lo regalano…

    Che genio,gia la manbassa di tutto la stanno facendo ora,prob.non ti sei accorto e sei in un isola felice,poi ripeto,come fai ad avere surplus con l’estero per pagare le materie prime se te lo mangiano imponendo una moneta sopravalutata enormemente?

    …dovremo chiedere prestiti in banca anche per comprare le banane

    La chicca finale,degna dei dialoghi ragionati ed esaurienti.Tutto il mondo in 2 parole

    …l’esportazione farà faville, ci mettiamo in bolla e siamo meglio di prima

    Dall’alto della tua scienza economico politica,mi spieghi questa perla che non e’ molto precisa,bolla cosa?

    Direi che inutile proseguire.Ti lascio con questa

    L’Italia aveva sempre avuto un debito pubblico basso, sotto cioè il 60%, sino a quando il ministro del Tesoro Beniamino Andreatta (padrino politico di Romano Prodi) tolse alla Banca d’Italia la facoltà di acquistare l’invenduto sul titoli pubblici emessi dal Tesoro ossia dallo Stato italiano.

    Questa sola unica mossa, decisa unilateralmente da Andreatta, fece passare i tassi d’interessi sul debito pubblico dallo 0,3% al 18% e di conseguenza il debito pubblico italiano nel giro di un decennio raddoppiò passando dal 60% sul PIL al 120% sul PIL.

    Nessuno nega che la corruzione sia un problema, e che il debito vada gestito. Ma si sa quantificare l’impatto della corruzione sul debito? Perché si puo quantificare l’impatto che l’aumento di più di sei punti del tasso di interesse reale ha avuto sulla dinamica del debito pubblico a partire dal divorzio fra Tesoro e Banca d’Italia. Lì è esploso il debito. La corruzione c’era prima e c’è stata dopo. C’era anche negli anni ’90, quando eravamo in surplus con l’estero di quattro punti di Pil. E allora? Vogliamo parlare di cifre, e vogliamo distinguere i problemi microeconomici da quelli macroeconomici?

  • Truman

    @mazzam: tornare alla liretta svalutata del 60% mi pare un’ideona!.

    Invece di dare per scontate ipotesi da dimostrare, potresti studiare il passato, e scoprire che sotto molti aspetti l’uscita dell’Italia dall’euro avvenne nel 92. L’euro di allora si chiamava SME. Dopo la svalutazione (25%) la lira si riprese rapidamente e l’economia riprese a tirare.

  • Truman

    Credo ci siano due problemi: il primo è che hanno fatto un consorzio di banche e l’hanno chiamato Europa.
    Il secondo è che il consorzio di banche è riuscito a far credere alla gente che l’Europa fosse una qualche unione politica.

    Giulietto questo non vuole vederlo, perchè lui parte da altre premesse, il pericolo USA e l’esaurimento delle risorse naturali. E quindi dà priorità ad un’unione in grado di combattere gli USA ed approva l’austerità perchè fa risparmiare risorse.

  • Georgejefferson

    ERRATA CORRIGE….Comunque anche l’1% con la disoccupazione che c’è NON è un gran problema

  • radisol

    Lukashenko non mi sembra francamente un elemento centrale del discorso … fai conto non lo abbia nominato …. anche se quando qualcuno prende oltre il 90 % dei voti, qualche dubbio mi pare legittimo … ma stavamo parlando di Chiesa …. e di cose più importanti certamente della Bielorussia ….

  • Gracco

    D’accordo!