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INDIPENDENZA VENETO. UNICO MOTIVO: GLI SCHEI

ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

In Veneto l’aspirazione all’indipendenza è una costante da venti o trent’anni. Patrimonio di una minoranza fissa e robusta, l’idea di staccarsi dall’Italia riprova oggi a conquistarsi una visibilità mediatica e politica attraverso il web, con un plebiscito.eu che ha macinato centinaia di migliaia di click (mentre scrivo 700 mila *, ma, per stessa ammissione dei promotori, risulteranno meno dopo la scrematura di burloni e forse qualche furbetto che hanno votato con false identità on line, e ce ne sono stati).

Su quasi 5 milioni di abitanti, anche fossero la metà sarebbe un segnale da non sottovalutare, in questi tempi di referendum secessionisti. Ma, a differenza della Crimea, neppure da valutare come chissà che evento geopolitico.

Dopo il ventennio di deludente Lega Nord, che ha incanalato e istituzionalizzato la spinta indipendentista (subordinandola al centralismo lombardo-centrico di Bossi e seguaci), il separatismo veneto ha vivacchiato nella semi-clandestinità di formazioni e partitini dai nomi sempre diversi ma dagli esiti uguali: l’inconcludenza.

E non solo per una banale mancanza di consenso maggioritario nella popolazione, ma per una ragione più profonda, antropologica: il diffuso ceto medio, fatto di partite Iva, piccole e microimprese e lavoratori autonomi non ha mai avuto né ha alcuna voglia di mettere in gioco quel che gli sta veramente a cuore e per cui invocano la libertà da Roma, e cioè il benessere economico. Prova ne sia, al di là delle pur simpatiche e interessanti rassegne e rievocazioni sulla gloriosa Serenissima Repubblica di Venezia, che la motivazione di fondo che anima i venetisti va sempre a parare lì: sulle tasse.

Se il Veneto si autogovernasse, sarebbe uno Stato ricco, ricchissimo, un’Austria felix come ai bei tempi di Maria Teresa, ricordata ancor oggi da qualcuno con nostalgia. La cultura storica, le radici, le tradizioni, il mito – in buona parte autentico – dei Dogi, la forte percezione di un’identità particolare e differente dagli altri popoli “italici”: tutto questo, che pure c’è, è nettamente secondario rispetto alla frustrazione economica e fiscale di produrre tanto e ricevere indietro, come servizi pubblici, poco, o comunque non abbastanza.

Niente di male: i grandi cambiamenti della storia moderna hanno sempre avuto una causa o concausa nella tassazione usuraia di Stato. Però oltre a questo, fra i patrioti veneti, non si va. Non c’è un progetto alternativo di società e nemmeno di organizzazione politica: c’è solo un vago rifarsi ad un passato di grande valore che finì prima ancora dell’Unità d’Italia, con il cinico Napoleone che regalò Venezia e l’entroterra all’Impero Austriaco con la pace di Campoformio nel 1797, e per il resto il sogno di tenersi i proprio sudati quattrini anziché girarli all’Italia spendacciona e grassatrice. Che tale lo è stata sempre un po’, ma una volta ingabbiata nel sistema sovranazionale della Nato, dell’Ue, dell’Fmi e della finanza mondiale (il tutto noto come “globalizzazione”), in concomitanza con il boom industriale della regione fabbricatrice di schei e manufatti d’esportazione, l’aumento di gabelle e l’esplosione del debito italiano ha provocato l’acutizzarsi dell’insofferenza. Il padroncino veneto tanto più ha sgobbato e si è arricchito, tanto più si è visto spogliare del frutto del suo lavoro per sostentate le greppie e i pozzi senza fondo della politica che nel frattempo ha via via abdicato per dare il potere decisivo ai poteri extranazionali.

Il problema è che si guarda come nemico solo a Roma, ma una volta indipendenti si starebbe benissimo, a sentire gli aspiranti secessionisti, sotto il gioco di un’Unione Europea longa manus delle banche e sotto tutela militare degli Stati Uniti. Concediamo pure che non si dovrebbe girare una buona percentuale di imposte per finanziare il Centro-Sud, e sia. Ma l’addio all’Italia per cambiare soltanto padrone a Bruxelles e tenerci l’altro a Washington, e non cambiare di un ette lo stile di vita in tutto e per tutto occidentalizzato, iperconsumista, forsennatamente global e pago di vivere per lavorare.

Non che nel volgere dell’ultimo decennio la generazione più giovane non abbia allentato i ritmi stakhanovisti degli anni ’80 e ’90, ma il Veneto resta italiano, molto italiano nel mantenersi una landa in gran parte sconciata nel paesaggio e priva di anima nelle abitudini di massa. I filari tristi di capannoni vuoti danno l’immagine plastica del fallimento sostanziale di un “modello Nordest” fondato sull’export andato in crisi con la crisi mondiale, e che non trova di meglio ancora adesso che pensare a nuove strade, nuovi centri commerciali, nuove lottizzazioni, nel delocalizzare all’estero dove si pagano meno burocrazia e manodopera, nell’inseguire una crescita produttiva sempre più difficile in un mercato planetario spaventosamente concorrenziale. Si persegue imperterriti il modo di vivere misurato sul profitto, ed è l’erosione del profitto la molla alla base dello scontento, con relative fantasie di fuga.

Ma un movimento popolare di successo non può affidare le proprie fortune unicamente su razionali bisogni economici. Ci vuole uno scopo più alto, una promessa più grandiosa, una meta immaginata più potente, che parli al cuore e non solo alla pancia o al cervello. Ci vuole, insomma, una identità nazionale, un Popolo che si senta Nazione e sia determinato a farsi Stato. Ecco, questo in Veneto non c’è. Di qui l’assenza di una forza politica organizzata che possa dare un seguito a iniziative puramente simboliche come un sondaggio su internet. Non basta l’oleografia di un passato ormai sepolto come il millennio veneziano, per creare un legame spirituale com’è l’appartenenza identitaria. La marcia trionfale del mondialismo ha livellato anche qui, e mai come qui il credo liberista e privatistico, sia pur temperato da buone dosi di solidarismo di matrice cattolica, permea e condiziona le “idealità” patriottiche. Ho sempre pensato che il buon veneto, bravissimo lavoratore e imprenditore, stringi stringi sogni l’indipendenza per un fatto di soldi. Legittimo, ma le Nazioni non sono mai sorte sui soldi. Ma sul sangue, sul sacrificio, su una fondazione mitica e sul senso comunitario. Comunità di destino, non comunità finanziarie o di fabbrica.

* Aggiornamento: alle ore 23.10 del 18 Marzo i votanti sono 1.062.163

Alessio Mannino
www.ilribelle.com
19.03.2014

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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Pubblicato da Davide

  • geopardy

    Qualcuno glielo spiega, ad una delle regioni simbolo dell’evasione fiscale come il Veneto, che almeno 175 miliardi euro di debito italiano lo erediterebbero?

  • geopardy

    175 miliardi solo dividendo per il numero degli abitanti, ma, probabilmente, saranno molti di più.

  • siletti86

    Articolo da incorniciare! Il tanto vituperato modello sociale/economico/imprenditoriale emiliano-romagnolo (definito da molti idioti "modello comunista") è infinitamente migliore di quello lombardo-veneto! Se ne facciano una ragione i "libertaristi-indipendentisti veneti". E lo dico a ragion veduta perchè un quarto del mio sangue viene da quelle parti!!!!!

  • Wotan

    Ennesimo articolo infarcito di luoghi comuni dettato dalla paura che la vacca da mungere se ne vada per conto suo.

    "Ho sempre pensato che il buon veneto, bravissimo
    lavoratore e imprenditore, stringi stringi sogni l’indipendenza per un
    fatto di soldi."
    Eccaallà, il veneto e i "schei". Tutto l’articolo si riassume in questa profonda analisi sociologica e storica…

    Ma ti pagano pure?

  • Wotan

    No problem. Se è il prezzo da pagare per andarsene, facciamo due conti e tanti saluti.
    Tenete pure il resto.

  • lanzo

    Dacordo con te al 100% – gli "schei" ma per favore ! E non sono neanche  veneto !

  • uomospeciale

    Magari ALESSIO MANNINO  negli ultimi 6-8 anni  dormiva come quasi tutti gli altri giornalisti, politici, ed economisti, per non essersi reso conto che la secessione del veneto Piemonte e Lombardia è già in atto da un bel pezzo.
    E non si tratta della secessione finta folcloristica e da operetta, come quella farneticata dalla lega per più di un ventennio.
    Ma di una secessione VERA E REALE.

    Una secessione fatta non solo di manodopera ad alta specializzazione, ma anche e sopratutto da  decine di migliaia di aziende, imprenditori, montagne di capitali, catene produttive, nonché tutto il  relativo konw-how imprenditoriale e tecnologico che ogni anno CHIUDONO e se ne vanno PER SEMPRE dall’alitalia,  magari riaprendo appena oltre il confine svizzero austriaco  o  tedesco.

    Per oltre 25 anni la lega ci ha scassato i coglioni con la favoletta della secessione mentre in realtà volevano solo mangiare fino al vomito, arricchendosi e rubando tutto il rubabile come e peggio degli altri.

    E’ andata a finire che tutti quelli che non ne potevano più di una certa politica, di una certa mentalità, dei continui scandali e ruberie italiane, delle continue promesse di riforme e pulizia sempre tradite, della pressione fiscale insostenibile, del parassitismo della pubblica amministrazione tutta, del clientelismo dilagante delle infinite mafie e infiniti sperperi, insomma tutti quelli che dall’Italia si sono ROTTI I COGLIONI, ( e sono tanti, ma proprio tanti..) tutti quelli che non ne potevano proprio più di ROMA LADRONA, si sono alla fine arresi.
    Hanno gettato la spugna, come si sul dire.
    E dopo aver abbandonato una volta per tutte l’idea di poter cambiare il paese, hanno semplicemente CAMBIATO PAESE.
    Punto.

    Si sono trasferiti e si stanno trasferendo "in toto" all’estero.
    Armi, bagagli, capitali, e capacità imprenditoriali  compresi.
    Hanno finalmente ottenuto di non dare più una lira a "Roma ladrona"
    Hanno fatto la loro secessione personale.
    Bene inteso, Veneto, Piemonte, e Lombardia resteranno qui…….. Nessuno ve li tocca….
    Saranno  invece gli imprenditori, le fabbriche, il capitale, le migliori maestranze, e il cosiddetto   "konw-how"  ad andarsene.
    E infatti se ne stanno andando molto molto velocemente.
    Et Voilà, la secessione è servita.
    In silenzio. Senza proclami.
    Senza ridicoli ed inutili referendum, senza soldati, senza bandiere, e senza sparare un  colpo. 

  • poseidone

    ecco un altro ‘statale’ col cervello foderato di crema alle mele cotogne. Il Veneto (o la Lombardia, o l’Emilia Romagna..) la loro parte di debito se la ripagherebbero in qualche anno. Sono le ‘altre’ regioni (rectius: gli apparati parassitari delle altre regioni) che morirebbero di debito dopo qualche giorno… Bene la solidarietà e l’Italia unita e volemose bene. Ma dopo 60 anni di dare senza vedere tornare nulla… un po’ quello che oggi, su scala europea, la Germania non si sogna nemmeno di fare: pagare per quelli che succhiano senza produrre nulla. 

    Speriamo finisca presto, ma sappi che è una questione di quando, non di se… ed io sarò lì, a ridere in faccia a tutti quelli che piangeranno.
  • poseidone

    condivido in pieno quello che hai scritto. Purtroppo qualcuno non s’è ancora accorto di quello che sta succedendo..

  • Skaff

    Diamogliela quest’indipendenza, tanto il Veneto non è mica Italia?

  • brumbrum

     UNICO MOTIVO: GLI "SCHEI"



    tu non hai capito una cippa
  • Georgios

    Qui viviamo con la paura di essere divisi in "periferie"- ZES perdendo la nostra identità nazionale e insieme, oltre alle libertà civili, anche il patrimonio e i servizi territoriali. Anche il diritto alla proprietà privata. Sono 4 anni che stanno passando leggi, norme e direttive in modo sfacciatamente anticostituzionale in tal senso.
    E voi gli state facendo il favore gratis. Bravi! E perché poi non suddividere ulteriormente il Veneto in ducati di vassalli? Ci saranno pure alcune zone del Veneto più laboriose di altre. Perfetto. La logica fascista del corporativismo al servizio dello smembramento di un paese: non siamo tutti uguali, ci sono i laboriosi e gli scansafatiche, c’è la testa (intelletto organizzativo) e i muscoli (forza brutta) quindi se i muscoli si rivelano inconcludenti meglio tagliare la testa, non sarà mica una tragedia per il corpo.
    Lo stato nazione e’ la forma di convivenza più progredita che la società umana abbia elaborato finora. L’unico modo per progredire ulteriormente e’ difenderlo non distruggerlo. Se Roma e’ ladrona questo non e’ dovuto a cause geografiche o razziali. E’ una responsabilità di tutta la nazione cioè di tutti i cittadini. A patto che sappiano che cosa significa essere cittadini, cioè ragionare collettivamente non in gruppi o sottogruppi.

  • geopardy

    Di cosa parlate che non sapete neanche come funziona questo sistema e qualsiasi cosa dite è autoreferenziata.
    Stai a vedere che il decentramento produttivo è solo un fenomeno lombardo-veneto.
    Veramente, è imbarazzante dividere la stessa terra con gente che non vede neanche l’esistenza del resto del mondo (la secessione c’è ed è mentale).
    Una cosa che non sai, è che i soldi con cui vanno ad aprire all’estero glieli dà Roma ladrona e so quello che dico.
    Se avessero rischiato i loro soldi non l’avrebbero mai fatto.
    Nella mia regione, il finanziamento pubblico mascherato, si chiama internazionalizzazione dell’azienda e le aziende sono state decentrate, nè più nè meno che quelle da voi menzionate.
    Informatevi prima di dare sentenze, il sistema non funziona come dite voi e non è un fenomeno esclusivamente italiano o lumbard o giù di lì.
    Vanno, per la maggiore, dove i salari sono bassi ed i diritti inesistenti o quasi, semmai, in Svizzera mettono le sedi legali, dal momento che sono quasi completamente defiscalizzate, ma non è un fenomeno solo penisnulare.
    Anche negli Usa è in atto una secessione a favore della Cina o del Messico?
    Di cosa parlate che non sapete neanche come funziona questo sistema e qualsiasi cosa dite è autoreferenziata, con l’arroganza tipica dell’ignoranza, di cui le vostre zone, al pari dei siciliani, abbonda.

  • Wotan

    Ma vai va, son passati 150 anni e ancora parliamo di "fare gli italiani".
    Gli italiani non esistono.

    Xe ora de finirla coi concetti risorgimentali, ne abbiamo le palle piene.

  • Georgios

    Risposta gentile e argomentata. Grazie.

  • geopardy

    Hai una comprensione delle dinamiche storiche imbarazzante.
    Non sono uno "statale", sono uno a cui la storia piace e la studia.
    Almeno Massimo Fini, che è una persona di cultura, ha messo delle clausole ben precise, su cui poter ragionare ed ha parlato di macroregioni, non di singole regioni allo sbaraglio, come sarebbe il Veneto se secessionasse da solo ed il tutto in un’Ue veramente indipendente (Uun miraggio per ora).
    Te lo dimostra la Crimea, si è subito inserita in un’altra area di sviluppo, mica ha fatto un referendum per stare appesa sola in mezzo al Mar Nero.
    Se l’Italia si è unita, non lo ha fatto per sport, ci sono state ragioni storiche ben precise e lo stesso vale per l’Europa.
    Il tempo delle repubbliche marinare è finito, di paradisi fiscali ce ne sono anche troppi, di popoli industriosi a basso costo pure.
    Quando prenderete 300-400 euro al mese, sarete appetitosi anche voi e quando vi daranno una mancetta, potrete, finalmente, rispondere sa revede.

  • brumbrum

    più argomentata di così….

    volevi un lucano ?
  • dana74

    come fu ingannato il Veneto durante il Risorgimento non lo ricorda nessuno vero?

    Certo, tutti hanno diritto alla autodeterminazione purché non siano veneti. Se non è razzismo.
    Ah e visto che sono evasori, vorrei sapere chi le paga le tasse in Italia, le regioni con più alta disoccupazione e scarse attività?
    Certamente, quando si dice ragionare per luoghi comuni.
  • dana74

    ed anche fossero gli sghei, caro Fini, ti piacerebbe andassi al ristorante e chiedessi di mettere sul tuo conto? Poi se non vuoi pagarlo ti accusassi di esser attaccato agli sghei come la prenderesti?

    Per cui i veneti non hanno diritto ad aspirare all’indipendenza da Roma? 
  • dana74

    "Concediamo pure che non si dovrebbe girare una buona percentuale di imposte per finanziare il Centro-Sud, e sia"

    eh già ma è stato fatto e PARECCHIO e SENZA RISULTATI ma immagino siano dettagli
  • dana74

    non è che gli sghei sono quelli dei veneti e rompe le scatole a Roma rinunciarci?

    Come mai tanto astio contro chi già fu ingannato al tempo del Risorgimento?
    Troppo comodo poter contare sul portafoglio altrui per cui si rigirano i termini, sono loro che sono taccagni e non ROMA che succhia senza dare niente in cambio.
    Già il fatto che in Italia esistono regioni a statuto speciale e ciò non venga considerato come favoritismo va bene, ma che si osi poi indignarsi se altre regioni hanno altre aspirazioni è davvero ipocrita
  • edoxxx
    Cito:


    Ci vuole uno scopo più alto, una promessa più grandiosa, una meta immaginata più potente, che parli al cuore e non solo alla pancia o al cervello. Ci vuole, insomma, una identità nazionale, un Popolo che si senta Nazione e sia determinato a farsi Stato.


    Il VENETO è ESATTAMENTE  QUESTO!
  • Georgejefferson

    Allora studia un po di macroeconomia,e vedi che tra due parti,spesso non e’ solo una che ci guadagna (che non vuol dire che manchino mangerie al sud)…prova prova,con una lira veneta "forte"e indipendente,vediamo che succede.

  • MATITA

    effettivamente nell’articolo c’è un senso più profondo che forse non si vuol vedere….. ossia come ripensare e reinvestire in un mondo/paese che non può svilupparsi e cementificare e produrre rottami e rumenta  all’infinito….

    Il primo investitore di un nuovo progetto deve essere lo stato se poi iataliota e padano veneto non cambia…. e per far questo, lo stato, ossia il popolo deve avere una propria moneta e essere sovrano su di questa.
    L’italia è il più grande produttore e esportatore d’agricoltura biologica, settore che non ha conosciuto la crisi, è il più grande paese per bellezze culturali e artistiche, abbiamo mare monti e colline…… abbiamo arte e inventiva, clima sole , neve e acqua…. quindi ? Il padanoveneto non di meno ….un ipotetico stato veneto o padanoveneto dovrebbe avere moneta e banca centrale sovrane, investire solo e esclusivamente nei prodotti biologici e creare infrastrutture che ne consentano una rapida esportazione,(ferrovie e piccoli aeroporti ) , distruggere e smaltire tutto lo scempio di cementificazione compiuto in anni di scellerato sfruttamento,annichilimento e imbruttimento del territorio…, prima si è cementificato e costruito in modo vergognoso e ora si lavora a ripulire,riqualificare e smaltire…. ristrutturare , pubblicizzare e sfruttare tutto l’immenso patrimonio artistico esistente,…. una seria e concreta politica turistica per sfruttare le riqualificate bellezze artistiche e paesaggistiche, la bellezza del clima e della cucina a base biologica, la bellezza delle cime innevate, delle colline e del mare…. il vino e i vitigni coltivati biologicamente…. tutto sulla qualita che non è vero che abbia costi insostenibili anzi è vero forse il contrario….
    chi è tanto onesto e puro da imporre e vedere un simile programma comune e non pensare solo al proprio arricchimento personale e al comune pensiero del consumismo e sviluppo continuo e incontrollato perchè li nel marasma immorale e senza futuro ci si arricchisce se sei furbo e disonesto?
    Alla fine la questione è sempre la stessa… abbiamo non solo un problema di vedute realistiche futuribili ma anche una ben piu grave questione morale, di onesta,di visione di un bene comune sostenibile per le generazioni future (nostri figli e nipoti) e non solo di arricchimento personale a ogni costo
  • mendi

    Questo Mannino non è veneto e non capisce niente dei veneti. Nella nostra lingua veneta verrebbe definito un "poro mona".

  • robertoz

    Ogni volta che dal Veneto s’alza un motto di indipendenza, c’è immancabilmente un meridionale che s’attacca ai nostri schei, sono tutti articoli copia ed incolla. “indipendenza del Veneto, unico motivo ‘i schei’: ha detto bene signor Mannino sono proprio i schei ai quali voialtri “ve tachè” come sanguisughe, anche l’attuale governo ci considera utili solo per il contante, mi sembra che nella compagine governativa non ci siano veneti. Avete un habitat ambientale e culturale favoloso, però non avete turismo causa il vostro sistema in cui si ha paura ad addentrarsi( mentre sto scrivendo sento per radio dell’ennesimo agguato di mafia in cui muore anche un bambino). Il Veneto è la prima regione d’Italia per il turismo. Zaia qualche mese fa disse che le regioni del nord potrebbero prendere sotto tutela le regioni del sud e fare in modo che anche al sud si operi come al nord, tanto per fare un esempio, un pasto in ospedale veneto costa alla regione 6,5 euro, mentre al sud costa 10 volte tanto, stesso discorso per le siringhe. Qui mi fermo, ma si potrebbe continuare per parecchie pagine. Se fra i presenti c’è qualcuno che fa l’insegnante potrebbe scrivere le pagine di un’intera enciclopedia sui sistemi dei meridionali. Con questo non voglio dire che i meridionali sono tutti così, mentre invece i nordici sono tutti colà, “el bon e el tristo esiste dapartutto” è proprio il sistema diffuso ed incancrenito che è da estirpare. Cosa questa inattuabile, visto che quel sistema è anche dentro ai governi che si alternano. Comunque vorrei ricordare che in fatto di evasione fiscale la regione più virtuosa è la Lombardia con il 10,5 % sul PIL di evasione, segue l’Emilia Romagna 13,5, Veneto e Trentino 14, Toscana 14,5, Piemonte 15,5 ecc. la Calabria è quella che evade di più, se consideriamo anche le attività illecite, al nord la percentuale aumenta di qualche punto mentre per le regioni del sud aumenta anche del 70%: la Calabria passa dal 32 % di evasione al 55%. (link http://scenarieconomici.it/esclusivo-evasione-fiscale-stima-nel-2012-di-ogni-regione-italiana-e-degli-stati-europei/)

    C’è solo una domanda fondamentale da farsi e cioè se una regione del sud vuole avere l’indipendenza noi non la tratterremmo di certo, anzi. Se lo fa una regione del nord allora si vedono articoli di questo tipo che la buttano sul piano puramente economico, sottolineando la completa mancanza di scopi superiori che elevino la nostra cultura, il nostro status sociale: sareste voi che date tutto questo?

  • Georgios

    Argomentare significa rispondere con delle argomentazioni proprie alle argomentazioni altrui. P. es. io come nazione Veneta (piuttosto che come nazione Italia) sarò capace di affrontare meglio l’attacco neoliberista dei bunksters perché… e scrivere il perché. Oppure io come nazione Veneta avrò una moneta che neutralizzerà l’effetto euro che schiavizza i popoli con il debito, perché… e scrivere il perché. O magari io come nazione Veneta mi tirerò fuori dall’Europa perché… e scrivere il perché. E cosi via.
    Argomentare non significa rispondere con degli slogan basati su dei sentimenti o sull’esasperazione.
    E naturalmente, e questo vale per te, argomentare non significa fare della banale ironia che mira al sensazionalismo.

  • brumbrum

    Se il mondo naviga nella merda è proprio grazie a quelli che hanno tanto da argomentare, come te.

    Milioni di libri, ideologie e cagate varie, per essere dove siamo.
    Pensa ai vermi che prima o poi si papperanno pure te
  • Ossimoro

    Il link postato di scenari economici è interessante.

    A quanto pare la Polonia, luogo in cui si stanno trasferendo molte attività imprenditoriali, non è gettonata solo per i bassi salari che vi si corrispondono.
    Dovrebbe forse stupire che molti imprenditori vi si stiano dirigendo in gran fretta… perché non sembrerebbe affatto avere una situazione migliore di quella dell’Italia (vedansi i dati sia del solo sommerso, sia con l’economia criminale).

    Con stupore noto anche un tasso di evasione in Liguria superiore alla media, ed una misurazione al di sotto della media nel Lazio, Roma ladrona compresa.

    Fa comunque riflettere che, praticamente dal dopoguerra, in Italia la composizione delle entrate dovute all’IRPEF riguardi per l’80% redditi da lavoro dipendente. Segno evidente che, alla lunga, se a pagare tasse e consumare prodotti debbano essere sempre gli stessi… prima o poi il giocherello si rompe…

  • robertoz

    @ Ossimoro-
    Per quanto riguarda il Lazio, faccio notare che ci sono le sedi italiane
    di multinazionali come in Lombardia, dove tutto è fatturato, ma che
    magari pagano meno tasse di me e lei. Per quanto riguarda la Polonia c’è
    da aggiungere che è la nazione dell’est più simile a noi, e  sono dei
    lavoratori, io ho avuto bisogno delle badanti e mi spiego solo con le stesse radici cristiane.  probabile che anche per la Polonia come per l’Italia ci
    siano diverse zone per quanto riguarda la criminalità. La faccenda che
    l’80% delle tasse viene pagata dai dipendenti non la trovo così
    scandalosa. Quanti dipendenti pubblici ci sono in Italia, che fra
    l’altro molti di essi, Roma soprattutto, prendono lauti stipendi, senza
    lavorare, per cui nel conto ci dovrebbe essere anche lo stato tra i
    datori di lavoro. Un semplice fattorino o barbiere a montecitorio prende
    come un dirigente di un industria delle mie parti. Il Veneto è la
    regione delle partite IVA, sicuramente adesso prendono meno di un
    dipendente, con la differenza che non gravano sui conti INPS per gli
    ammortizzatori sociali, in compenso anche dopo 40 di contribuzione, come
    il sottoscritto, non sa ancora esattamente quando prenderà la pensione.
    Ritornando
    al discorso dell’80% se io sono un piccolo artigiano ed ho 5 dipendenti
    che prendono mediamente 1500 euro al mese, dovrei forse mettemi in
    tasca 10000 al mese. Difficile farli saltar fuori dall’attività, in
    genere si preferisce reinvestirli per incrementare la produzione, quindi
    il fatturato, quindi L’OCCUPAZIONE, cosa questa non tanto ovvia dai
    commenti che si leggono. Comunque quando si parla di evasione è una guerra tra poveri, che fine hanno fatto i 98 miliardi di evasione dei gestori delle slot machine? Condonati con qualche milione! LA Goldman Sachs, di cui Prodi e Draghi sono stati dei "dipendenti" per così dire, ha potuto portare delle azioni in Inghilterra al momento dello stacco delle cedole, non pagando così le tasse in Italia, neanche se lavoro 5 vite in nero non evado quello che ha evaso la GS. Cos’hanno fatto questi due  nel ’92?

  • Georgios

    Questo e’ argomentare. Bravo. I vermi saranno entusiasti.
    Tu l’inferno non l’hai ancora visto ma noi qui siamo in una posizione privilegiata. Per cui rivolgiti altrove quando parli di vermi.

  • robertoz

    x geopardy
    Qualcuno glielo spiega, ad una delle regioni simbolo dell’evasione
    fiscale come il Veneto, che almeno 175 miliardi euro di debito italiano
    lo erediterebbero?

    Invece io ti spiego che il Veneto in quanto regione che finanzia lo stato assieme ad altre del nord e centro Italia non ha debiti da pagare, semplicemente logico, caso mai son le regioni tipo la Sicilia che hanno debiti pur essendo autonoma al 100% non le bastano i soldi che si tiene, in compenso i dipendenti statali quali le forze dell’ordine, gli insegnanti, i medici, ecc chi glieli paga? comunque non avremmo problemi accollarsi una quota in base al numero degli abitanti. Faccio notare che molti meridionali stabilitisi al nord hanno votato Lega Nord.

  • robertoz

    Georgios,  un bel discorso, però adesso chiudi i libri ed esci in istrada, di quale stato stai parlando di quello massonico messo insieme da Mazzini, e Garibaldi? Proseguito con l’EU che vuole annettersi anche chi proprio non c’entra?

  • geopardy

    No cara, non mettere insieme centro e sud, perchè la partita in Italia è stata sempre tra nord e sud, a noi non ha mai riguardato.
    La mia regione (le Marche) ha il più alto tasso di aziende pro-capite d’Italia (più del nord est), un’impresa ogni 9 persone, quindi dei vostri soldi non sappiamo che farcene.
    Da noi ci sono le casse di risparmio che facevano capo alla Cariplo ed i nostri risparmi (in questo siamo quasi insuperabili) finanziavano le imprese del nord, attraverso, appunto, la Cariplo, mentre ora subentra l’Antonveneta banca.
    Certe cose bisognerebbe saperle ed approfondire gli argomenti, altrimenti confonderemmo Crimea e Veneto oppure il Kossovo con la Lombardia.
    Non siete le vittime assolute, altrimenti da cesellatori della zolla non sareste diventati industrialotti; la finanza gira in mille maniere e non solo con le tasse e certe decisioni le prende sempre la politica.
    Avete costellato il sud di scheletri di cappannoni a migliaia, per prendere i finaziamenti per il mezzogiorno, poi, ve ne tornavate a casetta vostra con il malloppo.
    Finitevela con il mito della ricchezza tutta creata dalla padania, che ha sì dato un grosso contributo, ma non come vi illudete che sia.

  • brumbrum

    ne vuoi un poco del mio inferno ?

    sono 50anni che ci vivo dentro
  • geopardy

    Non ti sei neanche accorta che l’articolo non è di Fini, pensa te.
    Sei infarcita di cose estremamente approssimative e vuoi fare la rivoluzione, ma vai a laura’!

  • Gariznator

    E pensa invece come sta la Sardegna… Abbiamo pure una lingua nostra che hanno cercato di toglierci in ogni modo possibile… Abbiamo una caserma per ogni centro abitato manco fossimo criminali incalliti… Eppure anche qui la causa indipendentista ha molte difficoltà. Infiltrano i nostri movimenti e partiti, ci mettono gli uni contro gli altri tramite persone di merda che sono sarde solo perchè sono nate qui… Pensa pure che ci sono "indipendentisti" qui che aspettano il veneto, non scherzo.

  • Georgejefferson

    Domanda,i problemi di calo di domanda odierni,per il veneto,hanno qualcosa a che fare con l’euro?

    .Se si (ovviamente non in senso assoluto),vediamo se spieghi il perche.

  • Georgios

    Non saprei quale sia l’età media dei commentatori qui ma suppongo che sarà ben al disotto della mia. I libri che avrei dovuto leggere (perché bisogna pure leggere) li ho letti molto tempo fa.
    In ogni caso, e’ dalla strada che ti parlo.
    L’avevo scritto qualche mese fa qui, che voi, amici italiani, dovreste fare tesoro della nostra esperienza, della nostra rovina e dei metodi messi in atto dalla propaganda della plutocrazia bancaria per attuarla.
    Che e’ la solita: divide et impera. Tra categorie di lavoratori, tra minoranze etniche, tra ideologie, tra credo religiosi e cosi via. E laddove queste divisioni non esistono già, creare le condizioni perché nascano letteralmente dal nulla.
    Io cerco, per quel poco che posso, di rendere nota la mia (cioè la nostra) esperienza. Perché mai come adesso i popoli d’Europa non si sono trovati difronte ad un pericolo cosi grande. Due secoli di diritti civili e di conquiste sociali, pagati con sangue, stanno scomparendo nel giro di pochi anni.
    Comunque, questa e’ la mia intenzione, con tutta sincerità. Non sottovaluto e non schernisco l’ira e la disperazione della gente perché e’ reale e giustificata date le circostanze.
    Tutto qui.

  • robertoz

    Stiamo parlando di Italia non di euro.
    Comunque se il Veneto fosse indipendente non avrebbe grossi problemi per competere alla pari con la Germania. In uno stato efficiente non ci sarebbero i problemi che abbiamo in Italia e le crisi verrebbero affrontate con meno disagi o meglio drammi. Cosa fresca SAPUTA STAMATTINA, LEI IMMAGINA SE UN IMPRENDITORE NON PAGA I CONTRIBUTI DEI DIPENDENTI COSA SUCCEDE? eBBENE Da poco l’INPDAP è confluita nell’INPS con tutti i suoi debiti, questo perchè lo stato italiano non ha versato i contributi previdenziali dei dipendenti. Comunque l’euro crea problemi in quanto è sopravvalutato e fa comodo agli americani ed ai giapponesi. Questo perchè i nostri capi in seno alla BCE hanno deciso che bisognava evitare il più possibile fenomeni inflattivi, mentre Alan Greenspan (ex FED) abbassava i tassi americani a livelli minimi, la finanza mondiale si comprava i bond europei. Una regione esportatrice ne risente senzaltro della crisi, tanto più che lo fa con una moneta sopravvalutata. Nel ’92 quando ci fù l’attacco alla lira che venne svalutata forse di un 30% (il marco passò da 750 lire a circa 1000) grazie a Soros, Draghi e Prodi fece il resto con le privatizzazioni a prezzi stracciati, il Veneto conobbe un exploit in fatto di export.

  • Georgejefferson

    Stiamo parlando d’Italia,quindi,sopratutto di euro e quello che rappresenta.

    Competere al pari con la germania,si infatti la Germania svaluta nei fatti con l’euro SOTTOvalutato per essa almeno del 20/30 %.Pensa senza la lira che era leggera anche in virtu del sud (che non vuol dire SUD TUTTI BRAVI NORD CATTIVO),con una moneta "forte"veneta (se ti comprano tanti beni e servizi all’estero la domanda della tua moneta sale,quindi ne accresce il valore internazionale).. e la Germania che blocca al ribasso il suo cambio artificialmente che bella CONCORRENZA che gli fa il veneto.La retorica dello Stato efficente falla a chi non ha mai preso in mano un libro di macroeconomia (che non vuol dire auspicare uno stato spendaccione) e spiegagli per quale ragione decine di paesi ULTRA corrotti nel mondo crescono economicamente.
    Le crisi verrebbero affrontate con meno disagi o meglio drammi significa dare "le crisi" come fattori naturali e quindi non conoscere nemmeno una virgola dei rapporti di forza e slealta,quella si,naturale…dei "mercati internazionali".

    l’INPDAP è confluita nell’INPS con tutti i suoi debiti,fai bene a denunciarlo,ci mancerebbe,ma forse sarebbe opportuno concentrarsi anche sulle cause e non solo sulle conseguenze e…ti do una notizia,e’ molto piu complesso della dimostrazione che la tua esperienza singola puo farti percepire,pero,sei libero di pensare quello che vuoi,ci mancherebbe.

    Il freno all’export dato dalla moneta pesante imposta (che non vuol dire corsa all’export come visione del mondo all’estremo)influisce nell’indotto interno mancato e peggiora la bilancia commerciale perche aumenta l’import da paesi esteri che danno beni e servizi piu convenienti che prima potevi fare tu (non tutto ovviamente)
  • Georgejefferson

    buono il discorso Georgios

  • robertoz

    Lei afferma quindi che Italia come nazione, come insieme di persone non esiste più, che vale adesso è l’euro, una moneta stampata da banche private che fa esclusivamente gli interessi delle banche alla quale la politica europea più di tanto non può fare? Le do pienamente ragione, l’Italia non esiste più, forse non è mai esistita. Nella guerra del 15-18 c’erano persone che manco capivano gli ordini che venivano impartiti, figuriamoci morire per uno stato che non c’è.

    Per competere alla pari con la Germania non significa necessariamente dare fastidio a loro, significa anche poter operare alla pari, senza palle al piede come ce le abbiamo noi.  Loro sono circa 80 milioni di persone, noi 5. Comunque non so se le è mai capitato di parlare con persone che girano il mondo per lavoro, a me è capitato sentire più di una ripetere che se noi produciamo cento, tedeschi e americani producono 80-70. Quando ci fu la crisi del 92, dove la lira fu svalutata del 30% circa, i tedeschi continuarono ad esportare da noi con aumenti del 5% , almeno per quanto riguarda i prodotti che io acquistavo. Strategie del momento. Non so dove le risulta che la Germania svaluta del 20/30 % l’euro, potrà essere svalutato perchè c’è la Grecia, l’Italia, la Spagna ed il Portogallo in serie difficoltà,aggiungiamo anche la Francia in difficoltà, per cui staremmo facendo un favore alla Germania se per colpa nostra si svaluta l’Euro,  un cambio  di 1,35 dollari contro euro non mi sembra tanto svalutato. inizialmente era 1:1.
     
    Per quanto riguarda le cause dell’INPDAP le conosciamo tutti, lo stato italiano è il primo inadempiente, in compenso paga milionate di consulenze molto velocemente, mentre i lavori pubblici dove le ditte devono pagare i dipendenti temporeggiano. Anzi ha il coraggio di bloccare un pagamento perchè equitalia ha emesso una cartella di riscossione da capogiro.

     Io di libri di macroeconomia non ne ho letti, ho letto articoli di persone competenti, esperte, che però abbiano attinenza con la realtà di tutti i giorni. La globalizzazione ha fatto chiudere le fabbriche in occidente e sta uccidendo i cinesi per l’inquinamento.   Restando in tema di macroeconomia e di esperti magari nobel si legga questo:"Myron Scholes e Robert Merton, ideatori di un nuovo modello di pricing per gli strumenti derivati: secondo le loro teorie era impossibile  perdere denaro
    affidandosi ai loro algoritmi di calcolo. Per questo banche centrali di
    tutto il mondo investirono fiduciose sul fondo di investimento che
    crearono e gestirono dal nome altisonante Long Term Capital Management (Fondo LTCM).
    Se nel 1998 la Federal Reserve non fosse intervenuta prestando a questo
    fondo la modica cifra di 3.6 miliardi di dollari per coprire le
    perdite che aveva conseguito in poche settimane trascinandosi dietro
    molte banche centrali in Occidente, avremmo assistito ad una crisi finanziaria globale cinque volte superiore
    a quella iniziata esattamente dieci anni dopo con il crash di Lehman
    Brothers, cioè quella di cui ancora oggi stiamo pagando le conseguenze".
    Voglio dire i libri trovano il tempo che trovano. se fossero sempre validi, si sarebbero scritti soltanto i primi e non ci sarebbe stata la necessità di scriverne altri sull’argomento.
    Sono d’accordo con lei che comunque il Veneto in ambito finanziario sarebbe come un guscio di noce in mezzo al mare, a volte però succede che da una piccola cosa nasca una grande cosa.
    Non so se a lei non è mai capitato, ma a me  mia madre diceva che un giorno quando avrò figli capirò, adesso che ne ho tre, non dico mai loro  questa frase, come si fa, se neanche loro hanno un futuiro?

  • Georgejefferson

    Lei afferma quindi che Italia come nazione, come insieme di persone non esiste più, che vale adesso è l’euro


    Questo lo dici tu,ragionando dicotomicamente

    Per competere alla pari con la Germania non significa necessariamente dare fastidio a loro, significa anche poter operare alla pari, senza palle al piede come ce le abbiamo noi.

    Infatti vedi come sono "leali" gli altri,e sopratutto,"ad armi pari",praticamente una barzelletta mai esistita quella liberale dell’ideale magari giusto "ad armi pari"

    Non so dove le risulta che la Germania svaluta del 20/30 % l’euro

    Risulta dal fatto che il marco sarebbe maggiore di quella cifra circa,ma "l’euro fisso"lo impedisce,quindi,di fatto,svalutano

    un cambio  di 1,35 dollari contro euro non mi sembra tanto svalutato. inizialmente era 1:1

    Dipende,prova a pensare a cosa sarebbe dollaro contro marco,ma non lo dico io,e’ di dominio pubblico

    Io di libri di macroeconomia non ne ho letti, ho letto articoli di persone competenti, esperte, che però abbiano attinenza con la realtà di tutti i giorni

    I libri di macroeconomia base SONO attinenti alla realta,solo che non ce li spiegano

    GUARDA IO NON E’ CHE TI DO TORTO IN TUTTO E PER TUTTO (IL MAIUSCOLO E’ PER DIFFERENZIARE I TESTI,NON PER URLARE),LEGGI QUESTO BREVE TESTO NON MIO,VEDRAI CHE NON TI TROVERAI PROPRIO IN DISACCORDO:

    PUBBLICO E PRIVATO

    I toni sono quelli soliti di tifosi di calcio. 
    E la mentalità è 
    "buono" 
    "cattivo" 
    100 o 0. 

    Già qui in Italia la parola "pubblico" significa "statale" come se fosse la stessa cosa, ed è usata infatti indifferentemente. Questo la dice lunga sia su indottrinamento sia su cultura media. In secondo luogo sempre il pensiero "acceso" "spento" fa sì che per alcuni "statale" = "cattivo" per altri = "buono", comunque. 

    Una gestione statale della cosa pubblica può essere buona o cattiva o media. Qui in Italia logiche di efficienza, allocazione, produttività, controllo…sono state spesso Trascurate, non prese in considerazione e altre scelte sono state improntate a criteri che con efficienza, allocazione delle risorse (che sono le tasse di tutti) non hanno avuto molto a che vedere, quanto piuttosto con acquisto di consenso politico. 

    Qui abbiamo avuto fino a 280.000 addetti alle Ferrovie,per Alitalia si dimentica spesso che perdeva 1 miliardo di EURO all’anno, il che significa che con quei soldi avresti occupato molta altra gente, e invece tenevi un baraccone a spese anche della loro disoccupazione, o della minor quota di servizi o pensioni. 

    Anche una RAI con 25.000 addetti e una quota dirigenti 6 o 7 volte il normale di altri paesi non è che sia una meraviglia.

    D’altronde non è che "privato" sia sempre un bene. Dipende. Innanzitutto c’è il privato che campa proprio sullo stato, e fuori concorrenza vera, ma protetto da commesse ottenute in modo meno trasparente, in secondo luogo un conto è una piccola azienda sul mercato, con tutte le difficoltà a fare impresa, un conto sono i monopoli che hanno privilegi, che hanno le rottamazioni (che sono tasse dei cittadini) che hanno le casse integrazioni, i finanziamenti agevolati, l’IRAP disegnata apposta, possibilità fiscali impensabili per un altro soggetto,specie se piccola e media impresa, finanziamenti agevolati ecc… 

    Quindi più che lo scontro su "statale" contro "privato" bisogna vedere quale statale e quale privato. L’Italia ha avuto un sistema misto, come il Giappone, e al mondo è cresciuto in maniera seconda solo al Giappone fino a un certo punto. Ma il declino successivo ha vari padri, che non sono certo la quota "statale" o "privata" dell’economia.

    Ma c’è una cosa molto semplice e non discutibile. L’EURO ha ammazzato Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Italia, e già anche peggiorato Francia. ecc..

    Non il "debito pubblico" "la corruzione" "gli sprechi", 

    Certo hanno anche quelli qualche responsabiltà, ma non sono la causa principale. Noi abbiamo sempre finanziato un Paese con sprechi ecc. Perchè sprecavamo ma facevamo PIL. Ce li mantenevamo gli sprechi ecc… Dovevamo migliorare, questo è un altro discorso.. Dopo L’EURO non abbiamo più fatto PIL. Quindi ci siamo indebitati. Ma dove? 
    L’EURO lo ha fatto creando una voragine nei conti con l’estero di ognuno, e nell’indebitamento privato che in parte ne è conseguito, perchè l’EURO ha distrutto anche parte del mercato interno non difeso più da una valuta debole aprendo cioè la strada a import anche da Paesi forti che ora sono diventati competitivi, mentre prima no, i loro prodotti erano cari, essendo in valuta forte, e quindi non penetravano, cioè avevano prezzi troppo alti, e quindi la LIRA difendeva industria anche interna, non solo quella votata a export.

    L’Italia aveva sempre avuto come problema da risolvere una quota maggiore,nei confronti con altri paesi occidentali,di inefficienza, corruzione, disorganizzazione, mancanza di strutture, burocrazia eccessiva, conflittualità ecc… che si tramutavano poi in costi maggiori per un prodotto.

    Però è vero anche che prima se la permetteva questa quota di costi, e proprio grazie alla LIRA. 
    Con l’EURO non più. Ma infrastrutture, regolamentazioni, efficienza burocatica ecc..(quelle chiamate riforme strutturali) sono processi lunghi, contrastati, anche decennali. 
    E qui ci volevano però cose anche più svelte, per compensare il calo di domanda dovuto all’EURO, perchè quello era immediato. 

    E quindi riduzione del costo del lavoro, delle tutele, delle pensioni ecc…Quella che viene chiamata svalutazione interna. O austerity. 
    A sua volta però la compressione dei redditi si tramuta nel calo dei consumi e del PIL e quindi del gettito fiscale, a cui si è fatto fronte aumentando le aliquote fiscali, che però diminuiscono ancor più il reddito disponibile in una spirale negativa continua. 
    Perchè il punto principale è creare ricchezza. E nel caso Italia questa in buona parte derivava da export e da indotto. Sul quale l’Italia in decenni aveva creato una struttura industriale adatta, e non per capriccio.
  • robertoz

    Cosa propone?
    Ho 56 anni e da una vita c’è il problema meridionale, la cassa per il mezzogiorno ha elargito treni di miliardi per far risollevare il sud, risultato: strade che terminavano in campo aperto, ospedali pronti a partire e mai aperti, ecc. e una mafia ancora più forte arrivata dentro le stanze dei bottoni. per non contare i soldi arrivati dall’Europa. Libri o non libri, questi sono problemi mai risolti e che non si risolveranno mai, allora dico io, visto che il problema è meridionale, non ce la faccio più a foraggiarlo, ne va del futuro dei miei figli, che ora come ora non ce l’hanno più. veda lei.  In mercato cosiddetto globalizzato, dove la concorrenza è ai massimi livelli (magari fosse così, come fa a competere una industria italiana con mille norme da rispettare con industrie del terzo mondo o quarto dove non ci sono regole).
    L’ Islanda che non ha ceduto alle pressioni che ha citato lei  imposte dalla finanza corrotta mondiale, ha ben deciso che le banche non andavano salvate, bensì ha messo in carcere qualche farabutto e gli altri sono scappati. Vogliamo prendere esempi che riscattano la sovranità di una nazione o preferiamo accodarci alla moda del momento, perchè così la situazione non puà andare avanti, nè per noi, nè per gli Stati Uniti, nè per la Germania, nè per la Francia, nè per tanti altri. Tamponano una bolla creandone un’altra, è dal 200 che succede così.