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INDIPENDENTISMO VENETO E VERA VIOLENZA ARMATA

DI MARCO DELLA LUNA
marcodellaluna.info

Premetto: ogni unione tra aree geografiche con diversi livelli di produttività (di costo per unità di prodotto) funziona male e tende a degenerare perché (esclusi gli USA, che scaricano i costi sul resto del mondo attraverso il dollaro), per tenere insieme le sue parti tendenzialmente divergenti, deve trasferire reddito dalle aree più produttive a quelle meno produttive, col risultato di:

– supertassare le prime, togliendo fondi per investimento e innovazione, nonché inducendo capitali, imprese e cervelli ad emigrare, sicché queste aree nel tempo si impoveriscono e non riescono più a sussidiare le aree meno produttive;

– incentivare e stabilizzare, anziché correggere, le caratteristiche disfunzionali delle aree meno produttive (sprechi, mafie, corruzione, parassitismo) e favorire la trasmissione di queste caratteristiche alle aree più produttive attraverso l’emigrazione interna (in Italia, soprattutto attraverso il pubblico impiego).

Si ha, insomma, un livellamento al basso, un degrado civile, un impoverimento globale che porta all’instabilità quando lo stato centrale non è più in grado di “comprare” il consenso o perlomeno la quiete mediante l’assistenzialismo, e si mette a consumare con le tasse e con le privatizzazioni il risparmio e le risorse. Procede ad esaurimento delle riserve.

Aree di diversa produttività (e mentalità) abbisognano di bilanci, monete e politiche economiche separate. Questa è la ragione oggettiva per la quale l’Italia (come assemblato di aree eterogenee) e l’Eurozona funzionano male. Funzionando male, per sopravvivere arrivano alla violenza.

La violenza distruttiva di regole finanziarie economicamente assurde e controproducenti, da parte dell’Eurozona, con la quali la Germania si difende dal pericolo della solidarietà coi paesi mediterranei.

E la violenza famelica, cieca e distruttiva della casta italiana, che, per procurarsi i soldi necessari a mantenere i suoi redditi e privilegi, in un paese che affonda, da un lato si asservisce agli interessi tedeschi, e dall’altro lato spreme ciecamente il Nord e soprattutto il Veneto (40 miliardi l’anno) mentre chiude uno o due occhi sugli sprechi e sull’evasione fiscale e contributiva delle regioni più sussidiate, incurante delle imprese che muoiono, degli imprenditori che si suicidano, dei flussi migratori di aziende, imprese e lavoratori.

Questa è violenza reale di ogni giorno, che distrugge e uccide, che annienta il futuro, perpetrata attraverso il fisco e il braccio armato dello Stato contro i lavoratori e interi popoli produttivi da parte di gente spinta da una bramosia di denaro simile a quella degli eroinomani disposti ad ammazzare i genitori per trovare i soldi della dose quotidiana. Violenza organizzata, armata, legale, ingiusta. Violenza al potere. Violenza che col parlamento si fa le leggi per blindarsi ed assolversi. Ad oltranza.

l’Italia è preda di 10 milioni di voti, mafiosi o clientelar-parassitari. Con questa base di partenza non si potrà mai cambiare veramente. Le mafie, inoltre, si rinforzano con l’immigrazione incontrollata. L’immigrazione provoca, inoltre, una concorrenza sleale tra lavoratori nostrani e no: chi non lavora cerca assistenzialismo. Il cancro aumenta vertiginosamente le sue metastasi: poi il malato (Italia) muore generando un mostro incontrollabile che si dirigerà spavaldamente verso una più evidente forma di tirannia.

Anni fa conobbi qualcuno degli indipendentisti veneti arrestati ieri. Non so quanto fondate siano le accuse, e mi pare machi il presupposto degli arresti, non essendovi l’intento di terrorismo né di eversione dell’ordine democratico, che sappiamo inesistente in Italia. Ma erano persone del tutto incapaci di violenza organizzata e metodica. Spirito marziale zero. Dissi loro che non è pensabile conquistare l’indipendenza con la forza, mancando la mentalità, il temperamento, la volontà di combattere realmente, indispensabili per l’auto-liberazione sul modello irlandese.

In Italia, le uniche organizzazioni capaci di condurre una vasta e metodica azione militare sono le mafie, ma non tutte. Gli indipendentisti irlandesi conquistarono sì la libertà nel 1922 dopo ottocento anni di occupazione britannica, ma lo fecero con metodi che i veneti e i padani non sono assolutamente in grado di replicare né di digerire moralmente. Ottenere la libertà attraverso i mezzi politici e giudiziari dell’ordinamento italiano, cioè con i c.d. mezzi pacifici, è pure impossibile, perché il potere costituito non molla la gallina dalle uova d’oro, la trattiene con qualsiasi mezzo, a torto o a ragione. Aspettare poi che siano gli stranieri a liberarci, è semplicemente assurdo.

L’unica via d’uscita da questo sistema che continua a degenerare e opprime e immiserisce sempre di più per tirare avanti, facendosi aiutare anche dall’esterno, e assumendo tratti vieppiù autoritari, è la secessione pacifica: andarsene, trasferirsi con beni e risparmi in qualche paese migliore, lasciando gli italiani ad arrangiarsi. Trasferirsi in gruppo, in modo organizzato, e dopo aver concordato con le autorità dei paesi di destinazione condizioni favorevoli per una nuova vita.

Marco Della Luna

Fonte: http://marcodellaluna.info

Link: http://marcodellaluna.info/sito/2014/04/03/indipendentismo-veneto-e-vera-violenza-armata/

3.04.2014

Pubblicato da Davide

  • alvise

    Caro Marco, sono sostanzialmente d’accordo con te, ma ragionando con utopia, in merito alle tue ultime frasi, cioè andarsene via a gruppi, il primissimo pensiero che mi sovviene, senza analizzare tutto quello che dici, è; ma le case a chi potrebbero  venderle, visto che quasi quasi, nessuno le vuole manco regalate? Ovviamente ci avrai pensato, prima di scrivere il quanto.

  • clausneghe

    Andarsene, dice Dalla Luna… 

    Ma non possiamo portare con noi la terra dei nostri avi, dovremmo lasciarla alle orde cammellate?
    Di andarsene non se ne parla nemmeno, caro lunatico Marco.
    Volete una rivoluzione vincente senza spargimento di sangue?
    Ecco come fare, è semplice, ma difficile per gente ormai assuefatta agli orpelli del Regime, come gli eroinomani all’eroina, con la differenza che questi, il popolo suddito, ama e lecca il bastone che lo bastona.
    Basterebbe: 1)Spegnere televisione, radio, no giornali solo internet
    2) Non pagare bollette tasse assicurazioni, chiudere i conti bancari
    3)Non recarsi al lavoro, non usare i mezzi di trasporto
    4)Nessuna forma di collaborazione con i rappresentanti del Regime
    5) Circondare in modo pacifico ma fermo tutti assieme le basi militari italiane ed estere, nessuno entra nessuno esce.
    6)Tenere duro un minuto di più del Regime, che inevitabilmente cede e muore come succede al parassita privato del suo cibo rubato.
    Ma non mi faccio illusioni, nessuno tanto meno la "massa", sarà così eroicamente intelligente, preferiranno massacrare e farsi massacrare per poi magari mettere al potere il Barabba di turno.
  • Simec

    Da una parte hai ragione, caro Marco. questo paese abitato da sudditi vigliacchi e indifferenti e soggiogato da una dittatura assassina delle banke, non meriterebbe  neppure uno sputo.
    Ma d’altra parte se le cose sono a questo punto è anche colpa nostra.
    E’ colpa di chi tiene i soldi in banka.
    E’ colpa di chi guarda la tv e compra i giornali di regime.
    E’ colpa di chi perde tempo andando a votare invece di autorganizzarsi.
    No, caro Marco.
    Dobbiamo lotttare.
    Dobbiamo lottare contro questo stato di merda, che ci sta succhiando il sangue con le sue tasse infami e assurde, che ci reprime coi suoi sbirri infami, che ci rovina la vita coi suoi tribunali corrotti e la sua giustizia di classe.
    Dobbiamo lottare contro la massa ignorante che non sa + nemmeno cosa voglia dire leggere un libro.
    Ma bisogna sempre lottare. Tutta la vita è una lotta continua.
    All’estero sii sta meglio (laddove si sta meglio) solo perchè la gente ha lottato e continua a lottare.
    Gli italiani sono (anche se non tutti) per la maggior parte abituati da una storia secolare ad essere asserviti a un padrone straniero. Abbiamo la cultura fascista innestata in quella clericale. Dobbiamo liberarcene. lottando. Solo così saremo liberi.
    Lottando. Non fuggendo.
    Perchè non potremo mai fuggire da noi stessi.
    Insorgiamo, disobbediamo, boicottiamo. Processiamo e condanniamo alla pena per i traditori della patria i nostri presidenti, i nostri banchieri, i loro sbirri.  i loro giornalisti. Dopo saremo liberi. Continuando a combattere.

  • roz

    No.
    L’unica via d’uscita è la DISOBBEDIENZA CIVILE.

    Che vuol dire innanzitutto non pagare più una lira di tasse, imposte, multe sanzioni di nessun genere.

    Non possono arrestarci tutti.

  • mendi

    Non voglio lasciare il Veneto, anche se ne avrei la possibilità. Sono gli italioti che se ne devono andare.

  • Simec

    No.
    L’unica via d’uscita è la DISOBBEDIENZA CIVILE.

    Che vuol dire innanzitutto non pagare più una lira di tasse, imposte, multe sanzioni di nessun genere.

    Non possono arrestarci tutti. (QUOTO).

    Hai ragione. Assolutamente ragione. Ghandi ha vinto l’imperialismo inglese con la disobbedienza.
    Purtroppo l’Italia è un paese di merda con tradizioni estremamente fasciste e illiberali. Un Ghandi che oggi predicasse la disobbedienza fiscale verrebbe sbattuto in galera dal regime e ammazzato di botte dai suoi sbirri.

    E anche in tempi molto + tanquilli di oggi ricordiamoci come il regime DC ha trattato i Capitini e i don Milani.
    Proprio perchè, specialmente oggi, l’unico modo di opporsi a un regime totalitario che ci controlla fino anche al cesso e i cui sbirri ci possono gasare coi CS, torturare impunemente, non può essere che sul piano non violento, ovvero la DISOBBEDIENZA.
    Se Grillo non fosse altro che un quaquaraqua qualunquista e cacasotto, avrebbe già smesso di perdere tempo con elezioni inutili e ridicole e avrebbe organizzato una vera resistenza, di cui la DISOBBEDIENZA, oltre al boicottaggio e alla controinformazione, è componente fondamentale.
    Comunque non dimentichiamoci che in questo paese di merda anche solo scrivere e proporre iniziative nel senso della disobbedienza fiscale sono perseguibili penalmente. Quindi se qualcuno vuole parlare di disobbedienza deve preventivare che, un brutto giorno, un bel giudice lo faccia arrestare dai suoi sbirri. Mentre il popolino ignavo continua a farsi magari i cazzi suoi alla partita o alla tv.
     La domanda è: quando questo paese di servi sciocchi, sarà mai pronto per una rivoluzione.
    Perchè una cosa sola è chiara: Qui senza Rivoluzione NON cambierà MAI niente. Guardiamo l’ultimo governo fantoccio, Renzie: ha il coraggio di dire che ha abolito le province mentre contemporaneamente dice che non saranno abolite…meriterebbe il centro dell’inferno, come Giuda e invece il popolino ignorante legge Repubblica e aplaude, lobotomizzato e inculato dal potere.
    Non serve votare. Serve la disobbedienza! E serve gente coi coglioni che provi ad organizzarla. E non certo quei poveri sfigati grillini, che si sono solo trovati il nuovo capo da baciare il culo.
    Il tuo commento mi ha fatto piacere, che almeno non tutti sono schiavi in questo paese di schiavi. Miserabili , inesorabili schiavi.
    http://www.unimondo.org/Guide/Politica/Disobbedienza-civile/%28desc%29/show
    http://www.ibs.it/code/9788896873359/sharp-gene/liberatevi-azioni-strategie.html
  • Franco-Traduttore

    Aprendo il sito, si legge: Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo – Evelyn Beatrice Hall, The Friends Of Voltaire.

    Ecco, ogni tanto bisogna ricordarselo.  

    Si tratta del solito perditempo di incerta
    cultura mascherato da intellettuale. La moneta unica in un’Area Valutaria Non
    Ottimale (ne prenda atto, una volta per tutte!), avvantaggia il più forte
    rispetto al più debole (ma i leghisti, oltre che pubblicizzarlo, “Il Tramonto
    dell’Euro”, lo hanno anche letto?).

    Chi si è avvantaggiato dell’Euro, la
    Germania o i paesi periferici? Chi si è avvantaggiato della moneta unica in
    Italia, il settentrione (la Germania) o il meridione (i paesi periferici)?

    Senza il resto dell’Italia la moneta
    del Nord si sarebbe fortemente rivalutata, conseguenza del surplus commerciale,
    perdendo conseguentemente competitività. Le società tedesche committenti degli
    imprenditori veneti, ad esempio, avrebbero acquistato lo stesso i loro prodotti,
    anche a fronte di una “valuta veneta” più forte rispetto alla Lira? Lei lo
    conosce, vero, il legame che c’è fra valuta e surplus commerciale (in ogni
    caso, se vuole, le invio un po’ di testi su cui informarsi)?

    In ogni caso, visto che vuol proprio andarsene (prego, si accomodi!), veda anche di riprendersi i rifiuti tossici e radioattivi che gli imprenditori del Nord hanno venduto alla Camorra, perché li interrasse. Questi imprenditori del Nord non sono migliori dei camorristi, ma nemmeno peggiori, sono la stessa cosa!

  • Ossimoro

    Andarsene via con beni e risparmi è un
    bel dire… soprattutto se la maggior parte del patrimonio privato
    italiano è costituito da beni immobili (terre, case, ecc). Beni dei
    quali oggi sarebbe difficile disfarsi a prezzi equi.

    Senza contare che un intero popolo che
    migra, in un mondo ormai tutto abitato, rischierebbe di essere
    accolto come un occupante (ammesso che trovi un posto disponibile ad
    accoglierlo!)

    In generale molti imprenditori se ne
    sono andati da anni dall’Italia, molti delocalizzando al solo fine di
    lucrare un maggior profitto grazie ad una produzione a costi e tasse
    inferiori. Per anni hanno continuato a vendere in Italia, al prezzo
    pieno però! Ma la macchina economica prevede una circolazione
    rotatoria della moneta… quindi se chi deve poi comprare non lavora
    e non guadagna… smette di comprare. A peggiorare la situazione si
    sono aggiunte deindustrializzazione e fughe di capitali. E
    concorrenza sleale con le imprese rimaste qui, ad accollarsi, insieme
    ai lavoratori, il maggior carico fiscale.

    Gli imprenditori che hanno
    delocalizzato saranno stati ben visti all’estero quando aprivano
    fabbriche e creavano posti di lavoro, ma se vi fossero giunti anche
    con la forza lavoro sarebbe stato ben diversa l’accoglienza!

    In quanto alle tasse, per noi il
    problema nativo è che in Italia, sin dalla costituzione della
    Repubblica, l’80% dei redditi delle persone fisiche deriva da lavoro
    dipendente. E’ una palese ed evidente stortura. Ricordate l’ingresso
    dell’euro? Ricordate che i prezzi sono raddoppiati? Ricordate che, a
    causa di ciò, i lavoratori dipendenti sono stati sottoposti ad una
    svalutazione media del 35-45% dei loro salari? Bene, la contabilità
    è in partita doppia: se uno ci rimette un altro ci guadagna. Chi ha
    guadagnato indebitamente con l’ingresso dell’euro ha iniziato ad
    "affamare" la Domanda che lo avrebbe dovuto sostenere negli
    anni.

    Il meccanismo monetario dell’euro ha
    dato poi la stoccata finale… ma questa è un’altra (brutta) storia.

    La questione sociale in Italia è stata
    creata dopo il 1861, spostando immensi patrimoni di ricchezza dal sud
    al nord… come? ad esempio boicottando le Banche emittenti moneta
    (Banco di Napoli, Banco di Sicilia), aprendo alle banche del Nord i
    territori del Sud ma ostacolando l’apertura al Nord di filiali da
    parte delle banche del Sud.

    Il triveneto è sempre stata una terra
    ricca, ma il Piemonte (Nord) era povero alla fine del XIX secolo.

    Lo strumento finanziario è potente. La
    politica monetaria è potente. Tutto il resto è succube. Per questo
    è fondamentale regolamentare al più presto i movimenti di capitale
    e riappropriarsi della politica monetaria.

    Il dominio della moneta unica (la lira)
    dopo il 1861 ha spostato le ricchezze dal Sud al Nord,
    innaturalmente, con mirati interventi politici… salvo poi dover
    fare trasferimenti monetari al Sud per finanziare gli acquisti dei
    beni prodotti al Nord! L’euro ha replicato il modello, con la
    differenza che i Paesi del Nord si rifiutano di fare trasferimenti al
    Sud (ai PIIGS)… Ora il Nord Europa, in barba alla solidarietà
    prevista dai trattati, dopo aver indebitato in modo innaturale il Sud
    – a proprio vantaggio – vuole abbandonarlo. Ma questa farà
    soccombere a breve anche il Nord Europa, perché il ciclo sarebbe
    spezzato. Se i PIIGS diventano poveri chi comprerà i prodotti del
    Nord?

    L’Europa sta replicando il problema
    Nord-Sud che noi italiani conosciamo bene. E’ una storia in cui non
    ci sono buoni (Nord) e cattivi (Sud).

    L’atteggiamento del veneto,
    sebbene umanamente comprensibile, non mi sembra eticamente corretto.
    Le soluzioni vanno cercate altrove.

  • Ossimoro

    Detto in tono un po’ duro… ma il succo è innegabile realtà.
    Il brutto è che a livello microeconomico il comportamento distorto dei singoli non viene percepito per la sua gravità; quando però sprigiona i suoi effetti dirompenti a livello macroeconomico, riversare su altri le colpe (di tutti) è sempre molto più comodo e semplice…

    Quello delle scorie tossiche è il classico caso che dovrebbe far riflettere sull’importanza di affidare alla sfera pubblica un’attività di pubblica utilità… in totale assenza di profitti che alimenterebbero sia comportamenti distorsivi sia maggiori costi!
    Non è vero che il pubblico è inefficace per definizione… Lo è quando al potere conviene che lo sia… se non riesco a creare il problema non posso offrirti la (facile) soluzione in cambio del tuo voto…

    Il settore pubblico è lo Stato e lo Stato siamo tutti noi.
    Fregare lo Stato è fregare noi stessi.
    Deturpare o avere incuria dei beni pubblici e dell’ambiente è farsi del male da soli.
    Se uomini al potere non hanno dato buona prova di sé non è perché è sbagliato lo strumento. E’ sbagliato l’uomo che lo governa.

    Se esiste una classe (politica/imprenditoriale) corrotta è perché esiste una classe (politica/imprenditoriale) corruttrice. Il sistema è sempre in "partita doppia"!!

  • ROE
    L’emigrazione da un sistema di potere è una soluzione che l’umanità adotta da almeno 12.000 anni. Con l’attuale imperialismo globale è una soluzione transitoria, come dimostrano i tanti costretti a ritornare al paese d’origine perché in quello dove sono emigrati non riescono più a sopravvivere. Per trovare una nuova soluzione, forse bisognerebbe partire dalla considerazione che «Gli uomini non rinunciano mai a ciò che essi hanno conquistato, ma ciò non significa che essi non rinuncino mai alla forma sociale in cui hanno acquisito determinate forze produttive … Le forme economiche sotto le quali gli uomini producono, consumano, scambiano sono dunque transitorie e storiche. Con nuove capacità produttive acquisite gli uomini cambiano il loro modo di produzione, e col modo di produzione essi cambiano tutti i rapporti economici i quali non erano che relazioni necessarie di questo determinato modo di produzione.» (lettera di Marx ad Annenkov, 1846). Ma bisogna cambiare i rapporti economici che hanno provocato questa situazione. Per esempio, utilizzando il denaro ed il credito in modo diverso da come viene utilizzato dalle banche e dalla finanza, con un sistema di credito sulla fiducia senza interessi, completamente al di fuori dal sistema bancario, al quale possono partecipare tutti i soggetti che operano nell’economia reale che vogliano produrre per soddisfare i bisogni vitali di tutti invece che per il profitto di pochi. Sarebbe un cambio di paradigma: fare insieme invece di chiedere chi non vuole.

  • braveheart

    Una serie di imprecisioni. 

    Anche bagnai sbaglia nel suo libro quando analizza gli squilibri fra nord e sud : infatti si astiene dal citare il residui fiscale ( la differenza fra quanto pagato e quanto  ritorna) del nord. 
    Per esempio, nel 2012, l’import del sud e’ stato di 73 mld ( nn solo dal nord, ma anche da estero)
    Ampliamente coperto solo dal residuo fiscale di Lombardia e Veneto : cioè , secondo il discorso di Bagnai, abbiamo pagato il sud per acquistare parte del nostro export. 
    La convenienza dove sta?
    E il tutto senza contare gli stipendi dei residenti al sud, che quindi portano abbondantemente in negativo il bilancio fra nord e sud.
    Insomma, la teoria secondo cui il nord abbia bisogno di un sud debole come mercato e come calmieratore del valore del cambio, non sta in piedi. 
    Riguardo ai veleni, vorrei ricordare che qui al nord le terre dei fuochi sono centinaia di volte più numerose, e che comunque, bisogna tenere conto che la porcheria generata al nord, e’ servita anche per i trasferimenti al sud. 
    Soluzione? Ognuno si arrangi a casa sua, si tenga le sue risorse, si gestisca la propria società. 
  • Primadellesabbie

    Siete sicuri che la cosa vada considerata e valutata solo da una prospettiva di natura economica, per quanto importante possa essere?

    Diverse realtà culturali che possano svilupparsi separatamente, sulla base del proprio peculiare patrimonio di esperienze umane, sociali e storiche, finirebbero per costituire altrettanti modelli di convivenza dai quali attingere, qualora altri ne sentisse il bisogno, ispirazione ed esempio.
  • robertoz

    ….veda anche di riprendersi i rifiuti tossici e radioattivi che gli
    imprenditori del Nord hanno venduto alla Camorra, perché li interrasse.
    Questi imprenditori del Nord non sono migliori dei camorristi, ma
    nemmeno peggiori, sono la stessa cosa!…
    Certe frasi sono semplicemente gratuite perchè dovute ad ignoranza e senza cognizione di causa. Tanto per dire, vi ricordate quando ci fu l’aviaria, mio cognato lavorava in un  incubatoio dove nascevano migliaia di pulcini e c’era il problema di smaltire la pollina cosiddetta, cioè escrementi e pulcini morti. Immaginate di dov’era l’unica azienda italiana certificata per il ritiro di tale rifiuto: Napoli. Non sto scerzando. Ci sarebbe anche da dire che in un filmato di repertorio in bianco e nero ho visto i canali di Venezia che praticamente vi buttavano di tutto ed assieme c’erano le riprese di Napoli, a differenza di tanti anni è che a Napoli le cose sono rimaste come allora. I rifiuti di Napoli non sono quelli del nord, ma dei napoletani. Quando scoppiò il caso dei rifiuti, c’erano in un fossato dei rifiuti di un ospedale del nord, mi sembra improbabile che il responsabile di un ospedale rischi la galera per gli altri. Comunque al nord ci si può sedere in un bar senza la paura di prendersi in mezzo ad una sparatoria, al nord ci sono casi che peraltro ci vivono molti meridionali, al sud è il sistema!!!