Home / ComeDonChisciotte / IN PORTOGALLO SI PENSA AD UN DEFAULT “ALL’ ARGENTINA”

IN PORTOGALLO SI PENSA AD UN DEFAULT “ALL’ ARGENTINA”

Free Image Hosting at www.ImageShack.us
DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
telegraph.co.uk

L’ex leader del Portogallo ha invitato il paese a copiare l’Argentina e dichiarare bancarotta per il suo debito per evitare un collasso economico, una mossa che porterebbe quasi certamente ad una espulsione dall’euro.


Mario Soares, che ha guidato il paese verso la democrazia dopo la dittatura di Salazar, ha detto che tutte le forze politiche dovrebbero unirsi per “far cadere il governo” e respingere le politiche di austerità della troika dell’ Ue-Fmi.

“Il Portogallo non sarà mai in grado di pagare i propri debiti, per quanto possa continuare ad impoverirsi. Se non è possibile pagare, l’unica soluzione è non pagare. Quando l’Argentina era in crisi non pagò. E che cosa è successo? Non è successo niente”, ha dichiarato ad Antena 1.

L’ex Premier Socialista ed ex Presidente del paese ha detto che il governo portoghese è diventato un servo del cancelliere tedesco Angela Merkel, e che esegue disciplinatamente qualunque ordine ricevuto.
“Nel loro desiderio di fare contenta la Senhora Merkel, hanno venduto tutto e rovinato questo paese. In due anni questo governo ha distrutto il Portogallo”.

Dario Perkins di Lombard Street Research, ha detto che un default a muso duro costringerebbe il Portogallo all’uscita dall’euro. ” Ma questo creerebbe una animosità incredibile – La Germania si preoccuperebbe del fatto che altri paesi potrebbero seguire la stessa strada e per evitarlo adotterebbe una linea molto dura.”

Mr Perkins ha detto che tutti gli stati periferici hanno “un gran paura” di essere buttati fuori dall’UEM. “Temono che le loro economie potrebbero crollare, cosa che però è ridicola. Ma alla fine gli elettori cominciano ad eleggere politici che si rifiutano di accettare politiche di austerità, come stiamo vedendo in Italia, e l’Unione europea perderà il controllo della situazione”.

Raoul Ruparel di Open Europe ha detto che in Portogallo si è raggiunto il limite massimo di austerità. “Il precedente consenso politico in parlamento è evaporato. Come spesso accade durante questa crisi, l’Eurozona si scontra contro tutte le forze democratiche nazionali.

Il grido di battaglia di Soares arriva una settimana dopo che la Corte costituzionale del Portogallo ha decretato che i tagli sugli stipendi e sulle pensioni dei lavoratori pubblici sono illegali, costringendo il Premier Pedro Passos Coelho a doversi rimettere alla ricerca di dove fare nuovi tagli. La sentenza mette in discussione tutta la politica di “svalutazione interna” fatta dal governo per abbassare il costo del lavoro.

Un rapporto trapelato dalla Troika lancia l’allarme perché il paese rischia di entrare in una spirale del debito e che avrà bisogno di chiedere un altro finanziamento di € 15 miliardi entro il 2015, un terzo superiore a quanto servì dopo la crisi del debito nel 2011. “Il nuovo finanziamento sarebbe fondamentalmente ad alto rischio” si legge nel rapporto.

In uno dei pochi passi che contengono buone notizie, si legge che venerdì scorso i ministri delle finanze della zona euro hanno concordato di estendere il rimborso dei prestiti per il salvataggio di Portogallo e Irlanda per altri sette anni, riducendo così la pressione dei mercati.

Bruxelles ha detto che entrambi i paesi sono “ancora altamente vulnerabili” a causa di forze che sfuggono al loro controllo, e per questo hanno bisogno di un “segnale di sostegno forte”.

I critici dicono che è troppo poco e troppo tardi. Ormai gli eventi si muovono troppo veloci e rispondono solo a regole proprie.

Ambrose Evans-Pritchard
Fonte: telegraph.co.uk

Link: telegraph.co.uk/finance/financialcrisis/9990651/Portugals-elder-statesman-calls-for-Argentine-style-default.html
12.04.2013

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO

Pubblicato da Bosque Primario

  • Aironeblu

    “Il Portogallo non sarà mai in grado di pagare i propri debiti, per quanto possa continuare ad impoverirsi. Se non è possibile pagare, l’unica soluzione è non pagare. Quando l’Argentina era in crisi non pagò. E che ‘cosa è successo? Non è successo niente”

    E sarebbe bene precisare il dettaglio non indifferente che questo debito, come a suo tempo quello argentino, e’ una truffa illegale a tassi usurai. Ma non riescono a fare una coalizione i leader anti-euro?

  • vic

    Due dati, due nomi:

    – presidente della Commissione UE: Barroso, guarda un po’, Portoghese!
    – suo predecessore con lo stesso incarico: Prodi, guarda un po’, altro PIIGS!

    Nessuno dei due eletto da chicchessia, semplicemente incaricati, e coperti da uno stipendio che a casa loro se lo sognano. Pagato da chi lo stipendio? Ma e’ chiaro: dagli elettori contribuenti che manco li hanno mai votati, non sia mai!

    Smettiamola di dar la colpa solo ai tedeschi, i quali, se non altro, si son gestiti da soli la riunificazione a tappe forzate fra due sistemi economici e politici agli antipodi.

    Tedeschi, detto fra noi, che ultimamente sono regolarmente stati i piu’ recalcitranti ad imbarcarsi in avventure belliche senza capo ne’ coda. Anzi con una coda molto costosa!

  • castigo

    infatti non è “colpa” dei tedeschi.
    loro non hanno fatto altro che tutelare gli interessi nazionali, sfruttando l’euro per inondare il mercato dell’unione europea con le loro merci, divenute finalmente competitive con l’introduzione della moneta unica.
    inoltre l’euro gli ha permesso di:
    1) comprarsi la germania dell’est per quattro soldi e
    2) con la scusa della solidarietà con gli ex tedeschi dell’est praticare una robusta politica di dumping salariale e contrazione dei consumi, mentre inondavano il resto d’europa con credito facile, per stimolare ulteriormente le proprie esportazioni.
    inoltre hanno adottato tutta una serie di meccanismi a livello bancario/finanziario per sostenere la loro industria senza infrangere apertamente gli accordi europei, il tutto, almeno nella forma, perfettamente legale.
    a loro, semmai, può essere imputata una scarsa volontà di cooperare per garantire uno sviluppo armonioso dell’intera area euro.
    d’altronde, però, come si può pensare di coordinare alcunché con una classe politica come quella italiana, sempre pronta a tutelare gli interessi suoi e dei suoi sodali a discapito di quelli nazionali…..

  • nigel

    Straquoto e complimenti per la sintesi. Mi chiedo tuttavia se la Germania possa essere imputata soltanto di “….una scarsa volontà di cooperare per garantire uno sviluppo armonioso dell’intera area euro…” o se non vi sia l’intento di realizzare con l’euro quello che non è riuscito in precedenza con armi più convenzionali

  • Mondart

    E dai, ancora con ‘sta fòla dell’ Argentina parbleu …

    La svolta argentina ha forse debellato la divisione di classi, o non ha piuttosto congelato e relegato eternamente la classe “popolare” nel ruolo per lei così ben codificato proprio dall’ ideologia marxista ??? …

    Nè la cosiddetta “rivoluzione proletaria”, nè le riforme illuminate borghesi ( società delle api, orto coi pomodori, neo-misticismo steineriano, ecc ecc ) risolvono davvero il sostanziale problema di fondo, ma lo camuffano semplicemente con un diverso vestito: se la fica è mia e la gestisco io, perchè devo svenderla al miglior ( peggior ) offerente ??

  • ilsanto

    La situazione è complessa ma credo che il nocciolo è solo che l’1% sfrutta il 99% perchè il capitale ( la finanza ) è libera dai vincoli nazionali e non è controllabile e ingrassa sulle differenze tra le varie aree.
    Che gli stati e la politica contano come il due di picche.
    Infine che il famoso 99% NON ha un piano internazionale e quindi subisce l’iniziativa del capitale.
    Morale se non si fà un “sindacato mondiale” non si va da nessuna parte.
    PS Marchionne quando si è incazzato ha detto che le auto le va a fare in slovenia o era in serbia boh comunque le fa in brasile turchia etc.
    Ma l’operaio di Melfi che fà ? va in turchia ?
    e la FIOM che fà dice che in slovenia devono dare 1500 euro di stipendio agli operai della FIAT ?
    NO quindi ? Facile da capire o no ?

  • TN

    Ottima sintesi, anche perché rifugge dai moralismi e da ingenue bipartizioni come “buoni/cattivi”, la Germania ha fatto solo i propri interessi, in barba alla “cooperazione” prevista dai trattati europei.
    L’ha fatto meglio degli altri perché ne ha avuto la possibilità e perché ha avuto dalla sua politici compatti e abbastanza lungimiranti (mica come i nostri Bersani & co che continuano ad abbaiare alla luna dell’euro).
    Tanto è vero che la Germania ha già messo a punto un piano di “exit strategy” dall’euro, rendendosi conto che il gioco del mercantilismo è finito e che ormai dai PIIGS non c’è quasi più nulla da mungere.