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faccia ... prima della guerra. Notizie del 1938 archivi. Atene, dicembre 2016
faccia ... prima della guerra. Notizie del 1938 archivi. Atene, dicembre 2016

In nome della dignità – il NO in Italia

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

L’esito del referendum in Italia regala ai Greci un filo di speranza: la salvezza può venire da noi o dai francesi. In patria l’odio per l’UE e l’euro è palpabile (“o noi o loro” si dice nei bar), poichè il genocidio economico del paese è cosa ormai quasi fatta, tanto da far temere disegni di eliminazione tout-court del paese dalla cartina geografica. Mikis Theodorakis scrive a Tsipras parole sprezzanti dopo il viaggio a Cuba: “ci incontreremo poi … dove potremmo essere uccisi fino all’ultimo uomo”; e intanto gli abitanti di Atene, fanno scorte temendo il peggio. Panagiotis ringrazia i suoi lettori per aver potuto fare la spesa e munirsi dei generi di prima necessità. E non c’è altro da aggiungere.

Lunedì 5 dicembre felice, perché molto … italiano, attraversa la quotidianità greca. “E alla fine è NO, NO”, ha detto Christos, il mio vicino, disoccupato di lunga durata, e che vive da solo dopo il crollo della sua casa la scorsa settimana. I greci inevitabilmente lo vedono come il loro ‘NO’ nel 2015, tradito come sappiamo dal truffatore e criminale (politico) Alexis Tsipras. Dopo domenica, la ‘prima’ di alcuni giornali di Atene già riportava l’essenziale: “Le società si oppongono alla globalizzazione. la zona euro si sfalda. Lo scetticismo conquista il Vecchio Continente “(quotidiano “Dimokratia” del 5 dicembre). Il risveglio è cominciato.

"La zona euro si sfalda" Quotidiano "Dimokratia" del 4 dicembre, Atene
“La zona euro si sfalda” Quotidiano “Dimokratia” del 5 dicembre, Atene

In questa “grande Europa”, dove noi praticheremo tutti questi piccoli mestieri … o dove, se non altro, la fine dell’euro si avvicina. Poiché tutti gli altri popoli, uno dopo l’altro, dicono ‘NO’, e possiamo supporre che la loro volontà non sarà tradita, come avvenuto da noi; la piccola Grecia, così rattrappita… finirà per restare sola nella prigione degli  ‘eterni debitori’. Analisi largamente condivisa, e riportata, ad esempio, fin dal mattino da Realfm Radio ad Atene lunedi 5 dicembre.

“Resteremo soli noi e… la Germania, dopo il ‘NO’ così orgoglioso del popolo italiano. I tedeschi distrussero i greci più volte in passato; ora realizzano il genocidio per via economica. La Grecia si è trasformata in un campo di concentramento, dove gli occupanti seminano divisione e odio fra i greci. Stiamo trasformandoci così … in un cimitero, mentre loro stanno saccheggiando il nostro paese, le nostre ricchezze, a cominciare con l’introduzione dell’euro”.

“I tedeschi, dunque, si stanno impadronendo in questo momento delle proprietà pubbliche e private dei greci, e anche dietro la ‘fioritura’ di ‘compro oro’ tra il 2011 e il 2015, c’è una catena tedesca di distribuzione dell’oro, in modo da farlo confluire dal paese colonizzato a quello di Angela Merkel. Se non cambiamo il nostro atteggiamento, c’è il pericolo che il nostro paese finirà formalmente a pezzi, come l’ex Jugoslavia, e che ciò avverrà da qui a breve”.

"Grande Europa" ... piccoli commerci. Atene, dicembre 2016
“Grande Europa” … piccoli commerci. Atene, dicembre 2016

Genocidio economico in Grecia. Atene, dicembre 2016

Genocidio economico in Grecia. Atene, dicembre 2016
Genocidio economico in Grecia. Atene, dicembre 2016

“Questo è ciò che vuole realizzare … il cuore del piano dell’euro tedesco: già più di 500.000 greci hanno lasciato il loro paese, i migliori, il più coraggiosi, i più esperti, i più giovani. Allo stesso tempo, essi vengono sostituiti dai migranti, e presto, del genere di migranti che la Germania, per esempio, non vuole o non vuole più. Ed è allora che un clima di guerra civile e caos si viene a stabilire in Grecia, il rischio dello scenario jugoslavo non è più impossibile, e alla fine, la Germania potrebbe … semplicemente consegnarci alla Turchia”.

“Fortunatamente, il popolo italiano ha detto loro ‘NO’, e la speranza è che presto, la gente di Francia formulerà una risposta simile. Durante un recente viaggio in Italia, gli imprenditori italiani ci dicevano molto chiaramente: ‘Basta, vogliamo lasciare questa Unione Europea di marca tedesca’, è così che la fine della UE si profila all’orizzonte. Mentre ad Atene, i nostri politici fantoccio fanno finta di governare, andando poi a l’Hotel Hilton nella capitale per fare rapporto e ricevere ordini dai membri della troika. Nel frattempo, l’Assemblea Nazionale è solo un povero teatro di pantomima, poiché tutta la legislazione greca è di fatto importata e imposta dall’estero, questo è lo stato in cui ci troviamo alla fine” (radio Realfm, Atene, 5 dicembre).

Questo è ciò che viene detto (tra le altre cose) pubblicamente ad Atene, in seguito al grande ‘NO’ del popolo italiano. Poi, un po’ più tardi la mattina sulla stessa radio, alcuni messaggi degli ascoltatori, similmente espliciti, sono stati letti dai giornalisti: “L’unica soluzione perchè i popoli d’Europa possano finalmente costruire una certa  Europa è … demolire completamente l’attuale Unione Europea” Oppure: “Ci dovrebbe essere un referendum in tutti i paesi della zona Euro, nello stesso giorno, per respingere definitivamente questa ignominia” e, “Prendiamo atto che i giornalisti evitano di parlare del … nostro referendum del 2015 ” (radio Realfm, Atene, 5 dicembre).

Luogo di un mendicante. Sulla parete: "La giunta è la strada." Atene, dicembre 2016
Luogo di un mendicante. Sulla parete: “La giunta è la strada”. Atene, dicembre 2016

lampadine rubate. Atene, dicembre 2016

lampadine rubate. Atene, dicembre 2016
Lampadine rubate. Atene, dicembre 2016

Questo è più o meno quello che tutti i vicini hanno espresso anche la mattina del 5 dicembre ad Atene; ma ci sono ancora le nostre solite vicissitudini e molto altro ancora. Dal momento che questa mattina … nella geopolitica del palazzo, abbiamo scoperto che tutte le lampadine fuori, all’ingresso … … erano state semplicemente rubate. Christos e Kostas hanno inoltre informato i vicini su altri fatti simili avvenuti nel quartiere. E questo non è affatto rassicurante. I tubi a vista del gas che collegano due edifici della zona alla rete della città, sono stati troncati. Il gas è fuoriuscito, e abbiamo così sfiorato il disastro. Tutto passa … come l’europeismo. Sicuramente.

Tutte queste grandi e piccole … novità nella vita greca (come degli altri popoli) ci avvicinano appunto … alla distopia meta-democratica (in realtà totalitaria) dall’alto, quella che i dominanti europeisti (e non solo) impongono come “soluzione finale” … l’insediamento nel pianeta di soli … non dominanti. Anche se, seppure con tanto ritardo, i non dominanti finiscono per comprendere alcuni aspetti del problema … come quello dell’aporia (in primo luogo la loro). Eccoci allora. L’Unione europea tedesco-elitaria, con le sue armi di distruzione di massa come l’euro sono comunque già usciti dalla sfera noetica [ndt: comprensibile con l’intuito – definizione QUI] dei popoli, direi … tedeschi compresi, in una certa misura. L’Unione europea è pertanto respinta ovunque.

Poi c’è un parallelo, con il crollo dell’Unione Sovietica, dove il sistema, nel suo ultimo periodo, girava a vuoto, mentre la propaganda dei capi, i media, i presunti intellettuali e accademici, i beneficiari del sistema non aveva più gran presa (presto non l’ebbe più  del tutto) sulla popolazione. A quel punto, non c’è alternativa per il sistema esistente, se non prendere in mano la situazione con la violenza (ad esempio con un regime totalitario … apertamente compiuto). Questo potrebbe in particolare essere realizzato attraverso la paura, che diventa terrore dominante, paura distruttiva – come sappiamo – del legame sociale e quindi di qualunque resistenza organizzata ed efficace.

Paura di ogni giorno, alienazione sociale, paura sul luogo di lavoro … paura della disoccupazione, paura della morte, del freddo, della fame; infine, paura della minaccia ahimè concreta degli “islamisti”, che possono ad esempio anche mettere sotto pressione nel loro modo abominevole … Italia, Francia … o Germania, ma anche altri in questa Europa.

Tranquilla quotidianità Atene, dicembre 2016
Tranquilla quotidianità Atene, dicembre 2016
Giornalisti... del secolo scorso. Archivi, Atene, dicembre 2016
Giornalisti… del secolo scorso. Archivi, Atene, dicembre 2016
Corrispondenti di guerra secolo precedente. Archivi, Atene, dicembre 2016
Corrispondenti di guerra secolo precedente. Archivi, Atene, dicembre 2016

C’è come una calma nel quotidiano, presente, eppure precaria che prevale ad Atene nel dicembre 2016. Tutti camminano sul filo del rasoio del nuovo secolo, come tutti ricordano spesso il il lavoro e le condizioni di pre-crisi, in effetti … come fosse un ante-guerra. Contemplando queste queste fotografie ben esposte presso la sede della Confederazione dei giornalisti ad Atene. Ovviamente, siamo già in gran parte (compreso “Greek Crisi”) … corrispondenti di guerra di questi giorni.

Tutti sul filo del rasoio del nuovo secolo, pseudo-leader politici compresi, salvo che questi ultimi (“governo” come “opposizione”) … s’impegnano in una festa macabra, fino a quando le loro tasche saranno piene del loro ultimo cinismo, celebrazione della loro esistenza (politica) che osserviamo indignati ogni giorno. Ad esempio, tutti hanno capito che la visita di Alexis Tsipras a Cuba, con il pretesto del funerale di Fidel Castro, era in realtà una fuga … e anche di più, con questo gruppo di truffatori che ci governano.

Davanti all’arroganza così moltiplicata degli Tsiprosauri, Mikis Theodorakis, il grande compositore e (storicamente) figura della sinistra greca, reagisce immediatamente a suo modo, attraverso una lettera aperta indirizzata direttamente al Alexis Tsipras. Essa è stata ripresa da gran parte della stampa greca:

Mikis Theodorakis. Stampa greca dicembre 2016
Mikis Theodorakis. Stampa greca dicembre 2016

“Compagno Alexis, ammetto che sei un ragazzo furbo … come una volpe. Tu sei quel … ragazzo coraggioso  e pieno di risorse, come la Grecia non ne aveva visto un altro … dall’anno 450 AC ad oggi. Perché agisci sempre come ti pare, senza alcuna considerazione per gli altri. Riempi così il tuo aereo personale e (quello della Repubblica), lo riempi con la  spedizione dei vostri amici e fidanzate, e via! Tutti a Cuba, lasciando 300.000 dollari da pagare agli … ‘idioti’, a quelli che guadagnano 300 € al mese, quando va bene. Ti diverti a modo tuo. E pronunci un discorso a Piazza della Rivoluzione, dove Fidel parlava da rivoluzionario autentico e solido. E allora ti ergi… perfino tu, con la tua enorme statura, contro il capitalismo e l’imperialismo. E anche fai come Lucullo (600 € per un pasto pagato dal Ministero degli Esteri, vale a dire dai tuoi scagnozzi a spese di tutti)”.

“Goditela, dunque, fai festa, mentre gli ‘idioti’ greci … si consumano in coda per prendere le loro pensioni oppure, a volte, per negoziare un pagamento scaglionato della bolletta della luce o di altre fatture e debiti. E a volte si consumano nelle code negli ospedali, mentre nuova austerità si somma all’austerità. Gioca a fare il ribelle, a Cuba, e quando torni, diventerai ancora una volta quello che sei sempre stato, vale a dire, il ragazzo di bottega della Merkel, di Obama e di Juncker. Tu li hai tanto denunciati a L’Avana, più e più volte hanno agito contro i Greci, gente … intelligente, perché ha deciso di essere guidata da questi individui che nessuno più sostiene, con governi privi ormai di ogni senso di onore e di dignità. Leader che giocano a fare i  … responsabili del paese. Ci incontreremo poi … dove potremmo essere uccisi fino all’ultimo uomo”, Mikis Theodorakis, dicembre 2016.

Alexis Tsipras a Cuba. 30 Novembre 2016 (stampa greca)
Alexis Tsipras a Cuba. 30 Novembre 2016 (stampa greca)
Manifestanti disabili per i loro diritti e la dignità. Atene, 2 dicembre (stampa greca)
Manifestanti disabili per i loro diritti e la dignità. Atene, 2 dicembre (stampa greca)

Alexis Tsipras in ricreazione … a Cuba; ma ad Atene o al Pireo, quelli che possono ancora, con il loro ultimo grammo di coraggio sotto il braccio, mostrano la loro rabbia … in nome della dignità. I disabili, le loro famiglie e amici, protestano contro la banda di Alexis (dopo aver ceduto tutto, compresa l’ultima speranza politico parlamentare … agli euro Merkelocrati e al FMI) che ha annunciato la fine degli ultimi (e molto esili) aiuti ancora erogati, poi protestano i marinai (in sciopero da quasi una settimana), indignati per l’uccisione del loro sistema pensionistico.

La calma rimane di certo precaria, ma … la vita reale non è perduta per sempre. Alcuni manifesti nelle nostre strade invitano a ritrovare i nostri animali domestici smarriti … per esempio. E noi … a volte contempliamo la distruzione nel centro storico di Atene, come se contemplassimo il Partenone. L’Eurozona si decompone… e noi con lei! Mikis Theodorakis dall’alto dei suoi 91 anni, non ha più tempo per i mezzi termini. “Ci incontreremo poi … dove potremmo essere uccisi fino all’ultimo uomo”.

A differenza (credo) della situazione francese o italiana, il tempo e soprattutto i rapporti (già collettivamente e in gran parte previsti) tra i cittadini ei loro leader politici, sono quelli di una sicura … condanna a morte: “O loro o … noi “, si sente dire molto spesso nei caffè greci. L’istinto della morte è ormai di casa… purtroppo direi, solo poco tempo (storicamente parlando) prima della morte dell’euro e della sua Unione europea.

Manifesto ... per trovare i nostri animali randagi. Atene, dicembre 2016
Manifesto … per trovare i nostri animali randagi. Atene, dicembre 2016
Distruzione nel centro storico di Atene, dicembre 2016
Distruzione nel centro storico di Atene, dicembre 2016
I nostri animali non randagi perchè adespoti per natura. Atene, Dicembre 2016
I nostri animali non randagi perchè adespoti per natura. Atene, Dicembre 2016

Lunedì 5 dicembre felice perché finalmente … molto italiano, attraversa la quotidianità della Grecia. “NO … alla fine è NO”, e questo è tutto ciò che auguriamo ai nostri amici italiani, come a tutti gli altri popoli … che restano sotto l’Euro-controllo.

Le nostre vite, sono state largamente sporcate, la stessa memoria del nostro … Colosso di Maroussi (Yorgos Katsimbalis), ad Atene, vicino all’Accademia, viene contaminata. Il nostro Colosso, reso famoso dal diario di Henry Miller pubblicato nel 1941 da Colt Press di San Francisco. Ben altri tempi, forse! E’ il racconto del viaggio di Miller in Grecia nel 1939, dove incontra soprattutto Yorgos Katsimbalis, scrittore e narratore, figura ormai mitica della letteratura greca contemporanea, ma a quanto pare non per tutti. Perdere la propria lingua e la propria cultura è peggio che perdere la propria stessa vita … si sa.

La stele commemorativa ... Yorgos Katsimbalis. Atene, dicembre 2016
La stele commemorativa … Yorgos Katsimbalis. Atene, dicembre 2016
Nei supermercati. Atene, dicembre 2016
Nei supermercati. Atene, dicembre 2016
Le nostre scorte di emergenza. Atene, dicembre 2016
Le nostre scorte di emergenza. Atene, dicembre 2016

Nel mese di dicembre 2016, i supermercati di Atene faranno ancora finta di celebrare la sfilata dei consumi “per Natale”. In un certo senso, e, fortunatamente, nulla sarà come prima. Era anche tempo che ciò accadesse. Grazie alle donazioni da parte dei lettori di questo blog, siamo stati in grado di ricostruire le nostre … … scorte di emergenza (olio, conserve, biscotti, biscotti di riso e caffè), abbastanza per resistere un mese scarso, nel caso in cui … ci fossero scontri generalizzati in Grecia. Questo è oggi per noi … l’intero significato del Natale. Ringrazio i lettori e amici di questo blog, resistiamo grazie a voi da tanti mesi … e anni, abbastanza per vedere il ‘NO’ che alla fine è arrivato dalla gente in Italia!

Le società civili si ribellano contro la globalizzazione. La zona euro va a pezzi. Lo scetticismo conquista il Vecchio Continente. Il termine “scettico”, in greco, ha il significato innanzitutto di “pensare”. Pensare, per creare una nuova sfera di noetica per quegli esseri umani che siamo (ancora) … già e, se possibile, in nome della dignità.

Idee … più adespote (senza padrone) che mai, come alcuni dei nostri animali.

Animali adespoti. Atene, dicembre 2016
Animali adespoti. Atene, dicembre 2016

Panagiotis Grigoriou

Fonte: www.greekcrisis.fr/

Link: http://www.greekcrisis.fr/2016/12/Fr0558.html#deb

5.12.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRAN

Pubblicato da Franz-CVM

  • PersicusMagus

    Dunque…qualche greco l’ho conosciuto e se sono colti tendono a essere un pochino magniloquenti…quindi potrebbe essere solo per il gusto di una prosa altisonante…

    Se invece in questo articolo si stesse cercando di comunicare un “qualcosa” di realmente preciso – sia nelle parole di chi scrive che in quelle ancora più significative di Theodorakis – questo articolo sarebbe………….
    Si quis habet aures audiendi audiat.

    Io ribadisco quello che sto dicendo da vari mesi: il 2017 sarà un anno molto movimentato.

  • PersicusMagus

    Ma…ho capito bene…?

  • sotis

    Mah…vi siete fatti raggirare da Tsipras … avete reagito ? no. Moltissimi greci hanno votato per restare in Europa. Sono brogli? Quando veramente la massa fa la fame la rivolta dovrebbe esserci. Non c’è. Quindi le cose stanno così : O la massa è vigliacca oppure non fa la fame. Questi articoli sono ben fatti ma poco chiari.

    • PersicusMagus

      Rileggilo bene.
      I toni e i concetti sono abbastanza insoliti, sia i suoi sia quelli di Theodorakis.

      Le ipotesi sono due

      1) sono chiacchiere

      2) non sono chiacchiere

      Se non sono chiacchiere sono qualcos’altro.

  • PersicusMagus

    E mettetecela una nota…

    Ci penso io.

    L’ultima frase è

    Καλή αντάμωση στα Γουναράδικα

    Che cercando faticosamente di capire cosa significa si potrebbe tradurre (credo)

    “Ci vediamo in pellicceria”

    ossia “dove ci scannano tutti” o forse “dove ci potremo scannare a vicenda”, non sono sicuro.

    Era la frase preferita di Aris (Marte) Velouchiotis militante combattente comunista suicidatosi nel 1945.

    All’inizio del ’45 il Partito Comunista aveva accettato di disarmarsi nel Trattato di Varkiza.
    Velouchiotis si era rifiutato di deporre le armi eil KKE, Partito Comunista Greco, con la lungimiranza che contraddistingue l’uomo di sinistra, lo espulse ritenendolo un soggetto pericoloso.
    Alla fine Velouchiotis si trovò isolato insieme al suo compagno Javellas e si tolsero la vita entrambi.
    In segno di rispetto verso il nemico defunto le forze della polizia greca sostenute dagli inglesi tagliarono la testa a entrambi appendendola nella pubblica piazza ad una sorta di palo della cuccagna

    https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/9/93/Velouchiotisdead.jpg

    La giustificazione di questa barbarie fu che si trattava di una antica usanza greca.

    Naturalmente l’amnistia promessa ai comunisti non venne mai rispettata usando come scusa vari cavilli, fino a che nel 1947 il KKE fu definitivamente dichiarato fuorilegge.

    Dopo decenni di dittatura i comunisti furono reintegrati nella legalità e il Partito iniziò nella massima discrezione possibile un processo di riabilitazione di Velouchiotis.

    Imbecilli erano e imbecilli rimangono.

    Per i greci il Trattato di Varkiza equivale a una resa disonorevole e infatti il voltafaccia di Tsipras dopo il referendum fu paragonato a una Varkiza 2.

    In Grecia quindi la risposta che si dà a chi si accusa di essersi vigliaccamente piegato al nemico è appunto la celebre frase di Velouchiotis: “Ci vediamo in pellicceria” che in sostanza è una maniera un po’ più forte di “Ci vediamo a Filippi”.

  • Manolis55

    Beh, le cose sono piuttosto complicate e la moneta ha sempre due facce, una positiva e l’altra negativa. Che coesistono, nello stesso istante. E questo la mente umana non lo accetta.
    Nel ’45 il partito comunista greco era totalmente dipendente dai sovietici. Che nel frattempo avevano firmato gli accordi di Yalta e avevano ceduto la Grecia alla Nato. Inoltre i comunisti non rappresentavano la maggioranza del paese, anzi. Dentro il quale gli anglossassoni avevano radici sin dalle sue origini. Secondo gli analisti storici contemporanei greci, non si è mai capito ancora se Stalin mandò allo sbaraglio i comunisti per creare difficoltà agli alleati oppure gli tradì apertamente. Non c’era alcuna possibilità di vincere il conflitto. L’unica cosa che si poteva fare era quella di formare un organizzazione politica simile al partito comunista italiano e cercare di sopravvivere con dei compromessi. Ma i dirigenti comunisti non lo capirono. Erano ancora idealisti e si sentivano forti militarmente. E credevano nell’ URSS. E la storia finì con un disastro, i cui strascichi sono ancora presenti nella società greca.

    Con Tsipras la storia un pò si ripete. Non c’era e non c’è nessuna possibilità di vincere la guerra con i poteri forti dell’UE. Tant’è vero, che qualcuno ha pensato che la ribellione iniziale fosse un trucco concordato a priori. E la situazione in Grecia, pur condividendo in larga scala, non è completamente come la descrive l’articolo. Ci sono vaste fasce della popolazione che stanno benissimo all’interno di questa situazione. Lucrano, si sfregano le mani. I passaggi di proprietà immobiliarie per neccessità, non finiscono nelle tasche di stranieri ma di greci. Le elite locali stanno meglio che mai… E c’è un risparmio privato di circa 1000 mlrdi ed quello che vogliono succhiare. Come i 2000 mlrdi e dispari italiani. Sotis ha visto bene. Non si è arrivati ancora alla fame. Ma le cose non è che stavano meglio prima. La corruzione dilagava, ma su livelli inconcepibili per un paese europeo. Ora ammesso che tutti i greci scendano per strada e si ribellino, e non è così, l’unica cosa che otterranno sarà un isolamento immediato tipo Cuba o Iran. Il Sistema non può permettersi il lusso di lasciar perdere. Ma c’è di peggio: un invasione Turca come nel ’74 a Cipro. Erdogan ha già cominciato a dire che non riconosce il trattato di Losanna, vuole le isole e il petrolio (https://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Losanna_(1923). Strano tempismo…
    Nessun popolo può vincere da solo contro poteri stratosferici. Ci vuole una presa di consapevolezza globale e non la vedo. La maggioranza campa benissimo cosi…

    • PersicusMagus

      Cito:

      “Non c’era e non c’è nessuna possibilità di vincere la guerra con i poteri forti dell’UE”

      Non è vero anzi sarebbe molto più facile oggi che due o trecento anni fa.

      Credo (e spero) che quest’altro anno molte vecchie certezze saranno messe in discussione.

      • Manolis55

        Speriamo…

      • Umberto

        Bravissimo. Basta dire NO e avere poi il coraggio di difendersi da tutto ciò che verrà. Un popolo vessato all’ inverosimile non aspetta altro che un Capo che mostri le palle per tirar fuori le proprie.

  • SanPap

    Oh, where have you been, my blue-eyed son?
    Oh, where have you been, my darling young one?
    I’ve stumbled on the side of twelve misty mountains,
    I’ve walked and I’ve crawled on six crooked highways,
    I’ve stepped in the middle of seven sad forests,
    I’ve been out in front of a dozen dead oceans,
    I’ve been ten thousand miles in the mouth of a graveyard,
    And it’s a hard, and it’s a hard, it’s a hard, and it’s a hard,
    And it’s a hard rain’s a-gonna fall.

    Oh, what did you see, my blue-eyed son?
    Oh, what did you see, my darling young one?
    I saw a newborn baby with wild wolves all around it
    I saw a highway of diamonds with nobody on it,
    I saw a black branch with blood that kept drippin’,
    I saw a room full of men with their hammers a-bleedin’,
    I saw a white ladder all covered with water,
    I saw ten thousand talkers whose tongues were all broken,
    I saw guns and sharp swords in the hands of young children,
    And it’s a hard, and it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard,
    And it’s a hard rain’s a-gonna fall.

    And what did you hear, my blue-eyed son?
    And what did you hear, my darling young one?
    I heard the sound of a thunder, it roared out a warnin’,
    Heard the roar of a wave that could drown the whole world,
    Heard one hundred drummers whose hands were a-blazin’,
    Heard ten thousand whisperin’ and nobody listenin’,
    Heard one person starve, I heard many people laughin’,
    Heard the song of a poet who died in the gutter,
    Heard the sound of a clown who cried in the alley,
    And it’s a hard, and it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard,
    And it’s a hard rain’s a-gonna fall.

    Oh, who did you meet, my blue-eyed son?
    Who did you meet, my darling young one?
    I met a young child beside a dead pony,
    I met a white man who walked a black dog,
    I met a young woman whose body was burning,
    I met a young girl, she gave me a rainbow,
    I met one man who was wounded in love,
    I met another man who was wounded with hatred,
    And it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard,
    It’s a hard rain’s a-gonna fall.

    Oh, what’ll you do now, my blue-eyed son?
    Oh, what’ll you do now, my darling young one?
    I’m a-goin’ back out ‘fore the rain starts a-fallin’,
    I’ll walk to the depths of the deepest black forest,
    Where the people are many and their hands are all empty,
    Where the pellets of poison are flooding their waters,
    Where the home in the valley meets the damp dirty prison,
    Where the executioner’s face is always well hidden,
    Where hunger is ugly, where souls are forgotten,
    Where black is the color, where none is the number,
    And I’ll tell it and think it and speak it and breathe it,
    And reflect it from the mountain so all souls can see it,
    Then I’ll stand on the ocean until I start sinkin’,
    But I’ll know my song well before I start singin’,
    And it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard, it’s a hard,
    It’s a hard rain’s a-gonna fall. Bob Dylan

  • Umberto

    Provo un grande sentimento di fratellanza verso il popolo ellenico. Secondo il mio modo di vedere, non è vigliacco, ma stanco e quasi del tutto rassegnato. Non ha reagito al tradimento di quel verme di Tsipras? Bene, lo farà alla prossima occasione, quando non sarà un popolo solo e senza reali possibilità di farcela contro la gigantesca macchina da guerra sionista. Magari le cose precipiteranno quando meno ce lo aspettiamo e l’ onda del sentimento di giustizia avrà tanta forza da trascinare l’ esercito dei deboli. Magari saranno più genti a cogliere l’ occasione propizia, simultaneamente. Un Mediterraneo che per storia, geografia e costumi potrà decidere, nel momento di debolezza e sconquasso del Male, di stringere e mettere insieme i propri cuori che lo hanno fatto e vissuto, è un Mediterraneo invincibile. Tutto ciò appare impossibile e al limite del controllo psichiatrico, ma i tempi mutano.

  • Adriano Pilotto

    “Ci vediamo in pellicceria”.
    Sembra un appuntamento per vecchie signore borghesi.
    Una piccola variazione, rispettosa del senso che intendeva vericolare Velouchiotis, sarebbe: “Ci vediamo in macelleria”.

    • PersicusMagus

      Sì ma c’era un riferimento ai cacciatori di volpi che però non ho capito fino in fondo perché non so il greco.
      Comunque anche lì, non è esattamente pellicceria ma nemmeno macelleria, casomai mattatoio.

      • Adriano Pilotto

        Ci può stare il mattatoio: la macelleria conserva residualmente una parvenza d’ordine, di finalità ulteriore all’uccisione. Il mattatoio ha come unico orizzonte la morte, l’ammazzamento.

  • alfa, ☭ ✪ Basta buonismo!

    Leggo dei numeri senza senso, tipo 600 euro per una cena a cuba. Vabbè, se questo è il livello…