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IMMORTALITA’ FISICA: DOBBIAMO PROPRIO MORIRE ?

DI AGATHE MOLVIK

theutopian.net

Molte persone sostengono che la morte sia solo una scelta. L’unica ragione per la quale noi moriamo è la convinzione che la morte sia inevitabile. Solo di recente questo concetto ha guadagnato in popolarità. Insomma, dobbiamo proprio morire?

I CASI D’IMMORTALITA’

Ci sono molti casi d’immortalità, descritti da molte fonti diverse. La scelta di credere o meno alla loro autenticità dipende (forse) dal fatto che ci sia o meno rispetto per le persone coinvolte nei diversi casi.

Alcuni di quelli più famosi sono descritti in libri come “Autobiografia di uno Yogi” di Paramahansa Yogananda, oppure come “L’Antico Segreto del Fiore della Vita, vol. 1” di Drunvalo Melchizedek.

In quest’ultimo testo Melchizedek condivide le sue esperienze personali con Thoth (con cui si incontra e da cui viene addestrato), una delle principali divinità del pantheon egiziano. Si dice che egli sia vissuto per migliaia di anni, fino a quando ha lasciato il suo corpo, non troppi anni fa, per continuare il suo percorso altrove.

Babaji è il Gran Maestro dell’immortalità fisica … si dice che possa essere stato colui che ha addestrato Gesù, in occasione dei suoi numerosi soggiorni in India (nella prima parte della sua vita). Babaji è vivo ancora oggi, e sono molte le storie che parlano di incontri diretti con il Maestro.

Personalmente, ho ascoltato i racconti di almeno due persone che affermano di averlo incontrato (si suppone che egli sia in grado di materializzare e smaterializzare il suo corpo a piacimento). Toby Alexander della “DNA Perfection” (http://dnaperfection.com/toby-alexander/, ndt), ad esempio, parla volentieri dei suoi incontri con Babaji.
Altri ben noti praticanti della vita eterna sono Mony Vital e Leonard Orr, che hanno scritto due libri ai quali farò riferimento. Leonard Orr, a sua volta, parla di immortali come Bhartriji e Goraknath, mentre Mony Vital parla di persone come Joachim Werdin, che è un Breatharian (spiegazione a seguire).

PERCHE’ MORIAMO ?

Si dice che la causa della morte sia il fatto che noi, semplicemente, ci crediamo … e che non ci sia nient’altro, oltre a questo. Per diventare immortali dobbiamo quindi sradicare questa convinzione. Appena cominciamo a credere a noi stessi (veramente!) come ad esseri immortali, vuol dire che lo siamo già diventati.

In effetti, è stata solo la morte a guadagnare popolarità nelle ultime migliaia di anni. Tuttavia, anche nella Bibbia ci sono storie di persone che sono vissute per centinaia di anni – la durata della loro vita variava da 500 a 1.000 anni.
Se andiamo ancora più indietro, ai tempi della Lemuria (ipotetico continente scomparso, posto fra l’oceano Indiano e quello Pacifico, ndt), si sostiene che la gente vivesse per migliaia di anni. Quindi, se possiamo vivere più a lungo, perché non lo facciamo anche noi?

Non trovo in questo momento che la vita eterna sia molto attraente, ed immagino molti altri insieme a me. Anch’io vorrei comunque vivere più a lungo rispetto alla mia aspettativa di vita, che si dice sia prevista in 80 anni. 100 anni potrebbero andar bene.

Ma questo non significa, forse, che dovrò lottare per molto tempo ancora per sbarcare il lunario, difendermi dalle minacce e trattare con persone maleducate? Non significa che dovrò lavorare ancora più a lungo, facendo un lavoro che non mi soddisfa del tutto?

Il pensiero del pensionamento ed infine della morte è quasi una sorta di sollievo, un’ultima rete di sicurezza in un mondo dove la maggior parte delle persone non è veramente felice. Se non altro passa … e ad un certo punto, mal che vada, io ne sarò liberato.

Questa considerazione potrebbe sembrare terribilmente scura, molto cupa … ma ci vogliono comunque solo pochi minuti per riflettere sul proprio rapporto con la morte. Potresti immaginare di vivere per sempre? E se la risposta è “no”, perché proprio “no”? La mia ipotesi è che molti, semplicemente, non godono sufficientemente della loro vita, per desiderare di continuare a vivere più a lungo del necessario.

In questo modo, però, non comprendiamo la cosa più importante, ovvero che un essere immortale è un essere felice di esistere. E’ un essere che si è scrollato di dosso le vecchie convinzioni e le vecchie abitudini che lo hanno frenato nella vita.

Si tratta di scegliere di vivere – ogni giorno. E di fare la scelta migliore per sé stessi – ogni giorno.
Per me tutto questo è difficile da immaginare, perché ci sono ancora molti ostacoli esterni, come ad esempio il bisogno di denaro. Quelli che pretendono di essere immortali, però, ci dicono che queste preoccupazioni non hanno alcun senso.
Quando diventiamo veramente immortali, tutto quello che serve andrà a posto da solo. Siamo noi che creiamo la nostra vita. Ed allo stesso modo creiamo la nostra morte. Per vivere per sempre dobbiamo semplicemente sradicare la nostra fede nella morte.

COME POSSIAMO VIVERE PER SEMPRE ?

Ma non è così semplice. In “Breaking the Death Habit”, Leonard Orr elenca alcuni passi che sono fondamentali per ottenere l’immortalità fisica. A parte il credere che si possa effettivamente vivere per tutto il tempo che ognuno vuole, ci sono comunque diverse cose che devono essere messe a posto.

La purificazione, ad esempio, è di grande importanza. Sia la purificazione del corpo mentale (pensieri e convinzioni negative), che del corpo fisico. Quest’ultima è composta dal bagno quotidiano (che purifica anche il corpo eterico) e da digiuni regolari (Mony Vital suggerisce, per cominciare, un giorno alla settimana).

Consiste, inoltre, nella preservazione del corpo di cui siamo già in possesso. Questo significa mangiare cibi sani e non più di quanto sia necessario, evitando sostanze tossiche e facendo regolarmente del movimento. Credo che questo concetto si spieghi da solo. Comprendiamo benissimo l’importanza del prendersi cura dei nostri corpi, e siamo tutti consapevoli del pericolo rappresentato dai prodotti tossici. Dobbiamo scegliere il meglio per noi stessi, e dobbiamo farlo in ogni momento.

Non ultima è l’importanza del respiro. Il nostro respiro può anche essere una fonte di energia, l’energia pranica, ed alcune persone possono anche diventare “breathatarians”, il che significa vivere esclusivamente dell’energia pranica che si riceve attraverso il respiro.

Ma l’arte di “respirare energia” non è l’unica parte del segreto, il nostro respiro ci dice molte cose anche su come viviamo le nostre vite. Il respiro è corto e superficiale? Veloce ed irregolare? Diventare consapevoli del proprio respiro, e respirare in modo coordinato e consapevole, può letteralmente cambiare la nostra vita.

Non è scopo di questo articolo, naturalmente, entrare nei dettagli su come diventare un essere fisicamente immortale, e ci sono comunque molti e differenti punti di vista sulla questione. In “Ageless Living”, ad esempio, si possono trovare molte delle stesse idee, ma anche molte variazioni.

Il già citato Toby Alexander, ad esempio, è concentrato sull’attivazione del DNA. Egli sostiene che è il DNA il vero segreto per la vita eterna (anche Mony Vital tocca questo argomento, quando sostiene che sono le nostre convinzioni a programmare il nostro DNA).

Jim Self di “Mastering Alchemy”, invece, anch’esso convinto che l’immortalità fisica sia possibile, si è concentrato su come le nostre emozioni influenzano le nostre cellule. A suo avviso, la “neutralità” è uno dei grandi segreti.

Ma potrebbe trattarsi, dopotutto, della stessa cosa, seppur vista da prospettive diverse. Siamo noi, in conclusione, che decidiamo se vogliamo morire oppure no, siamo noi a dover credere di avere una possibilità di scelta. Credo che chi vivrà vedrà!

Agathe Molvik

Fonte: www.theutopian.net

Link: http://www.theutopian.net/2013/10/21/physical-immortality-die/

21.10.2013

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

Pubblicato da Davide

  • Whistleblower

    Il modo per non morire è molto semplice.
    Non devi mai pensare a un cavallo bianco.
    Se ci pensi una volta sola sei fregato ma se non lo fai diventi immortale.
    Provateci.

  • Ercole

    La nostra esistenza è materiale e di conseguenza la morte è un passaggio inevitabile della nostra vita , se poi si ha una concezione metafisica della vita allora bisogna parlare di cose astratte (filosofia ) e non più scientifiche  (materialismo ) .

  • GioCo

    Il pensiero del pensionamento ed infine della
    morte è quasi una sorta di sollievo, un’ultima rete di sicurezza in un
    mondo dove la maggior parte delle persone non è veramente felice …

    Tanto per cominciare "di che c…o sta parlando"?
    Non sappiamo cos’è la morte e non lo sapremo finché non potremo più testimoniarlo (amen). Non sappiamo neppure se è un bene o un male (tra l’altro). Possiamo credere a qualsiasi cosa, anche agli asini che volano. Questo non vuol dire che un asino non può volare, l’ingegneria genetica ci ha dimostrato di saper fare questo ed altro, come non ci dice niente sul fatto che un uomo non possa vivere per centinaia di anni.

    Ma in sta schifezza di bagno penale? In un luogo dove l’unico senso dell’esistenza, cioè "essere umano" è limitato dalla compagnia di miliardi di individui che vogliono tutto, tranne che "essere umani"?
    E’ probabile che questo luogo forse un giorno subirà "l’onda evolutiva", o l’apocalisse, o la nuova venuta del salvatore o mille altre rivoluzioni grottesche alla "fratelli Coen" grazie all’ennesima fregatura religiosa in cui sbattere il proprio credo come si sbatte una … ma fino ad allora andarsene non è solo un sollievo per chi non condivide sta specie di "Paese dei Balocchi dentro lo specchio di Alice" e lotta per evitare di ragliare come gli altri.
    E’ proprio l’unica cosa sensata che rimane da fare prima di iniziare a ragliare.
    Levare anche quella prospettiva è semplicemente orrido, ma hei! Attenzione! Lo consiglia uno che qui ci sta tanto bene da passarci migliaia di anni …

    Non so voi, a me sorge qualche dubbio sul Maestro.

  • Coilli

    Diciamo che dovremmo vivere, finchè siamo in tempo. E passare la vita a scrivere stupidaggini è una vita buttata nel cesso…

  • uomospeciale

    C’è stato un tempo in cui credevo che l’immortalità fosse possibile.
    Poi ho visto morire andreotti e scalfaro e ho capito che non era così.
    Da un lato è pure confortante.
    Nessun soros, nessun bush, nessun obama, nessun berlusconi, agnelli, napolitano,  nessun amministratore delegato di nessuna multinazionale scamperà alla vecchia con la falce.

    Anche a bordo dei loro vatch, dentro le loro ville blindate o sopra una ferrari, non importa quanto possano tentare di sfuggirle, la morte arriva sempre per tutti.

    La vecchia con la falce è rimasta l’unica e la sola ad essere realmente egualitaria e democratica.

    Laddove nessuno è più uguale all’altro, solo la morte ci accomuna.

    E meno male dico io……………………….
    Si sente il bisogno di certezze, no?

  • albsorio

    Noi siamo immortali in quanto anime incarnate, questo ci rende, senza merito, diversi da altre specie, poi se quando sarò morto finirà tutto avrò solo vissuto meglio nell’illusione della mia immortalita. 

    Speriamo solo non finisca come nel film Fantozzi va in paradiso 🙂
  • Tonguessy

    "Per me tutto questo è difficile da immaginare, perché ci sono ancora molti ostacoli esterni, come ad esempio il bisogno di denaro. Quelli che pretendono di essere immortali, però, ci dicono che queste preoccupazioni non hanno alcun senso."


    Ah, ecco il trucco! Appena si diventa immortali si diventa anche miliardari. Bastava dirlo prima, no?
  • Iacomp

    "C’è stato un tempo in cui credevo che l’immortalità fosse possibile.
    Poi ho visto morire andreotti e scalfaro e ho capito che non era così.
    Da un lato è pure confortante.
    Nessun
    soros, nessun bush, nessun obama, nessun berlusconi, agnelli,
    napolitano,  nessun amministratore delegato di nessuna multinazionale
    scamperà alla vecchia con la falce."

    parli di esseri morti prima ancora che smettessero di respirare… o di fantocci in mano a satana/lucifero/chiamalo come vuoi

    per quel che riguarda le testimonianze della morte, non ricordo il nome dell’utente che ne ha parlato consiglio "manuale per sopravvivere dopo la morte" di ensitiv
    lettura interessante confermatami da alcuni amici e parenti che hanno avuto esperienze di premorte

    saluti

  • lynx

    Parlare di immortalità e accostarla al tempo o allo spazio non ha senso.

    Mi sa che l’autore ha letto in modo molto superficiale gli scritti che ha citato.
    La questione è comunque aperta e anche la scienza ufficiale,specie quella quantistica,spesso si ritrova a fare i conti con dei paradossi difficili da spiegare o superare.
    Forse il nostro "strumento mente" non è il più adatto a percepire questioni come queste.
    Una cosa è sicura,qualcos’altro c’è,anche se non siamo in grado,per adesso,di capirlo.
  • Gibilee

    Immortali, va beh, ma in che stato ? 

    E tutti gli altri sadhu che hanno scelto di morire non ce l’hanno fatta o non ci sono arrivati al pensiero di Yogananda ?
  • Hamelin

    Quello che mi pare strano è che tutti i presunti "immortali" menzionati siano indiani…Ma che hanno l’esclusiva? 😉

    A Parte gli scherzi , il discorso della morte è molto relativo .
    Ognuno ha piu’ o meno una sua idea .

    Tanti identificano la morte con la cessazione dell’esistenza nel passaggio finale della vita materiale / cellulare .

    Personalmente ho sempre osteggiato questa visione "meccanicistica e materialistica dell’uomo .

  • Noumeno

    la vita è continuita’ , la morte cessazione del conosciuto, se riusciamo distaccarci da cio che crediamo di essere  possiamo morire e rinascere ogni giorno. (j. krishnamurti)

  • Quantum

    Se posso prendere tutte le fonti più recenti e anche poco ortodosse, riguardo questo argomento…

    Mauro Biglino il traduttore delle Bibbie degli italiani, ha trovato nel testo Masoretico di Leningrado (fonte della Bibbia ufficiale), che gli Elohim di cui faceva parte Yahweh (ossia Geova o Dio o il capo degli ebrei o come volete considerarlo), dopo aver creato l’uomo con un intervento di ingegneria genetica, da un certo punto smisero di incrociare il DNA del primate che trovarono su questo pianeta con il loro Zelem (o come si scrive) ossia il loro DNA, per cui l’uomo avrebbe smesso di vivere 800 anni, ma sarebbe vissuto 120 anni al max.
    Perché gli Elohim avrebbero creato l’uomo?
    Gli Elohim in tutta la letteratura alienologica, compreso il lavoro di Zacheria Sitchin (che li chiama Anunnaki), sono identificabili in quelli che Corrado Malanga (il maggiore studioso di questa materia) chiama Alieni Biondi a 5 dita (per distinguerli da un’altra razza a 6 dita di cui ci sono testimonianze). E che furono tra i primi visitatori del pianeta e creatori dell’uomo.
    Secondo tutta la letteratura alienologica mondiale, parlo di Malanga, ma anche di Bob Hopkins, e dell’ufologo Jamie Maussan, e secondo le testimonianze di tutti gli addotti che hanno reminiscenze dell’esperienza di rapimenti, gli alieni rapirebbero gli umani perché il 25% di noi hanno una Anima, e di questo 25% solo un ulteriore 20% ha un’anima giovane e inesperta che può essere sfruttata allo scopo di rigenerare con la sua energia vitale il corpo di un alieno per allungarne di altri decenni o secoli la vita. 
    E che vanno avanti con tali esperimenti da decine forse centinaia di migliaia di anni, cioè fin dalla nostra creazione, per staccarci l’anima ed attaccarla al corpo di un alieno od un ibrido umano-alieno.
    Ora, se tutte queste storie, di cui non ci parla solo Malanga, Sitchin ed altri studiosi, ma che sono in tutte le culture ancestrali dei popoli di questo pianeta, fossero vere, l’immortalità non la può raggiungere neppure un alieno dotato di tecnologia sufficiente a manipolare DNA e fare cose sbalorditive a tutti i livelli.
    Io non so se credere a tutte queste stronzate.

    Ma sono fermamente convinto, anche dal punto di vista dei miei studi nel campo della psicologia e delle Neuroscienze, che l’uomo abbia realmente queste componenti spirituali.
    Che l’uomo abbia un compito preciso, e che il significato della sua vita stia proprio nella morte.
    Ossia da essere spirituale che diviene carnale, deve morire per poter fare l’esperienza della morte. Cioè averne conoscenza.
    Anche perché la fisica quantistica o anche la semplice termodinamica, ci dicono che la componente energetica di un corpo non muore. 
    Ma si disgrega andando a fare parte del tutto. Un tutto che però secondo David Bohm non ha spazio, né tempo e neppure energia. Ma tutto avviene in un unico istante, in un unico punto grande quanto la costante di Plank, e senza energia dato che l’universo per Bohm è virtuale non locale, e assimilabile ad un atto di coscienza o un’IDEA…
    Inoltre testimonianze di reincarnazione ce ne sono molte, e ogni paese ha un suo team di esperti che cercano e studiano i racconti di bambini con queste reminiscenze vivide. Chi ricorda il caso di Cameron, il ragazzo scozzese che ricordava la sua vita passata?
    Le tecniche che utilizza Malanga, che provengono dalle Neuroscienze sperimentali, e dalla psicologia transpersonale, mostrano che non tutti gli uomini sono uguali anche da un punto di vista subcosciente e spirituale.
    Le simulazioni mentali flash e le simulazioni mentali di mondi e realtà fisiche sotto ipnosi, come quella che fa simulare la presenza di mente, corpo e spirito come entità che dialogano attorno ad una tavola rotonda, mostra chiaramente che oltre 7 persone su 10 hanno solo Mente e Spirito intorno alla tavola, e che manca il terzo soggetto, Anima. Ossia quella che se interrogata su argomenti che prevedono la conoscenza del tempo, non sa rispondere perché non ne concepisce proprio il significato.
    Ora giungo alla fine con un’ultima considerazione…
    Sempre secondo Malanga, alcuni potenti del pianeta avrebbero fatto un accordo con gli alieni, copriranno la loro esistenza, con tutti i mezzi possibili, ridicolizzando, coprendo, facendo sparire ogni prova, se gli alieni condivideranno con loro questo progetto, ossia daranno anche a loro l’immortalità e il controllo su questo pianeta con la tecnologia.
    A me sinceramente verrebbero i brividi a pensare ad un Soros, o Bush, o Elkan, ma anche solo Berlusconi, immortali… 
    E non vedrei l’ora io stesso di morire per andarmene da un tale incubo di pianeta…
    Un’altra nota. Sembra che l’alimentazione di tipo crudista fruttariano sia la migliore per l’uomo, e unita a disintossicazione e digiuni periodici possa garantire 120-150 anni di longevità con poche o nulle malattie.
    Io da vegano e crudista fruttariano ho potuto notare dimagrimento (+18kg), remissione della mia artrite e della psoriasi, ed un migliorato stato di salute.
    Non lo faccio per l’immortalità, ma se i 100-120 anni si potessero vivere in piena facoltà fisica e mentale grazie ad un’alimentazione sana e vegana, sarebbe un eccezionale traguardo per l’umanità…
    Ma la sola longevità non è sufficiente. Ci sono anche conoscenza, coscienza, compassione e progresso sociale e spirituale a cui bisognerebbe puntare.
  • consulfin

    mi sembra di intravederci una metafora: la vita, compresa la sua durata, dipende dalla nostra percezione. Una buona vita dovebbe permettere di dilatare il senso del tempo, di renderlo quasi interminabile. Il godimento di un attimo, di una situazione, potrebbe assorbire i nostri sensi al punto da isolarci dal mondo e dallo scorrere del tempo. La meditazione aiuta in queste cose. Il lavoro e la vita usurante in genere zavorrano a terra il malcapitato (la quasi totalità dell’umanità) calandolo insesorabilmente nello scorrere meccanico del tempo.
    In questo senso capisco poco il sarcasmo dei commentatori che mi hanno preceduto.
    Alla domanda «Potresti immaginare di vivere per sempre?» risponderei che non riesco proprio ad immaginarmi da morto. O, per meglio dire, persino quando mi immagino morto, in realtà immagino me vivo che mi vedo morto: la parte viva di me è sempre presente.

  • Quantum

    Nei paesi orientali la pensano come te, dato che hanno una concezione circolare del tempo…

    In molti paesi orientali un funerale è una festa allegra, e non lacrime ipocrite e di convenienza.
    Alla fine la concezione della morte è solo in rapporto alle credenze sul tempo e sul mondo terreno.
    Per lo spiritualismo moderno, per la teosofia e la psicologia transpersonale l’uomo è una divinità che decide di fare un’esperienza in una realtà virtuale creata appositamente per questo scopo.
    Per il concetto di uomo tetraedrico ossia che integra le 4 componenti Corpo, Mente, Spirito, Anima, tu avresti avuto visione della realtà in questo passo:
    "Alla domanda «Potresti immaginare di vivere per sempre?» risponderei che non riesco proprio ad immaginarmi da morto. O, per meglio dire, persino quando mi immagino morto, in realtà immagino me vivo che mi vedo morto: la parte viva di me è sempre presente."
    L’uomo tetraedrico secondo il fisico Teodorani, avrebbe nei microtubuli del cervello migliaia di "precipitazioni di coscienza" ogni giorno, ma dalla mente ne vengono percepite pochissime e per un tempo infinitesimale. E quelle poche spesso vengono ignorate a causa dell’indottrinamento che subisce la mente durante lo sviluppo dell’individuo.
    Quello che Teodorani spiega in modo scientifico, è il dialogo tra la parte creativa del cervello, sede dell’anima, e quella razionale sede della mente, che ogni tanto si allineano e dialogano, o meglio l’Anima mostra alla Mente la verità.
    Che è ciò che nelle religioni ancestrali si fa durante i rituali, o con la meditazione, o con l’ausilio di sostanze psicotrope, ossia allineare i due emisferi e avere visione della realtà, poiché quella in cui viviamo è solo la virtualità.
  • Hamelin

    Hai letto gli scritti di Sitchin con molta approssimazione .
    Dai suoi racconti si evince chiaramente che gli Annunnaki non solo sono immortali su Nibiru ma sono oltretutto quasi perennemente giovani ( non subiscono l’invecchiamento cellulare normale ) .
    Nei suoi scritti che l’invecchiamento per questa razza avviene soltanto vivendo sulla terra .

  • Quantum

    I dettagli non mi interessavano, mi interessava la loro storia come colonizzatori di questo pianeta, la creazione dell’uomo e la lotta contro l’invecchiamento e la morte per la propria razza, non certo per l’uomo.

    L’immortalità presunta degli Anunnaki sarebbe contraria a molte leggi dell’universo, l’entropia, la selezione e l’evoluzione naturale, il sovraffollamento di un pianeta chiuso e circoscritto.
    Per cui non la posso condividere…
    Posso condividere teorie di pianeti con un clima talmente stabile da permettere tempi evolutivi lunghissimi. Ossia un clima mite con pochissima escursione di temperatura tra estate ed inverno, ed eventi atmosferici molto blandi. Dove per forza di cose tutto avviene in tempi lunghi, creature che crescono lentamente, e prolificità quasi inesistente, gestazioni lunghissime 100-1000 rivoluzioni intorno alla propria stella (anni).
     
    Ed una vita di 10.000-100.000 rivoluzioni intorno alla propria stella (che per comodità definiamo ancora anni).
    Ma la prolificità si regolerebbe di conseguenza con l’aspettativa di vita e le risorse del pianeta.
    Posso anche condividere il fatto che queste creature necessitino di mangiare pochissimo, meno di quanto il loro pianeta può rigenerare, o siano in grado di vivere dei soli raggi della propria stella, come lucertole al sole, senza consumare assolutamente le risorse del proprio pianeta.
    Ma se mai alcuni individui raggiungessero l’immortalità con metodi tecnologici o spirituali, in pianeti dove per vivere e avere una società progredita bisogna consumare risorse, si troverebbero di fronte al paradigma di non doverlo diffondere a tutti i propri simili nel proprio pianeta. Perché prima o poi si arriverebbe al sovraffollamento, e conseguenti problemi sociali, guerre, rischio di estinzione. O decidere la sterilizzazione di massa. Mantenendo solo alcune fattrici per sostituire i morti per incidenti.
    Inoltre tra le storie di Malanga raccontate dalle persone che ha studiato sotto ipnosi, c’è L’Uomo Primo, uno dei primi esseri ad avere avuto Anima in questo universo e che ha già raggiunto l’immortalità, ma per mantenerla deve ricorrere a sotterfugi, ossia dare la propria Anima, che deve obbligatoriamente fare l’esperienza della morte per portarla alla Coscienza (Dio), ad altre creature che moriranno al suo posto. E lui riprendersi Anima dopo averle fatto fare tale esperienza.
    E che l’Uomo Primo starebbe progettando di sostituirsi ai grandi Demiurghi creati dalla Coscienza per fare creare gli astri e le creature nelle varie dimensioni e Universi che la Coscienza ha creato. E l’Uomo Primo ambirebbe a sostituirsi a questi Demiurghi o alla Coscienza stessa…
    Storie assolutamente assurde, alle quali si stenta a credere finché non verranno sdoganate e dichiarate scienze ufficiali le psicologie transpersonali, e dichiarati validi i metodi delle Neuroscienze come l’ipnosi regressiva, i flash test, le simulazioni mentali di mondi fisici, ecc. 
    Che oggi vengono continuamente attaccate e giudicate inconsistenti e non scientifiche perché alterabili.
    Ma chi è del settore sa che c’è modo e modo di condurre un’ipnosi e se fatta bene porta a risultati attendibili.
    La ricerca di Dio e del significato della vita va fatta assolutamente dentro l’uomo, non tra le nuvole come una volta, o nell’universo tra le stelle.
    Dato che tutto l’Universo è dentro l’uomo che lo ha creato e lo crea continuamente, avendo dentro di se Dio e tutti i suoi poteri creativi. Dato che l’Uomo è l’Osservatore Massimo della propria Creatura.
    Io inizio a credere al nuovo paradigma che il metodo scientifico sia fallato, e che Galileo Galilei guardando il pendolo non abbia visto un fenomeno esterno a sé, e descritto le leggi che lo regolano. Ma abbia avuto una reminiscenza di una sua creazione poiché l’Uomo è il Creatore, e che quindi poi ne abbia scritto le regole perché le conosceva ma le aveva dimenticate incarnandosi per fare l’esperienza terrena nella realtà virtuale che viviamo.
    Se fossimo nel medioevo, sarebbero affermazioni da rogo Come accadde a Giordano Bruno che diceva la stessa cosa. Ma oggi anche se non ti danno fuoco, comunque tutti ti ridono in faccia se ne parli.
    Eppure ci veniamo a trovare nella stessa situazione in cui si trovava Galileo Galilei allora quando rischiò il rogo per qualcosa che invece oggi è universalmente riconosciuto, ma non necessariamente interpretato correttamente. Giordano Bruno invece poveretto ci è finito male.
    E forse in futuro il nuovo paradigma sostituirà il vecchio meccanicismo.
  • modo16

    Il nuovo paradigma dovrebbe essere la ricerca psichica. Oggi sempre più persone(seppur ancora pochissime) dotate di sana curiosità sperimentano le cosiddette OBE indotte, stato successivo ai sogni lucidi. Già portare a tema quotidiano la discussione di queste capacità insite nell’uomo porterebbe a un radicale cambio di visione di cosa sia l’uomo. Sta obiettivamente avvenendo una speciazione tra chi sa di essere, come te dicevi, a un momento storico nel quale potrebbe cambiare(e di molto) la visione antropologica e di tutte le scienze connesse e lo "zombume" che niente avverte e niente lo tocca, molte volte perchè senza colpa è troppo intento a sopravvivere. A chi definisca non scientifiche le OBE porto testimonianza di soggetti da me conosciuti che mi descrivevano particolari attinenti alla mia camera senza sapere neanche dove abito. Porto inoltre la mia di testimonianza come di esperienze che solo dopo averle provate "aprano" incondizionatamente facoltà intuitive tali da farti vedere il mondo con occhi diversi. 

  • atanasiuskircher

    Ma che cos’è ‘sta roba? Qualcuno di voi ha forse mai conosciuto esseri immortali? C’è un sacco di gente che pur "mangiano sano" e facendo esercizio di respirazione per decenni è andata tranquillamente a spingere l’erba come qualunque cosa esista in quest’universo soggetto alla seconda legge della termodinamica. Ci mancherebbe altro che, dopo averci tolto ogni certezza, qualcuno ci tolga anche l’incontro con la signora in nero.

  • Quantum

    Ah ma c’è un esperimento famoso sulle OBE che si fa in alcuni ospedali in USA.

    Nella sala rianimazione c’è una mensola sopra il lettino di rianimazione.
    Sulla mensola viene messo un disegno, tipo un elefantino, un ideogramma ecc. Da una persona con nessuna relazione con medici e paramedici.
    Quando viene rianimato qualcuno che era morto, e sopravvive, gli viene poi chiesto se si fosse visto morto e se ricorda qualcosa. E gli dicono chiaramente del disegno dell’elefantino, qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto vedere se non da sopra.
    Ma solo i partecipanti all’esperimento sapevano.
    LINK [www.theguardian.com] 
  • maxcasi

    Ma va a cagher!

  • pderenz44

    mettendo da parte tutte le seghe mentali osservate qui sopra ,ritengo che non credere nella possibile attuazione dell’immortalita’ con la modificazione dei meccanismi di apoptosi della cellula possa essere una cosa negata solo da vecchie sqwaw sdentate e dai loro amici ai tea party o da quelli che erano e sono contro i vaccini o la cura delle malattie perché solo dio decide!

  • consulfin

    Teodorani, dici? Vedrò di trovare qualcosa. Grazie per il suggerimento. In realtà, della materia non so assolutamente nulla. Nel mio commento mi riferivo esclusivamente alla dimensione psichica che, poi, non esiste: io sono stato allievo di Vezio Ruggieri, secondo cui la mente (o, se vogliamo, l’anima) non è altro che la funzione del corpo, dal quale è, perciò stesso, indissolubile. E secondo cui la realtà non è che immaginazione della realtà: non riusciamo a vedere niente senza immaginazione. È il funzionamento stesso del cervello ad imporcelo: quando percepiamo angoli, linee rette, curve ecc. i nostri sensi non fanno altro che stimolare quei neuroni deputati a percepire quei particolari segni. Tutto ciò avviene grazie all’immaginazione, la quale non si ferma alle semplici figure ma si coinvolge anche nelle azioni: quando ci tirano una palla, siamo in grado di afferrarla solo perché possiamo immaginare la sua traiettoria futura (anticipazione).
    E mi riferivo anche a quelle esperienze di dilatazione dei tempi di percezione di una sensazione che, credo, tutti, chi più e chi meno, abbiamo vissuto. Ad esempio, quando siamo particolarmente concentrati su un brano musicale, o su una frase appena letta, o su una sensazione tattile, ci sembra di perdere il contatto con il tempo (il fenomeno si può verificare sia in caso di piacere sia di dolore, come un lutto particolarmente sentito). In quelle occasioni sembra quasi che il cervello isoli il suo involucro dall’ambiente.
    Io non ho mai fatto uso di droghe, ma ho riconosciuto spesso queste sensazioni nei racconti che mi sono stati fatti di esperienze avute sotto l’effetto di sostanze psicotrope.
    Vorrei, in effetti, vedere cosa ne dicono quei fisici che si interessano alla dimensione tempo. Avevo cominciato, ma solo cominciato) a leggere qualcosa di Giuliana Conforto, poi ho lasciato perdere: le cose da fare (la zavorra) sono tante e più sono più ci avvicinano alla morte. Adesso voglio vedere questo Teodorani. Se hai altri suggerimenti, non hai che da scriverli. Potrai avere, in cambio, tanti ringraziamenti sinceri.

  • Sax

    …ah, quanta paura di morire. Il sogno della vita eterna, basato proprio sulla paura che ogni uomo ha di morire, e che ogni religione – chi più chi meno – ha introiettato per dare una speranza.

    Comunque tranquilli. È scientificamente provato che ogni essere vivente è immortale (almeno considerando il concetto di "vita" per quello conosciamo): nel momento in cui il nostro ‘cammino biologico’ giunge al termine e diventiamo CIBO PER VERMI, non è forse questa la vita eterna?

    Non è abbastanza confortante fare parte ‘del tutto’? Perché dovremmo essere noi diversi da tutto ciò che ci circonda?
    Ma sono le religioni – in particolare quella cristiana – che ci collocano un gradino sotto il cosiddetto Dio, ma un gradino sopra a tutto il resto. E allora vogliamo l’immortalità. Siamo bramosi di immortalità. Per raggiungere quell’ultimo scalino e sostituire Dio – senza cogliere il fatto che siamo già ‘Dio’.

    È la vita ad essere immortale, e tanto basta e deve bastare. 

  • Quantum

    C’è un esperimento fantastico che mostra sia la totale inconsistenza del tempo che il fatto che tutti gli esseri viventi hanno una componente divina in grado di fare avverare alcuni semplici desideri, piegando gli eventi a proprio favore a livello subatomico.

    LINK [paranormal.se]
    In questo esperimento (vedi LINK) fatto con pulcini (ma ripetuto con cuccioli di coniglio), si fa schiudere una covata di uova accanto ad un robot vestito da pollo, e per i primi giorni di vita si fa creare l’imprinting dei pulcini verso questo surrogato della madre che a comando apre una cassettina col cibo e viene teleguidato per portarli in giro.
    Formato l’imprinting materno inizia l’esperimento, i pulcini vengono presi e allontanati dalla finta madre ma messi dietro una rete da cui la vedono ma non possono raggiungerla e averne il cibo.
    Il robot viene messo su un binario e le sue ruote collegate ad un generatore di numeri casuali di tipo quantistico, (classico meccanismo ottico con fotone sparato in un prisma).
    Si accende il generatore ma la generazione ha una variazione a favore dei pulcini, cioè il robot va verso di loro, e il fenomeno è tanto più rapido quanto più numerosi sono i pulcini.
    Ma l’esperimento si fa ancora più interessante quando la generazione viene avviata in una stanza chiusa con un timer sempre casuale e i numeri generati sono masterizzati su un CD. Sappiamo che i numeri masterizzati su un CD non riscrivibile non sono più alterabili.
    Quindi la generazione viene fatta a priori e poi utilizzata nell’esperimento.
    Bene quando la settimana successiva si prende il CD e si collega alle ruote del robot, questo va comunque verso i pulcini. Quando si ferma il robot e si verificano i numeri generati, si vede che la generazione è a favore dei pulcini per la sola parte usata nell’esperimento, il resto del CD è realmente casuale.
    Ciò a 2 implicazioni molto importanti.
    1.  ogni essere vivente e in particolare quelli giovani e semplici, in particolari situazioni riesce a piegare gli eventi a proprio favore, cioè fare avverare i propri desideri. Anche se ciò avviene a livello subatomico e necessita tempo e perseveranza. Ma il fenomeno è tanto più potente quanto più numerosi sono gli individui che desiderano quella cosa;
    2.  tali desideri sono in grado di agire sia a ritroso nel tempo (la generazione di numeri avviene prima che il CD venga usato nell’esperimento) e in maniera non locale, ossia il desiderio agisce a qualsiasi distanza, basta che gli oggetti poi siano implicati nell’esaudire il desiderio.
    Anche l’uomo ha di questi poteri, e molto forti quanto più la persona è dotata di consapevolezza di essere una entità divina in grado di fare queste cose.
    Ora tu penserai perché se desidero un Ferrarino non arriva il trasportatore e mi bussa alla porta per consegnarmelo? Questo è un altro discorso molto più complesso, nel quale dobbiamo considerare fattori Epigenetici, ossia entrano in campo le credenze e l’educazione degli individui. Nell’infanzia e la formazione veniamo educati in modo da credere esclusivamente ad un mondo meccanicista ed esterno a noi. Ossia che tutto avviene in modo casuale e che noi non siamo compartecipi degli eventi della nostra vita.
    Capirai che queste nozioni aprono ad un mondo totalmente nuovo di possibilità, stravolgendo la vita di ognuno di noi.
    Se solo milioni di persone imparassimo a ritenere possibile un mondo migliore perché è ciò che tutti desideriamo, riusciremmo a piegare eventi, e quindi governi e dittature, con la sola forza dei desideri.
    Sarà un processo apparentemente lungo, ma come abbiamo visto al desiderio il tempo gli fa un baffo, dato che è in grado di saltare indietro e riconfigurare anche gli eventi passati a proprio piacimento.
    La fisica di David Bohm è quella corretta. E bisognerebbe riprenderla con decisione. L’universo è un ologramma virtuale, non locale, senza tempo e senza energia. Tutto avviene in un unico istante, in uno spazio reale non più grande di un punto che comprende l’IDEA di tutte le cose.
    L’Universo nostro e tutti quelli possibili non sono niente più che un’IDEA, un’invenzione di una Coscienza che ne ha bisogno per creare e giocare ad essere qualsiasi cosa, qualsiasi essere…
    Non c’è la morte, a livello di Coscienza non esiste la morte. Noi non moriamo, perché siamo l’Osservatore Massimo, cambiamo solo di stato, e se vogliamo possiamo reincarnarci in qualsiasi cosa. l’importante è ESSERE e fare esperienze nuove, ossia portare alla nostra Coscienza (Dio) nuovi atti creativi.
    Ecco perché ti confermo ciò che hai scritto, perché attraverso la tua componente animica tu hai avuto intuizione di questa cosa, hai raggiunto la verità senza essere stato condizionato dalla mente e dalle credenze.
    Quando raggiungi consapevolezza di questo potere non hai più paura, la vita diventa più gioiosa e si aprono una moltitudine di possibilità. Ti basta avere fede in questi meccanismi, e tanta pazienza per vedere cambiare la tua vita in meglio. Perdi un lavoro? Ti basta vivere nella gratitudine e l’amore per te stesso e gli altri, ed ovviamente muoverti il culo per spedire CV che rapidamente ne troverai un altro, o comunque troverai situazioni che provvedono al tuo sostentamento.
    Non è un meccanismo immediato, desidero e tutto appare. Per carità, sarebbe ingestibile se tutti potessero farlo in quel modo.
    Diciamo che funziona come il piccolo sassolino che si getta dalla cima montagna innevata e questo rotolando diventi sempre più grande fino alla dimensione di una valanga di eventi che condizioneranno le nostre vite.
    Sembra incredibile a dirlo ma ci sono altri esperimenti che dimostrano come siamo tutti interconnessi, in una rete di filamenti di energia invisibile. Il progetto Chandra (un satellite che guarda l’universo nella gamma dei raggi X), mostra filamenti di energia che collegano tutte le costellazioni e galassie. E quindi ogni cosa ed ogni essere.
    L’esperimento di una università del New Mexico mostra questa interconnessione, dove vengono presi due studenti a caso, fatti conoscere in dialoghi amichevoli per alcune ore, quindi similmente all’imprinting dei pulcini di cui sopra, e poi introdotti in camere isolate elettromagneticamente con le macchine per l’EEG. 
    Si chiede quindi ai soggetti di rimanere focalizzati l’uno sull’altro, sulla nuova conoscenza fatta. 
    L’esperimento composta che uno solo dei due riceva stimoli sensoriali (scosse elettriche alle dita, luci, suoni ecc.). L’altro non riceve nulla. 
    Ma a fine esperimento quando si confrontano i tracciati dell’EEG, entrambi hanno i medesimi picchi di stimolazione. 
    È il fenomeno che nel campo delle psicologia e neuroscienze viene chiamato "neuroni specchio".
    Che implicazione può avere nella vita questo meccanismo?
    Per esempio quando mandi un Curriculum per un lavoro, una persona con una forte autostima, atteggiamento positivo nei confronti della vita, e consapevolezza di questi meccanismi, avrà molte più probabilità di fare soffermare sul proprio CV l’addetto alla selezione del personale di un’azienda, rispetto ad altri individui che hanno mandato il proprio CV ma hanno un atteggiamento negativo, meccanicista, ignoranza di questi meccanismi.
    Cioè quelle persone che si piangono addosso e prive di autostima.
    Oppure se quel tipo di persone troveranno mai un lavoro o una moglie o delle situazioni esistenziali, sarà tutto compatibile con il proprio stato psicologico: brutto, generatore di stress e infelicità, basta solo che assecondi gli istinti primordiali di sopravvivenza e mera sussistenza nella società.
  • modo16

    Concordo in pieno, allineamento degli emisferi e sovraeccitazione emozionale graduale degli stessi portano a una sempre più accentuata coscienza della persona. Tuttavia , se porto troppo in alto l’utilizzo di un emisfero escludendo l’altro ho una visione limitante dell’uomo e la coscienza smette di crescere. Tonal e nagual devono crescere in sintonia, se il nagual(irrazionale) prende il sopravvento vai CSM. Se vivi solo col Tonal sei uno zombie. I sogni se fatti con una mente "controllata" indicano dopo un certo lasso di tempo il percorso che un soggetto dovrebbe fare per risvegliare le 2 parti. Lo scopo è uno:conoscere se stessi. Quando raggiungi certi livelli di energia cominci a fare obe volontarie e là capisci che questa realtà non è la vera realtà e che c’è un gioco dove l’uomo fa il topo nel labirinto…