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IMMIGRAZIONE: NEL MARE AFFONDIAMO ANCHE NOI

DI A.L.
ilribelle.com

“Il mare pieno di morti”, titolano i lanci d’agenzia. Il nostro mare Mediterraneo che non è più ponte ma tomba. Ancora una volta. E ancora diventa impossibile contare le vittime della tratta degli esseri umani, trasportati come merce attraverso le onde, nel mare che una volta univa e oggi diventa baratro tra l’Italia e le coste del Nordafrica e del Vicino Oriente. Veniamo da lì e ora da quei luoghi importiamo la bomba sociale che, inconsapevole fin da quando rischia di venire inghiottita dai flutti, insegue il miraggio di una vita diversa, non certo migliore.

Se ne accorgeranno nella precarietà di una vita al limite, nella questua quotidiana a un semaforo o in giro a vendere calzini e braccialetti della fortuna. O nella scelta consapevole della criminalità, con tutte le sue conseguenze.

E noi, da questa parte, in quella che ancora ci vogliono far credere la “parte giusta”, nelle nostre tv vediamo scorrere le immagini dei teli bianchi e argentati sopra i resti della merce umana e poi subito dopo Formigoni, Brunetta, traditori, fedelissimi, e Letta gongolante: «È un grande». 

Lo spettacolo indegno di un Paese, quello dalla “parte giusta”, che affonda. E anche noi anneghiamo. Annaspiamo mentre la reclame, tra una notizia e l’altra, è quella degli Oro Saiwa: se compri una confezione regali una colazione a una famiglia povera in Italia. Poi quella dei toner per stampanti che se li compri regalano risme di carta alla scuola dei tuoi figli. E quella dei rotoloni asciugatutto che fanno vincere, sempre alla stessa italianissima scuola, una fornitura di carta igienica. 

E nessuno ci viene a salvare…  

A.L.
Fonte: www.ilribelle.com
Link: http://www.ilribelle.com/la-voce-del-ribelle/2013/10/3/immigrazione-nel-mare-affondiamo-anche-noi.html
3.10.2013

Pubblicato da Davide

  • ilsanto

    Tutto triste, tristissimo, ma controcorrente, mi domando da quanto tempo sappiamo che con 7 miliardi di persone è ora di smettere di fare 7 figli ?
    Fare figli è un desiderio umanissimo ma quando sei nel sahel dove esistono solo radi arbusti rinsecchiti che non danno da mangiare neanche alle poche pecore scheletriche perchè ancora fai figli ? Per Dio io ho rinunciato a farne altri perchè di più non si può e mi trovo la solita zingara con la pancia gonfia e il moccioso in braccio che mi chiede un aiuto per suo figlio ed al mio mai nato chi ci pensa ? Se si fanno figli per ignoranza istruiamoli qui si sono fatte le rivoluzioni in africa con i cellulari e nessuno dice basta figli ? perchè i medici curano le malattie infantili e non dicono adesso che vivono tutti basta figli ? perchè migliaia di onlus raccolgono aiuti per far mangiare i poveri bimbi neri ma non dicono basta figli ? perchè i governi che ricevono aiuti dalla FAO non dicono basta figli ? Ma cosa si pensa di fare con i 72 milioni di persone in più che nel 2012 popolano la terra ? Ma c’è qualcuno che dice che non c’è più acqua ne terra per farli mangiare ? che le risorse tutte sono finite, finite, strafinite. La sovrappopolazione non può che generare fame, miseria, malattie, migrazioni e guerre quale finto moralismo ci fà ignorare il problema ? Oggi la natalità è la più grande tragedia umana e l’ONU dovrebbe prenderne atto invece nulla, le chiese con la loro miopia su questo tema ci condannano alla violenza perchè nelle ristrettezze è ovvio che scoppieranno sopprusi, illegalità, disordini, fame, guerre. Terribile che un falso amore generi una simile catastrofe.

  • rossland

    @ilsanto:
    E’ un modo di guardare le cose.
    L’altro, è osservare come la natalità diminuisca da sé in proporzione al benessere, che significa scuola, significa cultura, significa capacità di decidere con piena coscienza e conoscenza se farli o no, i figli.
    Questo modo di guardare le cose per cui non si vede come siano proprio la miseria, le condizioni inumane in cui vivono milioni di esseri l’effetto, non la causa del depredamento delle risorse “finite, finite, strafinite”.
    Perché, sempre osservando le cose da un’altra angolazione, non è che non vi sia abbastanza per tutti, ma vi è che chi ha decide chi mangia e chi no, chi e cosa può avere in tavola un altro essere, un’altra famiglia, un altro popolo, un’altra nazione, è fatalmente chi non ha fame né sete né bisogni essenziali da soddisfare.
    La povertà, da quel che ne so, non è un’epidemia contagiosa che si propaga per infezione colpendo fatalmente solo i poveri dei paesi più poveri del mondo, ma una precisa scelta dei paesi più ricchi di lasciare nella fame e nell’indigenza proprio quei popoli che hanno la fortuna/sfortuna di abitare in paesi ricchi di materie prime di cui ha fame quel mondo ricco e civilizzato che pretende siano le troppe bocche da sfamare dei poveri, la causa, e non l’effetto, di una volontà di sterminio silenzioso a mano di chi già ha la pancia più che piena e un conto bancario straripante.
    Ai poveri del mondo, gli funziona alla fine solo l’istinto di sopravvivenza.
    Quello che li porta a figliare nella speranza di una chance che il ricco benestante occidente, quello che scientificamente e immoralmente punta il dito sulla sovrapopolazione quale causa della scarsità delle risorse per tutti, vedrà bene di stroncargli scientificamente fin dalla nascita.
    Sono modi diversi di guardare il mondo, sia chiaro.
    Questo è il mio, molto lontano dal suo…

  • MartinV

    Perché su 7 figli nel Sahel forse uno arriverà a l’età adulta… perché comunque quei 7 figli consumeranno insieme il 5 percento di quel che consuma il figlio unico di un occidentale, iphone-dotato all’età di 12 anni…

    Perché ci sono paesi ricchi di materie prime fondamentali che l’occidente saccheggia a poche lire mediante multinazionali con bilanci largamente superiori a quelli di intere regioni del pianeta… perché se i politici di quei paesi non si fanno corrompere arrivano le bombe democratizzanti a far abbassare le royalities (vedi Libia)…

  • oriundo2006

    @Il Santo: concordo pienamente. Primo, una campagna CONTRO la maternità/paternità incosciente. I mezzi economici e tecnici per farlo ci sono. Secondo, una campagna mediatica sulle televisioni arabe e africane per METTERE IN GUARDIA i disperati ( manipolati dalle malavite locali e forse nostrane ) sull’impossibilità di giungere con QUEI mezzi sulle nostre coste. Anche lì nessun problema pratico. Terzo: la cosa più triste ma VERA: noi in Italia, che è un paese già ultraabitato, non siamo in grado di accogliere TUTTE le masse di disperati del ‘terzo mondo’ ( per rinfrescarsi le idee suggerisco questa pagina: http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_densità_di_popolazione: Italia ab/mq 202; Cina 137; USA 31; il ‘formicaio’ siamo NOI ). E’ molto brutto dire il vero: meglio dire il falso per precostituirsi ‘meriti’ politici o pseudo-morali a buon mercato. Ah, dimenticavo, se vengono come profughi di guerra E’ PERCHE’ QUELLE GUERRE LE ABBIAMO FOMENTATE NOI.

  • Jor-el

    Prima di cominciare a frignare, diamo un’occhiata ai dati, che dicono che i flussi migratori verso i paesi occidentali si stanno riducendo drasticamente, se non addirittura invertendo. Presto l’Italia non sarà più una meta per gli stranieri.

  • roberto4321

    grazie ad un Euro troppo sopravvalutato rispetto al dollaro (a 1,36) ci stanno facendo deindustrializzare (visto che si sa benissmo che con un cambio oltre 1,19 la nostra economia va a puttane), tutte le nostre imprese vengono vendute all’estero e le produzioni delocalizzate, quelle strategiche smembrate e svendute, i nostri cervelli migliori sono costretti ad emigrare….. però dobbiamo rassegnarci a far venire qui milioni di immigrati, gente con una media di 4 figli a testa (quando gli italiani non se ne possono permettere più di uno), donne gravide e vecchi sdentati si possono ricongiungere con calma, sentirci in colpa se mentre provano ad arrivare illegalmente fanno una brutta fine. Ora dobbiamo rispettare una giornata di lutto nazionale ed un minuto di silenzio, sentirci in colpa e cospargergi il capo di cenere prima di rassegnarci cambiare la “cattiva” legge Bossi Fini, in modo da farne arrivare comodamente a migliaia al giorno in comode navi traghetto messe gentilmente a disposizione dallo Stato, al loro arrivo attribuirgli immediatamente lo status di rifugiato e mantenerli dandogli i loro bei 35 euro al giorno (cosa che un disoccupato italiano si puo’ solo sognare). Ma io mi sono stancato di incazzarmi ed ora sono tranquillo, so che che prima o poi gli italiani reagiranno a questa invasione, alla perdita dei risparmi e del lavoro, ad una classe politica ormai al soldo di interessi stranieri e poteri finanziari. So che prima o poi (ma molto presto) quel bel giorno arriverà ed io sarò lì a godermi lo spettacolo.

  • Maxim

    io mi astengo dal vedere i tg , vedere e sentire le varie Boldrini , Kyenge etc è cosa insopportabile per me .

  • mazzam

    Davvero gli danno 35€ al giorno? 1050€ al mese? 12.775 all’anno? Ma i nostri pensionati a 500€/mese che dicono? Avessi i capelli crespi….

  • rossland

    al loro arrivo attribuirgli immediatamente lo status di rifugiato e mantenerli dandogli i loro bei 35 euro al giorno
    Scusa, in che film?
    A me risulta che vi siano immigrati libici che ancora attendono lo stato di rifugiato politico.
    Libici fuggiti dai massacri ad opera delle forze armate del paese più doppiogiochista e doppiomralista europeo, cioè l’Italia, quella che firma il giorno prima patti con una Libia che il giorno dopo va a massacrare perché ai pozzi di petrolio libici mica si può rinunciare a favore dei francesi,
    Stato, quello del “rifugiato politico”, che anche quando viene concesso arriva così tardi che nel frattempo uno che ne ha diritto ha intanto passato un paio d’anni nei Cie, in condizioni di degrado umano al punto da rimpiangere di non essere affogato nel bel Mediterraneo.
    A leggere la superficialità di certi commenti viene da disperarsi, tanto è evidente che siamo ormai un passo dalla barbarie…

  • tetei

    a Ilsanto e roberto4321, se ne hanno il tempo, consiglio la visione di un documentario redatto da Silvestro Montanaro per il programma di rai tre “C’era una volta”. Intitolato “Ombre Africane” é in tre puntate, di circa un’ora ciascuna. Si può vedere in qualsiasi momento sul sito della rai.
    Quello si che è “un altro punto di vista”. Inoltre presenta T. Sankara, eroica persona che forse tutti in questa epoca dovremmo conoscere, il suo pensiero ci sarebbe più utile di quello di chiunque altro.

  • Rosberg

    @ Roberto4321

    Ti sbagli. E pure di grosso se pensi che a breve gli italioti si sveglieranno.
    Anch’io come te mi sono quasi rassegnato, ma non in attesa di una rivolta ma bensì in preparazione di andarmene da questo schifo che è l’Italia.
    Mi fà schifo avere la carta d’identità italiana. Io non mi sento più italiano, non voglio più esserlo in questa Italia.
    Con l’anno nuovo “mollerò gli ormeggi”.

  • lanzo

    Naturalmente, a tutta la stampa serva, pasciuta e verminaio di merde senza onore e dignita’ (vabbe’, pure loro tengono famiglia| non e’ mai passato per la testa: ” Cosa si comporterebbe il piu’ amato paese del mondo (Israele) che i media idolatrano che farebbe se si trovasse le bagnarole vicino alle sue coste? E che farebbero gli emiri altrettando idolatrati , se i barconi si diregessero verso , Oman, Gulf States che sono ultra ricchi ed anche piu’ vicini ? Questo dubbio non sfiora mai le menti dei giornalisti che sicuramente la vacanzetta a Dubai se la fanno.
    Non credo che li accoglierebbero, probabilmente, la loro guardia costiera gli sparerebbe, invece per noi la guardia costiera e’ una succursale della Caritas che poi ci mangia alla grande, e come diceva Toto’, noi paghiamo..
    Quindi i cosidetti “disperati” ma che hanno i 4/5 mila dollari per pagarsi il passaggio
    ‘ non ci provano neanche. – Questa e’ una guerra condotta con altri mezzi – ci inondano di morti di fame che graveranno sulla sanita’ pubblica, ci stanno facendo a pezzi.
    Bergoglio se li prenda in Vaticano, mai visto un vu’ cumpra’ entro le mure vaticane, che le guardie svizzere, sai i calci in culo che gli darebbero.

  • nic

    “Italia IMMIGRAZIONE: NEL MARE AFFONDIAMO ANCHE NOI”

    sì, in una valle di lacrime di coccodrillo.