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IL VERO POTERE VINCE PERCHE’ I SUOI MAESTRI SONO GANDHI, MALCOM X O M. L. KING


DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Alle 3 del mattino in un pub un ragazzino mi ferma e mi chiede, intelligentemente: “Scusi Barnard, ma lei è proprio sicuro che il suo RADICALISMO feroce sia la via giusta?”. Gli ho risposto: “Osserva il nostro nemico, cioè il Vero Potere delle megabanche, delle megacorporations, della megafinanza. Sono spietati nel radicalismo delle loro IDEE, AZIONI, DETERMINAZIONE. Hanno ri-vinto dopo 250 anni di sconfitte proprio per questo. Non ti dice nulla?”.

Lavori per HSBC? A 25 anni prendi un aereo da Londra per Seul. Arrivi, dormi 27 minuti, ti squilla il cell e il tuo boss ti chiede uno spread sulla chiusura di tutte le borse asiatiche in 60 minuti. Ne impieghi 70 di minuti, sei licenziato. Gandhi proibiva ai cuochi delle cucine nel suo Ashram di parlare e di portare mutande durante la preparazione del cibo. Una parola? Eri fuori.

La Commissione UE decide di portare in povertà 100 milioni di europei? E sia, non si fa un singolo passo indietro, neppure se i premi Nobel dell’economia più famosi del mondo gridano allo scandalo. Neppure se l’Organizzazione Mondiale della Sanità protesta per le stragi di ammalati, feti e anziani. Martin Luther King decise l’occupazione da parte dei neri americani delle mense scolastiche riservate ai bianchi nel sud degli Stati Uniti. Si fece, e non si registrò un singolo studente nero che si mosse dai tavoli Solo Per Bianchi.

Chi venne prima nella Storia? Il radicalismo della megabanca HSBC, della Commissione UE, cioè del Vero Potere, o Gandhi e King? I secondi, ovvio.

Il Vero Potere, come da me scritto e riscritto, capì negli anni ’70 che il RADICALISMO feroce di idee azioni e determinazione, tipico dei maggiori campioni delle rivoluzioni sociali della fine ‘800-inizio ‘900 e anni ’60, era l’arma vincente, e andava ADOTTATA. Duecentocinquant’anni di sconfitte del Potere, dall’Illuminismo agli anni ’70 del XX secolo, erano state causate dall’incredibile radicalismo dei pensatori sociali. Leggetevi Benjamin Franklin, o ancor prima John Locke (scioccanti le sue idee persino oggi). Ai tempi di Abraham Lincoln, il grande uomo e i suoi collaboratori pensavano che il fatto di lavorare a stipendio per qualcuno fosse del tutto assurdo. La chiamavano SCHIAVITU’. Nel loro pensiero il lavoro a stipendio era tollerato SOLO se inteso come un passaggio verso una condizione dove il lavoratore ovviamente lavorava per se stesso e si godeva i frutti del proprio lavoro, senza avere un titolare o una classe di proprietari in mezzo alle balle. Possiamo chiamarli RADICALI fino all’estremo? Sì.

Il radicalismo nella propria morale, nelle posizioni politiche, terrorizza gli avversari, e se ne può solo dedurre che è infatti l’unica arma per vincere contro un nemico altrettanto radicale, il Vero Potere. Malcom X fu ucciso per questo. Il suo radicalismo morale non solo spaventò il governo degli Stati Uniti – che con l’FBI infiltrò l’organizzazione religiosa in cui Malcom X militava, la Nazione dell’Islam, addirittura piazzando un agente come guardia del corpo di Malcom – ma ancor più terrorizzò la stessa Nazione dell’Islam e il suo corrottissimo leader, Elijah Muhammad. Come noto, furono i sicari di Elijah Muhammad ad assassinare Malcom X nel febbraio del 1965. Chi sarebbe oggi nella Storia Malcom X se avesse abbracciato l’opposto del radicalismo, cioè il COMPROMESSO nella morale, nelle azioni, nella determinazione?

Il radicalismo delle idee, azioni, determinazione è bastato a una singola donna, la birmana premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, per mettere in croce uno dei regimi più incoercibili del mondo oggi, quello birmano. La Suu Kyi è prigioniera politica in Birmania dal 1989, avendo fondato nel pieno della dittatura militare un movimento pacifista per la democrazia. Al di là delle controversie che la circondano, è indiscutibile che la radicalità incredibilmente tenace di Aung San Suu Kyi, ripeto, confinata all’isolamento, è stata l’unica arma che fino ad oggi ha portato uno spiraglio di speranza a quel Paese. Pochi sanno che Aung San Suu Kyi era felicemente sposata con un accademico di nome Michael Aris, da cui ebbe due figli. Dopo l’arresto, il regime le offrì ripetutamente di rinnegare la sua lotta per avere il permesso di rivedere la sua famiglia. Lei: no. Quando Aris si ammalò e fu in punto di morte, l’offerta le venne ripetuta. Lei: no. Oggi la dittatura birmana è di fatto incapace di mantenere il Paese sotto la griglia di ferro che usava in passato. Ci sono voluti 26 anni di radicalità di Aung San Suu Kyi e dei suoi seguaci per arrivare a questo. Dove sarebbe arrivato il compromesso in Birmania? Da nessuna parte.

Gli esempi sono infiniti, Mandela dopo quasi 30 anni di prigionia fu liberato, e le prime parole che pronunciò furono le stesse dette il giorno in cui varcò la soglia della cella 30 anni prima: “La nostra lotta continua, e se necessario sarà armata”. La sua radicalità non si era mossa di un millimetro e aveva abbattuto un altro nemico crudelmente radicale (purtroppo Mandela cedette quando fu al potere). No compromessi per Nelson a spaccar pietre in un carcere sudafricano per tre decadi.

Non v’è dubbio, come obiettano in molti, che la radicalità è però un’arma a doppio taglio. La faccio breve e semplice: in mano a un mostro come Pol Pot produsse uno degli orrori più agghiaccianti della Storia. Ma l’obiezione non regge. Il rigore della ricerca medica salva milioni di vite al giorno, oggi, certo che nelle mani di Josef Mengele… Suvvia, non perdiamo tempo.

Riprendendo per un attimo le idee di Abraham Lincoln – “il lavoro stipendiato è una schiavitù che necessariamente deve essere superata” – e guardando cosa il compromesso ha fatto a quelle organizzazioni ormai putrescenti e buffonesche che sono i sindacati occidentali oggi, bè, la distanza fra l’americano e queste ultime è di proporzioni cosmiche, come di proporzioni cosmiche è l’umiliazione del lavoro oggi e la vittoria del Vero Potere sui diritti dei lavoratori.

Io sono ferocemente radicale nelle mie idee e azioni, perché, ripeto, ferocemente radicale è il Vero Potere contro cui lotto. Se punto i piedi su un principio non mi smuove neppure un dinosauro, e certo, pago i prezzi, la mia biografia parla chiaro: sono scomparso dalla scena, abbandonato dal pubblico, sepolto vivo dai media. Persino i miei ex collaboratori nella lotta economica che ho pionierizzato qui in Italia, la Mosler Economics-MMT, trasudano invece di compromessi e non mi hanno affatto compreso. Ok. Ma quanto scritto sopra rimane in me e da lì non mi muovo. Sono praticamente da solo qui in Italia in questa dottrina del radicalismo, e il Vero Potere canta e balla e brinda. Fossimo un esercito, lo avremmo prima terrorizzato, e poi sbranato.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1276

21.08.2015

Pubblicato da Davide

  • MarioG

    Cosa ci collega al 1720?

    (cioe’ 250 anni prima del 1970, quando il "Vero Potere" capi’ il radicalismo)
    Scansione barnardiana della Storia…
  • Fedeledellacroce

    Il titolo cita tre nomi di morti ammazzati (dal "vero potere" come lo chiama l’amico Barnard).
    Mentre invece al "vero potere" non gli va a sparare nessuno……………
    Solo Barnard gli spara. Beh spara cazzate piú che colpi mortali.
    Sembra di stare a sentire parlare un altro nottambulo che usava dire:
    Saranno state ‘e 4, me so’ arzato e so’ annato a vede’ che c’era rimasto ner frigo….aho, m’era venuta ‘na fame che me sarei magnato ‘n’abbacchio intero…
    Se uno vuole fare il "radicale", non basta certo dire "Aho, io sono cattivone e radicale". Se dici di avere cosí tante palle, vai pure a sparargli a ‘sto "vero potere", tantopiú che dici di conoscerlo bene.

  • Aironeblu

    Obnubilato dalla sua foga radicale il povero Barnard non si accorge difarsi egli stesso promotore del "Vero Potere contro cui lotta", pappagalleggiandone alla lettera la propaganda disinformativa, con il premio Nobel San Suu Kyi che lotta per la "liberta’ e la democrazia", Nelson Mandela che "spaccando pietre" dalla sua prigione libera i neri dalla schiavitu’, e il terribile Pol Pott che uccide (dati "ufficiali" alla mano) oltre due terzi della popolazione cambogiana…
    Credevo che che oltre ad essere radicale fosse anche un po’ piu’ sveglio.

  • natascia

    Concordo con la Sua analisi, e trovo che abbia una fondatezza. Oltre che per la radicalità ,i leader si distinguono, a mio avviso, anche per l’universalità del messaggio e il carisma personale. Si tenta e si riesce, a giorno d’oggi di eliminarli su questi contenuti molto prima di azioni estreme come negli anni ’60. Meteore, stelle amiche che aiutano ‘umanità per mitiche albe, di cui si beneficia per brevi momenti.

  • Denisio

    Barnard ha ragione da vendere ma la realtà è che la gente oggi risponde emotivamente e con i fatti a chi parla in maniera docile e rassicurante.
    Quindi nella realtà del 21 secolo funziona meglio il comunicatore professionista di colui che dice la sua verità in maniera cruda e spesso per un pubblico di pochi adetti ai lavori.

    Se ci si deve liberare dal potere bisogna adottare misure radicali in massa.
    Non c’è altra soluzione. Pensare di andare per la via del parlamento è penoso ed inutile. Chi ci crede verrà smentito. C’è bisogno di scardinare il sistema dalla base per migliorare sotto ogni aspetto la qualità di vita dell’umanità. Altrimenti l’entropia galloppante dei sentimenti negativi, dell’usurpazione del territorio, della schiavitù prevale sulla possibilità di riscatto. Abbandonare oggi le catene liberandosi dal denaro privato che ci obbligano ad usare. Punto.

  • SanPap

    https://www.youtube.com/watch?v=SGyBvvbC_Mg

    questa è la logica che dovremmo applicare per vincere ?

  • oriundo2006

    I ‘tre Maestri’ citati hanno vinto ( ma non completamente ) perchè avevano alle spalle milioni di persone determinate e decise, di cui loro si sono fatti ‘bandiera’, li hanno ‘rappresentati’ sulla scena dell’ ‘uomo bianco’ ed hanno ottenuto parte delle richieste perchè queste erano COERENTI con gli assunti di base della cultura generale. direi che  1) Barnard ( ed io, beninteso … ) rappresentiamo solo noi stessi e basta 2) La ‘cultura generale’ ha estromesso dai propri ‘principi’ ( che sono ‘non detti’ esplicitamente, sono segretati ed indotti principalmente in via subliminale: non esiste un ‘manifesto’ del potere oggi, a differenza del passato…) qualsiasi richiamo egualitarista ed alla ‘ggente’ va bene così 3) I ‘milioni di persone’ stanno felicemente dall’ ALTRA PARTE. Sono complessivamente soddisfatti dal sistema che li governa, che è fondamentalmente lo stesso sulla terra e se chiedono qualchecosa la richiedono all’INTERNO del ‘pensiero unico’ preformato. Cioè chiedono solo quello che va bene che chiedano: il resto non conta, nè viene registrato, neppure a futura memoria ( tranne beninteso per schedare gli anomici ). Se necessario il rito della votazione viene ripetuto tante volte quante serve: perchè la realtà non conta, conta l’affabulazione mediatica ripetuta ed asseverata da papi, preti, grand’uomini di dx come di sx, cui corrisponde il sorriso ebete, le pacche sulle spalle, le risate idiote di chi è al comando, felice di farci fessi. Fessi cornuti e contenti, beninteso, chiedenti quelle cose che il Potere sa di poter distribuire senza intaccare il proprio ruolo metafisico. 

    Dunque, caro B., possiamo essere solidi come una roccia, assolutamente incoercibilinonchè impassibili ed incorruttibili q.b., ma la cucina dell’avvenire la fanno loro ( come il nostro Fonzie con lo sguardo rapito ha vaticinato in quel di Sion ). Noi possiamo solo ravanare nella spazzatura di questa società alla ricerca di qualcosa su cui puntare per elevar ( apposta )  il nostro grido di dolore su di un mondo oramai competamente satanizzato. Spero che i nostri alti lai non preludano a voler entrare dalla porta posteriore della cucina…vero B. ?…
  • brumbrum

    concordo

    ma resta la domanda
    siamo sicuri che il popolino vuole essere libero ?

  • brumbrum

    se vogliamo essere uomini si
    in caso contrario siamo solo dei pippaioli

  • Denisio

    Certo che la gente vuole essere libera solo che nella vita di ognuno vengono quotidianamente e metodologicamente serviti dei surrogati di libertà che soddisfano momentaneamente e attraverso l’effetto placebo la richiesta inconscia di riavere il proprio tempo e i propri sentimenti. E così passa un’altro giorno e un’altro ancora…con le catene e i palliativi.
    Liberarsi significa rinunciare radicalmente a questo gioco del ricatto e affrontare la giornata in maniera radicale riappropriandosi della conoscenza e del proprio se, riappropriandosi della tecnologia utile e distruggendo quella inutile. Se inizia a farlo il 50% delle persone…

    Il problema è che più del 50% della gente non ha tempo nemmeno per mettere in discussione quello che fa….

  • SanPap

    mi procurerò un buon oculista

  • gix

    Più che il radicalismo duro e puro, quello che serve per contrapporsi a chi è più forte di te è l’opportunismo e l’elasticità delle proprie decisioni. Barnard è rimasto unico proprio per questo motivo, perché va da solo senza speranza all’assalto di quelli che sono 1000 volte più armati di lui. Non è un caso che comunque Barnard stesso possa ancora parlare, perché il suo radicalismo lo isola completamente e lo rende in fondo innocuo; non gli consente di creare un vero seguito che magari potrebbe diventare veramente pericoloso, seguito che forse lo stesso Barnard potrebbe avere le capacità di generare. Senza essere esperti militari ma forse se Hitler fosse stato meno ottuso, e avesse lasciato la possibilità di ritirarsi ai 300.000 di Stalingrado, magari la guerra sarebbe potuta finire diversamente, o costringere gli alleati ad una pace diversa, chissà. Questo lo hanno capito anche i vietcong che hanno usurato un nemico immensamente più potente in anni di guerra sottotraccia. Ma Barnard vuole lo scontro frontale in campo aperto, con tanto di dichiarazione di guerra palese….e poi lui stesso ti dice che il nemico è immensamente più potente di noi. Veramente un fine stratega non c’è che dire. Poi certo, nel momento in cui si intravede la possibilità di raggiungere l’obiettivo, allora si deve diventare spietati e inflessibili; uno come Mandela se lo poteva permettere, sapeva che l’obiettivo stava ormai per essegre raggiunto.

  • PinoRossi

    Il dipendente CIA Suu Ky e il suo marito del MI6 Bardard poteva pure lasciarli perdere.

  • PinoRossi

    Mandela e Suu Ky avevano alle spalle anche il dipartimento di stato USA. La Birmania è adesso nuova terra di speculazione e un immenso grande nuovo bacino di sesso a pagamento in sud-est asiatico.

  • lucazz

    Assolutamente vero ! Il popolino è privo di anima e determinazione per colpa di tanti surrogati della libertà. Il popolo insorge se la propria squadra del cuore non fa una campagna acquisti degna, ma se ne sta tranquillo e beato mentre distruggono la terra ed il futuro dei loro figli. Sorrido quando l’uomo sapiens viene definito essere evoluto…… 

  • giannis

    L unico vero cambiamento l umanita’ l avra’ solo con la terza guerra mondiale

  • ottavino

    Che considerazioni banali!

    Prima di tutto si tirano in ballo persone e movimenti e leader che avevano forti legami razziali, religiosi, ecc. E invece "noi" non abbiamo nessun legame.
    Poi si parla di economia, come il luogo della lotta, e questa è una bugia. Io non aderirei mai al MMT, non può una teoria economica fare da collante.
    Il problema è proprio il collante. Il collante che deve essere non solo una teoria, ma deve essere una pratica. Cioè noi dovremmo praticare nella vita quotidiana un qualcosa che ci rende vicini, amici, simili. Un po’ come dei religiosi che praticano i riti della propria religione.
    Senza di questo non si va da nessuna parte
  • giannis

    Finche gli italiani avranno mangiare , soldi e soprattutto la possibilità di crescere figli non succedera’ niente

  • giannis

    Beh , come dici gia’ distruggere la terra e il futuro dei loro figli vuol dire almeno che nei prossimi decenni la nostra societa’ cambierà drasticamente

  • Mattanza

    Il carisma personale se sopravvalutato può portare al culto della personalità, che è espressione di una proiezione di contenuti collettivi numinosi su un individuo che per "simpatia" ne sia atto, il mito dell’Eroe (Solare), il Fanciullo Divino ecc.


  • natascia

    Trovo che il carisma si esprima laddove viene atteso. Oggi ad esempio,si cerca distrarre le masse affinchè non colga, esalti e faccia crescere nessun vero leader. Forse l’unico presente  e’ Francesco i cui  esiti  sembrano marginali.  Un leader mondiale che si rivolgesse alle nazioni unite o al G20 E che riuscisse ad unire le istanze delle persone  delle classi inferiori e senza classe, o un leader europeo che traghettasse l’Europa fuori dalle sabbie mobili un cui e’ stata gettata dall’America o ancora un leader italiano che tornasse a permettere ai cittadini di esprimersi e  votare,non si vede.  Preoccuparci  della sua eventuale  sopravvalutazione, in questa situazione di disinformazione e controllo di massa e’ del tutto fuori luogo. Poi, viene da chiedersi dove si trova una persona libera, con fondi propri e non finanziata, che avesse  la forza di interagire con  il coacervo di poteri incrociati e occulti che ci stanno dominando.

  • luiginox

    proprio così

  • raniran

    Ma non si può non riconoscere a Barnard la buonafede

    io sto con lui perchè oramai di persone espertologhe conoscenti la società ce ne sono fin troppe, decantate in rete in ogni angolo, perloppiù son false e voltagabbana.
    Barnard con i suoi evidenti limiti ne rimane fuori, mi sembra vero, naturale….
    La rete è un caos pazzesco, chiunque può scrivere di chiunque…e allora?
    Essere discriminanti all’eccesso, coerenti può portare ad avere empatia/dialogo verso coloro che veramente meritano (a proprio avviso).
    Barnard lo seguo e lo farò, anche se da povero sfigato, dice cose eccelse.
    ALe
  • lanzo

    Nelson Mandela e’ stato in villegiatura, ben trattato e ben pasciuto, altrimenti non ne sarebbe uscito vivo.

  • lanzo

    PinoRossi

    Concordo, ma pure lei – pur vivendo nel lusso – e’ diventata una martire.
  • lanzo

    Voglio chiarire, sono andato in India – non proprio Bombay o Calcutta  centro con negozi per ricchi- ma citta’ importanti, be’ non sono MAI riuscito a trovare in uno dei enormi bazar dove va la plebe, ne’ mutande ne’ calzini – perche’ non li usano !

    E ci sono vissuto 5 anni di seguito, poi una intelligente signora bengalese benestante , apri’ un negozio che vendeva SOLO calzini per uomo e fu un successo – le mutande pero’ erano un problema, le compravo in Australia.
  • lanzo

    Concordo con AIRONEBLU – ed ora sono arrivato al punto di diffidare di chiunque sia insignito del NOBEL per la pace… Ti hanno dato in Nobel per la pace ? Puzzi.

  • marcello1991

    ti contraddici…

  • lanzo

    Ma quando mai in India la gente comune portava/porta le mutande ? Visto che il 70 percento della popolazione defeca o nei campi o per strada, lungi, in Somalia lo chiamano futa, una fascia di tessuto intorno alla vita,  ti accosci e scarichi !

    Mi ci sono voluti mesi negli anni 80 per trovare un negozio che vendesse pedalini o mutande, figuriamoci ai tempi di Ghandi.
  • lanzo

    Si come no, Nelson Mandela che spaccava le pietre nel penitenziario, quando era tenuto li’ con tutti i riguardi, altrimenti se lo avesero adibito  a spaccare pietre non sarebbe uscito tutto bello, pimpante – sposarsi donne piu’ giovani e continuare a fare la bella vita per parecchi anni.

  • pasa

    molto probabilmente la questione " mutande" è stata inserita come provocazione da parte di Barnard per misurare  i vari livelli della discussione.

    Ma scusa Ci tolgono tutto, noi rimaniamo apatici, compromessi, felici per il poco che " Qualcuno " elargisce d’alto  e il problema è : ahhhhhh! Barnard non sa che in India non ci sono mutande"
    Ciao