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IL TRAPPOLONE REFERENDARIO COSTITUZIONALE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Nell’era postmoderna della fine delle grandi narrazioni (Illuminismo, Hegelismo, Marxismo), dove ormai la neolingua regna sovrana, e la politica si muove tra ipocrisia endemica e infantilismo ricattatorio, il doublespeak impazza sui media di ogni tipo, divulgando a destra e a manca le proprie oscene verità. Ed anche gli spin doctor al servizio del premier maschio alfa, si agitano freneticamente per dotarlo delle parole giuste ad intarsiare una vera storytellig della democrazia … il referendum costituzionale di ottobre non può fallire, e la massiccia campagna mediatica partita 6 mesi prima del fattaccio senza quorum, dovrà resettare le menti dei poveri spettatori di ogni probabile dubbio.

Nel gennaio del 2015, dopo la strage dei vignettisti di Charlie-Hebdo, venne lanciato lo slogan “Je suis Charlie” da parte di Joachim Roncin, amministratore di “Reporters sans frontières” … da quel momento quel grido venne ripreso sistematicamente su ogni medium possibile, così da identificarlo come una vendetta solidale e consolatoria contro tutti i possibili attentati … e nella cultura di massa, tutto ciò che piace allo sciame confuso dei sudditi, deve divenire di dominio pubblico e soprattutto imporsi con la perentorietà del dogma. Ogni possibile critica di opposizione è solo un fastidioso ostruzionismo alla libera circolazione del dogma, quindi le opinioni che si discostano dal pensiero dominante sono sgradevoli e intollerabili. Declinato di seguito nella forma di “Je suis Bruxelles”, nel marzo 2016, escludeva tutti coloro che si permettevano di dissentire, accusati di devianza e “complottismo”, quelli che non si riconoscevano parte del grido di dolore categorico.

Naturalmente la Confindustria, a nome del suo neo presidente Boccia si è apertamente schierata per il Sì alla Riforma, interessata soprattutto all’eliminazione del bicameralismo perfetto, motivo supremo dell’estenuante lentezza decisionale del Parlamento (anche se la Legge Fornero è passata in 15 giorni), e facile strumento degli ostruzionismi dell’opposizione. E ciò risponde egregiamente alla lettera che il 5 agosto 2011 il presidente della Bce Jean Claude Trichet inviava al governo italiano, per di più condivisa e firmata dal futuro numero uno dell’Eurotower, Mario Draghi. Una missiva minuziosa nei dettagli, pubblicata sul Corriere della Sera, in cui la Bce indicava le misure antispeculazione da adottare «con urgenza» dall’Italia per «rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità del bilancio e alle riforme strutturali»: le riforme avrebbero dovuto toccare molte voci, dalle liberalizzazioni, alla riforma del mercato del lavoro e delle pensioni, fino alla pubblica amministrazione.

Poi nell’estate del 2013 arriva sul tavolo del governo un’altra missiva, in cui la JP Morgan, storica società finanziaria statunitense, scriveva quella che sembrava essere la ricetta del grande capitale finanziario per gli stati dell’Eurozona, per sopravvivere alla crisi del debito: “Liberatevi al più presto delle vostre costituzioni antifasciste !!”. Nel documento di 16 pagine infatti, datato 28 maggio 2013, dopo una lunga introduzione, si arrivava a trattare le origini delle Costituzioni dei paesi europei: “Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica (…) Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea” … e ancora “Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo”. Quindi i poteri finanziari, e i loro eponimi economico industriali, chiedono al governo una mutazione giurisdizionale della Carta, funzionale alle strategie del sistema economico internazionale e che non abbia l’intralcio della discussione democratica. Perché, come dice Nino Galloni, il capitalismo iperfinanziario, novello Pluto infernale, si ciba di sangue umano e di carne tenera, e dunque è costretto a provocare stragi sociali, per soddisfare i propri bisogni fisiologici.

E mentre in Francia continuano le ‘settimane di passione’, che rischiano di portare alla paralisi il paese, alle prese con gli scioperi contro la riforma sul lavoro del governo socialista, dopo due mesi e mezzo di mobilitazione nazionale contro la Loi Travail, i sindacati più combattivi (Cgt, Fo, Solidaires, Fsu) hanno deciso di mettere in pratica una strategia di blocco della produzione che non fa sconti al governo … da diversi giorni infatti i camionisti si sono fermati, sei delle otto raffinerie presenti sul territorio francese sono state bloccate, i depositi di carburante, vari porti e aeroporti sono sbarrati al pari di alcune delle più importanti arterie autostradali. Nel frattempo, continua lo sciopero dei ferrovieri e dei trasporti pubblici, che dal 2 giugno potrebbe divenire illimitato.

Al contrario i sindacati italiani hanno incassato il Jobs Act senza battere ciglio, attraverso quell’improbabile strategia di lotta che si chiama “concertazione”, e fingendo di contestare queste riforme, che in realtà hanno convalidato con il loro atteggiamento miseramente ambiguo (ricordiamo i calorosi saluti tra Landini e Renzi), si sono piegati al volere dei padroni. Aiutati da una stampa schieratasi a zerbino dalla parte dei potentati economici, hanno sdoganato una controriforma, che ha la precisa funzione di proiettare il dumping salariale più selvaggio nel prossimo mercato del lavoro, sempre più orfano di diritti e tutele sociali. Perché dunque in Italia può verificarsi un simile massacro sociale senza che la popolazione ne abbia il minimo sentore? Perché i nuovi schiavi sembrano essere addirittura soddisfatti delle nuove riforme targate Bce, JPMorgan, Ocse e Fmi ?

Beh … occorre partire da lontano … e risalire agli anni ’70, quando Pasolini scriveva i propri articoli sul Corsera, straordinari per lucidità analitica e profetica. Quegli anni videro l’affermazione della tv in Italia, sperimentarono gli effetti socialmente devastanti della pratica quotidiana del Grande Fratello, strumento potentissimo nelle mani dei ceti dominanti, che lo finanziavano e lo governavano per ipnotizzare le masse, vanificare la loro coscienza critica e il loro possibile ribellismo. “Scritti corsari” è l’ultimo libro pubblicato da Pasolini (fu in libreria subito dopo la sua morte) ed è molto più che una raccolta di articoli, interviste, recensioni, piuttosto un libro che il lettore deve ricostruire: è lui che deve rimettere insieme i frammenti di un’opera dispersa e incompleta, come sarà anche il suo ultimo antiromanzo “Petrolio”, quello che verrà pubblicato solo 17 anni dopo circa, e che gli era costato la vita, dato che denunciava la spudorata corruzione della politica affaristica del tempo e il responsabile della morte di Enrico Mattei. Nati dall’occasione comunque, questi scritti hanno una singolare unità, anche perché nei fili che ne compongono il tessuto è sempre ben visibile “l’arte eretica e corsara” di Pasolini.

La nuova pseudocultura consumistica stava demolendo ogni altra autentica cultura, tipica della civiltà occidentale, il monoteismo del mercato avrebbe reificato anche gli esseri umani (Karl Marx), riducendoli a merce incapace d’intendere e di volere, anzi sostituendo il plusvalore delle merci al valore stesso del genere umano (vedi il nuovo olocausto che si verifica oggi nel mediterraneo). Dunque lo slogan blasfemo del jeans Jesus “Non avrai altro jeans al di fuori di me”, non era altro che la nuova religione dei mercati, il nuovo dominio planetario che avrebbe provocato una mutazione antropologica nei confronti degli italiani, attraverso un’omologazione selvaggia, killer seriale e fascistoide da cui la massa non sarebbe riuscita a liberarsi, perché appunto il nuovo fascismo avrebbe mutato l’identità stessa dei cittadini, i loro gusti, i loro consumi, la loro anima e addirittura i loro corpi.

Poi arriva Jean Baudrillard, che nel 1996 dirà: “La tv è il controllo sociale direttamente nel salotto di casa. Essa mantiene l’ordine simbolico, garantendo la conformità del comportamento dei sudditi ignari. Facendo diventare favola il mondo, la tv è strumento al servizio dei dominanti. La fabbrica televisiva del consenso, proprio come il clero giornalistico, induce ad odiare gli oppressi e ad amare gli oppressori, producendo docili servi che lottano in difesa delle proprie catene.” (Il delitto perfetto. La televisione ha ucciso la realtà?)

Ma già il sociologo francese Gustave Le Bon un secolo prima aveva studiato la psicologia delle “folle”, ossia l’infantilizzazione del singolo all’interno delle folle massificate dal sistema capitalistico, in tal modo quindi, ha identificato il principio di base della propaganda moderna: l’individuo è perfettamente manipolabile, perché è stato affogato ed annientato nello sciame confuso e privo di coscienza della massa. « Dal solo fatto di essere parte di una folla, un uomo discende da generazioni su una scala di civiltà. Individualmente, potrebbe essere un uomo civilizzato; nella folla diviene un “barbaro” in preda all’istinto. Possiede la spontaneità, la violenza, la ferocia, e l’entusiasmo e l’eroismo dei primitivi, molto simile a loro per la facilità con cui si lascia impressionare dalle parole e dalle immagini … indotto a commettere atti contrari ai suoi interessi più ovvi e alle migliori abitudini. Un individuo nella folla è un granello di sabbia fra tanti altri granelli di sabbia, mossi dalla volontà del vento.» (Psicologia delle folle)

E ancora sull’aristocrazia intellettuale delle élites, e sulla barbarie della folla: « Le civiltà così come sono conosciute, sono nate grazie ad un piccolo gruppo di intellettuali aristocratici, mai dalla massa. La massa ha solo potere distruttivo. Il loro ruolo è sempre effettivo in modo barbaro. Una civiltà involve ruoli stabiliti, disciplina, passaggio dall’istinto alla razionalità, in previsione futura, un elevato livello culturale, tutte condizioni che la folla, lasciata a se stessa, ha sempre mostrato di non essere in grado di realizzare. In conseguenza di questa pura forza distruttiva, il potere delle masse è tale a quello dei microbi che dissolvono i corpi malati o privi di vita. Quando la struttura di una civiltà è compromessa, è sempre la massa che la porta alla caduta.»

Dunque la massa è un magma orribile e infecondo che annulla e avvilisce la coscienza critica del singolo, il quale risulta portatore sano di idee preconcette iniettate nel corpo sociale da parte del potere capitalistico, che riesce a perseguire i propri obiettivi autoritari proprio attraverso il consenso e l’adesione degli individui alla sua ideologia politica, senza dover ricorrere alla violenza, ma semplicemente utilizzando il potere propagandistico dei mass media. Mentre la stampa di regime è diventata una mera cinghia di trasmissione dei postulati dell’establishment e del sistema dominante, che realizza una vera operazione di distrazione di massa, dato che invece di informare le folle sul merito dei problemi, disinforma e distrae.

Così il sociologo tedesco Herbert Marcuse, nel suo libro “L’uomo a una dimensione”, spiegava che “la funzione basica dei media è quella di sviluppare degli pseudo bisogni di beni e di servizi, fabbricati dalle grandi corporations, legando gli individui al carro del consumismo e della passività politica” … sistemi politici che saranno il brodo di coltivazione del virus patogeno conosciuto come “autos-kratos” o autocrazia, o meglio ancora oligarchia delle lobby finanziarie.

Dunque è un dato storico, l’omologazione delle folle italiane è ormai giunto allo stato terminale, e il nuovo autoritarismo politico è in dirittura di arrivo con la riforma costituzionale renziana, la cui responsabilità riguarda i partiti della cosiddetta “sinistra”, che hanno promosso e gestito lo smantellamento dei diritti sociali conquistati in decenni di lotte, la privatizzazione del patrimonio dello stato e delle aziende pubbliche, le leggi che codificano la precarizzazione del lavoro, il famigerato Jobs Act, e l’accettazione acritica delle politiche economiche di Bruxelles e di Francoforte.

L’attuale establishment delle società occidentali sembra dunque utilizzare una sorta di autoritarismo invisibile del consumismo compulsivo, bene espresso da una straordinaria scena di un episodio cinematografico di Pasolini, “La ricotta”, dove un dialogo tra Orson Wells, che riveste il ruolo di alter ego di Pasolini stesso e un giornalista, risulta fulminante, perché l’ “uomo medio”, il borghese appunto, colui che vota senza manco sapere per chi, senza manco capire le dinamiche politico economiche del suo paese, sarebbe definito dal regista appunto “un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, colonialista, razzista, schiavista, qualunquista”.

E’ questo infatti che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi basiti … lo smantellamento dei diritti sociali conquistati in decenni di lotte, la privatizzazione del patrimonio dello stato e delle aziende pubbliche, le leggi che codificano la precarizzazione del lavoro, e l’accettazione acritica delle politiche economiche di Bruxelles e di Francoforte. La sinistra a un certo punto dello storytelling ha dovuto barattare la propria identità con la sopravvivenza all’interno delle logiche del potere.

Intanto il maschio alfa dominante è partito all’attacco, insieme alla femmina alfa, ministra senza portafoglio per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento, con delega all’attuazione del Programma di Governo … la coppia di licantropi dominanti ha iniziato un tour in giro per l’Italia, frequentando tutti i luoghi fisici e non-luoghi ammissibili, utilizzando tutti i canali mediatici mainstream e non, praticando codici verbali, subliminali, linguaggi del corpo e del volto, sorrisi amichevoli, e stomachevoli … insomma tutto quanto permetterà di catturare il SI’ al referendum sulla imprescindibile costituzione autoritaria.

Non importano i contenuti, che quelli la folla apocalittica e disinformata non li capisce … importano invece i gesti, la capigliatura, il portamento, la simpatia, gli sguardi attraenti, i rumori di fondo, il gossip sulle possibili frequentazioni hot tra i due … comunque il tour, partito molti mesi prima del referendum, sembra procedere come una sorta di marcia trionfale … fascista, turca, dannunziana, di Radetzky, non importa … però mira diritto alla vittoria di autunno, quando le folle omologate, prive d’identità, e composte di solitaria sudditanza, saranno ipnotizzate, stremate e infine consenzienti con il progetto satanico dei due protagonisti della terza stagione tv “Il trappolone referendario costituzionale”.

«Poi, dopo che la terra questa stirpe ebbe coperto,
essi sono, per volere del grande Zeus, dèmoni
propizi, che stanno sulla terra, custodi dei mortali,
e osservando le sentenze della giustizia e le azioni scellerate,
vestiti di aria nebbiosa, ovunque aggirandosi sulla terra,
dispensatori di ricchezze: questo privilegio regale posseggono»
(Esiodo, Le opere e i giorni)

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

1.06.2016

Riferimenti

http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=125941&typeb=0&vinceranno-il-referenzum-con-il-100-

http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-insuperabili-criticita-della-riforma-costituzionale-renzi-boschi/?printpage=undefined

http://www.libertaegiustizia.it/2015/10/06/perche-non-va-questa-riforma-costituzionale/

http://sollevazione.blogspot.it/2016/05/francia-quando-si-fa-sul-serio-di.html

Pubblicato da Davide

  • iskra

    Ottimo articolo che tocca molti temi di attualità e fa un quadro generale della situazione ,la cosa che mi appassiona di più in questo momento  e la lotta dei lavoratori in  Francia a cui va tutta la mia solidarietà e auspico che si allarga ad altri paesi :finalmente i proletari lottano e costringono le segreterie sindacali Francesi  ad aderire alle manifestazioni  ,per quello che concerne il referendum ( arma di distrazione di massa )invito ad astenersi alle trappole dei padroni ,basta con la politica della matita il compito delle avanguardie e delle coscienze proletarie è semmai quello di adoperarsi per il superamento del vigente sistema sociale per  poter contrapporre la nostra" dittatura" nei confronti  della classe dominante in tutte le sue sfumature .

  • SanPap

    eh si, Scintillone, è proprio così che si impone la dittatura del proletariato, mettendo la virgola separata dalla parola che la precede (solo i più impavidi rivoluzionari ne sono capaci) e spronando i proletari a fare quello che i padroni
    desiderano.

    Una domanda: perché la dittatura del proletariato è migliore di una qualsiasi altra forma dittatura ?
    Sempre di dittatura si tratta. O no ?

  • Oxymen

    Ottimo articolo, al solito. Qualcosa però non mi quadra. Perchè il Paese di Baudrillard non si è fatto incantare dalle sirene neoliberiste mentre dall’altra parte delle Alpi le cose vanno ben diversamente? Eppure anche noi abbiamo avuto la nostra Prizia (Pasolini). Credo che le differenze siano da imputare in buona sostanza all’idea di Grandeur che da noi non ha mai attecchito, presi come eravamo da questioni geografiche e politiche, ovvero la frammentazione dello stivale in una miriade di comuni che si guardavano in cagnesco. La Grandeur prevede un’adesione, la frammentazione porta ad una serie infinita di distinguo. Sfido chiunque a trovare differenze lessicali significative negli abitanti di comuni vicini (diciamo 30km di distanza) in Paesi che non siano il nostro. Non sto parlando dei "terroni" presenti praticamente in ogni Paese (quelli della Ruhr guardano con sufficienza ai bavaresi così come i parigini guardano con sospetto i marsigliesi), sto parlando di differenze evidenti tra città contingue. Non abbiamo mai avuto un De Gaulle (di destra) che per favorire l’identità nazionale fece uscire la Francia dalla Nato, al massimo abbiamo avuto un D’Alema (di sinistra) che per favorire gli interessi della Nato ordinò i bombardamenti nella ex-Jugoslavia.
    Alla fine non sono d’accordo sull’idea che la massa (ovvero il popolo)  sia "magma orribile e infecondo che annulla e avvilisce la coscienza critica del singolo", quanto che esistano fattori sociali che determinano dei risultati. La frammentazione geopolitica italiana ha conosciuto solo un breve periodo di pacifica unione, nel dopoguerra e fino agli anni di piombo. In quel periodo furono messe a tacere le forze del distinguo (pur presenti) per favorire quelle del progetto modernista che ci ha portato ai vertici delle società industrializzate nel giro di pochissimo tempo. Oggi siamo ritornati alla frammentazione politica che ci è tanto cara: l’imprinting sociale non perdona. La sinistra dai tempi dei D’Alema ha fatto passi da gigante per finire nella discarica della Storia. La destra non sta facendo meglio. Resiste solo l’estremismo di centro, perfettamente rappresentato dal boy scout toscano, e resiste solo per abbandono degli avversari. In Francia non è così.

  • Fischio

    Uno degli aspetti, forse il più importante, che dimostra l’uniformità e la colonizzazione di un popolo sta nell’uso del linguaggio. E se anche gli articolisti, spesso critici nei riguardi del corpo dominante, si lasciano via via inghiottire dal linguaggio anglo-americano, significa che siamo messi proprio male. Detto questo, la nota della Spadini è in gran parte condivisibile, ma non darei per scontata la vittoria del SI. E anche se i media asserviti si danno un gran daffare per innalzare le quote del Pinocchio in questione, il suo passare per città e cittadelle non ha incontrato grandi benevolenze, casomai il contrario. Gli italiani, per quanto rincitrulliti, hanno sempre immaginato la Costituzione come qualcosa da onorare, direi venerare, e sarà dura per quel ‘coso’ sfangarla…Questo Referendum porta in sè significati che vanno ben oltre il passaggio all’urna: si decide infatti se disintegrare qualsivoglia Istituzione in stile bonapartista, oppure no. Ecco perchè è fondamentale presentarsi al voto e votare NO. La posta in gioco è alta, e anche per quelli come me, che non ritengono che la strada da percorre per ribaltare il Sistema sia il Referendum, hanno il dovere di non disertare…Intanto buttiamo giù questo Governo infame pilotato da criminali!!!    

  • annibale51

    Ieri sera ho deciso di votare NO a questo referendum perchè ho sentito alla tv da più deputati che toglie potere alle regioni. Mi spiace per il Renzi e la Boschi ma se ritornassero a casa dal papà sarebbe meglio.

  • PietroGE

    Bell’articolo. Condivido la parte sul controllo delle masse da parte dei media conseguente all’annientamento delle identità culturali. Direi anche che in questa trasformazione del popolo in massa informe, manipolabile a volontà, anche la scuola dovrebbe assumersi la sua parte di responsabilità.
    Attenzione però a  citare gli esponenti della Scuola di Francoforte perchè sono stati proprio loro a contribuire a distruggere le identità culturali dei popoli, insieme al principio di autorità. Marcuse non fa una analisi sociologica per ricomporre le relazioni sociali su un piano più rispettoso delle necessità materiali e delle culture, la fa a scopo distruttivo condannando la società consumistica come repressiva dal punto di vista degli istinti, vedere ad esempio il suo Eros e Civiltà. L’antiautoritarismo e la "liberazione" individuale hanno poi provocato il massacro di centinaia di migliaia di giovani con le droghe. Un olocausto di cui nessuno parla.

    Per quel che riguarda il tradimento storico dei sindacati e della sinistra in generale nei confronti dei ceti operai e della classe media, trasformati in Lumpenproletariat dal mondialismo, sei stata troppo buona. Avrebbero dovuto capirlo subito che sarebbero stati i perdenti della globalizzazione, ma già, il solito vecchio miraggio dell’internazionalismo proletario, unico rottame rimasto delle ideologie di un tempo, ha fatto e continua a fare i suoi danni. La battaglia di retroguardia francese fa da testimone. Si lamentano poi che gli operai votano FN o come in Austria per l’estrema destra?

    L’interazione tra elite e popolo e la formazione di civiltà sono argomenti molto complessi e piuttosto lunghi da trattare. Comunque, complimenti per la profondità dei temi trattati.

  • Cataldo

    La Nostra Rosanna al solito ha ben centrato il tema, io ci aggiungerei anche un aspetto importante, se i sondaggi daranno contezza ai manovratori della coppia licantropa di un risultato in bilico, aspettiamoci una impennata della manipolazione emotiva a supporto della propaganda, e sappiamo che non esistono limiti alle nefandezze che possono entrare in gioco, visti i precedenti, alla bisogna nulla ci sarà risparmiato.
    Pertanto è opportuno vigilare su tutto e fidare nel senso dello stato delle nostre istituzioni a livello operativo.

  • lopinot

    Ci vuole un’esca appetitosa per nascondere l’amo più acuminato, e l’esca è stata trovata ieri dal Nostro Capataz toscano: vale a dire il risparmio e la cacciata dei politici.
    le questione democratiche, di rappresentanza, storiche e di equilibrio democratico sono poco percebilibi da una popolazione che sta scivolando in un’ignoranza bieca e ottusa e che a differenza di altri periodi storici viene esibita, sbandierata e innalzata a valore,
    Infatti davanti a una bestia ottusa, superba e tracotante è quasi inutile la dialettica e ogni tentativo di istruzione e informazione.
    mancano i fondamentali per iniziare qualsiasi discorso, e gli argomenti sono tutti esposti inimmaginari scaffali con le loro etichette indelebili.
    Costituzione: gioco di parolai novecenteschi da cambiare prima di subito.
    Sindacati: gente che va in permesso a sciare nei giorni lavorativi
    Partiti: covo di ladri
    Elezioni: espositore di promesse
    Solidarietà: ????
    Sciopero: gente che non ha voglia di lavorare
    Scuola: posto che odio perchè da piccolo mi rompeva le palle andarci, se fanno crepare di fame i prof sono contento
    immigrazione: se odio sindacati, scuola e costituzione figuratevi i negri…
    si potrebbe continuare e le definizioni possono esere collegate e con qualche metafora calcistica essere propinate nel prossimo discorso pubblico di qualsiasi leader politico.

  • Rosanna

    In realtà, Oxymen ,  lo dice Pasolini stesso nel testo citato “Scritti Corsari”, dove fa una distinzione precisa tra popolo e massa … il popolo si riconosce in una tradizione, in una cultura fatta di valori propri, cui non rinuncia tanto facilmente, perché parte integrante della sua identità … la massa è quella sorta con la civiltà industriale a partire dall’Ottocento, e plasmatasi poi davanti al flusso continuo degli stimoli televisivi, catodici e digitali, incapace di andare oltre la passiva fruizione del prodotto somministratogli dallo schermo del Grande Fratello, quindi priva d’identità, di coscienza e di storia … quella che poi si trasforma in folla di spettatori, assolutamente ignari di quello che sta avvenendo intorno … che attribuiscono le cause della crisi al debito pubblico, all’incompetenza produttiva italiana … o alle nefaste congiunzioni astrali …

    Che poi la Grandeur francese abbia vissuto un’altra storia rispetto alla frantumazione politica degli stati italiani, sempre in conflitto tra di loro, non c’è alcun dubbio … cui ha contribuito notevolmente anche la presenza di un corpo estraneo al centro dello stivale, rappresentato dallo stato pontificio, un potere autoritario, dispotico e arretrato che ha ostacolato qualsiasi progetto di unificazione della nazione, qualsiasi affermazione di autenticità laica, indipendente e sovrana dello stato …

    Ma la stessa unità d’Italia è stata un’operazione governata dagli interessi stranieri (Napoleone III e UK), e dinastici dei Savoia, dinastia ancora una volta straniera, che ha imposto attraverso plebisciti un’unità territoriale anche al popolo del sud, destinando l’economia del Regno dei Borbone, allora tra le più floride d’Europa, a divenire un’economia di sussistenza e di reclutamento di manodopera a basso costo, funzionale all’industrializzazione del Nord … quindi il popolo italiano ha vissuto un’altra storia rispetto a quello francese, storia di sopraffazione, di dominazione e d’inganni … vedi il discorso del principe di Salina nel Gattopardo …

    "Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno abbia molti regali per noi nel bagagliaio. Tutte le manifestazioni siciliane sono manifestazioni oniriche, anche le più violente: la nostra sensualità è desiderio di oblio, le schioppettate e le coltellate nostre, desiderio di morte; desiderio di immobilità voluttuosa, cioè ancora di morte, la nostra pigrizia, i nostri sorbetti di scorsonera o di cannella; il nostro aspetto meditativo è quello del nulla che voglia scrutare gli enigmi del nirvana. Da ciò proviene il prepotere da noi di certe persone, di coloro che sono semidesti; da ciò il famoso ritardo di un secolo delle manifestazioni artistiche ed intellettuali siciliane: le novità ci attraggono soltanto quando le sentiamo defunte, incapaci di dar luogo a correnti vitali; da ciò l’incredibile fenomeno della formazione attuale, contemporanea a noi, di miti che sarebbero venerabili se fossero antichi sul serio, ma che non sono altro che sinistri tentativi di rituffarsi in un passato che ci attrae appunto perché è morto."

  • riefelis

    Solito polpetton inutile.
    In tutto questo bla bla, maschio alfa e Pasolini vari non riesce a speigare cosa non va nella riforma costituzionale.

    Chiacchiere!

  • Rosanna

    @PietroGe,
    credo che l’opera di Marcuse abbia avuto intenti unicamente filosofico culturali, cioè sia stata una profonda disamina sulle condizioni socio politiche della realtà occidentale … e con il termine politiche voglio intendere non l’espressione del potere economico istituzionale, quanto il potere dell’individuo nei riguardi di se stesso … quindi Marcuse si preoccupa di confutare la visione di Freud, il quale aveva presentato la nascita della civiltà con la sostituzione da parte degli uomini del "principio di realtà" con il "principio di piacere" … l’uomo quindi avrebbe represso i propri istinti e li avrebbe sublimati attraverso altre attività, diverse da quelle relegate alla sfera erotica, quali arte, cultura, lavoro … considerate appunto "frutto della civiltà" …

    Al che Marcuse risponde sostenendo che i meccanismi imposti alla società industrializzata, quali la divisione del lavoro e il differimento dei bisogni, o la repressione degli istinti, sarebbero funzionali ad una organizzazione irrazionale, autoritaria e dispotica della società stessa, che sarebbe sfociata in un controllo e in dominio globale del capitale sull’individuo … se tu pensi che la repressione della sessualità (come la intende il filosofo) ha comportato  anche un calo di nascite in occidente, sostenuto anche dall’uso di nuovi contraccettivi e dalla legge sull’aborto  … non mi sembra che Marcuse abbia, come dici tu sdoganato i valori del consumismo … se mai il contrario

    Che poi il capitale, come sostiene anche Pasolini, abbia strumentalizzato la liberazione naturale degli impulsi, trasformando ciò che avrebbe dovuto recuperare la sfera naturalistico primitiva in un gadget di marketing perfettamente funzionale al consumismo … questo è sotto gli occhi di tutti …  ed anche la diffusione delle droghe è un’operazione guidata dall’alto … se la guerra in Afghanistan è servita anche a questo … infatti Usa e Uk si stanno spartendo tra di loro il mercato dell’oppio … poi sul tradimento dei sindacati e della sinistra sono d’accordo con te !!

    http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/afghanistan-2001-2016-lunica-liberazione-e-quella-delloppio/
    [www.ilfattoquotidiano.it]
    Afghanistan 2001-2016, l’unica “liberazione” è quella dell’oppio  di Enrico Piovesana

    https://www.youtube.com/watch?v=FhRXzZ8I0Kk

    Afghanistan 2001-2016. E. Piovesana sulla nuova guerra dell’oppio

  • BRAURONIOS

    Fischio ha ragione.
    Al di là delle analisi, è importante oggi dare forza alla linea del NO.

    Gli argomenti non mancano davvero,
    Le obiezioni all’orrida riforma costituzionale sono una valanga.
    Ma bisogna diffonderle di più.
    La migliore sintesi la trovate qui:
    http://www.coordinamentodemocraziacostituzionalenapoli.it/vademecum-30.pdf

    Un ottimo sito, a mio avviso, è questo:
    http://www.coordinamentodemocraziacostituzionalenapoli.it/

  • sotis

    Normalmente per votare una cosa importante come la Costituzione bisognerebbe esser informati correttamente e aver un minimo di fiducia per chi l’ha stilata. Poichè invece la fiducia in questo caso è pari o eguale a zero non perderò tempo a leggere ma voterò no.

    Capisco che la mia non è una posizione intelligente ma purtroppo è obbligata. Da oggi, dove mi sarà possibile, farò sempre il contrario di quanto questi signori al governo suggeriscono o suggeriranno.
  • Rosanna

    ahahahahaha … credo che tu abbia capito il senso dell’articolo, anche senza leggerlo …

  • Rosanna

    Grazie Cataldo …  d’accordo sull’escalation della propaganda referendaria e sulla progressiva intensificazione dei messaggi mediatici, che dovranno arrivare alla vittoria del SI’ , con ogni mezzo legittimo e illegittimo, anche moralmente ripugnante nell’eventualità … sul senso dello stato delle nostre istituzioni invece … avrei qualche dubbio … negli ultimi giorni infatti mi sto rendendo conto che il populismo del premier, guidato dagli spin esperti di comunicazione, potrebbe anche arrivare alla vittoria … se pensiamo che il suo gradimento come leader è ancora piuttosto alto 

  • Rosanna

    Carissimo amico, di articoli che motivano e giustificano le ragioni del NO è pieno il web, se vuoi te ne linko una lunga serie … anche quelli che ho posto in calce …  io ho voluto fare un’altra operazione, cioè spiegare i motivi perché il SI’ potrebbe anche vincere, nonostante rappresenti una svolta autoritaria della repubblica parlamentare, che diventerà in questo modo una repubblica non più pubblica e non più parlamentare … ma presidenziale … come sono appunto le forme di governo degli Usa, Uk, Fr … dato che il pubblico di massa, mutatosi anche in una folla di spettatori … non è più un popolo cosciente dei propri valori e della propria identità

  • riefelis

    Carissima Rosanna,
    ti ringrazio per l’attenzione.
    Non nascondoi miei imbarazzi per questo referendum.
    Un governo che ha emanatao il Job Act, che sta per aderire al TTIP e non sta difendendo le pensioni, lo considero semplicemente nemico del popolo.
    Considero questa riforma costituzionale, anche se scritta male, comunque migliorativa.
    Sono molto ferrato in diritto costituzione e scienza politica e considero molte ragioni del NO molto campate in aria,forzate e piene di confusioni ed errori, anche se  per mia formazione e credo politico rappresentano il mio ambiente.
    Nell’articolo ci sono tante considerazioni giuste (dominio finaziario, debolezza-complicità dei sindacati) ma si perde nel non c’entrare il perno della discussione. Perché e come la riforma costituzionale favorirebeb tutto questo?

  • Rosanna

    La riforma costituzionale favorirebbe l’accentramento di potere dell’esecutivo, a svantaggio del Parlamento, per cui la Repubblica parlamentare diverrebbe appunto presidenziale, e quindi il governo, il premier, i ministri accentrerebbero su di sé il massimo del potere e costringerebbero alla perdita  di valore anche i poteri di controllo … perché il senato diverrebbe camera nominata e non più elettiva, quindi direttamente dipendente dai partiti e non più dai cittadini … per di più anche bacino di reclutamento per l’immunità della catsa politica regionale, parecchio investita da condanne per corruzione, senza più alcun potere legislativo, se non in materia di costituzione o regionale … ma se il senato è così inutile e costoso, perché non viene abolito direttamente ?

    E poi si dice che il bicameralismo perfetto sarebbe obsoleto e allungherebbe l’iter legislativo, allora perché la Legge Forneno è passata in 15 giorni ? per di più questa riforma è direttamente funzionale all’Italicum, altra legge porcata, che permetterebbe ad una forza politica el 20% di acquisire un premio di maggioranza del 55% … tipo legge Acerbo del periodo fascista … di conseguenza il premier accumulerebbe un potere straordinario, potrebbe controllare tutto il parlamento, scegliersi il presidente della Repubblica, una buona parte della Corte Costituzionale ecc.   se a te piace perdere ulteriormente diritti e potere politico di rappresentanza … serviti pure

    https://www.youtube.com/watch?v=05oCz_b2WRM

    Marco Travaglio spiega in breve la dittatura che la casta si prepara ad instaurare con le modifiche

  • whugo

    Articolo ottimo, ben scritto, ricco di spunti interessanti.

    Il no a questa porcata di riforma a questo tradimento palese del popolo è doveroso, solo chi ha vissuto su Marte ammazzandosi di pippe davanti ai talk show televisivi ha bisogno di capire le ragioni del si è quelle del no per convincersi su come muoversi.
    Ma aprite un libro massa di somari!
    Solo un popolo incolto e pavido come quello italiota può meritarsi in fila Berlusconi Monti Letta e Renzi senza capire che cazzo gli succede intorno.
    Brava Rosanna e scusa lo sfogo…. Dannazione!!
  • Tao

    Concordo con la tua osservazione sulla storica frammentazione italiana che spiegherebbe, in parte, la nostra vile passività rispetto invece alla rivolta francese.

    Dissento invece radicalmente dal tuo dissenso «sull’idea che la massa (ovvero il popolo) sia “magma orribile e infecondo che annulla e avvilisce la coscienza critica del singolo”». Mi pare infatti che tu confonda due entità distinte e inconciliabili, ossia la massa e il popolo. Non a caso Pasolini – la Pizia di cui ci hanno troppo precocemente privato – detestava la prima e nutriva qualche residuale speranza nel secondo.

    La massa (o “folla” nelle prime categorizzazioni sulla sua psicologia) è un’entità priva di coscienza collettiva, un agglomerato informe e pulsionale, perciò facilmente direzionabile e manipolabile da parte di quegli spin doctor che ne hanno studiato le dinamiche, grazie anche all’acquiescenza completa dei media al servizio della narrazione del potere.

    Sulla natura della massa invito tutti a leggere Massa e Potere, un capolavoro costato 30 anni di studio a quel grande maestro dimenticato di Elias Canetti, nonché il suo più smilzo – ma non certo sovrapponibile – Potere e Sopravvivenza. Canetti paragona la massa alla muta di cani, suggestionabile e aizzabile a piacimento contro uno spauracchio creato ad arte (che siano gli immigrati o Putin o gli omofobi, i berluscones o gli antiberluscones).

    Il popolo è invece una collettività dotata di coscienza, una pluralità autocosciente e perciò ferma nei suoi obiettivi. Ad esso è più difficile opporre, ad esempio, il trucco del divide et impera, una delle armi canoniche per canalizzare – e dunque controllare – la cieca energia distruttiva delle masse.

    E’ poi evidente che tale opera d’induzione alla regressione da popolo (ancora potenziale, invero) a massa sia risultata più semplice con noi italiani, da sempre frammentati per motivi storico-geografici. La nostra posizione geografica e geostrategica ha scatenato da sempre i più disparati appetiti e ci siamo trovati da sempre coinvolti nel mutevole Grande Gioco delle grandi potenze (e dei loro manutengoli locali) lasciandoci nell’impotenza del singolo rispetto a un potere imperscrutabile e lontano.

    Da qui la nostra precoce atomizzazione sociale, il ritirarsi dell’individuo nel “particulare” guicciardiniano, il familismo amorale, il regredire alla cieca cura di un personale – esiguo e volatile – “vantaggio di sopravvivenza” a breve termine, nel tentativo di passare dalla schiera dei sudditi senza diritti né strumenti conoscitivi a quella dei clientes, cui si lancia qualche briciola di pane sotto il tavolo.

    Quest’attitudine storica dell’Italia ha fatto di noi il laboratorio sociale per eccellenza di una tendenza planetaria, permettendo che attecchissero in noi con estrema facilità i progetti di frantumazione sociale pervicacemente e abilmente programmati dalle élite, che decompongono la società e i suoi radicamenti collettivi in favore  di un individualismo compulsivo, competitivo e consumistico, volto all’autoaffermazione personalistica nell’ambito di un modello unico e predefinito. Ne risulta la nostra riduzione a una poltiglia di soggetti consumisticamente desideranti, suggestionabili, manipolabili e aizzabili, guidati da una cieca e illusoria pulsione autoaffermativa priva di riferimenti.

    Nella società atomizzata ognuno di noi è soltanto un individuo disperso e un uomo-massa, giammai il rappresentante di un popolo poiché quest’ultimo è stato decostruito – ammesso che nel nostro caso esso sia mai esistito compiutamente – in seguito alla nostra riduzione a una gelatina di singoli ipercompetitivi e perciò intrinsecamente divisi. In una parola, a un anti-popolo (alla riscossa!).

    Concordo infine che “Resiste solo l’estremismo di centro”.

    Il veleno assoluto è il moderatismo, la malattia intrinseca e terminale della massa informe, priva di elaborazione critica quanto di coscienza di sé – sul piano individuale come collettivo.

    Consiglio in proposito l’ottimo articolo del sempre eccellente Il Pedante, che assimila il moderato alla sindrome del gregge (destinato perciò alla tosatura o addirittura al macello):

    http://ilpedante.org/post/i-moderati-sive-de-grege [ilpedante.org]

    SFRUC

  • gix

    La TV da sola, come strumento di rincoglionimento e
    controllo sociale delle masse non può funzionare, occorre necessariamente un
    terreno predisposto in quanto a ricettività. Questa la si ottiene mantenendo il
    più possibile ignoranti le masse stesse, privandole, anche con altri sistemi,
    della capacità di ragionare, del tempo per approfondire, e della possibilità di
    sviluppare il proprio senso critico. Per fare questo naturalmente il primo
    obiettivo è l’annientamento e il controllo del sistema di istruzione, che certamente prepara nel
    modo migliore il lavoro distruttivo della TV. Diceva Pasolini che persino il
    fascismo, nonostante usasse manganelli e ogni altro mezzo coercitivo conosciuto
    all’epoca, non era riuscito ad intaccare la cultura e il modo di vivere delle
    persone, in un’Italia certamente ignorante a livello nozionistico e scolastico,
    ma sicuramente più ricca per quanto riguarda la conoscenza del proprio ambito
    sociale.

    Anzi, una volta acquisito un livello appena sufficiente di
    consapevolezza e senso critico, la tv cosi intesa, può addirittura essere
    controproducente per chi la utilizza come strumento di annichilimento delle
    masse, perché alla fine diventa ridicola da guardare, nella sua informe
    accozzaglia di cose ed informazioni inutili. Forse è questo che cominciano a
    temere le elites e i due cavalieri dell’apocalisse per le riforme.

  • Rosanna

    Spero tu abbia ragione … e spero di aver esagerato in pessimismo, fose per gusto del paradosso o forse per esorcizzare l’eventuale delusione … visto che ne abbiamo avute tante negli ultimi tempi … sta di fatto che la propaganda messa in campo dalla coppia di licantropi è veramente consistente, i quali naturalmente si preoccupano di parlare in luoghi prontamente tutelati e al riparo da possibili contestazioni …

  • Rosanna

    Beh … la stessa rabbia la provo anch’io tutti i giorni, a contatto con una categoria di docenti piddinizzati e privi di coscienza critica, espressioni di un sistema scolastico che non abitua gli studenti a conquistare capacità autentiche di giudizio, perché continuamente sottoposti a lezioni frontali e allo studio mnemonico di testi che sono semplicemente privi di metodologia didattica efficace ed attraente … senza nessun gusto di ricerca culturale alternativa e per di più gravati da pregiudizi di ordine storico e politico …

  • Rosanna

    @SFRUC,
    mi sembra di non aver chiarito bene cosa intendevo con una mia affermazione circa la massa … che non ho assolutamente voluto assimilare al concetto di popolo, forse l’ho poi precisato meglio in una risposta al commento di Oxymen … infatti il popolo italiano è un’entità di natura molto recente, formatosi solo dopo l’unità d’Italia, se vuoi ricordiamo la frase famosa di Cesare D’Azeglio "Abbiamo fatto l’Italia e ora dobbiamo fare gli italiani" … ma subito dopo trasformatosi molto  velocemente in una massa confusa e incosciente, perché investita dalla mutazione antropologica indotta dal nuovo monoteismo del mercato … quindi il popolo italiano è morto ancora prima di nascere, e quel fragile involucro in via di evoluzione si è subito adeguato al mutare degli eventi e all’affermarsi della nuova religione del mercato, che chiama i propri fedeli all’osservazione di riti e liturgie … mentre li priva di diritti e sicurezze … attraverso il loro compiaciuto consenso …

    ma anche Pasolini era stato fortemente deluso del fatto che i giovani delle borgate romane, che lui considerava ancora immuni dal nuovo consumismo … in realtà si stavano corrompendo perché sempre più allineati ai nuovi disvalori del cosumismo … il nuovo fascismo che avanzava e da cui la massa non avrebbe più avuto la forza di liberarsi

  • whugo

    Immagino, io frequento altro tipo di ambienti, ma ogni tanto vengo a contatto fra gli altri con la Erasmus generation, con studenti neo laureati di varia estrazione, con Ingegneri vecchio stampo ex docenti in pensione e devo dire che è desolante osservare il livello di comprensione infimo dei fatti che accadono in Italia e all’estero.

    Mediamente sono allevati a pane e televisione, ripetono pedissequamente teorie che orecchiano nel dopo cena sui vari Tg e i più "colti" ti spiattellano l ultimo articolo di Scalfariche hanno letto ne  " La Repubblica" che si sono concessi la domenica precedente.
  • Oxymen

    Si, anche Rosanna ha chiarito la distinzione tra masse e popolo, anche se tale distinzione mi convince poco. Se l’italico popolo per i motivi su cui concordiamo " è un’entità priva di coscienza collettiva" (diversamente dai francesi), beh, allora diventa massa. O viceversa, non cambia nulla. In realtà le distinzioni , nell’era postmoderna caratterizzata dall’eclissi dello Stato e dall’incedere imperioso ed impetuoso della globalizzazione, cominciano a sentire il peso di antiche e ormai desuete distinzioni (pre-postmoderne) . Nè destra nè sinistra, nè società nè coscienza collettiva.  La postmodernità ha chiarito il ruolo degli attori: "non esiste la società, esistono gli individui" tuonava la Thatcher agli albori del processo globalista. 

    Oggi che  tale processo si è ormai avverato, cosa ne resta della "coscienza collettiva" se non qualche cimelio degno di un museo antropologico? 
  • Rosanna

    Beh … anch’io frequento la stessa categoria di persone … per questo forse sono piuttosto pessimista … perché mi dico, se anche persone sufficientemente colte per capire, che hanno strumenti culturali al di sopra della media, non hanno capito una mazza, allora cosa ci dovremmo aspettare dagli altri ??

    per esempio il mio collega di storia e filosofia ha spiegato alla classe che la caduta del governo Berlusconi non è stata prodotta dall’aumento dello spread, e che se non avessimo l’euro saremmo finiti come l’Argentina … e cosa gli vuoi dire ??

  • iskra

    Con la presa del potere politico la classe dominante non scompare il giorno dopo serve una fase di transizione (dittatura del proletariato )essa cesserà quando  i mezzi di produzione saranno in mano alla collettività vale a dire quando si lavorerà in base ai bisogni e non più per il profitto si chiama Socialismo è l’ultimo passaggio storico che manca all’umanità per liberarsi dalle catene del capitale .

    P.S. Forse confondi la dittatura Stalinista che non ha nulla a che fare con il socialismo altro inganno storico, se si adotta il metodo di analisi Marxista la tua riflessione non sussisterebbe….
  • spadaccinonero

    io direi che è un idiota XD

  • whugo

    Sì sì, ti credo, io per il lavoro che faccio ho a che fare con diverse tipologie di persone di varie estrazioni e posso anche sentire i loro discorsi senza dover per forza interloquire e sono cose da far cadere le braccia…. Ti posso chiedere, esulando da questo discorso se per caso hai letto " L immagine sinistra della globalizzazione" di Paolo Borgognone, dove per altro in alcune note sono ripresi alcuni tuoi interventi qui su CD?

  • whugo

    Spadaccino, ma e’ un epidemia però!

  • riefelis

    Ecco in queste poche parole si  è visto che lei non ha capito nulla di questa riforma ed è poco avvezza al funzionamento degli organi costituzionali.
    Il nuovo Senato sarà poco incisivo e la nuova Camera al contrario aumenterà il proprio potere nei confronti del governo.
    Che c’entra la legge legge approvata in 15 giorni a colpi di fiducia! Assurdo
    Fate un polpettone pazzesco mescolando e confondendo l’efficacia della LEGGE ELETTORALE.

    E’ la legge elettorale che va cambiata. E’ la legge elettorale che deve essere abbrogata con un referendum
    La riforma costituzionale è migliorativa e aumenta il potere della Camera.
    Invece di riempirvi la bocca di complotti, Pasolini ecc. studiate un po’ di diritto costituzionale e scienza politica.
    Rimandati a settembre!

  • spadaccinonero

    mentre la gente dormiva hanno sparso ovunque il seme del Caos, ormai non si può fare più niente, in una parola sono PERSI

  • Rosanna

    Ah… che meraviglia !! dunque Renzi avrebbe fatto una legge per danneggiarsi ? una legge che aumenterebbe il potere della camera e dunque delle rappresentanze politiche … e invece diminuirebbe il potere del governo … però però geniale !!

    e in che modo aumenterebbe il potere della camera ? solo perché il senato pederebbe una parte del suo potere ? ma i decreti legge il governo continuerebbe e farli oppure no ? delegherebbe tutto alla camera ? hmmm … molto interessante …

  • yago

    I comportamenti delle masse sono ben noti e saperli gestire è compito di chiunque fa politica. In campo finanziario l’analisi tecnica si basa sul comportamento delle masse e chi è più bravo ad anticipare come si comporteranno le masse vince. A chi usa questo strumento non importano i fondamentali di una azienda, ma come le masse percepiscono il futuro. Ci sono poi coloro che non si limitano ad osservare i comportamenti di massa, ma li orientano e quando ci riescono accumulano enormi capitali. In politica è la stessa cosa ed è inutile considerare sbagliato il sistema o lamentarsene, occorre invece usare l’arma della comunicazione e farne buon uso. Vince chi è più bravo. Pretendere che le masse diventino consapevoli di tutto ciò che le circonda è impossibile , è come pretendere da ognuno di noi di avere delle giuste opinioni su tutto mentre, non essendo tuttologi è ovvio che spesso tutti possiamo, in perfetta buona fede, avere convinzioni errate. Considerare idioti chi non la pensa come noi è la vera idiozia, occorre invece chiederci in che cosa c’è di sbagliato nella nostra comunicazione. Se qualcuno non ci capisce c’è sempre un perché ed è sempre bene chiedersi se non siamo stati in grado di farci capire o se siamo noi in errore, cosa possibilissima.

  • Teopratico

    Tutto molto interessante, dall’articolo ai commenti. Grazie.

  • Teopratico

    Aggiungerei alle analisi il fatto che in Italia abbiamo subito i fattacci di Genova 2001, da considerarsi una vera strategia bellica attuata dal potere per indebolire e rendere inattiva la parte più critica e combattiva della società, quella che non accetta di essere massa ma aspira ad essere popolo.

  • cavalea
  • Rosanna

    Perfetto Cavalea … è questo il mio timore … ormai la massa ascolta solo i rumors di fondo .. solo quellli fanno testo, e 250 grandi intellettuali che firmano per il SI’ avranno sicuramente la meglio per il gregge che guarda la tv …

  • cavalea

    Ma mi chiedo; questa gente è bene informata, hanno una buona cultura, conoscenze storiche, che gli dovrebbero permettere di  fare un ottimo lavoro di informazione e discernimento, affinché la gente  possa davvero comprendere e scegliere in libertà.

    Cosa è che li spinge a condividere le scelte di un regime, sempre più lontano e prepotente nei confronti dei poveri, degli ultimi e di tutti coloro che onestamente lavorano e si sacrificano per il bene comune?
    Possibile non provino qualche volta a immedesimarsi nelle difficoltà e nei problemi di un semplice cittadino e lavoratore, che vede i suoi diritti azzerati e la prospettiva di una schiavitù senza speranza di riscatto?
    Sono sgomento di fronte a tali atteggiamenti, che senza vergogna, vengono ostentati come democratici e di assoluta onestà intellettuale.
  • spadaccinonero

    no, whugo

  • Rosanna

    Anch’io Cavalea sono sgomenta … e convivo quotidianamente con gente come questa che pensa solo alle prossime vacanze, è veramente insopportabile vederli condurre la stessa vita di sempre senza che si  accorgano che tutto intorno a loro sta cambiando … che l’Italia è sottoposta ad una dittatura che le sta mutando i connotati etnici e culturali, mentre condanna i propri giovani al precariato perpetuo, a migrare per trovare lavoro , mentre sostituisce gli italiani con  migranti che diventeranno manovalanza a basso costo … e mentre il numero dei suicidi aumenta ogni giorno di più … ma naturalmente le tv tacciono e oscurano tutto.

  • sfruc

    @Rosanna

    in realtà nel mio post facevo un’osservazione simile a quella della tua risposta, ossia rispondevo a Oxy che utilizzava come sinonimiche le due nozioni di massa e popolo. 
    Ma è anche vero che, come lui afferma, nel nostro caso la seconda entità è di fatto inesistente. O almeno chimerica.
    Il saldarsi di una peculiare frammentazione storica – i cui effetti d’imprinting caratteriale ho tentato di tratteggiare nel post – con il progetto di atomizzazione sociale postmoderno, fondato sul "monoteismo del mercato", fa di noi il laboratorio sociale per eccellenza di questo esperimento delle élite. Fa quindi dell’italica "plebe" – cui tutti noi apparteniamo, nessuno escluso – la candidata ideale alla disgregazione personalistica e compulsivamente consumistica/autoaffermativa che, per mezzo di appositi riti e liturgie, si asserve a un preciso disegno di deprivazione collettiva.
    Come dire: c’è una differenza tra popolo e massa ma noi siamo, salvo rare eccezioni, soltanto uomini-massa. Anzi, canettinamente, una muta di cani aizzabile a piacimento.
    Sic est. A ciglio asciutto