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IL SUICIDIO NELLA GRANDE NAZIONE SIOUX

DI JASON COPPOLA

truth-out

I suicidi arrivano ad ondate alla riserva indiana Pine Ridge.

Il giorno di Natale una giovane Lakota di 15 anni si è suicidata. Poco dopo, un 14enne si è tolto la vita.

Da allora, un giovane uomo e altre sei ragazze, una di soli 12 anni, hanno messo fine alla loro vita in questa nuova ondata che continua a scorrere. E negli ultimi mesi ci sono stati numerosi tentativi in questa riserva nel South Dakota dove vivono circa 28.000 persone.

Il tasso di suicidi tra i giovani nativi degli Stati Uniti è tre volte lsuperiore alla media nazionale. Spesso è ancora più alta.

Nel marzo 2010 l’allora presidente della tribù Sioux Oglala, Theresa Two Bulls, ha dichiarato lo stato di emergenza a causa del crescente numero di suicidi. L’attuale presidente, John Yellow Bird Steele, lo ha dichiarato di nuovo.

“Genocidio spirituale”

La Popolazione Lakota Oglala di Pine Ridge deve affrontare molte difficoltà. Le storie riguardo l’abuso di alcol e droghe, la povertà e la depressione tendono ad attirare una notevole attenzione. Ma per alcuni, questi sono solo un esempio di una situazione più ampio.

“Capisco il suicidio nelle comunità native come un’estensione del genocidio dei popoli indigeni che ha avuto inizio nel 1492,” ha dichiarato Ruth Hopkins, giudice capo della tribù Spirit Lake, e giudice delle tribù Yankton e Santee Sioux della riserva Crow Creek . “E penso che esistano prove del fatto che si continui a sviluppare tutt’oggi”.

Secondo il Dr. Maria Yellow Horse Brave Heart “, il trauma storico è cumulativo, emotivamente e fisicamente lungo tutta la vita e delle generazioni, e deriva da un enorme trauma del gruppo. Per 500 anni i popoli nativi d’America hanno sofferto un genocidio fisico, emotivo, sociale e spirituale da parte europea e dalla politica coloniale statunitense”.

Brave Heart, una Lakota Hunkpapa e Oglala, è cofondatrice della Rete Takini, una organizzazione che mira ad aiutare gli indiani a superare il trauma storico.

Secondo Brave Heart “, la risposta al trauma storico è una costellazione di caratteristiche che costituiscono la reazione al trauma di gruppo massivo. Questa risposta è condivisa tra i Lakota e altri popoli indigeni, tra cui sopravvissuti all’Olocausto e dei loro discendenti [e] tra sopravvissuti ai campi di concentramento di nippo-americani negli Stati Uniti ed i loro discendenti “.

“Il ciclo di abusi che continuano a verificarsi, a partire dadai centri dove separano i bambini dai loro genitori e li portano fuori della loro casa e la disgregazione familiare che viviamo, è tutto collegato”, ha detto Hopkins a Truthout.

“Il trasferimento a queste remote riserve”, ha aggiunto, “l’espropriazione delle nostre terre, e ldifficoltà economiche che ancora oggi dobbiamo affrontare, sono questioni ricorrenti che hanno a che fare con il trauma intergenerazionale”.

Parlando dalla sua esperienza personale, Hopkins disse a Truhtout .. “Quando tentai il suicidio avevo 22 anni. Avevo avuto pensieri di suicidio prima, ma era qualcosa che non avevo risolto … Sono nato in povertà. Durante la mia adolescenza ho incontrato persone che si sono suicidate. E’qualcosa che è sempre stato lì. “

Hopkins ha testimoniato in prima persona la “costellazione” di caratteristiche comprese nella risposta al trauma storico. Suo padre fu mandato in collegio all’età di quattro anni; ha visto i problemi di alcolismo nella sua famiglia e spiega che ha dovuto sopportare uno stigma che le donne indigene hanno per il 33% di probabilità in più di soffrire delle non indigene.

“Sono stata vittima di abusi sessuali quando avevo 15 anni”, ha detto a Truthout. “E ‘qualcosa che non dissi mai a nessuno. Attualmente le ragazze indigene sono riluttanti a lamentarsi a causa delle molte possibilità che la persona che lo ha compiuto non sia giudicata.”

Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti “una donna su tre indiani afferma di essere stata violentata durante la sua vita.” Nella maggior parte di questi casi si segnala che gli autori sono uomini non-indigeni, e gli arresti e le azioni penali sono rari.

“Non pensavo a queste cose fino a dopo aver provato a farlo”, disse Hopkins. “Fu allora quando ho iniziato a ordinare tutti i pezzi del puzzle”. La mia vita è un esempio di come queste cose sono collegate e il trauma intergenerazionale è parte di ciò”.

“Mai più Guerriero”

Non è stato solo il loro legame con la terra che si e’ rotto quando le popolazioni native dell’America sono state confinate con la forza in riserve e centri di contenzione.

Eileen Janis, una volontaria che lavora su un programma di prevenzione del suicidio della tribù Oglala Sioux chiamato Sweet Grass, spiegò a Truthout: “Noi costruivamo le nostre case, ci facevamo i nostri vestiti, ottenivamo da soli il nostro cibo, lo conservavamo per l’inverno. E poi ci hanno messo in riserve e hanno detto che non avremmo cacciato più, ci avrebbero portato loro le nostre razioni e ci avrebbero dato cibo in lattina. “

Rimuovere la caccia dalla cultura e rimpiazzare quello spirito con del cibo in scatola era simile ad altre disconnessioni culturali.

“La nostra spiritualità non è una religione in cui si dice un ‘Padre nostro’ la mattina e ‘Ave Maria’ di notte”, spiega Janis. “La nostra spiritualità è un modo di vivere. Arrivarono le chiese e insegnarono la Bibbia, non era lo stesso della nostra spiritualità. Ci hanno insegnato che i nostri bambini nascono con una natura peccaminosa. Questo non sta bene. I nostri figli sono esseri sacri.”

Janis ritiene che questo tentativo di cambiare il modo di vivere e di renderli dipendenti, sia fisicamente che spiritualmente, è ancora molto presente oggi e si riflette nella lotta dei giovani.

“Le persone non approfondiscono molto, ma hanno quella profondità”, dice.

Secondo Janis, il numero di tentativi di suicidio è solitamente molto superiore a quello documentato. Uno dei motivi è la riluttanza dei giovani ad andare al Servizio Sanitario indiano, che le inoltra agli ospedali di Rapid City per la terapia di gruppo con i giovani non indigeni prima di rispedirle alla loro riserva.

Il progetto Sweet Grass offre formazione in materia di prevenzione del suicidio partendo dalle idee e dai valori della cultura Lakota.

La Fondazione Mitakupi è stata costituita nel 2011 per affrontare il suicidio degli adolescenti e dispone di una linea diretta aperta 24 ore, oltre a progetti artistici e programmi sportivi. Lo scopo della fondazione “è quello di creare programmi per i giovani delle riserve e sostenere il lavoro già in atto, per offrire a questi giovani lo stesso supporto e le stesse opportunità di tutti gli altri bambini negli Stati Uniti, ma in primo luogo, speranza”.

L’organizzazione, che è impegnata “a sostenere il popolo Lakota, come nazione sovrana ed autosufficiente”, mette in evidenza la necessità di “sostenere il lavoro delle comunità e dei leader spirituali che stanno aiutando i giovani a tornare alle loro antiche tradizioni piuttosto che ricorrere a farmaci, alcol e morte. “

Ma anche le antiche tradizioni pongono nuove sfide.

Yvonne “Tiny” DeCory lavora con Sweet Grass ed è uno dei membri fondatori di BEAR (Be Excited About Reading , entusiasti con la lettura), un programma di tutoraggio per la lettura e la prevenzione del suicidio. “Molti giovani stanno recuperando il tradizionale rito della capanna sudatoria (sweet lodge), ma la tecnologia impedisce loro di compiere questo atto di purificazione, come avviene tradizionalmente,” ha detto a Truthout. “C’è troppa interferenza. Tutti vogliono un iPhone, tutti vogliono un iPad, tutti vogliono collegarsi al mondo esterno. E questo non è sempre buono perché stiamo perdendo i nostri figli.”

DeCory si è trovata in prima linea nella prevenzione del suicidio per decenni, rispondendo alle richieste di aiuto provenienti da tutti gli angoli della loro bella nazione.

Fu lei che raccontò a Truthout le sue visite ai giovani uomini che chiesero aiuto e che poi si tolsero la vita. “mi dicevano, trovami lavoro. Trovami qualcosa. Tutto ciò che voglio è portare qualcosa in tavola per i nostri figli. Ho smesso di essere un guerriero.'” “Vi è la povertà in tutto il mondo, ma qui stiamo dicendo che il tasso di disoccupazione è pari o superiore all’82%.”

“Perché devo essere il prodotto di un trauma storico?” Una volta chiese a DeCory un giovane scaltro di 17 anni. “Questo è successo ai miei nonni. Perché io? Perché devo vivere tutto ciò?», Volle sapere. “‘Sto cercando di andare avanti’, ha detto, ‘ma io continuo a sentire quello che hanno fatto alla mia famiglia e che mi porta ad essere in questo modo'”, ha detto DeCory.

Nonostante tutti questi problemi, c’è ancora speranza.

“C’è tanta vita nei volti dei ragazzi che sono qui”, ha affermato DeCory. “Vedete ragazzi che hanno voglia di vivere. I nostri figli hanno fame. Dobbiamo continuare a nutrirli con cose buone. Dobbiamo dare loro l’acqua di un buon pozzo. L’acqua è vita”.

Restare insieme è fondamentale per DeCory

“Siamo tutti responsabili della prosperità della nostra comunità”, ha segnalato DeCory a Truthout, lei stessa appartiene alla nazione Lakota oglata. “L’unico modo in cui possiamo affrontare il problema dei suicidi è unendoci insieme come una famiglia. Dobbiamo rafforzare la nostra ‘hochoka’. Nella nostra lingua ‘hochoka’ è un cerchio. Il nostro modo di vivere. Dobbiamo rafforzare il nostro stile di vita. Indipendentemente da quanto possa risultare doloroso. “

Hopkins è d’accordo. “Non si può tirar fuori dall’equazione un solo individuo e dire ‘Si può correggere questa persona’. E ‘chiaro che è necessario lavorare con quella persona, ma si deve guardare anche nella sua comunità, nella sua famiglia e la sua storia per raggiungere la radice del problema e trovare una soluzione reale “, ha detto.

“Siamo fondamentalmente spirito. I nostri corpi, le nostre menti, le nostre emozioni: tutto cambia, tutto svanisce e alla fine muore, ma il nostro spirito resta uguale”, ha aggiunto Hopkins. “A volte non ne teniamo conto, ce ne dimentichiamo. Penso che sia un male se bambini e adolescenti non avessero quel tipo di fondamento. Se si dispone di questo fondamento spirituale allora non importa se si è soli nella lotta; C’è già qualcosa su cui poter costruire”.

Hopkins, che è anche scrittrice e fondatrice di LastRealIndians.com ed editorialista di Indian Country Today Media Network, crede nello spirito e nella forza della loro nazione.

“Abbiamo i nostri modi per chiudere le ferite”, ha detto. “La gente ha dato troppo per salvare le nostre cerimonie, la lingua e queste forme sacre.”

Fino all’approvazione della legge sulla libertà religiosa degli Indiani d’America nel 1978, per i popoli nativi americani c’era la proibizione di celebrare le loro cerimonie tradizionali.

“La nostra spiritualità è parte fondamentale di quello che siamo”, afferma Hopkins. “Fa parte della nostra identità. Quando la abbracci, abbracci te stesso. Io penso che è la guarigione in sé e per sé”.

Le sfide di questa identità culturale e spirituale sono letteralmente scolpite nella pietra.

Quest’anno si celebra il 90° anniversario del Monte Rushmore National Memorial. Questa “santuario della democrazia” è stata scolpita sul volto di quello che i Lakota considerano le loro montagne sacre, le Black Hills. Uscendo dai libri di storia e portandolo al presente, il monumento, protetto da trattati firmati con gli Stati Uniti, serve come ricordo costante di questo trauma storico appena si pianta lo sguardo sulle terre dei Lakota.

La rottura di questi trattati hanno privato i Lakota, i Dakota e i Nakota della Grande Nazione Sioux del diritto alla sovranità sul loro territorio. Hopkins, che è Sisseton Wahpeton Dakota e Lakota e Hunkpapa Mdewakanton dice che il governo degli Stati Uniti deve assumersi la responsabilità della rottura di questi trattati, che secondo Hopkins, sono “parte dei motivi per cui si è giunti a questa situazione [ …] E penso che faccia parte del processo necessario per la guarigione delle ferite “.

Purtroppo, per ora, la storia non conforta gli afflitti.

Jason Coppola è uno scrittore e produttore del documentario di prossima apparizione Operation: Manifest Destiny. Coppola ha lavorato in modo indipendente nell’Iraq occupato e nelle riserve indiane d iPine Ridge e Cheyenne River. Le sue storie per Truthout e Al Jazeera Inglés sono state premiate dalla Native American Journalism Association.

Fonte: www.truth-out

Link: http://www.truth-out.org/news/item/30375-suicide-on-the-great-sioux-nation

26.04.2015

Traduzione dallo spagnolo per www.comedonchisciotte.org a cura di TORITO

Pubblicato da Davide

  • GioCo

    Non credo che chiedere all’impero Klingon che ti salvino mentre sono impegnati a trovare i modi più disumani e bizzarri per sottometterti si ottenga qualcosa. I giovani guerreri Sioux dovrebbero sapersi capostipiti di un nuovo concetto di resistenza spirituale, non vittime di qualche sciocca incursione storica. Hanno subito violenze di ogni tipo e dopo un secolo continuano a subirne e sono qui ancora a raccontarci di com’è la loro esistenza spirituale, io direi che a questo punto ci si può tranquillamente sedere e inginocchiare davanti a tanta immensità di resilienza, quindi iniziare a imparare da loro cos’è essere Uomo.

    Se sei un Sioux puoi dirti traquillamente già una spanna sopra gli dei, ma solo ed esclusivamente perché sei vivo e parli per il tuo popolo. Questo popolo deve poter tornare guerriero, sapere che lo spirito guerriero non è solo cacciare bisonti, ma anche fare a meno dei cellulari e dimostrarsi capaci di integrità e di ben altro spessore.
    La tecnologia è ora che si capisca che non è applicata in modo neutrale ma strutturalmente antitetica all’essenza vitale umana, tanto quanto la radioattività, i pesticidi (chimica tossica) e bioingegnerie. A livello di pura conoscienza non c’è niente di negativo, questo però confonde perché l’applicazione è invece strategicamente funzionale al parassita e quindi adattata per consentire di svuotare l’ospite dall’interno. I Sioux sono il nostro campanello di allarme.
    Chi ha orecchie per intendere …

  • Tanita

    Viviamo da troppo tempo sommersi nella cultura della morte e della distruzione.
    Secoli e secoli di genocidi.
    La nostra unica possibilitá di sopravvivenza intendo sarebbe evolvere. Il concetto dei popoli originari riguardanti lo spirito, forse potrebbe aiutare.

    C’é da tenere in mente che per loro la nozione di proprietá non esisteva. La terra era "la Pacha Mama", la madre terra.

    La veneravano, la rispettavano, da essa si nutrivano e ad essa restituiano, anche se stessi.

  • FBF

    GLI STATI UNITI SONO 
    NATI CON LA FUNZIONE DI UNIRE IL MONDO. ANCHE CUBA.

    La loro missione è conclusa, per cui non servono più. Sarebbe
    bello capire che fine vogliono far fare a quelle povere popolazioni. In certi
    uffici accade la stessa cosa. Uno lavora per dieci, e quando i dieci invidiosi
    incapaci e a suon di costosissimi corsi e dopo aver fatto capire loro chi
    comanda si convertono integrandosi da ex sinistri peccatori a bravi figlioli
    prodighi, al capace viene dato un calcio sul sedere e messo nelle condizioni di
    estinguersi.

    PER CUI NON FATEVI DISTRARRE COMPLETAMENTE DA OLOCAUSTI DI
    POPOLAZIONI CONSERVATRICI LONTANE PER CAPIRE. Veniamo a casa nostra – si fa per
    dire -. Nella prima guerra mondiale, milioni dei ragazzi i più belli i più
    forti (infatti in guerra non vennero mandati i deficienti i peggiori i piccoli ma
    soprattutto popoli belli e conservatori come gli Alpini che vivevano in valli
    dove la natura scandiva lentamente le loro vite, vennero assassinati sui campi
    di battaglia o resi deficienti per cui feriti gravemente o fatti impazzire o
    aver prodotto danni nervosi incurabili; fu semplicemente un PULIZIA ETNICA
    programmata e voluta. Per cui nulla di romantico. In questo genocidio
    soprattutto di bianchi morirono 24 milioni di soldati, ci furono 8 milioni di
    dispersi per cui morti pure loro, 7 milioni di civili e 20 milioni di feriti.
    La guerra si concluse definitivamente l’11 novembre 1918 … il solito giorno del
    trapasso … e le conseguenze nelle famiglie alpine distrutte furono ben
    peggiori.

    MA IL “BELLO” – SICURAMENTE BELLO PER I PROGETTISTI VENNE
    POI. L’influenza spagnola tra il 1918 e il 1920 uccise 100.000.000 di ragazzi
    soprattutto in Europa. Per cui la 1^ Guerra Mondiale mascherò quel che avvenne
    dopo in silenzio storico che ogni hanno viene imposto per tappare bocche e
    penne. I popoli Aòpini non si sarebbero mai fatti le guerre, infatti all’inizio
    della Prima Guerra Mondiale il primo anno non fu sparato un colpo tra i confini
    inesistenti e perciò tra famiglie Alpine per cui dovettero spostare le
    popolazioni dalle Alpi occidentali e quelle Orientali e viceversa per farli
    massacrare a vicenda e chi non lo faceva veniva giustiziato. Per cui se tutti i
    ragazzi della prima guerra mondiale, quelli dell’influenza spagnola, quelli
    della seconda guerra mondiale  senza
    contate femminismo, aborto, droga, razzismo ed altro come e soprattutto il
    n-e-p-o-t-i-s-m-o fossero rimasti vivi ed avessero fatto figli, il progetto di
    una società multietnica sarebbe fallito miseramente. Per cui tutto si fonda
    sull’inganno.

    "La spiritualità degli Alpini non era e non è una
    religione in cui si dice un ‘Padre nostro’ la mattina e ‘Ave Maria’ di
    notte". "La spiritualità era un modo di vivere." Arrivarono le
    chiese e insegnarono che siamo tutti uguali e tutti peccatori."

    Da piccoli ci terrorizzavano con il Bao Bao pronunciato a
    volte Babao, il diavolo, l’uomo nero e perciò l’inferno. Il Bao invece
    corrisponde al Dio tedesco Wuotan o Odino – tradotto e perciò volgarizzato in
    Wotan – parola, che corrisponde al Wauwau (poi volgarizzato in Bao Bao)
    nell’Austria inferiore e superiore; il Wuotan germanico viene rappresentato qual
    forza penetrante, creatrice e formatrice, mentre il Bào dei Ladini (o di altre
    popolazioni non convertite ma comprate ed infiltrate probabilmente per
    controllare quelle montanare o per meglio dire Alpine – https://books.google.ch/books?id=2Ws2MbJFsgsC&pg=PA128&lpg=PA128&dq=i+fenici+sono+celti&source=bl&ots=xPEcpPzIE7&sig=LUuHteJa8BWdwFFjOriDNzWlQMY&hl=it&sa=X&ei=zMhiVZmOOcu7UZPygbAC&ved=0CEIQ6AEwBw#v=onepage&q=i%20fenici%20sono%20celti&f=false

    è privo di queste belle qualità, ed appare – per quello che
    non è – qual dio del Furore (ted. Wut) sotto l’aspetto di uomo gigantesco
    vestito di nero che afferrando colle dita terminanti in artigli i ragazzi
    ostinati per traversar con essi le regioni aeree e trascinarli seco
    all’inferno; ò dunque in senso generale quel dio, che dà la caccia agli uomini,
    è il condottiere dell’esercito furioso e nella caccia sfrenata.(…) UNA PURA
    MISTIFICAZIONE.

    Il vero significato è nello studio di W.S.W. Anson del 1880
    “Asgard and the Gods”.

    "WUOTAN" ERA ORIGINARIAMENTE CONCEPITO COME UNA
    FORZA COSMICA “CIÒ CHE PERVADE”, “LO SPIRITO DELLA NATURA CHE TUTTO PENETRA E
    TUTTO CONQUISTA”. Per cui nei bambini si voleva instillare la paura per la
    natura, ma visto che non era possibile convertirli hanno preferito un olocausto.
    Ergo la Prima Guerra Mondiale come tutte è stata una guerra di religione per
    cui di potere.

    Comunque tutto è concluso e indietro si potrebbe tornare, ma
    non si può. Solo i SERVI PAGANI possono gustarsi la loro natura violenta. Per
    il potere questo tornare al mondo secondo natura sarebbe un Jurassic World.

    La ricerca è tratta in
    parte da Vocabolario poligloto dell’abate Don Lorenzo Hervas del 1787 e da Deutsche
    Mythologie di von Jacob Ludwig Karl Grimm fratello di Wilhelm Karl Grimm ,
    meglio noti come i fratelli Grimm che furono due linguisti e filologi tedeschi,
    ricordati come i "padri fondatori" della germanistica

  • haward
    La loro saggezza riuscirà a sopravvivere all’enorme dolore e sofferenza che
    hanno dovuto subire.
    Ora che anche noi siamo stati infettati dalla stessa
    piaga, speriamo di trarre lezione dall’orrore che abbiamo visto perpetrare ai
    danni di quel nobile popolo.

  • Servus

    Un giorno si dovrà addebitare agli Stati Uniti anche questo crimine, il suicidio della nazione Sioux, oltre alle guerre di distruzione portate in tutto il mondo.

  • FBF

    La moda degli Stati Uniti come male è una morale indotta dai veri registi. Esattamente come il protestantesimo, l’anglicanesimo ed altre nefandezze. Eppure gli Indiani d’America spiegano nell’articolo il problema. Legga meglio l’articolo e il mio commento. Grazie 

  • FBF

    Esatto. "La spiritualità non è una religione in cui si dice un ‘Padre nostro’ la mattina e ‘Ave Maria’ di notte". "La spiritualità era un modo di vivere." Arrivarono le chiese e insegnarono … che siamo tutti uguali e tutti peccatori."

  • FBF

    C’è da tenere in mente che per loro la nozione di proprietà non esisteva? Oddio c’erano le tribù per cui i clan. E i capi clan con i loro privilegi. In ogni modo eravamo in tempi diversi dove il controllo del territorio era più semplice. La terra ERA "la Pacha Mama", la madre terra. In Africa ad esempio i neri dicevano o dicono: arrivarono i cristiani e ci insegnarono a pregare con gli occhi chiusi. Quando li aprimmo ci accorgemmo che ci avevano via tutte le terre. Senza informarsi i cristiani o gli ebrei o i battisti o i quaccheri o quasi tutti gli altri sono soprattutto uomini che in nome di Dio che trasformano in Mammona commettono atti feroci. Per calmarsi hanno bisogno del feroce Saladino.

    Per cui per riprogettare il mondo come un tempo si dovrebbe azzerare solo i responsabili. Come in Russia ad esempio dove però i clan o tribù che facevano una bella vita mafiosa al posto dei nobili c’erano. Per cui oltre a commettere una fesseria questa è solo utopia … a meno che un Capo Clan Universale ad esempio Zeus – Dio di tutti gli dei – decida di raccogliere tutte le tribù in un’arca dell’alleanza universale. A parer mio siamo a buon punto.   
  • Vetter

    La storia dovrebbe essere utile ai popoli per apprendere ed evolversi, dovrebbe essere la materia centrale in tutte le scuole del pianeta, purtroppo invece è relegata a ricoprire un ruolo marginale e oltretutto e falsata dalle eresie riportate nei testi ammessi dal sistema.
    Nelle scuole, più che imparare a far di conto, si dovrebbe formare attraverso lo studio della storia, una coscienza collettiva, un nucleo di precetti morali comune a tutti i popoli, che costituisca le fondamenta della società del futuro.

    Se la storia dei nativi americani fosse stata studiata e condivisa per quello che realmente è stato, un sopruso, un insensato crimine all’umanità, i resti di quelle nobili popolazioni oggi non sarebbero destinate all’estinzione, così come è stato per altri innumerevoli popoli e culture scomparsi perche anch’essi passati per il processo di civilizzazione esportata dagli "evoluti" popoli occidentali.
    Sempre gli stessi "evoluti" popoli occidentali, oggi insistono nel perpetuare gli stessi schemi, di cui la storia ci ha lasciato innumerevoli moniti. Così oggi là dove non è possibile corrompere governi e schiavizzare e affamare popoli con l’ausilio di vili imposizioni finanziarie, si continua ad esporta la "democrazia" a suon di bombe…ancora oggi i deboli e gli stolti continuano a soccombere, sono privati dei loro diritti, della loro dignità, della loro vita, sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole, eppure sono in pochi a indignarsi per questi crimini. Perchè?
    Perche non c’è coscienza collettiva, perchè troppe poche persone conoscono quello che realmente accade o è realmente accaduto…per questo ora, in questo preciso istante in diversi luoghi di questo pianeta,è ancora possibile che siano in atto crimini all’umanità. Libia, Siria, Ucraina sono eclatanti esempi, ma tra tanti, il genocidio del Popolo Palestinese ad opera dello Stato di Israele, con la complicità del governo americano e il tacito assenso di organismi internazionali quali Onu e Nato, è veramente un caso emblematico.
  • Primadellesabbie

    "Non si può tirar fuori dall’equazione un solo individuo"


    Si potrebbe cominciare da qui.
  • FBF

    Se la storia tutta, compresa quella delle cosiddette religioni monoteiste a partire dagli Armeni fosse stata studiata e condivisa per quello che realmente è stato, un sopruso, un insensato crimine contro l’umanità i cristiani sarebbero visti solo un pugno di peccatori, servi, figlioli prodighi del potere intenti a tradire e crocifiggere il migliore, l’uomo libero e di fede per mantenere lo status quo, attorniati a loro volta da altri figlioli prodighi. Ma è veramente così buono e genuino? Lo ero pure io. Poi sono stato a fianco del potere assoluto. Ci voleva tanto di quel pelo sullo stomaco che son dovuto scappare. Però ora so molte cose che non si possono dire. Per cui meglio che non approfondisca e lasci la mela sull’albero della sapienza per non perdere quel poco di paradiso che le resta dentro. 

  • Vetter

    Caro FBF, ho letto il suo intervento e concordo con lei, le guerre di qualsiasi entità esse siano comprese quelle sante, sono un crimine all’umanità, peraltro queste recenti di cui parla a mio avviso erano ampiamente evitabili, ma qui mi fermo altrimenti mi ripeterei sulla questione della coscienza collettiva a cui mi riferivo prima.
    Mi sfugge però questo appunto religioso che mi rivolge, e se avesse letto nelle mie parole riferimenti pro o anche contro alcuna religione, o contro la spiritualità in genere, compresa quella dei popoli alpini, che io amo e frequento ogni qual volta posso, la prego di darmene evidenza. Se invece il suo era solo un pretesto per ribadire il concetto che ho letto anche in altri commenti a cui ha replicato prima del mio, non c’è bisogno che mi risponda perche con me riguardo questo tema, come si suol dire, sfonda una porta aperta. 

    Se invece volesse condividere, le informazioni di cui è venuto a conoscenza durante il suo periodo a fianco del potere assoluto, sono sicuro che molti lettori me compreso,le troverebbero interessanti, anche se nell’approfondire certi temi si lede inevitabilmente quel poco di serenità che ognuno di noi custodisce dentro.
  • Coilli

    Ho appena finito di leggere il libro "Seppellite il mio cuore a Wounded Knee" di Dee Brown. Tratta della fase finale del megaolocausto degli americani, quelli veri nati in america (1860-1870). La risposta all’articolo la avevano già data gli americani veri allora, meglio morire che vivere come vuole l’uomo bianco. Il pazzo, assassino, criminale, pervertito invasore uomo bianco. Chi pensa che il suicidio sia una sconfitta, una cosa per deboli, evidentemente la spiritualità non sa nemmeno cosa sia. Alla stessa conclusione erano arrivati gli aborigeni australiani. Consiglio a tal proposito la lettura di "E venne chiamata due cuori" di Marlo Morgan. Se non avete voglia di leggere riguardatevi il film "Balla coi lupi".  La profezia si sta avverando: Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete
    pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora
    vi accorgerete che non si può mangiare il denaro. da PensieriParole [www.pensieriparole.it]

  • Oxymen

    Non si può nominare Pine Ridge senza ricordare Wounded Knee prima e Leonard Pelitier dopo.
    Sul massacro di Wounded Knee per chiunque sappia un minimo di Storia non c’è molto da aggiungere: centinaia di uomini, donne e bambini massacrati al suono della banda militare con la efferatezza tipica degli USA. Su Leonard Peltier invece se ne sa sempre troppo poco, me è uno dei molti casi in cui nativi sono usati dalle leggi federali per bloccare il senso di appartenenza dei nativi stessi, cosa che questo articolo in qualche modo mette in luce.
    http://www.freeleonard.org/case/

    PS Non esiste la "sweet lodge", ma la sweat lodge, capanna sudatoria che in realtà è una sauna nel mezzo di una cerimonia di purificazione

  • 1Al

    C’è una legge universale in questo mondo, tutto passa. Passerà anche l’impero del male.

  • FBF

    Esatto, Vetter il mio era un pretesto perché siamo in una situazione a dir poco drammatica. Beato chi non sa e chi non capisce. Per il resto lasciamo perdere perché sono cose di "potere e basta" conosciute e palpabili a certi livelli. Loro ci convivono tranquillamente e ci mangiano. Potrebbero anche pagare se il sistema lo vuole ma il gioco vale la candela. Solo che la povera gente non sa che è tutto, assolutamente tutto un inganno. Per cui scrivere o meglio postare è bello o interessante ma non ha nessuna utilità. L’unica è quella da parte dei registi di raccogliere informazioni e sondare il polso della società. Un giorno quando questi commenti non ci saranno più, il potere avrà raggiunto lo scopo. Il Praesapium perfetto. 

    Buona serata
  • ligius

    Però allora chi dice che quello che gli è successo sia esattamente la conseguenza della legge che nomini? Perchè se è una legge universale non è che inizia quando fa comodo…… 🙂

  • ligius

    La storia dei nativi americani è abbastanza diversa da quello cheuno si immagina, le grandi praterie erano grandi foreste che loro hanno bruciato per aumentare il numero dei bufali che, non essendo in grado di cacciare, facevano precipitare a migliaia nei burroni, altro che cowboy…. 

    Erano perennemente in guerra con le altre tribu, e malgrado si dica che per loro non esistevano i confini, i confini esistevano eccome e facevano guerre tremende per proteggerli o allargarli. L’uomo è sempre stato una brutta bestia, tutti.