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Il SINDACO MARINO … E IL MAKE-UP DELLA BALDRACCA

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Bella e dannata è la Roma di Marino, un composto promiscuo di sballo visivo e fogno amorale, dove gli inni sacri e le adunate domenicali in Piazza San Pietro si fondono con i sexy shop squallidi e sfrontati delle vie del centro, e mostrano ai viandanti il vero volto della città eterna, non donna di province, ma bordello. Ma il Giubileo è alle porte, dunque la baldracca deve rifarsi il trucco, oscurare le corruttele mafiose sotto spessi strati di fard conformista, nascondere appalti illegali e mazzette a danno dei cittadini, celare misfatti e ignobili processi e liberarsi di un sindaco troppo ingenuo e troppo trasgressivo per affrontare la nuova sfida della torta da spartire: i miliardi del Giubileo.

Ecco a cosa serve il Giubileo … non solo a raccattare tutte le anime dei pellegrini disperse per il mondo, non solo a stringere l’ecumene cattolica in un unico forte abbraccio d’indulgenza plenaria, non solo a distrarre da quel complicato intreccio di interessi politico malavitosi che è “mafia capitale”, ma anche e soprattutto ad oscurare quei giochi di potere e di alleanze strategiche che hanno caratterizzato la defenestrazione del sindaco Marino e a confondere il pubblico di spettatori sulla prossima metamorfosi di attacco del PD, con mure a sinistra per la virata a destra. E nonostante le promesse francescane di papa Bergoglio, non sarà certo un Giubileo dal tono «low profile», infatti sono previsti 30 milioni di pellegrini, cinque in più che nel 2000, e tanti eventi di massa: da padre Pio a madre Teresa di Calcutta passando per il Giubileo “dei Ragazzi” …

Insomma il sindaco dimissionario non sarebbe stato adatto per gestire il prossimo Giubileo, troppo trasgressivo nei confronti del proprio partito e dell’ecclesia, inviso al potere gesuitico massonico rappresentato dalle gerarchie ecclesiastiche, fin dalle origini del suo mandato. La disgrazia di Marino fu quella di aver rivelato le sue tendenze ideologiche in un famoso dia­logo con il car­di­nal Mar­tini («Così è la vita»), quando nel 2006 i due affron­tarono molti temi etici su cui i membri della curia pontificia da tempo si consultavano: acca­ni­mento tera­peu­tico e testa­mento bio­lo­gico, fecon­da­zione assi­stita, ricerca sulle cel­lule sta­mi­nali embrio­nali e poi ancora con­fini e limiti della scienza, aborto e ini­zio vita, infine uso del pro­fi­lat­tico per la pre­ven­zione dell’Aids. Un dia­logo dai con­te­nuti esplosivi, diven­tato poi un libro “Cre­dere e conoscere”. Poi Marino da sena­tore del Pd, aveva fatto scelte a dir poco scandalose: aveva sostenuto l’eutanasia di Pier­gior­gio Welby e di Bep­pino Englaro, aveva promosso una legge per il testa­mento biologico, aveva affermato che la 194 non era un tabù. E ancora, orrore orrore, aveva celebrato le prime unioni civili in Campidoglio, il 21 maggio, giornata contro l’omofobia.

Anche il presidente della Cei Bagnasco saluta la fine di un sindaco mai amato: «Roma ha biso­gno di un’amministrazione, di guide, che la città merita mol­tis­simo, tanto più in que­sto momento in cui il Giu­bi­leo è alle porte. Ci augu­riamo che Roma possa pro­ce­dere a testa alta e con grande effi­cienza». E ha rin­ca­rato L’Osservatore Romano: «Al di là di ogni altra valu­ta­zione resta il danno, anche di imma­gine, arre­cato a una città abi­tuata nella sua sto­ria a vederne di tutti i colori, ma rara­mente espo­sta a simili vicende». Una chiesa sempre più implicata in scandali ignobili, una multinazionale che vende benzina e sigarette per 60 milioni l’anno, che all’estero investe in petrolio e porno, che sperpera in lussuria utilizzando i fondi destinati ai bisognosi, e in fasti dei cardinali a canone zero, con residenze immense nel centro di Roma.

Beati i poveri, perché di essi è il regno dei cieli, insegnava Gesù di Nazareth, però dopo duemila anni di storia della Santa Romana Chiesa, perfino tra gli alti prelati spunta una specie di club dei milionari: cardinali e vescovi che sono proprietari di grandi fortune private: palazzi, appartamenti, fabbricati rurali, capannoni, cantine, fattorie, agrumeti, uliveti, frutteti, boschi e pascoli sterminati. (Mario Guarino, “Vaticash”)

E intanto nel giorno in cui si chiude l’Expo di Milano, dopo sei mesi di folle entusiaste, sfilate colorate, dibattiti, visite di capi di Stato, con lo strabiliante risultato di aver speso 18 miliardi, incassato poco più di 400 milioni (il 25% di quanto si è speso), il pre­fetto della «capi­tale morale» d’Italia, Fran­ce­sco Paolo Tronca, viene nomi­nato com­mis­sa­rio pre­fet­ti­zio di Roma, anche, o soprat­tutto, per gestire il Giu­bi­leo che comin­cerà l’8 dicembre. Lo ha detto il pre­mier Renzi: Tronca è «il primo segnale del dream team per il Giu­bi­leo», lo hanno ripe­tuto i mini­stri Alfano («un rico­no­sci­mento per il lavoro fatto per Expo e un auspi­cio affin­ché il Giu­bi­leo fun­zioni come Expo») e Boschi («vogliamo che l’Expo sia il modello di Roma per il Giubileo»).

Insomma … dopo #marinostaisereno … un governo tecnico per il Campidoglio è in dirittura d’arrivo, composto da una squadra guidata dal prefetto Fran­ce­sco Paolo Tronca, che possa durare anche 18 mesi, superando il Giubileo e portando la Capitale al voto nell’inverno nel 2017. Ci starebbe pensando seriamente il premier Renzi, allettato dall’idea di allontanare la data dell’elezione romana, che oggi vede il Pd dilaniato e destinato alla sconfitta. La scialuppa di salvataggio sarebbe il Giubileo: «Votare durante l’Anno Santo sarebbe rischioso per l’ordine pubblico», la giustificazione del capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda. Alla volta di un Renzi “onnipresente” e ”superpotente”, coitus damnatus del potere gesuita-massonico, responsabile di ben altre spese rispetto ai 4 scontrini del sindaco.

Ma Roma è quella città ingovernabile, che sta definitivamente naufragando, datarne l’inizio della frana che l’ha travolta è difficile, forse risale alla distruzione della casa di Agrippina, agosto 1999, regnanti, di qua e di la dal Tevere, Rutelli e Wojtyla. La casa sul Gianicolo della madre di Nerone fu distrutta nell’indifferenza di tutti (come dimenticare l’inizio della “Grande bellezza”, con il Gianicolo bruciato dal sole …); i romani si recavano a raccogliere pezzi di affreschi, molto simili a quelli della Domus Aurea. Ma gli scavi sono serviti a qualcosa? Assolutamente no, perché la zona era incasinata prima degli scavi e lo è ancora adesso. I lavori insistono sulla strada che porta all’Ospedale pediatrico Bambin Gesù, uno degli ospedali più importanti d’Italia, se non d’Europa, però è praticamente privo di parcheggi e per parcheggiare occorre lasciare le chiavi ai posteggiatori abusivi, che sistemano le macchine in triplice fila; la strada è un vortice di tornanti, scende a senso unico dal Gianicolo a Borgo; le macchine posteggiate di frequente ostruiscono l’arrivo e la partenza della autoambulanze. Un carro attrezzi per la rimozione delle macchine non vi può arrivare, non passano le autoambulanze che sono più piccole di un carro attrezzi! Sono passati quasi 20 anni, 4 sindaci, e la vergogna rimane. Roma si è arresa. Però lo scavo forse alla fine è servito … a creare un posteggio sotterraneo … ad uso però del vaticano, e non di chi va a vedere i musei o si reca presso alla farmacia, o all’ospedale, ma di chi va in Vaticano per altri scopi (da una passeggiata per le strade di Roma di SanPap).

E del resto la defenestrazione di Marino da parte del PD sembra svelare una strategia che coinvolgerà l’intero quadro politico nazionale, alla ricerca di una strana aliena alleanza con la quale presentarsi agli elettori in primavera: Lista Mar­chini e Ncd, spia­nando così la strada per una can­di­da­tura Mar­chini, l’unica possibile per cambiare volto al gattopardo e rispondere ai diktat della troika. Sarebbe finalmente la rivelazione pubblica della vera natura di questo partito truffa e del suo defi­ni­tivo e approdo nell’area di cen­tro-destra, per altro la sua collocazione politica più idonea. La prospettiva quindi potrebbe essere quella di un car­tello di cen­tro­de­stra con il suo Pd come perno, e sulle ceneri del sindaco, risorgerebbe comunque la responsabilità di un Commissario, atipico e non eletto, che rappresenta quel Potere Supremo, che si è affrancato da qual­siasi vincolo demo­cra­ti­co. Mentre i sondaggi che cir­co­lano con­ver­gono su un M5S fra il 30 e il 33%, un Pd crol­lato sotto quota 20, in alcuni casi al 17, Gior­gia Meloni al 9%, Marino al 9, Mar­chini all’8, per il Pd i cen­tri­sti sareb­bero un’ancora di sal­vezza.

Insomma, nella vita della “Grande bellezza”, logica e morale sono inconciliabili, e il potere, sempre più anarchico, fa praticamente ciò che vuole, disfa le giunte, sostituisce i governi, sfugge alle logiche democratiche ormai desuete e detta il proprio palinsesto economico e politico. Marino deve morire … per gli interessi del potere temporale e spirituale. Anche oggi, nel nostro medioevo contemporaneo, un papa osa intromettersi nelle dinamiche politiche della capitale, affidando ai media la scomunica subliminale: «Io non ho invitatoil sindacoMarino, chiaro?». Per forza Marino, morto ammazzato e scomunicato, ormai è finito e deve dimettersi. Pensavamo che la sovranità politica di una città appartenesse ai suoi cittadini, e non al Vaticano. Come dopo la sconfitta di Benevento 1266, Manfredi di Svevia, bello, spregiudicato e rotto ad ogni vizio di lussuria, viene spudoratamente oltraggiato dal papa del tempo Clemente IV, che ordina di riesumarlo e disperderne il corpo sulle rive del Garigliano, dopo aver condotto il cadavere in una stramba processione, con le candele spente e rivolte a terra.

In più Marino si è comportato anche da vero vigliacco, perché ha cercato di scaricare le proprie imperizie sui dipendenti comunali, ha accusato la sua segreteria della falsificazione della sua firma sui rimborsi, facendo dichiarazioni gravissime. Salvando dalle responsabilità i dirigenti (e se stesso), scelti direttamente da lui (ne ha imbarcati una caterva), e accusando invece i dipendenti che provengono dalle liste di un concorso storico. Ha dimostrato anche la propria ingenuità nel tentativo di sradicare le possibili radici del malaffare, adottando strategie sbagliate, come quella della rotazione del personale, senza la subordinazione dei ruoli all’attribuzione delle competenze, e mentre le procedure sono tante e difficoltose, non ha saputo rinforzarle con un team di sviluppo nelle attività progettuali e operative. Anche perché le attrezzature tecnologiche mancano di funzionalità, essendo state appaltate alle ditte degli amici.

Da una parte Vaticash 2015, in cui i pezzi di finanza vaticana, derivata da proventi spesso illeciti, vanno a favorire cardinali super ricchi, che vivono come principi rinascimentali in appartamenti da 700 metri, esentasse, alla faccia degli italiani! Dall’altra il cancro di “mafia capitale”, contenuta nelle 103 pagine della relazione di luglio del prefetto Gabrielli. Di fronte allo spettacolo di una “amministrazione locale devastata” Marino si muove come un inetto che, cerca di non farsi travolgere dalla cupola, ma inesorabilmente ne diviene complice.

Certo, il suo gabinetto, diversamente da quello di Alemanno, non era alle dirette dipendenze di Buzzi e Carminati, Er Cecato della banda della Magliana che con Alemanno era il vero sindaco della capitale: “Pijamose Roma”, si dicevano i due al telefono. Però anche quando cambia amministrazione: “Di nove cavalli della giunta Marino sei sono nostri” … “li compriamo tutti” … “la mucca si munge e va sfamata”.

Ora per Marino si è riaperto il fronte delle note spese e il sindaco risulta indagato per peculato. Accusa confermata dal suo legale ed in relazione all’uso della carta di credito assegnata dall’amministrazione comunale, per le cene di rappresentanza o istituzionali. Poi il giorno dopo le dimissioni dei 26 consiglieri comunali che hanno fatto decadere il consiglio, mentre inaugurava una targa toponomastica che intitola il Parco di Tor Vergata a Salvador Allende, Marino ha citato una sua celebre frase: “Non mi sento un martire, sono un lottatore sociale che tiene fede al compito che il popolo gli ha dato. E vi dico con certezza che il seme affidato alla coscienza degna di migliaia di Cileni, non potrà essere estirpato completamente. Hanno la forza, potranno sottometterci, ma i processi sociali non si fermano né con il crimine né con la forza. La storia è nostra e la fanno i popoli”.

Povero sindaco Marino, forse non ha letto Marx, la storia non la fanno i popoli, se mai è il capitale, perché la vera forza motrice della storia non è di natura idealistica, bensì di natura socio-economica, insomma non è la coscienza che determina la vita, ma la vita che determina la coscienza, ecco perché nella Relazione Prefettizia su Roma Capitale si dice che la città eterna è diventata un sistema di potere mafioso, ostaggio delle brame di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, Banda della Magliana, Casamonica, Organizzazioni straniere, politica corrotta e degradata. Mentre il sindaco Marino non si è accorto che i processi sociali sono determinati fondamentalmente dalla volontà del capitale, non tanto dalla volontà del popolo.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

9.11.2015

Riferimenti


https://orsattipietro.files.wordpress.com/2015/11/relazione-sugli-esiti-accesso-presso-roma-capitale.pdf

http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2015/10/30/day-marino-sindaco-barrica-indagato-consiglieri-verso-dimissioni_f2OCxXZuow1Emzlge9lMsN.html

http://www.liberoquotidiano.it/news/roma/11843762/Roma–il-sindaco-Ignazio-Marino.html

http://www.coscienzeinrete.net/politica/item/2538-perche-hanno-fatto-fuori-il-sindaco-marino

http://www.huffingtonpost.it/2015/10/31/tronca-commissario-_n_8440736.html

http://ilmanifesto.info/modello-expo-il-salto-di-qualita-del-renzismo/

Pubblicato da Davide

  • Teopratico

    Complimenti Rosanna, hai fatto un quadro perfetto secondo me, anche sull’ultimo sindaco, ed hai colto bene lo’atmosfera che si respira qui a Roma, sempre più fetida. Un solo dubbio, Mafia Capitale secondo me è solo una parte del malaffare, il sottobosco malavitoso di questa città, mentre la cupola che la governa non verrà certo sfiorata dalla magistratura.

  • Stopgun

    Le cene di Marino costituiscono un affare da ventimila euro

    Gli affidamenti di Roma Capitale alle cooperative in odor di collusione mafiosa sono dell’ordine di 40 milioni di euro.
    Poca roba.
    Il siluramento di Marino nasconde qualcosa di ben più pesante che non quelle bazzecole citate.
    Probabilmente Marino non si è voluto inginocchiare ai piedi degli uomini del Vaticano, come avevamo fato i suoi predecessori, impedendo così la costituzione di una banda del Campidoglio, dove gli uomini dei mandamenti del Vaticano e del Campidoglio avrebbero costituito una cupola.
    Oltretutto anche il sindaco PCI degli anni 80/90  Vetere andava eufemisticamente a cena con Nicoletti, cassiere della banda della Magliana, ed è rimasto sulla sua sedia al Campidoglio senza grossi problemi…controllate con Google e troverete i retroscena della cena ovvero la costruzione dell’Universita di Tor Vergata…..
    Le cifre economiche legate alla gesti.one del territorio sono cifre realmente significative.
  • PietroGE

    Marino era un incompetente e il Pd avrebbe dovuto saperlo e non far finta di meravigliarsi dopo il casino che ha combinato. Candidare un radicale pannelliano nella città dove è presente il Vaticano è stata una provocazione che non poteva che finir male.

    La criminalità organizzata in provenienza da Sud è presente a Roma da almeno 30 anni, ha sotto controllo il litorale romano e usa la città per riciclaggio, appalti,  mercati e soprattutto per i contatti con i politici. Sono cose risapute, non credete a  coloro che ora fanno finta di cadere dalle nuvole.

    P.S. La storia la fanno i popoli e la forza motrice non è di natura socio-economica.

  • Jor-el

    "Povero sindaco Marino, forse non ha letto Marx, la storia non la fanno i popoli, se mai è il capitale, perché la vera forza motrice della storia non è di natura idealistica, bensì di natura socio-economica"


    Quindi prima del capitale non c’è mai stata storia. Interessante, però andrebbe approfondito. Non sono ironico.
  • Cornelia

    Stopgun ha perfettamente ragione. L’elefante nella stanza, a Roma, sono i costruttori e il cemento: business da miliardi, tutt’altro che le decine di milioni delle coop.

    Eppure nessuno ne ha mai parlato.
    E come ricorda stopgun, i costruttori sono strettamente legati alla criminalità (che ha controllo in certe banche) e al Vaticano (che ha molti terreni su cui avviare il business).
    Ricordiamoci l’ultimo provvedimento della giunta Veltroni: il piano regolatore. Fu discusso e approvato l’ultima NOTTE prima dello scioglimento della giunta… chissà perché.
    Finché non salteranno fuori i costruttori, sapremo che questa inchiesta è una presa per il culo. Marino deve aver ostacolato il cemento, altroché. Magari a sua insaputa. 😀
  • Teopratico

    Esatto, stavo per inserire un ulteriore commento per essere più chiaro ma mi hai preceduto. Metro c e future olimpiadi, queste sono oggi le priorità della cupola, affari miliardari altro che le mazzette di Carminati…

  • Rosanna

    Sono d’accordo su questo, come al solito a pagare sono i piccoli ladri di biciclette, i veri poteri e la vera cupola non verrà sfiorata … e anche se ciò accadesse sarà solo per sostituirla immediatamente con una ancora più intangibile …

    ma c’è sotto anche la virata a destra di Renzi, che finalmente dichiara le proprie intenzioni liberiste e si allea con il centro destra, guarda caso proprio in concomitanza con la nascita di un nuovo partito di sinistra, che raccoglie tutte le rantumaglie politiche ipocrite e fasulle, pronte a fare da stampella al PD e decise a raccogliere gli eventuali dissensi, aumentati soprattuto in seguito alle famigerate contro-riforme …. scuola, sanità, senato, jobs act …

  • Rosanna

    Infatti Stopgun, è proprio come dici … i 4 scontrini sono semplicemente una bazzecola rispetto ai milioni di euro finiti negli appalti truccati e  nella mala gestione della città … su Vetere e Nicoletti non sapevo nulla … andrò a documentarmi …

  • Rosanna

    Jor-el, io non intendo "capitale" nell’accezione economico-finanziaria di tipo capitalistico, come  intendi tu, ma in un’accezione più ampia, infatti al termine "capitale" ogni pensatore ha dato la sue definizione, per Marx in particolare è stata la "borghesia" che ha preso il sopravvento sul resto della popolazione e ha usato il suo capitale per sfruttare la forza lavoro, modificando anche la cultura stessa della società … da qui il materialismo storico, cioè è il denaro che governa la storia e la genialità di Marx consiste proprio in questo, nell’affermare  e dimostrare appunto che la sovranità nella storia appartiene al denaro, alla materia, all’economia, agli interessi e non a Dio … come si era sostenuto da secoli, per cui gli imperatori venivano incoronati dai papi, perché solo da loro dipendeva la legittimazione politica …  quindi non sono gli ideali dei popoli a guidare la storia (se non in casi rari, poi immediatamente smentiti), ma il denaro, i soldi, le ricchezze accumulate, cioè il "capitale" ….

    però data la genialità appunto del pensatore, la sua concezione della storia potrebbe essere applicata anche alla storia precedente alla nascita del capitalismo, perché le guerre di Ceasare contro i Galli chi le ha decise? le finanze dello stato romano o il popolo romano? insomma le guerre,  che le ha sostenute nella storia? e il Risorgimento italiano chi lo ha finanziato? e la Spedizione dei mille chi l’ha voluta?  Carlo Alberto ha concesso lo Statuto Albertino ma poi se ne è pentito subito … i popoli non sarebbero approdati a nulla se non ci fossero state le finanze di forze politiche interessate al cambiamento … anzi spesso i popoli sono stati ingannati ed hanno combattuto per ideali che poi non si sono realizzati … proprio perché chi teleuidava quelle vicende aveva altre mire politiche …

  • Rosanna

    Marino è una persona "onesta", ma piuttosto ingenua, credo infatti che sia stato stritolato da interessi più grandi di lui … il casino poi che avrebbe combinato lui non lo vedo proprio, dato che ha ereditato una città degradata da una gestione politica malvitosa, fatta di appalti truccati, interessi privatistici, mazzette illegali, da cui era difficile uscire illesi, e i suoi 4 scontrini sono sicuramente poca cosa rispetto alle spese illegittime di Renzi e alla corruzione del suo governo, come appunto illeciti e scandali di ogni sorta, che non sono
    solo quelli di "Mafia Capitale": non dobbiamo dimenticare l’affare  Monte dei Paschi, e nemmeno gli scandali che ruotano attorno a Expo.

    Allora perché è stato defenestrato? non certo per quella sorta di casino … quanto perché è scomodo ai poteri forti: Vaticano e Troika … poi proprio in prossimità del Giubileo, per cui Renzi ha stanziato 55 milioni di euro … che sono comunque poca cosa rispetto al business complessivo …

    il materialismo storico di Marx, consiste proprio nell’aver individuato in maniera geniale, una valenza rivoluzionaria della storia, infatti dopo secoli di analisi storico economiche sballate, lui dice che è il "capitale" che governa la storia, non certo la volontà dei popoli …

    secondo te chi ha voluto il Risorgimento? chi la "democrazia de dopoguerra"? chi l’attuale fase storica, di chiusura delle fabbriche e privatizzazioni selvagge? il popolo subisce e talvolta partecipa anche a ciò che decide il capitale … dando il voto magari a quei partiti che ne sono diretta espressione …

  • tersite

    Gran bell’articolo, Rosanna. Non potevi descrivere meglio la situazione romana, proprio nei giorni in cui inizia il processo a mafia capitale. 

  • Rosanna

    Beh … mi hai aiutato anche tu con le tue telecronache su FB … infatti comincia il processo ed è stata messa in rete la Relazione prefettizia riguardo a Mafia Capitale … piuttosto interessante

    https://orsattipietro.files.wordpress.com/2015/11/relazione-sugli-esiti-accesso-presso-roma-capitale.pdf

  • SanPap

    l’ultima notte prima dello scioglimento della giunta … poi è andato a Manhattan, NYC ad acquistare casetta, aveva nostalgia di "una casetta de’ Trastevere, casetta de mamma mia"; l’ha acquistato con i proventi del suo ultimo libro "La scoperta dell’alba", così ha raccontato; lo hai letto ? No ! Ne avessi incontrato uno che lo ha letto, tuttavia deve aver reso bene.

    Sai qual è stato il primo incontro dei tre commissari installati a Ostia, RM ?

    Hanno incontrato un costruttore che da anni cerca di cementificare il litorale, tra i suoi progetti una pista innevata artificialmente per sciare anche d’estate, anzi soprattutto d’estate. L’incontro è durato 3 ore, a porte chiuse. Tre commissari e il costruttore. I commissari si sono strappati i capelli dall’orrore ascoltato … mi pare che i capelli li abbiano ancora.

    qualcuno ha nominato le olimpiadi, le olimpiadi forse ce le assegneranno; il nuovo stadio della Roma … quello lo stabiliscono loro se costruirlo senza comitati internazionali; e per costruire il nuovo stadio bisogna bonificare la zona: c’è un depuratore che puzza come una fogna a cielo aperto da eliminare e ricostruire, la strada che porta in zona è a due corsie, e quindi da raddoppiare, meglio triplicare …

  • Gtx1965

    potessimo scegliere qui al nord est non sceglieremmo mai quella meretrice di roma qual capitale… non ci rappresenta per nulla…. solo vergogna arriva dalla città eterna che ci dovrebbe rappresentare… pluahhh…!!!

  • Rosanna

    Scusa … il grassetto mi è uscito senza volere …

  • Rosanna

    Infatti , Cornelia, questo tipo di politica potremmo definirla “sub-politica”, per l’assoluta  sottomissione del piddì di governo agli spietati diktat di Bruxelles (Commissione UE), Francoforte (BCE) e Washington (FMI), con il conseguente esproprio della politica, oltre che della sovranità monetaria, che caratterizza il loro programma di governo. La corruzione c’è sempre stata si dice … certo … ma oggi è diventata legge strutturale dello stato nazione, che ha perso tutte le sovranità … ecco perché questa pseudo-politica si preoccupa di trarre il massimo vantaggio dalla situazione, razziando risorse e denaro pubblico senz’altro scrupolo.

    Vere e proprie razzie che mirano all’arricchimento personale e a ingiusti privilegi. D’altra parte, i padroni sovranazionali del piddì consentono  l’aggravarsi della corruzione in Italia, perché ciò aumenta il degrado istituzionale,  indebolisce ulteriormente lo stato nazionale,  e avvicina la prospettiva di un definitivo governo-troika completamente sottratto alla volontà popolare.

    La gente scenderà in piazza per il disgusto e per chiedere che i politici attuali siano sostituiti dai poteri europei, magari tedeschi  …   hai mai sentito dire che la Merkel è l’unica statista in Europa?

  • Veron

    Riflessioni amare ma corrette. Marino è stato eliminato dalla scena politica perché non avrebbe dato adeguate garanzie al magna-magna che ci sarà col giubileo e magari con le olimpiadi.

    Un tempo si usavano le bombe o i mitra, segno dei tempi che cambiano…


  • ROE

    Sì, la vita determina la coscienza e, da quando esiste, il denaro determina le condizioni di vita, quindi i rapporti ed i comportamenti sociali, civili, politici, economici, morali e religiosi. Ciò premesso, per cambiare questa situazione ci sono solo due soluzioni: o si abolisce il denaro o si cambia il modo in cui si usa. In attesa che i popoli decidano di abolire il denaro, un modo diverso di usare il denaro è un sistema di credito alternativo a quello del sistema bancario, indipendente da stati e banche, per dare denaro sulla fiducia, senza garanzie, senza interessi e senza spese a chi ne ha bisogno per vivere e/o per lavorare. Questa è la funzione di EkaBank. Con questo sistema si può innescare un processo di equa ridistribuzione della ricchezza e permettere ai lavoratori-produttori di riappropriarsi dei mezzi di produzione. Con tutto ciò che ne consegue.

  • Rosanna

    Un sogno che in alcuni casi si è avverato  .. infatti durante le crisi economiche è già successo che un gruppo di lavoratori, i più coraggiosi e perspicaci, rilevassero l’azienda in cui lavoravano e che stava fallendo … e così si sono trasformati in imprenditori …

  • ROE

    Sì, ma sono esperienze isolate che non hanno cambiato la struttura del sistema, proprio perché si è continuato ad usare il denaro (la moneta) emesso da un’autorità ed il credito del sistema bancario. Per cambiare, bisogna usare una moneta ed un sistema di credito indipendenti da stati e banche. Sul credito bancario, cioè sul denaro che non rappresenta un valore reale già esistente ma il lavoro futuro necessario a produrre i beni e servizi che con quel denaro potranno essere scambiati, Karl Marx scrive: «Non v’è dubbio che il sistema creditizio servirà da leva potente, durante il periodo di transizione dal modo di produzione capitalistico al modo di produzione del lavoro associato; ma solo come un elemento in connessione con altre grandi trasformazioni organiche dello stesso modo di produzione». (Il Capitale, Libro ΙΙΙ, sez. V, cap. XXXVI, Ed. Riuniti, pag. 705-706). Ma, forse, quel credito che Marx considerava leva potente nel periodo di transizione può essere il mezzo per innescare il cambiamento.

  • Rosanna

    Molto interessante quello che dici … ma ci vorrebbe una vera rivoluzione, che permettesse di passare "dal modo di produzione capitalistico al modo di produzione del lavoro associato" …
    diversamente i centri di potere finanziario non permetterebbero mai un tale cambiamento del sistema …

  • ROE
    Nessuna rivoluzione ha mai cambiato la struttura gerarchica del sistema umano ma solo un avvicendamento al vertice della piramide sociale. E questo perché non ha mai cambiato l’uso del denaro e del credito. Invece, come nessuno può impedire di adottare determinati rapporti fra i partecioanti ad un gruppo, così nessuno può impedire alle singole persone e quindi ai popoli di partecipare ad un sistema di credito indipendente da stati e banche. Chi partecipa non critica, non protesta, non chiede, non propone. Semplicemente si autorganizza (come i neuroni), cambia i rapporti con gli altri partecipanti, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte e della propria attività. Non lavora più per avere un salario garantito da altri ma per produrre direttamente beni o prestare servizi necessari a soddisfare bisogni primari entro i limiti della natura. Cambiando l’uso del credito si cambia il rapporto fra lavoro e mezzi di produzione e cambiando questo rapporto si permette alla larga maggioranza di prendere coscienza della realtà. Il resto è solo illusione. Una sintesi su http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/EKASIN-IT.htm [holos.unigov.org]. Del resto, "non si può risolvere un problema usando la stessa mentalità che lo ha creato" (Albert Einstein). Pensaci, se vuoi.