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IL SACRIFICIO

DI GEORGE MONBIOT

monbiot.com

La carne fa più danni di un volo a lungo raggio.

I dati erano così allarmanti che mi rifiutavo di crederci. Li ho trovati nascosti in una nota, e in un primo momento ho pensato che doveva essere stato un errore di stampa. Così ho controllato la fonte, ho scritto alla persona che per primo li ha pubblicati e ho seguito le citazioni. Con mio grande stupore, sembrano reggere. 
Un chilogrammo di proteine ​​bovine allevate in una fattoria delle colline britanniche può generare l’equivalente di 643 kg di anidride carbonica. Un chilogrammo di proteine ​​d’agnello prodotto nello stesso luogo ne può generare 749 kg.

Un chilo di proteine da entrambe le fonti, in altre parole, provoca più emissioni di gas serra di un passeggero che vola da Londra a New York.

Questo è il caso peggiore, e i dati provengono da un allevamento i cui suoli hanno un alto contenuto di carbonio. Ma i numeri scoperti da uno studio più approfondito asono poco incoraggianti: si potrebbe sostituire il vostro volo per New York con una media di 3 kg di proteine ​​d’agnello prodotte da aziende agricole collinari dell’Inghilterra e del Galles. Dovreste mangiare 300 kg di proteine ​​di soia per creare lo stesso impatto.

Scegliendo il pranzo di Natale – o facendo qualsiasi altra scelta – ci sembra di prendere decisioni informate e razionali. Ma ciò che sembra e si percepisce come giusto talvolta è tutt’altro. Nella fattispecie, molte caratteristiche che siamo portati a vedere come virtuose – animali che pascolano liberamente attraverso le montagne, con i pastori che se ne prendono cura, nessuna mostruosità di cemento e acciaio o qualsiasi altra bruttezza della moderna agricoltura intensiva – generano impatti devastanti.
I dati sono così alti perché questa forma di zootecnia è molto improduttiva. Per allevare un agnello, è necessario mantenere una vasta area di terra brulla e fertile. L’animale deve girare per le colline per brucare il cibo, bruciare più grasso e produrre più metano di quanto potrebbe fare una bestia in stalla.

Sì d’accordo i profitti. Ma quello che può essere un bene per gli animali d’allevamento è spesso un male per il mondo naturale. Gli abusi della produzione interna intensiva vanno di pari passo con la devastazione della produzione estensiva all’aperto. L’allevamento del maiale all’aperto e il pollo d’allevamento, praticati attualmente su scala, può essere disastroso per l’ambiente. Nitrati e fosfati talvolta si riversano dai loro recinti direttamente nei fiumi. Salvo i casi in cui sono tenuti a bassa densità o in campi ben drenati, i maiali tendono a schiacciare il terreno: un amico descrive alcune fattorie agricole che ha visitato come veri e propri porcili a cielo aperto. 
È possibile aumentare la produzione – il che significa meno gas ad effetto serra per chilo di carne – dopando gli animali con ormoni e antibiotici. Ma anche questo ha un costo. Il direttore di Antiobitic Research del Regno Unito ha avvertito questa settimana che è ormai quasi troppo tardi per prevenire una grave crisi globale. Questo in parte perché gli agricoltori senza scrupoli hanno scoperto l’uso dell’antibiotico colistina – l’ultima grande speranza di uccidere i batteri resistenti – sui propri animali, per aumentarne il peso.

Ma di tutte le varie forme di produzione, la più attraente è una delle peggiori. L’agricoltura di montagna non solo contribuisce in modo selvaggiamente sproporzionato al cambiamento climatico; essa distrugge anche i nostri bacini, aumentando le probabilità di pericolose inondazioni, e d’altro canto distrugge quelli che sarebbero i nostri rifugi della fauna selvatica: i grandi altipiani vuoti, in cui l’attività economica è sostenuta soltanto attraverso ingenti sussidi all’agricoltura. E’ difficile pensare a qualsiasi altra attività umana con un tasso più alto di distruzione al ciclo del prodotto economico.

I miei amici del settore mi accusano di essere anti-contadino. E’ vero che sottolineo il lato oscuro, in gran parte perché così pochi altri giornalisti sembrano disposti a coprire queste questioni. Ma non ho un’antipatia viscerale per l’allevamento – piuttosto il contrario. Visitando una fattoria Exmoor la settimana scorsa, mi sono ricordato di tutto il bello di allevare le pecore. L’idillio Arcadiano, una concezione della vita del pastore (sia nella teologia dell’Antico Testamento che nella poesia pastorale greca) come sede di innocenza e purezza, un rifugio dalla corruzione della città, risuona ancora dentro di noi. Ma nel bel mezzo di una crisi multiforme – la perdita catastrofica di fauna selvatica, devastanti ma evitabili inondazioni, il collasso climatico – questa piacevole fantasia mi sembra una grande e dispendiosa indulgenza.
Per quanto riguarda il mangiare cibo locale, be’ in alcuni casi ha senso. Aiuta a generare un senso di luogo e di appartenenza, cosa da non trascurare.

Quando compriamo frutta e verdura di stagione dai contadini locali, anche l’ambiente se ne giova. I Ma abbiamo la tendenza a dare più importanza ai kilometri percorsi dal cibo e meno ad altri tipi di impatti. In media, il trasporto costituisce solo l’11% delle emissioni di gas serra causate dal settore alimentare. Gli impulsi inviati dall’altra parte del mondo possono provocare un impatto di gran lunga inferiore della carne prodotta qui.

Un articolo pubblicato pochi giorni fa suggerisce che il passaggio dalla carne alle verdure verdi sarebbe dannoso per l’ambiente. Per caloria, la coltivazione delle lattughe produce più gas serra di un allevamento di suini. Ma questo dimostra che le lattughe sono a basso contenuto di calorie. Si avrebbe bisogno di mangiare 15 kg di lattuga per soddisfare il fabbisogno energetico quotidiano, che potrebbe essere ragionevole se fossimo dei conigli del peso di 200kg. Come osserva un altro studio, “20 porzioni di verdura hanno meno emissioni di gas serra rispetto a una porzione di carne bovina”.

Dato che le persone di tutto il mondo adottano la dieta occidentale, un articolo di Climate Change stima che il metano e il protossido di azoto prodotti in agricoltura potrebbero salire all’equivalente di 13 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all’anno entro il 2070. Questo è più di quanto tutte le attività umane combinate insieme possono produrre in modo sicuro senza superare due gradi di riscaldamento globale. Il collasso climatico sembra inevitabile – a meno che non cambiamo la nostra dieta.

Questo significa, soprattutto, scambiare per proteine vegetali la maggior parte delle proteine animali che mangiamo. Non è difficile, a meno che non facciamo così. Molti inglesi sono abituati a mangiare dhal ogni giorno. L’hanno chiamato pudding di piselli, minestra di piselli o zuppa di piselli. Come in Asia del Sud, i suoi ingredienti variano da luogo a luogo e di stagione in stagione. E’ solo il componente di una dieta che offre abbondanza di varietà – senza distruggere la grande varietà della vita. 
Non vi sto esortando a non mangiare carne o altri prodotti animali. Sto suggerendo che tutti noi dovremmo mangiare molto meno. Eccetto gli eccessi di Natale. E anche allora, scegliete saggiamente.

George Monbiot

Fonte: www.monbiot.com

Link: http://www.monbiot.com/2015/12/22/sacrifice/

22.12.2015

Traduzione per wwww.comedonchisciotte.org a cura di CINZIA PALMACCI

Pubblicato da Davide

  • blobbb

    mamma mia quante pippe mentali… e l’allevamento intensivo non va bene, i pascoli all’aperto anche,, la lattuga inquina….

    mo pure se fai una scoreggia sei colpevole del gas serra…
  • GioCo

    Inizio veramente a stancarmi di leggere p…e del genere, tanto vuote quanto profondamente aggressive. Dio ci scampi e liberi dalla tirannia del dotto ignorante, dato che da soli sembra che non siamo capaci di liberarcene.

    Inziamo dalla prima critica, la più formale e superficiale. Le automobili non esistono da milioni di anni, esistono giusto da qualche decennio. Se i dati storici sono corretti, l’allevamento è un "invenzione" di ottomila anni fa, ma solo ultimamente tende ad essere un disastro (e vorrei davvero che qualcuno provasse a dire il contrario, senza sentirsi seppellito dalla vergogna) principalmente per l’uso dei farmaci e per la concentrazione in spazi ridotti (ammassamento) degli animali, entrambi costumi entrati a forza nelle tecniche agricole degli ultimi secoli e in DECISO AUMENTO. Prima gli ammassi animali grandi erano SOLO SELVAGGI, l’uccisione del maiale (per dirne una) era un rito consumato da intere comunità contadine una volta l’anno, unità composte da diverse famiglie che ne facevano conserve per tutti e per tutto l’anno.

    Quindi, in sostanza, le concentrazioni di bestie sono iniziate ESATTAMENTE con il processo di urbanizzazione dell’era indistriale e parallelamente per consentire a teste di … (metteteci fantasia) … come lo scrivente sopra di fare il buon cittadino DEMONIOCRATICO e usare tutte le comodità urbane nel modo peggiore e per i motivi più futili, cioé in qualità di CONSUMISTA reggente l’econocrazia che gli consente di sciorinare poi le sue "dotte scoperte dell’acqua calda".

    Siamo solo alla supericie. Quindi adesso grattiamo un poco più sotto e vediamo qualcosa di "leggermente" più interessante e … orrendo. Il rapporto disumano che abbiamo con l’ambiente non ci consente più di capire l’importanza della vita, quindi non parlerò del dato più rilevante, cioé del rapporto SATANICO che conserviamo con la morte, restiamo sui dati.
    L’uomo può tranquillamente vivere nei numeri demografici attuali sul pianeta che abitiamo convivento pacificamente con un suolo coperto oltre l’80% di foreste e vita selvatica (per dire la verità leggevo che il massimo sostenibile dal pianeta dovrebbe aggirarsi sugli 11-12 miliardi di individui, ma non chiedetemi la fonte perché non so dove andarla a ripescare). Può vivere esclusivamente dei surplus prodotto dalle foreste e vi garantisco che le mandrie che vedremmo sarebbero infinitamente superiori in numero e diversità rispetto quelle che stiamo allevando oggi. Le praterie americane brullicavano di bufali prima dell’arrivo dei moritferi inglesi, avevano un impatto ambientale devastante?! CERTO MA IN PERFETTA SINERGIA, dato che vi erano nati e cresciuti insieme evolutivamente, cacciati dagli autoctoni da migliaia d’anni e se gli inglesi con la loro dotta ignoranza non fossero arrivati avrebbero potuto continuare così per chissà quanto ancora.

    Il problema noi tendiamo sempre a vederlo dove NON esiste. Andiamo dal medico per un mal di testa e ci facciamo prescrivere antidolorifici. Qui abbiamo un pianeta con una massa congelata ai poli di carbonio sufficiente a cancellare la vita umana, rilasciata dallo scioglimento dei ghiacci e misuriamo le scoregge delle vacche, senza minimanete chiederci qual’è il problema QUALITATIVO delle ricadute delle nostre PERFETTAMENTE INUTILI abitudini tecnofreniche. E’ evidente a qualunque idiota che un chilo di carbonio immesso da una combustione di un propulsore a reazione, non è lo stesso chilo di quello prodotto da una bestia che vive qui da miglioni di anni. Si va dai sottoprodotti chimici in disersione, alle nano polveri, solo per citare i più noti. Le nubi tossiche non stanno sui cieli delle scoregge delle mucche, ma in quelli urbani: cos’è il vento che ce li porta?!
    Qualunque idiozia ci verrà detta, qualunque cosa pur di colpire nel cuore gli ultimi scampoli di esistenza decente che ci rimane, perché NON DEVE ESISTERE NEMMENO L’IDEA CHE SI POSSA ACCEDERE A RISORSE BENEFICHE. La dipendenza dalla industria e dalla struttura urbana deve essere totale, percolare dentro nelle idee fino al midollo e l’articolo sopra fa esattamente questo: produce colpa necessaria a spazzare via i residui "pericolosi" di esistenze ancora decenti. Lo fa costruendo la colpa: guardate gli allevamenti di montagna, quelli si che sono il problema, i dati, guardate i dati, non ci volevo credere.
    Nemmeno io voglio credere che l’Uomo sia arrivato al putno di giocarsi tutto, ogni briciolo scampato di perversione, per la gioia di poter continuare a fare il "bravo consumatore" e giusticare così il suo giusto diritto a perserverare in una vita orrida, dentro un contesto orrido e per orridi padroni.

  • iskra

    Non è la nostra dieta che va" cambiata "  ma il sistema economico vigente affinchè si possa produrre per i reali bisogni dell’umanità  e non più per il profitto :ma questo richiede una discussione seria è approfondita  al di fuori degli schemi attuali e confrontarsi sul CHE FARE è questo il vero SACRIFICIO.

  • GioCo

    Aggiungo, se si inquina il pianeta chimicamente, ad esempio con scarti industriali, quanto suolo si rende sterile per impedirne il ritorno della vita vegetale? Andiamo nel delta nel Niger a vedere cos’anno fatto le compegnie petrolifere e poi proviamo a riempirci la bocca delle scoregge-ca%%ata di capre e mucche di montagna.

    E’ evidente oltre ogni follia che la devastazione attuale su scala globale è l’opera diretta e indiretta di industrie, ma anche solo perché l’industria è l’unica che può realmente operare su quelle scale devastanti e con questi ritmi in continua accelerazione. Cosa ci guadagnamo a tappare il culo alle capre di montagna con la chimica, anche dovessero essere 1000 volte più pericolose, quando gli allevamenti intensivi delle multinazionali della carne (tipo quelli che riforniscono i McDonald) sono costretti sversare i liquami nei mari perchè resi velenosi per l’agricoltura dall’uso di cibo non adatto a basso costo (come il mais dato alle mucche) e di chimica non assorbita dal corpo dell’animale (antibiotici), distruggendo il fitoplancton e la flora marina responsabili del primo e più importante processo di produzione dell’ossigeno e consumo di carbonio MONDIALE?!

    Se facciamo del pianeta un deserto di TUTTE LE SUE BIORISORSE PRIMARIE, perché non ci abbiamo mai pensato nemmeno per un attimo a come COMBATTERE per evitarlo, chi ce lo mette l’ossigeno nell’ARIA, il cretino che crede in Babbo Natale, cioè quel ciccione bastardo (nel senso dell’etimo, cioè una mescolanza simbolica di origini "a casaccio") della propaganda merceocratica, prototipo del consumismo Americano più bieco e ributtante da supermercato?!
    Quando inizieremo a odiare profondamente questo sadomasochismo autoreferenziale? Quando inizieremo a chiederci SE E QUALI ALTERNATIVE abbiamo? Quando cominceremo a pensarci SERIAMENTE, senza dipendere dalle soluzioni che ci piovono dall’alto dei cieli, senza ascoltare i "dati scoreggia" delle capre?

    Ma poi, non vi sembra quantomeno curiosamente simbolico che a ucciderci per questo signore dell’articolo, sia proprio la flatulenza di un capro di montagna? Quale strana alchimia raziocinante riesce a fargli dire una cosa del genere?

  • RenatoT

    si… pero’ un volo disperde nell’aria e nell’ambiente una quantitá industriale di altri inquinanti, metalli pesanti, nanoparticelle, tutte cose inesistenti se non negli ultimi decenni.

    Sinceramente l’articolo non l’ho manco letto… giusto il titolo.
  • Boero

    Se uno vuole essere vegetariano sia vegetariano,ma non tiri in ballo questa storia dei gas serra perchè nessuno ha ancora acclarato se è l’incremento della CO2 a causare l’incremento della temperatura o viceversa l’incremento della temperatura a causare l’incremento della CO2.

    Mai notato che la lattina uscita dal congelatore frizza di meno di quella a temperatura ambiente?
    Si chiama legge di Henry i gas si sciolgono nell’acqua in maniera inversamente proporzionale alla teperatura e la CO2 non fa eccezione.
  • Gtx1965

    bel post, come già detto da altre parti; leggo più volentieri i commenti degli articoli…

  • borat

    nessuno sa quanto costa in termini di CO2 un chilo di pesce pescato?

  • Gtx1965

    così per sdrammatizzare e salvare questi poveri "maiali" ed affini da allevamento tanto "cari" agli uomini; potremmo cominciare con l’ammazzare tutte le mandrie di gnu, renne, bisonti, zebre, lemming, etc… etc… che contano milioni di capi e come risaputo scoreggiano di brutto pure loro… chissà un elefante quanto scoreggia, facciamo fuori anche quelli, e una balena…??? olio per lampade e via… ma che se ne vadano affanculo avessero anche 1000 ragioni…

  • Gtx1965

    "una vita orrida, dentro un contesto orrido e per orridi padroni"


    AMEN
  • desibros

    Idiozia è anche misurare l’inquinamento in CO2… Le quote del suddetto sono in vendita. Sono un mercato quelle cifre riportate sono semplice pubblicità allo stesso.. Un jet che brucia tonnellate di kerosene ad alta quota mi sa che fa un po’ più di danni. Aggiungo che l’economia agricola di mio nonno (classe 1909) era pressapoco perfetta. Gli animali di casa mangiavano gli scarti agricoli della famiglia producendo la cacca usata per concimare la terra in un circuito quasi chiuso. Il cane immancabile mangiava gli avanzi delle carni di suddetti animali oltre ad altro, e non crocchette vegane.

  • esca

    Giorgio, lascia perdere. Credo che il gossip sia più adatto al tuo stile propagandistico, saresti più onesto. Iniziano veramente a stufare questi sproloqui sulla mega truffa dell’anidride carbonica devastatrice dell’ambiente che voi giornalisti avete deciso di abbracciare in modo tanto acritico. Tacete sulle porcate in corso d’opera riguardo l’alimentazione e il clima? Benissimo, allora parlate di veline e calcio, o perlomeno se proprio volete vendicare gli animali per le torture subite negli allevamenti industriali ecc, sprecatevi ad usare un po’ di etica senza buttarla sull’elogio ad un profitto che però causa inquinamento. Disgustoso.

  • Cornelia

    Stronzate.

    La soia OGM di merda mangiatela te.
    Basterebbe mangiare pollo 1 volta alla settimana e carne 1 volta al mese come facevano i bisnonni, per stare in salute e non inquinare. Invece no, ci devono propinare merda sintetica.
  • maristaurru

    Cosa non inventerebbero per farci mangiare le zozzerie prodotte da loro e farci tenere liberi campi e bruciare foreste per coltivare le loro merdate! Via i Pascoli e dai …chi sa con soia ogm ed appestata. o biocarburanti pesticidi e veleni inclusi…ma non si stancano mai di avvelenare il mondo? Non sanno che creperanno anche loro e che non si porteranno dietro che le maledizioni dei danni fatti, dei morti e dei poveri disseminati?

  • pacoloco

    Solito articolo di propaganda, che palle! 

    Sbarazzandosi della falsa idea che siamo padroni assoluti della terra e non suoi ospiti si risolverebbero la gran parte dei problemi attuali….
    Dovrebbero esere le leggi naturali della Pacha Mama (Madre Terra) a guidarci nelle nostre scelte e nella nostra evoluzione come specie (nella neolingua evoluzione=progresso, nella realta sono due concetti contrapposti).
    Senza ricorrere a nessuna teoria del complotto mi sembra evidente che il progresso in tutti i campi della nostra vita serva non al nostro benessere ma al suo esatto contrario.
    Già a fine Ottocento inizio Novecento alcuni medici avvertivano sui pericoli di un alimentazione a base di prodotti di origine animale e di quelli raffinati (zucchero e farine).
    Fino la metà dell’Ottocento l’alimentazione italiana era basata su cereali, legumi, verdura, pochissimi insaccati e formaggio, qualche uovo e un po’ di vino.
    Carne se ne mangiava pochissima, e i dolci erano riservati alle feste e alle occasioni speciali!
  • Boero

    Dipende che pesce è,il tonno pinne gialle le ha gialle perchè scorreggia metano a tutto spiano!

  • Boero

    Il barracuda è anche detto barraculo…

    il tonno nostromo è anche detto tonno ”nostronzo” per la quantità di merda che produce negli oceani.
  • Boero

    92 minuti di applausi!

  • Boero
  • Boero

    Mio nonno però è emigrato dall’Italia per andare a riempirsi lo stomaco di merda sintetica.

    Credo che dovendo scegliere lo farei anch’io,alla fine è soltanto grazie alla ”merda sintetica” che l’umanità è uscita dalla fame,ma questo non lo ricorda nessuno.
  • Boero

    Quando il cibo era ”sano” qual’era l’aspettiva di vita?

    E qual’è nei posti dove viene applicata l’autoproduzione e autoconsumo,per esempio in Mongolia dove hanno migliaia di chilometri di steppa vergine lontana dall’inquinamento e vivono una vita di pastori nomadi come ai tempi di Gengis Khan?
  • Gtx1965

    La corazzata potemkin è una cagata pazzesca… ahahahahah…!!!

  • Gtx1965

    troppo forte… come un boero…

  • Simplicissimus

    Sono un attento lettore di Monbiot che ritengo uno dei più lucidi commentatori inglesi. Ciò non toglie che il personaggio vada preso con le pinze specie quando tocca argomenti che per lui hanno una valenza, come dire, teologica. Questo vale per il nuclearismo di cui è un fan senza se e senza ma, così come per i gas serra. Ora c’è qualcosa che non funziona nel pezzo semplicemente perché la produzione di 6 o 700 chili di co2 per un chilo di carne è perfettamente sostenibile: praticamente equivale a qualche centinaio di km di un’auto nelle condizioni più favorevoli. Da notare che la produzione di anidride carbonica per i voli aerei è espressa per singolo passeggero. Un aereo con 250 posti che sia pieno o vuoto (la variazione è minima)  per andare da Londra a New york consuma quanto l’allevamento e il consumo di circa 20 agnelli o di due maiali. Il che vuol dire che una sola settimana di voli dalla Gran Bretagna agli Usa e viceversa  inquina come una grande allevamento.

    Inoltre anche il raffronto con la soia ha poco senso innanzitutto quei trecento chilogrammi di proteine vegetali sono di difficile assimilabilità (oltre ad avere controindicazioni) e solo una minima parte viene effettivamente utilizzata dall’organismo: il resto non fa che affaticare l’organismo checchè ne dica una insistente pubblicistica commerciale  del tutto priva di appigli scintifici. Ma anche ammesso e non concesso che 300 chili di proteine di soia equivalgano in termini di Co2 a quelle di un chilo di proteine animali c’è da dire che per sostituire gran parte delle proteine animali con quelle di soia non basterebbe la superficie terrestre coltivabile.