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IL RIDICOLO UCCIDE

DI GRIGORIOU PANAGIOTIS
greekcrisis.fr

Nel pomeriggio, verso la sera, di questo 14 gennaio, il nostro amico Sakis, di 44 anni, è stato sepolto dalla sua famiglia e dai parenti. Non aveva retto alla situazione, come Petros, sepolto venerdì scorso. Crisi d’apoplessia o apoplessia da crisi, per essere più precisi, nel linguaggio attuale, perché gli effetti visibili di questa hanno comportato la morte per “incidente vascolare cerebrale”. Ieri, lunedì 13 gennaio, verso le otto del mattino, il mio cugino Costas si è suicidato gettandosi dal quarto piano dell’immobile dove abitava. È morto sul colpo “perché è caduto sul lastricato in cemento del giardino e non sugli alberi o sul prato”, secondo la polizia e il referto del medico legale. In certi paesi il ridicolo uccide.

La partie bétonnée du jardin où Costas est tombé. Athènes, le 13 janvier

Costas era nato 58 anni fa nella compagna profonda della Tessaglia, in Grecia centrale. Commesso a 17 anni, diventò poi commerciante, fino a ieri mattina. La sua attività aveva subito un calo dell’80% dall’inizio della crisi, ogni tanto riportavo nel blog le mie conversazioni con lui. Da sei mesi era preoccupatissimo alla sola idea di evocare la futura e prevedibile cessazione della sua attività.

Il mio zio Dimitri, nato nel 1924, padre di Costas e fratello primogenito di mia madre pensa che viviamo in un’epoca… inspiegabile logicamente: “nel 1944 combattevo i tedeschi e i loro sbirri greci con le armi in pugno. Certe famiglie del nostro villaggio sono state decimate, eppure, fra i superstiti, nessuno aveva pensato di suicidarsi. E per di più morivamo di fame. Perché allora Costas, e in questo momento?”

Thessalie, terrain à vendre inondé en hiver. 2012

D’altra parte, nella mattinata del 13, prima di apprendere questa notizia terribile, avevo già notato un’altra chiusura di un bar-ristorante. Pensavo così alle bufale che i miei due contradditori raccontavano con tanta convinzione durante la trasmissione alla quale avevo partecipato di recente su RFI, ricordata in precedenza nel blog. Roba del tipo “la Grecia va meglio, abbiam perfino un surplus primario, la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea promette bene…”. Poveracci, soldati… al soldo del ridicolo.

Fermeture. Athènes, le 13 janvier

La nostra famiglia, i più coraggiosi di noi… hanno pulito la lastra in cemento. Il giardiniere che viene ogni lunedì ci ha aiutato, e d’altra parte era stato lui a scoprire per primo il cadavere. Poi, quel silenzio che si frappone ai suoni dei viventi nella Grecia d’oggi.

Mio cugino Costas lascia due bambini grandi, mentre quelli di Sakis, anche loro due, fanno le elementari nel quartiere. La nostra cugina Evangelia, che non incontravo da un anno, mi ha informato del viaggio di suo figlio Yannis. È emigrato a Dubai, a 24 anni, nel luglio scorso. Lo ignoravo. In questa settimana pesante Vroutsis, Ministro del Lavoro (?) di Samaras e della sua banda di assassini (diciamo… indiretti) nel lento genocidio del popolo greco, Vroutsis ha appena precisato che la sua grande priorità nella “presidenza greca”: “Aiutare i greci a emigrare, se possibile senza abbandonare l’Europa”, e tutta la stampa ne parla con ironia.

Sakis, enterré le 14 janvier

Il nostro paese cambia, tranne le cappelle che guardano verso il cielo e la dolcezza del paesaggio. La mia cugina Iulia, ieri, gridava a squarciagola che “Dio non esiste perché non esiste giustizia”. E come in un rituale di maledizione ha invocato le forze oscure perché questi personaggi ridicoli finiscano nel silenzio, e soprattutto perché finiscano. “Gli dei della vendetta agiscono in silenzio”, scriveva Jean-Paul Richter, protestante filantropo riconosciuto per il suo romanticismo tipicamente tedesco, ma son ormai passati due lunghi secoli.

En Grèce. 2013

Rue du centre-ville, “Peuple aux armes”. Athènes, 2012

Nel quartiere stanno allestendo l’unico cinema all’aperto rimasto. “Ci sono tantissimi lavori da fare per la riapertura, prevista per maggio, verso le elezioni”, mi dice il proprietario… Petros, Sakis, Costas, che sarà sepolto il 15 gennaio, e gli altri, non vedranno il nostro prossimo film. Il ridicolo uccide e questo blog si accorderà un piccolo intervallo.

Cinéma en plein air. Athènes, janvier 2014

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Versione originale:

Fonte: www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2014/01/Fr0316.html#deb

15.01.2014

Versione italiana

Fonte: http://goofynomics.blogspot.it

Link: http://goofynomics.blogspot.it/2014/01/il-ridicolo-uccide.html

19.01.2014

Nota di Alberto Bagnai

(per chi non lo conosce, Panagiotis, l’autore dell’articolo, è questo qui… Siategli vicini, in base al solito principio “niente fiori, ma opere di bene” – potete contribuire al suo blog – e a questo proposito, visto che nessuno ci parla di queste cose, vi ricordo questa iniziativa).

Pubblicato da Davide

  • Georgios

    Θα εκδικηθούμε Αδέρφια!

    Fratelli sarete vendicati!

  • Tao

    Ormai ci siamo abituati. La Grecia entra ed esce di continuo dalla scena del dibattito pubblico artatamente organizzato dall’industria della pubblicità e dalla propaganda ufficiale. Ogni tanto sono, di sfuggita, come se fossero cose di poco conto, menzionati i supplizi che vengono inflitti al popolo greco dal criminale ordine eurocratico: tagli degli stipendi, licenziamenti selvaggi, privatizzazioni folli, mancanza di medicinali negli ospedali, e mille altri orrori ormai divenuti scene di ordinaria europeità.

    L’altare del capitale su cui la Grecia è sacrificata, del resto, non deve essere posto eccessivamente sotto i riflettori, perché potrebbe indurre il popolo italiano all’immedesimazione: non solo nel senso di una feconda empatia per le sventure altrui, ma anche per una ragionevole previsione circa la comune sorte che a breve potrebbe abbattersi sulla nostra sventurata penisola amata dal sole e da null’altro.

    Questo osceno piano di lacrime e sangue, in un paese già martoriato dalla disoccupazione, dalla miseria e dagli altri splendori che la moneta unica ha portato, non è stato minimamente scalfito dagli scioperi di massa e dalle proteste dei Greci. Il popolo del Partenone e di Platone, di Socrate e di Pericle, è oggi reso schiavo dallo spread e dalla finanza, dalla barbarie organizzata del mercato e della cosiddetta Europa, il nobile nome attribuito all’eurocrazia, versione aggiornata del totalitarismo indebitamente ritenuto morto e sepolto nel 1945 e nel 1989.

    Occorre guardare alla Grecia con solidarietà e preoccupazione: con solidarietà, per gli osceni supplizi che sta patendo nel silenzio generale; con preoccupazione, perché de nobis fabula narratur. La stessa sorte presto potrebbe travolgere il popolo italiano. Occorre mobilitarsi, anzitutto con le teste, per far valere lo spirito di scissione, come lo chiamava Gramsci, e il gran rifiuto, come lo qualificava Marcuse: ossia per avere il coraggio e la forza di dire di no (il primo gesto irrinunciabile della critica), ossia per rigettare anzitutto nel pensiero la follia organizzata chiamata Europa. Occorre uscirne il prima possibile, recuperando la sovranità nazionale e decidendo sul nostro destino di italiani.

    Diego Fusaro

    Fonte: http://www.lospiffero.com [www.lospiffero.com]

    Link: http://www.lospiffero.com/cronache-marxiane/il-supplizio-greco-14572.html [www.lospiffero.com]

    20.01.2014

  • clausneghe

    In questa corsa all’orrore stiamo raggiungendo la Grecia. Difatti nei primi 20 giorni di questo 2014 abbiamo già avuto 19 suicidi più o meno ricoleggabili alla crisi che ci hanno imposto i bankieri criminali e i loro lacchè italioti.

  • Georgios

    Quando non ti senti più sicuro nemmeno in casa tua, quando tutti i meccanismi dello "Stato" sono contro l’individuo (dire "cittadino" mi fa ridere) anche per delle cose ridicole, quando dopo un banale controllo della polizia stradale puoi benissimo finire in galera "per dei debiti fiscali" di poche centinaia di euro, quando sei governato da servi e venduti allo straniero, quando la vita di ogni persona vale quanto quella di un cane, allora (ma ci sarebbero ancora migliaia di "quando") siamo nel Medioevo.
    C’è qualcuno che ricorda, Storia alla mano, cosa hanno dovuto fare i servi per uscire dal Medioevo?
    E non mi si venga per cortesia a parlare di rivoluzione proletaria o di altri progetti nobili della "sinistra" che ci sta portando (sì, anche lei, da quella "ufficiale" fino a quella "rivoluzionaria") al macello.
    La rivoluzione presuppone l’esistenza di uno Stato. Non so da voi, ma qui lo Stato (sì, quello borghese, quello cattivo, quello sfruttatore) non esiste più. Si sta sciogliendo nell’inferno della dittatura neo-feudale europea. 

  • Georgios

    E non mi si venga neanche a chiedere come mai questi idioti di greci subiscono tutto questo senza battere ciglio.

    Leggere prima qua

    http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/speciale-grecia-assuefazione-allapatia-o-che.html

    Si deve capire il grande quadro: questi si stanno riprendendo quello che avevano dovuto cedere dopo il 48, quello del 19o secolo.

  • marcopa

    Si, ma la miseria, la povertà non devono portare alla morte…….. Ognuno di
    noi rimane se stesso, quello che è, anche nelle situazioni più difficili.
    Quello che uccide è il pregiudizio, è il considerare un fallito chi è in
    difficoltà, è non condividere le difficoltà che sono
    generali…………………………… ed allora non si capisce perchè
    qualcuno deve perdere casa e lavoro ed altri non devono pagare tasse.
    ……………………………………….Perchè qualcuno risparmia sul
    mangiare e qualcuno ancora spreca in modo incredibile. Perchè spendiamo
    miliardi in armamenti, pensioni d’ oro. Perchè dobbiamo comprare tutti i
    giornali che dicono che la ripresa è dietro l’ angolo, mentre nessuna ripresa
    che non porti anche cambiamenti grossi potrà riassorbire nemmeno parte della
    disoccupazione…….perchè si deve accettare che una persona condannata ai
    domiciliari per evasione fiscale decida di togliere i piccoli partiti
    e dire che questi pensano solo a se stessi………..insomma sarebbe l’ ora
    di reagire in Italia ed Europa….e ci siamo vicini….per questo faranno le
    elezioni politiche insieme alle europee….per buttarla in caciara, e qui
    Grillo aiuta, e non ragionare con calma sulle cretinate che ci impone l’ UE
    per arrichire la grande finanza….Per Rehenn le riforme necessarie sono le
    privatizzazioni e una riforma del lavoro che tolga altri diritti……..si,
    abbiamo tutti scritto Jo Condor, poi qualcuno sarà più sveglio per le cose che
    lo riguardano (io neanche questo), ma collettivamente abbiamo scritto….Jo
    Condor….

  • vraie

    chi si suicida lo fa perchè "non ce la fa più" e non perchè pensa che qualcun altro abbia qualoche colpa per i propri problemi personali; oppure perchè "si sente in colpa" per non aver risolto i prorio problemi personali. La rivoluzione dovrebbero farla gli altri …  noi ?