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IL POVERO TITO, E POVERI NOI

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

Il povero presidente dell’INPS si è visto rigettare la sua ennesima richiesta (1): dare un reddito di 500 euro il mese ai disoccupati 55enni, prelevando il denaro necessario dalle pensioni d’oro di 230.000 persone e da 4.000 vitalizi di parlamentari oltre gli 80.000 euro. Si noti: tutte persone che percepiscono assegni oltre la quota dei versamenti effettuati, vale a dire senza effettiva copertura, un elenco lungo che va dai parlamentari agli amministratori locali fino ai sindacalisti. Insomma, il “cuore” del sistema mafioso di potere.

Qualcuno ha detto “non si può smettere di lavorare a 55 anni”, altri “non si mettono le mani sulle pensioni” ed altre facezie del genere. Il piano di Boeri era ben congegnato, ed a noi interessa il titolo “Non per cassa, ma per equità”: Dio sa di quanta equità distributiva questo Paese abbia bisogno, visto che il 10% della popolazione possiede quasi il 50% della ricchezza. Ma, qual 10%, ha deciso di tenersela (fra di loro ci sono tutti i parlamentari).

Boeri stesso diede il buon esempio: il suo predecessore, Mastrapasqua – quello che aveva falsificato gli esami universitari, e quindi condannato, e dunque non si capisce come potesse occupare quel posto (oggi è stato rinviato a giudizio per altre malversazioni e truffe varie nella sanità) – percepiva, come presidente INPS, la “cifretta” di 1,2 milioni di euro l’anno. Boeri se l’è auto-ridotta a 120.000 euro, ossia un decimo. Non desidero tessere il panegirico di Tito Boeri, però i fatti sono fatti.

Due aspetti della vicenda mi sembrano interessanti. Il primo è che, contrariamente alla normalità, è stato il ministro del lavoro Poletti ad “andarci giù pesante” con la proposta Boeri: stranamente, né Renzi si è pronunciato (oltre le consuete frasi di circostanza ed i soliti slanci d’ottimismo sul futuro) ma, soprattutto, totale silenzio dal suo High Controller, quel bel elemento del ministro dell’Economia Padoan, uno che – se lo fissi per più di 3 secondi – ti fa venire una fitta allo stomaco. A mio parere, è poco credibile che Renzi ed il suo Controller non si siano sentiti: probabilmente, non desideravano uno scontro con Boeri, poiché trovarne un altro non è facile. Oddio sì: le mezze calzette abbondano, sono i veri economisti a scarseggiare. Tutto sommato, meglio tenerselo buono, avranno pensato.

La seconda vicenda riguarda più espressamente la politica economica di questo disgraziato Paese: è lapalissiano che, stornare le cifre eccedenti a quegli altissimi emolumenti per dirottarle su un assegno di disoccupazione (com’è in tutta Europa, salvo Italia e Grecia) avrebbe significato un “travaso” da Wall Street a Main Street, come in gergo sono chiamate la finanza bancaria/industriale/amministrativa (ecc) e l’economia reale. E’ chiaro a tutti che i 500 euro dati ad un disoccupato sarebbero stati “scialacquati” in spaghetti, biscotti, qualche vestito, scarpe…ossia tutti beni che sostengono l’economia reale (ossia la direttrice vendite-lavoro-posti di lavoro, ecc), mentre nelle mani di chi attualmente li detiene significano grandi investimenti esteri in fondi (azionari, sovrani, ecc), ossia soldi che – al comune italiano – non portano nessun beneficio.

La risposta è allora chiara, soprattutto per un uomo intelligente come Boeri: questo Paese non deve “decollare” bensì sarà gradualmente “decollato”, poiché quei poteri non arretrano di un centimetro. Vorrei far notare che questa è tutta una questione italiana, ossia interna al bilancio italiano: difatti, Boeri ha precisato le coperture. Qui non c’entra nessun potentato straniero: una partita di giro interna.

Allora, caro Tito: cosa vogliamo fare? Ommini, mezzi ommini, omminicchi, pigliainculo e quaqquaraquà: cosa scegli? Una lettera di dimissioni sarebbe un bel gesto: per te e per l’Italia.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2015/11/il-povero-tito-e-poveri-noi.html

7.11.2015

(1) http://ilmanifesto.info/il-governo-silura-la-riforma-delle-pensioni-di-boeri-inps/

Pubblicato da Davide

  • Rugge

    Un reddito di 500 euro ai disoccupati 55 enni è una cosa da medioevo. Ormai sembra una riforma sociale progressista! Qualsiai forma di sussidio è antidemocrtaica. E questa è peggio. Queste sono le briciole che cadono dal tavolo. Date a chi, per Costituzione, dovrebbe godersi la pensione e i risparmi.

    Mi stupisce come Comedonchisciotte abbia pubblicato questo articolo.

  • natascia

    Le dimissioni le devono dare altri. L’imbarazzo deve venire ad altri. E’ il copione deve essere cambiato. Si tratta di un misero schema  in cui  le persone che mistificano e rubano, lo fanno  agendo alla luce del sole, puntando sull’abitudine al raggiro , sulla ritualità del falso che ha assopito italiano medio. Un copione in cui la cameriera dopo aver fatto una sontuosa  spesa per sé stessa e non aver portato il conto, accampa spese ulteriori per la cena sicuramente avariata  che forse  preparerà. Dove la ladra un tempo belloccia , addirittura senza le qualità criminali tipiche e  necessarie, continua a ripetere ammiccamenti e battute, che  sortiscono risposte e inazioni condizionate frutto di un’ipnosi collettiva. Questa in effetti  e’ la vera qualità della ladra: conoscere le parole chiave dell’ipnosi cui siamo stati sottoposti da lungo tempo. Individuare il copione e  le parole magiche può aiutarci ad uscire dalla caverna. 

  • Tao

    Non per tagli ma per equità, titola il dossier sulle pensioni del
    presidente dell’Inps Tito Boeri. La verità è l’esatto opposto, la foglia
    di fuoco dell’equità, assieme a quella della riduzione dei privilegi
    della casta politica e sindacale, serve proprio a coprire un taglio
    strategico alle prestazioni e allo stesso sistema pensionistico
    pubblico.

    Il documento del presidente è molto dettagliato nelle cifre e questo
    serve a rafforzare la sua immagine bocconiana. Tuttavia le cifre possono
    cambiare e soprattutto possono a volte portare fuori strada, se non si
    esaminano i concetti a cui sono connesse. Chi non sarebbe d’accordo a
    garantire 500 euro mensili a chi ha più di 55 anni ed è senza reddito?
    Il problema è a quali condizioni e soprattutto chi paga; e qui subito
    emerge l’ideologia liberista della proposta INPS.

    Nel passato, quando ancora tentavano di fare il loro mestiere, i
    grandi sindacati confederali si sono battuti per separare la previdenza
    dall’assistenza. Infatti l’Inps da tempo è diventata un gigantesco
    bancomat sociale, a cui confluiscono i contributi del lavoro, e da cui
    defluiscono soldi in tutte le direzioni. Questa rivendicazione sindacale
    non ha mai avuto successo e si è scontrata con il muro di no di tutti i
    governi. Infatti se il sistema pensionistico pubblico fosse
    davvero dedicato unicamente a fornire le pensioni legate all’attività
    lavorativa, non avrebbe buchi
    . E in ogni caso se buchi ci fossero, potrebbero essere affrontati agendo sulla contabilità interna al mondo del lavoro.

    Invece sui conti INPS pesano elargizioni di reddito sacrosante, anzi troppo basse e a troppi pochi, ma che non si capisce perché debbano essere a carico solo del mondo del lavoro, dipendente ed autonomo. Boeri aggrava questo squilibrio: se i 500 euro sono giustizia sociale – e ripeto lo sono – perché devono essere a carico dell’Inps e non della fiscalità generale?
    Perché non devono pagarli anche banche, finanza, grandi ricchi? Certo,
    con il governo Renzi che taglia la sanità pubblica per finanziare le
    imprese e togliere le tasse anche alle case dei ricchi, un simile con
    concetto farebbe poca strada. Ma resta il fatto che in una società che
    vede aumentare vertiginosamente i poveri, la giustizia distributiva e la
    solidarietà solo a carico del lavoro sono un ulteriore regalo a
    quell’1% di super ricchi che continuamente accresce reddito e potere.

    Ma qui c’è proprio il succo dell’ideologia liberista, quello che
    alimenta tutte le guerre tra i poveri e tra le generazioni alla caccia
    del piccolo privilegio, mentre salva anzi santifica il  grande
    privilegio della ricchezza.

    Anche nell’individuazione di chi avrebbe diritto al reddito si colpiscono diritti.
    Infatti si introduce anche qui, come per le  tasse scolastiche e tante
    altre voci di spesa delle famiglie,  quella truffa legalizzata che è il reddito familiare calcolato
    secondo i criteri ISEE.  Come ben sanno gli studenti figli di operai,
    il figlio di un furbo evasore fiscale pagherà meno tasse universitarie
    di loro. Lo stesso accadrà nella distribuzione dei 500 euro di Boeri. Se
    la moglie ha perso il lavoro, e a 55 anni sicuramente non lo trova più,
    ma il marito prende 1000 euro di pensione al mese non si ha diritto a
    nulla, perché, secondo la statistica di Trilussa, quei due incassano già
    500 euro ciascuno.

    Ma il principio del cumulo dei redditi serve soprattutto ad aprire la via ad un gigantesco taglio delle prestazioni pensionistiche.
    Qui anche il governo Renzi, quello del Jobsact e del mantenimento della
    legge Fornero, si è spaventato e ha parlato di costi pesanti per
    milioni di persone. La grande stampa liberista, cioè tutta, invece ha
    esaltato i tagli ai privilegi pensionistici della casta. Sia chiaro,
    questi tagli sono giusti e andrebbero fatti sia ai politici, sia a
    sindacalisti che abbiano pensioni oltre quelle di un normale impiegato.
    Ma questa è un misura di serietà e giustizia, non serve a fare tutta la
    cassa che che reclama Boeri. Che infatti aggiunge il ricalcolo al
    ribasso di tutti i trattamenti pensionistici alti. Alti quanto?
    La famiglia operaia prima citata se va in pensione cumula due
    trattamenti. Che la loro somma superi i 32000 euro lordi all’anno è
    possibile. Sono pensioni privilegiate da tagliare? Certo che no, ma è lì
    che stanno i soldi veri che il presidente dell’Inps vuole recuperare.
    Sarebbe giusto porre un tetto alle pensioni pubbliche, penso che tutto
    ciò che supera i 5000 euro, che sono già tanti, potrebbe essere
    assorbito o almeno ridotto, ma non facciamoci prendere in giro: proposte
    come quelle di Boeri colpiscono le pensioni di impiegati e operai e poi
    giustificano questa scelta con i tagli a qualche privilegio di casta.

    Del resto la maschera della proposta cade quando viene riproposto il
    solito motivo guida della fanfara liberista: i pensionati sono troppi se
    rapportati agli  attivi. Boeri scrive che per ogni pensionato c’è solo
    un lavoratore virgola tre. E questo conto è fatto rapportando al mondo
    del lavoro tutte quante  le pensioni e non solo quelle privilegiate. È
    chiara allora l’intenzione di fondo: ridurre il valore della massa
    delle pensioni medie giustificandosi con la  con lotta al privilegio
    .

    Se davvero si volesse affrontare il problema di conti INPS, oltre che
    la separazione dell’assistenza dalla previdenza, ci sarebbe da agire su
    ben altri fronti rispetto a quelli proposti da Boeri. Bisognerebbe
    combattere l’evasione contributiva, non solo quella del lavoro nero,  ma
    anche quella programmata da governi e grandi sindacati. Parlo
    dell’esenzione contributiva per gli assunti a tempo indeterminato, che
    il  governo esalta e che sta creando un altro buco all’Inps, così come
    della decontribuzjone del salario aziendale che si vuole aumentare.
    Bisognerebbe finirla di finanziare i fondi pensionistici privati e
    sindacali e addirittura la sanità integrativa, cha invece persino la
    Fiom rivendica per il contratto.

    E poi si deve davvero provvedere ad un’opera di risanamento dei conti pensionistici fondata sulla chiarezza. Il fondo del manager è entrato all’Inps già in deficit, così gli operai pagano le pensioni dei loro dirigenti.
    I ferrovieri son stati mandati in pensione anticipata a migliaia per
    tagliare il personale, anche qui si dovrebbe chiarire chi paga. Si è
    alzata alla follia l’età pensionabile, e le aziende fanno i
    prepensionamenti. E la pubblica amministrazione si è dimenticata di
    versare i contributi ai propri dipendenti, così quando il libro ente
    pensionistico,  l’Inpdap,  è confluito nell’INPS, son venuti a mancare
    miliardi.

    Certo che si potrebbe affrontare con rigore la questione dei conti
    INPS, ma con un punto di vista opposto a quello dell’austerità liberista
    che Boeri rilancia. Sarebbe necessario abbandonare ogni privatizzazione
    del welfare, rilanciando il sistema pubblico. Si dovrebbe finanziare
    l’assistenza col fisco e con la lotta all’evasione fiscale.  Si dovrebbe
    agire sull’occupazione aumentandola, anche con la riduzione dell’età
    pensionabile. Si dovrebbe garantire con conti trasparenti e senza
    trucchi una pensione dignitosa a tutti, come prescrive la sempre più
    lontana Costituzione. Insomma si dovrebbe iniziare un percorso contrario
    a quello delle 7 o 8 riforme pensionistiche attuate dal 1992 ad oggi.

    Ma è proprio ciò che non  si vuole fare, e per questo Boeri ha
    buttato lì la sua proposta. Sa bene che prima delle elezioni nessun
    governo sarebbe disposto ad adottarla, ma sa anche che dopo, se a
    decidere saranno gli stessi di oggi, si finirà per fare ciò che oggi si
    rifiuta. Il massacro sociale nel nome dell’equità.

    Giorgio Cremaschi

    Fonte: http://www.contropiano.org

    6.10.2015

  • ilsanto

    Ma come, Boeri ragiona bene, sembra un galantuomo, si autoriduce a cifre umane lo stipendio e dovrebbe dare le dimissioni ? Ma cavolo teniamocelo stretto anzi creiamo un movimento di supporto all’uomo onesto e a tutti quelli come lui che si riescono a trovare nella pubblica amministrazione. Per inciso chi è che decide gli stipendi tipo gli 1,2 milioni/anno al presidente dell’INPS ma non si possono normalizzare questi eccessi ?

  • clausneghe

    Sarà pure da medioevo ma a me, disoccupato 58 senza alcun reddito mi farebbe comodo, eccome.

    Sono anni che vado avanti arrangiandomi con lavoretti saltuari, lavoro non ce n’è per quelli come me e il centro per l’impiego è solo un inutile carrozzone per dare reddito ad un mucchio di impiegatucoli che danno lavoro solo agli extracom.
    Chiudere i centri per l’impiego, abolire le agenzie di caporalato che oggi si chiamano "interinali"
    Reddito di sopravvivenza e taglio delle immorali pensioni date ai boiardi di Stato, in maggioranza gente che non ha mai usato le mani nemmeno per lavarsi la faccia,che se la facevano lavare dai servi.
    Questo Stato Italiano è il mio nemico n°1, lo Stato NON siamo noi, almeno non quelli come me.
    Un ringraziamento a Tito Boeri che almeno c’ha provato.
    Ma con quel pinguino cretino al comando nulla di buono puo venire, per me e per noi.
  • SilvioAtir

    Condivido
    l’opinione di Giorgio Cremaschi, riportata opportunamente da Tao.

     

    Ma, nel
    contempo, concordo senza riserve col messaggio inviato  da Clausneghe a Ruggero.

     

    “Primum vivere,
    deinde philosophari”.

    O no?

     

     

  • andriun

    L’assurdità italiana, oserei dire tutta italiana è che esistono un sacco di centri per l’impiego e poco lavoro. Verrebbe da chiedersi: ma da chi vengono finanziati questi centri? 

    Però senza nulla togliere all’emergenza che lo Stato italiano vive tutto a modo suo in quanto buona parte di esso si ritrova ad essere disoccupato, non va dimenticato che una riforma non è valida perchè toglie "le castagne dal fuoco" da una parte e le lascia dall’altra. Questo è un modo effeminato di risolvere i problemi: se quelli che hanno sopra i 37 anni sono già considerati out(normalmente sugli annunci si legge quella come limite di età) cosa ne facciamo di questi che rimangono saponette? 
    Non è nemmeno giusto togliere a chi ha già percepito secondo quanto le leggi consentivano a quel tempo: cosa facciamo lo Stato che si rimangia la parola; beh sì, secondo una certa mentalità effeminata farlo sarebbe del tutto normale. Onestamente parlando, ma per me è questa precisazione solo un intercalare, in quanto lo sono per natura, il massimo che potrei chiedere a questi signori potrebbe essere un contributo volontario in termini di servizi sociali o in denaro, ma nulla di coercitivo. L’errore è stato fatto a monte concedendo i privilegi di cui godono quindi non possono essere ritenuti responsabili.
    Lo Stato italiacano è un colabrodo di associazioni che succhiano e si alimentano generando altre anomalie che altrimenti se non vi fossero non sarebbero giustificati ad esistere(in sostanza si autoalimentano attraverso proprio le cose inutili). E’ un circolo vizioso basato sull’opportunismo e quindi con un concetto della lealtà prettamente femminile e/o effeminata. UOMINI non ce ne sono al comando e nemmeno ce ne possono essere, proprio a causa di queste mentalità decadenti. 
    Quindi pur nel rispetto della situazione che sta vivendo e che in parte, come detto in altri post vivo anch’IO, non mi resta che concludere: chi è causa del proprio mal pianga se stesso.
  • rossland

    Quoto.
    Lo Stato (attuale, cioè la sede in franchising di Nato, Bce, ecc), è il mio nemico n° 1. Nessuno sconto ai nemici ma sì, almeno Boeri ci prova…

  • Albertof

    Non ho elementi che possano confermare la cattiva fede di Boeri ma … """Il povero presidente dell’INPS si è visto rigettare la sua ennesima richiesta …""" mi chiedo: ma Boeri ci credeva veramente che avrebbero accettato la sua proposta? io ho dei dubbi.

  • andriun

    maschilismo, e un’altra potrebbe essere: disciplina. Sono parole che spaventano: specie il mondo femminile ed effeminato e da cui poi prende corpo tutto il resto. Ovviamente forse non sono le sole, ma certo per cominciare potrebbero bastare ad iniziare a mettere un po’ ordine e quindi anche un po’ di seria giustizia.

  • ilsanto

    A me risulta che l’INPS riceva i contributi dallo stato per quelle che sono le "prestazioni sociali" e non sono certo bruscolini, legga il bilancio INPS. Lo stato usa l’organizzazione dell’INPS per VEICOLARE servizi, ripeto pagati, GIUSTAMENTE per NON creare un doppione burocratico elefantiaco. Il nostro sistema previdenziale si basa sul fatto che i contributi pagati dai lavoratori servono a pagare le pensioni dei vecchietti, questa è una garanzia, una tutela, viceversa ognuno si doveva fare la sua pensione con una assicurazione che come insegna la crisi del ’29 al momento di pagare sono fallite lasciando in mutande i pensionati o peggio li hanno proprio truffati. Comunque, anche nel nostro sistema come al solito c’è stato l’assalto alla diligenza e ora i nodi vengono al pettine. Qualcuno può negare che il sistema contributivo abbia una sua logica coerente ? NO, e allora perchè si applica ai nuovi assunti e non ai vecchi che hanno ESTORTO condizioni di assurdo privilegio ? NON è giusto, ma Lei dice che vogliono fregare il povero operaio ma non scherziamo, questa critica serve solo a BLOCCARE ogni equo aggiustamento di una vergognosa situazione che è ovvio LEI VUOLE PERPETRARE.

    Va da se che le situazioni come quelle dei dirigenti o dei ferrovieri e non solo e degli statali automaticamente verrebbero sanate : Tanto hai versato e tanto prendi mi sembra semplice ed efficace, ma no Lei sta creando una cortina fumogena, una perdita di tempo, una distrazione su questo. 
  • TizianoS

    Non occorre essere bocconiani, per eliminare "il cuore del sistema mafioso di potere" come dice Bertani, basterebbe copiare una legge quale mi sembra esista in Belgio:

    http://www.onprvp.fgov.be/fr/profes/calculation/amount/pages/default.aspx

    Traduzione:

    Il massimo della pensione al mese

    Se un pensionato può far valere una carriera piena come dipendente e le retribuzioni raggiungono sempre il massimale per il calcolo della pensione, l’importo lordo mensile della pensione sarà quindi pari a:

    Importo lordo massimo al mese:
    Data              Indice      Pensione "menage"    Pensione "isolé"
    01/01/2015   136.09     € 2,761.48                 € 2,209.19

    NB: a causa deduzioni, l’importo netto ricevuto sarà generalmente più basso.

  • andriun
    Non sono d’accordo sulla retroattività di un qualsiasi provvedimento per i motivi che ho specificato nel mio post precedente in quanto per farla breve non si tratta di estorsione, ma di concessione da parte dello Stato. 

    Ma supponendo di applicare la sua formula, e che lei abbia ragione in tutto e per tutto, le voglio solo fare una domanda. Se supponiamo arriviamo alla conclusione che una buona parte degli italiani hanno pensioni non giustificate dall’attuale sistema contributivo e quindi si scopre che non hanno più diritto a nulla. Cosa facciamo li gassiamo? li facciamo morire d’infarto? li affidiamo ai servizi sociali? Nei primi due casi forse otteniamo un risparmio, ma sarebbe come dare corso a delle voci sul nazismo che magari in quel caso erano anche false, mentre noi potremmo arrivare a concretizzarle; nell’ultimo caso invece mi chiedo e le chiedo chi pagherebbe l’assistenza? credo nuovamente lo Stato. 

    Forse alla fine avremmo un esercito di poveri che aggiunge a quello già esistente. Non so, forse sbaglio, ma mi sembra di aggiungere un nuovo problema invece di tentare di risolverlo.
  • ilsanto

    E già ci sono i diritti acquisiti ( fatti con leggi autoreferenziali e da furbetti ) ma le domando se è stata fatta una ingiustizia ripararla è lesa maestà o un dovere ? Non capisco per altro l’accenno al nazismo io dico solo che i privilegi dati in tempi passati quando si cercava di accaparrarsi dei vantaggi possono anzi devono essere ripianati, c’è gente in pensione con 14 anni di contributi o una legislazione in parlamento non scherziamo, il pensiero è di equità tolgo dei vergognosi privilegi e do ai diseredati è nazismo ? mah forse siamo stati fraintesi Boeri e la mia modesta persona.

  • ilsanto

    Ma perchè secondo lei uno esprime una idea in base alla percentuale di successo nel momento storico o politico ? Io penso di no dico che un "Uomo" dice ciò che ritiene giusto o se vogliamo la verità indipendentemente dal fatto se e come ottiene appoggi politici o che dice la gente o i mass media, un "Uomo" ovviamente.

  • ilsanto

    Forse non mi sono spiegato, non è che uno perchè ha cominciato a versare i contributi a 16 anni in un’epoca dove si immaginava uno sviluppo infinito e mai che la vita media aumentasse come poi e successo ne alla denatalità ne alle mutate condizioni economiche sociali politiche demografiche ecologiche tecnologiche etc può pretendere di aver firmato col sangue un patto col diavolo, magari grazie ad un deficiente di politico, ne che tutto il mondo vada in malora perchè lui caparbiamente ritiene sacri i suo diritti ed io posso anche andare a farmi f…..e,  Perche caro signore ci sono anche i diritti altrui e la sua liberta finisce dove comincia il mio diritto alla vita, il nazista è chi cerca di mantenere i suoi privilegi.

  • andriun

    Capisco il riferimento ai 14 anni di contributi, ma ciò che ingiusto oggi non lo era quando esso è avvenuto. E’ colpa loro se lo Stato ha permesso che si votasse una legge di quel genere? Verrebbe da rispondere di sì, però consideri che comunque esiste un fondo di legittimità e di logica anche in quella legge, se pur oggi appare una semplice ingiustizia. Consideri pure che chiunque andava al potere aveva come prima prerogativa aveva quella di godersi tali privilegi. Lo avrebbe fatto anche lei, forse(il condizionale è d’obbligo in questi casi), a quel tempo e non si sarebbe sentito affatto "un verme". L’unica differenza se vuole è che una volta rubavano molto per il partito e poco per se stessi e tra le ruberie qualcosa veniva fatto anche per il popolo, oggi le priorità con il popolo effeminato si sono invertite e al popolo non resta che patir la fame. 

    Ricordo che Craxi aveva sfidato tutti in parlamento dicendosi pronto a pagare a finire in carcere senza se e senza ma, se anche gli altri, colpevoli di aver agito allo stesso modo, lo avessero seguito. Nessuno, pur sapendo che Craxi aveva ragione ha fiatato e lui anche per il suo carattere burbero e maschilista è stato l’unico a pagare.
    Lei, se mi legge qualche volta, sa che per me le quote rosa, ma non solo, sono un’ingiustizia sociale, però anche in quel caso non sarei per una legge retroattiva. Certo alcuni consigli di amministrazione risulterebbero fasulli e richiederebbero di essere rieletti, ma lascerei a loro la scelta se rinnovarli o meno. 
    Fare giustizia ovviamente non è sbagliato, ma occorre però agire senza creare altra ingiustizia altrimenti il cerchio non si chiude mai e i provvedimenti taccone(leggasi toppe) rischiano di essere infiniti. Proprio come avviene oggi, dove nessuno vuole rinunciare a nulla.
    Sa, mi viene in mente una gag di Stanlio e Ollio dove da prima essendo poveri vengono aiutati da Robin Hood che li rende ricchi. Qualche minuto dopo ricompare nuovamente Robin Hood che vendendoli ricchi e felici, li deruba, facendoli nuovamente ritornare poveri. La saluto.
  • andriun

    il diritto alla vita come alla salute rientrerebbe nella costituzione, ma quella dovrebbe essere garantita dai provvedimenti legislativi e non dalla riduzione forzata degli stipendi. Ovviamente se la nostra classe politica è effeminata e quindi incapace possiamo anche pensare di mandarli a casa senza stipendio, ma questo deve o almeno secondo il mio modo di vedere dovrebbe essere fatto da un certo periodo in avanti. 

    Trovo per altro inutile che alcuni si riducano lo stipendio, perchè alla fine non si tratta di risparmio, si tratta solo che quei soldi invece di essere spediti in una unica tasca, magari anche meritati, finiscono spartiti in più tasche magari di persone senza scrupoli. 
    Quindi questo tipo di pubblicità non solo la trovo inutile, ma pure ingiusta. 
    Se lei viene o venisse assunto con uno stipendio o un salario che rispondono alla sua qualifica e per il quale lei ha accettato quel lavoro e poi dopo che ha acceso il mutuo per la casa, le dicono ci siamo sbagliati le basta la metà per vivere sarebbe contento? 
    Ciò non toglie che se lei decide che possa andare bene anche così non sia padrone di accettare. 
    Ovviamente si fa per ragionare, non ho la pretesa si avere ragione(sono argomenti delicati), ma trovo che la politica al ribasso non sia la soluzione al problema, piuttosto lo definirei solo un semplice palliativo.  
  • natascia

    Si deve risolvere questo cambiamento di condizioni economiche , con l’etica del buon padre di famiglia. Quando cambiano le condizioni di vita e le risorse, il buon padre di famiglia provvede affinché questo sia per tutti i figli- cittadini. Senza agire sul passato, anche se macchiato da abusi di potere, e’ giusto intervenire  sul presente in coerenza alla cambiata realtà. Non si tratta di rivoluzione ma di sensata decisione. L’assenza di decisioni, porta a dissidi e dissipazione del capitale.