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IL PIU' IMPORTANTE DISCORSO DI PUTIN IN ASSOLUTO

DI GIULIETTO CHIESA

it.sputniknews.com

Forse questo discorso di Putin di fronte all’Assemblea Federale è stato il più importante in assoluto.

La Russia è impegnata in un confronto con l’Occidente la cui asprezza e pericolosità è senza precedenti. E il leader russo, intenzionalmente, ha voluto rimarcare, piuttosto che i successi delle sue presidenze, le difficoltà che il popolo, la gente, dovrà incontrare nei tempi che verranno.

È stato un discorso forte, duro, a tratti spavaldo, di chi è sicuro di disporre del consenso popolare. Ma anche drammatico nella evidente consapevolezza che si richiede ai russi un salto di qualità nella loro visione del futuro. Un salto di qualità che corrisponde a un cambio di marcia nella crisi del mondo contemporaneo. Non per niente Putin ha esordito con una citazione di Dmitrij Mendeleev, l’autore della tavola degli elementi, vecchia di un centinaio di anni, ma che gli dev’essere parsa di particolare attualità politica:

“Sparpagliati e divisi saremo subito annientati; la nostra forza è nell’unità, nella combattività. Nell’attaccamento alla famiglia, nello sviluppo demografico, nel naturale progresso della nostra ricchezza interiore e nell’amore per la pace”.

C’è in queste parole la sintesi di un programma che diversi analisti politici hanno definito “conservatore”. In ogni caso i riferimenti sono quelli della tradizione, della forza della spiritualità, e della famiglia, insieme all’obbligato riferimento alla pace. Ma ad una pace vittoriosa. E’ un discorso rivolto al “popolo russo”, da parte di un capo che sente oggi di poterlo, a ragione, rappresentare. E che, dunque sa di potergli chiedere dei sacrifici, anche duri. Ma che, in cambio, è disposto a difenderne l’onore. Si può scommettere che i commenti occidentali saranno — almeno sotto questo profilo — ironici. Ma alla moderna russologia sarà opportuno suggerire un po’ di umiltà. Putin, con questo discorso, ha lanciato diversi messaggi anche all’Occidente. Orgogliosi alcuni, a ribadire la diversità e legittimità dei valori russi, distensivi altri, laddove ha reiterato la sua intenzione di mantenere intatto il posto della Russia all’interno di quella “comunità internazionale” dalla quale l’occidente sembra volerla escludere.

Sarà “sotto l’egida dell’Onu e del diritto internazionale che la lotta contro il terrorismo dovrà essere portata a compimento. Chi pensa di poter agire indipendentemente dalle regole comuni è avvisato. Con la Russia attuale non si può farlo. Prescindere da essa, e dai suoi “legittimi interessi” non sarà consentito. E Putin ha precisato le sue intenzioni: “serve un unico, potente pugno per mettere al tappeto l’ISIS, ma “si dovrà farlo tutti insieme”.

L’offerta a quelli che il leader russo si ostina a chiamare “partners” è evidente, ma condizionata. La Russia ha subito dure perdite, sostanziali, umane: nell’arco di queste settimane ha dovuto supire l’attentato all’Airbus sul Sinai, che ha significato 224 morti civili, e il “colpo di pugnale alle spalle” con l’abbattimento del Sukhoi alla frontiera turco-siriana. Qui il tono di Putin si è fatto duro e sferzante, con l’accusa a coloro — qui innominati, ma ben noti a tutti — che “hanno voluto creare il caos in Afghanistan, Irak, Libia, Siria”. Eppure Putin sa perfettamente che a una soluzione negoziata si dovrà arrivare anche con loro, che in varia misura partecipano all’accerchiamento cui la Russia è soggetta, e le cui mani, di nuovo in varia misura, sono lorde del sangue dei russi caduti perché “puniti” per la loro partecipazione in primo piano nella battaglia anti terroristica.

Alla Turchia, che ha superato i limiti consentiti, non ha risparmiato critiche e, a Erdogan, sarcasmo. “Non faremo la guerra” — è stato chiaro ancora una volta — ma gliela faremo pagare. E le prime decisioni dicono che sarà un conto salato per Ankara.

La partita è difficilissima e ancora aperta, ma questo discorso del leader russo è anche il risultato di una serie di mosse che lo hanno visto vincente sul piano internazionale. Interi settori di opinione pubblica si stanno dislocando piuttosto a favore della Russia, protagonista di una offensiva, in Siria, che molti, in Europa, vedono come un atto di solidarietà e di amicizia. Vladimir Putin sa perfettamente che alcuni dei suoi “partners” occidentali stanno già progettando non una ma molte rivincite e, per questo, tiene la guardia alta.

E, siccome molti, fuori dalla Russia, è non pochi anche all’interno, pronosticano un suo indebolimento sotto gli urti delle sanzioni, il leader russo avverte i suoi di non attendersi rapidi miglioramenti.

“Il basso prezzo del petrolio — dice toccandosi metaforicamente la più dolorosa delle spine nel fianco — durerà ancora a lungo”.

Ci sarà ancora molto da fare per liberare la Russia dai condizionamenti esterni. Ma, sebbene la situazione economica sia “ancora difficile”, il messaggio all’uomo della strada è che “non è critica”.

L’agricoltura, costretta dalle proprie contro-sanzioni, comincia a produrre per conto proprio, la caduta del rublo — che è stata drammatica — si è fermata, l’inflazione è diminuita, come pure la fuga dei capitali.

E, per quanto riguarda lo sguardo al futuro, esso è ormai saldamente orientato verso est. L’energia russa che non riuscirà a passare verso l’Europa, andrà verso la Cina. L’isolamento russo, visto da est, è assai meno pesante di quanto si pensi in Occidente. C’è il nuovo peso strategico nel Medio Oriente, or ora acquistato; c’è l’alleanza con L’Iran. C’è soprattutto la Cina, e il BRICS, con le nuove istituzioni finanziarie che si stanno gradualmente creando e che assumono, per molti aspetti, un contenuto alternativo rispetto a quello “occidentale” che ha caratterizzato gran parte del ventennio post sovietico.

Ma Putin non cessa di guardare anche all’Europa. Senza un’alleanza con la Germania e la Francia, senza una nuova sicurezza comune, difficilmente la Russia potrà essere tranquilla. Putin ha detto alla Russia che continuerà a guidarla su questi binari.

Giulietto Chiesa

Fonte: http://it.sputniknews.com

4.12.2015

Pubblicato da Davide

  • Tetris1917

    Caro Giulietto, la Russia non è altro che l’altro nello scacchiere imperialistico glogale. Inutile santificare gli interessi Russi e demonizzare quelli opposti: ammettiamo che Putin segue la linea giusta per la borghesia russa.
    Almeno questo……
    Riguardo il gas in Cina: vedi che la contrazione del mercato globale, dove anche gli emergenti annaspano, imporrà sempre più energia disponile a basso prezzo……se ne faccia una ragione Putin. La crisi economica è talmente profonda e globale che solo la guerra potrà dare uno spiragli, per chi irmane in vita, per un pil a 5% o 10%. Come piace alla borghesia transnazionale (Gallino dove sei?) e quindi anche russa.

  • giannis

    Il vero obbiettivo degli USA-NATO e’ fare guerra alla Russia , l Isis e’ una scusa , attenzione che la turchia fa parte della NATO infatti gli USA difendono le parole di erdogan

  • Aironeblu

    L’alleanza con la Francia, e soprattutto con la Germania, è proprio quello che terrorizza Washington, e sarà osteggista in ogni modo. Sul coniglio bagnato parigino c’è ben poco da sperare, stiamo a vedere se la Germania avrà il coraggio di affermare la propria sovranità e seguire i propri interessi riaprendo le porte alla Russia, a costo di qualche altro GW abbattuto e qualche altro scandalo GM.

    Dell’Italia in mano al burattino di Firenze meglio non parlare, altrimenti tocca addirittura rimpiangere Berlusconi con il suo lettone.
  • idea3online

    La situazione diventa più chiara ed esplosiva, proprio perchè è chiara, è pericolosa, quando le masse possono percepire e capire la verità, quando la massaia compra azioni si dice che il crollo della borsa è vicino, applicando la stessa teoria alla capacità di leggere la realtà nei giochi segreti, significa che qualcosa di particolare accadrà. Che l’opinione pubblica occidentale esalti il nuovo Ciro, cioè Putin, che esalti la Russia, e non gli USA, è uno dei grattacapi più pericolosi per l’Elite occidentale, a forza di grattare nei prossimi anni resterà senza chioma. Avere detto una verità sui finanziamenti ha consentito alla Russia di esercitare una forza contro il sistema, e lo stesso non ha potuto applicare la famosa legge della reazione uguale e contraria, questa legge non è applicabile perchè l’Occidente dovrebbe rispondere con un altra verità sull’ISIS, per poter reagire alla prima detta dalla Russia sui finanziamenti. Per esempio se la Russia dovesse continuare a colpire con altre verità, probabilmente non avrebbe altre reazioni, a meno che con tutte le verità sull’ISIS, alla fine l’Occidente per evitare scandali decida di rottamare la creatura, e trovare altre soluzioni contro la Siria, l’Iran in poche parole contro la Russia e la Cina. In un mondo tecnologico ed interconnesso la strategia della verità può avere successo perchè la stessa si capillarizza e genera profitti esponenziali perchè la verità ha una energia superiore alla falsità in un sistema interconnesso, per esempio la piattaforma di vendita on line più famosa al mondo non potrebbe esistere senza la verità, ogni feed dei cittadini ha una energia che propaga nel lungo termine. La verità è il lungo termine, la falsità è breve termine. Però una tale strategia non poteva essere applicata nella seconda guerra mondiale, perchè la stessa verità non sarebbe arrivata all’opinione pubblica, non avrebbe potuto generare feed positivi alla velocità della luce. Purtroppo la situazione sta diventando caotica, non è piacevole vedere nazioni volere a tutti i costi "aiutare la Siria", e le stesse non aiutano la Libia ex oasi nel deserto. Basta solo questa contraddizione per capire che l’ISIS non è il nemico da abbattere, ma è la Russia o meglio il porto di Tartus, che crea un grande fastidio. Purtroppo più la Russia verrà considerata di serie B, più la Russia verrà considerata come "cattiva compagnia" e più la stessa applicherà delle strategie di prontezza all’attacco fulmineo e diretto se dovesse sentirsi aggredita. Tutto questo trascinerà il Pianeta nel periodo più buio dell’Umanità. Se la Russia ha la funzione simile all’Impero Persiano, non potrà mai essere fermata, perchè la storia non è visibile, ma è invisibile, e si concretizza ogni giorno materialmente. Solo se non ci troviamo nella Storia di Daniele 11:29,30, solo in questo caso la Russia non potrà contrastare l’Occidente, ma se è arrivato il Tempo Stabilito, teniamo sotto osservazione la flotta dei Kittim…..viviamo dentro un sogno vuoto, la vera storia è in Daniele 11 e chi lo sa se adesso ci troviamo in Daniele 11:29,30. Ma anche se fossimo diretti nel Tempo Stabilito gli USA non verranno mai sconfitti, ma nemmeno vinceranno.

  • AlexFocus

    Sia nell’articolo sia nei commenti sembra sfuggire l’argomento più forte di tutti: Putin (cioè la Federazione Russa) è un Paese sovrano che è stato chiamato in soccorso da un altro Paese sovrano, la Siria, il quale è attaccato, via terra, dai terroristi dell’ISIS (o Daesh, se gli vogliamo dare una connotazione esotica, un’organizzazione immaginata, progettata, armata, sovvenzionata e protetta dagli USA).
    Poi la Siria è attaccata via aria dagli aerei militari (di quasi tutte le nazioni Uccidentali) i quali NON colpiscono l’ISIS ma le postazioni siriane, curde, iraqene, libanesi, etc. con le più oblique motivazioni cioè con bombardamenti che NON incidono minimamente sulle posizioni dell’ISIS.
    A questo punto dovrebbe essere chiaro che NESSUN ALTRO, a parte la Russia, HA DIRITTO di ROMPERE… Le UOVA NEL PANIERE DELLA SIRIA, visto che NON sono nemmeno capaci di liberarci dell’ISIS come fa la Russia.
    Qust’ultima, tra l’altro, oltre ad essere stata invocata da Siria ed Iran (altro paese SOVRANO) è stata chiamata in aiuto da due paesi un pò meno sovrani (in quanto i loro governi sono fantocci degli USA) come Iraq e Pakistan pure dall’Egitto (che ha un forte rapporto di sudditanza verso Israele).
    La Russia è in grado di fermare qualunque attacco missilistico (come ha fatto nell’estate del 2013, uando ha tenuto a bada un massiccio ed improvviso attacco alla Siria da parte delle portaerei USA), ha contromisure elettroniche in grado di accceare persino quelle della NATO, ha molte centinaia di migliaia di soldati in grado di mettere lo "scarpone a terra" (non come gli americani trrorizzati da un "nuovo Vietnam"), con mezzi corazzati all’altezza di quelli della NATO (se non superiori…).
    Quindi ritengo che il Nuovo Ordine Mondiale abbia subito una battuta di arresto, se non definitiva, almento temporanea e l’entità sionista si può scordare Erez Israel (il grande Israele, che doveva fagocitare tutto il Medioriente per, poi, gonfiarsi fino a tutta la Terra).
    Le cose stanno un pò meglio, da un mesetto….