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IL PICCO DEL LAVORO: IN FUTURO NON LAVOREREMO PIU’

DI FENRIR

hescaton.com

Sono molto interessato agli articoli che trattano di deflazione tecnologica cioè di quel processo grazie al quale, attraverso nuove innovazioni, usufruiamo di più ricchezza con meno costi e meno lavoro. Rischio Calcolato è un sito che segue approfonditamente questo processo ed ho letto con interesse uno degli ultimi articoli a riguardo: Lavorerete per qualcosa di meglio. Voglio però citare una parte dell’articolo con cui non mi trovo d’accordo: Sono ridicole le urla da checche isteriche contro l’automazione industriale, piuttosto bisognerebbe cominciare a pensare a politiche di ricollocamento della forza lavoro in eccesso mentre il periodo di crisi da un passaggio di paradigma industriale non abbia già creato i nuovi mestieri.

Ecco, è questa ultima parte che non mi convince per niente. Funny King (l’autore di Rischio Calcolato), basandosi su cosa è avvenuto nelle precedenti rivoluzioni industriali e tecnologiche, pensa (giustamente) che quando cambia un paradigma produttivo, molte persone vengano colpite e i loro mestieri eliminati e progressivamente nascano nuovi mestieri. Ma attenzione che la Storia fa rima, ma non si ripete. Mai. E il futuro è sempre diverso da come uno se lo possa aspettare guardando al passato.

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Pubblicato da Davide

  • Primadellesabbie

    Tutti, credo, abbiamo presente quelle enormi e costosissime macchine per gli sbancamenti di terra e per fare le strade.

    Quando un’impresa decide di acquistarne, difficilmente le compera per un solo impiego (qualche volta le noleggia), si assicura prima un portafoglio lavori.
    Esauriti quei lavori non sopporta che il grosso e prestigioso investimento non renda, e allora comincia a tallonare assessori, ministri, e la solita pletora di amministratori pubblici, promettendo soldi, favori, minacciando licenziamenti ,fallimenti, finché qualcuno si inventa la necessità di una nuova strada, una zona industriale, il rifacimento di un aeroporto, la "messa in sicurezza" di qualcosa.
    Così vanno le cose.
    Quando le fabbriche avranno investito le enormi cifre necessarie a dotarsi di impianti automatizzati continuamente aggiornati, cosa ci toccherà di consumare, mangiare, maneggiare, nostro malgrado, per assicurare la felicità di investitori e manager?
  • Primadellesabbie

    Da un’altra angolazione, ricordo di aver visitato, dalle parti di Sassuolo (quando era in auge) un impianto per produrre piastrelle…senza addetti.

    Bastava mostrargli un disegno da lontano e uscivano piastrelle disegnate, colorate e tagliate col laser, imballate e con l’indirizzo del cliente.
    Poi é venuta la Spagna (a Sassuolo sono cresciute le erbacce), adesso immagino sarà l’oriente, dato che le nostre cave importano da lì anche le pietre già tagliate a misura.
    Perciò, per non lavorare siamo già pronti, lo eravamo anche ieri.
  • Unaltrouniverso

    Interessante articolo, ma il suo autore, pecca secondo me di ingenuità. Trascura il principio del "comandare é meglio che fottere". Una società intrinsecamente libera dal lavoro é una società di uomini liberi, e del resto, essendo i bisogni reali (materiali e spirituali) dell’uomo veramente pochi, la società del non lavoro é a mio avviso realizzabile da almeno 7000 anni. Se ancora non la si è attuata non vedo perché questo debba succedere in futuro. 

  • GioCo

    Ci viene spesso raccontata la favola del "domani si lavora di meno" per dire che oggi si fotte di più. Solo che non ti spiegano mai chi sarebbe il fottitore e chi il fottuto. Un po’ come quegli imbroglioncelli da lotteria, che ti promettono che il prossimo sarà certamente il biglietto vincente e tu paghi, paghi, contento di essere fotutto. Perché forse vinci. Domani.

    Il principio del "tutti vorranno essere artisti" o comunque fare lavori creativi è basilarmente irrealizzabile, per la semplice ragione che non tutti hanno l’attitudine a fare lavori di concetto e che i lavori che non sono di concetto non hanno meno esisgenze di creatività del semplice "piacere di stare al mondo". Tutti vogliono una bella casa, chiedila al computer intelligente e poi forse t’accorgi che non vuoi la successiva lego-struttura di prefabbricazione preimpacchettata premasticata e predigerita che un robot ti assembla in dieci/cento-minuti in "tinta rosa-con pua lillà" tanto per fare il fricchettone etero-diverso. Il parallelo è quello del supermercato socio-struttura distributiva di massa che doveva sostituire quelle autoproduttive locali e invece è stato il motore principare delle isterie bio-e-qualcosa che ha messo in ginocchio la già-quasi-vinta battaglia delle bioingegnerie "serie", tipo grano OGM e sei un po’ poster mulino-bianco e un po’ Frankenstein malato di sclero-merda-cibo. Questo non ha impedito l’assalto OGM all’allevamento, ma oltre ad adattare all’inferno ovini e bovini per renderli definitivamente NON commestibili e quindi proiettare verso l’astrale le bio-isterie, cos’altro gli si può fare a sti poveri cristi di proto-zombie animali? La fantasia perversa umana è infantilmente infinita, ma forse è finita pure la pazienza di chi ste porcate poi se le deve sorbire filtrato dal pattume propagandistico del "mangiare sano".

    Che ridere. Mangiare sano. Forse abbondante, come abbondante potrà essere il NON lavoro nella gora marcia stagnante della favolosa geenna futura dove solo le macchine potranno esistere sguazzandoci dentro senza problemi.
    Quella di un umanità che dovrà non-vivere in un non-mondo di faccita e solo di facciata pulito, dove solo le macchine conserverano dentro scatole di acciaio una qualche parvenza di vita. Forse.
    Che schifo.

  • Fischio

    Sono costretto a riportare ancora la citazione di A.Einstein :"Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità, il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti". Ma a parte questo, vogliamo tirare in ballo il significato di sovrapproduzione? E cosa si intende per bisogni? E le comodità postmoderne sono davvero delle comodità? E’ logico portare avanti un Sistema che in ogni caso si basa sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo? Siamo o non siamo esseri umani? Portiamo o no in noi attributi sentimentali emotivi e psicologici? Può un robot soddisfare quegli attributi? E’ una società l’insieme di persone che relazionano tra loro?…E poi il sig. Funny King, visto che classifica le fasi storiche passate e future dell’umanità in quattro punti, e che alla voce Socialismo Tecnologico, specifica che il termine socialismo non verrà usato poichè inestricabilmente contrario alla condizione di libertà, gli consiglio di leggersi seriamente Marx: L’interesse ossessivo di Karl per la dimensione economica si spiega con il tentativo di ridurne il potere sull’umanità. Il materialismo da lui concepito è strettamente compatibile con le convinzioni morali e spirituali più profonde….    

  • desibros

    ..A mio modo di vedere una società libera dal lavoro potrebbe essere una società che si "libererà" dei lavoratori.
    Ad Atene qualche annetto fa i cittadini erano liberi dal lavoro e ricevevano un "reddito" in base a quanto erano "produttivi", cioè producevano idee. Il reddito veniva creato dalle miniere di stagno in cui lavoravano gli schiavi non cittadini. Io sarei felice di vivere in una società che mi dia da mangiare in base a quanto immagino di meglio per essa e non in base a quanto mi ammali di cancro in una azienda chimica. Gli schiavi , non patenti, potrebbero essere le macchine. Ad oggi ho dei grossi dubbi in un futuro così radioso. E’ per quello  che torno al primo pensiero.

  • ilsanto

    Io dico che contano i fatti ed i fatti sono questi:

    – solo 100 anni fà l’ 80% dei lavoratori era nei campi.
    – solo nel 1973 il 50% dei lavoratori era nell’industria.
    – oggi ci sono solo il 2% di agricoltori e il 20% nell’industria.
    – sono anni che l’industria perde addetti.
    – prima si poteva pensare di aprire la fabbrichetta che faceva stampati di plastica, pezzi meccanici, tovaglie, scarpe etc. ma oggi come apri un’attività che faccia concorrenza alle multinazionali tipo Google, Facebook, Apple, Toyota, Tesla, Bayer, Enel, Vodafone, General Electric, IBM ????? Prima potevi aprire il negozietto ma oggi come la metti con Esselunga, Il Gigante, Coop, Mcdonald, Carefour, Metro, etc.
    Oramai la soglia d’ingresso è enorme, chi è dentro  dentro e chi è fuori è fuori !!!!!
    Pensare che chi esce dall’agricoltura o dall’industria trovi posto nei servizi è una minchiata infatti arrivati alla elefantiasi burocratica e pur vendendoci le cose piu improbabili ed i servizi più assurdi una quota sempre maggiore finisce disoccupato.
    Ovviamente ognuno è libero di pensarla come vuole ma la verità è questa, chi è dentro ( l’uno % ) campa chi è fuori ( 99% ) crepa. Ovviamente ci sarà chi vi dice meraviglie del sistema, mente, è in malafede, o pagato per dirlo.
    Chi è fuori o muore di fame o se reagisce finisce in galera o si suicida è un sistema che applica la selezione naturale e premia i corrotti, i malfattori, gli imbroglioni, gli evasori.
    Forse non avete visto una fabbrica moderna, in Giappone esiste una fabbrica di robot completamente automatizzata senza luce, senza riscaldamento, senza operai, ci sono solo i custodi ……
  • Primadellesabbie

    Si, aggiungi che ci sono studi professionali di dimensioni ciclopiche, cliniche e studi dentistici in franchising, non si trovano più alcuni i materiali di base indispensabili agli artigiani, nei mestieri più semplici c’é un turnover che impedisce a chi li fa di sapere di cosa si tratti, e il quadro é quasi fatto, intere categorie si trovano da un giorno all’altro inutili.

    Tentare previsioni é quasi inevitabile, ma non é facilissimo capire che direzione prenderà, credo che chi tira le fila tenga aperte diverse possibilità.
  • Georgejefferson

    Si aspettano che siano tutti scemi per sempre, quelli del motto "ci sono 7 miliardi di consumatori potenziali"

  • poisonedtooth

    La sostituzione delle macchine all’uomo è un processo inarrestabile e la finalità primaria di ciò che chiamiamo progresso: la creazione di artefatti meccanici e tecnologici che sostituiscano l’attività materiale e cogntiva dell’uomo.
    Viene da se che quando le macchine avranno raggunto un’efficienza ritenuta superiore a quella umana, l’umantà stessa sarà utile al Sistema, solo in quanto massa consumatrice.
    E man mano che grazie al "progresso" le possibilità di sopravvivenza dell’uomo diminuiscono proporzionalmente al depauperamento delle risorse essenziali come aria e acqua, le macchine potrebbero essere le uniche a rimanere in attività nel deserto inevitabile che la crescita/progresso porta con se.

    Ritengo del tutto ridicolo l’uso nell’articolo del termine Libertà: secondo l’autore vivremo in una società libera perchè l’uomo sarà liberato dal lavoro, quando in realtà sarà completamente schiavo e dipendente dal Sistema che lo mantiene in vita, perderà ogni capacità di auto-determinazione e gli individui presi singolarmente diverranno entità inutili e completamente sostituibili.
    Insomma più questo tipo di futuro prende forma, più sembra di vivere in quel "Mondo Felice" descritto da Huxley nel secolo scorso, e le caratteristiche di questa umanità sempre più corrispondenti ai principi del transumanesimo dove l’Uomo sarà "più che umano".
    Insomma un bel futuro di merda.