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IL PESO DELLE ANIME

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

In un celebre (e bellissimo) film si narrava che il peso dell’anima è di 21 grammi: solo dalla Siria, ieri – dunque – sono volati in cielo un dieci chiletti abbondanti da distribuire tutti nel paradiso di Allah, divisi (ovviamente) in soldati siriani e guerriglieri dell’ISIS. Dalla Libia “si dice” che siano arrivati 4 chili scarsi, tutti da Tripoli, zona aeroporto. Bombardamenti, si sa.

Da Roma, invece, oltre ai soliti invii dagli ospedali e dalle strade per incidenti vari, 42 grammi – giusti giusti – sono giunti in cielo, un anima ucraina (ortodossa?) ed una cristiana, ed è di queste due anime che c’occuperemo principalmente, senza trascurare le altre, ovvio.

Le anime sono volate via da una graziosa e discreta villetta di via Birmania, quartiere EUR: zona non proprio nobile ma riccotta, nulla a che vedere con altri quartieri della “Roma bene” abituati – ogni tanto – a strani e terribili omicidi, ricordiamo la contessa Filo della Torre e, andando indietro nel tempo, il conte Casati Stampa & moglie & di lei amante.

Chi è l’assassino? Il solito “bravo ragazzo” figlio di un alto ufficiale della Guardia di Finanza ma – dalle evidenze del fatto – apparirebbe un poco disturbato. A 35 anni, ancora giocava in giardino – in tuta mimetica ed anfibi – con il lancio dei coltelli, al punto di spaventare la sua vittima, la quale si rivolge – con un SMS – al padrone di casa, l’uomo che aveva “ospitato” l’assassino nel periodo delle vacanze dei genitori. Almeno, così presumiamo.

Questo delitto, di per sé abbastanza complicato se lo prendiamo dalla parte delle indagini – perché era ospite da due mesi presso il suo collega di lavoro? perché non riusciva a reprimere (o, almeno, a nascondere) la sua passione per le armi bianche? al punto di spaventare la vittima? – si svolge come un film sotto i nostri occhi se cerchiamo di spiegarlo sotto l’aspetto psicologico.

Ancora un dato: la sorella si stupisce. Perché lo hanno ammazzato? In parte è vero: essendo oramai salito sulla sua auto, potevano colpirlo alle gambe o ad una spalla – era armato solo della mannaia con la quale aveva decapitato la povera colf ucraina – ma, nel tiro, pare che gli agenti italiani non siano molto esperti. Spaccarotella insegna. Ma c’è un’altra ipotesi.

La sorella si stupisce perché era tenero ed affettuoso con i suoi due figli piccoli ma, a ben vedere, anche questo è un dato che s’incastra perfettamente.

E veniamo alla vittima – perché in questo omicidio ci sono tutti i dati ed i valori della nostra tristissima epoca – la povera colf che viene da un Paese martoriato, dove le anime salgono in cielo sole od a gruppi: oggi indipendentisti, domani unionisti, milizie ucraine, milizie separatiste, filo-occidentali, filo-russi, veri occidentali e veri russi. Tutti insieme svolazzano verso il cielo azzurro, dal quale cadono gli aerei ed altre anime – sei chili in una sola volta – volano subito in alto.

La vittima, come sempre, non ha storia e non ha colpe – come non ne aveva la povera prostituta rumena uccisa con un palo nello sfintere, oppure la sposa afgana che, nel giorno delle sue nozze, ha ricevuto in dono 12 tonnellate d’esplosivo da un B-52 sul suo villaggio. C’é un assembramento sospetto – gracchia la radio da Diego Garcia – lo hanno appena comunicato dal Pentagono, lo confermano i satelliti: coordinate…

Già, doveva essere il giorno più bello della sua vita, il giorno del suo matrimonio.

La vittima, forse, ha commesso un errore a comunicare al padrone di casa la sua paura per il comportamento dello strano tipo: da qui è nato probabilmente l’omicidio. Le vittime, a ben vedere, hanno comportamenti lineari a fronte di psichi contorte e, a volte, sconvolte. Per questo, spesso, finiscono per avere la peggio.

Quanto era contorta la mente dell’assassino? Parecchio, e proprio lo stupore della sorella ci dà una prima chiave di lettura: come si spiegano l’affetto e le premure per i nipoti? Non sappiamo nulla della sua situazione sentimentale…celibe, sposato, separato, divorziato….ma quell’affetto, quella dedizione indicava proprio il calore della famiglia, che l’uomo – probabilmente – traeva a piene mani dal focolare della sorella.

Quando lasciava quella casa, probabilmente, andava “in debito” di calore e d’affetto: allora, ricominciava la sua vita solinga.

Perché non viveva con i genitori?

Due sono gli elementi che ci aiutano, ma solo un poco: il fatto che preferisse vivere, ospite, presso un amico (scartiamo, per ora, un ménage a trois alla Casati Stampa: non ci sono elementi per sostenerlo) indica che qualcosa non andava nella sua convivenza familiare, forse un rapporto difficile col padre, e la madre che – a 35 anni – riteneva compiuto il suo dovere.

L’altro è l’abbigliamento: anfibi ai piedi, mimetica, cintura paramilitare…cosa significano? Forse un “sono anch’io come te, papà” oppure un “vorrei tanto esserlo, ma non ci riesco” o, ancora, un rapporto edipico mai concluso “la mamma non mi vuole più”.

E le armi? Primitive: diverso sarebbe il caso se avesse usato una pistola.

Invece il suo rapporto primitivo con l’affettività s’evidenzia con quei coltelli: l’uomo – complice anche la solitudine ed una città deserta, gli amici in vacanza, il tempo e le giornate vuote – compie senza accorgersene la sua regressione. Ed il coltello è l’arma dell’uomo primitivo, l’ascia (la mannaia) ancor più.

L’SMS al padrone di casa (e suo collega di lavoro) della colf, che svela i suoi comportamenti e le sue abitudini (almeno un poco strane), scatena il raptus, la fase di follia che ignora ogni forma d’autocontrollo: la “traditrice” deve essere punita e, forse, non era nelle sue intenzioni ucciderla. Ma, quando inizia il terribile alterco i freni inibitori saltano: dopo, tutto diventa un copione difficile da decifrare, come la decapitazione, che un’analisi superficiale conduce lontano, all’emulazione dell’Iraq.

Potrebbe essere tutto: dal desiderio di negare l’accaduto (facendo a pezzi la vittima) ad un’estrema punizione della madre, o forse entrambe.

Un’ultima riflessione riguarda la polizia, accorsa in forze e trovatasi di fronte un individuo vestito in modo paramilitare che stringeva una mannaia: un uomo che aveva appena decapitato una donna. Hanno cercato in tutti i modi di calmarlo, poi gli hanno sparato alle gambe, infine – mentre stava per fuggire in auto – al cuore, uccidendolo.

Viene da chiedersi perché siano stati così pazienti, mentre in altri casi (Aldrovandi, Magherini, ecc) sono divenuti sbrigativamente decisi: botte, fino ad uccidere. Perché?

Qui, ci sono probabilmente da considerare due processi: quello identitario e quello di difformità, intesi non come eventi razionali e, dunque, meditati bensì come sviluppi quasi “animaleschi” di percezione dell’idem o dell’alter.

Inutile ricordare, qui, come le forze di polizia vivano un universo a sé stante, spesso separato (anche per privilegi) dal resto del corpus sociale: nella massa informe dei cittadini, spiccano per identità o difformità gli estremi.

Un individuo che pare essere lontano dalla realtà – o perché torna a casa un po’ esaltato dalla musica o da qualche droga, oppure perché chiede aiuto senza (apparentemente) mostrarne le cause – è un elemento lontano dalla percezione di un poliziotto. Lontano per l’addestramento che ha ricevuto, lontano per la percezione del (inesistente, per lui) problema, oppure per la negazione del problema stesso – visto come antisociale, e quindi da distruggere – mentre, a tutto ciò, si deve sommare la strana “comprensione” di questi fenomeni da parte delle autorità. Purtroppo, sostenuta da squallidi parlamentari che non conoscono nemmeno l’ABC della Costituzione.

Tornando al nostro caso, però, l’aver visto un uomo agile e muscoloso, addobbato con abiti paramilitari hanno probabilmente fatto scattare l’elemento identitario, poi terminato con il “colpo di grazia” poiché l’idem deve essere a conoscenza dei rischi che corre.

Lungo tutta questa analisi, sembra che abbiamo dimenticato la povera colf, la vittima: non è così.

Donne e bambini sono diventati il “filo di terra” dove si scaricano tutte le tensioni (ed anche gli assurdi desideri!) di una platea maschile da brivido: basti riflettere sull’uomo di Milano che ha ucciso moglie e figli soltanto…perché immaginava una nuova vita meravigliosa in compagnia dell’amante!

L’edonismo, un tempo negletto e controllato da una morale religiosa un po’ costrittiva (bisogna riconoscerlo), oggi è straripato: nulla è negato nel nome dell’affermazione e della soddisfazione personale. Certo, dopo c’è la galera, ma l’edonismo sfrenato – proprio perché senza limiti – non coglie pericoli, regole morali o principi etici.

Qui, si aprirebbe una porta filosofica che non vogliamo aprire per non tediare troppo il lettore: ci basterà affermare che, come fu stralunato il pensiero di Nietzche, lo fu anche quello di Marcuse.

Infine, si parla – a volte a sproposito, ma sempre più assiduamente – di Terza Guerra Mondiale: difficile affermare se le teorie geo-strategiche condurranno ad eventi epocali od alle solite stragi quotidiane alle quali i media ci hanno, forzatamente, abituati.

Chi è cresciuto con alle spalle l’orrore della 2GM ed ha vissuto il tetro andirivieni della Guerra Fredda ha interiorizzato un mondo di timori, ammettiamolo: gli stessi timori che, annichiliti, oggi hanno condotto a società così violente e permissive nei confronti della violenza. Domani, sarà abitudinario aprire il giornale e leggere delle solite mogli, prostitute, colf, duchesse, ragazze, ragazzine…strozzate, decapitate, seppellite, soffocate…

Non sappiamo se la Terza Guerra Mondiale sia alle porte, ma le società sono pronte a qualcosa di peggio: alla negazione d’ogni principio etico e ad una morale da postribolo. Ahi noi.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2014/08/il-peso-delle-anime.html

26.08.2014

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Articolo illeggibile, mi pare Bertani insegni a scuola, spero non italiano.

  • pibi

    Mi sorprende questo tuo commento,cosa sei il giudice di CDC? che spara sentenze senza oltretutto motivarle?

    Bertani non ha fatto altro che esprimere una sua opinione su fatti accaduti cercando di dare loro una spiegazione e arrivando a delle conclusioni.
    Ha espresso la sua visione cosa c’è di illeggibile.
    Magari la prossima volta che su CDC vedi un suo articolo lo salti se Bertani lo trovi poco interessante a me capita di farlo con altri autori spesso per mancanza di tempo che mi costringe a selezionare.
  • Teopratico

    Penso che albsorio si riferisse alla forma non al contenuto. Anche per me la sintassi del testo risulta pesante, frammentata, non fluida e cacofonica. Tutto ciò in un testo rende anche il contenuto negativo forse, e spesso si rinuncia a terminarne la lettura. Per questo l’attributo "illeggibile" lo accosterei anche io all’articolo.

  • Hamelin

    Articolo vomitevole .

    Non capisco come uno possa fare profiling sulla mente di un killer con toni cosi’ familiari avendo ben pochi elementi .

    Oltre che nel metodo la totale fallacia delle tesi dell’articolista sta anche nel merito .

    La Psiche dell’ individuo è stata analizzata in modo superficiale e con preconcetti ideologici .

    Un articolo di aria fritta .

  • clausneghe

    Questo duplice omicidio è alquanto strano e Bertani, come tutti noi, non sa come sono andate le cose e perchè. Basti dire che tutta la confusione e le false ricostruzioni attorno a questo caso accendono più punti interrogativi che certezze elargite da stampa e autorità. 

    Se fossi "complottista" e lo sono, penserei ad un omicidio telecomandato mediante le tecniche del "MK ULTRA", così, tanto per fare un test.
    No, dite? Vabbè, a questo punto una teoria vale l’altra, non sapremo mai nel Paese della Franzoni, della Knox e del Pacciani, il come e soprattutto il perchè.
  • albsorio

    Esatto, parlando poi di crimini il linguaggio semplice favorirebbe capire le dinamiche dell’accaduto.

  • Teopratico

    Oh, qualcuno ha schiacciato il tasto, e allora via prendiamoci tutti due minuti di… non odio (sempre Orwell, eh?)ma sano complottismo. E’ come farsi una canna in fondo, anche di più, è un piacere viscerale, allontanare i pensieri dal contingente e scoprire una dimensione dove tutto sembra filare liscio, ogni domanda trova la sua risposta. Quante saranno le risposte esatte solo la storia lo potrà dire, ma il naufragar m’è dolce in questo mare.
    Appena qualche giorno prima si amplifica al massimo l’allarme dei tagliatori di teste musulmani con il video rimosso addirittura da youtube, dove invece a guardarlo non c’è nemmeno una goccia di sangue. Tutto possiamo vedere in tv e sul web, dal Papa alla pornografia estrema, ma quel video no, potrebbe turbare l’animo dei consumatori (bulimici) occidentali. Poi risulta addirittura falso dietro una minima analisi (come le foto di Bin Laden morto?). Sembra che tutto debba essere non interpretabile, ieri l’Iran e la Siria erano il nemico da combattere? Oggi sono alleati e il nemico è un altro ancora, a questo non si era mai arrivatii così brutalmente, questo è il romanzo di Orwell e non è una mania la mia, è così scritto su quel diavolo di libro. Sembra che l’obbiettivo sia di scardinare i processi logici, creare il caos perfetto, dove tutto è fermo, dove noi siamo fermi, come i topolini di Miller e Dollard che, giustamente equilibrati tra la paura della scossa elettrica e l’eccitamento del cibo, rimangono catatonici (vd. Bauman prefazione "Amore liquido").
    Ora questo fatto di cronaca nera, nera come l’Isis, eseguito "mediante le tecniche del mk ultra", ci porta in casa il nemico, ce lo fa toccare quasi con mano, altrimenti la paura non sarebbe a livello sufficiente rispetto ai godimenti di noi occidentali, pornografi. E pornografia infatti è il video della decapitazione, pornografia per palati avvezzi s’intende, palati che macinano sassi, troppo sangue sarebbe stato forse inosservato. Parlo di pornografia anche perchè noi siamo solo e semplici spettatori, almeno in Italia, in altri paesi la dose di paura è stata aumentata di molto con vari attentati, ma comunque siamo tutti davanti agli schermi ad assistere, il culo fino ad ora non è stato mai il nostro veramente. L’informazione mainstream ormai è una macchina friggi-cervelli senza freno e la cronaca ne è una parte fondamentale, ed è un altoparlante onnipresente (quale cit. ?) che colpisce anche chi non legge giornali e non guarda tv, senza scampo. Ecco cosa bisognerebbe fare, scrivere "il manuale di sopravvivenza cerebrale", ci proverò.

  • Teopratico

    Ri-posto in evidenza.
    Oh, qualcuno ha schiacciato il tasto, e allora via prendiamoci tutti due
    minuti di… non odio (sempre Orwell, eh?)ma sano complottismo. E’ come
    farsi una canna in fondo, anche di più, è un piacere viscerale,
    allontanare i pensieri dal contingente e scoprire una dimensione dove
    tutto sembra filare liscio, ogni domanda trova la sua risposta. Quante
    saranno le risposte esatte solo la storia lo potrà dire, ma il naufragar
    m’è dolce in questo mare.
    Appena qualche giorno prima si amplifica
    al massimo l’allarme dei tagliatori di teste musulmani con il video
    rimosso addirittura da youtube, dove invece a guardarlo non c’è nemmeno
    una goccia di sangue. Tutto possiamo vedere in tv e sul web, dal Papa
    alla pornografia estrema, ma quel video no, potrebbe turbare l’animo dei
    consumatori (bulimici) occidentali. Poi risulta addirittura falso
    dietro una minima analisi (come le foto di Bin Laden morto?). Sembra che
    tutto debba essere non interpretabile, ieri l’Iran e la Siria erano il
    nemico da combattere? Oggi sono alleati e il nemico è un altro ancora, a
    questo non si era mai arrivatii così brutalmente, questo è il romanzo
    di Orwell e non è una mania la mia, è così scritto su quel diavolo di
    libro. Sembra che l’obbiettivo sia di scardinare i processi logici,
    creare il caos perfetto, dove tutto è fermo, dove noi siamo fermi, come i
    topolini di Miller e Dollard che, giustamente equilibrati tra la paura
    della scossa elettrica e l’eccitamento del cibo, rimangono catatonici
    (vd. Bauman prefazione "Amore liquido").
    Ora questo fatto di cronaca
    nera, nera come l’Isis, eseguito "mediante le tecniche del mk ultra",
    ci porta in casa il nemico, ce lo fa toccare quasi con mano, altrimenti
    la paura non sarebbe a livello sufficiente rispetto ai godimenti di noi
    occidentali, pornografi. E pornografia infatti è il video della
    decapitazione, pornografia per palati avvezzi s’intende, palati che
    macinano sassi, troppo sangue sarebbe stato forse inosservato. Parlo di
    pornografia anche perchè noi siamo solo e semplici spettatori, almeno in
    Italia, in altri paesi la dose di paura è stata aumentata di molto con
    vari attentati, ma comunque siamo tutti davanti agli schermi ad
    assistere, il culo fino ad ora non è stato mai il nostro veramente.
    L’informazione mainstream ormai è una macchina friggi-cervelli senza
    freno e la cronaca ne è una parte fondamentale, ed è un altoparlante
    onnipresente (quale cit. ?) che colpisce anche chi non legge giornali e
    non guarda tv, senza scampo. Ecco cosa bisognerebbe fare, scrivere "il
    manuale di sopravvivenza cerebrale", ci proverò.

  • Gil_Grissom

    Spero nemmeno psicologia o sociologia perché la sue analisi sono dilettantesche.