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IL PARADOSSO DELL'ODIERNO ANTIFASCISMO

DI DIEGO FUSARO

lospiffero.com

È appena trascorso il 25 aprile, Feste della Liberazione, e può essere utile svolgere alcune considerazioni sullo statuto dell’antifascismo all’interno della nostra società. Fermo restando il valore dell’antifascismo quando era presente il fascismo (l’antifascismo di Gramsci e di Gobetti, per intenderci), occorre interrogarsi sul senso e sul valore dell’odierno antifascismo in assenza completa di fascismo.

A un primo sguardo, mi pare potersi così compendiare il paradosso dell’odierno antifascismo a sessant’anni dalla fine del fascismo: se per fascismo intendiamo il fascismo storico mussoliniano, esso si è estinto da ormai più di cinquant’anni e non ha senso, dunque, la sopravvivenza dell’-anti alla realtà cui l’-anti si contrapponeva. Se per fascismo intendiamo genericamente la violenza, oggi allora il fascismo è l’economia capitalistica (Fiscal Compact, debito, precariato, ecc.), ossia ciò che gli odierni sedicenti antifascisti accettano in silenzio.

Morale ? Variante ideologica del neoliberismo trionfante, l’antifascismo oggi è solo un alibi per non essere anticapitalisti, una volgare scusa per combattere un nemico che non c’è più e accettare vigliaccamente quello esistente, il capitalismo.
La divisione dell’immaginario politico secondo la bipartizione fascisti-antifascisti, ma poi anche la divisione tra una destra e una sinistra che, al di là dei nomi, risultano interscambiabili, è una preziosa risorsa simbolica per l’assoggettamento dell’opinione pubblica al profilo culturale del monoteismo del mercato, invisibile al cospetto del proliferare di tali opposizioni.
Essere antifascisti in assenza completa del fascismo o anticomunisti a vent’anni dall’estinzione del comunismo storico novecentesco costituisce un alibi per non essere anticapitalisti, facendo slittare la passione della critica dalla contraddizione reale a quella irreale perché non più sussistente.
L’antifascismo svolge oggi il ruolo di fondazione e di mantenimento dell’identità di una sinistra ormai conciliata con l’ordine neoliberale, che deve dirsi antifascista per non essere anticapitalista, che deve combattere il manganello passato e non più esistente per accettare in silenzio quello invisibile se non nei suoi effetti (ingiustizia, miseria e storture d’ogni sorta hanno, privatizzazioni e precarizzazione, ecc.).
Quanta insistenza sul passato è necessaria per non vedere il presente? Quanto occorre insistere sugli orrori fortunatamente estinti per far sì che la gente non si accorga nemmeno più di quelli oggi dominanti? Quanta foga nel denunciare tutte le violenze che non siano quelle silenziose dell’economia e del mercato! Il manganello oggi ha cambiato forma, ma si fa ugualmente sentire: si chiama violenza economica, taglio delle spesa pubblica, precariato, rimozione dei diritti sociali, selvagge politiche neoliberali all’insegna dello “Stato minimo”.
Diego Fusaro
28.04.2014

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

     "il fascismo è l’economia capitalistica (Fiscal Compact, debito, precariato, ecc.), ossia ciò che gli odierni sedicenti antifascisti accettano in silenzio."


    Con un’assioma falso di questo tipo non si può che arrivare a conclusioni sballate. Moreno Pasquinelli, giusto per citare un antifascista che combatte attivamente il Fiscal compact. 
    Poi Bottega Partigiana e ancor meglio Coordinamento Nazionale Sinistra Contro l’Euro che nella sua homepage ci offre un articolo significativo: "Il nostro 25 aprile, non il loro" dove un partigiano, Alberto Sartori così parla: " penso che voi giovani, quello che vi aspetta, sarà ancora più duro di quello che abbiamo conosciuto noi. Ma molto più duro. Perché allora, il nostro nemico, il fascismo, i tedeschi, i nazisti avevano l’uniforme e si chiamavano fascisti o nazisti. Non si camuffavano. E allora il nemico era visibile, chiaro. Si trattava di coraggio, spirito di sacrificio, tanta fede nella vittoria per combatterli. Adesso però, la difficoltà è di individuare il nemico che si sta camuffando, anche sotto le bandiere rosse."
    Appare chiaro a questo punto che esistono due antifascismi: quello di facciata di Napolitano e quello vero, che sa continuamente riconoscere il fascismo anche quando si nasconde dietro a delle bandiere rosse.
    Fusaro si informi prima di scrivere le sue mezze verità. Che fanno il gioco dei fascismi, minimizzando la coscienza antifascista che sa riconoscere la matrice fascista ovunque, anche se ben mimetizzata.
  • Primadellesabbie

    Violenza é un termine grossolano che uso malvolentieri, lo ritengo comunque troppo vago ed inadatto ad individuare il fascismo. 

    Considero il fascismo un fenomeno “moderno”, successivo alla rivoluzione industriale che ha aperto, teoricamente, un ampio ventaglio di possibilità di sviluppo e organizzazione della struttura sociale.

    Nel contesto sociale sono presenti e si confrontano molte opzioni e tendenze concernenti, per lo più, lo sviluppo, la fruizione e la distribuzione delle ricchezze prodotte ma anche il modo di produrle e la conseguente organizzazione della società. Individuarne una, da parte di una fazione, con qualsiasi pretesto ed imporla in modo arbitrario ed estraneo alla continuità culturale, capovolgendo a questo fine la gerarchia ideale della società: questo é, a mio modo di vedere, l’essenza del fascismo.

    Le motivazioni, filosofie, ideali, coreografie addotte per giustificare questa via dipendono dalla latitudine e dalla fantasia dei promotori.

  • EurasianMan

    la sinistra socialista non c’è mai stata.. la sinistra per colpa di un partito socialista ambiguo e certamente non di sinistra!!!!! è morta già da tempo! Sempre stata soffocata.. Ci si è rifugiati altrove per sfuggire.. !! dai veleni liberali.. e morta per colpa dei chiesari!

  • EurasianMan

    individua socialismo e fascismo entro la quarta teoria politica ed evolviti..

  • AlbertoConti

    E’ dura la posizione del filosofo su temi che coinvolgono la complessità della
    psiche umana e le relative semplificazioni esistenziali. La logica da sola
    coglie inevitabilmente una sola parte del problema, e perciòstesso è destinata a
    naufragare in questa immensità, che è appunto la complessità malvissuta della
    psiche umana, fatta da molti più ormoni che neuroni.

    Oggi "fascismo" è
    per molti, in particolare per i più giovani e i più intellettualmente indifesi,
    sinonimo di male, di peccato, di belzebù, di capro espiatorio del disagio
    estremo di quest’epoca, di nero per distinguere il bianco, e via dicendo in una
    dicotomia manichea cui aggrapparsi rispetto alla propria inadeguatezza
    culturale.

    Ho conosciuto giovani visceralmente "antifascisti" nel senso
    sovraesposto che manifestavano parallelamente segni fortissimi di patologie
    psichiche, evidenti anche ad un profano come me. Dei veri e propri casi clinici,
    rispetto ai quali non solo io ma anche l’attuale stato dell’arte della medicina
    (sul quale meglio stendere un velo pietoso) è manifestamente impotente. Poi ci
    sono infinite sfumature da "psicopatologia della vita quotidiana", nelle quali
    ognuno di noi, se ne ha le capacità, può riconoscersi.

    E’ la condizione
    stessa dell’esistenzialità umana una fonte inesauribile di contraddizioni,
    perfino tra valenti filosofi, figuriamoci per dei ragazzotti poveri
    d’esperienza. Che su queste contraddizioni si basino le "fortune" del privilegio
    indebito è cosa ovviamente nota e scontata, quanto inevitabile, che non ci
    stancheremo mai di combattere, nonostante tutto.

  • Primadellesabbie

    Grazie, Man, per il suggerimento, la stima e l’intelligente contributo.

    Adesso so di poter contare su di te.
  • Gracco

    Diego Fusaro secondo me non ha le idee molto chiare. Le sue sono mezze verità o verità apparenti. Per esempio, è vero che il fascismo è morto con Mussolini il 25 aprile del ’45 ma è anche vero che è risorto pochi anni dopo come neofascismo (Msi) che per tutta la prima repubblica, fino al ’93 è sempre stato all’opposizione, ma con un essenziale ruolo antioperaio e anticomunista a difesa della borghesia, tranne rare eccezioni. Il terrorismo nero e stragista degli anni 60/70, la sua collusione coi servizi segreti italiani e americani, i conati golpisti sono storia di quaranta anni fa, non di settanta. Quel fascismo (Msi) durò più a lungo del fascismo mussoliniano e morì nel 94, ma per dar luogo alla rinascita del "fascismo azzurro" di Alleanza nazionale ben apparentata con Berlusconi. Quindi il fascismo in Italia conosce oggi la sua terza fase, fascismo strisciante e soft, che si esprime soprattutto imponendo il revisionismo storico antiresistenziale e anticomunista e sovvertendo i valori della Costituzione repubblicana. Pertanto, alla terza fase del fascismo è giusto che si contrapponga una terza fase dell’antifascismo, sperando ovviamente che tale contrapposizione non assuma come in passato tratti sanguinari. Ma non possiamo esserne sicuri: non per pregiudizio ideologico ma per esame obiettivo della realtà. Fuori d’Italia, dall’Ucraina al Venezuela, il fascismo si mostra con i tratti peggiori: punta di lancia della reazione controrivoluzionaria al servizio dell’imperialismo e non è certo che noi qui in Italia ne siamo al riparo. Fusaro insiste sul "nemico che non c’è più" e si scaglia invece con ardore contro il "nemico che c’è" ma lo identifica impropriamente con il "capitalismo" senza distinguerlo dall’imperialismo. Invece la distinzione è fondamentale per capire la dinamica del XXI secolo, inclusa la minaccia del fascismo che lui non riesce a vedere. Le vicende ucraine insegnano più di cento libri di teoria economica o politica (Capitale di Marx compreso!). Il capitalismo è una creatura vegetale, il suo spirito è l’accumulazione e come tale si perpetua -giustamente- anche nel collettivismo. L’imperialismo invece è una creatura animale, storicamente ed etnicamente connotata: il suo spirito è la sopraffazione, per questo nel suo grembo porta con sé il fascismo, da usare come essenziale pezzo di ricambio rispetto alla democrazia liberal-plutocratica.

  • EurasianMan

    il fascismo è nella troppa propaganda materialista, se logicamente pensiamo. invece se pensiamo come siamo condizionati, più che abituati ci perdiamo nel relativismo storico, che ha contraddistinto il mondo che conosciamo.
    cinecittà altro non può essere che opera del risorgimento romano.

  • EurasianMan

    fascismo o comunismo appartengono al novecento, sono termini che si usano per coniare qualcosa. che non si adatta o male adatta rispetto ai tempi, luoghi e le persone.

    utilizzare il socialismo nella macchina giuridica romana, ovvero utilizzare i valori della repubblica romana, per legge, logicamente escludendo l’oligarchia che non funziona.

  • EurasianMan

    concordo pienamente!!!!!!!!!

  • EurasianMan

    fruizione e la distribuzione delle ricchezze prodotte ma anche il modo
    di produrle e la conseguente organizzazione della società.

    tu dici tanto che potrebbe essere riassunto più sinteticamente in poche parole basta leggere e ragionare sui testi. se ne leggi un chiaramente non risolvi tutti i problemi!!

  • EurasianMan

    Società italiana, e le società italiane, non razze o animali da soma; come bilateralmente a volte nell’ignoranza e oscurità i sistemi promuovono sulle masse.
    Io non difendo Berlusconi o il sistema, ma per il primo ne discuto i tempi. Certamente il diritto in senato, almeno ad un seggio, ma per il resto ridistribuire il potere verso il basso.
    Un Grillo che la smetta di fare antipolitica e promuova ideologie nuove di sistema. La democrazia italiana, non è degli italiani di certo. Renzi deve al più presto rmetterla in mano a noi, il popolo, ora è in mano all’Europa.
    Democrazia che non deve essere cristiana, non siamo ne nel medioevo; ne siamo estremisti.
    Governo del Popolo in senso proprio. Il Senato della Confederazione Italiana, come i padri fondatori promuovevano… al Papa il suo tempo, non il suo luogo.

  • EurasianMan

    aggiungo.
    Ogni partito politico ha il diritto ad esistere, di certo deve guardarsi alla realtà dei fatti.
    ci sono gli incapaci, perché il sistema liberale include un pò di tutto in politica. Infatti questo è un limite e nella teoria.. sarebbe da escludere..

  • dana74

    "Se per fascismo intendiamo genericamente la violenza, oggi allora il fascismo è l’economia capitalistica (Fiscal Compact, debito, precariato, ecc.), ossia ciò che gli odierni sedicenti antifascisti accettano in silenzio."


    verissimo Diego e come anticipato da te, ribadisco peccato però che siano i fascisti oggi a manifestare ed ad esprimersi CONTRO IL TOTALITARISMO imposto, celebrato e difeso dagli ANTIFASCISTI.

    Perché la Ue, nata E VOLUTA DALLA CIA ha trovato nei suoi tirapiedi antifa i più accaniti promotori e sostenitori, in segno di devozione per la "liberazione"….
  • diotima

    Io penso invece che le idee di Fusaro siano abbastanza chiare: quella che lui chiama -non senza ostinazione, questo si, ma forse perchè repetita iuvant- è che l’antifascismo odierno è arroccato su una minaccia che (essendo lui un dialettico duro e puro) non riscontra più nella realtà ,negli stessi termini del ’45. Più di una volta ha posto l’accento sulla parabola discendente di una sinistra che attraverso la difesa dei diritti civili, vera e propria priorità, ha abbandonato la via più difficile della difesa dei diritti sociali. Mentre l’esercito dei " volemose bbene" è tutto impegnato sui temi dei migranti (atroce paradosso: l’occidente che li ha affamati, impoveriti e infine sradicati dalla propria terra, li accoglie però a braccia aperte facendoli "circolare" alla stregua di merci e capitali -Schengen dixit- e questo è il massimo dell’accoglienza progressista di cui siamo capaci, perchè certamente non conviene a nessuno lottare per restituire il maltolto), del matrimonio omosessuale, aborto ,etc etc, non ci si rende conto che è proprio sul piano dei diritti civili che si capisce bene come la sinistra si sia venduta al capitale: tutte le lotte sono in funzione della riduzione dell’uomo a cosa; tutte le capricciose istanze che assurgono a dignità di diritti, sono sollevate allo scopo di fare e e disfarsi dell’uomo come un rifiuto da cestinare. La dittatura che viviamo oggi, soft, educata e dunque meno riconoscibile del ducetto in camicia nera, ha asservito i più. Avremmo bisogno, più che di una commemorazione vuota e priva di critica, di un nuovo 25 aprile.

  • Notturno

    Bello!

    Un’analisi molto azzeccata e stimolante che sento di condividere.
    Grazie Gracco.
    🙂
  • Fernesto

    Chi lascia la via vecchia per quella nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova. Ovvero.. Il dentista mangia coi denti degli altri.. Cioè , tu hai già capito quello che voglio dire …una rondine non fa primavera.

  • Gracco

    grazie a te!

  • Fernesto

    ma te le spari così… come si dice… alla cazzo… o le pensi le boiate che scrivi ?

  • Hamelin

    Putroppo finchè si rimane ancorati ad una visione dualistica e spezzettata della storia difficilemente si viene a capo di qualcosa di verosimile .
    La storia reale non è mai fatta di neri e rossi , di periodi fissi nel tempo  e di categorie .
    La storia è sempre un Continuum di avvenimenti concatenati e non si prende pause tra le ideologie ( fittizie ) .
    Ragionare ancora tra fascisti ed antifascisti , desta e sinistra singnifica fondamentalmente non capire il che il cancro elitario che ha avvelenato e continua ad avvelenare il pianeta crea queste categorie e le usa a suo uso e consumo per mantenere il potere assoluto stando tranquillamente nell’ombra …

  • Fernesto

    Fusaro vuole fare l’originale , il provacatore … ma copia e incolla Preve e per di più ripetendone le forzature facili facili…perchè grazie al cazzo che se per "sinistra" si intende il PD il discorso ci può anche stare… ma ci sono milioni di persone di sinistra ( tra chi non va a votare e tra chi sostiene quelche movimento ) antifasciste che odiano il PD e l’ideologia neoliberista trionfante…

  • Tonguessy

    " non ci si rende conto che è proprio sul piano dei diritti civili che si capisce bene come la sinistra si sia venduta al capitale"


    Una certa sinistra, non tutta la sinistra. Non commettere anche tu lo stesso errore di Fusaro. C’è ancora una parte significativa di sinistra che pensa ancora ai diritti sociali, e molto meno ai diritti umani. A parte questa precisazione condivido quello che scrivi
  • Tonguessy

    Fusaro semplicemente si dimentica la storia: il neoliberismo nasce dalla destra americana. Chi lo persegue (PD) conseguentemente non può che essere di destra. La distinzione tra destra e sinistra, una volta presente questo fatto storico, diventa abbastanza facile.

  • Truman

    @Fernesto: nel caso tuo questo dubbio amletico non lo abbiamo.

  • Fernesto
    rimane però il mistero su chi siano queste persone in nome delle quali tu parli ( se parli solo a nome tuo e di dana74 , avevo già intuito che avete le stesse idee )… o magari è tua abitudine esprimerti con il plurale maiestatis…

  • Truman

    @Fernesto e Tonguessy: ammettiamo pure che il PD (in particolare il PD dei figli di Troika) sia la destra. Resta il problema che nella commedia dell’arte recitata quotidianamente sui mass media questo partito viene visto come “il nemico del Diavolo”, cioè come “il nemico di Berlusconi”, secondo un sillogismo un po’ bislacco per cui se sono nemico di uno di destra allora sono di sinistra. (E’ il sillogismo speculare di quello che afferma “io non sono razzista, uno dei miei migliori amici è un negro”).

    In pratica per le masse che leggono La Repubblica o vedono la TV, gli estremisti sono tutti dei violenti da evitare, mentre lo scontro politico è tra centro-destra e centro-sinistra. Sotto molti aspetti, i numeri danno ragione a questa visione nella quale il centro-sinistra è il PD e alla sua sinistra ci sono solo frange marginali di violenti estremisti provenienti da centri sociali (pieni di drogati).

    E allora ha poco senso dire che esiste un popolo di sinistra che non si identifica con il PD. Bisogna liberare quello spazio politico che il PD occupa abusivamente nell’immaginario collettivo delle masse. Perchè chiunque si dichiari di sinistra mentre Renzie sfascia l’Italia per conto della troika può solo fare la figura dell’idiota. A meno che non dica chiaramente che il primo nemico è il sistema PD-Troika. Ma allora siamo ritornati in sostanza a ciò che afferma Fusaro.

    Se il primo nemico di una persona autenticamente di sinistra è Renzie-PD-troika-Napolitano, allora il fascismo è il potere attuale. Oppure il fascismo è qualcosa di inadeguato a categorizzare la situazione attuale.

    Personalmente non ho problemi a capire chi sono i miei nemici. Quelli di Casa Pound non sono miei amici, ma i nemici veri sono altri. Poi li possiamo chiamare come vogliamo.

    Qui il problema non è chi debba assegnare il marchio DOC del fascismo e dell’antifascismo, ma da quale parte schierarsi.

  • Truman

    Non uso il plurale maiestatis, per cui puoi tranquillamente intendere che siamo io e Dana a pensarla così.

    Una lettura alternativa è che nel pensiero di buona parte dei lettori di questo sito tu scrivi per presa di posizione e non per ragionamento. Questa seconda lettura però è da dimostrare.

  • Tonguessy

    "chiunque si dichiari di sinistra mentre Renzie sfascia l’Italia per conto della troika può solo fare la figura dell’idiota. A meno che non dica chiaramente che il primo nemico è il sistema PD-Troika. Ma allora siamo ritornati in sostanza a ciò che afferma Fusaro".

    Non la vedo così. Fusaro parla di fascismo e antifascismo, che storicamente sono movimenti trasversali (certo fascismo si piccava di essere "socialista" quindi di sinistra). E comunque vedo che sempre più gente a sinistra si sta schierando contro la troika senza necessariamente fare la figura dell’idiota. A meno che tu non mi dimostri il contrario, ben s’intende.
    Vero è che i nemici li possiamo chiamare come vogliamo, ma se dobbiamo credere ai miti, finchè non hai precisamente identificato il tuo nemico non hai speranza di batterlo. Ed il primo passo è dargli un nome inequivocabile. Oggi il nuovo che avanza in realtà ha reso tutto molto virtuale, anche il nemico. Forse i termini fascista/antifascista sono consunti dal troppo uso, e forse bisogna trovare nuovi nomi per identificare univocamente il nostro nemico. Ma finchè intellettuali come Fusaro si ostinano a confondere ulteriormente il già precario contesto identificativo attuale, abbiamo ben poche speranze di riuscire ad affrontare la battaglia correttamente.
    Occorrono bandiere precise per sapere dove schierarsi in caso di battaglia. In mancanza delle quali è facile sbagliarsi e schierarsi nella formazione avversaria.
  • Fernesto
    Va bè Truman… ma non ce la fai a parlare per te stesso ?… è come se io ti dicessi che "nel pensiero di certi lettori di questo sito" CDC è un sito rossobruno… ma ovviamente sparerei cazzate perchè posso interpretare con precisione solo il mio di pensiero..
  • Hamelin

    Quoto .
    Daltronde cosi’ è sempre stato .
    Chi ha il potere prende la gente di uno schieramento e la contrappone a quella dello schiermento opposto …
    E mentre si scannano li guardano dalla poltona sgranocchiando pop corn …

  • Fernesto
    Che il PD debba schiattare siamo , spero , tutti d’accordo . Sul fatto che sia l’unico , o il più importante , nemico , invece non siamo d’accordo . Per me lo sono tutti da CasaPound e ForzaNuova fino al PD .

    Il problema è capire cosa si vuole . Se tu e Tonguessy volete la "sovranità nazionale" allora il nemico è il PD in primis certamente , ma poi anch’io e tanti altri di sinistra come me che odiano il PD ma che considerano il nazionalismo un retaggio fascista .

  • Fernesto
    Si certo , i Chicago Boys , Friedman , Thatcher , Reagan , i Neocons ecc..ecc… su questo siamo d’accordo… ma il tuo metodo di ragionare per me non è molto chiaro . Cioè se dovessi seguire questo modo di ragionare anche il nazionalismo è un patrimonio delle destre , prima liberali , poi fasciste … e qui dentro ci sono molti nazionalisti che dicono di essere di sinistra… ma non ha senso il nazionalismo è un patrimonio delle destre …

    Per me ( e per Bobbio e per tanti altri ) è di sinistra chi vuole la libertà e la tolleranza in ogni campo e settore immaginabili … tranne che nel mercato… per chi è di sinistra l’unica cosa che non deve essere libero è il mercato.. 

  • Truman

    @tonguessy: la frase sull’idiota forse mi è riuscita male, ma è importante vedere contro chi combattere. Eppure questo mi appare secondario, per quanto notevole. Il nemico è una semplificazione semantica, può essere schematizzato da un’immagine o da un’idea, o da un’etichetta (“fascismo”). In qualche modo è parente di una bandiera.

    E qui conviene tornare a Sun Tsu: per essere sicuro di vincere sempre devi conoscere te stesso ed il nemico. Tendo a pensare che la conoscenza di se stessi sia prioritaria. Il principale risultato dell’antifascismo è un documento complesso, di nome “Costituzione della Repubblica italiana”. In esso si coagula il sangue di molti morti e allo stesso tempo si mette in pratica un movimento ideale che comincia con Hammurabi: la legge deve essere uguale per tutti e deve essere resistente, come se fosse incisa su pietra.

    Insomma alla bandiera o etichetta, che mostra una direzione in modo semplice, va aggiunto qualcosa di ricco, articolato, complesso, che indichi ciò che si è. Non è un feticcio ed è modificabile, ma è la sintesi del meglio che è riuscita a fare l’Italia. La nostra migliore identità e la nostra forza più potente è nella Costituzione del 47-48 (a seconda se si guarda a quando fu completata o a quando fu promulgata).

    Non è difficile vedere chi lavora per demolire la Costituzione dicendo di volerla adeguare ai tempi. E’ quello il nemico.

    E ripeto che la Costituzione non è intoccabile, anzi andrebbe aggiunta una protezione migliore dei mass media dai poteri economici e andrebbe inclusa in qualche modo internet. Ma soprattutto andrebbe scritto che la moneta, la valuta con cui si pagano le tasse, è del popolo, non delle banche.

    In altre parole tendo a vedere molte dicotomie (destra/sinistra, fascismo/antifascismo) come sintesi di posizioni, che hanno una loro utilità, ma possono assumere aspetti grotteschi quando il contesto cambia. I veri valori, che vanno codificati e difesi, si ritrovano nelle leggi fondamentali. Vale la pena di ricordare che le migliori norme sono quelle durature.

  • ROE

    È inutile dissertare sulle tautologie.

  • Primadellesabbie

    Mi associo.

  • Gil_Grissom

    Stavolta mi permetto io di commentare un suo post: si rammenti che se e’ vero che tutti i fascisti sono anticomunisti, e’ anche vero che NON tutti gli anticomunisti sono fascisti. I neoliberisti che reggono oggi le redini dell’economia mondiale sono ad esempio profondamente anticomunisti e antimarxisti ma non hanno nulla a che vedere col fascismo, tant’e’ che se lei nota i partiti che sostengono piu’ a gran voce questa Europa scellerata e le sue leggi sono i partiti di matrice socialdemocratica, come i socialisti tedeschi e francesi o il PD italiano, partiti che dovrebbero essere di sinistra ma sostengono invece una politica economica di tipo reaganiano. E notera’ invece che i partiti di destra estrema che potrebbero rifarsi ad un’ideologia di stampo fascista, tipo Alba Dorata in Grecia, Le Pen in Francia o il partito di La Russa in Italia, sono invece totalmente contrari all’impostazione economica data all’Europa. 

  • Gil_Grissom

    L’assioma da lei citato e ripreso dall’articolo e’ sicuramente falso, tant’e’ che se lei nota, i partiti di vaga ispirazione fascista in Europa sono totalmente contrari alle politiche economiche dell’unione europea. Dunque lei ha perfettamente ragione.

  • Gil_Grissom

    Hai perfettamente ragione, tant’e’ che i piu’ feroci sostenitori dell’Euro sono i partiti appartenenti all’area socialdemocratica, cioe’ un area di sinistra, anche se non marxista. I partiti di matrice fascista sono invece totalmente contrari alle politiche economiche dell’unione europea.

  • Tonguessy

    Esiste il nazionalismo di sinistra, (Sinn Fein e Batasuna ad es) e ad ogni buon conto i movimenti di liberazione dal colonialismo cos’erano, se non movimenti nazionalisti di sinistra?

    Infine ti copio un interessante intervento tratto da un sito marxista:
    Lo Stato tipico del capitalismo è quindi lo Stato nazionale, il cui assetto economico-sociale e grado di sviluppo delle forze produttive determinano «il rapporto di una nazione con altre» oltre che «l’intera organizzazione interna di questa nazione».
    Tuttavia l’espansione della grande industria toglie alla borghesia il carattere di classe nazionale: i suoi interessi si estendono e sono i medesimi in tutte le nazioni; essa diventa per così dire una classe sovranazionale.
    «Essa costringe tutte le nazioni a adottare le forme della produzione borghese se non vogliono perire; le costringe a introdurre nei loro paesi la cosiddetta civiltà, cioè a farsi borghesi. In una parola, essa si crea un mondo a propria immagine e somiglianza» (Manifesto, p. 30).
    In tal modo, introducendo brutalmente gli stessi rapporti di classe propri della società borghese, essa distrugge le caratteristiche specifiche delle singole nazionalità, che tendono a uniformare le condizioni di vita nella stessa proporzione in cui la produzione industriale conquista il mercato mondiale.
    Il proletariato è invece una classe internazionale poiché le condizioni di sfruttamento e oppressione ideologica in cui è costretto sono preminenti rispetto a quei fattori economici, storici, culturali, ecc. che caratterizzano la nazionalità così come si è sviluppata nel corso della storia; in questo senso Marx dice che il proletariato non ha patria. Tuttavia poiché «il proletariato di ogni paese deve naturalmente farla finita prima con la sua propria borghesia», anche la sua lotta è in un primo tempo e nella «forma» una lotta nazionale.
  • Tonguessy
     "Il nemico è una semplificazione semantica..
    E qui conviene tornare a Sun Tsu: per essere sicuro di vincere sempre devi conoscere te stesso ed il nemico. Tendo a pensare che la conoscenza di se stessi sia prioritaria."

    E come fai a conoscere te stesso (o il nemico) se non hai una semantica adeguata allo scopo? Mi stai dando implicitamente ragione, dal momento che una frase che abbia senso compiuto passa necessariamente per le forche caudine di significati chiari ed inequivocabili. Conosci quindi te stesso (a Delfi come qui, nei tempi antichi come in quelli moderni) ed il nemico solo quando hai una semantica che riesce a separare queste due entità in modo netto, collocandole nei differenti mondi ideali (simbolici ma pur sempre reali nella comunicazione o semantica) cui appartengono.
    Poi è anche chiaro che esistono zone di confine dove le separazioni sono difficili. Ma al giorno d’oggi (e grazie anche al contributo di intellettuali come Fusaro) la zona di confine ha praticamente preso possesso di tutte le aree disponibili, rendendo le distinzioni sempre più difficili e richiedendo uno sforzo analitico sovrumano.
    Per il resto condivido quello che hai scritto.
  • Fernesto

    Si ma io mi riferisco ai rossobruni , non ai comunisti . I comunisti ( mentre lottano contro la borghesia dei rispettivi paesi , come fai notare giustamente tu ) vogliono abbattere lo stato nazione ed esaltano l’internazionalismo . I rossobruni invece esaltano la classe media , l’interclassismo , la Patria , la competizione tra paesi , la protezione del capitale nazionale .. questi fascisti come ci insegna la storia sono i guardiani del capitalismo nelle sue periodiche crisi cicliche .

  • Fernesto

    Questa Europa in realtà non è difesa da nessuno . Anche il PD la critica . Premetto che per me il PD deve schiattare . Però c’è anche da dire che dal trattato di Maastricht l’Europa ( tradotto : la Commissione Europea -> tradotto : i primi ministri di tutti i paesi membri della UE ) è stata governata quasi esclusivamente dalle destre , o da grandi coalizioni sbilanciate a destra , soprattutto nel paese locomotiva , la Germania . I partiti fascisti che tu citi in realtà stanno sfruttando il momento , ma loro sono nazionalisti a prescindere : lo erano anche fino al 2007 , quando l’Euro e la UE andavano bene , c’era "crescita" ecc…

  • Fernesto
    completo quello che hi scritto sopra : anche i solcialdemocratici hanno rafforzato la classe media ……. la differenza fondamentale con i fascisti è che questi ultimi sono nazionalisti , guerrafondai ecc…

  • Gracco

    le sue osservazioni ci portano un po’ fuori tema, ma comunque tutto si tiene insieme. Ovviamente sono contro l’Europa, non solo questa Europa ma contro l’Europa tout court. La questione comunque  mi lascia abbastanza indifferente, finché non ci si prospetta cosa fare e dove andare una volta usciti dalla gabbia. Già, perché lei converrà con me che l’attuale gabbia europea si trova a sua volta racchiusa dentro la ben più solida gabbia atlantica e uscire dalla prima gabbia per restare prigionieri della seconda per me non ha molto senso. Tra le forze di destra da lei citate solo la Le Pen in Francia mostra qualche consapevolezza al riguardo. Aspetto di vedere che posizione prenderanno queste forze in merito alla politica energetica e al partenariato transatlantico, che incatenerà le economie dei paesi europei, uniti o divisi, all’economia americana inibendo loro qualsiasi autonomia: vedasi la questione dello shale gas di cui l’Ucraina è un tassello.

    Quanto a La Russa, che lei cita, le dirò francamente: ciò che non gli perdono né oggi né mai non è il fatto di essere o essere stato fascista, ma di essersi associato agli assassini di Gheddafi. Ricordo con un brivido le sue dichiarazioni in televisione esattamente tre anni fa quando in veste di ministro della guerra (pardon, della difesa) disse che Gheddafi era un obiettivo sensibile della nostra forza aerea. Detto fatto. Prima  fu massacrata la sua famiglia e poi lui medesimo. 
  • Georgios

    Condivido quanto scritto da Tonguessy.
    Vorrei far notare che, per il momento, l’unico partito in Europa di vaga o meno vaga ispirazione fascista che e’ totalmente contrario alle politiche UE e’ quello della Le Pen in Francia. Che però lo deve ancora dimostrare nei fatti. Un test importante sarà la sua posizione sul TTIP.

  • Georgios

    Alba Dorata non solo non e’ contraria all’impostazione economica dell’UE ma ne favorisce l’attuazione. Nel parlamento e fuori.
    Poi, demagogicamente, si scaglia contro "i politici ladri e corrotti" e "la Merkel".
    Come era da sempre la tattica dei partiti fascisti e nazisti si rifanno ai valori socialisti (che ribattezzano aggiungendo il termine "nazional") per eludere le aspettative della gente e servire il capitalismo o l’imperialismo che, secondo me, sono entrambi "creature animali" (nel senso della sopraffazione) per usare la terminologia di Gracco.
    Il problema e’ che la cosiddetta sinistra (più o meno ufficiale) gli facilita il gioco per cui l’articolo di Fusaro ma anche le critiche apparse in molti commenti hanno senso. Certo, bisogna individuare il nemico vero.
    Ma i fascisti son sempre fascisti, li si può usare come in Ucraina e li si può usare come in Grecia, a seconda delle esigenze.

  • Georgios

    Queste considerazioni che fai, attualmente in Grecia sono state portate agli estremi data la situazione nella quale ci troviamo. E le terminologie teoriche si sono dimostrate la nostra rovina. Cerco di spiegarmi.
    Punti teorici di partenza:
    I comunisti lottano per abbattere lo stato nazione ed esaltano l’internazionalismo.
    I rossobruni esaltano l’interclassismo e la Patria.
    Domanda numero 1:
    Qual’è l’obbiettivo della plutocrazia bancaria? L’abbattimento dello stato nazione con tutto quello che ne consegue in termini di diritti civili e sociali.
    Dal momento che in una lotta (necessariamente di classe dato che si tratta di una lotta sociale) i fronti non possono essere che due soltanto, da quale parte ci dobbiamo schierare?
    Se ci schieriamo con i comunisti abbiamo lo stesso obbiettivo dei banksters. Se ci schieriamo con i rossobruni siamo fascisti.
    Domanda numero 2:
    Durante l’ultima guerra mondiale il FLN o il corrispondente EAM greco da che parte si erano schierati? Si erano schierati contro l’occupazione tedesca che era esattamente la stessa con l’occupazione odierna anche se quest’ultima non si esprime in termini di divise e carri armati. Comunque allora come adesso il "loro" obbiettivo era l’abbattimento dello stato nazionale.
    Credo di essere stato chiaro. Nella lotta di classe arrivano dei momenti storici durante i quali anche i comunisti, anche i proletari, devono agire come popolo unito a difesa della patria. La patria libera e’ il requisito necessario per portare avanti la lotta di classe verso traguardi più alti. Non si può fare la lotta di classe sotto occupazione.
    La patria non e’ un’invenzione soltanto della borghesia. E l’internazionalismo non si può fare in assenza di nazioni. E’ idiota regalare la difesa della patria ai rossobruni che sono stati sempre i suoi nemici giurati.

  • Gracco

     sottoscrivo pienamente la tua integrazione. Per quanto riguarda la distinzione tra capitalismo e imperialismo (che io ho voluto plasticamente sottolineare) direi che si tratta di un punto assolutamente cruciale da sviscerare. Io certo non amo il capitalismo, ma devo constatare che oggi nel mondo i paesi-continenti già prede del vecchio colonialismo, dopo la scomparsa dell’Urss si trovano costretti a competere economicamente (cioè quantitativamente) con l’imperialismo. Non possono (penso alla Cina) richiudersi in un "proprio mondo" sfidando l’avversario solo sul piano qualitativo, perché soccomberebbero. Pertanto devono assumere il principio dell’accumulazione capitalistica, sia nella forma privata sia in quella pubblica. Dall’accumulazione si passa poi alla sopraffazione? la risposta secondo me è problematica, dipende soprattutto da chi guida il processo di accumulazione.

  • Georgios

    Prendo spunto da un commento fatto da Fernesto in questo articolo nella speranza di contribuire alla "ricerca del nemico":
    Queste considerazioni, attualmente in Grecia, sono state portate
    agli estremi data la situazione nella quale ci troviamo. E le
    terminologie teoriche si sono dimostrate la nostra rovina. Cerco di
    spiegarmi.
    Punti teorici di partenza:
    I comunisti lottano per abbattere lo stato nazione ed esaltano l’internazionalismo.
    I rossobruni esaltano l’interclassismo e la Patria.
    Domanda numero 1:
    Qual’è
    l’obbiettivo della plutocrazia bancaria? L’abbattimento dello stato
    nazione con tutto quello che ne consegue in termini di diritti civili e
    sociali.
    Dal momento che in una lotta (necessariamente di classe dato
    che si tratta di una lotta sociale) i fronti non possono essere che due
    soltanto, da quale parte ci dobbiamo schierare?
    Se ci schieriamo con i comunisti abbiamo lo stesso obbiettivo dei banksters. Se ci schieriamo con i rossobruni siamo fascisti.
    Domanda numero 2:
    Durante
    l’ultima guerra mondiale il FLN o il corrispondente EAM greco da che
    parte si erano schierati? Si erano schierati contro l’occupazione
    tedesca che era esattamente la stessa con l’occupazione odierna anche se
    quest’ultima non si esprime in termini di divise e carri armati.
    Comunque allora come adesso il "loro" obbiettivo era l’abbattimento
    dello stato nazionale.
    Credo di essere stato chiaro. Nella lotta di
    classe arrivano dei momenti storici durante i quali anche i comunisti,
    anche i proletari, devono agire come popolo unito a difesa della patria.
    La patria libera e’ il requisito necessario per portare avanti la lotta
    di classe verso traguardi più alti. Non si può fare la lotta di classe
    sotto occupazione.
    La patria non e’ un’invenzione soltanto della
    borghesia. E l’internazionalismo non si può fare in assenza di nazioni.
    E’ idiota regalare la difesa della patria ai rossobruni che sono stati
    sempre i suoi nemici giurati.

  • Georgios

    In linea di principio concordo.
    Se però parliamo della Cina (ma anche della Russia) abbiamo chiaramente a che fare con dei paesi capitalistici (nel caso cinese selvaggiamente capitalistico). La sopraffazione ne consegue.
    Quello che dal punto di vista qualitativo rimane (o speriamo che rimanga) in questi paesi, e’ la memoria sociale.
    L’altro ieri avevo per caso commentato a proposito qui su CDC.

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13290&mode=&order=0&thold=0

    Comunque devo dire che ho apprezzato i tuoi commenti.

  • Gracco

    il discorso ovviamente è complesso. Però devo precisare che parlando di sopraffazione mi riferivo non allo sfruttamento di classe (che è proprio del capitalismo e che in Cina ovviamente esiste) ma alla aggressione economica e politica che un paese imperialista compie nei confronti di un altro paese non abbastanza sviluppato economicamente, soggiogandolo. Perciò dico che in Cina come in Russia il capitalismo implica sfruttamento, ma non sopraffazione, quindi non si possono considerare imperialisti, come invece pensano in molti.

  • Georgios

    A meno che non parli di interventi militari e occupazioni vere e proprie, dato lo strapotere USA nel mondo forse non conosciamo bene i particolari nelle relazioni tra Cina e altri paesi o Russia e altri paesi.
    Per esempio che gli accordi Ucraina-Russia (Gazprom) sarebbero molto più convenienti per l’Ucraina di qualsiasi eventuale accordo con l’occidente e’ fuori dubbio, ma proprio per questi accordi era stata condannata la Tymoshenko e mandata in galera. E, si sa, in questi casi di brogli chi ci rimette e’ sempre il popolo del più debole.
    Non illudiamoci, le relazioni tra un paese forte e un paese debole e’ sempre di tipo imperialista per cui non vedo come possano Cina e Russia essere delle eccezioni. Soltanto in casi molto particolari quando p. es. esiste una esplicita concorrenza tra due grandi potenze può usufruire qualcosa un paese piccolo.
    Ho detto "a meno che", ma sono sicuro che se gli fosse data l’opportunità anche Russia e Cina non sarebbero da meno.