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IL PAESE CHE BRUCIA SAVONAROLA

DI PIETRO ANCONA

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Non è vero che l’Italia è schifata dalla casta superprivilegiata della politica e dei suoi satelliti, non è vero che vuole conservare la Costituzione ed avere una giusta considerazione del lavoro subordinato. All’Italia piaceva la legge Fornero ma piace ancora di più la Job Act di Renzi. Agli italiani piace l’Italia così com’è e non la vogliono cambiata. Coloro che vogliono cambiarla e cominciano con il decurtare lo stipendio dei propri parlamentari sono guardati con sospetto con rancore ed anche con fastidio. Credo che quando Grillo mostrò l’enorme assegno che aveva staccato a favore dei piccoli imprenditori con i soldi ricavati dagli stipendi dei suoi deputati la gente lo abbiamo guardato con diffidenza ed anche con una certa punta di odio. Le cose vanno bene come vanno e non debbono essere toccate.

L’Italia non ama i moralisti, i moralizzatori, coloro che vogliono drizzare le gambe ai cani. Ama se stessa così come è tanto coloro che avrebbero bisogno che cambiasse sono una minoranza, appartengono a classi socialmente deboli, non contano niente perchè bisognosi di aiuto. Per questo un Presidente del Consiglio che pugnala alla schiena il suo compagno di partito per prenderne il posto attacca i sindacati promettendo di mandare gli ispettori alla CGIL che ha monopolizzato tutto il sistema massmediatico che ha il doppio incarico tipico dei regimi di capo del governo e segretario del partito realizza un successo strepitoso riprendendo i voti della DC del primo decennio della Repubblica ma con una differenza: quel voto era interclassista. Il voto di Renzi è tutto di destra e proviene dallo svuotamento dei forzieri elettorali di Berlusconi di Monti e di Alfano letteralmente devastati..

Ha giocato a favore di questa affermazione del PD dalla quale comincia un nuovo periodo della storia italiana la vergognosa campagna denigratoria sul piano personale e sul piano politico fatta contro Grillo ed il suo movimento tacciati di populismo ed addirittura di essere un pericolo. Grillo è stato paragonato a Robespierre, a Stalin, ad Hitler, a Polpot. E’ stato accusato di assassinio per avere avuto la disgrazia di un incidente automobilistico. E’ stato accusato di fascismo e di autoritarismo. Il fatto che cacciava via dal Movimento coloro i quali si inventavano un dissenso per recuperare la busta paga parlamemtare per intero è valso a farlo definire un tiranno.

Questa campagna denigratoria e spietata di demolizione della persona e del movimento è stata fatta da Berlusconi e da Renzi ma anche da tanti esponenti della sinistra salottiera quella che capitanata dalla Spinelli probabilmente varcherà la soglia del quattro per cento per accedere ai lautissimi stipendi ed ai privilegi mostruosi del Parlamento Europeo.

Il libro sullla Casta e tutti gli altri che si sono scritti, tutto al rogo. Un rogo in cui fare bruciare Grillo che come Savanarola voleva cambiare i costume ed introdurre continenza nei Palazzi della Politica.

Di coloro che sono andati a votare (non sono moltissimi) la destra tra il 42 del PD il 16 di Berlusconi il 4 di Monti ed altre frattaglie raggiunge ed oltrepassa il settanta per cento dei voti. Questa gente tutta questa gente vuole che l’Italia resti proprio come è oggi ed ha dato mandato a Renzi e Berlusconi di fare quello che vogliono.

Napolitano può essere davvero soddisfatto. Tra poco potrà mettersi finalmente a riposo. Tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto. In Italia un colpo di stato si è fatto per via democratica, con le schede elettorali ed una matita.

Pietro Ancona

Fonte: http://medioevosociale-pietro.blogspot.it/

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25.06.2014

Pubblicato da Davide