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IL NUOVO BLUFF DELLA BORSA CHE SALE

DI MARCELLO FOA
blog.ilgiornale.it/foa

Viviamo nell’era dell’”uomo razionale”. Esiste la teoria del cittadino razionale, del consumatore razionale, dell’elettore razionale e naturalmente dell’investitore razionale. Secondo questa teoria i nostri comportamenti sarebbero dettati dalla capacità di soppesare attentamente pro e contro di ogni scelta onde optare per quella a noi più conveniente.

In realtà se pensate a come vi comportate nella vita di tutti i giorni, vi accorgerete come il vostro comportamento sia determinato soprattutto da comportamenti istintivi, emotivi, impulsivi ovvero non razionali, com’è normale che sia: il cuore, l’anima, la personalità, l’umore, il bisogno di appartenenza (familiare, patriottica, sociale), la necessità di essere accettati prevalgono sovente (quasi sempre?) sul raziocinio.E chi si occupa di comunicazione sa che per manipolare sia l’individuo che le masse occorre far leva su tecniche psicologiche che agiscono sulla parte non razionale di noi.

La percezione conta più della realtà, modella quella che è la nostra aspettativa, il nostro sentire comune e, in ultima analisi, i nostri comportamenti.

E’ quel che ha capito benissimo uno dei pochi economisti davvero liberi in Italia, Alessandro Penati, che, in quanto scomodo, raramente trova spazio sulle prime pagine dei giornali. Ieri ha scritto un articolo straordinario (*) in cui dimostra come la recente crescita delle Borse si basi non su aspettative ragionevoli e un’analisi obiettiva della realtà, ma sul management delle percezioni con la regia decisiva (e non è una sorpresa) di Mario Draghi e Ben Bernanke i quali possono contare sulla cortese e interessatissima compiacenza delle grandi banche d’affari, che hanno un ruolo fondamentale nell’orientare il gregge dei piccoli e medi investitori, e dunque di amplificare movimenti al rialzo o al ribasso.

Ecco alcuni passaggi del pezzo di Penati di cui raccomando la lettura:

La politica economica è diventata una questione di comunicazione. La Fed ha creato un’aspettativa continua di quantitative easing, con l’obiettivo di iniettare fiducia; la Borsa, più sensibile agli umori, sale, creando un effetto ricchezza; la gente, sentendosi più ricca dovrebbe consumare di più e le imprese tornare a investire. Ma se Wall Street ha messo a segno una forte crescita, credito, consumo e investimenti languono.

Anche Draghi ha sposato l’approccio mediatico (…) Lo scopo è convincere che se la crescita è alle porte, la crisi è finita, il debito pubblico diventa sostenibile, il rischio paese e lo spread spariscono, e la riduzione dei tassi rilancia credito, consumi e investimenti.

Se la ripresa è dietro l’angolo, l’angolo però non si vede. Il credito è un indicatore sensibile al ciclo economico. Ma il credito non si sta espandendo, e addirittura continua a contrarsi (-2% alle imprese dell’Eurozona a giugno, -4% in Italia). È la stessa politica della Bce ad aggravare il problema: la Fed ha acquistato attività finanziarie sul mercato, prevalentemente dalle famiglie, iniettando moneta direttamente nel settore privato; la Bce lo ha fatto in quantità analoga alla Fed (tolto oro e valute, 19% del Pil, rispetto al 21% della Fed), ma dalle banche.

E’ uno scambio di attività col sistema bancario, che lo tiene artificialmente a galla

Compiacersi perché abbiamo rallentato la caduta, o l’abbiamo fermata, ma rimaniamo a terra, pur sopravvissuti allo schianto, significa aver perso di vista il problema: l’Europa ha subìto contemporaneamente il peggior episodio di doppia recessione e il più lungo periodo di contrazione visti nel dopoguerra. Non se ne esce con la politica degli annunci. Come negli altri casi, mi sembra rivolta a condizionare i mercati; ma che crea soltanto l’illusione di poter risolvere i problemi economici sottostanti.

Bravissimo Penati. Ma è meglio che certi articoli restino confinati nelle pagine interne. Non vorrete mica risvegliare le coscienze della gente?

Marcello Foa
Fonte: http://blog.ilgiornale.it
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2013/08/13/il-nuovo-bluff-della-borsa-che-sale/
13.08.2013

*http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/draghi-inietta-fiducia-con-le-chiacchiere-bernanke-con-soldi-finti-le-borse-se-li-61056.htm

Pubblicato da Davide

  • cardisem

    Anche quando pretendiamo di seguire sempre dei comportamenti razionali, capita di accorgersi in un secondo tempo che razionali non erano… I ragazzi di Chicago non pretendono di essere “razionali”? E quali e quanti disastri hanno prodotto? Quella della razionalità è un feticcio, forse prodotto dalla cultura illuministica… È forse razionale aver sperperato tre mila miliardi di dollari in Iraq per far morire oltre un milione di persone? E gli esempi potrebbe essere infiniti…

  • Nauseato

    Ma sai… ricordo bene come al tempo, chiunque si dichiarava avverso alla guerra in Iraq venisse accusato di essere anti-americano, anti-occidentale, (ricordo ancora le farneticanti dichiarazioni di alcuni esponenti PdL …) anzi un vero e proprio filo-terrorista… e gli esempi in tal senso potrebbero essere infiniti…

  • MartinV

    Per restare all’esempio dell’Iraq… ma vale lo stesso per la Libia… le imprese militari sono fatte con il denaro pubblico, mentre i maggiori profitti dei nuovi accordi commerciali coi vincitori van tutti nelle tasche degli azionisti… a morire sono solo gli straccioni indigeni e la carne da cannone reclutata nelle classi inferiori dell’Impero

    Quindi, per qualcuno, per coloro che tirano i fili, la distruzione dell’Iraq è stata estremamente razionale… per gli altri, c’è stata la propaganda bellicista dei mezzi di comunicazione alle masse con una martellante goldsteinizzazione di Saddam e degli Iracheni per far passare come dovuta l’aggressione da parte dell’Impero…

    Adesso c’è il “remake” con la Siria, con la partecipazione entusiasta dei mezzi di comunicazione (o meglio condizionamento) per le masse, ma sembra che si stia rivelando un flop per l’Impero… almeno lo spero…

  • nigel

    Su “Scenari Economici” rullano i tamburi della vittoria franco-tedesca ” …PIL 2 trimestre 2012 a + 0,5 e + 0,7…l’Europa sta uscendo dalla recessione..”
    Sono davvero strani questi annunci, che fanno eco agli annunci-barzelletta di Saccomanni riguardo al nostro povero Paese.

  • ilsanto

    Ma sei proprio sicuro ? e se invece gli investitori ragionino benissimo ?
    In fin dei conti ci sono ottimi motivi per investire nelle multinazionali:
    – 1) Con la globalizzazione possono Delocalizzare le produzioni, e NON solo, dove più conviene. – 2) Possono sfruttare al meglio l’automazione ed i processi informatici per ridurre i costi. – 3) Possono eludere le tasse alla grande ( quasi sempre legalmente ). – 4) Molti paesi in difficoltà sono disposti a finanziare i loro stabilimenti o azzerare le tasse. – 5) Se per caso in futuro dovessero diminuire i fatturati possono sempre licenziare mantenendo invariati ( e spesso aumentando ) i loro profitti. – 6) Nel caso un paese vada male possono contare su quelli che crescono. – 7) Nel caso un prodotto non tiri più molto possono crearne uno nuovo. Solo per citare i primi che mi vengono in mente. Se invece volessi investire sul debito di un paese penserei subito ma quanti debiti ha ? Ma se fà la fine dell’Argentina o dell’Islanda o dell’Irlanda, Portogallo, Cipro, Grecia li riprenderò mai e in che misura o quando ? e se mi svaluta la moneta ? per quanto la FED, BCE, BOJ pomperanno danaro sperando in una ripresa a cui non credo più. Se le Multinazionali delocalizzano, licenziano, automatizzano, eludono le tasse LORO CI GUADAGNANO mentre GLI STATI SI INDEBITANO e magari FALLISCONO.
    Ecco perchè molto razionalmente le borse salgono perchè sono i beni a prova di tutto e vincenti mentre i soldi sono sempre più carta straccia.
    PS se un paese va male anche il mitico mattone non serve a molto e a giudicare dalle migliaia di compro oro forse come investimento io ci penserei due volte.