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IL NEW YORK TIMES: UN VOTO PER OGNI MEMBRO FIFA E' UNA STRANA MATEMATICA ELETTORALE

FONTE: MOON OF ALABAMA

Il New York Times ha raccolto una rivelazione a proposito del raid della polizia Svizzera su funzionari della FIFA a Ginevra, stimolato dalla volontà degli USA che a quanto pare portano un po’ di rancore verso la Federazione Calcio perchè non hanno ottenuto di ospitare la Coppa del Mondo del 2022, che è andata invece al Qatar.

E’ ovvio che gli USA stanno cercando di piazzare il loro ‘’pupazzo’’ alla presidenza della FIFA ed il loro candidato è un membro della corrotta famiglia reale della Giordania. Gli Stati Uniti infatti non sono contrari alla corruzione. Che cosa ne penseremmo oggi se la FIFA, come certe grosse banche avesse fatto lobbying su rappresentanti e senatori?

La corruzione va benissimo in America, finché opera in accordo con gli interessi dominanti. In questo caso pero’ le regole della FIFA rendono particolarmente difficile agli USA ottenere quanto desiderano.

La ragione, secondo il New York Times e’: ‘’La strana matematica elettorale della FIFA’’.

Cosa c’e’ di strano in questa matematica?

I membri FIFA sono le federazioni calcio nazionali. Ognuna ha diritto a un voto ed il voto e’ segreto.

Pensiamoci, ogni membro ha un voto che pesa allo stesso modo di quello degli altri e puo’ votare come crede senza che ci sia modo di pressarlo. Sarebbe strano? Ancora dall’articolo del New York Times:

‘’E’ annunciato che il signor Blatter vincerà il suo quinto mandato venerdì, un voto che avra’ luogo a pochi chilometri di distanza da dove gli arresti di mercoledì scorso hanno avuto luogo, in parte grazie alle matematiche di voto FIFA. Il presidente FIFA è eletto da 209 federazioni calcio membri sulla base di un voto per ciascuno, rendendo numerose piccole nazioni che appoggiano il signor Blatter un contrappeso efficace alla sua crescente impopolarità altrove, specialmente in Europa’’.

Un paese un voto e’ effettivamente una strana matematica: proviamo a immaginare se le Nazioni Unite fossero gestite in questo modo. Come farebbero gli USA e gli altri membri del consiglio di sicurezza a far pesare la loro volontà se ciascun membro avesse un vero voto?

Il New York Times non avanza proposte su come riformare al meglio questa ‘’strana matematica’’. Come vorrebbero riorganizzare le cose gli USA? Per numero di popolazione? Cina, India, Nigeria o Brasile ne sarebbero di sicuro entusiasti, ma dubito che i loro voti andrebbero nella direzione che desiderano gli USA. Peso del voto calibrato sulla popolarita’ dello sport in un dato paese oppure sul successo storico delle squadre nazionali? Il Portogallo e altri piccoli stati in questo caso potrebbe avere un peso enorme, mentre il voto USA slitterebbe da qualche parte verso il fondo della lista.

Bisogna dire che in assenza di alternative non c’e’ miglior modo di gestire la FIFA del modo attuale. Una coppa del mondo e’ un business da miliardi di dollari. I soldi che la FIFA incassa tramite licenze TV, pubblicita’ e merchandising ritorna alle federazioni calcio che in teoria dovrebbero usarlo per promuovere e incoraggiare lo sport. Sfortunatamente una certa corruzione e’ inevitabilmente coinvolta in un business cosi’ grosso e complicato, il mondo dovra’ farsene una ragione. L’alternativa e’ mettere il controllo sul calcio nelle mani su qualche organismo non eletto che non deve rendere conto a nessuno, che sarebbe probabilmente un conglomerato controllato dagli USA, e sarebbe la fine del gioco.

Ho suggerito che l’assalto degli USA alla FIFA dopo il caso corruzione in realtà ha radici che vanno indietro fino agli anni ’90 ma viene fuori solo adesso perché la FIFA deve votare sulla proposta di escludere Israele perche’ impedisce di praticare il calcio in Palestina. Togliere la coppa del mondo 2018 alla Russia è un obiettivo pure conveniente, ma secondario. Israele ha concesso le sue responsabilità e ha offerto concessioni in cambio del ritiro della mozione per la sua estromissione dalla FIFA. Ma queste concessioni sono probabilmente insufficienti:

‘’La fonte ha riferito che il president FIFA Sepp Blatter ha accolto la proposta Israeliana ma ha detto che occorre il consenso di Rajoub (capo della federazione calcio palestinese) prima di cancellare il voto per bandire Israele dalla FIFA.

La fonte sostiene che Rajoub abbia acconsentito, presentando pero’ ulteriori richieste, che la FIFA chieda al segretario generale ONU Ban-Ki-Moon di prendere una decisione entro tre mesi per determinare se i 5 team Israeliani basati nelle comunita’ occidentali Palestinesi siano o no da considerarsi in territorio Israeliano.

I regolamenti FIFA prevedono che squadre che non sono basate entro il confine del territorio Israeliano debbano richiedere il consenso Palestinese per partecipare al campionato Israeliano. Dal momento che le Nazioni Unite non riconoscono i territori occidentali come parte d’Israele, la decisione comporterebbe a forzare Israele ad espellere le 5 squadre dalla Lega, se non vuole rischiare spezzando le regole della FIFA’’.

I Palestinesi devono insistere con la richiesta, Israele, come fu per il Sudafrica dell’Apartheid, dovrebbe essere buttato fuori dalla FIFA perché non dovrebbe esserci posto per il razzismo e l’occupazione militare nello sport più amato al mondo.

Fonte: http://www.moonofalabama.org

Link: http://www.moonofalabama.org/2015/05/imperial-nyt-each-fifa-member-one-secret-vote-is-strange-electoral-math.html

29.05.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CONZI

Pubblicato da Davide

  • albsorio
  • 1Al

    Articolo molto interessante. Più si scoprono particolari, più diventa evidente la matrice politica di questo blitz. Ma quello che disgusta di più, è la miseria morale ed intellettuale dei commenti sui media mainstream, Tutti allineati e coperti ad inneggiare agli USA. E senza neppure una riga sul vero motivo del blitz, il bullismo israeliano. Che schifo gente. Siamo in una realtà nauseante.

  • Gil_Grissom

    Agli ebrei frega gran poco del calcio anche perché sono delle pippe terrificanti, il loro sport nazionale e’ il basket dove invece hanno una squadra, il Maccabi, spesso vince anche in Europa: infatti partecipa con una deroga speciale alla Eurolega europea. Non solo dunque la federazione pallacanestro europea e mondiale non li vuole espellere, ma addirittura li privilegia facendoli giocare con le blasonate squadre europee. Come si spiega il diversissimo trattamento riservato ad Israele da parte del calcio e del basket? 

  • Fedeledellacroce

    Si spiega semplicemente perché é la Palestina che chiede l’espulsione di israele dalla FIFA.
    I palestinesi non hanno una squadra di basket.
    E gli europei sono complici di israele per i crimini di guerra.

    Sei molto ostinato a difendere l’indifendibile.
    Accetta il fatto che israele é una nazione criminale.

  • Gil_Grissom

    Lei per favore non mi metta in bocca parole che non ho mai detto: ho semplicemente fatto una domanda senza dire che Israele e’ buono e che i palestinesi sono cattivi. Il fatto che Israele sia o meno uno stato criminale non spetta a me dirlo( e nemmeno a lei), accetti comunque l’idea che nel mondo possa esserci qualcuno che non sia filopalestinese senza se e senza ma a priori. Se poi rilegge con razionalita’ la sua risposta vedra’ che non ha senso, perche’ anche lUEFA e’ europea ma Israele non ne fa parte mentre fa parte della federazione europea di basket, questa differenza non ha nulla a che vedere coi palestinesi, ha altre motivazioni che lei ignora o finge di ignorare.