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IL NAUFRAGIO DI SAMARAS

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

Il tempo è decisamente da tempeste e da salvataggi. Lunedi 29 dicembre, al terzo e ultimo giro delle elezioni presidenziali al Parlamento greco, il commissario europeo Stàvros Dìmas ha ottenuto solo 168 voti, ben lontani dai 180 necessari per la sua elezione. In conseguenza al naufragio di Samaras, l’assemblea sarà sciolta e verranno indette elezioni anticipate, probabilmente già per il 25 gennaio. Salvataggi in vista?


Le ferry “Norman Atlantic” en feu. Adriatique, le 28 décembre

Fatalmente, il tempo è girato alla tempesta e ai salvataggi, e questi ultimi sono più che mai difficili. Da domenica mattina i media in Grecia e in Italia diffondono a profusione le immagini girate nel corso della delicata operazione di salvataggio, ancora in corso, per evacuare i passeggeri e i membri dell’equipaggio a bordo del traghetto italiano “Norman Atlantic”.

Il giorno precedente Antonis Samaràs, il lugubre primo ministro, faceva la sua comparsa alla televisione greca per una ben misera intervista. Per quanto riguarda il traghetto italiano partito dal porto di Patrasso in direzione del porto di Ancona, e noleggiato dalla compagnia greca ANEK, l’incendio è partito domenica mattina, durante una brutta tempesta al largo dell’Albania. Il seguito ci è noto, ora per ora. Salvataggi, agonie e… purtroppo, perdite.

Mi sono permesso di sottolineare, in maniera diciamo un po’ leggera, alcuni commenti che arrivavano direttamente dalle poltrone e dai sofà deglii telespettatori di un Paese altrettanto naufragato e incendiato, i quali ironizzavano su Antonis Samaras e sulla sua “incapacità di salvare i poveri passeggeri del traghetto in fiamme”. Parole all’aria e parole di naufraghi in un mare agitato. Ciò nonostante, quello che queste parole esprimono rispecchia un sentimento di nausea, largamente condiviso in Grecia, a proposito dell’incapacità di Samaras. È come se la gente avesse scoperto all’improvviso la luna: il nostro grande satellite… rimasto invisibile all’epoca delle elezioni del 2012. Aspettiamo allora le elezioni di gennaio!

Noël 2014. Ville de Trikala en Thessalie.

Il mare agitato della crisi greca, la sua meccanica sociale, così come la loro freddezza socialmente abissale, tutto questo naufragio non è comunque percepito dappertutto e nello stesso modo. Atene, Tessalonica e le città importanti ne soffrono di più, ed è una sofferenza che tocca, educa, e mette alla prova i tre quarti della popolazione del paese. Nelle campagne invece questo inabissamento è meno avanzato, anche se certe dinamiche e certe realtà faranno il resto del lavoro.

Nel corso dei mesi, quelli di Atene i tre quarti della popolazione urbana hanno misurato con gelosia, per non dire con costernazione, tutta la distanza che li separa dai loro cugini di provincia, forzatamente lontani. Yannis direbbe: “finché dura… anche noi duriamo!”, sull’esempio degli abitanti di Trikala, in Tessaglia, le cui abitudini sono certo cambiate.

Yannis è un dipendente della Banca Postale assai esemplare dei tempi che verranno e forse di tutti i tempi. Al di là delle ore di servizio, si occupa della famiglia e soprattutto della sua piantagione di 380 melograni, piante com’è noto ermafrodite e autofertili. Suo fratello gli da una mano, pur continuando ad esercitare anche lui un altro lavoro. La terra disponibile non manca: oltre 250 persone hanno lasciato il villaggio della Tessaglia (1300 abitanti nel 2010) per stabilirsi all’estero, principalmente in Germania.

La ville de Tríkala, décembre 2014
Le marché de Tríkala, décembre 2014

Yannis è fiero e ha ben motivo di esserlo. La piantagione garantisce alla sua famiglia una più che degna integrazione, fra i quattro e gli ottomila euro all’anno a seconda del raccolto, del mercato e degli imprevisti. L’investimento è costato meno di 8000 euro per il materiale, la terra gli è stata offerta e i frutti si vendono bene. Sta pensando di organizzarsi meglio, per gestire da solo l’imbottigliamento, o magari di mettersi in società con altri produttori. Ma non è così scontato.

“Ci siamo trovati in tanti per formare una specie di cooperativa informale. Dato che produciamo lo stesso tipo di frutto, mi sono posto il problema dei trattamenti e della fertilizzazione dei frutteti. Tutti hanno fatto finta di niente, perciò ho subito capito la situazione. Mio fratello e un amico saranno i miei soli soci, e quanto agli agronomi e agli altri consiglieri di Stato… è il caos. Non funziona più nulla. Semplicemente non abbiamo più bisogno di loro. Ci costruiamo la nostra sopravvivenza… se possibile”.

Banque en faillite. Trikala, décembre 2014

Fra l’altro Yannis si è appena installato in casa un riscaldamento a legna con sistema di recupero del calore e distribuzione dell’aria calda nelle diverse stanze, e non sempre deve comprarsi la legna. Il territorio del comune offre… delle possibilità vicino al fiume! L’unico inconveniente è che potrebbe essere difficile uscire di casa alla sera, talmente l’aria del villaggio è carica di un fumo spesso e irritante. D’altro canto anche ad Atene, per le stesse ragioni, tutta questa settimana è stata vissuta sotto il segno dello smog.

Le autorità (autorità per usare un eufemismo) hanno lanciato invano appelli alla misura nell’uso dei camini e di altre stufe a legna. Tutta Atene brucia la sua legna, il suo pellet, i suoi vecchi mobili… e brucia dalla voglia di votare Syriza, contrariamente a Trikala e alle altre provincie dove il senso della storia d’una semantica sensibilmente diversa. È però tutto ancora da vedere, e non ci resta che aspettare qualche settimana.

Trikala et sa citadelle. Décembre 2014
Fermeture. Tríkala, décembre 2014
Trikala, rue centrale. décembre 2014

A Trikala gli abitanti e i turisti sono numerosi… tutti a farsi vedere nei caffè e lungo le strade pedonali del centro, la crisi sembrerebbe segnare una piccola pausa. È un segnale peraltro nuovo: il turismo invernale ha ripreso quota in questo inverno 2014 nelle destinazioni montane attorno a Trikala, salvo che questa crescita potrebbe apparire ancor più immorale agli occhi di coloro che si sono impoveriti. “Da dove tira fuori tutto questo denaro questa gente, mentre noi moriamo di freddo?” si chiede Stérgios, il suocero di Yannis.

Domanda un po’ retorica. “Ok, penso di saperlo. Un terzo della gente appartiene ancora alla porzione dei benestanti. Ora due persone su tre si collocano nei due terzi dei più poveri. Mentre prima della crisi il 70% della gente praticava ancora questo genere di turismo, o al massimo un altro. Ora non è più così, ed è possibile che in futuro solo il 10% dei Greci abbia ancora questa possibilità”.

Stergios aspetta paziente la pensione… ipotetica, per ora: 360 euro al mese, questa è la sola e unica somma «garantita dallo Stato», da quando si è cominciato ad abusare di questa espressione. Si, perché l’«Athenaion Politeia» dell’Atene antica, descritta da Aristotele, non ha nulla a che fare con gli idola tribus della teologia del finanziarismo applicato ed autocrate. Perciò, senza troppe illusioni politiche concrete, Stergios è amareggiato ma non si fa abbattere. Anche se non è più in attività, dato che la sua impresa – un laboratorio di falegnameria – è in fallimento dallo scorso settembre. Chiusura definitiva.

Drachme ici et maintenant. Tríkala, décembre 2014

Nel centro di Trikala e sulla vetrina di una filiale bancaria chiusa, sotto il cartello «affittasi», si scorge anche un manifesto messo da un piccolo movimento di sinistra, dal chiaro messaggio: “Dracma, qui e ora. L’euro rappresenta le catene della servitù imposte dalla Germania alla società greca. L’euro è una maledizione! Un milione di licenziamenti, disoccupazione in rialzo del 190,5%, 30% delle industrie chiuse, il PIL in caduta del 25%, il debito aumentato del 35,5%, i salari in ribasso del 38% e le pensioni del 45%, la povertà in crescita del 42,8%, ogni giorno due persone si suicidano. Non pagheremo più nulla ai rapaci creditori, annullamento del debito!”.

Un secondo manifesto, sulla stessa vetrina, ci informa dell’ultima rappresentazione del meta-teatro (sic!) delle marionette in un bistrot della città: “Ploutos”, l’ultima commedia nota di Aristofane, nella quale si affronta – per l’appunto – il problema dell’ineguaglianza delle ricchezze.

Esattamente come Stergios, che ha appena posto una domanda al suo amico albergatore: “Allora di un po’, ma da dove saltano fuori queste persone che riempiono il tuo albergo, e soprattutto da dove lo tirano fuori il denaro?”. Beh, questa gente sono medici, a volte giornalisti e, soprattutto quest’anno, professionisti del turismo e abitanti arricchiti delle isole. Di solito facevano le loro vacanze invernali in Europa del Nord o addirittura nell’emisfero sud, mentre quest’inverno hanno scelto in massa le nostre destinazioni di montagna.

Effetto crisi o moda? Poco importa, mi limito a dire che la prospettiva sociale cambia di fronte alla ricchezza. Quando la maggior parte della vecchia classe media passa l’inverno a tremare in appartamenti di oltre 100 m2, beh, allora è l’odio a farla da padrona. A proposito dei poveri naufraghi sfuggiti all’incendio del traghetto “Norman Atlantic”, ormai rimorchiato al porto di Bari in Italia, alcuni bei spiriti sono riusciti perfino a scrivere questo su internet: “Bastardi, arricchiti e parassiti. Volevate passare il vostro capodanno sulle Alpi, mentre noi stiamo qui a morire di freddo e disoccupazione. È un peccato che la barca non sia affondata, e voi con lei”. Società… allo stato zero di scrittura!

Aux environs de Tríkala. Décembre 2014
Le “Norman Atlantic” en feu. Le 28 décembre

Dall’altra parte della vallata, al di là delle destinazioni turistiche, si scopre veramente il paese disabitato e libero, con i suoi villaggi e borghi più caratteristici, più sparpagliati che mai. I rari pastori indicano sempre il sentiero agli inabituali visitatori, anche se il patrimonio ovino greco subisce la peggiore catastrofe dall’epoca delle guerre mondiale e civile. Le epidemie di afta epizootica del 2013 e 2014 sono state senza precedenti, e dato che non viene più presa alcuna misura di prevenzione, dopo i tagli volontariamente imposti dallo Stato ai servizi veterinari, le cose vanno di male in peggio.
Foulis, un veterinario che ho incontrato in un caffè di un villaggio nelle montagne della regione di Trikala, è più che scoraggiato: “tre anni fa eravamo più di trenta in servizio, ora siamo solo più sei. La sorveglianza ai cinque mattatoi che conta il dipartimento è già un compito arduo e molto pesante. Allo stesso tempo le nostre montagne si riempiono di cadaveri di animali. Nessuno li va a raccogliere. Ovviamente i turisti invernali non vedranno nulla. È stata messa su una nuova società per andare a prendere i cadaveri e incenerirli e le hanno dato un grosso finanziamento dall’Unione Europea. A mia conoscenza però i risultati sono quasi inesistenti. Mancano gli inceneritori e non è stato preparato nulla come si deve… salvo il versamento dei fondi europei. I dipendenti di questa società si sono portati via anche gli anelli di marcatura dai cadaveri delle bestie. Ad ogni modo, sappiamo che ormai hanno programmato di far sparire i nostri servizi affinché delle strutture private possano rimpiazzarci, dopo aver provocato questo disservizio. Comincio quasi a pensare che avrei forse tutto l’interesse, in un prossimo futuro, ad aprirmi un’impresa del genere”.

L’autre Grèce. Région de Tríkala, décembre 2014

Sulle dighe di Acheloos o Aspropotamos (letteralmente, il “fiume bianco”), fiume che nasce dal massiccio del Pindos a oltre 2000 m.s.l.m. tra l’Epiro e la Tessaglia, alcuni graffiti ricordano la dura lotta fra gli industriali da una parte e dall’altra gli ecologisti e gli abitanti di questa «Grecia prediletta», come sa bene il regista Theodoros Angelopoulos.

Di ritorno, sulle autostrade meno intasate di un tempo e negli autogrill, si parla volentieri della sorte dei naufraghi e delle vittime del traghetto noleggiato, che secondo i reportage era troppo pieno. Ma si parla ormai e soprattutto di elezioni, ormai proclamate per il 25 gennaio 2015.

Sur le barrage d’Achelóos. Décembre 2014
Sur le barrage d’Achelóos. Décembre 2014
Le fleuve Achelóos entre l’Épire et la Thessalie. Décembre 2014

Oggi la borsa di Atene è ancora andata giù, ed è già una buona notizia, mentre la marionetta Samaras ha fatto la sua ultima piroetta, alla foggia di un sinistro Efialte (in greco rappresenta allo stesso tempo il traditore della patria e l’incubo di tutti i bambini).

Di certo non ci mancherà la sua «governance» fatta di mail inviate dalle cabine di regia della Troika, a Bruxelles o a Berlino. Sta per cominciare un periodo elettorale molto breve, e già sappiamo che tutta l’arte della meccanica sociale e del terrorismo propagandistico saranno dispiegati per impedire l’arrivo al potere di Syriza e di Alexis Tsipras. Peraltro le due foto pubblicate oggi (lunedi 29 dicembre) dal quotidiano mainstream la dicono lunga sul possibile evolversi degli eventi.

Samarás, le lugubre. Le 29 décembre
Tsípras souriant. Le 29 décembre

Yannis voterà per Syriza, “tornate qui da noi al villaggio a fare festa, alla sera delle elezioni” ha detto ai cugini venuti da Atene, mentre in tante case ateniesi torna per forza il sorriso, malgrado il freddo e la neve annunciati per il fine settimana.

Pause café sur l’autoroute. Grèce centrale, décembre 2014

Hardouvelis, il ministro-banchiere delle finanze e dello scrocco planetario, dichiara che “senza dubbio le elezioni ritarderanno le riforme”, mentre dalle parti di Syriza è proprio questa la speranza… mettere fine all’austerità ma restare nell’euro.

I pennivendoli al servizio della canaglia oligarchica hanno già trovato il modo di cambiare casacca: “L’Europa ha i sudori freddi. In Grecia si avvicina la prospettiva di elezioni anticipate e il partito della sinistra radicale, Syriza, che promette di annullare il programma di austerità e di cancellare il debito, è alle porte del governo. A diverse migliaia di kilometri di Atene, in Spagna, la formazione di estrema sinistra euroscettica, Podemos, si prepara per le politiche del 2015, ed ha buone possibilità di vincerle. Alla fine di novembre i sondaggi davano il partito di Pablo Iglesias in testa, davanti al Partito Popolare del primo ministro Mariano Rajoy e del Partito Socialista. In Portogallo, a Cipro o in Irlanda, i movimento di estrema sinistra seducono anche gli elettori sfiniti da un rigore imposto “dall’alto” di Bruxelles e nostalgici di uno Stato-Provvidenza generoso” (Le Monde del 28 dicembre). C’è di che temere un ritorno dei popoli e della Phronesis [saggezza, N.d.T.], di fronte ai crimini smisurati del finanziarismo totalitario (per ora… padrone dei media) e che tuttavia non sarà eterno.

Fin de l’automne. Trikala, décembre 2014

Gran parte della sinistra greca sosterrà Syriza, così come gran parte dei vecchi elettori del PASOK e di Nuova Democrazia. Il resto è ancora tutto da vedere, fatta eccezione per la volontà (per ora certamente minoritaria) talvolta esplicitata e più spesso soffocata da molti greci (quadri di Syriza compresi) di mettere fine all’impostura dell’euro e disfare in questo modo l’Unione Europea.

Ampio (e lontano?) programma sotto lo sguardo interrogativo di altri popoli sottomessi del povero continente. “Non vogliamo più morire affinché questi truffatori possano continuare a vivere nell’opulenza. Vogliamo la loro morte e, alla fine, la democrazia”, sono parole di Anna, una vicina di Atene e… espressione forte di una certa mentalità di questi ultimi tempi.

Più che Syriza e le sue posizioni politiche, ciò che temono le nostre oligarchie eurocratiche sono lo scatto improvviso e la probabile dinamica che ne deriverebbe, ed è normale che sia così. Il tempo è decisamente girato alla tempesta e ai salvataggi… e alla guerra. Navigazione a vista e incertezze.

Sous le regard interrogateur. Grèce, décembre 2014

Panagiotis Grigoriou

Fonte: www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2014/12/Fr0388.html#deb

29.12.2014

Teaduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARTINO LAURENTI

Pubblicato da Davide

  • adriano_53

    la saggezza di Anna è alimenta la speranza.