Home / ComeDonChisciotte / IL MONDO DEL LAVORO CHE CAMBIA: LE NOVE CLASSI DELL'AMERICA. E IN ITALIA ?
14748-thumb.jpg

IL MONDO DEL LAVORO CHE CAMBIA: LE NOVE CLASSI DELL'AMERICA. E IN ITALIA ?

DI CHARLES HUGHES SMITH

charleshughsmith.blogspot.it

Otto delle nove classi sociali hanno vissuto una regressione dovuta a convenzioni antiquate, accordi neofeudali e neocoloniali e uno spettro di incentivi perversi accompagnati da illusorie e false scelte.

Il tema che propongo questa settimana è il mondo del lavoro in cambiamento. L’obiettivo di questo “five-part look at the changing world of work” risiede nel guardare avanti, piuttosto che restare, con le lacrime agli occhi, nostalgici per qualcosa che in questo momento è saldamente (re)legato al passato.

Ai fini del discorso possiamo Iniziare stabilendo un contesto socio-economico di riferimento: la struttura delle classi sociali e del reddito degli Stati Uniti.

In genere la tradizionale struttura delle classi si articola, come riferimento, lungo linee che fanno riferimento al reddito, vale a dire la classe benestante superiore media, la classe media, la borghesia e quella povera.

Qualche anno fa suggerii che un più utile schema fosse quello di osservare l’ America attraverso le lenti non solo del reddito, ma anche di quelle del potere politico e la dipendenza dello stato, come nell’articolo Three-and-a-Half Class Society (22 ottobre 2012).

Ma questa struttura a tre “classi e mezzo” non ebbe la capacità di catturare la natura del cambiamento occupazionale, del reddito e del benessere/potere politico, tant’ è che l’ anno scorso decisi di suddividere lo spettro socio-economico degli Stati Uniti in un nuovo schema a nove classi.

Questa struttura a nove classe non è “feudale”, considerando con tale termine una mobilità sociale ed economica estremamente limitata tipica del feudalesimo; solo la classe oligarchia è quasi del tutto “impermeabile” alla mobilità sociale verso l’ alto, anche se questa classe socio-economica può essere “violata” nel senso di esser caratterizzata da aperture praticabili da chiunque abbia la giusta e opportuna capacità di accumulare miliardi di dollari in attività produttive.

Nonostante ciò questa struttura si mostra in qualche modo “neo-feudale”, un termine che uso per descrivere una società e una economia dominata dalla “finanziarizzazione” e in cui, l’ apice (della gerarchia sociale), ovvero i più alti gruppi che detengono la ricchezza e il potere politico, possa comprarsi il “benessere”. Le classi gerarchicamente sottostanti questo vertice sono o “muli fiscali”, ovvero tecnocrati della casta superiore che servono l’ apice, o classi inferiori che vengono “comprate” con il benessere sociale e le varie iterazioni moderne come spettacoli ed intrattenimenti, “gladiatori” e pane.

Descrissi i “muli fiscali” in “Neofeudalism 101: Strip-Mining the Upper Middle Class”.

La classe di “circo e gladiatori” è invece opportunamente descritta in questo documento: “I live better on Welfare then I ever did working”.

Il povero che lavora attualmente fatica a servire i tecnocrati ben pagati: “The Shut-In Economy: In the new world of on-demand everything, you’re either pampered, isolated royalty, or you’re a 21st century servant”.

Facciamo una revisione di queste nove classi:

1. Lo “Stato Profondo” . Mike Lofgren ne ha offerto una descrizione in Anatomy of the Deep State:

Lo “Stato Profondo” è un’associazione ibrida di elementi di governo e settori della finanza e industria di “alto livello” che sono effettivamente capaci di governare la nazione senza riferire alla popolazione elettrice ne preoccuparsi del loro consenso, come in realtà normalmente avverrebbe nel formale processo politico.

Descrivo lo “Stato Profondo” Americano come Stato di Sicurezza Nazionale che abilita una vasta struttura imperiale incorporante sia poteri “forti” che quelli più “morbidi” – come militari, diplomatici, l’ intelligence, la finanza, il mondo commerciale, l’ energia, i media, l’istruzione superiore – all’ interno di un sistema volto al dominio globale.

La caratteristica fondamentale dello Stato Profondo è che esso prende decisioni a “porte chiuse”; il governo legittimamente eletto, quello che si mostra in superficie, esercita poi ratifiche su tali decisioni preoccupandosi poi di metterle in atto.

Il numero di persone nella classe dello Stato Profondo è esiguo: tra questi ci sono alti funzionari federali (NSA, del Pentagono, Tesoro, ecc), i funzionari esecutivi di succursale e i principali attori del settore privato.

L’ appartenenza alla classe dello Stato Profondo non si fonda sulla ricchezza, quanto sulle “relazioni” e il “potere”. Le origini di un individuo contano meno della sua ambizione, di nuove abilità generazionali apprese e sviluppate, l’ intelligenza e la capacità di manovra attraverso la politica e il meccanismo delle burocrazie.

2. Gli oligarchi. La parola Oligarchia può essere rintracciata in diversi documenti – per esempio We’ re Headed for Oligarchy – e svariate parole, capaci a descriverla, sono in qualche modo interscambiabili fra loro: corporatocrazia, plutocrazia, ecc. Ho usato Aristocrazia Finanziaria per richiamare alla mente la struttura neofeudale della nostra economia.

Qualunque sia termine per cui si abbia preferenza, questa piccola classe, che è più o meno al massimo il 0.01%, detiene la maggioranza della ricchezza finanziaria della nazione. I suoi appartenenti possiedono essenzialmente la macchina politica della nazione, scrivono le regole che disciplinano le loro attività, le tasse, etc.

3. Nuova Nobiltà. Questa è la classe di super-ricchi posizionata appena sotto gli “oligarchi”. I suoi appartenenti possiedono una percentuale significativa di tutte le attività, ma non gestiscono direttamente il processo politico come fa la classe oligarchica. Assumono CPA e avvocati per proteggere i loro interessi costituendo un’ influente classe politico-finanziaria caratterizzata da strette connessioni globali.

4. Casta più Alta. Uso questo termine per descrivere la classe professionale / tecnocratica che gestisce, per le classi superiori, lo status quo socioeconomico. I suoi appartenenti servono sia il settore pubblico che privato. Queste sono le persone (descritte nel link sopra), che lavorano duramente per i loro padroni aziendali / statali, che possono permettersi di vivere a San Francisco, West Los Angeles e Manhattan, pagando per tutti quei nuovi servizi di tecnologia (capaci a loro volta) di sostituire un servizio privato precedentemente dedicato con un piccolo esercito di persone (aspecializzate) che forniscono cibo, drogherie etc.

5. Nomenklatura dello Stato. In Unione Sovietica, la nomenklatura era costituita dagli amministratori che risiedevano in svariati punti chiave in tutti i settori. Negli Stati Uniti, la nomenklatura è formata da ben pagati amministratori pubblici con sicurezza e potere. Collettivamente, essi amministrano la propria “parte di bottino”, abusando del sistema, per massimizzare la loro pensione, i benefici, etc.

Insieme, la Casta Alta e la Nomenklatura costituiscono circa il 9% dei 121 milioni di famiglie negli Stati Uniti: circa 8,7 milioni di famiglie guadagnano tra $ 145.000 e $ 250.000 all’anno. Questa classe rappresenta il 7% superiore della massa economica di reddito. Household income in the United States.

La parte alta della “Casta più Alta” (2,8 milioni di famiglie) guadagna più di 250.000 dollari l’ anno per famiglia. La Nomenklatura e la Casta Alta in totale è rappresentata da circa 11,5 milioni di famiglie.

6. La Classe Media. Mentre altri cercano di definire la classe media tramite il solo reddito (molti vedono un reddito familiare di circa 50 mila dollari come qualificante per l’ appartenenza a questa classe), io definisco la classe media non tanto in base al reddito da solo, quanto tramite il potere di acquisto, prestazioni e possedimento di beni. What Does It Take To Be Middle Class? (December 5, 2013).

In base a questa diversa definizione, la classe media è quella coorte rappresentante tra il 70% e il 90% – famiglie che guadagnano $ 80.000 o più. Anche qui, però, vi è un problema perché, in città ad alto costo, 80 mila dollari non sono sufficienti a sostenere le convenzionali aspettative tipiche del vivere borghese (possedere una casa, veicoli affidabili, fondi pensione, ecc) mentre, nelle regioni a basso costo, può tenore di vita può essere ampiamente perseguito.

Questo 20% comprende circa 24 milioni di famiglie.

La classe media inferiore – quello che io definisco come avente alcuni sebbene non tutti gli attributi della classe media – è la coorte tra il 50% e il 70% – quelle famiglie che guadagnano più di 55 mila dollari l’anno.

Questa classe comprende anche circa il 20% (24 milioni) di tutte le famiglie.

Se si pensa che tutto questo sia troppo restrittivo, vi invito a leggere la mia precedente analisi riguardo alla appartenenza alla classe media. Questa lettura potrebbe modificare la percezione di ciò che potrebbe essere la borghesia.

7. i Lavoratori Poveri. Circa 38 milioni di famiglie hanno un reddito da lavoro, ma non sufficiente a garantire e ad assicurare le basi della vita della classe media. Molti di essi hanno quelle caratteristiche tali da poter prendere parte ai programmi di assistenza sociale, come ricevere i buoni pasto e assistenza sanitaria.

Questa classe raccoglie circa il 30% di tutte le famiglie.

8. Dipendenti statali. Anche se spesso definiti “poveri”, quelli con il minimo impiego legale è possibile che vivano in condizioni migliori rispetto ai lavoratori poveri, grazie a quei benefici sociali quali “Sezione 8” (aiuti nel pagamento degli affitti delle abitazioni), Medicaid (sanità), cura dei bambini, buoni pasto, disabilità, ecc (comprese le fonti in “nero” di reddito). Questa classe è costituita dal 20% delle famiglie.

9. Creativi Mobili. Si tratta di una classe emergente, che spazia trasversalmente fra tante classificazioni di reddito e quindi non può essere descritta in base a questo unico parametro. Alcuni guadagnano redditi da Casta Alta, altri invece sono lavoratori poveri. Questa classe è lavoratrice autonoma, free-lance, imprenditoriale, gestisce imprese individuali con competenze precise. Essi possono collaborare con gli altri “creativi”, piuttosto che avere dipendenti, potendo inoltre esercitare anche in impieghi part-time.

Ci sono circa 5,5 milioni di lavoratori autonomi negli Stati Uniti; questi tendono ad essere professionisti come avvocati, ingegneri e medici. Questi lavoratori autonomi sono generalmente membri della Casta Alta.

I Creativi Mobili (i quali includono i piccoli agricoltori, artigiani, programmatori indipendenti, ecc) sono circa 10 milioni, pari all’8% della forza lavoro. In questo caso, uso il termine “mobile” non tanto per suggerire la mobilità tra i luoghi fisici (anche se questo è uno dei fattori di flessibilità di questa classe), quanto per la mobilità esercitata e mostrata tra i vari settori, le varie competenze e i vari modi di procurarsi reddito.

I membri di questa classe potrebbero ad esempio accettare un lavoro pagato, un incarico a breve termine, qualora il compenso e la circostanza risultassero attraenti, per poi al termine tornare al proprio lavoro autonomo. Essi tendono a creare più flussi di reddito e, in generale, operano tramite il principio della “fiducia nella rete”, e non tanto nella società o nello Stato.

Alcuni membri di questa classe possono unirsi alla “coorte” involontariamente, come il risultato di licenziamenti; altri perseguire questo stile di vita per la propria libertà (filosoficamente e organizzativamente parlando), la flessibilità quotidiana (importante per quei genitori con bambini piccoli o coloro che si prendono cura dei propri genitori anziani) e per tutelare il proprio potenziale di auto-espressione.

Questa è quindi la classe “jolly” che cade al di fuori di tutte le gerarchie di classe / reddito convenzionalmente considerate. Essa comprende coloro che cercano la ricchezza di e in valori diversi da quelli riconosciuti dalla media della società, coloro che hanno scelto la povertà volontaria come mezzo per una vita indipendente della quale possederne “le chiavi, il lucchetto, armi e bagagli”.

Benchè questa classe eserciti poco potere finanziario o politico (tradizionalmente parlando), ha potenzialmente un elevato ruolo di leadership in occasioni di innovazioni tecniche e sociali. Questo è il 4% del Pareto Distribution che può esercitare un’ influenza fuori misura sul 64%.

Le altre otto classi sono invecchiate da convenzioni, accordi neofeudali e neocoloniali compresa una varietà di incentivi perversi, false illusioni di poter compiere scelte, inclusa l’ illusione della stessa democrazia.

Concludo questa disamina delle nove classi d’America con queste riflessioni: quale delle classi sta avendo più successo? Quale ha (e avrà) un futuro nel mentre lo “status quo” si svela a poco a poco? La vostra personale risposta potrà dire molto più sulle vostre aspirazioni e visione del mondo di quanto la attuale gerarchia fra classi, lo stato di occupazione e il reddito stesso possano suggerire.

Charles Hughes Smith

Fonte: http://charleshughsmith.blogspot.it

Link: http://charleshughsmith.blogspot.it/2015/04/the-changing-world-of-work-i-americas.html

12.04.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di Giuliano Monteleone

Pubblicato da Davide

  • FBF

    Praticamente la fotografia dell’Italia a parte qualche piccola differenza.

     
  • Simplicissimus

    Francamente mi sembra una descrizione un po’ pignola ed euristicamente poco efficace, tanto che alcune figure rientrano in due o tre descrizioni o vi sono due o tre descrizioni per ciascuna figura. Non credo proprio che una società possa essere descritta in questo modo 

  • Aironeblu

    A me sembra invece un quadro molto fedele della realtà sociale, nell’Impero così come nelle sue province. 

    Condivido particolarmente l’individuazione di questa classe n.9, battezzata come i "creativi mobili", che sembra essere l’unica che riesca a sfuggire in qualche maniera al controllo totale imposto dal vertice della piramide fino ai gradini più bassi. Grazie proprio alla sua flessibilità, alla sua ricerca di indipendenza, e alla ferrea volontà di non sottostare alle regole non condivise del nuovo sistema, mettendosi in gioco e rischiando tutto in nome dei propri ideali. 
    Non è da tutti: per cominciare bisogna avere una coscienza e degli ideali, e poi il coraggio di seguirli.