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IL MITO DI PROMETEO: UN PASSO AVANTI PER LA SCIENZA O UN SUICIDIO COLLETTIVO?

DI CHEMS EDDINE CHITOUR

mondialisation.ca

Si racconta il seguente aneddoto, ambientato nel pieno della guerra fredda: a un americano ed a un russo viene posta la stessa domanda: “quando voi comprate una bistecca a casa vostra, ponete attenzione alla filiera?” L’americano risponde: “cos’è una filiera?” e il russo: “cos’è una bistecca?”

La questione si ripropone nell’attualità. Parleremo di bistecche e della maniera di produrle. In linea con i progressi della scienza, che sono spettacolari nell’ambito della biologia e dell’ingegneria genetica, dopo aver trattato dell’homme réparé (in italiano suonerebbe come “l’uomo riparato”, è un saggio di Gilles Musy noto in Francia, nota Cdc) e del transumanesimo, che fornisce all’uomo nuovi strumenti per superare infine la morte, vorrei iniziare questo contributo evocando un ricordo.
Solo un anno fa è avvenuto l’atterraggio del Curiosity su Marte, e lentamente ci ha riempiti di informazioni che girano intorno alla questione centrale – in una certa maniera – per il destino umano: “C’è vita su Marte?”
Curiosity ha scoperto che alcuni elementi necessari alla vita sono presenti, ma che e soprattutto che le condizioni fisiche sono simili (temperatura, pressione, pH, acqua liquida, minerali, ecc.) a quelle presenti sulla Terra all’epoca della comparsa della vita. La vita è stata quindi possibile su Marte, agli albori della storia del pianeta. (1)

Questa settimana abbiamo avuto accesso a uno scoop, o una notizia presentata come tale: la produzione in laboratorio della creazione di una bistecca senza passare per Madre Natura e seguire il classico percorso, come ingrassare il vitello… Delle semplici cellule staminali hanno permesso l’affare! Partiamo dalla definizione: una bistecca è il risultato di una modalità di taglio di certi pezzi di carne da grigliare, tipicamente carne bovina, di cavallo ma anche di cacciagione (cervo, muflone, … ) Questa definizione è apparentemente incompleta, come mostrato in questo contributo.

L’abuso di carne nuoce al pianeta

Si accusa il consumo di carne di essere responsabile di tutti i mali del pianeta, tra cui specialmente il riscaldamento climatico e la sofferenza degli animali: “In 20 anni il consumo mondiale di carne è raddoppiato e continua a crescere. Al fine di soddisfare la domanda, l’allevamento intensivo ed estensivo si sono largamente democratizzati. Questa tendenza ha delle nefaste conseguenze ecologiche: l’allevamento è oggi responsabile del 18% delle emissioni di gas a effetto serra e rappresenta una causa di deforestazione e di inquinamento. D’altronde, l’allevamento industriale, destinato all’alimentazione o alla produzione di pellami, pone sempre il problema della sofferenza degli animali. Tra il 1990 e il 2010, il consumo mondiale della carne è passato da 143 a 286 milioni di tonnellate. E’ praticamente raddoppiato in 20 anni” (2). E potrebbe raddoppiare ancora da qui al 2050. Il consumo cresce specialmente nei paesi in via di sviluppo, perché la loro popolazione aumenta e perché il loro regime alimentale evolve – delle popolazioni a volte sotto nutrite o mal nutrite iniziano ad accedere ad un’alimentazione più ricca.

Ad oggi il consumo di carne ha raggiunto circa i 30 kg di carne all’anno per abitante, contro gli 80 kg dei paesi industriali” (2). L’allevamento intensivo è la causa principale di deforestazione in America. (…) La produzione di carne esige delle quantità importanti di risorse. Così, per produrre un kg di carne di manzo, servono circa sette kg di cereali – per il pollo solo due kg. E siccome servono tra i 1000 e i 2000 litri di acqua per produrre un kg di farina, ciò significa che servono più di 10.000 litri d’acqua per produrre un kg di carne di manzo. In termini di emissioni di gas a effetto serra, un kg di carne prodotta dall’allevamento intensivo equivarrebbe a una trentina di kg di CO2; quasi dieci volte meno per un kg di volatile. Infine, l’allevamento intensivo crea della sofferenza animale. Ammassati in questi edifici chiusi, spesso mutilati, conoscono delle condizioni di vita terrificanti.” (2)

Quale sarebbe la soluzione? Carne in vitro per ridurre le emissioni?

Come ottimizzare dunque la produzione e minimizzare le limitazioni, avendo la consapevolezza che, a questo ritmo, fra trent’anni consumeremo 500 milioni di tonnellate di carne? L’idea è di cambiare il paradigma: “Produrre della carne non più allevando degli animali ma coltivando in laboratorio delle cellule muscolari di pollo, manzo o maiale, come già succede per produrre birra e yogurt. Ragione per cui da una decina d’anni gli scienziati avanzano esperimenti sulla carne artificiale. Secondo il rapporto citato dal Guardian, la carne in vitro ridurrebbe del 96% le emissioni di gas a effetto serra prodotte dagli allevamenti. La sua produzione esigerebbe tra il 7 e il 45% meno di energia che la carne prodotta in maniera convenzionale. Infine, la carne in scatola non avrebbe bisogno che dell’1% di terra e del 4% di acqua attualmente assegnata al bestiame, e sarebbe inoltre una maniera efficace per lottare contro la deforestazione e il rapido aumento del prezzo dei cereali” (3).

La prima bistecca artificiale costa… 250.000 euro

Nutrire 9 miliardi di uomini con la carne artificiale? La scommessa non è una novità, Mark Post, medico olandese a capo del dipartimento di fisiologia dell’Università di Maastricht (Paesi Bassi) ha dichiarato in una conferenza scientifica a Vancouver (Canada) che prevedeva presentare questo hamburger a ottobre, e di prevederne la produzione su larga scala nei prossimi 10 – 20 anni. (…)” I tessuti prodotti hanno esattamente la stessa struttura degli originali, assicura Mark Post. La carne prodotta a partire da cellule staminali deve assomigliare esattamente a quella che abbiamo l’abitudine di consumare, altrimenti sarà impossibile convincere le persone a rinunciare a quella che conoscono” (…) L’Accademia della carne, che si è fermamente opposta alla clonazione della carne nel maggio 2011, precisava nel suo comunicato: “La difficoltà maggiore (ma lontana dall’essere la sola) consiste nel riprodurre la delicatezza e l’irrigazione sanguigna che apporta i nutrimenti e i fattori di crescita necessari alle cellule, mimando l’irregolarità delle pulsazioni cardiache” (4).
Unendo tutti questi elementi, il concetto annuncia la nuova bistecca: “Pesa 142 grammi e costa 250.000 euro: il primo hamburger creato in vitro e fabbricato a partire da ceppi di cellule di mucca sta per essere cucinato, servito e degustato oggi a Londra. La sostanza del verdetto: “gusto abbastanza intenso”, “stessa struttura”, e un profilo generale “simile alla carne” nonostante una “mancanza di grasso” (…) (5).

Verso la fabbricazione di organi su misura: e l’etica?

In maniera più generale, stiamo assistendo a una gara condotta senza arbitrio: la biologia ci permette di riprodurre tutto, riprogrammando geneticamente cellule staminali nella direzione voluta. Ce ne ha parlato Paul Benkimoun: “La ricetta sembra essere semplice da seguire: prendete delle cellule riprogrammate per ritrovare le capacità equivalenti a quelle delle cellule staminali embrionali, sceglietene una parte da destinare a un destino di cellula di fegato, mettete il tutto in coltura per qualche giorno, lasciate riposare e otterrete un germoglio di fegato pronto per essere trapiantato, per il momento a titolo sperimentale sui topi. Evidentemente, ottenere degli organi a volontà non è una cosa così facile come appare nel riassunto del lavoro dell’equipe di Takanori Takebe e Hideki Tangiuchi, pubblicato giovedì 4 luglio su Nature, ma l’abilità pratica dei bioingegneri non smette di progredire, come hanno illustrato le ricostruzioni della trachea o della vescica realizzate in questi ultimi anni, cosi come altri lavori più sperimentali” (6).

“Come spiega Paul Benkimoun, bisognerebbe separare il dominio dell’umano e che quindi non può essere brevettabile, da quel che si ottiene grazie all’ingegno. L’avventura di Myriad Generics, che aveva questa pretesa è edificante. Tutto è parte di questa gigantesca battaglia per poter brevettare la vita del batterio “Chakrabarty”. “Alla fine degli anni ‘90 si legge sul giornale Le Monde che la società di biotecnologia Myriad Genetics ha ottenuto negli USA numerosi brevetti per i geni BRCA1 e BRCA2, le cui mutazioni sono associate a un alto rischio di cancro al seno e all’ovaia (…). La Corte ha ricordato il suo giudizio del 1980 sulla non brevettabilità del batterio “Chakrabarty”, ottenuto in laboratorio incrociando due batteri. Questo nuovo microrganismo, capace di dirigere l’inquinamento petrolifero, non era brevettabile poiché assente alla scoperta delle sequenze genetiche di Myriad Genetics: “In questo caso, Myriad non ha creato nulla”. La Corte ha ritenuto tuttavia brevettabili gli DNA complementari (DNAc), molecole di DNA sintetiche copiate in vitro a partire da RNA messaggeri trascritti dai geni a partire dai quali delle proteine specifiche potevano essere sintetizzate. (…) Il diritto europeo potrà conservare ancora a lungo l’articolo 5.2 della direttiva sulla protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche, il quale stabilisce che “un elemento isolato del corpo umano o diversamente prodotto per un processo tecnico, compresa la sequenza o la sequenza parziale di un gene, può costituire un’invenzione brevettabile, anche se la struttura di questo elemento è identica a quella di un elemento naturale” (7).

La science-fiction entra nel dominio del reale

Tra vent’anni, potremo trovare nei nostri supermercati due prodotti aventi esattamente lo stesso gusto e lo stesso aspetto. Uno proveniente dalla mucca che comporterà un’ecotassa e implicherà che degli animali siano stati uccisi – si è recentemente scoperta la sofferenza degli animali in quanto argomento! – L’altro proveniente da un laboratorio senza che nessuno abbia sofferto e potenzialmente meno cara”. L’esperienza della bistecca in vitro ne è la prova. Basta leggere il libro di fantascienza di Isaac Asimov.

Nelle sue storie di robot, gli abitanti (che abitano sotto terra) visitano la famosa fabbrica di carne, di cui il pezzo “madre” è immerso in un liquido nutritivo. La vera bistecca – al prezzo del caviale – non sarà più riservata che alle classi molto ricche. Il popolo avrà il suo “Soylent Green” (sole verde) – film che a sua volte è stato estremamente profetico: realizzato da Richard Fleischer, uscito nel 1973 e ispirato al romanzo di Harry Harrison. Si svolge nel 2022, New York è immersa in una strana luce gialla, che ha distrutto la flora e la fauna. Poche terre sono ancora coltivabili e gli abitanti che non hanno i mezzi per acquistare degli alimenti naturali, a causa dei prezzi esorbitanti, mangiano un alimento di sintesi, prodotto dalla multinazionale “Solyvent”. Ci si ricorda la scena memorabile in cui l’attore Edward G. Robinson sta mangiando una merce rara: una bistecca. E Charlton Heston, che non ne ha mai vista una, gli chiede cos’è. La risposta: “Una bistecca, di quelle vere, come ai vecchi tempi.” (8)

Tornare alla Natura, ritornare alla condivisione al posto del bene

Questa bistecca carica di tutti i vantaggi ha l’ambizione di porre fine alla fame nel mondo. I creatori credono nel suo sviluppo a larga scala di qui a vent’anni, senza gli inconvenienti propri dell’allevamento industriale che inquina, richiede grosse quantità d’acqua, emette gas a effetto serra e mobilita il 70 % delle terre agricole mondiali. Ma la finalità è d’andare a capofitto verso la civiltà del sempre più, della bulimia, in un mondo cui Madre Natura non risponde più (è stato superato l’Overshoot Day), e si comincia a sperimentare sugli esseri viventi con il rischio prometeico di fabbricare una disumanità?

Carolle Anne Dessureault ci descrive un’altra via, quella che spinge il vivere civile verso la sobrietà e l’autonomia. Noi l’ascoltiamo: “Nel 1516 Thomas Moore, umanista e cancelliere d’Inghilterra, fine osservatore delle ingiustizie sociali del suo tempo, pubblica “L’Utopia o Trattato della migliore forma di governo”, opera che offre il modello di una società egalitaria in cui gli uomini vivono in comunità, felici e soddisfatti. Anche se Thomas Moore considerava la realizzazione di una tale società egalitaria come auspicabile, non ve ne sperava molto… Pertanto, i semi della sua visione stanno forse ora germogliando. In un grande orto. In effetti, una comunità nel nord dell’Inghilterra mostra che è possibile prosperare grazie al sostegno reciproco e liberarsi dalla servitù del potere.” (9)

“I vegetali del futuro, costruiti a Todmoren con i loro “commestibili incredibili” stanno diventando un modello per gli altri paesi (…) Tre donne hanno avuto l’idea di creare una “rete di giardinaggio”, Incredible Edible, grazie alla quale i loro concittadini possono piantare e raccogliere localmente alimenti freschi e di stagione. Un’eletta locale propone di usare gli spazi verdi pubblici. Ogni cittadino è invitato a partecipare alla semina e al mantenimento dei legumi, che si moltiplicano rapidamente in tutta la città, poiché ogni abitante è invitato a conservare un “bed”, uno spazio dedicato alla semina. All’inizio, una sessantina di persone si sono unite al movimento. Tra i volontari del progetto non ci sono solo adulti, ma anche bambini! Con il tempo, il progetto si è ampliato in una maniera imprevedibile” (9).

“Quando arriva il momento di raccogliere i frutti del lavoro collettivo, ognuno può raccogliere tutto ciò di cui ha bisogno. Poi, l’esperienza della condivisione aumenta. Dei compiti sono conferiti agli specialisti (…) Il principio base resta immutato: tutti i cittadini possono beneficiare della produzione di miele. Oggi, la città si è trasformata in frutteto e orto a disposizione di tutti. Il motto che si legge entrandovi, ripetuto davanti alle piantagioni, è share, condividere: “Servitevi, è gratuito.” Oltre 70 zone di piantagione urbana forniscono fragole, piselli, mele, ciliegie, aromi, finocchi, carote e cipolle. Il tessuto sociale si è rinsaldato, la criminalità diminuisce di anno in anno. Senza dubbio bisogna vedere in questa esperienza la riscoperta delle persone per un nuovo senso per la vita e le relazioni. Poco per volta le persone ritrovano la loro autonomia. L’educazione, l’economia, la collettività sembrano qui indissociabili. Resta ancora molto lavoro da fare. Il cambiamento di attitudine delle persone, la loro visione più ampia, ecco il grande guadagno umano.” (9)

Niente da aggiungere a questo insegnamento di benessere! E’ un’utopia? Mito di Prometeo o rispetto dei fondamentali della vita – andare verso il Grande umano, come scrive Carolle Anne Dessureault, per poter vivere invece che sopravvivere – bisogna scegliere. Siamo ancora in tempo.

Prof. Chems Eddine Chitour

Ecole Polytechnique enp-edu.dz

Fonte: www.mondialisation.ca

Link: http://www.mondialisation.ca/le-mythe-de-promethee-percee-pour-la-science-ou-suicide-collectif/5345631

11.08.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org cura di Barbara Simona Leva

Note

1. http://www.maxisciences.com/rover-curiosity/curiosity-boucle-une-premiere-annee-pleine-de-decouvertes-sur-mars_art30428.html

2. http://www.goodplanet.info/Alimentation-agriculture/Elevage/Elevage/(theme)/1652 22/08/2008
3. Audrey Garric http://ecologie.blog. lemonde.fr/2011/06/28/de-la-viande-artificielle-pour-reduire-nos-emissions/
4. Morgane Bertrand http://tempsreel.nouvelobs.com/planete/20120221.OBS1966/trente-ans-apres-le-premier-bebe-eprouvette-le-premier-steak-in-vitro.html
5. http://www.challenges.fr/entreprise/20130805.CHA2864/le-premier-steak-artificiel-coute-250-000-dollars.html
6. Paul Benkimoun http://www.lemonde.fr /sciences/article/2013/07/08/vers-la-fabrication-d-organes-sur-mesure_3444271_1650684.html 09.07.2013
7.http://www.lemonde.fr/sciences/article/2013/07/03/la-cour-supreme-libere-les-genes_3439918_1650684.html
8. Soleil vert http://fr.wikipedia.org/ wiki/Soleil_vert_(film)
9. Carolle Anne Dessureault http://www. les7duquebec.com/7-au-front/les-incroyables-comestibles-de-todmorden-gratuit-et-elevant/ 13 juin 2013

Pubblicato da Truman

  • Quantum

    Ben inteso che l’autore è ignorante di nutrizione e da per scontato che all’umanità serva carne per vivere.

    Da 70 anni si studia l’alimentazione vegetariana e vegana, e ci sono tutte le informazioni necessarie per avere un’alimentazione vegana completa, dove l’unica integrazione necessaria è la vit. B12 ma solo per coloro che non hanno un orto in cui fare un po’ di auto-produzione.

    Ci sono +500 pubblicazioni scientifiche che legano le proteine animali alle malattie del metabolismo e ai tumori. E parlano dei benefici di proteine, enzimi e vitamine esclusivamente vegetali.

    Ci sono medici ed ospedali come la clinica Gerson in Messico, la clinica Loma Linda di Tokyo e altre cliniche in Portogallo, Gran Bretagna, Ungheria e Olanda, che curano col crudismo fruttariano tumori e molte malattie del metabolismo.
    Questo metodo di cura è il preferito dalla famiglia Windsor e il Principe Carlo ne parla spesso insieme all’inusuale tecnica di disintossicazione del fegato del metodo Gerson.
    La ASL di Milano ha formato 1000 medici lombardi per la prescrizione di diete vegane ai diabetici.
    Il Dr. Cousens in Arizona cura il diabete in 30 giorrni col crudismo fruttariano ed ha anche 5 casi di diabete di tipo I guariti totalmente e che l’associazione americana del diabete si rifiuta di riconoscergli attribuendoli ad errate diagnosi, o guarigioni per i farmaci presi in precedenza da questi pazienti.

    Quest’anno l’università di Harvard ha eliminato il latte vaccino dalla lista degli alimenti indispensabili (o salutari) per l’uomo.

    La LAV e la Società scientifica di nutrizione vegetariana hanno fatto ritirare a Mellin una pubblicità ingannevole dove si dichiarava la carne come necessaria per lo svezzamento del bambino.

    Le diete vegane sono le più salutari, garantiscono un sistema immunitario più efficiente, un organismo che invecchia più lentamente e quindi dobbiamo supporre che l’uomo non è né carnivoro né onnivoro.

    Anzi la dieta crudista fruttariana igienista dato che permette di guarire da malattie del metabolismo indica che l’uomo sia appunto fruttariano crudista raccoglitore. La caccia e la pesca erano attività saltuarie e molto pericolose e dispendiose.

    Io stesso nel 2003 ero stato dato in sedia a rotelle entro 6 anni per una spondiloartrite, curata con Methotrexate che mi stava distruggendo il fegato. E che si è prima fermata dopo che ho abbandonato i farmaci e la dieta carnea, per una dieta vegetariana, ed ora che ho portato la dieta verso il 70% di crudismo vegano e rarissimo pesce e latte, la malattia sta regredendo, e la regressione ha accelerato nel momento in cui ho ridotto moltissimo anche il glutine di frumento e lo zucchero raffinato.

    La biologa canadese Jaqueline Lagacé aveva la mia stessa patologia e si è curata con un regime ipotossico ereditato dagli studi dei dottori Seignalet e T. Colin Campbell (che ha +300 pubblicazioni scientifiche internazionali).
    La dieta ipotossica deriva dallo studio degli effetti infiammatori sull’organismo dato dagli alimenti e dai metodi di cottura utilizzati. Vanno banditi dall’alimentazione carni rosse, zuccheri raffinati, sodio, glutine di frumento e i cereali introdotti nell’alimentazione umana in epoche più recenti dei 10.000 anni, poiché l’uomo non ha avuto tempo di adattarvisi.
    E vanno banditi i metodi di cottura che portano il cibo a temperature superiori ai 110°c come la frittura e la pentola a pressione perché producono glicotossine altamente infiammatorie.

    C’è moltissima disinformazione oggi sul cibo e l’alimentazione. Il nostro corpo ha una capacità autoriparatoria che potrebbe portarci agilmente a 120-150 anni di vita mantenendo i capelli e tutti i denti, nonché fisico tonico e lucidità mentale. Ciò ci viene precluso dall’alimentazione sbagliata, la chimica dell’alimentazione idustriale e l’inquinamento ambientale.
    Oltre ad uno stile di vita totalmente incompatibile con la natura umana…

  • italosvevo

    Premetto che sono un agnostico , non mi vanto di conoscere la bibbia ,
    ma da tutti gli insegnamenti che fin dalle scuole primarie venivano dati,raccontati ed esaltati con dovizia di particolari non si ricorda nessun
    passo boblico almeno credo dove il popolo mangiasse carne fino allo spreco come avviene oggi .Ed invece da alcune parabole e storie che ci
    hanno letto o raccontato traspariva la parola sacrificio , che il fatto di mangiare carne di qualsiasi essere vivente fosse solo un sacrificio che prima di tutto sarebbe da evitare .
    Sono nato in una famiglia povera e si mangiava l’anitra o il coniglio una volta alla settimana ed era una festa , e poi quando dovevamo sacrificare il povero sacrificio toccava quasi sempre a me la parte di boia
    ed uccidere un animale che hai visto crescere non è facile come agguantare una bistecca dal banco frigo .
    Bisognerebbe riavvolgere il nastro del finto progresso e ritonare un po’ indietro , e che la carne l’uccidere un animale per mangiarselo fosse
    solo un evento abbastanza raro .anche perchè la mente umana è abbastanza complicata e si è abituata facilmente a questo spreco , ci vuole la forza per tornare indietro .L’esempio come al solito dovrebbe
    partire dall’alto………

  • Quantum

    Nel tuo commento mi fai venire in mente la rarità dell’evento del mangiare carne.

    I sostenitori del carnivorismo dicono che nelle pitture rupestri si trovano spesso scene di caccia, ergo l’uomo è carnivoro o onnivoro da sempre.

    Ciò è totalmente falso, o diciamo che dipende. Nel senso che per chi vive in climi freddi, o in periodi di eventi atmosferici avversi, cacciare è l’unica possibilità, vedi Inuit o Lapponi, che però pagano con una vita media di 35 anni.

    Tornando alle pitture rupestri sulla caccia mi chiedo perché ci sono quelle in particolare?

    Tutti noi tendiamo a raffigurare, narrare di eventi particolari, che hanno generato entusiasmo, o forti emozioni che siano di gioia o paura, o fatica.
    Non viene mai in mente di narrare o raffigurare la quotidianità del defecare, o raccogliere germogli, lattughe e frutta da mangiare.

    Ecco che le scene di caccia non sono la quotidianità. Sono eventi rarissimi, molto pericolosi e dispendiosi, che generano adrenalina e forti emozioni e meritano di essere raffigurate. Specie per gli individui maschi che nella caccia manifestano anche la propria potenza e mascolinità.

    Per cui l’uomo non è carnivoro, è occasionalmente onnivoro e per necessità quando il suo cibo normale scarseggia è costretto a cacciare. O caccia e poi mangia le prede per motivi culturali o sociali quando nella comunità i maschi necessitano di provare la loro maturità con atti di questo tipo.

  • Mariano6734

    ma prima di imbarcarsi nella nuova conquista della prossima frontiera, della nuova sfida…nessuno, per dio, si chiede se la carne é davvero cosí necessaria da giustificare tutto questo casino?

  • Quantum

    No non lo è!

    In Italia abbiamo la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.

    Il vice presidente il Prof. Leonardo Pinelli ha oltre 250 pubblicazioni scientifiche internazionali sull’alimentazione ed in particolare quella pediatrica.

    Dicono chiaramente che l’alimentazione vegana è completa e sufficiente all’uomo, oltre che molto vantaggiosa dal punto di vista nutrizionale e salutistico.

    E lo fanno in maniera scientifica con dati reali, studi e statistiche.

  • Georgios

    Capitolo “Verso la fabbricazione di organi su misura: e l’etica?”, 2o paragrafo.
    “Questo nuovo microrganismo, capace di dirigere l’inquinamento petrolifero”.
    Digerire non dirigere.

  • nigel

    Non è necessario nutrirsi di cadaveri per vivere, per quanto mi riguarda sono vegetariano e non ho, come da occasionali esami di laboratorio, alcun problema. E’ ridicolo comunque che gli umani non comprendano che il problema è anche e soprattutto il controllo delle nascite, da attuare in relazione alle risorse del pianeta, a meno che la specie umana non sia assimilabile ad una cultura batterica su piastra Petri. Troppe volte chi scrive dà per scontato che l’umanità non possa essere tanto diversa da una comunità di conigli in fregola, dediti ad una forsennata ed irragionevole moltiplicazione.

  • Petrus

    Chiunque sostenga che l’uomo sia per natura carnivoro è ignorante tanto quanto chi sostiene sia vegetariano. Persone come Quantum potrebbero studiare: http://www.biol.unipr.it/~palanza/denti-mammiferi.htm

  • Georgios

    Dibattito interessantissimo.
    A patto però che le varie
    FTAA,
    https://en.wikipedia.org/wiki/FTAA
    TPP,
    https://en.wikipedia.org/wiki/Trans-Pacific_Partnership
    TTIP,
    http://en.wikipedia.org/wiki/Transatlantic_Trade_and_Investment_Partnership
    (che e’ il tentativo di rimettere in piedi un progetto degli anni 90 tra i paesi dell’OCSE che era stato ritirato in fretta e furia causa l’indignazione popolare, cioè il
    MAI
    https://en.wikipedia.org/wiki/Multilateral_Agreement_on_Investment )
    e compagnia bella, ci lascino lo spazio di poter scegliere cosa mangiare.

  • mimmogranoduro

    Ricordo,i miei nonni,nati alla fine dell’800,e in seguito i miei genitori nati durante la guerra,raccontare una vita di stenti e sacrifici per entrambi le generazioni,dove il consumo di carne era evento eccezionale,durante le festività piu importanti o eventi particolari,come matrimoni -per il resto la dieta era povera di tutto,a base di verdure e farinacei e tanto tanto dispendio di energie per lavorare nei campi-ne a me,ne a loro,risulta che in quegli anni si vivesse a lungo,anzi ,nulla a che vedere con le prospettive di vita moderna,sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo-concordo,sul fatto che una dieta equilibrata e sana,aiuta a vivere una vita migliore,ma da qui a condannare il consumo di carne c’è nè vuole-gli studi scentifici?be vorrei sapere innanzitutto chi li commissiona,sapete tutto a un prezzo,e chi paga,magari vuole sentirsi dire proprio quello che desidera-
    Vivendo in campagna(agricoltore) posso assicurarvi che si rischia di rimanere avvelenati piu dalle verdure che dalla carne,perfino gli ortaggi per il consumo personale ,se non adeguatamente trattati,non si raccoglie nulla-

  • ilsanto

    Sono con te, quasi tutti i problemi che ci affliggono derivano dal mancato controllo demografico anche se onestamente nei paesi sviluppati si è raggiunta una maturità notevole ( Australia, Nord America, Europa, Russia, Giappone, Cina ) mentre per i paesi sottosviluppati ( America Latina, Africa, Islam, India ) siamo a zero. Purtroppo l’ONU non sembra volere o forse non può incidere sulla loro sovranità, ovviamente meno che meno lo possono fare gli USA o la NATO o la CHIESA. Molti poi sostengono che è una libertà individuale intangibile oppure che anche loro si daranno una regolata quando si saranno sviluppati al nostro livello o che per loro i figli sono la garanzia per la vecchiaia.
    Il risultato catastrofico purtroppo è scritto dal 1973 su “i limiti dello sviluppo” se non provvederemo noi ci penserà la natura.
    Eppure bastava poco.

  • nigel

    Grazie per la risposta, purtroppo non sono in molti a realizzare la necessità di integrarsi responsabilmente con la Natura. Eppure basterebbe pensare che tutte le specie viventi sono in equilibrio tra loro e che i soggetti più deboli muoiono, realizzando un costante miglioramento della specie (commento più frequente in caso di esternazione di questa realtà: ” Nazista..!”). Gli umani ritengono di non essere compresi in questo meccanismo, e oltre a ritenere di poter proliferare come i succitati conigli (grazie a miglioramento a genesi multifattoriale della qualità della vita) ritengono che tutti possano riprodursi, perpetuando così, ad esempio, patologie geneticamente trasmissibili (Nazistaaa….!!) E così i giornalisti che debbono distrarre l’ottuso benpensante in siesta pomeridiana davanti al televisore, propongono allo stesso problematiche assurde del genere: ” …nel 2020 saremo dieci milioni per cui occorrerà potenziare…fare….organizzare…”

  • nigel

    L'”uomo” è sopravvissuto anche perchè onnivoro. Resta da valutare se in relazione alla realtà odierna, non sia più logico essere vegetariani. Molti non lo sono perchè “la vittima” è spezzettata, impacchettata e incellophanata, perdendo l’identità di essere vivente. Nel momento in cui costoro dovessero uccidere in prima persona, forse ci ripenserebbero.

  • Quantum

    Non c’è solo la dentatura da valutare, ma anche il ph del sangue e dei tessuti, la presenza di determinati enzimi digestivi e la lunghezza dell’intestino.

    Nell’uomo il ph è alcalino e non acido come nei carnivori. L’intestino è lungo 3x un carnivoro, per cui tenerci dentro troppo a lungo proteine animali che vanno rapidamente in putrefazione è dannoso. E gli mancano gli enzimi per contrastare quest’acidità indotta dalle proteine animali.

    E per ultimo, caro Petrus, prova tu senza nessun ausilio e strumento, ma solo con ciò di cui ti ha dotato la natura, mani, denti, unghia e gambe, ad afferrare mettere a terra ed uccidere un bovino, afferrare ed uccidere una capra o semplicemente riuscire a prendere una lepre.
    E poi vediamo quanto l’uomo sarebbe in grado di mangiare carne senza utensili, o allevamenti, macelli, confezionamento e scaffali nel supermercato.

    Tira fuori le unghia, piegalo ed azzanna al collo un bovino a mani nude e poi strappane la pelle e la carne, se pensi che sia cibo adatto all’uomo da milioni di anni…

    L’uomo ha mani pensili non la dotazione di un carnivoro, è un mammifero raccoglitore fruttariano, e prima di iniziare a costruire utensili utili alla caccia non si è spostato dalle zone temperate ricche di vegetazioni spontanea.

    Il ricorso alla carne è arrivato in tempi più recenti dopo la costruzione di utensili e solo nei periodi invernali o a latitudini in cui non c’è vegetazione utile.
    E nonostante ciò cacciare per mangiare carne era pericoloso e dispendioso, per cui raro. Cosa che obbligava a lunghi periodi di digiuno notoriamente disintossicante, prima di riuscire a procurarcisi altre prede o prima della primavera e della fioritura e fruttificazione di verdure, ortaggi, germogli, frutti.

    Ricercare scuse per giustificare la propria bistecca quotidiana è la medesima reazione del fumatore che cerca giustificazione del suo vizio.
    Poiché il carnivoro è spesso dipendente da ciò che mangia, o più in particolare da glicotossine, idrocarburi policiclici aromatici, alcaloidi cadaverici presenti nella carne o che si sviluppano con la cottura.

    Io non mangio carne da oltre 2 anni. Ora se ne mangio sto male proprio perché il mio sistema digerente è cambiato, non deve più contrastare questo tipo di sostanze. Ed ho ritrovato uno stato di salute fantastico, -18kg di peso in 4 mesi, nessuna influenza o malattia da raffreddamento ai cambi di stagione, analisi sempre nei parametri. Non tornerei indietro per nulla al mondo.

  • Quantum

    Esattamente. Se dovessimo uccidere a mani nude e sbranare un bovino non ci riuscirebbe nessuno senza l’ausilio di utensili e della tecnologia.

    La stessa tecnologia e conoscenza che ci dice che si può mangiare di diete totalmente vegetariane integrando la sola vit. B12 dove i vegetali acquistati sono troppo puliti e sterili.
    Non lo dico io lo dice la American Diet Association, lo dice la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana in Italia, che ha come vice direttore il Dr. Leonardo Pinelli che ha +250 pubblicazioni scientifiche internazionali, che insegna all’Università di Verona facoltà di medicina, e che fa screening sulla popolazione tramite la ULSS 20, e si occupa di alimentazione pediatrica. Lo stesso interpellato quando Mellin mandava in onda una pubblicità che diceva che il bambino ha bisogno di carne per lo svezzamento, e che la LAV gli ha fatto ritirare dalla TV dopo una denuncia.

  • Quantum

    Ancora il mito dell’allungamento della vita grazie alla carne.

    Rita Levi Montalcini morta a 103 in perfetta salute e lucidità mentale è stata spesso intervistata sull’argomento nutrizione. Diceva chiaramente che non mangiava mai carne, ogni tanto del pesce. Era prevalentemente vegetariana e praticava un regime di semi-digiuno con il pasto unico a pranzo, e piccoli spuntini di frutta durante la giornata.

    L’allungamento della vita è dovuto alle condizioni igieniche e i progressi della farmacologia. Viviamo più a lungo ma malati perché tenuti in piedi dai farmaci.

    E comunque l’allungamento della vita media è tutto da valutare dato che ultimi studi dimostrano che l’inquinamento e la chimica nell’alimentazione per la produzione e la conservazione la sta accorciando.

  • mimmogranoduro

    Non ho detto che la vita si è allungata grazie al consumo di carne,ma bensi.quando se ne faceva un uso sporadico e si aveva uno stile di vita piu dispendioso sotto il profilo energetico,si viveva peggio e meno di oggi-
    Di Montalcini a 103 anni si contano su una mano,mentre a quell’epoca la maggior parte delle persone vivevano decisamente poco-
    Se oggi,come sostieni tù,ma è anche il mio pensiero,si vive di piu grazie ai farmici,allora che cazzo c’entra la dieta?è del tutto evidente che gli abusi fanno male,che una dieta equilibrata aiuta a stare meglio,ma demonizzare la carne,facendola passare come un veleno per il nostro organismo,sinceramente è troppo-
    Volendo potrei testimoniare,di persone vegetariane,sempre in salute,mai preso un farmaco e poi improvvisamente l’infarto a 50 e più anni,non mi sognerei mai di dire che sono stati vittima della loro dieta,basta con queste mode alimentari estremiste-ci soffermiamo su quanto possa far male una bistecca,e dello smog atmosferico cosa vogliamo dire?per caso risulta salutistica una bella boccata di aria in prossimità di un bel ingorgo automobilistico?al verità,è che hanno capito da un pezzo che la gente la si puo prendere in giro ,spostando la loro attenzione dai problemi veri a quelli inesistenti,ma che fanno tanto chiacchiericcio-viva il petrolio,abbassa la bistecca fiorentina-viva i petrolieri,abbasso gli allevatori-

  • Quantum

    Mio padre era prevalentemente vegetariano, è morto di ictus. Sai perché? Il colesterolo dei formaggi, era nella refertazione medica. Il vegetariano è spesso latto-ovo vegetariano.
    La quantità di vegetali con mio padre non è riuscita a compensare il danno dei grassi animali del latte e derivati.

    Il problema è sempre lo stesso, la conoscenza! Se hai conoscenza di ciò che mangi, dell’effetto sulla tua saluta e il tuo organismo, in relazione allo stile di vita e la sedentarietà ovviamente, hai buone possibilità di avere vita sana e lunga.

    Oggi ricerche e tanta letteratura ci sono e ci danno informazioni preziose su questi argomenti.

    Ben inteso che dopo tutto questo discorso, a me non importa nulla della tua salute, la cosa mi lascia totalmente apatico.
    Ed anzi se il problema è demografico, come evidenziato più volte, l’accorciamento della vita e la morte di chi non ha queste conoscenze riguardo l’alimentazione, rientra perfettamente nella selezione naturale.
    Morirà chi non è riuscito a stare lontano da alimentazione e stili di vita incompatibili con la sua biologia…

    O come si dice cinicamente “se siamo di meno è meglio stiamo più comodi”…