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IL GOOFYNOMISMO COME STRIPTEASE NARCISISTICO E CASTRANTE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org



Lo striptease è la danza, forse la più originale del mondo occidentale contemporaneo, dice Jean Baudrillard. E’ una danza seducente, è la celebrazione autoerotica da parte della donna del proprio corpo, che diventa così desiderabile. Miraggio narcisistico, sostanza di tutti i gesti, gestualità di carezze che avvolgono il corpo, stigmatizzato come oggetto fallico. È una masturbazione sublime: denudare, carezzare, fino a mimare il piacere supremo. I gesti sono quelli dell’altro, del partner sessuale, ma di colpo quell’altro è escluso, perché lei si sostituisce a lui e si appropria dei suoi gesti.

La striptease/girl infatti è una dea, una divinità che non prende nulla e che non dà nulla, vive in una perfetta trascendenza assolutamente lontana, indifferente ai desideri degli astanti, estranea ai loro sogni, danza appagata di se stessa, e il suo corpo emerge come effigie fallica al ritmo della musica. Non è quindi un gioco di spogliamento di segni verso una “profondità” sessuale, verso la “verità nuda”, ma al contrario un gioco di costruzione di segni, esibizione minuziosa di un senso differito, che mima la “perdita” e la “castrazione”.

Lo striptease dunque non è l’offerta generosa del proprio corpo agli altri, ma esattamente il contrario, è un processo di castrazione, dietro i veli che cadono a terra non c’è il corpo nudo della donna che si offre alla soddisfazione del desiderio, ma il corpo che è appagato di se stesso e quindi esclude l’altro. Tutto il comportamento occidentale, che sbocca in una coazione realistica vertiginosa, è affetto da questo strabismo della castrazione: sotto l’apparenza di ricostruire il “fondo delle cose”, si guarda incoscientemente sul vuoto. (Jean Baudrillard, Lo scambio simbolico e la morte).

Un esempio evidente di “striptease narcisistico” è il “goofynomismo”, diramato da alcuni anni dal Professore Alberto Bagnai, l’economista più famoso del web, il “guru” del progetto anti-euro, che dalle pagine del suo blog ammaestra e seduce le candide menti dei suoi followers adoranti, impartendo loro chiarimenti sulle gravi questioni economiche che stanno devastando il tessuto sociale e democratico dell’Italia e dell’intera Eurozona. Ma l’operazione di Bagnai, alla luce dell’analisi di Baudrillard, appare più come castrazione di senso che come generoso disvelamento di conoscenze, al fine di un riscatto politico che parta dal basso della società, per la riconquista della democrazia (demos/cratos, governo del popolo).

Il suo narcisismo esasperato, autarchico e quasi autistico, divulga lusinghe di “verità” lungo le pagine del suo blog, ma in realtà sono solo verità economiche, non politiche e quindi precludono la partecipazione sociale alla risoluzione del problema politico italiano, castrano l’intervento attivo dei cittadini che frequentano il blog, che sono costretti a subirne le scelte dispotiche oppure “invitati”, non sempre serenamente, ad andarsene.

Bisogna ammetterlo, il Professore ha il merito di aver scritto un bel libro sulle dinamiche della crisi economica attuale, “Il tramonto dell’euro”, e di essere stato tra i primi a divulgare le scomode verità di questa tragica crisi, quotidianamente sconfessate dai mass media, completamente asserviti al sistema neoliberista finanziario che detiene il vero potere. Non è stato l’unico intendiamoci, però particolarmente dirompente fu un’intervista rilasciata al videoblogger Claudio Messora , dal titolo “Ce lo chiede l’Europa”.

Dunque lo Spin Professor (http://sollevazione.blogspot.it/2014/10/lo-spin-professor-di-fiorenzo-fraioli.html) appare come il “profeta dell’economia” più adorato dal web, proprio perché si è fatto carico di rischiarare già da qualche anno le menti inesperte dei suoi adepti, prive di quegli strumenti di conoscenza macroeconomica e finanziaria che permettono di comprendere le vere cause della crisi. Però ad anime un po’ meno ingenue sorgono alcuni dubbi: come mai il prof, che si dichiara così esperto in dinamiche economiche monetarie, non si è fatto sentire prima? Le origini della crisi risalgono ad un periodo precedente, che va dal Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992), all’ingresso nel sistema della moneta unica del 2002, dunque perché il Professore non ha cominciato a denunciarne l’anomalia fin da allora? Perché ha aspettato tanto tempo?

Per esempio il Professore spesso sostiene sui suoi post che il fallimento politico totale del Sessantotto sarebbe stata la causa prima che avrebbe impedito ai piddini, eredi appunto del ’68, di rivelare le vere cause della crisi, provocata da quell’europeismo che loro stessi hanno inaugurato (Romano Prodi) e caparbiamente sostenuto fino ad ora.

Ma lo “Spin Professor” ricorda quello che è successo nel ’68? E’ vero lui non era ancora nato, data la sua giovanissima età, quindi non può ricordare, ma forse ha letto qualche testo di storia, qualche pagina al riguardo. Infatti il “pensiero forte” del ’68, a differenza del “pensiero liofilizzato” postmoderno, è stato in grado di cambiare la storia, e le rivendicazioni operaie, le contestazioni studentesche hanno dato inizio ad un periodo importante di “Riforme Sociali”, “Vere Riforme” (non come quelle fasulle e devastanti degli ultimi anni), “Uniche Riforme” socialmente vantaggiose dal dopoguerra ad oggi: Statuto dei Lavoratori, Consigli di Fabbrica, Scala mobile, Welfare State, Riforma Diritto di famiglia, Decreti delegati, Organi collegiali, Scuola Media unica, Legge sul Divorzio, Legge sull’Aborto.

Dunque “cambiare la memoria del passato” è un’operazione sempre molto rischiosa, è la stessa operazione che faceva Winston Smith nel romanzo di George Orwell “1984”, quando doveva confondere la memoria del tempo trascorso per giustificare la Dittatura del Grande Fratello. Ma il Professore perché cerca di offuscare il passato? Forse per impedire la piena e consapevole comprensione della realtà odierna? Forse perché tenta di giustificare le proprie scelte politiche e le conseguenti indicazioni date con fruediano “senso di colpa” ai suoi followers, ipnotizzati dalla “Sindrome di Stoccolma”. Seguaci e fedeli del blog, che presi da ingiurie continue, mascherate da goliardismo “all’amatriciana”, provano orgasmi multipli dinnanzi ai cazzeggi del loro “guru”. Ma nel mondo globalizzato del “pensiero scialacquato” tra i megabyte che trascorrono da un software ad un altro, la dignità è un lusso che solo pochi si possono permettere.

L’offesa infatti si fa più dura e diretta, non quando il povero “ortottero” di turno, dalla voragine abissale del suo QI, si azzarda a contestare qualche dato economico, ma piuttosto quando tocca le dinamiche oscure degli accordi politici, e soprattutto quando tocca il tasto M5S. Allora “Ipse dixit” si trasforma in un “Lupo Mannaro”, pronto a sbranare chiunque abbia osato avanzare un giudizio irrispettosamente critico. E il percorso logico è chiaramente sempre quello che aveva già indicato come consiglio elettorale in occasione delle Europee del maggio scorso. Praticando la riesumazione di un partito ormai morto e sepolto, la Lega Nord, dopo un’accurata respirazione bocca a bocca, un partito che si era distinto per aver collaborato insieme con tutti gli altri all’adesione al progetto eurocratico, firmando tutti i trattati europei e consegnando gli italiani all’euro-sistema, che li avrebbe condannati alla crisi (non firmò il Fiscal Compact, “errore”che poi ha immediatamente riscattato alleandosi con gli altri partiti).

In occasione delle Elezioni Europee infatti sfilarono sul suo blog numerosi panegirici rivolti a personaggi dell’establishment destroide, scritti direttamente in neolingua e dettati da una perfetta interpretazione postmoderna del gattopardismo più audace: Giuliano Ferrara, Mario Giordano, Gianni Alemanno, Giorgio 
La Malfa, Giorgia Meloni, Magdi Allam, Matteo Salvini … Quelli erano modelli da seguire, perché a differenza dei piddini, sostenevano l’uscita dall’eurozona. Non venne mai in mente al Professore che quei personaggi erano stati complici del grande capitale oligarchico finanziario, al fine di demolire la struttura dell’economia sociale, e per praticare l’erosione della società dei diritti e l’attacco storico alla Costituzione democratica? Come si poteva riconsegnare loro la fiducia, anche se ora si mostravano come “Salvatori della patria”? “Timeo Danaos et dona ferentes”: Temo i Danai anche quando portano i doni … (Virgilio, Eneide, Libro II).

Ma il Professore si è anche costruito con il suo impegno una fama piuttosto accreditata di “salvatore della patria”, lui dice di essere stato unicamente interessato alla divulgazione delle dinamiche economiche responsabili della crisi, ma da molte sue affermazioni, sorgono diversi dubbi sulla sua presunta “generosità disinteressate e salvifica”. Infatti quando afferma, a proposito del ’68 , le sue strane teorie, propone un’analisi politica antistorica e fuorviante, scritta direttamente in neolingua orwelliana, sostenuta altresì anche grazie al contributo di “amici come Fusaro e Barra Caracciolo”.

Alcuni esempi tratti dal blog: Alberto Bagnai, Agosto 2014 – (http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/il-keynesianesimo-per-le-dame-e.html )“… Con questo assetto istituzionale – e con i fondi del Piano Marshall – l’Italia risalì la graduatoria delle nazioni più evolute a livello mondiale fino al quarto posto; la Lira vinse altresì il primo premio per la valuta più stabile a livello mondiale. Poi arrivò il ’68 e tutto cominciò a rotolare verso il basso; solo il debito internazionale cresceva. Tutto ciò, per dirle che, nonostante una costituzione socialista, l’economia era ai primi livelli mondiali, il proletariato si avviava a divenire piccola borghesia e il benessere era abbastanza ben distribuito su tutte le classi sociali. Dunque, le ragioni del declino furono altre: culturali prima che economiche …”

“… L’attacco neoclassico scatenato da Milton Friedman nel 1968, al grido di “vietato vietare” (che era lo slogan del sessantottini a Chicago come a Parigi – cosa sulla quale giustamente insiste Diego…), dal punto di vista tecnico consisteva sostanzialmente nell’imporre alla professione (con l’aiuto dell’oscillazione a destra del pendolo della storia) l’idea che il modello EEG fosse corretto anche nel breve periodo …”

“… ma anche perché qui avete potuto avviare un discorso critico sui fondamenti culturali della crisi che stiamo vivendo, grazie al contributo di amici come Fusaro e Barra Caracciolo, e grazie alla vostra e mia multidisciplinarietà. Questa non è una cosa da trascurare, perché, vedete, ormai lo avete capito: il problema è rovesciare un frame, cosa pressoché impossibile se non se ne individuano e non se ne minano i pilastri …”

Dunque il ragionamento politico del “guru” dotato di ingegno sovrumano, sarebbe questo:

• Il Sessantotto è stato un fallimento culturale
• Gli ex68 sono i piddini di oggi
• I piddini non vogliono uscire dall’euro
• Allora è meglio andare a destra, votiamo la Lega di Salvini 


Ma affidarsi a Matteo Salvini, il “ball boy” del sistema, il raccattapalle che raccoglie consensi elettorali per poi consegnarsi direttamente alle destre, responsabili del disastro, non sarebbe l’esito più auspicabile, dunque la montagna ha partorito il topolino, il “profeta” probabilmente ha interessi e ambizioni personali ben precisi.

Intanto il giovane Con/Fusaro fa eco al Professore ad ogni occasione, il ragazzo dagli occhioni azzurri divulga ossessivamente il mantra goofynomista ovunque gli sia possibile, giornali, tv, web:

“… ho chiamato il “capitalismo edipico” post-sessantottesco, in cui al pluslavoro marxiano subentra il plusgodimento lacaniano …”

“Questa deriva cinica del godimento, avviatasi con la contestazione antiborghese del Sessantotto e con il suo rovesciamento di ogni autorità in grado di frenare l’immediata soddisfazione dei desideri sempre risorgenti, culmina nell’odierno scenario disincantato del mondo ridotto a merce …”

“ … la “Sinistra del Costume” fissa i modelli e gli stili di vita funzionali alla riproduzione del sistema dell’integralismo economico (godimento individualistico, relativismo, laicismo assoluto, abbandono dell’anticapitalismo come ferrovecchio, ecc.).”

Marx rivisitato dal ragazzo dagli occhi azzurri sembra essersi trasformato in Soros. Un Marx così a destra non l’avevo mai visto, ma del resto i “profeti della moneta” sanno benissimo che il dopo euro sarà gestito dalle destre, quindi si stanno opportunamente attrezzando… poteva accadere solo in epoca postmoderna e a contatto con lo striptease narcisistico e castrante del pensiero goofynomista.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

1.11.2014

Pubblicato da Davide

  • Gil_Grissom

    Cara Rossana, in parte pero’ il professore ha ragione, se analizziamo per bene i quattro punti fondamentali del suo ragionamento che tu hai brevemente sintetizzato.

    1)IL sessantotto e’ stato un fallimento culturale: sicuramente il 68 come movimento ha portato a notevoli conquiste in campo sociale e soprattutto una ventata di uguaglianza, ma il tradimento dei suoi ideali da parte di alcuni suoi stessi paladini imborghesiti ha poi generato i piu’ biechi reazionari della storia italiana, Guiliano Ferrara ne e’ un classico esempio, passato da sostenitore di Marx nelle assemblee studentesche a socio del piu’ potente imprenditore italiano del dopoguerra. Del resto cosa vuoi  mai aspettarti da un paese dove chi aderi’ volontariamente all’RSI divenne poi un antifascista (quasi) irreprensibile?

    2)Gli ex sessantottini sono i piddini di oggi: direi che lo zoccolo duro del PD, quelli che voterebbero PD anche se gli mettessero il cento per cento di tasse, sono loro. Affermazione difficilmente confutabile.

    3)I piddini non vogliono uscire dall’euro: anche questa mi sembra un’affermazione difficilmente confutabile, il PD e’ l’unico partito che continua monolitico e granitico a sostenere l’ Euro anche di fronte all’evidenza dei disastri che sta provocando in Europa.

    4)Allora e’ meglio votare Lega: anche se a molti non piace la Lega e’ l’unico partito che comunque finora si schierato apertamente contro l’Euro, il movimento 5 stelle, che pure ha tanti meriti, non ha ancora preso una posizione precisa, vorrebbe indire un referendum. Se gli altri partiti un domani prenderanno posizione tanto meglio, ma oggi purtroppo la scelta e’ ristretta,

  • Ercole

    Cara Spadini hai perfettamente ragione nella tua analisi concordo che certi soggetti pur di emergere perdono di vista la realtà .

    Io credo che il retaggio che ci trasciniamo del 68 sia il fatto che in quella fase storica erano tutti  "comunisti " a parole senza sapere che cosa è il cumunismo tanti movimenti e partiti  che facevano a gara per essere i primi della classe :Maoisti, Castristi , Stalinisti , Titini, Troschisti , Femministe, Anti-fascisti, e cozzaglie varie , il lato tragico è che volevano cambiare il mondo con gli attuali rapporti di produzione sarebbe bastato semlicemente adottare il metodo di analisi dialettico Marxista e si sarebbe sgombrato il campo idealista . 
    Per quel che concerne lo statuto dei lavoratori vorrei ricordare che la borghesia incalzata dagli scioperi degli operai  concesse le briciole dei diritti minimi al proletariato in quanto si era ancora in una fase " ascendente " del ciclo capitalista tutto qua  ordinaria amministrazione della classe dominante.
    Fusaro al pari di chi lo ha preceduto cerca di ritagliarsi uno spazio e rendersi visibile ma è un vecchio trucco ,non cè più spazio per i doppi giochi : o si sposa la causa del materialismo storico e del metodo dialettico di Marx ,oppure si cade nel campo idealista .
    Bagnai , Barnard, Fusaro ,Stiglitz, Lathusc ,Friedmann ,MMT Mosler ,ecc..ecc.. dovete smetterla di prostituirvi per compiacere il potere  e confondere le coscienze siete portatori di idee superate dalla storia , vi consiglio di leggervi il libro di V.GIACCHE’  che certamente non può  essere tacciato di essere Marxista  dal titolo IL CAPITALISMO E LA CRISI  sicuramente fa scuola e  coglie nel segno molto di più  di tanti  dilettanti allo sbaraglio.
  • Ercole

    Buona riflessione fino al terzo punto ,per poi cadere dalla padella alla brace . L’unica cosa di cui bisogna liberarsi non è l’Euro ma il capitalismo……

  • Gil_Grissom

    Certamente, ma se ci liberiamo dall’Euro e da questa Europa costruita su criteri neoliberisti diamo al contempo un colpo non mortale ma molto duro al capitalismo. Non e’ del resto colpa mia se i partiti marxisti o di ispirazione marxista, cui sembri ispirarti, non hanno ancora preso una posizione chiara e netta contro l’euro, nemmeno la lista del greco lo ha fatto. Per quanto mi riguarda, io che marxista non sono, sarei tuttavia disposto a votare un partito marxista che traghetti il paese fuori da questo orrore. Ma so gia’ che mi dirai che l’unica via e’ la rivoluzione, vero?

  • dancingjulien

    Eh no, sui i primi tre punti non mi sbilancio anche perchè ci sono utenti molto più competenti di me che hanno vissuto di persona quegli anni.

    Ma sul quarto punto non sono assolutamente d’accordo.
    La Lega ha ampiamente dimostrato la sua inaffidabilità oltrechè la malintenzionalità delle sue azioni politiche.
    E se ora si sciacqua la bocca sbandierando ai quattro venti la sua posizione No Euro lo fa proprio perchè conta come il due di coppe con briscola bastoni e quindi cerca solamente di ritagliarsi uno spazio elettorale.
    Si ritrovano nel circolo con tutti i partiti e uno dice: ‘chi di voi vuole fare il partito che va contro l’Euro? Salvini lo volete fare voi?… va bene allora alla lega il ruolo del partito Euroscettico’.
    Si chiama Gatekeeping che fa molto comodo a chi comanda realmente, perchè sta nel gioco delle finte contrapposizioni.
    In realtà è d’accordo su tutto quello che dice Bruxelles o comunque al momento opportuno si chinerà fino alle ginocchia come uno yesman modello.
    Oltretutto a parte ruttare ogni volta che va in televisione (spesso peggio del prezzemolo nella minestra) che bisogna uscire dall’Euro perchè quando era piccolo il gelato costava 100 lire e ora se non sganci Due Euro non ti danno nemmeno la cialda vuota che informazione sta dando al popolo?
    Quali stimoli costruttivi può dare un ignorante simile?
    Allora molto meglio la posizione NO EURO (forse non lo sai) ormai netta del M5S che a parte proporre una legge di iniziativa popolare per poi indire un referendum se rimanere o meno nella moneta unica sta cercando coi propri mezzi di informare 
    in una maniera qualitativamente più decente rispetto a quell’altro li.
    Per concluderei di motivi per ignorare la Lega ce ne sarebbero centinaia e per quello che mi riguarda non basta pronunciare le parole NO EURO così dette a cazzo per convincermi
  • Gil_Grissom

    Guarda che sfondi una porta aperta: io ho votato sia Lega che Movimento 5 Stelle, entrambi mi piacciono per diversi motivi che non sto qui ad elencare. Vedi io pur di liberarmi dall’Euro, che e’ la piu’ grossa catastrofe capitata all’Europa dopo la seconda guerra mondiale, sarei disposto a votare chiunque, ma proprio chiunque anche un nuovo Hitler o un nuovo Stalin. Purtroppo pero’ i partiti anti euro sia in Italia che in Europa sono disuniti, quelli di sinistra non vogliono stare con quelli di destra e viceversa. Invece sarebbe necessario fare un fronte unito e compatto anti-euro da sinistra a destra e votare insieme al parlamento italiano ed europeo. Ormai in Italia le persone contrarie all’Euro sono piu’ di quelle favorevoli, il problema e’ e che le seconde sono tutte compattate nel partito che purtroppo ci governa, IL mefitico PD. Quanto al fatto che Salvini sia ignorante non me ne puo’ fregare di meno, io voglio qualcuno che mi guidi fuori dall’euro non uno che mi insegni Kant.

  • Vocenellanotte

    Vedo che la trappola monetarista non fa prigionieri. Il giogo dell’immortalità avviluppa inesorabile. Euro o Lira se non sono una convenzione condivisa, saranno sempre entrambe strumento di sfruttamento. Ercole tu mi capisci, vero?

  • SanPap

    Su uscita dall’euro concordo, e su altro che però non è rilevante rispetto a quanto ti voglio dire; c’è da tenere ben presente che l’uscita dall’euro ha due strade una a sinistra e una a destra; non i piacerebbe ritrovarmi con un sistema capitalistico ancora più becero di quello che stiamo vivendo.

  • Rosanna

    @Gil_Grissom,

    dunque non il ’68 è stato un fallimento, ma il TRADIMENTO del ’68 è stato un fallimento, operato da quegli stessi (Giuliano Ferrara) che ora il prof esalta sulle pagine del suo blog. Allora il ragionamento mi sembra un sofisma, privo di logica:

    1) il prof. condanna il ’68 o il tradimento del ’68?
    2) se condanna l’uno (e mi sembra che lo dica chiaro ad ogni occasione), fa un’operazione antistorica
    3) se condanna il suo tradimento, perché esalta ora i traditori? Giuliano Ferrara?
    4) certo che gli ex68 sono i piddini, che però hanno tradito i loro ideali, dunque non è stata la matrice culturale del ’68 che ha provocato il danno, e che invece ha sostenuto le Uniche e Vere Riforme Sociali dal dopoguerra ad oggi, ma il Tradimento del ’68
    5) che il Pd non voglia uscire dall’euro, lo vediamo tutti i giorni
    6) ma l’esito non dovrebbe essere: VOTIAMO QUELLI CHE HANNO PROVOCATO IL DISASTRO!

    COME SE DAVANTI ALLA NECESSITA’ DI SPEGNERE UN INCENDIO, CHIEDESSIMO AIUTO A QUALCHE PIROMANE COLPEVOLE CHE CI PROMETTE DI NON FARLO PIU’

    Più che un sillogismo, mi sembra un sofisma … cioè un’argomentazione capziosa e fallace

  • Rosanna
  • Rosanna

    @Ercole

    hai perfettamente ragione,

    "Bagnai , Barnard, Fusaro ,Stiglitz, Lathusc ,Friedmann ,MMT Mosler
    ,ecc..ecc.. dovete smetterla di prostituirvi per compiacere il potere  e
    confondere le coscienze siete portatori di idee superate dalla storia"

    oppure sono degli abili "gatekeepers" del potere, muovono critiche a destra e a manca, poi votano la destra di Salvini e Berlusconi, facendo la solita operazione trasformista, camouflage gattopardesco per confondere le idee ai cittadini frastornati dalla crisi.

    Ma se la risoluzione dovrà essere politica, dovrà necessariamente adottare nuove regole, in cui i cittadini possano finalmente contare di più ed acquisire maggiore potere, diversamente si ricade nel solito falso sistema della "democrazia rappresentativa" che è ormai morta e sepolta.

  • Mattanza

    Anche io ho pensato che l’uscita dall’euro si potesse effettuare sia da destra che da sinistra, tipo una destra che vuole uscire dall’Euro ma mantenere una Banca Centrale privata (come è la Banca d’Italia ora e come lo è sempre stata)e tipo una sinistra che vuole uscire dall’Euro e fondare una banca d’Italia statale…ma è così?? Non è così, penso, altrimenti se ne parlerebbe, da quel che ho capito io ad esempio, anche se si uscisse dall’Euro ma non si nazionalizzasse la Banca d’Italia non si risolverebbero i problemi nostri, rimarremmo sotto il giogo dei soci della Banca d’Italia…che presterebbe Lire allo stato per richiederne gli interessi in seguito…

  • Gariznator

    Io l’esatto contrario: da un ignorante mi farei insegnare Kant (e mi pare sia già successo al liceo) ma non mi farei guidare nemmeno al cesso. Buona fortuna a tutti

  • Simplicissimus

    Nel campo dell’onanismo narcisistico credo che nulla superi questo pezzo che ha persino il difetto di essere inutilmente gnomico e sentenzioso, dunque francamente noioso. Premetto che non sono per nulla un fan di Bagnai il cui merito non è quello di essere particolarmente intelligente o acuto, ma solo particolarmente defilato dal circolo magico del potere, in questo caso editorial accademico da poter esprimere senza conseguenze, anzi con dei vantaggi di visibilità, delle ovvietà economiche che gran parte degli economisti è costretto a nascondere, almeno fino al momento in cui si scoprirà che lo avevano sempre detto.

    Dunque non vedo lo scopo della lunga premessa tutta immersa nella paludosa cultura francese per poi prendere di mira alcune affermazioni, senza minimamente discuterle o controbatterle, ma ritenendole di per sé inaccettabili, una violazione di erme già collocate al giusto posto secondo un conformismo alternativo. Se Bagnai ritiene di votare o di affiancarsi a Salvini, faccia pure, chi se ne frega. E se qualcuno lo seguirà sarà colpa della sinistra eurista a tutti costi , ben sapendo che la moneta unica è lo strumento principe della reazione o delle inafferrabili ambiguità del movimento 5 stelle che propone un referendum che non si può fare sul piano giuridico e che non ha alcun senso pratico. 
  • Rosanna

    @Simplicissimus,

    "Dunque non vedo lo scopo della lunga premessa
    tutta immersa nella paludosa cultura francese per poi prendere di mira
    alcune affermazioni, senza minimamente discuterle o controbatterle, ma
    ritenendole di per sé inaccettabili, una violazione di erme già
    collocate al giusto posto secondo un conformismo alternativo."

    Probabilmente non ci troviamo d’accordo con il giudizio nei confronti di Baudrillard, che non credo possa essere liquidato coma fai tu, definendolo "paludosa cultura francese", dato che è stato uno dei più acuti e fulminanti filosofi del nostro tempo postmoderno,

    e credo anche che la filosofia non debba essere unicamente un semplice esercizio speculativo astratto ed autistico, ma possa essere in grado di interpetare in profondità il proprio tempo, così come fa appunto Baudrillard.

    Io non sto facendo un discorso politico fine a se stesso, perché so benissimo che il problema euro non verrà risolto da volontà politiche, ma imploderà da solo, sto facendo un discorso culturale filosofico (a questo è valsa la lunga e noiosa premessa).

    Può la filosofia leggere la realtà? Può farcela comprendere a fondo? Può spiegarci i comportamenti a volte assurdi degli esseri umani?

    Insomma la filosofia è unicamente una speculazione astratta o può incidere sulla storia?

  • Rosanna

    Scusa Gil_Grissom tu dici:

    "Invece sarebbe necessario fare un fronte unito e
    compatto anti-euro da sinistra a destra e votare insieme al parlamento
    italiano ed europeo. Ormai in Italia le persone contrarie all’Euro sono
    piu’ di quelle favorevoli, il problema e’ e che le seconde sono tutte
    compattate nel partito che purtroppo ci governa, IL mefitico PD. Quanto
    al fatto che Salvini sia ignorante non me ne puo’ fregare di meno, io
    voglio qualcuno che mi guidi fuori dall’euro non uno che mi insegni
    Kant."

    D’accordo sul fare un fronte unico e compatto, ma perché i partiti italiani non lo fanno?
    Perché cercano di convogliare i voti unicamente per il loro interesse, tanto sanno benissimo che il  massacro è in atto, e difficilmente si potrà arginarlo,

    cioè Salvini li raccoglie per poi cotrattarli a destra (la Lega è responsabile del disastro quanto tutti gli altri), il M5S non si allea con nessuno (giustamente), perché ha coniato regole nuove,

    dunque quale forza politica ci porterà fuori dalla crisi? nessuna … l’euro imploderà da solo … e ci salveranno i "mercati",  forse …

  • MarioG

    Tradimento di che? Semmai il compimento. Non mi pare che il ’68 abbia a che fare con altro se non la sinistra del costume di cui parla il Fusaro

  • Rosanna

    Carissimo MarioG, mi mancavi,

    vorresti però spiegarmi cosa vuol dire la "Sinistra di costume"?

  • A

    Dopo il moralista Fusaro oggi abbiamo una "Rossana" che si fa spiegare da un "Jean" cosa significa "un corpo femminile che si spoglia"… che dire…. complimenti e auguri per la rivoluzione. solo un informazione…. lo "striptease" nasce con il Burlesque che a sua volta proviene dalla Commedia dell’Arte. lo striptease nasce come spettacolo improvvisato o con brevi routine di satira nei teatri popolari, era cioè una satira delle classi popolari rivolta alle classi benestanti che lo chiamavano infatti "the poor man’s follies"….più tardi, attraverso leggi mirate le autorità vietarono lo striptease perchè definito scandaloso e oltraggioso, venne quindi tolto l’elemento ironico e tutto ciò diede il via ai nightclub. la partita, da sempre, è il controllo della sessualità, dato che la sessualità può essere uno strumento con il quale un qualsiasi individuo esce dalle maglie di controllo. è la grande questione della "prostituzione" delle "puttane" e dell’industria del sesso in generale, Nappi compresa, con buona pace di filosofi e intellettuali ormai acciecati dalle pippe. 

  • MarioG

    Tutto questo mettere il guardia sulla Lega, non per quel che dice ma nonostante  quel che  dice e’ un po’ sospetto. Evidentemente i grillini sul tema dell’euro si sentono scavalcati. Su quello dell’immigrazione sono ancora piu’ in imbarazzo perche’ rischiano di spaccarsi in due. Rispetto alle prese di posizione di Salvini riguardo alle questioni internazionali, non rispondono certo con posizioni altrettanto chiare e nette. Ovviamente si tratta di prese di posizione a costo zero, in quanto il partito e’ di opposizione. Come i grillini.

    Tuttavia,  si avverte bene la banale rivalita’ elettorale. Il fatto che sia un cane da riporto dei soliti oligarchi  e’ illazione troppo generica, che viene fatta anche a proposito del Casaleggio. Tutto questo non avvalora una particolare fiducia sul personaggio. Bisogna aspettare di vedere quando si trattera’ di stringere (o no) alleanze come si muovera’ effettivamente.
  • Rosanna

    Grazie A,

    ci hai dato delle informazioni storiche sul senso e sull’evoluzione dello striptease nella storia del costume, quello che dici poi sul controllo della sessualità, soprattutto femminile aggiungerei, è molto vero ed è un discorso piuttosto complesso, non basterebbe davvero un solo articolo, ci vorrebbe un libro, magari può essere un’idea …

    io ho fatto un’altra operazione, ho cercato di capire un fenomeno del nostro tempo attraverso l’aiuto di una metafora, quella dello "striptease" e soprattutto attraverso la lettura del mondo occidentale postmoderno che ne dà Baudrillard, che non è Fusaro (senza nulla togliere al giovane filosofo, ancora storicamente imberbe).

  • robotcoppola

    Ottimo articolo!
    Sono pienamente d’accordo con le osservazioni e sulla conclusione. Alberto Bagnai (come altri portatori di verità, guarda caso sempre vicini a qualche corrente elitaria) non mi ha mai convinto pienamente.
    La vicinanza a Salvini è a dir poco desolante!

  • MarioG

    Volevo fregiarmi di citare il Fusaro. Egli ne parla con dovizia nell’articoplo poco piu’ sotto.

  • Rosanna

    A MarioG,

    "Tuttavia,
     si avverte bene la banale rivalita’ elettorale. Il fatto che sia un
    cane da riporto dei soliti oligarchi  e’ illazione troppo generica, che
    viene fatta anche a proposito del Casaleggio. Tutto questo non
    avvalora una particolare fiducia sul personaggio. Bisogna aspettare di
    vedere quando si trattera’ di stringere (o no) alleanze come si muovera’
    effettivamente.Ovviamente si tratta di prese di posizione a costo zero, in quanto il partito e’ di opposizione. Come i grillini. "

    Sono in gran parte d’accordo con te, c’è una differenza però tra la Lega, che "sembra" un partito di opposizione, ma sappiamo perfettamente che "non lo è",

    e invece il M5S, che non ha alcuna responsabilità di quello che è accaduto all’Italia e per di più ha coniato quattro rigide regolette, che cambierebbero davvero la vita democratica, un esempio è il "vincolo di mandato", che molti non hanno ancora capito cos’è, data la propaganda fuorviante dei media.

  • A

    prego Rosanna. l’ho capito, ma rimane una metafora errata perchè contribuisce a diffondere uno stereotipo, che lo faccia Baudrillard non lo rende meno uno stereotipo. è vero, è un discorso complesso… ma in realtà è semplice perciò potente. viene reso complesso perchè a qualcuno conviene che non venga capito dai molti. qui, sul tema, trovi qualcosa di molto interessante http://www.micropunta.it/powertothesisters/  [www.micropunta.it]

    o qui se hai un tablet
  • Rosanna

    Con/Fusaro dice che :

    1) “… ho chiamato il “capitalismo edipico” post-sessantottesco, in
    cui al pluslavoro marxiano subentra il plusgodimento lacaniano …"

    2) “Questa deriva cinica del godimento, avviatasi con la
    contestazione antiborghese del Sessantotto e con il suo rovesciamento di
    ogni autorità in grado di frenare l’immediata soddisfazione dei
    desideri sempre risorgenti, culmina nell’odierno scenario disincantato
    del mondo ridotto a merce …”

    3) “ … la “Sinistra del Costume” fissa i modelli e gli stili di vita
    funzionali alla riproduzione del sistema dell’integralismo economico
    (godimento individualistico, relativismo, laicismo assoluto, abbandono
    dell’anticapitalismo come ferrovecchio, ecc.).”

    1) Dove sta il "plusgodimento lacaniano" nel ’68? Se c’è stata un’epoca in cui la vita dei giovani era governata dallo spirito di impegno sociale, speso nelle contestazioni studentesche contro l’ipocrisia del potere (quello che stai contestando tu), contro la guerra del Vietnam, contro il perbenismo ipocrita della classe borghese, contro la scuola classista dei ricchi (Lettera ad una professoressa, di Don Milani), è stato proprio il ’68, quindi Con/Fusaro si studi meglio la storia…

    2) Un’altra falsa operazione è quella di confondere la borghesia con il ’68, e quella di sostenere che i valori del ’68 che erano fortemente antiborghesi si sarebbero tradotti in "edonismo esasperato", quindi svendita al mercato. Non sono i valori del ’68 in sé che producono il tradimento, ma l’avvento della postmodernità che Fusaro sembra non conoscere (Baudrillard, appunto)

    3) Alla terza idiozia ho in parte risposto in precedenza, consiglierei a Fusaro e a chi lo segue, che la filosofia non consiste nel dire tutto e il contrario di tutto secondo un procedimento slegato da una precisa analisi del contesto storico, questa operazione è molto rischiosa, scomoda e truffaldina, perché Confonde le idee alle persone, che magari sono inesperte di dinamiche storiche.

    Se invece uno considera la Filosofia il "Regno delle banalità", allora ben venga Fusaro…

  • Rosanna

    Ok, me lo leggerò con attenzione, la dinamica mi interessa, perché ha delle implicazioni storiche molto antiche, a partire dai riti bacchici dionisiaci …

  • Rosanna

    Grazie, anche  per me è stata una profonda delusione, Bagnai lo credevo più audace e rivoluzionario, invece si è dimostrato un perfetto "guardiano del cancello", perché attraverso un’operazione apparentemente giusta e salvifica, ha invece interpretato il perfetto gattopardismo all’italiana …

    Nessuna forza politica ci traghetterà fuori dalla crisi, il sistema imploderà da solo, ma il DopoEuro verrà governato dai soliti noti. Non mi sembra una gran rivoluzione … Come è avvenuto per Tangentopoli …

  • halnessuno

    Mah…non sono d’accordo. Non credo che Bagnai o Borghi e altri siano gatekeeper al soldo dei poteri forti, non lo credo neanche per Grillo e Casaleggio figurati. Per questi è più conveniente far tacere tutto e tutti e creare confusione. Invece grazie all’opera di divulgazione dei professori, ma anche di altri tra i quali bisogna riconoscere anche, e in particolare il merito di Barnard, adesso capiamo i meccanismi che hanno generato questa crisi e i motivi per i quali perdura questa situazione. Cioè il fatto che l’austerità non è causa ma conseguenza del sistema euro. 

    Quindi, secondo me, chi porta alla conoscenza del pubblico medio "verità" scientifiche cioè supportate da dati, che poi possono essere chiaramente smentiti da nuovi dati, non lo nego, ha il mio sostegno incondizionato a prescindere da quelle che siano le sue personali scelte politiche.
    Inoltre l’avversione per grillo di Bagnai nasce da una riflessione ben ponderata. Non potete negare che non ci sia stata trasparenza nel suo pensiero. Avrebbe potuto salire tranquillamente sul carro dei vincitori diventando una vera e propria star se non avesse espresso giudizi negativi nei suoi confronti. Ma non è stato così in quanto lui ritiene, e io con lui, che Grillo affronta in maniera un po’ ambigua e senza la dovuta "energia" il tema dell’euro. 
    Mi dispiace, ma è così: il referendum è una buffonata. Se veramente questo fosse solo un pretesto per parlare del problema, avrebbe dovuto iniziare la campagna di informazione almeno due anni fa. Io sono dal 2010 che aspetto. Cioè da quando ho letto "il più grande crimine".
    Altra questione e poi finisco, chi parla di "il problema è il capitalismo e non l’euro" per me 1) non ha capito cos’è il capitalismo il quale prevede la massima liberta di movimento dei capitali e quindi l’euro è il braccio armato con il quale si realizza questo; 2) vogliamo la rivoluzione? È dagli anni 20 che la aspettiamo. Basta parlarne. Se la vogliamo serve una strategia e soldi per finanziarla. Se no è un discorso che non ha senso. Meglio secondo me arrivare a un compromesso su questioni concrete come l’euro e poi ognuno per la sua strada nell’ambito della dialettica democratica. Non cadiamo nello stesso errore di chi vuole dimostrare di essere più puro degli altri. È un modo infantile di affrontare le cose.
  • AlbertoConti

    Condivido, tranne che per la rivoluzione ci vogliano i soldi. Non lo posso
    ammettere, perchè equivale ad una condanna a morte (del libero arbitrio,
    dell’autodeterminazione dei popoli, della stessa sopravvivenza del genere
    umano), e questo non mi garba.

  • dancingjulien

    Cè anche da dire semplificando all’essenziale che fino ad ora il M5S quello che ha detto ha fatto e solo per questo merita rispetto e fiducia.

    Si può dire la stessa cosa della Lega?
  • Rosanna

    halnessuno, non ho detto assolutamente che Bagnai o Borghi e altri siano "al soldo dei poteri forti", ma le cose sono un po’ più sottili, come ho detto nell’articolo i"profeti della moneta" sono intervenuti a tempo e debito (se lo facevano prima era meglio) per illuminare le menti degli italiani sulle verità economiche della crisi taciute dal sistema, il merito gli va riconosciuto e io l’ho fatto,

    ma questa operazione di disvelamento delle ipocrisie, che oggi molti esperti anche in altri ambiti stanno facendo (avvocati, giuristi, storici …), poi i profeti della moneta, l’hanno governata a loro uso e consumo, pilotando i consensi verso un partito che è implicato quanto gli altri nelle responsabilità storiche del massacro sociale, proprio perché essi, da esperti, sanno bene che il Dopo/euro sarà governato dalle destre, inevitabilmente, attraverso un’operazione che definirla astutamente gattopardesca sarebbe poco.

    Sono d’accordo con te che il referendum proposto da Grillo è una buffonata, ma il movimento ha anche proposto una legge parlamentare per uscire dall’euro e questa non è una buffonata, ma comunque Grillo sta facendo la stessa operazione di Bagnai e Borghi, hanno preso tempo perché sanno che il sistema imploderà da solo (questo Bagnai se lo aspettava anche nel 2012),

    ma se per Grillo può aver avuto un senso tale comportamento, perché due anni fa gli italiani non erano politicamente pronti, ora lo sono molto di più, quindi il messaggio ha un impatto politico del tutto diverso, per loro non ha lo stesso significato.  E’ la NECESSITA’ che guida la storia, insieme all’INTERESSE.

    1) Necessità per Bagnai e Borghi di entrare tardi nell’arena, accusare i 5* di immobilismo, pilotare i voti vero la Lega perché avranno un riscontro nel dopo/euro
    2) Necessità per Grillo di prendere tempo, annunciare il referendum, attendere il momento opportuno per poi agire.

    Ma la proposta di Grillo è assolutamente nuova e propone una Democrazia Diretta e non più rappresentativa, invece la proposta di Bagnai propone la solita zuppa cotta e ricotta ed ormai diventatata non solom indigesta, ma anche mortale per la democrazia (che volendo è già in agonia).

  • MarioG

    Non ne ho esperienza diretta. Pero’ implicitamente conferma quello che dicevo. Che razza di lotta e’ quella contro "l’ipocrisia del potere"? o contro il "perbenismo" borghese? E’ la sinistra del costume di cui parla il Fusaro. Poi parlare di scuola classista dei ricchi aveva un senso forse negli USA. Piu’ che altro si dedicavano alla missione dei "piedi sul banco" di cui parlava la Nappi. Dunque hanno vinto a mani basse, ha di che rallegrarsi. 

  • Rosanna
  • Rosanna

    Allora ti consiglio la lettura di un libro straordinario"Lettera a una professoressa" di Don Milani,

    che contestava "la scuola classista" del "prima ’68", perché era una scuola che

    BOCCIAVA I FIGLI DEI CONTADINI E DEGLI OPERAI semplicemente perché non sapevano l’italiano, dato che provenivano da ambienti familiari poco colti,

    una scuola che IMPEDIVA ALLE FAMIGLIE di partecipare alla vita della scuola, di assistere ai consigli di classe, di tutelare condizioni familiari e problematiche salutari difficili,

    una scuola insomma ipocrita che faceva una netta distinzione tra i figli della classe borghese agiata, sempre tutti promossi, e quelli delle classi meno abbienti, sempre spesso bocciati,

    Questa era la scuola contro la quale si è battuto il ’68, quando gli insegnanti bocciavano SENZA ALCUNA GIUSTIFICAZIONE di ordine sociologico, psicologico, educativo.

  • A

    è un video documentario

  • MarioG

    Francamente la sua mi sembra una caricatura piuttosto rozza. 

    E’ ineludibile che la provenienza familiare  influenza il rendimento scolastico. Lei pero’ va molto oltre: "bocciavano senza alcuna giustificazione di ordine sociologico, psicologico, educativo". Per inciso, la giustificazione di una bocciatura deve essere di ordine educativo, non psicologico ne’ sociologico. Ma si deve decidere: bocciavano perche’ non sapevano l’italiano o senza alcuna giustificazione? 
  • Rosanna

    Insomma MarioG non ce la fai a darmi del tu … pazienza

    Comunque il discorso è piuttosto complesso, diciamo che cercherò di sintetizzarlo, premesso che la scuola deve ACCOGLIERE, non ESCLUDERE, il compito della scuola dovrebbe essere quello di "recuperare" i possibili abbandoni scolastici, i possibili insuccessi, e quando boccia lo deve fare con le dovute giustificazioni. Il motto della scuola dovrebbe essere "Non uno di meno !!".

    I figli di contadini e operai nel ’68 erano assolutamente diversi da quelli di oggi, quindi molto meno evoluti, non parlavano l’italiano, ma solo il dialetto e la scuola li bocciava.

    Quando la scuola boccia deve tener conto di molti fattori :
    1) la provenienza sociale del ragazzo, la sofferenza di emarginazione sociale, il contesto magari degradato socialmente, privo di strumenti per capire, per intervenire a suo vantaggio. Se il contesto sociale non ha l’opportunità di comprendere le esigenze del ragazzo, la scuola deve intervenire a suo vantaggio, per esempio può essere una violenza (psicologica e non) che il ragazzo subisce in un certo contesto. Anche la difficoltà economica incide negativamente.
    2) la difficoltà psicologica del ragazzo, che magari lo costringe a soffrire in un determinato contesto familiare (figlio di genitori separati che si fanno la guerra tra di loro), o che subisce violenza anche da parte di un genitore (purtroppo succede anche questo). Prima del ’68 la scuola non si interessava di tutto ciò.
    3) la scuola non deve solo rimpinzare i ragazzi di informazioni e nozioni, ma deve soprattutto "formare" le personalità, "educare" i giovani ad essere i futuri cittadini italiani, quindi deve aiutarli a crescere nel migliore dei modi, formando la loro coscienza di cittadini di una Nazione libera, indipendente e democratica. Vedi che il processo culturale del ’68 si è interrotto ad un certo punto ed ora noi stiamo regredendo, proprio perché sono venuti meno quei valori per l’avvento del postmoderno e per il tradimento di tizi come quelli nominati precedentemente.

    Tutte queste sono conquiste del ’68, poi però purtroppo sono state interrotte e tradite lungo il percorso, anche da coloro che spacciano lucciole per lanterne e falsificano la storia.

  • cipperimerlo

    Ancora a pubblicare gli sproloqui di questa gerontocrate misandrica e peifoba?

  • dancingjulien

    Pensa un pò che pubblicano anche i tuoi commenti

  • Rosanna

    Cazzo, un’accozzaglia di significati:

    lo sproloquio c’è sono d’accordo,

    la gerontocrazia volendo anche,

    la misandria non mi sembra, non mi piacciono le donne, ma gli uomini sì,

    ma la peifobia non so cosa sia …

     

  • MarioG

    A parte le enunciazioni di principio spesso inoppugnabili in quanto tali, anche se non sempre pertinenti, bisogna considerare il raccolto finale. Le classi dirigenti (non dico a livello  politico, ma soprattutto tecnico amministrativo) della scuola dopo il ’68 sono entrate in servizio attorno agli anni ’80-90. Si confrontino le competenze di tali classi con quelle precedenti, che avevano gestito il periodo del boom economico. E in avanti fino ad oggi, si valuti  l’effettivo successo della scuola nel suo obiettivo primario, che non e’ quello dell’assistente sociale, ma dell’istruttore sociale. Nel tirare le somme, non conta il numero di pezzi di carta, ma il numero di individui che ha acquisito un sapere utile a occupare un posto in societa’, o, viceversa il numero di individui inoccupabili.

  • Rosanna

    La classe dirigente italiana è una delle migliori e meglio preparate al mondo, lascialo dire a me che lo vedo tutti i giorni a scuola nel confronto con le scuole in giro per il mondo:

    quando i nostri ragazzi compiono periodi di studio all’estero, si distinguono per essere i migliori del corso, testimoniato dalle pagelle e dalle relazioni dei docenti stranieri, quando gli stranieri vengono da noi il confronto è deprimente. Pensa che c’è stata un’insegnate francese che ci ha chiesto? ma i vostri alunni quando sono interrogati rispondono? perché i nostri no …

    oppure i nostri ragazzi che svolgono periodi di studio all’estero ci raccontano di scuole magari superattrezzate dal punto di vista tecnologico, ma che svolgono programmi assolutamente elementari rispetto ai nostri, oppure di rilevanza tematica  di basso profilo, quali: fotografia, ballo latino americano, la vita dei lamantini nell’oceano Pacifico …

    Gli ingegneri, architetti, laureati che escono dalle nostre università sono i più preparati, apprezzati da tutti

    Naturalmente le tv, le statistiche Ocse ti raccontano il contrario, è un po’ la stessa cosa del debito pubblico, ti dicono che la nostra scuola è la peggiore ecc.. ecc..

    Secondo te per quale motivo? La risposta è dentro di te ed è quella giusta …

    PER PRIVATIZZARE LA SCUOLA, così come succede in Usa, e nel mondo anglosassone, dove c’è una scuola di élite per i ricchi ed una scuola scassata per i poveri.

    Hai capito adesso il valore del ’68?

    Il DIRITTO ALLO STUDIO DEVE ESSERE GARANTITO PER TUTTI

    ma qesti diritti oggi stanno per essere demoliti definitivamente dal neoliberismo galoppante, sostenuto proprio da quelli che si dicono portatori di verità.

  • saur-one

    Cara Rosanna leggo spesso i tuoi testi sul CDC e li trovo quasi sempre abbastanza condivisibili. 
    Stavolta però non ci siamo,l’hai decisamente fatta fuori dal vasino…,non facile per una donna! 
    Il tuo post mette in evidenza,se servisse ancora,la differenza che c’è tra la sinistra odierna e i goofynomiani o definiscili come vuoi,anche seguaci di Bagnai va bene. 
    Con un fiume di parole (vuote) tu ti spingi a fare una analisi del goofynomismo come streptease narcisistico…ETC……ETC…e fai un clamoroso autogol e ti spiego: è vero,il professore sta facendo lo streaptease. 
    Il problema però per te e la tua sinistra è che lo STREAPTEASE viene fatto sui numeri,non quelli del circo o quelli della retorica ma sui NUMERI NATURALI 1,2,3,4,5,……della prima elementare…..! 
    Vedi gentilissima il GRANDE MERITO di Bagnai è quello di aver tolto il velo sui numeri della disfatta EURISTA,per capirci:non c’è nemmeno bisogno di aver letto Marx,scomodare Orwell,sapere la storia di Ferrara di cui personalmente me ne batto il belino o cosa è stato il 68. 
    Per sapere dove stanno i fascisti OGGI ci bastano i numeri,certo devi capirli,studiarli,ma credi basta un po’ di impegno e aver fatto un percorso scolastico minimo chè sono talmente evidenti che solo chi non vuol vedere non vede. 
    Mi dispiace non c’è più bisogno che ce lo insegni tu con mille parole e numeri da circo della retorica dove sono e chi sono FASCISTI….lo sappiamo grazie a Bagnai che ce lo ha fatto vedere coi “numeri naturali”:sono tutti a sinistra. 
    Riassunto finale,perché mi sono rotto:CHI E’ EURISTA E’ FASCISTA.

  • Rosanna

    Sono d’accordo con te, io infatti non sono eurista, gli euristi sono fascisti, e la sinistra non c’è più, il ’68 è morto e sepolto, non per vizi d’origine, ma perché è stato tradito,

    Bagnai è stato grande nell’insegnarci quello che ci ha insegnato, ma poi ci ha tradito anche lui, perché se la sinistra non c’è più però

    C’E’ IL POPOLO ITALIANO E C’E’ LA COSTITUZIONE ITALIANA

    e quelli non devono essere traditi dando il voto ai soliti noti, traditori fino a ieri,  e oggi salvatori della patria … gattopardismo camaleontico allo stato puro.

  • MarioG

    La scuola pre ’68 non e’ la scuola privata. E’ scuola pubblica, anche se a concezione elitaria, senza serie barriere di reddito. La scuola privata e’ altra cosa.

    Non so a che scuole faccia riferimento riguardo alle danze e quant’atro. Ovviamente bisogna distinguere per categorie. Sarebbe discutibile che in un Liceo si insegni taglio e cucito. Ma non vedo nulla di male in altre tipologie di scuola. (Non tutti devono diventare dei filosofi; altrimenti Fusaro non mangia).
    Non ho dati di prima mano riguardo agli scambi scolastici come ha lei. La mia esperienza personale e’ altra.
    In effetti, e’ magra consolazione confrontare la scuola pubblica con quella che puo’ essere la scuola pubblica in USA. E poi il ´68 non c’e’ stato solo in Italia, ma in USA e in altre parti dell’Europa Occidentale. Quindi il paragone che lei fa non e’ dirimente. 
    Pero’ se si guarda a quelle che sono le nazioni emergenti come la Corea e ai sistemi scolastici, si capisce perche’ le produzioni ultratecnologiche vengano da li’ mentre qui (ripeto: non solo Italia) si perdono i saperi.
  • MarioG

    Ottima sintesi da perfetto allievo spadiniano

  • Georgios

    Cara Rosanna non so se l’hai fatto con assoluta convinzione (non mi riferisco naturalmente alla tua intelligenza ma alla tua sensibilità verso qualsiasi cosa possa lasciare "una porta aperta" alla causa del popolo), ma con questo articolo hai raccontato una grande verità: in momenti storici come questi non esistono vie di mezzo, non c’è lo spazio per errori tattici o fraintendimenti dovuti a qualche decisione magari sbagliata ma presa in buona fede.

    Le cose sono fin troppo chiare e secondo me in momenti come questi vale solo il "chi non e’ con me e’ contro di me" solo che a dirlo stavolta e’ il popolo. Per cui io credo che sia giusto parlare di gatekeepers. D’altra parte l’esperienza greca mi ha insegnato molto in materia.

    Sul 68 le cose, secondo me, sono un po’ più complicate. Intanto le tre frasi finali che riporti (dette da Fusaro), se ci pensi, non e’ che siano tanto sbagliate. Sono cose che sosteneva Preve e può darsi che il discepolo le stia riprendendo. Si riferiscono però al tradimento dello spirito sessantottino non al 68 in sé (che in Italia e’ stato una cosa molto diversa, andata molto più in là del 68 americano e francese).

    Certo, l’ultimo dibattito-show di Fusaro con la Nappi non direi che mia abbia particolarmente entusiasmato, ma può darsi che Fusaro sia una vittima inconsapevole dell’opportunismo di Bagnai. O può darsi che l’ingenuo sia io. Sei proprio sicura che la "collaborazione" di Fusaro sia del tipo Ferrara, Giordano, Alemanno, Salvini etc che giustamente denunci?

    Va detto però che queste tre frasi non indicano un Marx spostato a destra, anzi. E va detto anche che in questo caos ideologico nel quale si trova la società e particolarmente la cosiddetta sinistra, e’ molto difficile sostenere una tesi giusta e non trovarsi automaticamente in minoranza.

  • anonimos

    Ok, passeggiando nel web si evince che è partita la grande offensiva anti-Bagnai, il quale fa evidentemente troppa ombra a chi da almeno vent’anni fa ombra a se stesso. 

    Sicuramente è opera di coloro che da tempo ci parlano di rivoluzioni socialiste prossime venture, di internazionalismo proletario, di comunismo rifondato, che non si rifonda mai. Costoro hanno perso qualunque pulsione creativa e riescono a operare solo in modalità distruttiva. 
    Io sarei per default neutrale, ma quando invece di argomentare si usano frasi del tipo "Dunque il ragionamento politico del “guru” dotato di ingegno sovrumano…", io non posso che schierarmi non "per" Bagnai, ma "contro" coloro che hanno come unica ragione di vita l’annientamento di qualunque istanza che in modo pragmatico provi a dare soluzioni minime a problemi complessi. Certo che Bagnai non è dotato di ingegno sovrumano, ma è questo il nostro problema? E a me, che cazzo me ne frega!! 
  • Rosanna

    Grazie Georgios, sono d’accordo con te, in questi momenti tragici per la storia di un popolo non si può attribuire il consenso ai soliti noti, che si sono districati tra mille tradimenti e ipocrisie,
    come dici tu "in momenti storici come questi non esistono vie di mezzo, non c’è lo spazio per errori tattici o fraintendimenti dovuti a qualche decisione magari sbagliata ma presa in buona fede".

    Per quanto riguarda Fusaro, ti posto un brano tratto da un suo commento a proposito del ’68 che chiarisce benissimo il suo pensiero:

    "Il principio dell’odierno capitalismo postborghese è pienamente sessantottesco e, dunque, di sinistra: vietato vietare, godimento illimitato, non esiste l’autorità, ecc. Il capitalismo, infatti, si regge oggi sulla nuda estensione illimitata della merce a ogni sfera simbolica e reale (è questo ciò che pudicamente chiamiamo “globalizzazione”!). "Capitale umano”, debiti e crediti nelle scuole, “azienda Italia”, “investimenti affettivi”, e mille altre espressioni simili rivelano la colonizzazione totale dell’immaginario da parte delle logiche del capitalismo odierno.

    Lo definirei capitalismo edipico: ucciso nel Sessantotto il padre (l’autorità, la legge, la misura, ossia la cultura borghese), domina su tutto il giro d’orizzonte il godimento illimitato. Se Mozart e Goethe erano soggetti borghesi, e Fichte, Hegel e Marx erano addirittura borghesi anticapitalisti,

    oggi abbiamo personaggi capitalisti e non borghesi (Berlusconi) o antiborghesi ultracapitalisti (Vendola, Luxuria, Bersani, ecc): questi ultimi sono i vettori principali della dinamica di espansione capitalistica. La loro lotta contro la cultura borghese è la lotta stessa del capitalismo che deve liberarsi dagli ultimi retaggi etici, religiosi e culturali in grado di frenarlo.

    Diego Fusaro

    Mi sembra che qui Fusaro dimostri molta confusione interpretativa, perché la definizione di classe post-borghese relativamente a personaggi come Berlusconi  e Luxuria è quantomeno curiosa.
    Credo che la borghesia abbia semplicemente cambiato pelle, passando da produttiva a speculativa esattamente come il capitale, e questo perché c’è stato il passaggio dalla modernità alla post-modernità. Quindi definire antiborghesi personaggi capitalisti e non borghesi (Berlusconi) o antiborghesi ultracapitalisti (Vendola, Luxuria, Bersani, ecc) consiste veramente in un’operazione di camuffamento delle idee e dei concetti, prodotto non in buona fede, ma volutamente per colpire nel segno ed assecondare un progetto.

    Tonguessy  ha fatto un bel commento, ora te lo cerco:

    "Fusaro non ha idea di come le classi cambino davanti al mutamento del capitale (e viceversa). La definizione di classe post-borghese relativamente a personaggi come B e L non mi trova d’accordo (ma forse si tratta di questioni di lana caprina…).  Chi ha saputo cavalcare l’onda speculativa ne ha tratto enormi vantaggi, e non si può dire che non appartenga alla borghesia. Quindi la borghesia non è mai morta, ha semplicemente subito (ma sarebbe più corretto dire pilotato) la transizione da borghesia moderna a borghesia postmoderna. La pletora di simulacri ed eccessi che accompagna questa "nuova" borghesia (edonismo, diritti estetici quindi sessuali etc..) che si sovrappongono ai vecchi valori su cui si poggiava la borghesia moderna è la cifra della postmodernità.Non trovo corrispondente a verità il pensiero secondo cui "la borghesia classica è stata capace di esprimere un pensiero anticapitalista, la neo-classe post-borghese no" proprio perchè deve ancora essere dimostrato che non esiste nesso alcuno tra borghesia e capitale, e che le due entità procedono per proprio conto su separate strade. Storicamente è successo che la paura borghese dell’URSS avesse "consigliato" la borghesia a mitigare lo scontro con il proletariato. E’ il vecchio fordismo in chiave sessantottina, se vogliamo. Quello di Fusaro è, ancora una volta, un tipico camouflage postmoderno, quel camaleontismo che permette a filosofi e analisti di pescare nel torbido ricavandoci sempre qualcosa di utile per loro. Nella realtà questo atteggiamento è profondamente reazionario perchè autorizza a pensare, senza prima dimostrare la consistenza dell’assunto che vuole la borghesia lontana e separata dal capitale, che può esistere un movimento antiborghese o non borghese i cui esponenti sarebbero nientepopodimeno che L e B. Antiborghese e ultracapitalista, tipico ossimoro postmoderno. Semplicemente kafkiano.

  • Rosanna

    Carissimo MarioG, d’ora in avanti dovrò darle del Lei, perché Lei mi dà sempre del Lei e dunque io mi sento in colpa a darle del tu, quindi La ringrazio per i suoi commenti sempre briosi e ironici, almeno su questo ci troviamo d’accordo, per il resto abbiamo qualche discrasia di vedute soprattutto intorno al periodo del ventennio,

    ma ora quel tempo è trapassato da parecchio, quindi ci troviamo a dover affrontare la crisi attuale, insieme da cittadini italiani, che combattono di comune accordo per non lasciarsi travolgere da questa moderna dittatura, che stavolta non chiamerò fascismo per farLe piacere.

    Contento?

  • halnessuno

    Capisco la tua visione romantica della rivoluzione, ma vorrei rammentarti ad esempio che la rivoluzione russa fu finanziata da Berlino al fine di disgregare il fronte nemico russo. D’altronde come può una massa disperata di persone senza armi, capi con conoscenze all’interno dell’apparato statale, rovesciare un regime? 

  • cipperimerlo

    I miei sono corti. Almeno!

  • Albertof

    Ma dai Barnard insieme a Bagnai "per compiacere il potere  e
    confondere le coscienze siete portatori di idee superate dalla storia" .. Barnard con tutti i difetti che vuoi sarebbe un "gatekeepers del potere"? .. per confondere le idee ai cittadini" ma per favore.

  • Albertof

    ops.. precisazione: volevo dire Barnard non ha nulla da spartire con Bagnai!

  • Rosanna

    Scusa mi sono lasciata prendere la mano, Barnard non sia mai … anche perché almeno lui non fa politica ma solo economia, quindi ha avuto la dignità di non dare indicazioni politiche di sorta … anche se qualche volta critica molto i 5*

  • halnessuno

    Quando qualcuno mi chiede perché i cosiddetti paladini dell’antieuro non hanno parlato prima del disastro, io rispondo quanto prima avrebbero dovuto intervenire? Perché vedi noi diamo per scontato che basta che uno parli e troverà chi gli permette di esprimersi e chi lo ascolta. Ma fino  non molto tempo fa internet in italia non era molto diffuso, tanto meno il web 2.0. L’informazione passava solo ed esclusivamente attraverso la tv, i giornali e la radio. Non c’era spazio nei mass media tradizionali, se non attraverso cooptazione. 

    Ricordiamoci la solitudine del riformista di cui parlava Federico Caffe e l’omologazione degli intellettuali italiani. Esiste un muro di gomma che solo adesso stiamo iniziando a scalfire. 
    Ma a quale pubblico si potevano rivolgere e con quali mezzi. Quante persone hanno iniziato a ragionare solo quando la crisi li ha colpiti e quando hanno iniziato a cercare le risposte nella rete? Quali partiti di sinistra avrebbero per lo meno ascoltato? Nessuno.
     
    Ancora oggi il blog di bagnai ha appena 3000 lettori fissi. È un numero veramente misero. Si può questo chiamare calvalcare l’onda? Credo che la sua idea sia quella di passare direttamente ai piani alti e cercare di creare le condizioni politiche adeguate a gestire la transizione verso il nuovo sistema. Ma se ad accettare il dialogo sono solo ex democristiani o partiti di destra non è colpa sua.
    È una strategia che credo sia l’unica percorribile. Ma non vi rendete conto che anche il solo ripristino della sovranità monetaria, anche nelle modalità non esattamente costituzionali post-divorzio, significa recuperare la possibilità di un vero confronto democratico tra interessi di classe diversi.
  • Georgios

    Non so a quale 68 si riferisce Fusaro. Il 68 italiano cominciò anche prima del 68 e finì con gli indiani metropolitani alla fine degli anni 70. Tutta una parabola capovolta. Poi si imposero gli anni di piombo che non casualmente indicano il degrado del movimento e la sua morte tramite abbandono, infiltrazione, estremismo e terrorismo.

    Certo di solito quando si parla del 68 ci si riferisce alle cose buone, al movimento operaio e studentesco, che di fatto erano cose molto buone che portarono ad una liberalizzazione della società ed a conquiste sociali importanti che tu elenchi nel tuo articolo.

    Ma non erano solo le cose buone. Il movimento lasciato a se specie dopo il 1976 con lo scioglimento di LC e poi coi fatti di Bologna voluti dal governo e’ deragliato. Allora dagli "studi" di Marx, di Lenin e di Mao (rivoluzione sociale), si e’ passati a quelli di Marcuse e di Cooper (critica della famiglia), di Reich (liberazione sessuale) e addirittura di Timothy Leary ("cultura" delle droghe). E a manifestazioni-carnevale di libero farsi e mostrarsi a culo scoperto in piazza. Questo cambio di rotta ha un nome preciso e si chiama orientamento verso il laicismo più degradato.

    Insomma insieme a molte cose buone il 68 ha lasciato dietro anche dei segnali di cambiamento di mentalità del periodo di decadenza che si potrebbero definire come prodromici dell’allentamento dei valori morali (rispetto degli altri), di dignità (rispetto di se stessi) e gerarchici (rispetto dell’importanza dei ruoli e delle situazioni). Tutti valori borghesi, nati nei tempi in cui la borghesia era una classe rivoluzionaria.

    Poi, io mi considero un marxista (lo uso solo per intenderci) e vorrei essere un rivoluzionario. Anche tu se ho capito bene vorresti essere una rivoluzionaria dati i tempi che corrono e anche tu sei una borghese. Mi puoi spiegare cosa c’entriamo noi con Vendola, Luxuria, Bersani e Berlusconi? Sono loro o non sono un’altra categoria, un’altra classe? Il problema e’ come li chiameremo? Non mi importa, chiamiamoli come vogliamo ma loro sono antiborghesi dal momento che noi siamo borghesi. Loro sono contro i nostri valori e li vogliono cancellare, perché cosi ci priveranno dei nostri diritti e ci renderanno schiavi.

    Se però ci trasciniamo dietro il significato che la parola-denuncia "borghese" aveva nel 68, in un altro tipo di scontro della lotta di classe, allora noi due e quei quattro siamo tutti borghesi, anzi borghesi di merda (cosi li chiamavamo nel 68). Quando però lo gridavamo, dentro la nostra testa tenevamo molto in alto certi valori, (appunto di misura, di dignità personale e di rispetto per il prossimo nostro compagno di lotta) che erano valori borghesi nel senso che era stata la borghesia rivoluzionaria del 18o secolo a conquistarli per la prima volta. E che si riferivano a privilegi non di classe ma a quelli di cittadino. E da lì che si parte con la lotta di classe per andare oltre e conquistare un nuovo tipo di società, ancora più libera. Persi quelli privilegi, si torna allo stato di suddito, cioè dove ci vogliono portare ora.

    Tonguessy dice che "deve ancora essere dimostrato che non esiste nesso
    alcuno tra borghesia e capitale, e che le due entità procedono per
    proprio conto su separate strade". Veramente? Bisogna veramente dimostrare che non esiste nesso alcuno? Ma allora e’ Tonguessy che "non ha idea di come le classi cambino davanti al mutamento del capitale". Che cosa stiamo osservando con orrore gli ultimi 4 anni? L’attacco dei comunisti? Chi ci priva di tutto quello che abbiamo? Gli extraterrestri? La borghesia si e’ trasformata in borghesia postmoderna della speculazione finanziaria e si e’ presa anche il nome con se, lasciandoci socialmente anonimi?

    Ed infine sinceramente non capisco dove mira il "camouflage" e la "confusione interpretativa" di Fusaro. Io l’ho criticato per due cose sull’inaccettabile dialogo che ha intrapreso con la Nappi. Primo circa appunto il dialogo tra il pensare ed il pisciare e secondo e più importante per non avere mai usato la parola "patria", "unica
    capace di richiamare memorie perdute sia a destra che a sinistra, di
    sensibilizzare, far riflettere ed eventualmente unire il popolo" nel suo articolo.

    Ma per quel che riguarda il bisogno di difesa dello stato nazionale, lo scrive chiaro e tondo. Mi sai elencare chi altro lo dice apertamente? Fusaro e’ giovane e perciò incline a passi falsi. Non lo considero però in malafede.

  • adriano_53

    Prima la nappi con fusaro, poi la spadini con bagnai: la regressione della donna alla femmina.

  • Rosanna

    Nel 2007 internet c’era già eccome, ed un esperto di politiche monetarie queste cose le sa da tempo, addirittura dai tempi dello SME, ma non è questo il problema, io ho ammirato l’impegno di Bagnai e ho adorato il suo libro, poi però mi sono accorta attraverso il tempo (l’ho seguito per due anni), che lui aveva un interesse soprattutto politico, cioè di pilotare l’elettorato verso scelte ben precise (la Lega), tanto che adesso sembra che parli di un partito (ma di questo non ne sono sicura perché io il blog non lo frequento più da tempo).

    La scelta che lui ha fatto per le europee è stata per me un tradimento, perché essendo lui un tecnico, avrebbe dovuto restarsene neutrale politicamente, invece si è speso per un partito che ha avuto le stesse responsabilità del Pd e del Pdl, nel provocare la catastrofe. Questo che cosa vuol dire? Semplicemente che lui non si accontenta più di "insegnare" ai suoi seguaci le dinamiche macroeconomiche, ma che aspira a dirottare l’elettorato verso un ambiente politico ben preciso, ripristinando le vecchie alleanze, le antiche realzioni trite e ritrite della democrazia rappresentativa ormai morente, e impedendo una possibile riscossa del popolo dal basso, attraverso regole nuove e rinnovate.

    Si può essere d’accordo oppure no, ma perché sì a Salvini, che dice no-euro, ma poi consegna i voti alla destra di B, e invece no a Grillo, che con tutti i suoi difetti, sta tentando una strada del tutto nuova:

    1) niente finanziamento pubblico ai partiti
    2) vincolo di mandato di due legislature
    3) revoca del mandato da parte dei cittadini
    4)riduzione dello stipendio (impegno politico considerato come un servizio civile)

    Perché quando si nomina Grillo sul suo blog lui esce in escandescenze? forse perché Grillo sta veramente per la prima volta molestando il sistema? E perché Salvini va bene ? Forse perché Salvini è una garanzia di ripristino del sistema?

  • MarioG

    Ne sono lusingato e ringrazio sentitamente. Chissa’ che non ne trarra’ giovamento anche lei.

  • Gil_Grissom

    Anche questa sarebbe una buona soluzione: se l’euro implodesse il pd verrebbe letteralmente spazzato via con esso, cosa che mi auguro francamente.

  • Rosanna

    Georgios, sei fulminante quando rievochi le vicende storiche, ma tu hai uno spirito più storico e meno filosofico (posso sbagliarmi), perché la filosofia a volte diventa troppo astratta, e tu invece possiedi il dono della concretezza storica, definibile anche "storicismo".

    Fusaro dice delle assurdità in quel breve testo che ti ho proposto, e cioè:

    1) "Il principio dell’odierno capitalismo postborghese è pienamente sessantottesco e, dunque, di sinistra":può dire che è di sinistra ma non sessantottesco, perché il ’68 era antiborghese.

    2) "vietato vietare, godimento illimitato, non esiste l’autorità, ecc.": se si riduce il ’68 alla sua "degenerazione", vuol dire non aver messo a fuoco l’importanza storica di quel movimento operaio e studentesco che ha cambiato la storia, con le conquiste sociali nominate prima, le uniche dal dopoguerra ad oggi.

    3) "Lo definirei capitalismo edipico: ucciso nel
    Sessantotto il padre (l’autorità, la legge, la misura, ossia la cultura
    borghese), domina su tutto il giro d’orizzonte il godimento illimitato": anche questa è un’affermazione storicamente blasfema, che ha l’intento di demolire la verità storica e demolirne i valori, ed il "pensiero forte" che ha portato a quelle conquiste sociali così importanti, che ora stanno distruggendo. Perché Fusari e Bagnai non dicono questo, che oggi il capitale finanziario sta eliminando l’art.18, lo stato sociale, il lavoro, lo statuto dei lavoratori … tutti i valori sociali che nel ’68 si erano rafforzati. Perché cambiano la storia? 

    4) "oggi abbiamo personaggi capitalisti e non borghesi
    (Berlusconi) o antiborghesi ultracapitalisti (Vendola, Luxuria, Bersani,
    ecc): questi ultimi sono i vettori principali della dinamica di
    espansione capitalistica. La loro lotta contro la cultura borghese è la
    lotta stessa del capitalismo che deve liberarsi dagli ultimi retaggi
    etici, religiosi e culturali in grado di frenarlo":
    Fusaro definisce capitalista "non borghese " Berlusconi, e
    antiborghesi "ultracapitalisti" Vendola, Luxuria, Bersani:  (per Vendola e Bersani ci può stare, ma Luxuria?)

    a questo punto interviene Tonguessy che dice: le classi cambiano davanti al mutamento del capitale (e viceversa), non si possono definire post-borghesi Berlusconi  e Luxuria, la borghesia non è mai morta, ha semplicemente subito la transazione da moderna a postmoderna, la "nuova" borghesia (edonismo, diritti estetici quindi
    sessuali etc..) che si sovrappongono ai vecchi valori su cui si poggiava
    la borghesia moderna è la cifra della postmodernità.
    (Jean Baudrillard)

    Per di più quando si parla di borhesia capitalista, si intende la Grande Borghesia, non certo la piccola borghesia, quel ceto medio (cioè noi) che ha avuto un certo potere fino ad oggi, grazie anche al ’68, ma che ora sta scomparendo.     Non trovo corrispondente a verità il pensiero secondo cui  "la borghesia classica è stata capace di esprimere un
    pensiero anticapitalista e la neo-classe post-borghese no" proprio perchè
    deve ancora essere dimostrato che non esiste nesso alcuno tra borghesia
    e capitale, e che le due entità procedono per proprio conto su separate
    strade.
    (quindi sta dicendo quello che dici tu).

    Allora per concludere mi sembra che Fusaro abbia le idee un po’ confuse e guarda caso coincidono con quelle di Bagnai:  un vecchio democristiano italiano diceva che : A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

  • Gil_Grissom

    Preferisco pensare che colui che ammette di aver sbagliato e cambia idea su una questione e’ comunque meglio di chi continua a tirare dritto come se nulla fosse: meglio un capitano che ammette di aver sbagliato rotta e la cambia per evitare l’iceberg di uno che invece ti dice che la rotta e’ giusta e poi ci va ad urtare.

  • Rosanna

    Divertente …

  • MarioG

    Il signore greco mi pare che abbia risposto bene. Mi sembra assurdo stare a disquisire dei termini borghese, postborghese o antiborghese. L’idea del Fusaro e’ abbastanza semplice e secondo me tutto sommato esatta. Ovvero l’assimilazione della sinistra da parte di quella che lui considera la fase piu’ moderna del capitalismo. Essa si manifesta nell’adesione a un modello culturale, essenzialmente centrato su un certo tipo di individualismo, sulla disgregazione dei legami comunitari tradizionali (visti come ostacolo per ovvie ragioni), sul ripiegamento nel libertarismo da basso ventre che accompagna e maschera un’effettiva  perdita di peso ‘politica’ . La cosiddetta sinistra del costume, appunto.  Non e’ un caso che oggi la sinistra sia indistinguibile da un partito radicale di massa. E’ un dato di fatto.

  • Gil_Grissom

    Ti rammento che in tutta Europa sono piu’ i partiti di destra ad aver fatto outing e ad essersi dichiarati anti euro piuttosto che quelli di sinistra.

  • Rosanna

    E anche pespicace dal punto di vista freudiano, l’amore si è trasformato in odio, dopo i tradimenti spesso succede così, in questo caso è un tradimento politico, perché io non potrei mai ambire a nessun altro tipo di rapporto …

  • Gil_Grissom

    Piu’ becero di questo e’ davvero dura.

  • Merlin
    Reverenda madre Rosanna Spadini & Co., lei mi "confonde", nel senso meno elogiativo del termine.  Il suo staff invece mi delude molto.  Ma la cosa peggiore che è lei mi provoca uno stato d’animo che odio: "noia". La sua epifania sul web è stata corroborata da un C.V. da paura: lei è un semidio, davanti a lei non c’è che rivolgersi al povero Ovidio, che ci insegna come comportarsi con divinità implacabili. Per fortuna che il meschinello  Vittorio Sermonti ci sta regalando la lettura della sua traduzione delle Metamorfosi in questi tristi pomeriggi, ed io ascoltandolo ho appreso quanto mi basta. En passant, questo post è una piccola trappola. MouseTrap docet .;) Evitatarla le dovrebbe essere facile, io credo. O no? saluti
  • Rosanna

    Peggio ancora però quelli che dicono di aver sbagliato migliaia di volte, tanto ci sono sempre i soliti elettori che ci cascano … e del resto dove potrebbero andare a parare?

  • Gil_Grissom

    La critica della ragione pura e della ragione pratica sono capolavori dell’intelletto ma non li puoi mettere in tavola, l’euro o la lira, speriamo la seconda, ti permettono di mettere qualcosa in tavola perché anche gli intellettuali mangiano.

  • Rosanna

    Non ho capito un cacchio ma pazienza … solo Vittorio Sermonti mi piace di quello che ha detto (o forse è l’unica cosa che ho capito), certamente meglio di Benigni, dunque complimenti per la scelta …
    attento però a non addormentarsi  … a volte capita …

  • MarioG

    Non vorra’ certo spacciare quei 4 punti per un progetto politico? La lista della spesa di mia zia ha rilevanza maggiore

  • Rosanna

    D’accordo sul dato di fatto odierno, ma Fusaro va oltre e attribuisce la mutazione genetica della sinistra  alle radici malsane del ’68 e non alla sua degenerazione post-moderna, perché il ’68 ha prodotto quelle famose Riforme e Conquiste Sociali che dicevo prima:

    "Infatti il “pensiero forte” del ’68, a differenza del “pensiero
    liofilizzato” postmoderno,  è stato in grado di cambiare la storia, e le
    rivendicazioni operaie, le contestazioni studentesche  hanno dato
    inizio ad un periodo importante di “Riforme Sociali”, “Vere Riforme”
    (non come quelle fasulle e devastanti degli ultimi anni), “Uniche
    Riforme” socialmente vantaggiose dal dopoguerra ad oggi: Statuto dei
    Lavoratori, Consigli di Fabbrica, Scala mobile, Welfare State, Riforma
    Diritto di famiglia, Decreti delegati, Organi collegiali, Scuola Media
    unica, Legge sul Divorzio, Legge sull’Aborto."

    Lei, MarioG, le butterebbe a mare quelle riforme?

  • Merlin

    perché? lei pensa di essere più comprensibile di me? comunque la trappola ha funzionato. grazie 

  • Rosanna

    4 punti che rivoltano la dittatura come un calzino:

    Lei sa cos’è la "revoca del mandato"? ebbene sarebbe una nuova regola che Le permetterebbe a Lei, caro MarioG, di revocare il mandato ad un parlamentare da Lei eletto, che non avesse rispettato la coerenza del programma per cui era stato eletto. Dice poco?

    Si eviterebbe il trasformismo (Razzi e Scilipoti), il salvataggio di governi in agonia,  e l’ipocrisia incoerente della partitocrazia, che promette, promette, ma non mantien mai …

  • Abrazov

    Ma si Rosanna dai, lo sanno tutti che ce l’hai tanto con
    Bagnai perché ti ha gentilmente pregato di evitare di inondare la sezione
    commenti di Goofynomics con i tuoi sproloqui quotidiani, ma che dico
    quotidiani, orari ( nel senso di un post all’ora ) . E di fronte alla tua evidente
    “sordità”  ti ha semplicemente bannato.

     

    E per sproloqui intendo esattamente riflessioni  dello stesso tipo di questo panegirico che
    hai postato qui su DonChisciotte che ormai immagino sia nel tuo pieno
    controllo, poiché fra Forum e paginone centrale non si contano i tuoi articoli
    e commenti su tutto lo scibile umano e disumano .

    Ah, è ovvio che io sono un seguace del “guru”

     

    Che tristezza ….

  • MarioG

    Ma per favore! Cosa spera di rivoltare? Razzi e Scilipoti… Fossero queste le calamita’. E poi la revoca del mandato c’e’ gia’. Non se ne era accorta? Solo che la gente vota per 30 anni lo stesso partito! Sa quanti mandati avrebbe potuto revocare! Ancora a illudersi che la regolina metta a posto le cose. Almeno fosse una regola intelligente… Cosa mi importa se un politico puo’ avere solo due mandati! Puo’ averne anche 20! E poi e’ una palese autocontraddizione. Se lei propone la revoca del mandato, che bisogno ha di mettere il limite di due mandati? Perche’ o il politico e’ trombato alla terza elezione, e allora il vincolo e’ inutile, oppure il politico sarebbe rieletto e il vincolo taglia le gambe agli elettori. Mi pare che si dovrebbe uscire dall’eta’ dell’infanzia.

  • Rosanna

    Abrazov, come al solito le malelingue (non sei tu naturalmente, ma quelli che ti hanno istruito), conoscono la verità solo a metà, perché è vero che Bagnai si lamentava che io postavo troppo, ma non un post all’ora, uno al minuto, ma lui non mi ha mai bannato, guarda caso,

    invece la lite è iniziata quando io ho cominciato a lamentarmi delle sue alleanze politche di destra, allora lui è esploso e mi ha offeso, al che io me ne sono andata, dopo avergli scritto una lettera pubblica d’amore tradito (amore politico) naturalmente, che lui non ha minimamente capito, ma pazienza …
    cosa vuoi aspettarti da un economista …

  • MarioG

    A occhio e croce 4 o 5 si’.

    Il fatto che il ’68, tra l’altro partito dagli USA, sia stato il punto di svolta culturale della sinistra rispetto all’evoluzione successiva mi sembra difficilmente confutabile. 
    Non le chiedo quale sia il pensiero forte, perche’ oggi mi sento fiacco
  • MarioG

    Mi mostra la preda?

  • MarioG

    Ammazza oh! Che retroscena!

  • Rosanna

    A occhio e croce 4 o 5 si’. ? Butterebbe a mare 4 o 5 riforme ? quali se non sono indiscreta?

  • Rosanna

    MarioG, Lei lo aveva intuito vero che c’era dietro una storia di amor cortese non corrisposto e tradito vero? E’ stato semplicemente un amore politico , niente di più … consumato tra i megabyte della tastiera …

  • Abrazov

    Cara Rosanna, per tua norma "ammenommistruiscenessuno"  e francamente preferisco essere una malalingua


    Che poi tu confonda le partecipazioni a convegni con alleanze politiche la dice lunga …per non parlare della precisazione sull’amore politico . ‘nzia mai che possa fraintendere … mi verrebbe da dire "cosa vuoi aspettarti da una femminista"

  • Rosanna

    Caro Abrazov, per stasera di insulti, da parte di persone sensibili come sei tu, ne ho ricevuti abbastanza, ti saluto e ti auguro buonanotte …

  • Abrazov

    e allora fatti delle domande


    ma soprattutto, datti delle risposte

  • Franco-Traduttore

    Dopo 80 commenti comincia finalmente
    a venir fuori una parvenza di verità. L’articolo della Spadini, in effetti, più
    che una critica a Bagnai (gli argomenti usati sembrano un po’ leggeri) sembra
    essere il grido di una donna prima sedotta e poi abbandonata
    (intellettualmente, of course).

    Il risultato massimo? Il Prof. che
    risponde a questo articolo (dovesse farlo sarei deluso). Un bel post e vai, la
    Spadini è di nuovo viva.

    Il momento è drammatico, di attacchi “euristi”
    ne son già arrivati parecchi, ed ancor più ne arriveranno in futuro. Attaccare
    il Prof, in questo momento, significa indebolire il “fronte” della guerra
    contro l’euro, ci piaccia o no. Direi che non ce ne sia bisogno.

    Forse è meglio sostenerlo, il Prof, se
    si vuole tappandosi il naso (io non lo tappo affatto), ma non è questo il
    momento dei distinguo. Arriverà senz’altro quel momento, ma non è per oggi.  

  • Rosanna

    Franco-Traduttore, vedi che parlare d’amore fa sempre colpo, serve ad attenuare la tensione del caso, io non ho attaccato il fronte no-euro, quello si è già attaccato da solo, quando ha deciso di tradire coloro che credevano in un vero rinnovamento della politica, riciclando partiti che erano ormai morti, quali la Lega.

    Detto questo, la storia è piena di tradimenti politici, persino Giuda ha tradito Cristo, non per i trenta denari che ci raccontano, quanto perché anche lui credeva in un rinnovamento politico che Cristo non era in grado di dargli.

    Ne fa testimonianza:

    La gloria, di Giuseppe Berto,

    Jesus Christ Superstar , di Andrew Lloyd Webber

  • MarioG

    Accipicchia! Manco Gesu’ era in grado. Che dire allora di Grillo?

  • MarioG

    Ci mancava il Cristo politico mancato… 

    Signore perdonala, perche’ non sa quel che dice.
  • Merlin
    Hi pal. Sono Papageno. Joe Falchetto…ops, intendevo dire Merlin mi ha chiesto di risponderle. Mi occupo io delle trappole, lui è un rapace e ama altre prede ed altre modalità. Dunque stamani ho controllato la trappola e c’erano : una faraona, due uccelli paduli, un minollo ed alcuni filmati youtube. Già! ma ormai nulla di stupisce, "il mondo è fuor di sesto", come diceva un drammaturgo anglosassone. Di più non posso dirle perché le  mie trappole restano attive per almeno una settimana, ed io non le preparo "ad personam" ma per tutti. Comunque si accontenti per ora e  si diverta, e se non ha capito nulla va  bene: in questi giorni va di moda: meno ti fai capire più sei apprezzato. Così va il mondo 😉
     
  • cipperimerlo

    Tesoro, se leghi l’Alpha e l’Omega comprenderai cos’è la peofobia (ammetto un refuso).

    Né giammai avrei affermato il tuo gradimento per l’amore saffico, poiché non mi compete né pertiene. (Ma, d’altra parte, i misogini si abbandonano forse al vizio greco?)

    Più che accozzaglia, infine, parlerei tosto di florilegio.

  • halnessuno

    1) Per me non esistono i tecnici duri e puri ma esistono le persone nel loro ruolo di attori sociali. Ogni gesto anche quello più banale ha un significato politico. Mi è sempre stato chiaro il risvolto politico dell’opera di divulgazione del prof. che ha come fine quello di portare avanti istanze a favore dell’economia reale e dei lavoratori contro gli interessi del grande capitale.  La differenza  tra lui e gli attivisti di un movimento politico o partito è che lui vuole costruire un consenso attorno a delle idee, gli altri vogliono costruire un consenso a favore di un movimento o partito politico. In entrambi i casi si devono fare dei compromessi con chi non la pensa esattamente come te. Siamo proprio sicuri che nel M5S ci sia una convergenza di idee attorno a quello che molti di noi consideriamo fondamentale, cioè l’uscita dall’euro?

    2)Nel 2013 molti abituali lettori blog, me compreso, hanno deciso di votare il movimento 5 stelle alle politiche. Il prof. pur esprimendo le perpessità si è fatto promotore di questo. L’avrei votato comunque peché sono sostenitori sin dall’inizio di alcune sue battaglie. Ma constatai che grillo invece di parlare di euro in maniera corretta, sostenendo e promuovendo il lavoro fatto da alcuni attivisti del movimento, continuava ad esprimersi al riguardo in maniera superficiale e contradditoria.
    Per quel che mi riguarda, le critiche di Bagnai a Grillo sono solidamente argomentate e coerenti con le idee che vuole portare avanti. Capisco che ci possa essere da parte vostra un po’ di risentimento in funzione anche del fatto che cercare di portare avanti dentro il movimento un po’ di consapevolezza su questi temi ha significato un notevole dispendio di energie e tempo, ma il risultato fino ad adesso non è stato molto incoraggiante.
    Per me in questo momento storico la questione euro è di gran lunga la più importante. Un movimento può avere idee bellissime e condivisibili, ma se non affronta in maniera corretta il problema dell’euro non può avere il mio sostegno.
  • nigel

    Articolo demenziale (mi spiace perchè la Spadini ha scritto di meglio)
    La nostra amica crede che esistano ancora destra e sinistra, mentre, per dirla con Marine Le Pen esistono un "Sopra" e un "Sotto".
    Non comprrendo cosa significhi, in un groviglio di illazioni, sospetti e veleni profusi in una prosa elaborata e contorta, la frase "….Matteo Salvini, il “ball boy” del sistema, il
    raccattapalle che raccoglie consensi elettorali per poi  consegnarsi 
    direttamente alle destre, responsabili del disastro…"
    Sfugge alla Spadini che Berlusconi fu eliminato (con un colpo di Stato) perchè ostile agli interessi superiori dei Mercati (e della Merkel) e che nell’euro ci hanno accompagnato con gridolini di gioia proprio PRODI – CIAMPI- ANDREATTA- PADOA SCHIOPPA ETC. che appartenevano e appartengono alla cosiddetta "SINISTRA"

  • Rosanna

    Ma probabilmente a te sfugge che Berlusconi è responsabile quanto gli altri e ci ha decisamente traghettato in quel caos economico istituzionale in cui ci troviamo, quindi responsabili sono TUTTE le forze politiche che ci hanno governato negli ultimi 20/30 anni , o vogliamo fare lo sconto a qualcuno?

    Poi tu dici:

    "Non comprendo cosa significhi, in un groviglio di
    illazioni, sospetti e veleni profusi in una prosa elaborata e contorta,
    la frase "….Matteo Salvini, il “ball boy” del sistema, il
    raccattapalle che raccoglie consensi elettorali per poi  consegnarsi 
    direttamente alle destre, responsabili del disastro…"

    Perché Salvini (o la Lega) che cosa ha fatto negli ultimi 20 anni se non raccattare le palle e allearsi con Berlusconi, dato che con il suo 8/10% quale potere contrattuale potrebbe avere?

    Non può fare altro (come ha sempre fatto) che subire le decisioni dei partiti che hanno più voti e più potere.

    Per di più ti meravigli della mia affermazione? Ma la Lega non ha firmato tutti i trattati, Maastricht, Lisbona, Mes, moneta unica (tranne il Fiscal Compact, per poi allearsi con le forze politiche che l’avevano firmato)?

    Dunque di cosa dovresti meravigliarti se non che la Lega non potrà mai rispettare le promesse, semplicemente PERCHE’ NON LE HA MAI RISPETTATE …

  • MarioG

    Esprimo grande apprezzamento

  • Giovina

    Rosanna scusa, ma visto che il tuo post e’ cosa pubblica…. E senza la volonta’ di infierire…..Mi permetto di dire la mia.
    Cosa dona questo post alla causa del grillismo che tu perori?

    Mi pare che il tuo articolo e altri tuoi commenti vari sotto non vanno minimamente a interessare il vero Bagnai.
    E’ un post di puro carattere personale, tu stesso in precedenza hai accennato altrove su questo blog che ritieni di essere stata offesa da lui.
    Ti riferisci inoltre a cio’ che inerisce alla sua sfera di pensiero personale, a chi vota o vuol votare, la sua esamina delle varie posizioni politiche riguardano non l’attivita’ politica sua o colore che sia,  quanto la ricerca della esistenza probabile di uno strumento, politico in generale, che possa comprendere le dinamiche della economia realmente, perche’ fino ad oggi i vari ministeri economici deputati nei vari governi hanno solo dimostrato approssimazione, incompetenza, o forse anche impotenza, questo ai fini non di un giudizio quanto di una constatazione di caos e ingiustizia economica e quindi sociale.

    Nel titolo del tuo post usi il termine "castrante" riferito al pensiero di Bagnai.
    Questo potrebbe essere una tua percezione personale e non ha nulla a che fare con quella che e’ la sua competenza e professionalita’ nel suo campo.
    Mi pare che tu sia stata mossa nello scrivere da un sentimento di antipatia e di astio. Io credo che ognuno nel suo blog organizza le cose come piu’ gli pare e piace.

    E per me, ma anche per tanti, Bagnai fa qualcosa di eccezionale, eccezionale nel senso di rara e utilissima, oso dire unica.
    Avra’ dei limiti?
    Mica e’ un padreterno. Anche se a dire il vero noi i limiti li poniamo al padreterno stesso, quindi figuriamoci che gli puo’ importare a Bagnai del contenuto di questo tuo post, credo che da un orecchio gli sia entrato e dall’altro uscito, al massimo gli hai fatto tanta pubblicita’, cosa di cui non ha bisogno in realta’.

    Poi stai forzando un binomio: Bagnai-Fusaro. Che secondo me e’ del tutto immaginato da te.
    Ma per carita’ non tiriamo di nuovo in ballo Fusaro.
    Ciao.

  • Rosanna

    Italia “O insensata cura de’ mortali
    quanto son difettivi sillogismi
    quei che ti fanno in basso batter l’ali!

    Chi dietro a iura, e chi ad amorfismi
    sen giva, e chi seguendo sacerdozio,
    e chi per regnar per forza o per sofismi,

    e chi rubar, e chi civil negozio,
    chi nel diletto del la carne involto
    s’affaticava e chi si dava a l’ozio

    quando, da tutte queste cose sciolto,
    con Beatrice m’era suso in cielo
    cotanto gloriosamente accolto."

    Dante Alighieri, Paradiso, canto XI

  • Tonguessy

    Tonguessy dice che "deve ancora essere dimostrato
    che non esiste nesso
    alcuno tra borghesia e capitale, e che le due entità procedono per
    proprio conto su separate strade". Veramente? Bisogna veramente
    dimostrare che non esiste nesso alcuno? Ma allora e’ Tonguessy che "non
    ha idea di come le classi cambino davanti al mutamento del capitale".

    Può darsi che io non l’abbia capita perfettamente la trasformazioni delle classi. Ma anche fosse non c’entra un granchè. In retorica questo è un non sequitur. Tutto il ragionamento del borghese anticapitalista o del capitalista antiborghese (o qualsiasi variante possibile – o antipossibile, hmm…) si basa sull’assunto che NESSUNO vuole verificare: che la borghesia, cioè, NON detenga il capitale. Invece i fatti storici dicono l’esatto contrario: il capitale è saldamente nella mani della borghesia dalla sua creazione.
    Qualcuno si degna di dimostrare il contrario, please?
    Alla fine la borghesia sta facendo fuori la borghesia. Cioè il grande capitale (saldamente nelle mani dei vari fondi di investimento che pilotano l’odierno vietato vietare, ovvero la libera circolazione di capitali, merci ed uomini assimilati a merci – fuga dei cervelli ad es) ha deciso che è molto più proficuo abbandonare l’obsoleto fordismo (e relativa creazione del sicuro volano economico offerto dalla middle class) e investire nella speculazione finanziaria. Ogni investimento industriale richiede spesso anni prima di avere dei ricavi. Anni nei quali è possibile non ci siano guadagni. E ci possono anche essere delle perdite per investimenti sbagliati. Ad esempio Sir Sinclair, quello dello ZX, pioneristico computerino, fallì quando puntò tutto sull’auto elettrica. Un fallimento epocale.
    Soros e Buffet non hanno mai adottato il modello Sinclair, e stanno saccheggiando gli Stati con la scusa di "liberare" i mercati (in senso neoliberista). Il che significa semplicemente il disastro attuale: deregulation, sindacalismo ridotto a zero, ampia facoltà di manovra dei gruppi capitalisti di spostare, licenziare, sottoinquadrare e sottopagare i lavoratori. Nel caso ci fossero troppe garanzie ecco intervenire le rivoluzioni colorate.
    La postmodernità, vista da questa postazione privilegiata, è tutta lì, nella confusione sesquipediale scatenata dallo scontro di capitali: borghesia che faceva dell’imprenditoria manifatturiera il nucleo su cui si basava l’investimento contro borghesia che fa della speculazione finanziaria la propria ragione di esistere. I fatti dicono che sta ampiamente vincendo quest’ultima borghesia: i profitti a breve termine che le azioni borsistiche garantiscono (ma fino a quando?) fanno letteralmente a pezzi gli auspicati profitti del comparto manifatturiero.
    Ripeto, NESSUNO mi ha ancora dimostrato che il capitale stia in mani diverse da quelle borghesi (ovviamente la middle class, per quanto "borghese" possa essere, qui non c’entra).

  • Tonguessy

    E brava Rosanna! Non mi sento di aggiungere altro alla brillante disamina, a parte un punto essenziale. Scrivi:
    i suoi followers, ipnotizzati dalla “Sindrome di Stoccolma”.  Seguaci e
    fedeli del blog, che presi da  ingiurie continue, mascherate da
    goliardismo “all’amatriciana”, provano orgasmi multipli dinnanzi  ai
    cazzeggi del loro “guru”.

    Sindrome di Stoccolma sicuramente, ma è tutto lì? O non è piuttosto che la sinistra, dalla Bolognina in poi, abbia avviato una seria e meticolosa ricerca (recherche?) del masochismo politico? Non quindi un’analisi sulle devianze personali, ma un’indagine sulle psicosi di massa, sulle schizofrenie popolari dovute a stati allucinatori che si sommano alla necessità tutta occidentale di fidarsi ciecamente del Salvatore, colui che, tra milioni, è in grado di redimere l’umanità tutta. Mi sarebbe molto utile qui la reductio ad hitlerum, ma oggi la voglio evitare. La mia analisi invece si fonda sulla mutazione ideologica che ha investito la sinistra negli ultimi trent’anni: l’ideologia è la fiducia fin troppo cieca nel bel "sol dell’avvenir": patimenti tanti, ma alla fine ci si arriva. Quell’impianto ideologico è fortemente radicato nei piddini, eredi di chi, nel periodo d’oro del PCI, faceva affidamento su una verità assoluta: non moriremo democristiani. Ecco che arriva Renzi, con il suo passato (ma anche presente e perchè no? futuro) di democristiano DOCG. Credi che si scompongano davanti al suo curriculum? No, perchè questa è l’ideologia. Aggiungici pure che, secondo l’attuale modello sociale, ogni ideologia è tramontata (e questo mantra è diventato esso stesso un’ideologia) ed il cortocircuito fenomenico e politico è servito. Tutto ed il contrario di tutto, insomma. Senza più il sacro che la modernità gli aveva consegnato e ritrovata amplificata la necessità di un leader salvifico,  l’uomo postmoderno non trova sulla sua strada che ammassi di proposte da discarica che devono ancora ritrovare quel senso di sacro che anima ogni cambiamento importante. All’estraneità come sentimento maggiormente percepito fa da contraltare l’identificazione assoluta, schizofrenica e acritica, con chiunque possa rinverdire il mito storico del Salvatore sacrificale: basta che non tocchi a lui. Obbediente  accetta a capo chino l’orgasmo dell’ingiuria.

  • Georgios

    Sono d’accordo che una volta esclusa la middle class il discorso della trasformazione di quella che si chiamava "alta borghesia" a "nuova borghesia postmoderna" (che poi ci metti anche la "borghesia moderna" che Fusaro chiama "classica" rendendo il discorso ancora più complicato perché non si capisce facilmente a quale borghesia ci si riferisce storicamente ogni volta) e’ intuibile. In questo senso il capitale e’ stato sempre in mano alla borghesia alta-classica-moderna-postmoderna-nuova-scusa se ho omesso qualche termine, ci mancherebbe.

    La cosa diventa un po’ più complicata quando si considerano le alleanze di classe e i costumi (o devo dire neo-costumi o post-costumi?) che ogni parte di questa alleanze addotta. Perché la middle class (media e piccola borghesia secondo il mio caro vecchio lessico) che dovrebbe avere un ruolo chiave qualitativo e quantitativo nella lotta durante la crisi attuale che ha carattere di liberazione nazionale, non solo nella sua grande maggioranza accetta imitando "la pletora di simulacri ed eccessi che accompagna questa "nuova" borghesia (edonismo, diritti estetici quindi sessuali etc..)" ma senza capire che la sua unica possibilità di salvezza e’ rifarsi "ai vecchi valori su cui si poggiava la borghesia moderna", diventa alleato acerrimo e cocciuto oltre che idiota del perpetratore del suo stesso sfacelo sociale.

    Secondo me la faccenda e’ tutta qui. Non nella non comprensione da parte di Fusaro "di come le classi cambino davanti al mutamento del capitale (e viceversa)" ma viceversa nell’indirizzare i suoi messaggi alla middle class suonando il campanello d’allarme e rifacendosi a luminosi esempi di elementi borghesi anticapitalisti.

    Sia chiaro che non mi preme giustificare Fusaro o chiunque altro. Espongo soltanto la mia percezione. Anche se il discorso e’ molto più lungo di 3 o 4 paragrafi di commento.

  • Merlin

    Ricevuto forte e chiaro. La prossima volta, forse, sarò meno criptico. Ciao e grazie per la tua spiritosa risposta 🙂

  • pulpo

    Il tuo articolo può essere condiviso o meno (e io lo condivido poco), ma quello che colpisce è la reazione della parte sciocca del followerame: sia tu che io siamo descritti come due persone che lo criticano perché sono state scacciate, quindi in preda a sentimenti di rivalsa. Ora io non so quel che è accaduto a te, ma nel mio caso sono stato io a mandare affanculo il prof e a fare di testa mia.

    Ciò non toglie che Bagnai, con l’ausilio della parte sciocca del followerame, di fatto depotenzia ogni possibile critica non solo filtrando legittimamente i commenti sul suo blog, ma anche spargendo nella blogosfera clamorose menzogne tese a screditare chi non la penZa come lui. Potrei dimostrare questa mia affermazione per tabulas, semplicemente pubblicando il corposo archivio di emails private intercorse tra me e lui, ma ovviamente non posso farlo senza il suo consenso. Colgo l’occasione per sfidarlo a concedermi tale consenso: ci sarebbe da ridere.
    Il dato solare che la parte sciocca del followerame non riesce a cogliere è che Bagnai, del quale condivido molte posizioni mentre su altre sono in disaccordo, oltre che una persona di indubbie capacità (per le quali provo ammirazione e talvolta perfino invidia) è tuttavia un guitto di incredibile maleducazione
    In tempi più civili questo non gli sarebbe stato possibile, ed egli avrebbe dovuto correggere questa sua indole o rassegnarsi a perire in uno dei tanti duelli ai quali sarebbe stato sfidato. Quanto mi piacerebbe mandargli i miei testimoni! Una levataccia all’alba risolverebbe la questione.
    Mi immagino la scena: gli lascerei sparare il primo colpo, rischiando così la mia stessa vita, solo per il piacere di puntargli la canna della mia pistola e… aspettare di sentire l’odore della merda che gli cola nelle mutande. A quel punto sparerei in alto. Non vorrei mai privare questo paese di una penna del valore di un Felice Cavallotti [it.wikipedia.org]!
  • pulpo

    Dimenticavo: Su comedonchisciotte Pulpo è Fiorenzo Fraioli.

  • pulpo

    Dimenticavo: su comedonchisciotte Pulpo è Fiorenzo Fraioli.

  • Rosanna

    @Tonguessy,

    hai ragione, non è solo "Sindrome di Stoccolma" è qualcosa di più, è "Nostalgia del Sacro", che in epoca postmoderna è venuto meno, ma chi è abituato a farsi degli infusi di ideologia, vive crisi di astinenza quando quella viene a mancare, dunque se ne deve  continuamente reinventare una nuova.

    In questo il sacro è riapparso sotto mentite spoglie, la divina striptease/girl che danza, il profeta della moneta che impartisce i suoi mantra dalle pagine del suo blog, il misticismo della moneta euro, nuova divinità del mondo contemporaneo.

    L’umanità non può fare a meno del sacro, se gli dei sono morti o se ne stanno negli intermundia, la società postmoderna se li deve reinventare, andandoseli a cercare ovunque sia espresso il desiderio e la castrazione insieme, la ricerca di senso e la perdita di senso, la generosità del dono e la sua ingiuria offensiva.

    Miscela esplosiva per trasformare la spudorata assimilazione del reale nell’irreale che ci domina e ci governa. Quale possibile salvezza allora?

  • Rosanna

    Ciao Fiorenzo,
    ti ringrazio di essere intervenuto, perché la tua presenza non solo è gradita, ma può essermi utile per chiarire ulteriormente la mia posizione, che è molto simile alla tua, infatti io cito il tuo articolo, nel  quale avevo inserito un commento. Tu dici che : “Ciò non toglie che Bagnai, con l’ausilio della parte sciocca del followerame, di fatto depotenzia ogni possibile critica non solo filtrando legittimamente i commenti sul suo blog, ma anche spargendo nella blogosfera clamorose menzogne tese a screditare chi non la penZa come lui.”

    Ed io di questo ne sono pienamente convinta, perché l’ho provato spesso sulla mia pelle, del resto è a casa sua e fa quello che vuole. L’atteggiamento però mi sembra molto scorretto ed antidemocratico. Ma non vorrei rivangare vecchi  turbamenti.  Un follower di questo blog ha detto: Spero che lui non ti risponda. Ecco anch’io spero che non mi risponda, perché ricordare le offese non fa bene a nessuno. E Bagnai è piuttosto collerico e offensivo con tutti, ma in modo particolare con le donne, che lui considera candidamente esseri inferiori (se non lo dice lo fa intendere spesso).

    Non sto a dilungarmi sui motivi per cui me ne sono andata, perché l’ho già detto in uno dei commenti, e non mi interessa giustificarmi o peggio convincere gli altri. Ma quello che mi ha più offeso è stato il tradimento “politico”, perché le sue premesse interventiste per il no-euro sembravano promettere la possibilità di un riscatto politico popolare, invece le sue ultime alleanze hanno poi decisamente smentito questa opportunità.

    Quando avvengono queste svolte drammatiche nelle dinamiche storico politiche di una società, quale è la nostra in questo momento tragico, in cui si dovranno affrontare eventi economici fortemente dirompenti e traumatici, la società  italiana potrebbe avere l’opportunità di recuperare una  propria consapevolezza politica a partire dalle classi sociali più bisognose, per operare quella distribuzione della ricchezza e dei redditi, che potrebbe ridare vigore alla vita del paese  (come è avvenuto in altre situazioni della storia italiana: Resistenza, Tangentopoli, magari non completamente riuscite).

    Invece il nazionalismo ottuso o interessato (non lo so) di Bagnai, finora ha riesumato un partito moribondo (la Lega) e  ha precluso questa possibilità, la partecipazione, la rinascita. Ritengo che sia il suo più grave errore, l’essersi alleato con le destre e dunque attrezzarsi per condividere la gestione politica del  dopo euro,  con la solita casta responsabile delle nostre disgrazie. Questo lo considero un “tradimento politico”, perché da tecnico avrebbe almeno potuto astenersi dall’assegnare certi giudizi a destra e a manca. .

  • MarioG

    Si capisce che non le piace la cosiddetta destra o il nazionalismo ‘ottuso’, ma non vedo come possa chiamare tradimento quello del suo ex, visto che il focus principale e’ il no all’euro. Anzi, la cosa e’ abbastanza naturale, visto che il fronte no euro  e’ tendenzialmente legato a una parte della destra, a cominciare dal FN francese. Non mi sovvengono significativi esempi di forze di sinistra no euro. Allora dica semplicemente che lei vuole seguire un’altra strada per sue posizioni ideologiche, non gli attribuisca chissa’ quale rinnegamento.

  • MarioG

    Lei sarebbe Fiorenzo Fraioli? E chi e’ codesto Carneade?

  • MarioG

    Dimenticavo, sostenere che tangentopoli sia stata un’impresa che ha dato vigore alla vita del ‘paese’ significa aver travisato completamente un passaggio importante della storia recente. Compromettendo la comprensione del seguito. Certi retaggi sono pesanti.

  • Rosanna

    MarioG, Lei mi stupisce ogni giorno di più, perché se noi affidiamo il dopo/euro ai soliti noti (casta corrotta), solite forze politiche (partitocrazia), solite norme (disattese e violate), che cosa può cambiare decisamente in meglio? L’uscita dall’euro che da sola non basta, ma è solo un inizio.

    MarioG, ci sono solo le destre che dicono di voler uscire dall’euro? mi sembra che ci sia anche un piccolo movimento (che nel 2013 era il 2° partito italiano), da lei fortemente disprezzato, da tutte le tv miseramente oscurato, da tutti i mass media ostinatamente screditato, che si chiama M5S.

    Orrore, orrore !!! come si permette questo misero movimento di proporre una nuova forma di democrazia? democrazia diretta (e non più rappresentativa). Come si permette questo squallido movimento di proporre referendum propositivi senza quorum? Che indecenza!!

    Come si permette questo disgraziato movimento di difendere la Costituzione, che è diventata ormai carta straccia?

    Come si permette questo spregevole movimento di proporre la partecipazione dei cittadini al potere ? fenomeno unico in tutte le democrazie occidentali?

    Quindi non ci sono solo le destre che voglio uscire dall’euro, ci sarebbe anche questo spregevole  movimento.  Ah, però dimenticavo … è una dittatura massonica eterodiretta, quindi la proposta è improponibile, perché Casaleggio e Grillo non sono credibili , bla, bla, bla, …

  • Rosanna

    MarioG, hai letto l’articolo? era citato un altro articolo, appunto quello di Fiorenzo Fraioli.
    Un po’ di contegno, insomma …

  • Rosanna

    Ha ragione, mi sono sbagliata, intendevo aggiungere un approfondimento che poi ho tralasciato, sicuramente la Resistenza ha rappresentato una "rivoluzione" sociale e politica dagli  esiti decisamente positivi sulla vita del paese, basti pensare alla formulazione della Costituzione, anche se il dopoguerra deluse molte aspettative,

    Tangentopoli invece "sembrò" proporre una "rivoluzione" che però rappresentò unicamente un camouflage camaleontico per sostituire una classe politica con un’altra, quella che oggi ha perso qualsiasi orizzonte di senso e si è venduta totalmente al capitale finanziario.

  • MarioG

    L’articolo l’ho letto e non e’ breve. Di nomi  ne verranno citati due dozzine. Poiche’, il personaggio non mi e’ comunque noto per vie indipendenti, mi sara’ senz’altro sfuggito. 

    Chiedere e’ lecito.
  • Rosanna

    Scherzavo, non se la prenda … l’ironia è il suo pane quotidiano, quindi dovrebbe riconoscerla …

  • MarioG

    Quello che conosco della faccenda lo conosco solo di riflesso dal suo articolo, quindi non posso sapere se veramente  il signor Bagnai vuole il dopo euro alla solita casta corrotta etc.

    Ribadisco che l’offerta politica sul fronte del no euro e’ quella che e’, quindi non vedo nulla di innaturale se ha deciso di appoggiarsi alla lega. 
    Poi posso ammettere i suoi caveat sull’affidabilita’ della lega.
    Se il signor Bagnai fosse stato francese e avesse appoggiato il FN, come avrebbe reagito?
    Non ritiene possibile che se il signor Bagnai abbia fatto tale scelta sia perche’ il M5S non lo ritiene esso stesso affidabile.
    Lei puo’ dire quello che vuole, ma il M5S e’ un po’ l’ultimo arrivato, con tra l’altro proposte un po’ strambe (referendum di dubbia utilita’) sul tema. Magari qualcuno non si lascia convincere.  Difficile dire chi tra Salvini e il M5S abbia deciso di cavalcare il’onda. 
  • MarioG
    Oddio, su quale "rivoluzione abbia rappresentato la "resistenza" ci sarebbe pure da discutere…
  • MarioG
    Oddio, su quale "rivoluzione abbia rappresentato la "resistenza" ci sarebbe pure da discutere…
  • Rosanna

    MarioG io potrei star qua fino a domattina a spiegarle cos’è il M5S, e sono convinta che lei resterebbe della sua idea, quindi non inizio nemmeno a provarci, anche perché io credo che nessuna forza poltica ci porterà fuori dalla crisi,

    oggi leggevo un articolo di Antonio M.Rinaldi, che diceva che quando arriverà la "necessità" (vero motore della storia insieme all’interesse) o esce la Germania, o farà lievitare a tal punto lo spread di un paese, che lui sarà costretto ad uscire.

    Potremmo essere anche noi …

  • Tonguessy

    la middle class (media e piccola borghesia secondo il mio caro vecchio lessico) … senza capire che la sua unica possibilità di salvezza e’ rifarsi "ai vecchi valori su cui si poggiava la borghesia moderna", diventa alleato acerrimo e cocciuto oltre che idiota del perpetratore del suo stesso sfacelo sociale. 


    E’ vero fino ad un certo punto. Il vecchio volano fordista è diventato il nuovo volano degli astensionisti, dei delusi, dei nichilisti politici. E una volta messo in moto il volano, se scardinato dal suo asse originario, può provocare danni immensi. In Italia il più numeroso partito è quello degli astensionisti, e credo di non sbagliare se li ascrivo nella middle class ( o media e piccola borghesia, come preferisci). Non fanno sicuramente comunella con le elites, siano esse politiche o economiche. Sono stati spiazzati dal divenire degli avvenimenti, altro che alleati di chi sta perpetrando la macelleria sociale.
    Insomma non tutti sono piddini……
  • Tonguessy

    Salvezza? Qu’est ce que c’est?

    Perchè cercare l’elemento salvifico (rigorosamente esterno) quando ci possiamo arrangiare (e non necessariamente salvare) da soli? 
    La perdita del senso per abuso e ridondanza è la castrazione postmoderna.
    Abbiamo perduto il senso del sacro, e ne stiamo pagando il fio. Chi ce l’ha fatto perdere (per proprio tornaconto personale) viveva già nella desacralizzazione, che trovava affascinante e ricca (fuor di metaforica). Ma loro, almeno, un motivo valido quantunque venale ce l’avevano e ce l’hanno.
    E noi?
  • Georgios

    Tutto vale fino ad un certo punto. E quando dico "alleati" li intendo alleati non come voto né come approvazione di certe politiche che lo vedono essere contro il proprio interesse. Ma li intendo come mentalità, come difensori nel profondo di quel mondo che ci ha portati fino a qui. E’ questo il messaggio principale della loro appropriazione dei costumi della deriva (promossi dalle elites) che distrugge ogni possibilità di senso comunitario essendosi basata sull’io egoistico e autodistruttivo. In questo senso fanno comunella come dici (parola nuova per me) con le elites che lo sappiano o no (più no che sì).

    Però per i piddini e per la gente di "sinistra" le cose sono molto più gravi perché loro, si suppone, sono la parte "progressista" della società, la parte con le "tradizioni di lotta" e invece si dimostrano più ignoranti e più pericolosi di quelli che si astengono per scelta e non per indifferenza. Anzi, sono più pericolosi anche degli indifferenti. E la cosa veramente oltraggiosa e’ che molti di questi comportamenti della deriva promossi dalle elites e che lacerano l’unità popolare, vengono adottati dai sinistri nel nome dei "diritti" e delle "pari opportunità" cioè come segni di progresso.

    Spero di essermi spiegato anche se l’ho detto che il discorso e’ lungo.

  • Rosanna
  • Tonguessy

    Cara Rosanna,
    i dubbi nascono proprio dalla linguistica da De saussure in avanti: se distinguiamo tra significanti e significati, ad esempio, vuol dire che siamo andati avanti nell’analisi fino al punto in cui l’analisi ha preso il sopravvento sulla comunicazione stessa, lacerandola e destrutturandola. E’ un processo inevitabile che nasce dalla specializzazione che l’era moderna impone come standard.
    D’altro canto avere dubbi sul senso di "tradimento/lealtà" non è nient’altro che la quintessenza del pensiero debole di chiara matrice relativista (siamo qui in piena modernità): tutto è lecito pensare perchè nulla è lecito fissare, pena il ritorno al vecchio dogmatismo di natura feudale. C’è stato il mare (anzi l’oceano) della modernità in mezzo a fare da spartiacque (vedi un po’ come certe espressioni verbali creino immagini più che appropriate).
    La scienza ci ha traghettati dal mondo dogmatico eppure magico della sottomissione al culto dell’improbabile, alla accettazione del culto del probabile, anzi del certo perchè dimostrato numericamente. Insomma oggi il
    senso di "tradimento/lealtà" non è altro che un’analisi statistica. E sappiamo bene, ahinoi, che la statistica è l’arte di dimostrare matematicamente ciò che si ha ipotizzato (teoria del cigno nero inclusa).

    L’analisi statistica si basa su simboli (matematici) così come l’analisi linguistica (o, per quello che conta qui, l’analisi economica).
    Dici che
    abbiamo ancora molti dubbi sul senso dei segni : vero. Il problema è che esiste un errore fondamentale nel confondere i segni (la mappa) con il reale (il territorio). Possiamo (come sistematicamente avviene ad ogni cambiamento di paradigma, suggerisce Kuhn) credere fermamente in quei segni, in quelle mappe. Quindi in quei territori, per caduta teorica. Ma restano sempre e soltanto segni e mappe che rimandano a qualcos’altro.
    Insomma se ieri abbiamo creduto (stoltamente?) a dei segni, e adesso non ci crediamo più, è veramente colpa di un’interpretazione parziale e quindi fallace, o non è puttosto colpa della limitatezza dei segni stessi?
    Ecco, questo è un classico discorso postmodernista, e l’ho fatto a bell’apposta.
    Manca il sacro in tutto questo. Il sacro che non è eterno ed immutabile, ma  ha una valenza squisitamente culturale: certe culture
    (tutte?) funzionano bene solo se esiste una condivisione pressochè totale su segni e ruoli, quindi sulla loro funzione sacra (collante socialmente indispensabile).
    Mancando quella condivisione viene meno anche la credibilità di tutto l’apparato culturale (quindi politico e sociale).
    Ci troviamo così a disquisire su tradimenti e lealtà in funzione di una ridotta capacità di interpretare quei segni, irrimediabilmente compromessi da un nuovo modello sociale che, come ricorda Marx, è il modello delle classi dominanti. Cultura e potere, classi e conquiste sono definitivamente "entangled": non si riesce a separare uno dall’altro senza menomare tutta la percezione fenomenica. La postmodernità ha trascinato nelle acque fangose dell’oblio tutta la fenomenologia moderna.
    Oggi il tradimento non è il tradimento di ieri, così come la lealtà: 
    Meine Ehre heist Treue (Il mio onore e’ la fedelta ) era scritto nelle fibbie delle SS. Oggi quell’onore non ha più senso. E’ mia opinione che con il nazismo muoia l’ultimo baluardo modernista, che con le sue propaggini di macchine ed autobahn è comunque arrivato a lambire i giorni nostri. Quell’onore è diventato un orrore.
    Per questo credo che arrangiarsi, ovvero saper discernere tra
    le varie sfumature di dogmatismo ed i vari gradi di relativismo (ovvero tra genesi modernista ed esegesi postmodernista), sia essenziale. La tabula rasa dei precedenti precetti e linee guida è diventata la mappa dell’argonauta postmoderno, e questo pone dei problemi. Dai carteggi analizzati (eh, ci risiamo con le analisi) non si riesce ad identificare alcun fattore aprioristico in grado di fornire indicazioni sul percorso. Streap tease o economia? In mancanza di sacro "anything goes".

  • Rosanna

    “Manca il sacro in tutto questo. Il sacro che non è eterno ed immutabile, ma  ha una valenza squisitamente culturale: certe culture (tutte?) funzionano bene solo se esiste una condivisione pressochè totale su segni e ruoli, quindi sulla loro funzione sacra (collante socialmente indispensabile). Mancando quella condivisione viene meno anche la credibilità di tutto l’apparato culturale (quindi politico e sociale).”

    “Per questo credo che arrangiarsi, ovvero saper discernere tra le varie sfumature di dogmatismo ed i vari gradi di relativismo (ovvero tra genesi modernista ed esegesi postmodernista), sia essenziale. La tabula rasa dei precedenti precetti e linee guida è diventata la mappa dell’argonauta postmoderno, e questo pone dei problemi. Dai carteggi analizzati (eh, ci risiamo con le analisi) non si riesce ad identificare alcun fattore aprioristico in grado di fornire indicazioni sul percorso. Streap tease o economia? In mancanza di sacro "anything goes".

    Tonguessy, hai fatto un viaggio straordinario su Argo alla ricerca del vello d’oro, navigando dal dogmatismo moderno fino al relativismo postmoderno.  Fulminante !   "anything goes", tu dici, dunque “va bene tutto”, l’eccesso ridondante di segni ha dato origine all’assoluta mancanza di significati.

    Ecco perché un filosofo  postmoderno, quale è Fusaro, confonde il ’68 della modernità, con l’avvento della postmodernità, che comporta una tale profusione di segni da far impallidire qualsiasi altra cultura della storia. E non comprende che solo il demone post-moderno ha potuto progettare il disordine sociale, disprezzare la narrazione di senso compiuto, districarsi tra miriadi di oggetti i più diversi e disparati.

    Il demone post-moderno ci sguazza, si immerge, nelle frammentate e caotiche correnti dell’ambiguità del pensiero,  come se non esistesse che ambiguità e ipocrisia. Credo che avesse ragione Nietzsche quando percepiva la sensazione che il nichilismo ci stesse incatenando e soffocando  verso la prospettiva  di un futuro privo di senso.

  • Merlin
    mon dieu! ora il "sacro". Quasi quasi mi arrendo; cosa non si fa per épater le bourgeois? Ma noi che nel 68 avevamo vent’anni lo facevamo meglio, oso credere. Che posso dire Reverenda Madre? per ora le lascio le lascio uno spunto su cui meditare: "Due Mondi…io vengo dall’altro" Cristina Campo. Saluti 🙁
    consiglio di lettura quasi impossibile vista la difficile reperibilità del libro (in Italia)
  • Merlin

    Il Rabbi ribelle di Palestina parlava di "salute della mente". Come tutti gli sciamani sapeva di cosa parlava. Poi fu stato travisato. 

  • Rosanna

    Merlin, con "sacro" non si intende una interpretazione mistico /religiosa della realtà, quanto un’interpretazione "valoriale" della società e della politica, valori quali: diritti sociali e civili, sacralità della persona, con tutto quello che ne consegue, sacralità del lavoro, sacralità della salute, sacralità della cultura …

    cioè un’idelogia che proceda verso orizzonti di senso per il benessere della persona, inserita all’interno di una dimensione sociale e politica …

  • Merlin

    si intende?! ma questo è come l’intedi tu, divina Zucconcella. Parli per tutti? diffido sempre di quelli che dicono "noi" e ti arruolano nolente o volente nelle loro schiere.  Se avessi scritto "gli ItaGliani" hanno nostalgia del "dio, patria e famiglia" sarebbe stato meglio e più realistico. Comunque ti saluto cordialmente. "Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto…chi ha dato, ha dato, ha dato…scurdammoce ‘o ‘passato, simm ‘e Napule paisá!"…Bacilli 🙂