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IL GIUDICE CANDIDATO GETTA UN'OMBRA SULLA SUA ATTIVITA'

DI MASSIMO FINI
gazzettino.it

Alle prossime elezioni si presenteranno come candidati numerosi magistrati (Grasso, Ingroia, Dambruoso, per dire dei più noti) che fino a pochi giorni fa erano in piena attività nell’amministrazione della giustizia. Si tratta di un’aberrazione. Un magistrato non dovrebbe entrare in politica perché questo getta un’ombra sulla sua attività pregressa. Il magistrato puo’ anche essersi comportato nel modo più corretto e imparziale ma al cittadino resta il legittimo dubbio che abbia svolto il suo delicatissimo lavoro non ai fini superiori della giustizia ma per favorire gli interessi di parte della formazione politica con cui si è candidato. Questo dubbio basta per inficiare tutta la sua attività di magistrato. Come la moglie di Cesare non solo deve essere onesta ma deve anche apparirlo, così un magistrato non solo deve essere imparziale ma deve anche apparire tale. E se si immerge nella lotta politica questa apparenza di imparzialità si dilegua. Tra l’altro poiché tutti i magistrati che abbiamo citato si sono candidati in formazioni di sinistra o di estrema sinistra, si finisce per dare ragione a Berlusconi quando delira sui complotti delle ‘toghe rosse’ ai suoi danni e sostiene che esiste un ‘partito dei giudici’.

Dice : i magistrati sono cittadini come tutti gli altri e ne hanno quindi gli stessi diritti, anche quello, dismessa la toga, di fare politica attiva. I magistrati non sono cittadini come tutti gli altri é la loro delicatissima funzione, che può incidere sulla libertà e l’onorabilità delle persone, che impone loro dei limiti e dei doveri che i normali cittadini non hanno. Uno dei provvedimenti che dovrebbero essere presi nella prossima legislatura – ma è una utopia sperarlo- è una legge che impedisca ai magistrati, lasciata la toga, di entrare nella politica attiva o quantomeno che imponga un congruo lasso di tempo (cinque anni) fra l’abbandono della toga e il loro impegno attivo in politica. In questi cinque anni possono fare di tutto : gli avvocati, i pittori, i carpentieri ma non i politici.

Lo stesso discorso vale per le ‘esternazioni’ dei magistrati in carriera. Anche qui il limite alla libertà di espressione garantito a tutti i cittadini dall’articolo 21 della Costituzione è dato dalla loro funzione. Ci sono soggetti istituzionali che proprio a cagione dell’ufficio che svolgono hanno più doveri e quindi più limiti degli altri. Il Presidente della Repubblica è, come la Magistratura, un organo di garanzia, anzi il massimo organo di garanzia. Il suo primo dovere è quello di essere, e di apparire, imparziale. Non può dire « il partito Tal dei Tali non mi piace », anche se lo pensa, deve limitarsi a sussurrarlo in un orecchio a sua moglie. Oggi invece assistiamo ad un profluvio di dichiarazioni ‘politiche’ da parte dei magistrati, in convegni, in dibattiti, in conferenze stampa, nei talk show, e spesso su procedimenti in corso e addirittura su procedimenti di cui hanno la titolarità. Ci furono tempi, non poi tanto lontani, in cui il magistrato parlava solo ‘per atti e documenti’. Erano, appunto, altri tempi. Di un’Italia più sobria, meno narcisista e più civile.

Massimo Fini
Fonte: http://www.gazzettino.it/
11.01.2013

Pubblicato da Davide

  • paulo

    Fini, perché hai scritto tanto? Se sembra un cane, abbaia come un cane, mangia come un cane, cos’è? In un Stato corrotto e alle corde come il nostro, credi che la magistratura sia qualche isola felice di onesti cittadini? Mah..

  • nigel

    Bell’articolo, duro e incisivo quanto basta.

  • luca

    Semplicemente… e’ il candidato per la loro attivita’…. da sempre hanno recitato la farsa buoni-cattivi, imparavano dai processi verbali “organizzati” dai “compari sbirri” (a cosa serve la mafia americana ?).
    Ora escono allo scoperto…
    il “tamburo di latta” napolitano…era l’ultimo cavallo per imporre i traditori in mezzo a noi… il primo a scendere dalle corde e’ stato monti… queste “magistr-entry”.. completeranno la magia ! basta solo che noi, continuiamo in questa “virtual-solitude”.
    l’altro sera cercavo il banchetto di Grillo per firmare… ma era un banchetto di casaPound… non mi sono fermato perche ero in compagnia della mia topona Russa… perche’ avrei iniziato un’argomentazione con loro…
    ma ero curioso di chiedere se gli sbirri li vicino erano a loro protezione..
    il Grande Mussolini e’ stato l’unico a portare il paese in autarchia! …fuori dal controllo dei banksters “jewus”…
    ma temo che CasaPound si sia fatta infiltrare dai soliti…. ed il nobile scrittore Ezra Pound… si associerebbe al Duce per eliminare i traditori… e sono davvero tanti..

  • kenoby

    SE FOSSERO SOLO QUESTI I PROBLEMI DELL ITALIA STAREMMO UNA PACCHIA!!!

  • clausneghe

    Perfettamente d’accordo con quanto espone Massimo F.
    In più, non mi piacciono i giudici, che alla fine saranno giudicati a loro volta..Indovinate da chi.. Poi, sono gli stessi che non si fanno scrupolo a mandare in galera persone innocentemente stupefatte o coltivatori di “fiori del male” resinosi.. Giudici che obbedite proni a giovanardi gasparri e fini (spero nemmeno parente di Massimo) un grande PRRRRRRRRRRRRRRR!

  • mincuo

    Giudici “Comunisti” non lo so e poi io non credo a queste cose nel senso che i comunisti non ho mai avuto il piacere di conoscerli, salvo qualche intellettuale amico ma non certo di quelli che hanno fatto carriera. Mica si fa carriera con idee comuniste. Con quelle Bolsceviche si può far carriera, ma se hai quelle comuniste allora sei solo un fesso.
    Però, detto questo, Berlusconi è stato “attenzionato” molto dalla magistratura, questo è fuori discussione, appena entrato in politica, e per ogni cosa, grande o piccola compresi i cocci nel terreno, o altre cose. Gli hanno aperto inchieste su tutto e fatto 800 verifiche fiscali, mi pare.
    Tutto bene se non fosse che altri nel frattempo si sono venduti ad amici e ricomprati e rivenduti pezzi interi di Stato per centinaia di miliardi cosa che Berlusconi non ha mai fatto, mi risulta, ma nemmeno un centesimo ha fatto.
    Ma di quelli i magistrati non si sono mai accorti, nè se ne sono accorti i giornali o le TV. E anche Massimo Fini pare che non c’era e se c’era non ha saputo e se ha saputo non ha capito, oppure non ha visto e se ha visto non ricorda e se ricorda allora gli si è paralizzata la mano quando doveva scriverne. E gli è rimasta anchilosata anche oggi.

  • vraie

    se questi fossero i problemi starei tranquillo … l’italia è morta per sempre, ll nostro governo ha la sua sede all’estero … e facciamo i saggi ateniesi? ma dai …. fa ridere!!
    (a parte che se quei magistrati avessero fatto gli interessi di un solo partito, non avendo la forza di ghigliottinarli subito – che anche Fini non ha, essendo un garantista della democrazia inesistente – sarebbe meglio venissero eletti per quel partito e lasciassero ad altri più “puri” il proprio posto, fosrse, giust’appunto, a Fini)

  • Ercole

    Giudici candidati in partiti (udite ,udite) di “sinistra ” e di “estrema sinistra” siamo alle comiche finali, chiamiamo le cose con il vero nome,sono partiti borghesi ,revisionisti, e soprattutto opportunisti .Se questi partiti fossero COMUNISTI, dovrebbero mettere nel loro programma la distruzione dello stato borghese per via rivoluzionaria ,e denunciare il vero ruolo della magistratura :organo di repressione dello stato capitalista ,nei confronti di chi si oppone alla sua dittatura.Chiedetelo a chi come me era presente al G8 di Genova…..

  • Truman

    Si, i giudici dovrebbero fare i giudici. E i dottori dovrebbero curare le persone. E i politici dovrebbero rappresentare i loro elettori. E le forze dell’ordine dovrebbero difendere la legge. E le banche dovrebbero custodire il denaro dei correntisti…

    Direi che non c’è quasi nessuno oggi in Italia che fa quello che si aspetterebbe il cittadino, per cui il rilievo di Fini ha qualche senso, ma mi appare del tutto marginale.

    Del resto a queste elezioni si sta candidando mezza Italia, non vedo perchè non ci possa anche essere qualche giudice. Potrebbe essere l’ultima abbuffata e tutti vogliono partecipare.

  • Jor-el

    Se almeno non si candidassero nel Pd & affini…

  • Primadellesabbie

    Ci sono tre “mestieri” fuori dal mazzo, delicati per diverse ragioni: Il prete, il medico ed il giudice. Come chiunque può notare, se vuole, le aree d’azione di queste tre figure pongono enormi problemi, dovunque.

    I nostri pregiudizi (leggi ottusità) culturali ci impediscono di capire che chi deve ricoprire questi ruoli deve essere scelto in modo diverso da chi vuole fare il meccanico o il fornaio, e non per ragioni di studio o intelligenza.

    Si dovrebbe consentire di fare il medico solamente a giovani che dimostrino una reale propensione a questa attività e un relativo disinteresse al denaro e ad altre forme di celebrazione esteriore. Il giudice scelto “per concorso” é una cosa risibile e patetica, dovrebbe essere scelto tra cittadini adulti che abbiano dimostrato equilibrio, durante la loro vita e si siano meritati la stima dei concittadini; saranno affiancati da giovani e ferrati tecnici, esperti in giurisprudenza. Questo modello esisteva sei mila anni or sono. Mi esimo di parlare del prete per questa volta.

    Oppure continuiamo così e non lamentiamoci.

  • Ercole

    quello di cui parli si chiama meritocrazia,non puo esistere in una societa basata sul profitto ,in cui l’imperativo e come inculare il prossimo,tutti i mezzi sono “leciti”…….solo quando cambieranno i rapporti di produzione potranno emergere i talenti ,poiche verra a cadere l’interesse individuale, e prevarra l’interesse generale….

  • luca

    La tua premessa e’ perfetta… quindi perdonami PdS, non voglio fare il “rompicoglioni”… ma anche il fornaio ha la stessa importanza del prete… cio’ che manca e’ l’antica Liturgia…
    mia nonna analfabeta, classe 1889, possedeva terra (del marito, che era al fronte del Sabotino) per produrre farina da polenta per sette figli, considerava nel computo : le due Bestie che aravano la terra (le Nobili Mucche), il Cane e le Galline (i GATTI garantivano la salubrita’ della soffitta adibita al mais), e il “consumare poco” era la vera SACRALITA’ della vita, perche’ riusciva a regalare farina da polenta per le famiglie meno fortunate. Ma la dignita’ era identica ..
    e adesso questi parassiti, fino a ieri erano “a servizio” delle massonerie-otan…e fanno affidamento sulla farsa-democrazia della cocacola che dal dopoguerra e’ stato il loro padrone. Egli ha garantito il successo per “bassi accordi” con il loro compare (spesso in divisa). ..e pretendono di insegnarci l’ordine col manganello ???? contattami e forse qualche carabina da sniper la rimediamo

  • Tonguessy

    Assolutamente d’accordo sulla desacralizzazione della vita postmoderna, ma mi sorge spontanea una domanda: se la buonanima della nonna avesse potuto scegliere cosa avrebbe preferito tra polenta razionata sacralizzata e pasti quotidiani abbondanti desacralizzati? Lo chiedo senza il minimo di ironia (nè tantomeno sarcasmo) perchè la saggezza dei nostri vecchi una volta messa a confronto con l’apertura della cocacola (per sintetizzare) ha dovuto segnare il passo. Certo, non i nostri nonni direttamente magari, ma i loro figli. Cioè noi. Che siamo stati educati a quella sacralità. O no?

  • Primadellesabbie

    La vita della nonna, che sapeva “sacralizzare” con il suo comportamento ciò che le stava intorno, avrebbe dovuto essere protetta, come quella di ognuno di noi, dall’avvento della “cocacola” e di tutto ciò che, facendo leva sui più bassi istinti (o sugli istinti delle persone più basse), ci ha portato a questo punto e non accenna a fermarsi.

    Per precisazioni in merito all’Autorità che avrebbe dovuto intervenire rivolgersi a Dante Alighieri (opera omnia).

  • Tonguessy

    Dato per scontato che l’Autorità deve ancora rispondere relativamente a questioni spinose come Auschwitz (un giorno dio dovrà darmene spiegazione, scritto su uno dei muri) dubito che possa operare intervenendo in qualsiasi forma e modo.
    Sul sacro: credo fermamente che la fame ed il dolore siano quanto di più sacro esista. L’abbondanza agisce quindi come desacralizzante. Ma davvero ci vogliamo tenere la fame perchè è sacra? Pare quasi che tu voglia tenerti la fame per proteggere il senso di sacralità che una vita precaria comporta. Ma sono sicuro di avere interpretato male.

  • Primadellesabbie

    No, l’abbondanza non agisce come desacralizzante (anzi) a patto che sappiamo limitarci a prelevare quanto ci serve, alcuni lo sanno fare, altri dovrebbero essere educati a farlo (attenzione: non a tutti sono necessarie le stesse cose, o nella stessa misura). Non vorrei indurre, involontariamente, a sottovalutare le difficoltà e complessità che questo discorso comporta: é per questo necessaria una particolare forma di autoritá.

    L’abbondanza diventa una piaga sociale quando ci costringiamo a modificare le nostre esistenze (impoverendole) in funzione di una produzione esagerata o di beni futili (é questo che intendevo con “cocacola”), che anziché renderci più ricchi o coscienti o liberi, ci imprigiona nella banalità e nel vuoto che ognuno può comodamente constatare.

  • Tonguessy

    E se fosse invece l’autorità la causa di tutta questa abbondanza desacralizzante? In fin dei conti nelle comunità di cacciatori-raccoglitori esiste un’abbondante anarchia e una perenne mancanza di autorità (a parte quella morale). Per il resto chiunque è uguale a chiunque altro e nessuno può vantare alcuna autorità. Pare che la produzione esagerata di beni futili (attuali, o di beni di lusso di ogni tempo) sia conseguente ad un certo ordinamento sociale. Che comporta molte autorità.
    Il libro testamento di PK Feyerabend è “La conquista dell’abbondanza: una storia sull’astrazione contrapposta alla ricchezza nell’essere” dove dice grosso modo che l’abbondanza si è trasformata in saccheggio grazie a strutture di pensiero e di autorità mai sufficientemente messe in discussione.
    Forse ha ragione….

  • Vocenellanotte

    Bello e impossibile a meno di non accettare di contare ognuno un pelino di meno. Giusto ma non attuabile. Almeno per oggi.

  • nuvolenelcielo

    Parole sante. E più che: “si finisce per dare ragione a Berlusconi”, direi: “si dimostra che Berlusconi ha ragione”.

  • Primadellesabbie

    Ho l’impressione di dover chiarire che non intendo il termine “autorità” come conseguenza ed applicazione di una qualsiasi gerarchia, ma come entità depositaria di speciali e precise conoscenze. É impensabile usare il termine anarchia per realtà primitive (teoriche) come quelle proposte (che in pratica si sono sempre rivelate molto più sofisticate di quanto immaginato). In questi scambio faccio riferimento a organizzazioni sociali complesse. Non ho letto Feyerabend, mi dispiace.